Uno sguardo dal picco
Ne abbiamo parlato spesso qui, dei problemi che ha l'Iran con la produzione di petrolio. Ancora di più, con l'enorme consumo interno (sovvenzionato) che fagocita la produzione. E inoltre, con la scarsa capacità di raffinazione che costringe il Paese ad importare benzina.
Da qualche anno si vocifera che presto l'Iran non sarà più in grado di esportare. Un articolo reperito sul Gulf Times sembra ribadire per l'ennesima volta tale ipotesi.
L'Iran, il secondo più grande produttore di greggio dell'OPEC, potrebbe ridurre il suo output fino al 25% e cessare le esportazioni a causa dei giacimenti in declino e della mancanza di investimenti. La produzione potrebbe scendere fino a 3 milioni di barili al giorno nel 2015 dai 4,02 dell'anno scorso.
Come sta accadendo in altre parti del mondo, il basso prezzo del barile e la crisi del credito stanno fermando i già scarsi investimenti in Iran. Il declino della produzione iraniana è calcolato intorno all'8% annuo: una debacle. Si potrebbe tamponare la situazione attraverso la gas reinjection, un sistema che incrementa l'output di un giacimento attraverso iniezioni di gas che aumentano la pressione, ma tale tecnologia è scarsamente utilizzata in Iran. Anche lo sviluppo degli impianti di Bandar Abbas, Arak, Lavan, Tabriz, Isfahan e Shiraz aiuterebbe ad aggiungere ulteriori 450 mila barili al giorno.
Ma l'Iran naviga in cattivissime acque, da un punto di vista economico. Il prezzo del petrolio così basso sta mettendo in ginocchio l'economia, e pensare ad investire è difficile. Il petrolio iraniano è destinato a rimanere sottoterra? O qualcun altro si incaricherà di estrarlo?
Senza considerare che diverse Service Companies americane hanno deliberatamente scelto di non operare in Iran.
E l'ostacolo non e' aggirabile, queste aziende non sono neanche disposte a vendere tecnologia a terzi, che potrebbero formalmente aggirare il blocco.
@3
ENI come investimenti se ne sta andando dall'Iran. Mancano garanzie finanziarie da parte delle grandi banche internazionali. Non solo ENI, ma tutte le Western Big Oil non americane. Però i Cinesi che hanno tanti soldi da spendere (soldi americani, ovviamente) stanno allegramente sostituendosi all'uomo bianco. Chiaro?
@ 22 diciamo allora che siamo in quattro :-))
Per inciso e ripetendomi per la millesima volta (tra questo blog e il forum di crisis), io alla storia della distruzione della domanda non ci ho mai creduto.
Sto aspettando dati più precisi (mancano ancora quelli del quarto trimestre), ma già oggi una prima conferma arriva dall'IEA.
Nell'anteprima del suo Oil Market Report di Dicembre, l'agenzia ha diffuso un'aggiornamento sulla stima della domanda per il 2008. Ebbene...il calo previsto è di circa 200.000 b/g...ovvero lo 0,25% in meno del 2007 !!!!!!!!!
paolo zamparutti ti devo chiedere scusa io per essere stato cosi poco sveglio:( midispiace davvero e ti chiedo nuovamente scusa,il fatto è che quell povero popolo si trova tra il martello(usa)e l'incudine(stesso regime iraniano) e non sa più in cosa sperare per salvarsi da questo incubo(un futuro conflitto contro gli usa non voluto sicuramente da loro ma per colpa di quell ahmadinejad),speriamo bene.
#21 Aldo
Saremo magari tre fessi, ma anche a me è già balenato più volte lo stesso [irragionevole?] dubbio.
ma non penso che il gioco possa durare per molto, anche con la crisi in USA i consumi del resto del mondo comunque continuano ... e si va a vedere le riserve reali.
Ste [#15]: "io ho come l'impressione che qua ci facciano passare "l'effetto" come se fosse "la causa", ovvero, ci dicono che diminuiscono i consumi per non dirci che che sta calando produzione"
Saremo magari due fessi, ma anche a me è già balenato più volte lo stesso [irragionevole?] dubbio.
Sarebbe opportuno che in Iran si avviasse un programma di nucleare civile, per modificare il profilo del consumo interno,
ma la diversificazione dell'economia persiana è fumo negli occhi della strategia di lungo periodo USA, ed è la logica di controllo che utilizza l'impianto delle sanzioni internazionali.
L' Europa ha gran bisogno dello sviluppo dell'Iran, la circostanza non è secondaria nell'impostazione della politica estera USA delle sanzioni.
Obama ha pubblicamente annunciato in campagna elettorale che il dialogo diretto è indispensabile. Quello propedeutico indiretto da parte iraniana è tangibile, sia nel teatro iracheno che nel mondo sciita, con l'assunzione di responsabilità nella "stabilizzazione", mentre da parte USA ancora si insiste sul percorso delle sanzioni che è il lascito avvelenato dell'amministrazione precedente.
E' evidente che in tempi brevi Obama dovrà sciogliere il nodo con l'avvio reale di una fase diplomatica. Sarebbe un segno concreto nella direzione della discontinuità che tutti auspichiamo, dopo tanti di senso contrario.
Il popolo dell'Iran ha gia pagato molto alla geopolitica, cosi come quello dell'Iraq .
@18
Il ragazzo deve essere nuovo di questo blog, altrimenti avrebbe afferrato la tua "lugubre" ironia...:-)
babak, il mio intervento era ironico, volevo mettere in risalto enfatizzandolo un modo di pensare che non è certamente mio, ma di chi pianifica interventi militari per il petrolio.
Mi scuso per non essere stato più chiaro.
risposta a
paolo zamparutti:Se invece dimezzassero i pezzi di merda come te che scrivono cosi di un popolo?
qualcuno è informato sull'andamento dei consumi USA? verosimilmente in calo ma di quanto?
mah, io ho come l'impressione che qua ci facciano passare "l'effetto" come se fosse "la causa"
ovvero, ci dicono che diminuiscono i consumi per non dirci che che sta calando produzione
è vero, il prezzo è al ribasso, ma se non sbaglio il prezzo è determinato dal "futuro", e non dal "presente", quindi la sua quotazione al momento lascia un po' il tempo che trova.
insomma, prima ci titolano "calo di consumo a dx e a manca", e poi subito dopo: "opec decide di tagliare la produzione"
eccheccavolo, l'IEA è stata chiara: dall'anno prox, calo tra il 6% e il 9%
Si moltiplicano e diventano sempre più seri i segnali di rallentamento dell'economia cinese. Un dato significativo uscito oggi riguarda il calo delle importazioni di petrolio nel mese di novembre: per la prima volta da un decennio gli acquisti di greggio compiuti dalla Cina sono diminuiti, scendendo a 13,36 milioni di tonnellate, rispetto a 13,61 milioni nel novembre 2007. La contrazione può sembrare modesta ma va confrontata con la dinamica di fortissima crescita dei consumi energetici che era durata per gran parte dell'anno: nei primi 10 mesi infatti il tasso di aumento delle importazioni petrolifere era stato del 9,5%. L'improvviso rallentamento degli acquisti di greggio da parte della Repubblica Popolare dà ragione alle previsioni - uscite oggi in simultanea alla Banca mondiale e al Dipartimento dell'Energia di Washington - che vedono un netto calo dei consumi petroliferi mondiali nel 2009.
da Repubblica.it
#6
Sgarbi chi? quello che sparava cazzate e fango su falcone e borsellino?
il pappone delle belle arti italiche?
War!
war è l'unica possibilità di estrarre petrolio dall'iran oppure tutte le parole usate per il famoso picco del petrolio erano una bufala! se davvero mancasse petrolio credete che a 40 verdoni le corporations del settore petrolifero si farebbero scappare quest'opportunità?
a 40$ venderebbero le loro madri, altro che snobbare l'iran...
nutro seri dubbi sulla questione del picco.
Tornando in tema: certo, gli iraniani possono anche reiniettare gas nei giacimenti, o iniettare azoto, etc.
Ma con una avvertenza: queste tecniche non incrementano seriamente le risorse totali estraibili, si limitano a farle venire fuori più in fretta.
In soldoni: servono solo a barattare un declino leggero oggi con un tracollo verticale tra qualche anno. Cantarell docet.
E la sicilia, mi sembra la regione migliore per svluppare al meglio un'industria delle rinnovabili. Sia come potenzialità i vente e sole, per non pensare alle dirette ricadute sull'occupazione in loco.
Ma oramai nei dibattiti, non si parla più manco di darlo un lavoro a chi non ce l'ha, si preferisce pagare meno chi già ce l'ha. Comunque questi predicano sempre peggio e razzolano da far skifo.
@6
Scandalosa campagna contro l'eolico da parte di note lobby.
Il popolo bue ha un minimo di materia grigia tanto da rendersene conto? :-(
La Cina, guess...
evviva l'ecologia :):):
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09-12-2008
SICILIA/ENERGIA: LOMBARDO, IMPIANTI EOLICI NON PRODUCONO BENEFICI
(ASCA) - Palermo, 9 dic - La Sicilia continuera' ad avere solo stabilimenti che producono energia tradizionale o favorira' nuovi impianti, oltre quelli esistenti, di quella rinnovabile (eolico e fotovoltaico)? Ben presto questo nodo sara' sciolto dal piano energetico che la giunta Lombardo dovrebbe varare in tempi brevi. Intanto, oggi, un ''attacco'' agli impianti eolici e' arrivato da Vittorio Sgarbi, dal presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, che ha posto anche qualche dubbio su un certo tipo di impianto fotovoltaico, e da Carlo Ripa di Meana, responsabile di Italia Nostra, durante un incontro promosso dal critico d'arte dal tema: ''Pale eoliche e devastazione del paesaggio siciliano''.
''Gli impianti eolici - afferma Sgarbi - stanno producendo un solo risultato: le loro pale deturpano il paesaggio e 'stuprano' il territorio. Ad esempio se da Francofonte volete vedere l'Etna..... non la vedete, vedete solo delle pale che oscurano il paesaggio''.
Secondo me il quadro geopolitico a livello mondiale sta mutando troppo velocemente per permettere a lorsignori yankee di fare quel che vogliono senza conseguenze nefaste.
e' sufficiente dimezzare la popolazione iraniana che il paese torna ad esportare tranquillamente
come sta messa mamma ENI da quelle parti?
la seconda che hai detto... non ci credo che gli USA hanno rinunciato a mettere le mani sull'Iran...anzi le manovre in atto sul Pakistan fanno pensare che vogliano completarne l'accerchiamento...
"O qualcun altro si incaricherà di estrarlo?"
Forse i Russi? O gli yankee? A 40 $/b?
alle 18:48
Barbara
A proposito dell'articolo proposto da luca, Mercoledì 10 Dicembre 2008 ore 12:09
09-12-2008
SICILIA/ENERGIA: LOMBARDO, IMPIANTI EOLICI NON PRODUCONO BENEFICI
(ASCA) - Palermo, 9 dic - La Sicilia continuera' ad avere solo stabilimenti che producono energia tradizionale o favorira' nuovi impianti, oltre quelli esistenti, di quella rinnovabile (eolico e fotovoltaico)? Ben presto questo nodo sara' sciolto dal piano energetico che la giunta Lombardo dovrebbe varare in tempi brevi. Intanto, oggi, un ''attacco'' agli impianti eolici e' arrivato da Vittorio Sgarbi, dal presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, che ha posto anche qualche dubbio su un certo tipo di impianto fotovoltaico, e da Carlo Ripa di Meana, responsabile di Italia Nostra, durante un incontro promosso dal critico d'arte dal tema: ''Pale eoliche e devastazione del paesaggio siciliano''.
''Gli impianti eolici - afferma Sgarbi - stanno producendo un solo risultato: le loro pale deturpano il paesaggio e 'stuprano' il territorio. Ad esempio se da Francofonte volete vedere l'Etna..... non la vedete, vedete solo delle pale che oscurano il paesaggio''.
....mi chiedo: "E il ponte sullo stretto sarà invece uno spettacolo???"