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A quando i pizzini?

Sabato 10 Gennaio 2009, 00:43 in Esperti di

No, io dico. Davvero. Non se ne può più. Sarà che dopo anni che uno ingoia di questa sbobba alla fine scoppia, sarà che a starci dietro ci consumi la vita, ma io delle dichiarazioni dei vari Ministri del Petrolio, pezzi grossi OPEC, addetti delle compagnie petrolifere non ne posso proprio più.

Diciamolo chiaro, ragazzi: questi comunicano come Cosa Nostra. E' un'affermazione fortina, lo ammetto, ma le alternative sono che si tratta di imbecilli oppure che ci prendono per il c...

Sentite questa (una delle Nmila che le agenzie lanciano a getto continuo):

Oil demand could fall 45 percent due to the global financial crisis, but investments should be increased to ensure supplies are maintained, a senior Saudi government official said.

La domanda di petrolio potrebbe crollare del 45% a causa della crisi finanziaria, ma gli investimenti devono essere incrementati per assicurarsi di mantenere l'offerta, sostiene un esperto del governo saudita.

Trovate un senso compiuto a questa dichiarazione, se ci riuscite. E il tipo, visto il ruolo, non è un cretino. Che diamine dice? Che si dimezza la domanda (e con essa i guadagni) ma che bisogna investire quattrini per sostenere... l'offerta? Ciò è demenziale.

O sta invece lanciando il solito consueto messaggino trasversale, guardate che anche se crolla la domanda crolla pure la produzione in campana ragazzi...? O altro messaggino trasversale di diverso genere a cui non arrivo perché troppo sottile per la mia grezza mente che pretenderebbe informazioni concrete e sensate?

Non so. Chiederò a Provenzano, magari ci traduce lui.

 

30
30 commenti
30
12 Gen 2009
alle 17:58

Alessio

La soluzione di un unico stato democratico in Palestina è un'aspirazione lodevole, seppure in questo momento sembri visionaria. Sarebbe l'ideale per fronteggiare i problemi che riguardano l'utilizzo delle risorse idriche. Tuttavia la creazione di un unico stato democratico pressupone l'istituzione dei diritti di cittadinanza, e tali diritti non cozzano soltanto con il cosidetto sionismo, ma con qualsiasi nazionalismo o movimento fortemente identitario ed etnocentrico. Quindi mi pare scontato che in tale contesto lo stesso movimento di Hamas non rientri in tali propositi democratici, come del resto esso stesso ammette senza remore, dichiarando esplicitamente la cancellazione della presenza israeliana dal medio oriente.

L'ascesa di Hamas è senz'altro il risultato della politica reazionaria di Israele di questi ultimi anni, quindi non ci si dovrebbbe stupire o scandalizzare se le masse palestinesi disperate si siano rifugiate in questo movimento, che oltre all'assistenza materiale fornisce e costituisce un potente collante morale ed ideologico: si sa, in qualsiasi epoca storica, ma succede anche per le singole vite delle persone, quando la situazione non è delle migliori, ci si rifugia nella religione, spesso nella sua variante piu' fanatica.

Detto questo e comprendendo le ragioni dell'ascesa di Hamas, dovuta principalmente all'ottusità della politica israeliana degli ultimi anni e alla diffusa corruzione presente negli apparati amministrativi dell'Anp, non capisco come si faccia a considerare Hamas come un movimento "progressivo", visto che si prefigge, come del resto fanno gli estremisti israeliani, uno stato di diritto basato sull'appartenenza etnica/religiosa.

E' difficile vedere in questo scenario delle vie d'uscita. In fondo ce la prendiamo tanto con una o l'altra fazione, pero' ci scordiamo che le responsabilita' storiche e profonde di tutto cio' sono di noi Europei. Infatti se non ci fossero state le persecuzioni degli ebrei, l'idea di ritornare in Palestina con tutte le sue nefaste conseguenze e la creazione di uno stato israeliano non avrebbe mai potuto prendere forma.

29
12 Gen 2009
alle 16:26

Michele

@27, 28

Ho letto l'articolo di Manno, che mi sembra risalga al 2007. La conseguenza che ne traggo, se i dati e i "trend" riportati sono corretti, è agghiacciante.

Se è veramente in corso un esodo da Israele delle persone laiche e ragionevoli, che non ne possono più di una guerra infinita, vuol dire che resteranno i fanatici fondamentalisti ebraici, che non sono meglio dei fondamentalisti islamici, ma in più hanno centinaia di bombe atomiche e, temo, la volontà di usarle come versione aggiornata delle trombe di Gerico. Tanto, Jeohva è con loro, e quindi essi non possono essere sconfitti, come insegna la Bibbia...

 

28
12 Gen 2009
alle 14:56

Cataldo

Al # 27 ho toppato il link, eccolo, fonte in via di classificazione.

27
12 Gen 2009
alle 14:53

Cataldo

@ riccardo #24
L'esistenza, riferita da Meyssan e altri osservatori, di una organizzazione paramilitare araba da utilizzare a Gaza per agevolare lo "spegnimento" di Hamas e della resistenza palestinese è assodata. Visti i pessimi risultati dei tentativi finora visti in Libano, e i negativi esordi a Gaza, ben anticipati e spiegati sempre dal citato Meyssan,  mi sembra avventata una loro utilizzazione, ma i tempi cambiano; gli attori sono diversi e più coesi, resta un punto centrale da monitorare per capire il destino dell'area.

In italiano qui, .

26
12 Gen 2009
alle 12:25

riccardo

@ghawar: si veda pure su T.O.D. (chi ce la fa, io no!)

25
12 Gen 2009
alle 12:24

riccardo

@20: blondet ha solo tradotto l'articolo già citato da queste parti o vi ha aggiunto qualcosa? già lo sapevamo che legge petrolio...

24
12 Gen 2009
alle 12:22

riccardo

@18: mi aiuti a capire chi sono questi paramilitari di cui parli?

22
12 Gen 2009
alle 09:43

Omar B.

@21

 ghawar.... dove trovi dati che puoi davvero definire attendibili?o meglio, supe-partes?

21
12 Gen 2009
alle 09:22

medo

Mah , qui siamo sempre a rincorrere la causa dell'effetto e ad attendere l'effetto della causa.

Gran parte della "crisi" è causata dall'esplosione del prezzo del greggio , dalla diminuita capacità produttiva (dal 2005) rispetto alla crescita della domanda , dal ripercuotersi di questi costi sull'alimentare e dalle crisi di "picco" di materiali quali il rame (soprattutto cileno) e l'alluminio o la depletion quasi completa di antimonio , tantalio , gallio , indio.
Il grosso del "dolore" è legato all'attuale "lento" e prossimo "rapido" tracollo della produzione petrolifera , soprattutto nel suo aspetto di esportazioni (che è quello che interessa ad esempio ai paesi europei). Davanti a paesi come ad esempio la Norvegia che in un "libro bianco" del 2002 annunciava almeno 50 anni di produzione petrolifera e tre giorni fa dichiarava -9,7% solo per il 2009 (!) con progressione della depletion geometrica e un massimo stimato di 2-4 anni per le esportazioni.

QUINDI quello che dice il signore saudita è , in buona sostanza , "confermiamo che il tracollo è in arrivo e che tutto il Male sarà dipeso da questo".

Studiatevi la situazione del giacimento saudita di Ghawar , da cui dipende l'ATTUALE stile di vita di tipo alcune centinaia di milioni di umani (anche moltissimi europei...) . La vita di queste persone dipende strettamente da poco piu' di un centinaio di piedi rimanenti di greggio (pesante) da estrarre a fronte di un 90% già estratto.

Davanti a questo , altro che speranze...
Come diceva Bakthiari : "le riserve saudite , per non parlare di quelle iraniane , sono sovrastimate di almeno 3 volte".

Eccoci qua arrivati alla banale verità. E come le verità più semplici farà molto male.

20
11 Gen 2009
alle 21:46

antonio na

OT:a proposito del rapporto tra gas e guerra a Gaza:

http://www.effedieffe.com/content/view/5897/183/

19
11 Gen 2009
alle 20:48

Cataldo

Qui invece si parla molto chiaro :)

18
11 Gen 2009
alle 11:59

Cataldo

@ Ippogrifo #15

La repressione a Gaza è foriera di ulteriori lutti, il vuoto di potere determinato dall'estenuante cambio di amministrazione USA  ha creato la situazione descritta da Meyssan.  Non ci sono sviluppi positivi in vista, l'insipienza europea rischia di compromettere la sicurezza nel mediterraneo in modo nefasto. Lo squilibrio strategico non trova argini politici di contenimento, la sfrontatezza criminale delle truppe sul terreno è un messaggio politico, che va oltre i bambini quotidianamente sacrificati all'altare della guerra.
Le elite europee sembrano non rendersi conto che la situazione è cambiata con il nuovo ruolo dell'egitto. Per non esagerare con l'OT aggiungo solo che la portata effettiva di questa ventilata formazione di "paramilitari"  è da verificarsi concretamente nello sviluppo degli eventi.

17
11 Gen 2009
alle 09:26

daniele.spagli

@13

Che vuoi Debora... che dopo aver sconfessato il picco per decenni si mettano a dire le cose col loro nome?

Vuoi vedere che poi questi clienti si rivolgono alla concorrenza?

;-)

16
10 Gen 2009
alle 22:33

Michele

La situazione del petrolio sembra farsi effettivamente grigia. Il 22 dicembre Bloomberg ha riportato che nel 2008 il giacimento di Cantarell ha avuto l'incredibile declino del 33%, contro il 15% atteso, che era già una percentuale alta. (http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601086&sid=aCH3J3wXRtcI&refer=latin_america)

Se si mette a declinare anche Ghawar (e mi sa che stia inizando), siamo messi proprio male. 

15
10 Gen 2009
alle 19:14

Ippogrifo

Cataldo, che ne pensi dell'attuale conflitto a Gaza? Quali scenari possibili per il Medio Oriente?

 

14
10 Gen 2009
alle 17:51

Cataldo

OT - Nomine

La prima nomina di Obama che promette qualche  cambiamento: Leon Panetta alla CIA, oltre ad essere uno fuori dal giro solito delle sette della costa east, è anche un paesano della diaspora calabrese nel mondo.Vedremo se sarà confermato, avrà vita dura da subito.

13
10 Gen 2009
alle 16:34

Debora/Petrolio

Ehm rosacroce, guarda che era un post ironico, lo capisco benissimo quel che vuole dire il tipo... ;-)

Però, ragazi, ci siete cascati tutti: tutti lì a decifrare verbi e avverbi per capire il messaggio nescosto! Visto che ho ragione, che parlano come Totonno 'o curto? :D

12
10 Gen 2009
alle 15:33

Alessio

Secondo me queste dichiarazioni potrebbero essere intese anche come un segnale nei confronti degli operatori di borsa nel settore energetico, sopratutto in questo momento in cui c'è la crisi del gas. Comunque gli investimenti sono indispensabili, non solo in vista di una futura ripresa(se mai ci sara'), ma anche per un relativo mantenimento della capacita' produttiva con una domanda in calo. Intanto sono stati diffusi i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti: il peggior dato dal 1945, ovvero quando molte aziende cessarono la loro produzione bellica; peccato che oggi manchi un'Europa da ricostruire. Vedremo che fine fara' il dollaro, chissa' se la Cina, vedendo i consumi americani crollare e di consuguenza le sue esportazioni diminuire drasticamente, decidera' di rinnovare i titoli di stato americani.....in questo caso potrebbe verificarsi una iperinflazione e molti paesi produttori di petrolio potrebbero sganciarsi dal dollaro.

@Karolina Teller

Scusa, e la crisi finanziaria? Guarda che la domanda non è crollata nemmeno quando il prezzo raggiungeva cifre intorni ai 130-140 dollari al barile, essendo essa anelastica. Così si rischia di confondere le cause con gli effetti. Ciao.

 

11
10 Gen 2009
alle 15:15

max

aspetta un momento che Dell'Utri e Confalonieri mi stanno dando qualche consiglio per decifrare i pizzini...

loro si che sanno il fatto loro:-P

10
10 Gen 2009
alle 15:01

Omar B.

anche a me 45% mi pare troppo

certo non è il massimo della chiarezza ma mi sembra un suggerimento interessato per uscire dalla crisi, dovesse esserci un netto peggioramento delle stime produttive di petrolio una ripresa se la sognano anche i piiù ottimisti

è la forma vigenti di economia che  lotta per sopravvivere
9
10 Gen 2009
alle 15:00

Omar B.

anche a me 45% mi pare troppo

certo non è il massimo della chiarezza ma mi sembra un suggerimento interessato per uscire dalla crisi, dovesse esserci un netto peggioramento delle stime produttive di petrolio una ripresa se la sognano anche i piiù ottimisti

è la forma vigenti di economia che  lotta per sopravvivere
8
10 Gen 2009
alle 13:51

Pinnettu

Ma che vuol dire crollo del 45% !!!!!!

Secondo me faceva riferimento al calo della stima di crescita della domanda. Cioè: la domanda invece di, chessò, aumentare di 1.000.000 di barili, aumenterà solo di 550.000 barili.

Un crollo del 45% sulla domanda mondiale, non sarebbe conseguenza di una crisi finanziaria, ma di un autentico tracollo di tutto l'apparto economico-industriale del pianeta.

Intanto i dati continuano a parlare di un calo 2008 su 2007 di neppure l' 1% !!!

7
10 Gen 2009
alle 13:48

Karolina Teller

E' una equazione della legge di mercato. La domanda crolla perché i prezzi sono (relativamente) elevati. In questo caso si rischia di vedere un effetto valanga nella riduzione della domanda, quindi si deve tentare di mantenerla "in vita" aumentando la produzione. Implicitamente si deduce una "temporanea" riduzione del prezzo, con lo scopo di mantenere elevato il livello della richiesta. Ottimisticamente, ciò presuppone una ripresa e successiva stabilizzazione. Ma poiché l'economia di mercato non è una scienza esatta, tutto ciò rimane estremamene aleatorio e non è affatto improbabile un cambio di strategia anche in tempi brevi. 

6
10 Gen 2009
alle 13:37

Lego

La domanda, dice, POTREBBE crollare = meno incassi per chi produce petrolio = più rischi di instabilità (vedi Iran, Venezuela ecc.)

Gli investimenti, invece, DEVONO essere incrementati = i pozzi si stanno esaurendo. (più velocemente del previsto).

Ecco, a mio avviso il messaggio sta tutto in quelle due paroline.

5
10 Gen 2009
alle 11:36

daniele.spagli

Beh... puoi prenderlo per un avvertimento in stile mafioso, ma è anche una verità lapalissiana, dopotutto l'ASPO lo dice da sempre.

E' un modo di dire che se non si fanno investimenti nella ricerca e nell'apertura di nuovi pozzi il petrolio mancherà... e lo farà prima del previsto, il prezzo calerà pure ma state sicuri che quando mancherà poi risalirà... ed è allora che ci sarà da far soldi: chi non risica non rosica.

Fino ad adesso tutti a lamentarsi che il picco veniva sempre negato... ora che lo dicono anche i produttori ci lamentiamo lo stesso?

4
10 Gen 2009
alle 09:56

Hackatao

Una doppia negazione fa una verità.

3
10 Gen 2009
alle 09:28

Luigi Lucato

basta sostituire domanda con produzione

e tutto ha un significato

anche le supertank usate come depositi

- quando sai che sta per mancare l'acqua 

  fai scorta.

troppo semplice ?

 

2
10 Gen 2009
alle 02:45

rosacroce

basta trovare chi è disposto a trivellare RIMETTENDOCI.

1
10 Gen 2009
alle 02:44

rosacroce

l'esperto sta dicendo che la domanda di petrolio crollerà per via della crisi economica.quindi anche il prezzo,con prezzo sotto i 40 o 70 dollari tanti giacimenti nuovi non saranno più sfruttati o ricercati ,perchè non più convenieti ,mancando il tornaconto economico.

in questo modo fra un anno o due o tre la produzione di petrolio crollerà e non riuscirà a soddisfare la futura domanda anche se in calo.

quindi bisogna continuare a spendere soldi per nuovi pozzi anche RIMETTENDOCI per adesso.perchè se no domani sarà una catastrofe dal punto di vista dell'offerta energetica.e per la società in genere.

semplicissimo

 

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