Uno sguardo dal picco
Esce il report della Pemex relativo a Dicembre 2008, e la situazione è sempre più fosca. Un calo della produzione petrolifera messicana pari al 9,4%. Il picco è stato raggiunto nel 2005, e siamo già al 53% delle esportazioni rispetto a 4 anni fa.
La tendenza pare amaramente essere la medesima dell'Indonesia e dell'Inghilterra, con pochi anni rimasti prima che le esportazioni di petrolio scendano a zero. Lo stesso si insinua per North Ghawar, dato come produzione zero nel 2010 da un esperto internazionale durante la conferenza Aspo USA.
Il drastico calo messicano mette a rischio soprattutto le importazioni degli Stati Uniti, per i quali il Messico è il terzo fornitore in assoluto dopo Canada e Arabia Saudita. Sul Wall Street Journal mettono in guardia Obama, che dopo aver promesso una riduzione della dipendenza dalla produzione petrolifera del Medio Oriente dovrà però vedersela con i problemi di uno dei suoi maggiori fornitori americani. Naturalmente il WSJ gongola, pensando anche che il Messico sarà presto costretto a rivedere la sua politica petrolifera, rinunciando alla sovranità sui giacimenti e arrendendosi alle compagnie straniere per spremere il più possibile.
Intanto, come altri Paesi alle prese col calo di produzione, il Messico pensa alle alternative per cercare di salvare qualcosa delle sue esportazioni di greggio, che rappresentano il 50% delle entrate dello Stato. E' stata infatti inaugurato l'altro ieri uno dei più grandi impianti eolici del mondo, un progetto da 550 milioni di dollari vicino a una città che si chiama La Ventosa.
Con la solita faccia di bronzo che contraddistingue i governanti, il Presidente Calderon ha solennemente dichiarato: "Se non facciamo qualcosa per il problema del cambiamento climatico, diventerà una delle più pericolose minacce per l'umanità".
Seee, il cambiamento climatico, vabbè...
Moriremo tutti. Propongo in suicidio collettivo dei frequentatori di Petrolio. Ci state?
Abbiamo la distruzione scritta a lettere di fuoco nel DNA.
Non possiamo comportarci diversamente.
:-(
La prossima guerra sarà per il controllo delle risorse al Polo Nord? Se il prezzo al barile nei prossimi anni dovesse aumentare, ritornerebbe in auge l'estrazione di materie primi nei luoghi più terribili del mondo, con le probabili conseguenze..
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=26957&titolo=Canada%20l%27energia%20tra%20ghiaccio%20e%20petrolioIt seems to me that that graph shows the key moment, what with the unprecedented level of investment in oil exploration/production in 2006/2007/2008 which resulted in a drop in output.
Questo commento di chrisale 01/23 3.14pm mi sembrava degno di nota. Interessanti anche la segnalazione di alcuni documenti chiave del 2004.
#20 paolo zamparutti
programmare significa non addebitare il nostro benessere alle generazioni future
è purtroppo quello che la nostra società attuale ha fatto a tutti i livelli ... a cominciare dalla Finanza.
I picchi in corso e in arrivo sono semplicemente il picco dell'attuale sistema di vita , non ci sono soluzioni ... abbiamo oltrepassato il limite.
Quello che vedo e mi dispiace è che comunque si cerca di rattoppare e mantenere la situazione attuale , invece di progettare e guidare il cambiamento ... e in tutto questo falsi obiettivi per giustificare le loro soluzioni.
1) sostituire il petrolio con un prodotto a eroei bassissimo che non è rinnovabile in quanto come tutte cioè che è agricoltura necessita pesantemente dal petrolio, ed inoltre danneggia l'ambiente (decine di studi ormai)??
3) si sa che il picco del petrolio è il primo, poi viene quello del gas, poi quello del carbone, e tutti questi si portano con se il picco tecnologico. come ad esempio le prossime generazioni del nucleare, altra energia non rinnovabile
purtroppo è proprio l'idea "beh tanto si troverà qualcosa" che ci sta portando dove stiamo andando....
programmare significa non addebitare il nostro benessere alle generazioni future, perchè a furia di farlo quel futuro ormai sta diventando il presente.
letto tre volte era effettivamente un poco ripetitivo, ma era un commento che meritava risalto!
speriamo tu abbia (almeno in parte) ragione!
scusate il doppio post ma il sito ha fatto i capricci e sembrava che non avesse preso il primo intervento...
vabbè, repetita iuvant..
approfitto per correggere il refuso comincierà con comincerà...
a cosa serve il petrolio (a noi, non a chi lo vende):
1) a far andare avanti i trasporti, quindi il mondo. Sia per strada che per mare che per aria e in buona parte per ferrovia, senza petrolio si ferma tutto e saremmo alla catastrofe. Però gli stessi mezzi, con piccoli adattamenti, camminerebbero anche con biocarburanti. E se invece di giocare con il mais, che produce meno carburante di quanto ne vuole per crescere, e che è meglio che serva per sfamare la gente, ci si buttasse tutti sulle alghe, che hanno una resa molto superiore e si accontentano di acqua sporca, un po' di terreno improduttivo, sole e un po' di tecnologia , penso che risolveremmo i nostri problemi. Certo gli americani dovrebbero barattare i loro SUV con prius o Fiat 500 e i cinesi continuerebbero ad andare in bici per un po', ma siamo sicuri che sarebbe un male per gli uni e gli altri?
2) il petrolio serve anche per plastiche, asfalto, medicinali, concimi...beh, un surrogato di origine vegetale o minerale si dovrebbe trovare per quasi tutto. Baratteremo le strade asfaltate con quelle in sanpietrino dei nonni o in lastre di cemento della ex DDR, pagheremo i pneumatici quasi come il reto dell'auto, useremo meno cosmetici...ma mi semrba che sopravviveremo.
3) qualcuno, sopratutto nel terzo mondo, lo usa molto anche per produrre corrente. A breve si può sostituire con carbone, gas, centrali a fissione di III generazione. Speriamo non ce ne sia bisogno perchè creerebbero tanti problemi e sarebbe una soluzione di corto respiro (in tutti i sensi) ma ci eviterebbe di morire di freddo e fame. Ovviamente riducendo i consumi superflui (basta mall negli USA con temperature di 18° a luglio...) A medio e lungo termine occorre sperare in fissione di IV generazione, fusione, solare avanzato, geotermico avanzato... qualcosa uscirà fuori, speriamo.
Insomma, se chi deve programmare e sa veramente qual'è la situazione programma bene e in tempo non vedo grossissimi problemi. Non più gravi di quelli causati oggi dalla ingordigia folle dei bancari e dei finanzieri.
Se invece quando il petrolio comincierà veramente a mancare ci faremo cogliere impreparati o tutti presi a litigare tra noi su cosa fare e cosa non fare, beh saranno guai...
Intanto il greggio a NY ha superato quota 46 $/b...
il petrolio a cosa serve?
in primo luogo ai trasporti, su strada, via mare, via aerea e anche in moltissimi casi su rotaia.
per questo si può sperare di sostituirlo con un massiccio ricorso ai biocarburanti che hanno il migliore rendimento (non etanolo da mais per intendersi, piuttosto grande diffusione delle apposite colture di alghe usando acqua non potabile). I costi cresceranno, certo, l'economia ne risentirà, ma la civiltà dovrebbe farcela. E i biocarburanti, se non si esagera aggredendo l'ambiente, hanno il grande vantaggio di essere rinnovabili, quindi eterni.
In secondo luogo serve per le materie plastiche, le medicine, i concimi ecc ecc. Dovrebbe essere sostituibile con sostanze di origine vegetale o altra origine. Mi aspetto che le strade torneranno ad essere di sanpietrini o verranno pavimentate con blocchi di cemento stile DDR. I pneumatici finiranno per costare quasi quanto il resto dell'automobile...insomma un bel guaio ma dovremmo sopravviverci.
In terzo luogo il petrolio serve da qualche parte per produrre energia elettrica. Dato che diversi paesi già non lo usano affatto per questo scopo molti ne potranno fare a meno. A breve usando più carbone, più nucleare, più metano...tutti rimedi più o meno dannosi e più o meno a termine (delle risorse necessarie) ma se l'alternativa fosse la fame e il freddo andrebbero comunque utilizzati, finchè durano o non distruggono l'ambiente. Oltre a quelli si può spremere l'eolico e l'idroelettrico ovunque sia possibile.
A medio e lungo termine si deve sperare in sviluppi tecnologici tutti da verificare, tra nucleare di IV generazione, fusione, solari evoluti, geotermici evoluti ecc ecc.
Morale della favola, con un po' di pianificazione per non farci sorprendere dal crollo della disponibilità di petrolio, dovremmo farcela forse addirittura meglio di prima... per esempio agli americani non può che far bene sostituire i loro superSUV con belle Prius o Fiat 500, o alzare un po' la temperatura dei loro mall d'estate... :-)
il petrolio a cosa serve?
in primo luogo ai trasporti, su strada, via mare, via aerea e anche in moltissimi casi su rotaia.
per questo si può sperare di sostituirlo con un massiccio ricorso ai biocarburanti che hanno il migliore rendimento (non etanolo da mais per intendersi, piuttosto grande diffusione delle apposite colture di alghe usando acqua non potabile). I costi cresceranno, certo, l'economia ne risentirà, ma la civiltà dovrebbe farcela. E i biocarburanti, se non si esagera aggredendo l'ambiente, hanno il grande vantaggio di essere rinnovabili, quindi eterni.
In secondo luogo serve per le materie plastiche, le medicine, i concimi ecc ecc. Dovrebbe essere sostituibile con sostanze di origine vegetale o altra origine. Mi aspetto che le strade torneranno ad essere di sanpietrini o verranno pavimentate con blocchi di cemento stile DDR. I pneumatici finiranno per costare quasi quanto il resto dell'automobile...insomma un bel guaio ma dovremmo sopravviverci.
In terzo luogo il petrolio serve da qualche parte per produrre energia elettrica. Dato che diversi paesi già non lo usano affatto per questo scopo molti ne potranno fare a meno. A breve usando più carbone, più nucleare, più metano...tutti rimedi più o meno dannosi e più o meno a termine (delle risorse necessarie) ma se l'alternativa fosse la fame e il freddo andrebbero comunque utilizzati, finchè durano o non distruggono l'ambiente. Oltre a quelli si può spremere l'eolico e l'idroelettrico ovunque sia possibile.
A medio e lungo termine si deve sperare in sviluppi tecnologici tutti da verificare, tra nucleare di IV generazione, fusione, solari evoluti, geotermici evoluti ecc ecc.
Morale della favola, con un po' di pianificazione per non farci sorprendere dal crollo della disponibilità di petrolio, dovremmo farcela forse addirittura meglio di prima... per esempio agli americani non può che far bene sostituire i loro superSUV con belle Prius o Fiat 500, o alzare un po' la temperatura dei loro mall d'estate... :-)
si cambia per non cambiare. come nel Gattopardo.
Con la solita faccia di bronzo che contraddistingue i governanti, il Presidente Calderon ha solennemente dichiarato: "Se non facciamo qualcosa per il problema del cambiamento climatico, diventerà una delle più pericolose minacce per l'umanità".
Seee, il cambiamento climatico, vabbè...
Sempre più vengono creati falsi problemi per distogliere dalla situazione reale, e per avere strumenti per gestire una crisi che non è quella reale, ma che serve a ridistribuire risorse ai soliti gruppi.
quando esplode la crisi reale chi ha pagato noi si trova ancora peggio e più in balia degli eventi
siamo in un cambiamento epocale la disponobilità di :
energia
alimenti
beni in generale
sta cambiando radicalmente ( penuria e crisi generalizzata)
l'energia elettrica è solo un piccolo tassello dell'insieme, si deve ridurre il consumo e passare al rinnovabile reale.
Il ventuno per cento della produzione elettrica nella regione Calabria deriva già da fonti rinnovabili (l'idroelettrico silano e parecchi nuovi campi eolici. Marginale ancora il contributo del solare).
Non ce la faremo comunque. Molte cose cambieranno. Ma la civiltà non cadrà.
@8
Prima o poi qualcuno che conta, sui media ufficiali dirà timidamente al popolo bue che le risorse energetiche si stanno esaurendo, magari quando i distributori di carburanti cominceranno a funzionare a singhiozzo.
Il conto alla rovescia per il grande annuncio è già partito...
#8 ste
Mica possono dire: "dobbiamo cambiare perchè non abbiamo scelta"
se vogliono salvare la faccia e il c... (che poi è la stessa cosa), devono dire: "vogliamo cambiare perchè siamo bravi e pensiamo al futuro"
Se dicono che sono finite le risorse scoppia il panico
il clima è comunque sentito come un cambiamento con tempi
lunghi
le risorse come un qualcosa di immediato.
ma mancano le risorse e il problema è immediato.
@5
"quello che non capisco è la necessità di presentare tutto per motivi ambientalisti"
l'esaurimento delle risorse è un tabù.
Mica possono dire: "dobbiamo cambiare perchè non abbiamo scelta"
se vogliono salvare la faccia e il c... (che poi è la stessa cosa), devono dire: "vogliamo cambiare perchè siamo bravi e pensiamo al futuro"
A proposito di eolico, qualcuno ha novità sul Kitegen?
Basta che venga fatto, non possiamo più aspettare
piano, l'italia nel 2008 ha visto un boom dell'eolico
il timore è che il prezzo del petrolio resti basso per troppi mesi, frendando la crescita dell'eolico
quello che non capisco è la necessità di presentare tutto per motivi ambientalisti, quando le maggiori resistenze all'eolico sono proprio per l'impatto ambientale
Qualche giorno fa sono entrati in funzione due nuovi impianti eolici in Molise, gestiti dall'Enel. Ancora è poco, ma qualcosa si muove anche da noi.
Il parco eolico messicano è la soluzione giusta, sebbene per motivazioni di convenienza camuffate da sensibilità per l'ambiente.
Ma non ha importanza, l'importante è che si cominci con le rinnovabili una volta per tutte.
Ben venga il picco petrolifero(mascherato da cambiamento climatico) se spingerà il mondo verso le rinnovabili(carbone permettendo).
Peccato che tanti Governi(italiano incluso purtroppo) non ne prendano atto ancora oggi, quando é possibile traghettare la nostra civiltà in modo "planato" verso il paradigma energetico rinnovabile...
gheddafi minaccia nazionalizzazioni... e il WSJ invoca liberalizzazioni
come andrà a finire? secondo me entrambre le speranze resteranno deluse, tanto piero c. ci insegna che entro pochi anni non ci saranno più € nè $ con cui pagare... per cui chissenefrega!
alle 08:44
riccardo
no