Uno sguardo dal picco
Il bel fustacchione che vedete qui a lato non è un aspirante al Grande Fratello, ma il Professor Mark Z. Jacobson dell'Università di Stanford, professore di Ingegneria Ambientale e Ingegneria delle Risorse Energetiche all'Istituto dell'Energia e Atmosfera, autore di tre libri e un'ottantina di pubblicazioni. Roba che da noi avrebbe minimo 76 anni.
A parte queste amare valutazioni, il New Scientist riporta uno studio di Jacobson sulle energie alternative che offre spunti interessanti. Il dettagliato lavoro analizza 11 tipi di energie alternative ai fossili secondo la loro impronta ecologica e i loro benefici per la salute umana, i cui risultati sono stati presentati al Senato USA. Ecco la classifica:
1 - Eolico
2 - Solare a concentrazione
3 - Geotermico
4 - Correnti marine
5 - Pannelli solari
6 - Onde marine
7 - Idroelettrico
Per paragonare le fonti energetiche, Jacobson ha calcolato l'impatto che ciascuna di esse avrebbe se da sola dovesse alimentare l'intero parco auto e camion statunitense. Non ha considerato solo i gas serra emessi, ma anche l'impatto sull'ecosistema, l'occupazione di terre e il consumo di acqua ad esempio.
Tra le conclusioni, l'assoluta esclusione dei biocarburanti e del carbone "finto pulito".
Quel che mi è piaciuto di questo lavoro è che si è tenuto conto, per una volta, di fattori etici e ambientali anziché puramente economici. Forse non servirà a convincere chi deve investire, ma è importante ricordare che pensando al futuro si devono mettere in gioco elementi che vanno al di là del denaro.
OT
Volevo segnalere un interessante articolo de L'Espresso, sulla situazione delle materie prime che dovranno essere sempre più utilizzate nei prossimi anni in campo energetico.
Saluti
@14 Debora
Orpo...vero, ho letto male. Quel discorso quindi decade, resta però quello che una soluzione per essere tale deve tener conto di tutto nel giusto peso datogli non su principi eventualmente arbitrari. A questo punto chiedo (anche eprchè non so l'inglese e l'articolo non posso leggerlo), è stato tenuto conto del fattore economico? Perchè la frase in tema è abbastanza fraintendibile. In che situazioni 'sto vantaggio per una tecnologia rimane valida? Cioè...ha tenuto conto del consumo del parco macchien Usa, etc...ma ha tenuto conto pure dell'effettiva possibilità di utilizzare tali fonti e in che condizioni si trovano? Il consumo d'acqua e territorio in che senso l'ha considerato? Se fai (p.e.) una diga nel deserto...e non fai stupidaggini...l'acqua non la sprechi ma la conservi e la riutilizzi e se occupi terreno, poco male visto che è deserto mentre magari permetti pure uno svuiluppo agricolo oltre ad ottenere energia. Quindi questo dicevo quando parlavo del fatto che il mondo è complesso mentre per fare i calcoli, di solito, gli scienziati prendono modelli ideali (cioè tolgono molti particolari secondari che alla lunga secondari non sono)
@17 riccardo
Certo, lo scienziato semplifica ma poi il tecnico deve adattare quel che lo scienziato ha "teorizzato". Quindi se si prende quella lista per oro colato si fa un errore
@ 20 Cristiano
Mi piace la tua semplicità* di espressione ;-)
*in senso buono
Insomma, ci voleva un geniaccio, e bel fustaccio per dirci che le energie pulite sono pulite e sostenibili, e quelle basate su idrocarburi o altri tipi di carburanti che prodocuno c02 no, azzo, veramente dei geni sta' ammericani, ao', anvedi te!!
Facciamo uno sforzo, e parliamo di cose serie!
Concordo con Michele. Nessuna delle FA in classifica permette la sopravvivenza dell'aviazione civile.
E anche navi da carico e TIR li vedo assai in difficoltà.
Mentre invece le sperimentazioni con i biocarburanti derivati da alghe sono già in corso...
Tra le alternative non è preso in considerazione il biocarburante da alghe monocellulari, che:
E' vero che non è ancora una tecnologia matura, ma nemmeno le correnti e le onde lo sono.
Io resto della mia idea che le alghe saranno fondamentali per i fabbisogni energetici futuri, specialmente per i trasporti.
surak: spesso nella fretta di criticare capita di esagerare... che vuol dire poi quel discorso sulla complessità del mondo? il metodo scentifico prevede di semplificare un fenomeno, in modo da poterlo descrivere, altrimenti saremmo ancora nelle caverne a chiederci il perchè ed il come del fuoco!
@16: ottima osservazione!
Però in un articolo su NewScientist avrei preferito non leggere un generico "Solar panels" che ingenera confusione tra fotovoltaico e solare termico (quello a bassa temperatura per intenderci) che chissà perchè è stato totalmente ignorato nell'articolo originale a favore di una tecnologia ancora da affinare e sviluppare come il Csp.
no, Debora, nessun cazziatone; anzi, complimenti per aver segnalato la notizia, non speravo più di vederla su qualche sito italiano.
Ehm scusate, ma io riassunsi il New Scientist. Ho specificato che "non ha analizzato solo i gas serra, ma anche...": hai capito male, Surak!
Sulle altre 4 alternative, ho fatto rapida menzione di biocarburanti e carbone. Insomma, è una "breve": se volete le versioni lunghe cliccate sui links, che non lo fate mai e poi cazziate amme! ;-)
Bisognera tener conto anche della situazione economica. La trappola di un periodo di combustibili fossili a basso prezzo è pericolosa, specie se si accompagna alla crisi di insolvenza delle aziende di erogazione pubblica. La ricerca deve svincolarsi dal controllo dell'aparato militare-industriale e darci risposte per il decentramento della produzione di energia. Fa piacere che i mega progetti siano visti nelle basse posizioni della lista, anche se partendo da considerazioni diverse.
Beh... l'elenco e' credo il migliore che si possa fare.... e adrebbe analizzato in ogni suo aspetto.
Se non ho capito male il fatto dominante... che avvantaggia una tecnologia piuttosto che un'altra, e' il costo "ecologico", dato cioe' dalla superficie occupata e dalle risorse utilizzate.
All'interno di ogni categoria potrebbero esserci diverse "suddivisioni"... e sarebbe interessante capire quali sono le sub-classificazioni della prima categoria.
microeolico
eolico tradizionale
eolico off-shore
eolico d'alta quota
ecc....
Pero' ricordiamoci e teniamo bene in mente... che non in futuro non bisognera' piu' considerare i normali "canoni" di riferimento.
Il denaro potrebbe non valere piu' un tubo.... e per le grandi opere forse si terra' conto dell'impronta a terra... ovvero la superficie di terreno occupata!
grazie del link, Marco.
Questo è il link all'articolo originale di Jacobson, che mi sembra un tipo tosto, viste le sue cinque lauree. Non credo che l'articolo sia una stupidaggine. Tutt'altro. In un mondo complesso occorre appunto trovare un insieme di indicatori che ci dica su quale energia è meglio investire nel nostro futuro. Jacobson ha usato undici diversi indicatori, il primo dei quali è proprio rappresentato dalle emissioni di CO2. Se qualcuno ne ha altri da proporre, si accomodi...
La classifica si trova riassunta nella tabella n. 4.
Le altre 4 tecnologie, sono nucleare, CCS e etanolo da cellulosa o da mais. Mi fa piacere che queste tecnologie che considero (e con me molti altri) meno utili o più pericolose si trovino proprio in fondo alla lista considerati. per quasi tutti gli indicatori considerati.
sisi, ora mi è più chiaro il tuo pensiero ;)
però non sono d'accordo. ad esempio nell'articolo che paolo ci ha linkato, si scrive questo:
Jacobson has conducted the first quantitative, scientific evaluation of the proposed, major, energy-related solutions by assessing not only their potential for delivering energy for electricity and vehicles, but also their impacts on global warming, human health, energy security, water supply, space requirements, wildlife, water pollution, reliability and sustainability
da ignorante quale sono, mi permetterei di dire che ha valutato molti aspetti impotanti,se non tutti azzarderei.
@ 3:
nell'articolo si parla di 11 tipi di EA... e poi ne elenca solo 7...
@ Marco I.
Non intendevo mica dire che lui è stupido, ma che il suo scritto (da quel poco che leggo) è uan stupidaggine magari scientificamente corretta ma una stupidaggine, nel senso che è una classifica particolare (valuta solo alcuni apetti) in un mondo complesso. La stupidaggine, insoma, non è nel formulare questo studio ma nel volerlo prendere come uan classifica ottimale. Cosa che magari non è nelle intenzioni del tipo ma che può essere fatto da altri.
Tra l'altro non è detto che se uno è bravo in un settore non sia un idiota in un altro oppure che non strumentalizzi la sua posizione, etc. In fondo la pseudo ecologia fa guadagnare un sacco di soldi come ogni altra "industria"
@4 bhe io non conosco il tizio raffigurato nella foto. ma credo che se è arrivato al senato, questo prof magari qualcosa di buono lo dice ;)
Stanford non è Cepu.
se insegni lì qualcosa lo sai fare, fidati.
mi fa piacere leggere anche qui di questo studio del quale avevo avuto conoscenza su ScienceDaily:
http://www.sciencedaily.com/releases/2008/12/081210171908.htm
Mah...l'articolo sembra raffazzonato.
La ricerca del tipo invece sembra un giochetto filosofico proprio perchè non tiene conto dei costi o della Co2 (co'è..d'improvviso non è più un problema?). Questo spiegherebbe l'alto numero di pubblicazioni (basta che il quadro sia coerentemente scientifico perchè passi ..poi se è una stupidaggine...sta al lettore capirlo).
"professore di Ingegneria Ambientale e Ingegneria delle Risorse Energetiche all'Istituto dell'Energia e Atmosfera, autore di tre libri e un'ottantina di pubblicazioni. Roba che da noi avrebbe minimo 76 anni."
quanto è tristemente vero....
@ 2
a quali ti riferisci?
mi verrebbe da pensare al kitegen, ma non è ancora un prodotto "finito".
o forse l'eolico offshore, ma magari rientra nella categoria "eolico".
E le altre quattro?? ;-)
alle 16:27
pablo67
Signori prima del giuramento controllate gli indici di borsa ...perchè oggi viene giù il mondo.
se si rompe il sotstegno di wally a 8000 comincia il precipizio...avete presente il nostro amato grafico gaussiano del picco, la discesa è di sesto grado.
Altro che salvare il mondo Obama...