Gaza. Guerra per le risorse? Improbabile.
Pubblicato da Debora Billi alle 20:30 in Geopolitica
Un commento all'articolo di ieri sulla presenza di giacimenti di gas al largo di Gaza, mi ispira ad un approfondimento in questa direzione.
Da più parti si sta collegando la guerra alle risorse di gas. Io non sono per nulla d'accordo. Come si evince dai dati esposti, il gas di Gaza coprirebbe appena il 10% del fabbisogno di Israele, Paese per giunta piccolo e con appena 7 milioni di abitanti. Per quanto un giacimento sia sempre una risorsa strategica, credo che nessuno si esporrebbe a creare un casino internazionale di questa portata per un tale misero quantitativo, che non risolve alcun problema energetico.
Ho còlto però l'occasione per esplorare altri aspetti delle risorse di Gaza. Ed ho scoperto che:
- La terra coltivabile è appena il 13% del già risicatissimo territorio, a causa dell'aridità del suolo. Neanche l'abilità israeliana nel coltivare deserti renderebbe questa terra produttiva in modo così significativo da giustificare una guerra.
- L'acqua non c'è. L'area è priva di corsi d'acqua (a differenza del sud del Libano...), e si fa affidamento solo sulle piogge invernali. Le falde acquifere sono a tal punto impoverite che ci sono sostanziose infiltrazioni di acqua marina. In certe zone del Medio Oriente l'acqua è talmente preziosa che anche un fiumiciattolo può giustificare una guerra, ma decisamente non è questo il caso.
Quali sono allora le risorse di Gaza? A meno che Israele non occupi per realizzare villaggi turistici sulle belle spiaggie dell'area più densamente popolata al mondo, di risorse non ce n'è. C'è solo manodopera a basso costo, già ampiamente sfruttata nel corso dei decenni e oggi abbandonata per tema di attacchi terroristici. L'unica cosa che a Gaza abbonda sono i bambini.
Quindi no, ragazzi, non ci siamo. Va bene cercare le dietrologie, ma il disastro di Gaza non è una guerra per le risorse.







1. clamans, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 21:31
Non ho parole...
2. Surak 2.0, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 21:58
Solo opposti nazionalismi (o fanatismi)
3. Sergio Ferraris, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 22:26
Magari a Gaza no. Ma nella West Bank c'è un sacco d'acqua, come scrivevo in un mio articolo di tre anni fa. Che trovante Qui
4. Guido Piano, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 22:32
Come si lega questo articolo ad un blog di petrolio e relativa ipotesi di picco ?
Siamo un pò fuori tema. Pensa sono pure tornato a controllare perchè ero curioso della anticipazione che avevi annunciato .
Delusione .
5. Guido Piano, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 22:39
Se come affermi non è una guerra per le risorse , allora non rispolverare una vecchia notizia ad uso e consumo del conflitto in atto e che serve solo a fare clamore e attirare attenzione .
Come vedi l'articolo precedente era impostato con un fine diverso da quello di comunicare una scoperta di un giacimento o una prevedibile difficoltà di estrazione (politica/tecnica/altro).
Notizie , non fantapolitica (per quello ci sono altri blog) .
Buonanotte
6. daniele.spagli, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 23:43
rimangono le opzioni:
- rendere la bassa manovalanza meno esosa e più docile
- eliminare il più velocemente ed economicamente qualsiasi fonte di rischio facendo semplicisticamente "piazza pulita"della "razza/religione" avversa
in realtà il punto 2 è buono per le persone semplici... quelle che guardano la TV: se si fa un'operazione del genere ben si sa che il rischio di una ritorsione, la formazione di menti dedite alla vendetta sarà il risultato.
Si semina odio perché germinerà terrore... e la paura è il miglior modo per controllare un popolo.
Il popolo Israeliano è al tempo stesso carnefice e vittima di questa guerra, proprio per l'inevitabile ritorno di attentati, e di minacce da parte dei paesi arabi.
7. Debora/Petrolio, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 00:05
Guido tu non leggi. Comincio a sospettare che tu sia un troll.
1) Questo blog parla di risorse, ambiente, global warming, crisi e anche cavoli miei personali da oltre tre anni.
2)Ho "rispolverato" la notizia perché mezza Rete ne sta parlando come fosse una gran novità.
Da questo momento scrivi quel che vuoi, io non mi giustifico più. La Rete è grande, thank God.
8. tyler, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 00:36
Debora parla di quel che vuole. Ci mancherebbe altro che gli venissi tu a dire di cosa dovrebbe parlare a casa sua.
Debby continua così
9. Alessio, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 00:41
Secondo me non bisogna considerare Gaza come un isolotto estraneo al contesto regionale. Hanno trapiantato dei floridi vigneti nel deserto del Negev, non vedo perchè non lo si potrebbe fare a Gaza attraverso delle condotte per l'irrigazione.
Gaza è solo il campo di battaglia in cui si scontrano questi interessi. E pensare che basterebbe utilizzare le risorse che vengono utilizzate per l'industria militare israeliana per risolvere gran parte di questi problemi.....è la quarta industria bellica del mondo, e sicuramente non ha nessun interesse a veder terminato il conflitto.
@Guido Piano
Non vedo perchè in un blog che parla del picco petrolifero non si possa parlare della questione palestinese, visto che comunque ha un peso enorme nell'area mediorientale, nota, guarda caso, per le sue riserve petrolifere. Se proprio non ti va giu' puoi sempre non leggerlo, ed evitare di lasciare dei commenti acidi.
10. petroliere, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 01:08
Signori, il mio commento non c'entra niente con Gaza ma tant'è...
Se qualcuno aveva ancora dubbi sul fatto che l'Italia fosse andata in Iraq per il petrolio si rassegni: l'Eni ha iniziato gli studi per sviluppare il giacimento di Nassirya.
Non sono molto fiero di essere italiano in questo momento.
11. raffinatore, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 01:34
10. petroliere, ma che dici!
Siamo andati lì per fare la guerra al terrorismo :-D
12. luca, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 02:05
premesso che nemmeno io credo a una questione di 'guerra per le risorse', c'e' una cosa che non riesco piu' a tenermi dentro e voglio veramente dirla a tutti: a me, della guerra palestina-israele, non me ne frega piu' niente.
io non vorrei dire, io non vorrei fare il professorino, ma c'e' una cosa che nessun giornale, analista politico, storico, blogger, etc etc, si ricorda mai di dire: forse lo nasconde, forse fa finta di non saperlo, forse non lo sa e basta, ma....
ma...
ma...
ma sono duemila e passa anni che ebrei e palestinesi sono in guerra.
duemila e oltre, rendetevi conto
a quanto pare, molti ignorano che, gia' prima di Gesu', in quella zona le due etnie lottavano per la spartizione di quella fetta di territorio.
triste a dirsi, ma purtroppo vero.
e' da quando sono nato, e ne ho 40, che tutti i santissimi giorni il telegiornale passa l'aggiornamento sulla situazione israele-palestina.
e' una guerra che non avra' mai fine, e se sono piu' di duemila anni che lottano, senza contare le volte che ci siamo intromessi pure noi con le crociate, nessuno sara' mai in grado di fargli firmare un trattato di pace.
questa cosa, per me, non avra' mai via d'uscita, ed e' per questo che, insieme alla teoria della guerra per le risorse, ogni speculaziione teorica in proposito e' nulla.
stop, io non ne voglio sapere piu' niente.
13. Mario Serino, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 03:48
Certo, questa guerra è devastante, per tantissimi motivi, innanzitutto per le vittime. Noi non possiamo girare la testa dall'altra parte e non si può non parlare di una cosa così grande, anche se "sfiora" soltanto l'argomento principe del blog (a prescindere dal quello che ha detto correttamente debora).
Pesantissimo come conflitto per le sue ripercussioni politiche su tutta l'area, ancora una volta l'EU ha dato dimostrazione del suo scarso valore politico in un momento dove gli USA "dormivano"; Israele ne ha approfittato ben sapendo che l'Unione è un colosso solo economico.
Per ritornare in tema, butto lì alcuni spunti :
- Petroliere Ferme
- Stoccaggi enormi
- Traffico merci al collasso
- Petrolio sotto i 35$
Sinceramente sono molto molto preoccupato, se il petrolio dovesse malauguratamente scendere sotto i 30$ ho letto che si rischiano le chiusure di diversi giacimenti con conseguenze a medio-lungo termine davvero importanti; debora tu che dici ?
Ho la netta impressione che questa crisi sia una bella palla di neve, ogni giorno si ingrossa, si ingrossa...
14. Luc x, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 04:09
questa volta sono in accordo con surak , anche se questi fantasmi sono piuttosto reali e devastanti.
quello che cerca di fare israele e una specie di apartheid , la segregazione palestinese allinterno della cisgiordania e di gaza nello stato di israele(cioe uno stato palestinese privo di un esercito proprio sogetto alla politica e all'economia di israele) , dovete pensare che gli israeliani pensano che quella terra sia concessa loro direttamente da dio e non dalla nato a fine guerra mondiale.
siamo di fronte a governi governati da istituzioni religiose integraliste.
(anche s emi fa un po ridere il fatto che i palestinesi negli anni 60-70 erano considerati comunisti terroristi mentre oggi sono islamisti terroristi , il mondo e cambiato il comunista non e più un nemico e quindi vengono chiamati islamisti associati immediatamente a terroristi. effettivamente l'integralismo islamico e stato pompato a dismisura negli ultimi anni)
siamo di fronte ad una pulizia etnica assecondata e giustificata da tutto il mondo.
cmq per fare analisi realistiche per capire bene le motivazioni dobbiamo aspettare le conseguenze di questa guerra.....sperando naturalmente che non ci sia un allargamento al libano e di conseguenza una guerra diretta all'iran.(ricordo che pochi mesi fa il "ny times" affermava che gli addestramenti israeliani avvenivano per distanze e metodologie come se gli obiettivi fossero in iran)
15. Luc x, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 04:22
@6 daniele,
vedi quando si rende un popolo inerme con la violenza e ovvio che questo popolo coverà odio , in un sistema di segregazione razziale si ha bisogno ciclicamente di sferrare duri attacchi per smontare qualsiasi impulso di rivolta da parte del popolo sottomesso , questo e quello che succede costantemente a gaza.
per quanto riguarda la strategia della tensione e della paura serve a tenere opinione pubblica israeliana dalla parte della guerra.
16. Luc x, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 04:45
per finire la situazione e molto complessa , basti pensare che e la prima volta che israele non viene finanziata dagli "stati uniti" per una guerra.
sembra che si sia creato un asse islamico-sionista tra egitto e israele.
hamas e l'unico gruppo sunnita al di fuori della cerchia di controllo e come una spina nel fianco del potere arabo-egiziano.
vi ricordo che il trattato di tregua voluto dall'egitto tra israele e hamas prevedeva:fine dell'embrago su gaza da parte degli israeliani(embargo che dura da 18 mesi), apertura del valico tra egitto e gaza da parte degli egiziani , interruzione di lanci di missili da parte di hamas.
a quanto pare solo hamas ha tenuto fede al trattato di tregua raggiunto lo scorso giugno( meno che a novembre quando ci sono stati lanci)mentre egitto e israele da parte loro non hanno tenuto fede all aparola data , ansi israele lo stesso mese cominciava a progettare l'attacco , mentre in egitto si preparavano 10k paramilitari da destinare in aiuto di israele.....
piccola curiosità sembra che israele abbia contattato la britishgas per una ripresa delle contrattazioni dirette proprio nel mese di giugno, scavalcando gaza.
17. Omar B., Sabato 17 Gennaio 2009 ore 08:39
bell'articolo debora
ma on affannarti a rispondere a gente con nome sospetto di "guido piano"
18. daniele.spagli, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 09:34
@15 Luc
E' evidente che a qualcuno fa comodo che ci sia Israele li e che sia costantemente in conflitto con gli arabi.
Se l'area non fosse in costante conflitto, se l'immensa ricchezza dell'area non fosse volutamente racchiusa in pochissime mani ma fosse controllata da politici che hanno più a cuore l'interesse delle popolazioni e dei territori... la supremazia dell'occidente sarebbe terminata molti decenni or sono.
Poi quali siano le armi che questo disegno possiede, quali siano gli strumenti che è in grado di manipolare... probabilmente non sarà mai dato saperlo completamente.
E' un po lo stesso disegno che ha maledetto i paesi sudamericani o africani ricchi di risorse... fa male ammetterlo ma ci stiamo noi stessi, più o meno consapevolmente, nutrendo come vampiri del sangue del pianeta e di altre popolazioni.
19. max, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 09:43
Deb ma qui la notte ci si azzuffa?
comunque hai ragione,le risorse qui non c'entrano nulla semmai la volontà di guerreggiare a tutti i costi come sostenevo ieri su crisis in un diatriba che ho avuto personalmente con Cambi poi finita male.
anticamete i mesoamericani avevano un gioco prediletto: la pelota.
gli israeliani quello del tiro all'onu e palla avvelenata (al fosforo bianco).
Annozero, del resto, ha raccontato questo giovedì sera. è stata l'ultima puntata credo perchè se parli male di hamas è un conto ma se parli male della livni, di olmert, del mossad finisci disoccupato.
20. Cataldo, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 10:05
La guerra di Israele si inserisce in un quadro globale, quando ho postato l'articolo, fresco di pubblicazione, di Chossudosky ho scritto che non è una guerra per il gas, ma c'è anche questo da tener di conto.
Pensare che la lotta per le risorse si concluda nell'occupare un giacimento, o nel controllare un fiume, non ci aiuta a comprendere gli eventi nel quadro generale.
I palestinesi che resistono all'esproprio Israeliano sono centrali per il futuro di tutto il medio oriente. La diaspora palestinese, generata dall'esproprio dei loro territori, è presente in tutti i paesi dell'area, oltre che dispersa a livello globale. Questi paesi sono retti da regimi più o meno dittatoriali, le cui elite sono fortemente dipendenti dai loro protettori internazionali, e servono interessi da questi definiti. Risolvere il problema palestinese nel senso della loro castrazione politica, garantirebbe il perpetuarsi dello stato di minorità di queste popolazioni.
I processi di spoliazione in corso e futuri andranno avanti, in un quadro generale di controllo.
La resistenza palestinese genera invece moti contrari. Uno stato di palestina effettivo, che sia riferimento per i palestinesi ora dispersi nel mondo, sarebbe una sorta di Israele araba. Favorirebbe la presa di coscienza in Egitto, in Giordania, della possibilità di un orizzonte politico di autodeterminazione.
L'occasione per Israele di approfittare di una divisione, voluta e studiata, dei palestinesi era troppo grande; infatti i piani di questa guerra erano pronti da tempo.
Inserire le distruzioni di Gaza nel loro contesto politico e strategico non è dietrologia, e solo una sbirciatina dietro la cortina fumogena.
Sul fanatismo, una sola considerazione: il difetto di conoscenza degli eventi, pur cosi vicini, costringe, specie i giovani, a vivere in un mondo dominato da mitologie artificiali, grossolani simulacri di una storia. I palestinesi erano il popolo più laico tra tutti quelli che si affacciano su quella sponda, il fanatismo di oggi è solo il nome che noi diamo alla loro disperazione. Quando il divario tecnologico diventa insormontabile nasce il martire, prima non esisteva. Pensare che il "fanatismo" sia un portato della loro cultura è semplicemente sbagliato. Il martire emerge dai meandri delle capacità umane quando le risposte altre sono terminate.
In attesa che un Guido Piano ci detti la linea su cosa scrivere, e sopratutto come, mi auguro che Santoro sopravviva. Non ho visto il programma, non lo seguo perchè trasuda di pathos (t)barocco, ma dopo questa non lo vedo arrivare alla pensione.
21. Fausto, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 10:40
Complimenti Debora, avevo già letto la notizia in Intermarketandmore, postata da settevoci con molta enfasi e mi sembrava un pò forzata. Tutto questo casino per un pò di gas è ridicolo. Secondo me bisogna approfondire e allargare gli orizonti e non fare delle semplici congetture. Sappiamo che nel mondo conta il controllo dell'energia e l'emissione di moneta come comune denominatore e per raggiungere lo scopo ogni mezzo è lecito.
Complimenti a Cataldo per il post, ma non vedo come Santoro possa essere ritenuto un bravo giornalista. Parer personale.
Ha la pensione la prende e anche sostanziosa, ma non credo che la meriti, come molti altri, ma il sistema è questo.
22. Cataldo, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 10:52
Israele gioca su molti tavoli, il link è solo un flash aggiornato tra tanti altri che si potrebbero proporre in altri contesti. La capacità militare dello stato di Israele è un elemento politico di primaria grandezza a livello mondiale, il ruolo Israeliano non è confinato alla palestina, anche se in palestina si scaricano tutte le tensioni.
23. Bernardo Mattiucci, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 10:57
La questione palestinese andrebbe affrontata ed analizzata in un quadro piu' ampio e complesso.
Brevemente, per punti, si potrebbe dire quanto segue:
1) piu' e' alta la tensione tra Israele e Gaza, piu' il petrolio e' stabile e scende!
2) quanto al punto 1) e' giustificato dal fatto chemagiore e' la tensione tra Israele e Gaza, minore e' la tensione tra Iran ed il resto del mondo.
3) Gaza e' da considerare come una "prima linea" dell'Iran. Quello che accade li', in "prima linea", e' voluto direttamente dall'Iran... che sappiamo bene si e' imposto come obiettivo la distruzione dello stato di israele!
4) Israele e' uno stato piccolo, potente ed estremamente ricco. Fa quello che vuole, quando e come, fregandosene altamente di tutto e tutti. L'unico che puo' dirgli cosa fare e cosa non fare sono gli USA. Gli altri sono sotto scacco... Forse c'e' la Russia che non rientra tra i suoi "amici"... per il resto non c'e' nessuna possibilita' di intervenire politicamente!
5) L'Europa e l'Italia in primis dovrebbero essere un po piu' coerenti. Appoggiare Israele prima e Hamas dopo, non e' proprio tanto "eticamente corretto". Solo perche' Hamas, tramite un lungo giro, acquista armi da industire italiane ed europee non giustifica l'appoggio che in questi giorni traspare da piu' parti. Hamas e' e resta un gruppo terroristico appoggiato in toto dalla popolazione palestinese... Loro sanno bene cosa comporta questo appoggio... e se non sono loro i primi a preoccuparsene, non vedo perche' dovrebbero essere altri a farlo!
...potrei continuare con altri 2 o 3 punti... ma mi fermo qua!
24. max, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 11:24
bernardo il tuo punto 3 mi piace.
ricordo come dietro Al Fatah ci fosse Teheran e i pasdaran. in un libro ben informato sui fatti ho letto che il primo mega attentato a Beirut (non ricordo la data precisa,83?) ai danni delle truppe Usa fosse stato ordinato dagli iraniani ed eseguito dai palestinesi.
come vedi ci risiamo.
ma ciò non toglie che Tel Aviv stia sbagliando di grosso.
25. Surak 2.0, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 13:53
@ Luc x
A dire il vero da parte israeliana è più un nazionalismo che non una motivazione religiosa dato che i sionisti sono stati soprattutto la parte laica del "popolo" degli ebrei nel mondo. Poi hanno rispolverato tradizioni etc perchè non puoi ri-creare uno Stato senza dargli un'anima e una cultura tradizionale. Soprattuto poi se vai a pescare gente sparsa per il mondo che in parte ha assunto le usanze locali. Non è neanchè un discorso di etnia dato che gli israeliani ormai vanno dal biondo scandinavo al nero somalo proprio per le mescolanze avute nei secoli. Quindi Isrele si regge su una ricostruzione artificiale e quindi piuttosto debole. I sionisti (ripeto..quelli che vogliono che Israele sia una nazione assolutamente di natura ebraica e non solo che esista una fetta di terra con quel nome) questo lo sanno e per questo devono boicottare ogni tentativo di pacificazione poichè se inizia un'immigrazione araba e un alto numeor di matrimoni misti..tempo un paio di generazioni e il giorno di riposo diventerebbe il Venerdi (chiaro cosa intendo?).
Chiaro poi che nella situazione é cresciuta anche la fetta dei credenti e quindi una sorta di fondamentalismo ebraico ma solo perchè sono strumentali ai sionisti laici.
Sugli arabo-musulmani non mi dilungo perchè su di loro è stato scritto molto mentre sugli "errori" israeliani c'è molta più omertà e chi invece li critica si ferma alla superficie (sono nazisti e basta).
26. Luc x, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 16:56
@25
che l'integralismo religioso sia una leva per esercitare strumentalizzazioni siamo d'accordo ,nazzismo e fondamentalismo religioso hanno la stessa funzione .....
per far capire che tipo di paravento sia la religione in questa situazione basta analizzare il nome dell'operazione :
"piombo fuso" e stato preso da una cantilena religiosa in cui si ricorda l'evento della resistenza da parte degli israeliani contro i greci i quali vennero respinti...al termine della guerra senza nemmeno purificarsi gli ebrei accesero una lampada ad olio in onore di dio...la lampada conteneva olio per bruciare solo poche ore, ma "miracolo" brucio per 8 giorni ......
nell'immaginario colettivo israeliano , combattere i palestinesi vuol dire difendersi da un nemico intruso che mettere a rischio la proprio stabilità , proprio come più di duemila anni fa avenne contro l'invasore greco.
che questa sia propaganda e abbastanza ovvio e che la situazione sia molto più complessa e parte di un teatro internazionale e altrettanto ovvio.....
27. daniele.spagli, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 20:28
Guerra di Israele a Gaza nel periodo di transizione da Bush a Obama.
Negli ultimi due giorni colpita la sede ONU e una scuola dell'ONU
cessate il fuoco unilaterale di israele con la presenza della Rice a pochissimi giorni dall'insediamento di Obama
Sarò paranoico ma se questo non è un avvertimento non saprei come chiamarlo.... in più.
se Hamas manda anche solo un missile la risposta sarà durissima.
Chiedono la liberazione del loro soldato prigioniero.
Occorre che mi sbilanci per prevedere cosa avverrà in tempi più o meno brevi?
mi ricorda tanto un film: chi è al potere in USA ?
28. riccardo, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 22:34
OT: cataldo, da quel poco che ho visto sui tg santoro si è comportato in maniera indecente.
29. daniele.spagli, Domenica 18 Gennaio 2009 ore 10:06
@28
Santoro non lo guardo e spesso mi sta sui maroni, ma fidarsi di quel che si vede sui TG è quantomeno azzardato. ;-)
30. Stefano, Domenica 18 Gennaio 2009 ore 16:09
Infatti il gas scoperto copre appena il 10% del fabbisogno di israele...... però l'articolo in questione dice anche che coprirebbe il fabbisogno dell'intera palestina..... e quindi il discorso cambia!!! e non di poco!!!! anzi direi enormemente
Stefano
31. Phitio, Lunedì 19 Gennaio 2009 ore 12:02
La cecità umana è sempre sbalorditiva...
Tutte le azioni hanno delle conseguenze, e spesso qeste sono molto diverse e molto meno piacevoli da quelle che ci si attendono.
Gli USA, potenza che ha fatto fare il bello e cattivo tempo ad Israele per 40 anni, fornendolo di armi, denaro, expertise, stà collassando.
C'e' il serio rischio che, dopo essere cresciuto in un nido di odio, questo stato, una volta che il suo protettore dovesse cadere, sia tentato di "difendersi" in maniera sempre più spietata, fino alle atomiche.
Dopodichè potrà sedersi sulle macerie radioattive, ad osservare quello che resta del loro stato e dei loro figli morire di cancro.
C'era una frase tratta dal libro "La strada" che mi ha colpito molto. Diceva più o meno così: questioni gravi e spinose avevano ricevuto la loro risposta, cioè buio e nulla.
In quel libro si assiste ad un mondo alla fine, popolato di cenere e di uomini ridotti a spettri lerci e affamati, intenti a nutrirsi degli ultimi rimasugli.
Non è questa la soluzione per Israele, non lo sarà mai. Renderà solo più tremende le conseguenze.
E' quindi questa la follia dei nostri tempi, popolazioni prese in ostaggio dalla loro parte malata. Due popoli, israeliano e palestinese, ostaggi di due governi ossessionati dall'odio, entrambi palesemente terroristici, al di la di qualunque giustificazione.
32. stefano, Lunedì 19 Gennaio 2009 ore 13:21
accecati non solo dall'odio ma anche dal denaro o potere e dalla sopravvivenza...... come poi succederà ovunque quando si tratterà della propria vita..... vorrei ricordare che non molto lontano dalle nostre tastiere ed esattamente in campania, i bambini si fanno sparare addosso su di un sacco che dovrebbe essere un giubbotto antiproiettile e tutto questo per superare la prova e diventare uomini !!! ed in sicilia vorrei ricordare i bambini che alzano le mani sui maestri.... ed in congo i bambini che vengono usati come soldati ...e...e.....e....e potrei fare altri mille esempi di come il futuro cioè i bambini sia ormai fuori controllo in varie zone del pianeta..... tutto questo è agghiacciante....