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Ucraina e gas, gennaio al freddo?

Sabato 27 Dicembre 2008, 16:49 in Gas di

Ci risiamo con la storia Russia-Ucraina-gas. Già negli scorsi anni se ne era parlato, e i termini del problema non sono molto cambiati. Per esempio, l'Ucraina è ancora il Paese più energivoro del mondo (e lo credo, col gas quasi gratis).

Secondo una notizia di oggi, ci sono un 50% di probabilità che la Russia tagli le sue forniture di gas all'Ucraina entro il primo gennaio: questo dichiara la Gazprom. Kiev deve a Mosca 2 miliardi di dollari di bolletta arretrata, e sono così stati graziosamente invitati a saldarla. Non esiste solo l'opzione cash, ci tiene a far sapere la Russia, che paga 1,7 dollari per far transitare 1000 metri cubi x 100 km di gas destinato all'Europa sul territorio ucraino: oltre ad agire su queste royalties, esiste anche l'opzione di cedere una parte delle riserve di gas ucraine. Per il momento, Kiev non risponde.

Intanto, qualcuno dipinge scenari. E immagina l'Ucraina a gennaio, con 20 gradi sotto zero, che rimane senza riscaldamento. Cosa faranno allora milioni di cittadini pena l'assideramento? Probabilmente si metteranno in macchina con tutta la famiglia verso occidente per uscire il prima possibile da un Paese condannato al gelo...
 

14
14 commenti
14
31 Dic 2008
alle 14:50

riccardo

ed oggi i tg rai, ora di pranzo, rilanciano che da domani mattina russia chiude rubinetti gas ad ucraina se non firmano subito accordo (= pagano)

bel capodanno...

13
31 Dic 2008
alle 13:04

Eleonora, Blogosfere Staff

Debbi, sei arrivata in anticipo rispetto al Corriere (apertura online). La solita Cassandra, buon 2009!

12
31 Dic 2008
alle 00:27

Lokasenna

Smettiamola di scrivere: "l'Europa trema", "sacrifici per gli italiani" o "inverni al freddo", non succederà niente del genere. Ricordiamoci che la Russia campa con i nostri soldi, se saltiamo un pagamento gli crolla l'economia, noi al limite ci copriamo un po' di più..

Avete visto le tv russe ultimamente? Sono patetici seguono 24ore su 24 i prezzi del petrolio con analisti che cercano di rassicurare che tutto è temporaneo, del resto lo stesso Putin si aspetta un aumento dell'instabilità sociale.

11
30 Dic 2008
alle 22:00

riccardo

con investimenti pari al costo di una centrale nucleare, quanto metano potrebbe essere risparmiato da quelle parti?

il libro "fattore 4" - per me una bibbia in tema - mi ha inegnato il concetto di negawatt. semplice ma geniale

10
30 Dic 2008
alle 10:44

Omar B.

@9

anche la romania in quanto efficienza energetica è un colabrodo

il problema? ovvio, i soldi, quei pochi che hanno li usano per comprarsi cellulare, i-pod o maglietta griffata, oppure per rendere più accattivante e sportiva una dacia logan

non certo per risparmiare gas

9
30 Dic 2008
alle 10:06

david c.

Sono stato in ucraina un anno fa.

100 mc di metano costavano un euro(quasi gratis).

La città dove ero andato era fatta di tanti palazzoni da 10 piani.Ogni 20-30 di questi c'era una centrale che forniva di acqua calda per il riscaldamento.Mi immagino le condizioni dell'efficenza energetica di queste caldaie e l'efficenza nel trasporto del calore con prezzi del metano a quei livelli.(tenete presente che una volta il metano era gratis)

Cio' nonostante la bolletta energetica degli appartamenti ucraini non è economica, e chi se lo puo' permettere, spende per mettersi il riscaldamento autonomo.(almeno 1000 euro credo)

Tenete presente che il reddito medio in ucraina un anno fa era intorno ai 100 dollari al mese.

Qui veramente l'efficenza energetica potrebbe fare miracoli, il problema è che non ci sono soldi.

8
29 Dic 2008
alle 16:34

vil

putin poco fa ha sentito yushenko e dice che l'ukraina continua a non voler pagare e che per ora la situazione è immutata. stasera mi attrezzo e vado a metter mano ad un paio di secolari che crescono lungo il corso, fino a marzo dovrebbero bastare.

7
29 Dic 2008
alle 14:12

Omar B.

l'impressione è che per il mometno il giochetto aiuti entrambi

 alla fine l'europa vedrà salire il prezzo, per la felicità del produttore russo e anche dell'ucraina, che la sua fetta la sa far ben valere

certo, con il gasdotto nel baltico i russi sembrerebbero voler aggirare l'ucraina, ma penso che l'obiettivo sia solo mettersi in una posizione ancor più vanataggiosa, difficilmente rinunceranno alla carta ucraina per fra salire il prezzo

6
29 Dic 2008
alle 12:58

max

come il 1° gennaio '07 ci risiamo con le intimidazioni gazprom all'ucraina.

vorrei fare solo notare che allora si era parlato di strategia putiniana (a capo di una energocrazia) per punire la rivoluzione arancione 2004 di kiev colpendo al momento più favorevole, cioè quando ci sono -10° e ci si deve per forza riscaldare. E l'europa trema.

ora, alla luce di ciò, mi sembra che il giochetto sia ricominciato alla grande e si risolverà a tarallucci e vino perchè interverrà la pasionaria julia timoschenko, ossia la donna più potente del globo che sguazza nel settore energetico, mica pizza e fichi.

kippà gad lerner dedicò per l'occasione una bella puntata speciale sulla diatriba gazprom-kiev con in studio lo stratega eni leonardo maugeri e altri lumi dell'energia.

quindi state calmi, la bionda julia accontenterà tutti!               si prega di rispettare il turno.                                         non insistere.                                                                 la direzione.

5
29 Dic 2008
alle 12:13

luigi db

il problema di yushenko è che potrebbero salire in auto per andare a votare, non ad antibes... bel blog, un saluto,

luigi

4
29 Dic 2008
alle 09:25

angel guitar

MONDO
ILSOLE24ORE.COM > Mondo ARCHIVIO
Petrolio: dopo l'Opec l'Ecuador azzera la produzione Agip
dal corrispondente Roberto Da Rin

commenti - | | 28 dicembre 2008


BUENOS AIRES – Una mossa a sorpresa. Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha comunicato sabato sera «il taglio di tutta la produzione petrolifera dell'Agip in Ecuador». La decisione di Correa fa seguito alle indicazioni dell'Opec (il cartello dei Paesi esportatori di greggio, di cui l'Ecuador fa parte) che prevede una riduzione di 2,2 milioni di barili al giorno per far fronte al crollo dei prezzi. Basti ricordare che pochi mesi fa, in luglio, venne toccato il record di 147,27 dollari al barile mentre nei giorni scorsi il petrolio è sceso sotto quota 35 dollari.

A Quito, secondo la ripartizione tra i Paesi produttori, tocca un taglio di 40mila barili al giorno. La società del gruppo Eni ne produce circa 20mila in Ecuador, per cui è probabile che il Governo del Paese sudamericano effettui altre comunicazioni nei prossimi giorni, riguardanti altre compagnie. Certo, il presidente Correa ha usato toni duri nei confronti della società italiana: «Ho già dato ordine al ministro del Petrolio di tagliare tutta la produzione di Agip », ha dichiarato. E ha aggiunto che «con il contratto relativo all'erogazione dei servizi con il gruppo italiano stiamo perdendo soldi, paghiamo più di quanto riceviamo».

Non è chiaro se il taglio deciso da Correa sia una misura unilaterale o sia stato in qualche modo concordato con i vertici dell'Agip in Ecuador. Su quest'ultimo aspetto dal Cane a sei zampe nessuna replica ufficiale, anche se fonti interne al gruppo - interpellate dal Sole 24 Ore.com - hanno sottolineato che l'impatto sulla produzione determinato dal taglio annunciato da Correa è «marginale». La produzione complessiva giornaliera di Eni su scala globale è di oltre 1,7 milioni di barili al giorno, nella sola Libia l'estrazione è di circa 300mila barili. «In Ecuador - è stato ancora il commento della fonte Eni - la nostra presenza è limitata».

Intanto sabato lo stesso Correa ha annunciato il riacquisto dei bond caduti in default dodici giorni fa. Lo scorso 15 dicembre il presidente ha annunciato la sospensione del rimborso degli interessi per i "Global 2012", pari a 30,5 milioni di dollari. Correa ha dichiarato che il Governo ecuadoreño fará «una proposta per ricomperare quelle obbligazioni, molte delle quali hanno già dato grandi rendimenti agli speculatori». E ha specificato che l'acquisto «avverrà ovviamente a un prezzo inferiore al loro valore nominale».

Il debito estero dell'Ecuador è pari a 10,6 miliardi di dollari, di cui oltre un terzo (3,8 miliardi) collocato nei Global Bond scambiati sui mercati internazionali. La battaglia sul pagamento del debito si preannuncia aspra: la Banca centrale di Quito ha calcolato che per un debito contratto nel 1976 di 10 miliardi di dollari, già nel 2005 erano stati restituiti ai creditori 31,4 miliardi di dollari e ciononostante l'Ecuador continuava a essere al punto di partenza, indebitato per più di 10miliardi di dollari. Per questo Correa non esita a parlare di «debito illegittimo ».

2
28 Dic 2008
alle 19:17

vil

L'Ukraina è tornata sotto i riflettori durante la guerra in Ossezia del sud per aver armato in modo consistente shakashvili e aver dato sfogo a un comportamento alquanto isterico: oggi il paese rischia di farsi un inverno senza gas, il cambio col dollaro raddoppiato, ha un colossale debito per il gas, è quasi in rischio di default. Da poco cmq hanno finito di riempirsi le scorte di gas e dicono che se i russi staccano loro usano quello ma anche quello non è stato ancora pagato. vedremo, personalmente vedo probabile lo scenario dove si utilizzerà il gas di riserva, poi probabile ci siano cambiamneti politici.

1
28 Dic 2008
alle 16:49

fedez

Be' sinceramente se a casa mia si toccassero i meno venti gradi e la caldaia si spegnesse mi metterei a fare legna piuttosto che prendere l'autostrada per Cap d'Antibes. Ma l'Ucraina fa la furbetta aspettando che siano i timori dell'Unione Europea a toglierle le castagne dal fuoco? Mentre ci penso vado a mettere un altro samovar sul fuoco.

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