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Gen 0916

Il gas di Gaza e l'umile sottoscritta.

Pubblicato da Debora Billi alle 00:07 in Geopolitica


gazagas.gifEscono da più parti articoli che rivelano come al largo di Gaza ci siano giacimenti di gas, articoli originati da un bel pezzo di Michel Chossudovsky su Globalresearch.

La (poco) umile sottoscritta ne aveva già parlato un anno e mezzo fa, nel luglio 2007, in un servizio per Radio Radicale. Non che nessuno si sia stracciato le vesti, al tempo, salvo me che poi persi il lavoro. Sarà per questo che mi ostino a volerlo ricordare.

Comunque, trovate il servizio in originale qui. Se volete sentire la viva voce della suddetta sottoscritta, cliccate qui.

--------

Palestina. La Striscia di Gaza e la questione energetica, dopo il ritrovamento del giacimento di gas naturale. (Luglio 2007)

Mentre nella striscia di Gaza la situazione si fa ogni giorno più drammatica, scopriamo un dettaglio che ci mostra come nei rapporti tra Israele e Palestina, e tra gli stessi palestinesi, abbia importanza anche l'aspetto energetico. Al largo della striscia di Gaza, nel 2000 è stato scoperto un sostanzioso giacimento di gas naturale, circa 30 miliardi di metri cubi pari a 150 milioni di barili di petrolio, sviluppato dalla compagnia inglese British Gas.

Una scoperta preziosissima, che avrebbe potuto significare l'indipendenza energetica per la Palestina, lo sviluppo della produzione elettrica, persino la messa in opera di importanti impianti di dissalazione. Ma Israele si è sempre opposta all'uso del gas da parte della Palestina, e si discusse persino alla Corte Suprema se lo Stato Palestinese avesse o meno i diritti sul giacimento. All'epoca della scoperta, inoltre, Ariel Sharon dichiarò che mai Israele avrebbe acquistato gas dal suo nemico di sempre.

Dopo altre vicissitudini che hanno visto anche la possibilità di un accordo commerciale con l'Egitto, finalmente una proposta di Olmert in proposito è stata approvata dal Parlamento Israeliano circa un mese fa: Israele acquisterà il gas palestinese, e lo importerà attraverso un gasdotto con terminale ad Askhalon. Tale notizia lascerebbe spazio alla speranza: la Palestina ha il gas,  Israele ne ha bisogno, un accordo viene raggiunto. La fornitura rappresenterebbe infatti il 10% della domanda israeliana annuale, e royalties per i palestinesi. Ma come spesso accade in quella zona, la strada diventa difficile.

La proposta israeliana infatti, in linea con la politica del Paese di non far arrivare denaro alle casse di Hamas, non prevede un pagamento per il gas importato: ma una forma di "scambio merce" sotto forma di beni e servizi, per un totale di un miliardo di dollari in royalties per un valore effettivo sul mercato, però, di ben quattro miliardi. E malgrado le sollecitazioni del Ministro degli esteri israeliano affinché l'accordo sia raggiunto il più presto possibile, la risposta di Hamas in proposito non si è fatta attendere: il gruppo ha infatti dichiarato al Times che un simile accordo sarebbe considerato alla stregua di una moderna "Dichiarazione di Balfour". Il Ministro dell'Economia di Gaza ha poi dichiarato che la British Gas, vendendo gas palestinese agli israeliani, compirebbe un atto di rapina simile a quelli che già si perpetrano contro la Palestina da anni.

 

 

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Commenti

1. Marco I., Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 03:21

gira e ti rigira cè sempre un qualche problema energetico in mezzo...

2. sohbet odalari, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 04:30

ehhh hai ragione

3. max, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 09:54

4. riccardo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 10:10

ma almeno copiano giusto? no perchè a copiare dalla rete tuti sono capaci, ma mica tutti lo sanno fare bene!

5. che?, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 10:30

:-O

6. AndreaX, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 11:16

Quindi edesso è ufficiale: le navi cariche di petrolio rimangono ferme, in attesa che il prezzo si rialzi. La mia domanda è: per quanto tempo ancora potranno aspettare?, se il rialzo del prezzo del petrolio non avvenisse in tempi brevi che succede?

7. max, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 12:25

@6

hotel di lusso con un panorama da urlo!!!

8. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 12:26

Ha molto senso stoccare petrolio, è una scommessa che non si può perdere.

 

9. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 12:33

La realtà della guerra di Israele è fatta di elementi concreti, di un progetto ampio di controllo dell'area, se si discutesse di fatti reali, come il controllo del gas e della pesca al largo della palestina, emergerebbe facilmente la cruda realtà. E' comodo invece parlare di elementi accessori come la religione o la shoa, che sono solo schemi di gestione della propaganda. Va notato come la desolazione mediatica del paese trova riscontro preciso sulla questione dell'egemonia Israeliana nel mediterraneo, non ci sono praticamente più cervelli pensanti in grado di resistere alla morsa del controllo mediatico sulla vicenda. I nostri politici sono solo burattini, che si muovono a comando, e poichè sono interessi divergenti da quelli  del paese quelli difesi a spada tratta sulla guerra a Gaza,  la cosa è particolarmente avvilente.

10. max, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 12:38

Cataldo al Senato! Subito.

11. nicoletta f, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 13:01

Ciao Deborah, non capisco perché non hai pubblicato questo post prima, quando è proprio il tuo settore, l'energia  c'è un MASSACO ETNICO CORSO??

A parte questo appunto volevo complimentari con te per la sintetica esposizione dei fatti. Io ho pubblicato un commento alla stessa notizia analizzata da Chossudovsky  (www.mercatoliberotestimonianze.blogspot.com , stampalibera.com comedonchisciotte.org ecc)  e mi sembra che ti fugg che le riserve di gas al largo di Gaza sono en più  strategiche anche e soprattutto perché si prevede di allacciarle a Ceyhan con un oleodotto e all'oleodotto Ceyhan Beykou che arriva nei nuovi immensi giacimenti del Caucaso (e che c'entrano essi con l'invasione in Afghanistan) http://www.antimafiaduemila.com/content/view/1808/48/

12. Ferruccio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 13:02

Israele

superficie: 22000 km2
popolazione: 7100000

Regione Lombardia:

superficie: 23865 km2
popolazione: 9690000

 

13. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 13:28


"Consumption of OPEC supplies will shrink 4.2 percent to 29.5 million barrels a day, according to a monthly report released today. The discount of oil in New York to the Brent grade in London widened to as much as $10.79 a barrel today, a record, because of rising supplies at Cushing, Oklahoma, the delivery point for barrels traded on the U.S. exchange.

Ecco perchè c'erano dieci dollari di differenza ieri al Nymex.

14. Guido Piano, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 13:33

Leggo abitualmente questo blog , ma sono perplesso dalla esposizione delle notizie .

3 miliardi di m3 non sono pochi per una popolazione come quella di Gaza e sono sicuramente una ricchezza . Da utilizzare senza ombra di dubbio

Non capisco però come un post come quello del 18/07/08 (http://petrolio.blogosfere.it/2008/07/gas-in-adriatico-romantici-e-poco-realisti.html#commentsnon ) non abbia la stessa impostazione di questo di Gaza , indicando come 30 miliardi di m3(dieci volte tanto) disponibili in Adriatico non rappresentino un valore e una risorsa di cui l'Italia dovrebbe beneficiare . In quell'articolo invece se ne sminuiva l'importanza dicendo che avrebbe contribuito solo per pochi giorni creando + danni che altro .

Quindi , se 30mld non sono molti a metà 2008 e magari non convenienti dal punto di vista economico, credo che giustificare una guerra per 3 mld di m3 di gas sia francamente sbagliato e voler vedere qualcosa che non c'è .

Se poi ho sbagliato i numeri o riferimenti me ne scuso .

Saluti

15. Guido Piano, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 13:56

Leggo abitualmente questo blog , ma sono perplesso dalla esposizione delle notizie .

3 miliardi di m3 non sono pochi per una popolazione come quella di Gaza e sono sicuramente una ricchezza . Da utilizzare senza ombra di dubbio

Non capisco però come un post come quello del 18/07/08 (http://petrolio.blogosfere.it/2008/07/gas-in-adriatico-romantici-e-poco-realisti.html#commentsnon ) non abbia la stessa impostazione di questo di Gaza , indicando come 30 miliardi di m3(dieci volte tanto) disponibili in Adriatico non rappresentino un valore e una risorsa di cui l'Italia dovrebbe beneficiare . In quell'articolo invece se ne sminuiva l'importanza dicendo che avrebbe contribuito solo per pochi giorni creando + danni che altro .

Quindi , se 30mld non sono molti a metà 2008 e magari non convenienti dal punto di vista economico, credo che giustificare una guerra per 3 mld di m3 di gas sia francamente sbagliato e voler vedere qualcosa che non c'è .

Se poi ho sbagliato i numeri o riferimenti me ne scuso .

Saluti

16. Debora/Petrolio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 14:27

Guido,

terrei a precisare che da nessuna parte ho giustificato la guerra con il gas. Altri lo fanno, ma io non sono per niente d'accordo: proprio perché il gas è troppo poco per andarselo a prendere con le cattive. Se leggi l'articolo, vedi che copre appena per il 10% il fabbisogno israeliano (e Israele ha poco più degli abitanti del Lazio!). Nessuno si caccia in un simile casino se le risorse a cui punta non sono risolutive per il proprio territorio.

Credo invece che il mio approccio sia coerente: spendere troppi miliardi, devastare l'ambiente o creare crisi internazionali non è MAI giustificato per risorse non rinnovabili... specialmente per quelle scarne che restano. ("Ràmice", mi verrebbe da dire, alla romana...)

 

 

17. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 14:41

Secondo i dati esposti nell'articolo citato di Chossudovsk, i giacimenti accertati corrispondono a circa 39 miliardi di metri cubi, ma sono campi molto promettenti, e si è abbastanza sicuri di ulteriori sviluppi. La cosa non deve sorprendere, visto che ci troviamo in una zona che vede altri giacimenti sfruttati da tempo dall'Egitto.  Il Gas, cosi come la pesca, sono risorse dei palestinesi; come avevo postato giorni fa, un conto e se gli Israeliani sradicano olivi e frutteti, un altro e se mettono le mani e i piedi sul Gas, cambia tutto il quadro. 

 

18. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 14:43

Secondo i dati esposti nell'articolo citato di Chossudovsk, i giacimenti accertati corrispondono a circa 39 miliardi di metri cubi, ma sono campi molto promettenti, e si è abbastanza sicuri di ulteriori sviluppi. La cosa non deve sorprendere, visto che ci troviamo in una zona che vede altri giacimenti sfruttati da tempo dall'Egitto.  Il Gas, cosi come la pesca, sono risorse dei palestinesi; come avevo postato giorni fa, un conto e se gli Israeliani sradicano olivi e frutteti, un altro e se mettono le mani e i piedi sul Gas, cambia tutto il quadro. 

 

19. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 14:56

Un altro punto è quello relativo all'importanza del gas rispetto gli scopi della guerra.
Credo che sia un elemento molto importante, è una moneta di scambio che gli Israeliani possono utilizzare. Stante la possibilità acquisita di castrare, in ogni caso, lo sviluppo economico della palestina, sanno bene che ci sono forti pressioni a sfruttare comunque le risorse, da parte dei confinanti, anche patteggiando con Israele.

In questo quadro assume rilievo il nuovo ruolo dell'Egitto e la marginalizzazione delle azioni europee. Alla base c'è uno stato fondato sulla guerra e che non è capace di produrre alternative alla guerra. In queste condizioni Israele è il terminale perfetto per il complesso militare-industriale-scientifico USA,  un rapporto perverso che inquina la politica mondiale.

20. Guido Piano, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 15:04

Non voglio fare polemica .

Ti invito però a far leggere questo articolo a 10 persone di medio/bassa cultura e chiedi subito dopo cosa hanno capito da tale articolo .

Immagina se fosse data questa informazione ad un TG nazionale .Come verrebbe interpretata dal publico ?

Ti invito anche a leggere i commenti nel blog per renderti conto di come viene interpretato .

Continerò a leggere questo blog perchè trovo visioni dei problemi da punti di vista alternativi e informazioni interessanti non disponibili sui media generici, però ritengo che si debba fare attenzione a come si danno le notizie .

PS : nel mio precente post avrei dovuto scrivere "insinuare" invece di "giustificare" .Perchè questo è il senso dell'articolo. Colpa mia .

21. Debora/Petrolio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 15:06

Guido, stasera esce un post ispirato dal tuo commento... ;-)

22. Debora/Petrolio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 15:23

Guido, commetti un errore che dimostra come l'informazione, se non viene manipolata... è percepita come faziosa! :O

Nel post mi sono limitata ad esporre fatti, senza alcun commento. E il risultato è che, come dici tu, se fai leggere l'articolo a 10 persone abituate ai TG, penserebbero che contiene un'indicazione di opinione.

Talmente siamo assuefatti all'informazione "guidata", che ci espone i fatti spiegandoci quel che dobbiamo pensare come se fossimo bambini scemi, che non sappiamo più leggere un fatto facendoci poi un'opinione propria.

Eppure la materia prima c'era: uno che sa pensare con la propria testa e senza il biberon del TG*, capisce subito che il 10% del fabbisogno non giustifica una guerra!

Credo che l'importanza sempre crescente di blog e siti nel giornalismo sia proprio questa: sbattere in faccia opinioni molto di parte senza filtri (cosa che in TV non si può fare), oppure esporre fatti dettagliati ma senza influenzare (cosa che in TV non si deve fare!). Le persone pian piano impareranno a ragionare da sole.

*Non mi riferisco a te!

23. Debora/Petrolio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 15:34

cataldo,

ho fatto il solito errore di conversione, sono proprio de coccio! :D 

comunque, resta il fatto che, sempre secondo la BP, si tratta del 10% del fabbisogno israeliano. per quanto certamente il gas abbia un peso politico, non giustifica da solo la guerra in my humble opinion.

24. alessio spinelli, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 15:42

scusate se esco dal gas  ma ho una curiosità che solo voi potete togliermi......

se nn ho capito male, del petrolio che viene estratto circa il 30% è abbastanza liquido, quindi "pronto  all'uso" industriale........ un altro 30% è petrolio più solido, che va raffinato in maniera più laboriosa..... il 40 %  (circa!!!!)è da considerare petrolio nn estraibile perchè  nn raffinabile o raffinabile a costi inauditi.             quando si parla di quantitativi di petrolio da estrarre, quando si parla delle stime fatte dai maggiori produttori riguardo ai loro giacimenti,  i 40 mld di barili dell'arabia o i 23 mld di barili della siberia sono da considerare tutti da "consumare "  o nelle stime c'è anche il 40 % che nn estrarranno per ovvie ragioni???

25. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 16:03

Non penso che giustifichi la guerra, come gia avevo chiarito nel post di diversi giorni addietro cui evidenziavo il link di Chossudosky, dico solo che è una pedina appetitosa per gli Israeliani. Nel contesto attuale riveste un'importanza notevole, visto che si sono verificate molte delle precondizioni necessarie alla spoliazione finale dei palestinesi.

26. Surak 2.0, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 16:04

Il gas come motivazione della guerra non la darei manco alla ventesima posizione. Il problema è che in quella zona ci sono due...chiamiamoli "razzismi" opposti ed una differenza demografica fra i due gruppi che fa sì che il più forte (militarmente) detti legge a favore della propria "idea" e il più debole tiri colpi "proibiti" anche perchè non ha i mezzi per comprarsi una pistola uguale e ritrovarsi dietro al monastero alle 12 in punto per una sfida vecchia maniera.
La mia cerca di essere una descrizione cruda dei fatti non un "buoni" "cattivi", eh!
Israele non vuole essere solo una nazione...vuole essere una nazione ebraica e se non si parte da qui..non si spiegano molte scelte di quello Stato. Qualunque pacificazione della zona comporterebbe una lenta ma  inesorabile islamizzazione-arabizzazione di quella che oggi è Israele. Questo i "sionisti" non lo vogliono perchè pur continuando ad esistere non sarebeb più una nazione ebraica. I musulmani della zona d'altra parte si sono ritrovati una nazione costruita quasi a tavolino dalle potenze vincitrici della II guerra mondiale e non l'hanno presa bene. Poi le hanno anche buscate (non senza gli interventi di quelle potenze citate ma anche per la "brancaleonaggine" degli eserciti arabi). L'Onu nel frattempo è stata inerme per il vergognoso uso dei veti incrociati o meno.
Ma torniamo a Gaza.
Prima che Hamas fosse quella che conosciamo era un gruppuscolo debole che solo garzie al favoritismo d'Israele è potuta crescer. Favoritismo motivato dal fatto che Israele non voleva pacificarsi con i palestinesi (anche per il motivo citato) di Arafat (di cui Abu Mazen è l'erede teorico e la sua Fatah è l'erede del'OLP). Insomma Hamas è di Israele quel che per gli Usa sono i talebani (creature che si sono ribellate ai suoi creatori nonostante esista il detto "serpe in seno" si continua a fare questo errore) 

Gaza fu "rilasciata" da Israele  non per bontà d'animo , senso di libertà o roba simile, ma solo per i costi dell'occupazione ma soprattutto per un motivo di democrazia. Se avessero "inglobato" pure la Striscia, Israele sarebbe diventata araba in una generazione o poco piùpoichè sarebbe stata costretta a considerare cittadini pure i suoi abitanti come per gli altri arabo-israeliani.
Tutte queste scelte ci hanno portato alla situazione attuale a cui si può aggiungere il fatto che Bush fosse in scadenza e che per Israele era impossibile godere della quasi asosluta carta bianca avuta con lui era impossibile e che c'erano elezioni vicine e che la guerra (non persa) aiuta nel voto..ecco spiegato perchè Israele si è buttata a capofitto in questa azione e nei modi inc ui l'ha fatto. (per ogni nazione..100 mila morti di un popolo nemico non contano nulla, l'importante è non far morire troppi soldati propri*)

 *infatti un generale israeliano è stato molto sincero su questo punto (siamo violenti per limitare i rischi ai nostri soldati)

Il gas è solo un'opzione che credo che per molto tempo in pochi potranno sfruttare

 

27. Surak 2.0, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 16:07

@26 me medesimo

"per motivo di demografia" non di "democrazia"

28. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 16:14

@ Guido Piano

Mettiamola cosi, almeno  le notizie ci sono; il resto è tutto secondario, dato lo status generale dell'informazione, mi sembrano considerazioni pleonastiche. Non a caso oggi vediamo  il giornale che addirittura sbianchetta le foto AP

29. paolo p., Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 17:33

OT

Nel 2008, per la prima volta dal 1981, i consumi di energia elettrica in Italia non sono aumentati.

-0,7% su base annuale rispetto al 2007

-6,7% (dato normalizzato) per il mese di Dicembre 2008 rispetto al Dicembre 2007

Produzione termoelettrica Dicembre 2008: -16,7%

Produzione geotermoelettrica Dicembre 2008: -6,9%

Produzione idroelettrica Dicembre 2008: +64,1%

Produzione eolica Dicembre 2008: +15,5%

Dati Terna da confermare. Ma se confermati interessantissimi...

30. daniele.spagli, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 17:47

Produzione termoelettrica Dicembre 2008: -16,7%

capisco... petrolio e gas costosissimi per buona poarte dell'anno e crisi.

Produzione geotermoelettrica Dicembre 2008: -6,9%

Boh

Produzione eolica Dicembre 2008: +15,5%

capisco... gli investimenti portano i frutti

Produzione idroelettrica Dicembre 2008: +64,1%

GASP !!!!! Ha piovuto così tanto o ci stiamo giocando gli ultimi ghiacciai?

 

31. paolo p., Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 18:09

Probabilmente compriamo dall'estero energia elettrica durante la notte (dalla Francia - prodotta da centrali nucleari che notoriamente danno una produzione costante e non si possono spegnere) e la utilizziamo per ripompare acqua nei bacini idroelettrici. Poi, di giorno, produciamo elettricità dall'idroelettrico, elettricità che costa di più di quella notturna...et voilà...miracoli del commercio....

La stessa cosa fanno Danimarca e Svezia (ma con l'eolico danese al posto del nucleare francese...)

32. riccardo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 18:36

l'anno è stato molto più buono del 2007 come precipitazioni

e con tutta la neve che c'è sulle cime anche il 2009 promette bene!

33. Guido Piano, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 18:37

Debora ,

ho riletto l'articolo e mi sono letto l'articolo collegato in inglese da cui trai le informazioni.

Considerando che questo è un blog che parla di petrolio e relativo picco , non mi sento di cambiare idea .

Dai molta importanza all'aspetto politico della notizia .Israele dovrebbe,stando a ciò che riporti, usare questo gas e pertanto la notizia prende i connotati dell'intreccio politico e delle ricadute su un conflitto in atto .In realtà tutti sanno che quel gas è la sotto da anni e adesso è giusto ricordarlo perchè fà clamore e notizia .

Cosa succede invece se questo gas che viene/verrà estratto in acque territoriali palestinesi venisse venduto all'Egitto direttamente? Cosa succede se questo gas venisse incanalato attraverso le piattaforme offshore egiziane invece di quelle israeliane ?In fondo sono entrambe ipotesi possibili e fattibili visto lo sviluppo delle acque egiziane e la conformazione dell'area .

semplice, la notizia perde il suo appeal, e avresti preparato un post in cui avresti detto che anche i palestinesi hanno il gas e che potranno ricavarne circa 4 mld di dollari (da dividere nei vari anni necessari per l'estrazione e nelle percentuali a loro spettanti senza considerare i costi per l'investimento iniziale da recuperare...cioè una cifra discreta in se , ma che non fà % nel complesso ) .

Per quanto dici al post 22 , come vedi ragiono a mio modo e traggo le conclusioni che credo + giuste . Ho scritto che leggo questo blog, non che condivido e credo a tutto ciò che vi è scritto all'interno .

Le informazioni che passano in Italia sui TG sono presentate in modo indegno , pertanto su internet si cerca le notize depurate e utili a capire la realtà.

Ripeto , se l'articolo fosse  stato presentato diversamente non avrei postato .

Ad esempio, perchè non ti chiedi come i palestinesi intendono investire i proventi di queste risorse invece di chiederti come potranno venderle a Israele?Questa è una domanda che , per me , avrebbe molto più senso che non discutere come Israele possa metterci su le mani e quali ritorni possono esserci .

34. Alessio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 18:59

Gaza secondo me non è stata lasciata libera(per modo di dire, in realta' è una prigione a cielo aperto), per motivi di calcolo demografico, almeno secondo me. Sharon giocò la carta del ritiro da Gaza per calmare apparentemente le acque, e proseguire l'opera di colonizzazione nella West Bank. Credo che abbia ragione Cataldo quando scrive che la questione religiosa non è altro che la stampella ideologica della posta in gioco. In realta' i veri nodi da sciogliere sono i coloni in Cis-Giordania, la gestione delle risorse idriche e, anche se in misura minore, il gas nelle coste al largo di Gaza.

Credo che la miglior pace possibile debba essere ricercata non basandosi semplicemente sugli attuali rapporti di forza, ma dedicandosi appunto alla gestione comune della gestione della risorse nella regione. Se ci si basa semplicemente sugli attuali rapporti di forza, non ci sara' mai la pace, e sopratutto arrivera' il momento in cui questi rapporti di forza si riequilibreranno, e allora....beh allora non ci saranno ne' vinti ne' vincitori.

35. Alessio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 19:01

Gaza secondo me non è stata lasciata libera(per modo di dire, in realta' è una prigione a cielo aperto), per motivi di calcolo demografico, almeno secondo me. Sharon giocò la carta del ritiro da Gaza per calmare apparentemente le acque, e proseguire l'opera di colonizzazione nella West Bank. Credo che abbia ragione Cataldo quando scrive che la questione religiosa non è altro che la stampella ideologica della posta in gioco. In realta' i veri nodi da sciogliere sono i coloni in Cis-Giordania, la gestione delle risorse idriche e, anche se in misura minore, il gas nelle coste al largo di Gaza.

Credo che la miglior pace possibile debba essere ricercata non basandosi semplicemente sugli attuali rapporti di forza, ma dedicandosi appunto alla gestione comune della gestione della risorse nella regione. Se ci si basa semplicemente sugli attuali rapporti di forza, non ci sara' mai la pace, e sopratutto arrivera' il momento in cui questi rapporti di forza si riequilibreranno, e allora....beh allora non ci saranno ne' vinti ne' vincitori.

36. Rolando, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 19:23

Ma ho capito bene? Hai perso il lavoro per questo servizio?  Non me ne stupirei, conoscendo bene i radicali e le loro dinamiche interne. Finti libertari al servizio delle solite lobbies. 

37. Alessio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 19:37

Basta vedere delle persone come Capezzone, una capra infarcita di retorica e di slogan preconfezionati. Ed è ancora giovane, figuriamoci quando sarà anzianotto, diventera' sicuramente un nazista in stile post-moderno.

38. Surak 2.0, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 20:10

@35 Alessio

Il fattore demografico fu fondamentale e dichiarato più volte, su questo non  vi è dubbio. L'espansione dei coloni nella West Bank, poi, non è in conflitto ma anzi essendo una zona (quella delle colonie) meno popolata permette un'estensione del territorio per una sorta di "Israele allargata" (rispetto a quella che secondo l'Onu dovrebbe essere) con pochi arabi "tra i piedi". Una sorta di "fatto compiuto" in previsione di dover lasciare i territori occupati (ovviamente quelli non "israelianizzati").
Altrettanto chiaro che la religione c'entra poco, infatti ho parlato di razzismo e nazionalismo (di entrambi i gruppi).
Per quanto riguarda il gas..Israele ha tecnologia atomica e di certo il riscaldamento lì non è poi sto problema, quindi può essere un bottino di guerra ma di certo non una ragione per la guerra (infatti poi si scannano da ben prima di saperlo).
Per l'acqua non lo so...non conosco l'idrografia della zona, ma
quella dipende molto dal territorio che fa parte o meno della tua nazione e dei rapporti con i vicini. Una pacificazione dovrebeb quindi permettere grandi opere che rendano l'acqua disponibile (in fondo d'inverno ci nevica ed il petrolio lo facciamo viaggiare per km quindi l'acqua si può fare arrivare).

Infine..non c'è dubbio che la pace non sia difficile da raggiungere solo che come dicevo nessuna delle due parti (chi comanda davvero) la vuole davvero. Anzi forse sarebebro proprio gli arabi a volerla di più (poi Israele se la riprendono facendo figli)

Ciao!

 

 

 

39. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 20:14

@ Alessio

No, non dovevi nominarlo, era uno luogo dove non si era mai fatto nemmeno il nome, intonso anche dell'ombra del nefasto.

40. Cataldo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 20:31

@ Surak

La politica di eliminazione dell'entità  palestinese, attraverso la sua parcellizzazione, è studiata sul modello dei Bantustan nel sudafrica dell apartheid, ed è alla base della guerra. Il ruolo delle colonie in questa politica  è evidente a chiunque abbia visto una carta della regione.
Con il tempo gli sforzi su questo progetto, pur tra vicende alterne, sono stati coronati da un discreto successo.
Il bastone tra le ruote lo ha messo Hamas, il suo radicamento a Gaza, l'impossibilità di ridurlo al ruolo che si è invece assegnato Fatha.  Da qui la necessità di una ulteriore distruzione, volta a piegare Hamas, per annichilire tutti i palestinesi. Il fatto che non si voglia mettere sulla bilancia il costo umano, necessario a raggiungere il risultato militare, fa si che la guerra si sta trasformando in una forzatura a far ingabbiare Hamas dagli egiziani, e dagli europei compiacenti. Intanto il progetto va avanti, le strutture umane e materiali dei palestinesi sono triturate,  le ricadute negative per Israele saranno comunque minime, almeno  nei tempi del dibattito politico interno. I palestinesi continueranno ad essere ben circondati e sottoposti alla eliminazione scientifica della classe dirigente. Alla lunga i veleni lanciati su Gaza risolveranno anche il problema demografico. 

41. Surak 2.0, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 20:53

@ Cataldo

Mi pare che il modello "bantustan" sia il contrario (rinchiudi chi vuoi segregare in piccole zone) mentre, sebbene non abbia visto molte cartine sulla disposione delle colonie, credo che in questo caso sono i coloni a creare zone isolate dagli arabi (e difese dai militari) attaccati al confine legale" d'Israele. Una sorta di rosicamento di territorio con bolle e sacche "israelianizzate" da tenere in caso di dover lasciare i territori occupati (una sorta di "usucapione" ;-).
Infatti molti parlano di "grandi colonie" da tenere e rinunciare a quelle "piccole" perchè difficili da difendere anche in futuro.
Certo..i nazionalisti israeliani stanno facendo di tutto per farle crescere in fretta, ma ci sono sempre dei limiti naturali.

Che la guerra non avrebbe piegato Hamas era chiaro fin dall'inizio ed infatti già si parla di "tregua unilaterale" (concetto da barzelletta) da parte di Israele anche perchè bush è oirmai giunto al capolinea ed il tempo del "poter fare come .... gli pare" per Israele è finito (non parlo di cambi epocali, ma neanchè carta bianca) o almeno sospeso.
No..al contrario..più li mettono in miseria e più "figliano" quindi prima o poi quel problema arriverà. Infine..il tutto sembra uan sorta di "ripiegamento" dopo non aver potuto attaccare l'Iran il quale zitto zitto sta portando avanti il suo progetto nucleare.

Sinceramente mi pare difficile che Israele possa pensare troppo al gas 

 

42. Alessio, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 21:16

@ Surak

Hai ragione, ma parlare di pace e poi insistere sul fattore demografico(e perchè no, religioso poi), come arma per cercare di travolgere un'altra etnia, significa instaurare una pace fasulla, basata su principi fragili, perchè significa sostenere implicitamente un nazionalismo esasperato che esclude i diritti di cittadinanza.

Quindi bisognerebbe partire da una costituzione che si prefigge l'instaurazione dei diritti di cittadinanza, altrimenti non c'è soluzione. La stessa cosa è successa nella ex Jugoslavia, dove hanno prevalso i rispettivi nazionalismi, in un contesto dove ogni 10 km c'era un villaggio di etnia diversa, se non villaggi con etnie miste....i risultati si sono visti:=(.

Per me in Palestina si dovrebbe puntare su una sorta di confederazione e sulla gestione comune delle risorse del territorio. Secondo me questi fattori hanno un peso preponderante. Pensa al fatto che il lago di Tiberiade, il fiume Giordano sono utilizzati ad esclusivo vantaggio di Israele, inoltre ai palestinesi è fatto divieto di costruire dei pozzi. Chissa' quanto incide questo fattore sull'esasperazione dei palestinesi e sul sempre maggior peso politico di Hamas.

Ciao!

@Cataldo

Io non ho detto nulla, non so a cosa ti riferisci:D 

43. riccardo, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 21:41

@39

a volte sai non ti si capisce, ma in genere ti si capisce benissimo!!!

:) :D :)

44. Surak 2.0, Venerdì 16 Gennaio 2009 ore 21:54

@42 Alessio

Parlarne o non parlarne non  cambia le cose ma la solo la prospettiva. Israele è stata creata come nazione ebraica in mezzo a masse arabe quindi la cosa ad un certo punto è diventata evidente. Magari 80 anni  fà non pensavano ad un boom demografico dei locali arabi, ad una scarsa emigrazione di ebrei dal resto del mondo ed un calo del tasso di natalità però che esista questa "bomba" è noto da almeno gli anni 70.
Quindi Israele non sopravviverebbe (come i vogliono i sionisti, cioè chi vuole un'Israele di natura ebraica) alla pace e alla lunga neanchè alla guerra (l'arma atomica si sta diffondendo e pure le capacità militari). I nazionalismi però sono un'altra forma di pazzia e quindi le scelte che si fanno sono irrazionali.
Dare la cittadinanza ai palestinesi "inglobati" va contro il progetto "Israele". Se non si parte da questo punto non si spiega cosa succede laggiù. Il resto è solo conseguenza.

45. alessio spinelli, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 02:54

per debora 

 la mia doanda al post 24 è così idiota da nn meritare risposta !? se così fosse chiedo scusa ma dovete avere un pò di pazienza con i principianti :-)

46. riccardo, Sabato 17 Gennaio 2009 ore 22:48

alessio spinelli la domanda è tuttaltro che idiota! la fretta che sempre incombe, e la pauradi dire castronerie su un argomento così delicato anzi mi ha frenato dal risponderti prima

non so da che fonte arriva le percentuali che citi, e non mi pare molto corretta la correlazione tra qualità e quantità dell'estratto che tu indichi. rimane il fatto che una buona parte del petrolio rimane sottoterra (le tecnologie più moderne spostano un poco la questione ma non la risolvono affatto)

la qualità e quindi la difficoltà di raffinazione dovrebbero essere piuttosto legate alle caratteristiche del giacimento

a parte questo, per chiarire i tuoi dubbi vedi alla pagina petrolio di wikipedia la differenza tra riserve e risorse....poi semmai si approfondisce!

se poi la padrona di casa vuole fare un ripassino, o ripescare qualche vecchio post che io non riesco a trovare... sarà lodata in eterno!

 

 

47. riccardo, Martedì 27 Gennaio 2009 ore 16:39

hai visto debby che ci sono arrivati anche questi?

http://qualenergia.it/view.php?id=824&contenuto=Articolo

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