Uno sguardo dal picco

Da un po' seguiamo, sempre più sconcertati, le sorti del trasporto marittimo, qui e qui ad esempio per chi vuole conoscere gli antefatti.
Da qualche giorno, invece, vado leggendo in giro questa cifra: ZERO. Timorosa di aver capito male, ho atteso prima di parlarne. Ma ora, un articolo del Daily Telegraph conferma:
Le tariffe per le navi portacontainers dall'Asia all'Europa sono scese a zero per la prima volta nella storia, sottolineando il drammatico collasso del commercio dall'inizio della crisi economica in ottobre.
Gli addetti riportano che a Singapore i noleggiatori fanno pagare solo le spese portuali. Ma attenzione: a differenza del Baltic Dry Index di cui si parla nei post linkati all'inizio, qui non si tratta più di navi che trasportano materie prime (ferro, rame ecc.), ma portacontainer di prodotti industriali finiti. La "chinese crap" insomma, le cianfrusaglie elettroniche che tanto ci piacciono, le scarpe sportive, i giocattoli,le t-shirts.
Le esportazioni coreane sono crollate del 36%, quelle di Taiwan del 42%, della Cina non si sa. Nel porto di Singapore c'è una lunghissima coda di navi ferme, che crea un paesaggio insolito e surreale. Non è solo colpa del crollo dei consumi: è che i trasportatori non riescono ad ottenere lettere di credito dalle banche in crisi, e quindi anche se ci sono acquirenti dall'altra parte dell'oceano non riescono a partire.
Quel che mi chiedo è allora: cosa c'è nei nostri supermercati, centri commerciali, bancarelle? Crisi dei consumi compresa, le scorte prima o poi finiranno. Non sentiremo troppo la mancanza delle cianfrusaglie, ma cosa succederà al commercio?
Luigi e Rosacroce, se vi iscrivete al forum di Crisis potrete mettervi in contatto e anche informarci delle vostre utili esperienze... ;-)
Bravi Luigi e Rosacroce: sto facendo pure io un esperimento tipo quello di Luigi. Fukuoka è uno dei miei autori preferiti.
non siamo molto lontani, io sono vicino ad Asti.
Si conosco la teoria della permacoltura ed in qualche modo cerco di orientarmi li. Devo dire pero' che, essendomi installato in una area semiabbandonata, per me non e' possibile intervenire in modo dolce. Per esempio parli di avicoli..
ho provato a liberare piccioni, pavoncelle, oche, galline (dopo averle acclimatate e ambientate...) i predatori pero' hanno sterminato tutto ripetutamente ed in breve tempo .
Sopravvivono alcune oche grazie ad un pollaio modello fort knox ma tutto il resto ingrassa volpi e falchi.
Per il momento neppure io ho ancora usato diserbanti..ma i rovi qui abbondano e non sono poi cosi facili da estirpare.
Pure la vite selvatica infesta volentieri i campi...Insomma a meno di essere un monaco zen.. se si vuole ottenere un minimo di resa e' necessario intervenire con il petrolio.
comunque mi piacerebbe venirti a trovare, che di consigli ne ho bisogno parecchio..
x luigi:
fukuoka nel secondo libro(la fattoria biologica,ediz mediterranee)parla dell'impianto di un frutteto naturale,con piante da sovesio e senza potatura,lui in 5 o 6 anni dice riusci', con questi metodi a impiantare un frutteto di mandarini sulle pendici di una montagna ,in discesa,e dove il terreno era cosi duro che una vanga non penetrava per più di due dita ,dopo anni il terreno divenne soffice e fertile.
io avrò 200 piante da frutto ,tutte diverse e tutte antiche ,iniziamente potavo a vaso, ora le nuove piante non le poto più,le lascio crescere liberamente,uso solo verderame in bassi dosi.non uso concimi.sotto le piante crescono erba e fiori vari,e corrono gli avicoli, la frutta è ottima,sana e abbondante.non ho problemi di insetti ,o malattie,l'equilibrio biologico garantisceil tutto
nell'orto non uso niente(tranne verderame per qualche varietà di pomodoro )tutto è sano buono e abbondante.non aro mai,fra poco non vangherò e neanche zapperò,farò tutto in permacoltura.il lavoro si riduce una volta scelta questa strada e l'ambiente e la vita cresce.
"sedendo e mirando,guardo l'erba che cresce da sola "(antico proverbio orientale)questa è la filosofia della agricoltura naturale, agricoltura del NON FARE.
questa è la filosofia di fukuoka e anche la mia.
altra cosa è l'agricoltura chimica .si tratta di scegliere.tra la vita e la morte.io ho scelto la vita.
io sono del basso veneto e tu,di dove sei?
e comunque un pioppeto di tre ettari abbandonato da una trentina di anni significa effettuare un gioco dello shangai utilizzando al posto delle bacchette piu di 1800 piante alte circa 25 metri del peso di qualche tonnellata ciascuna che fuoriescono da una fittissima giungla alta diversi metri di rovi ,gaggie, edere velenose ed infestanti varie. Per non parlare dei tronchi abbattuti dal vento o cresciuti male, da rimuovere per permettere il passaggio.
Solo per portare via il legname son serviti una quarantina di viaggi di autotreno.
Difficile pensare di fare il lavoro a mano e dolcemente ...
@rosacroce.. se mi dai un modo per contattarti accetto volentieri l'invito e verro' a trovarti.
Comunque al momento non ho ancora usato ne' diserbanti,pesticidi,ne' concimi chimici.
Per quanto riguarda l'impianto di frutta su mandorleti o oliveti dismessi sono d'accordo.. ma se impianti su gerbido di pioppo robinia e salice , se non rimuovi le radici ed i ceppi in modo radicale,probabilmente le tue piante da frutta non le vedrai mai.. la competizione e' troppo forte e specialmente la robinia e il salice prenderebbero il sopravvento velocemente facendo morire le piante da frutta.
Per gli ortaggi il problema e' lo stesso .
Per quanto riguarda le oche devo anche dire che le volpi ed i falchi sono riusciti a fare fuori in una stagione 14 nuovi nati (in pratica tutta la generazione di un anno).
Non ho dubbi sul fatto che nel giro di qualche anno avremo svrabbondanza di prodotto e che presto la produzione crescera' in modo esponenziale.Con il mio post volevo solo dire che per avviare una qualsiasi attivita agricola che possa sostenere chi ci lavora partendo da gerbido abbandonato e' necessario disporre di risorse per poter sopravvivere almeno 5 anni lavorando a tempo pieno senza stipendio.
hem scusate intendevo @59 aldo.
@57
ti capisco perfettamente , ed anche possibile ansi doveroso agire in maniera capillare.
quello che io intendo e che questo non si puo fare senza un intento comune .
scusa il tono , ma la legerezza con cui si pensa alle persone distanti o vicine ma falsamente diverse da noi e sconcertante ,se non cambiamo il nostro modo di pensare non possiamo portare un vero cambiamento.
pensi che un qualsiasi paese possa dirottare le risorse militari in direzioni più utili se il suo vicino non fa altrettanto ?
Luc [#57], la tecnica dell'attribuire a un problema soluzioni che non possono aver luogo se non a livello globale mira a "ingessare" qualsiasi azione in merito a quel problema, rendendola inapplicabile e, nei fatti, inapplicata. I problemi nascono a livello locale e, sommandosi tra loro, assumono un carattere globale. Le soluzioni non possono che seguire lo stesso percorso.
Potrei proseguire, ma dal tono che hai usato so già che non mi vorresti ascoltare. Per cui risparmio un po' di elettricità fermandomi qui.
Rosacroce [#54]: "io con un ettaro e mezzo coltivo dal 2000 frutteto ,orto,allevo faraone,galline anitre,con grande successo e non uso ne macchine ne concimi ne veleni."
Il vero problema, Rosacroce, è che non ce li abbiamo 1,5 ettari di terreno. Ne abbiamo 0,2 (in calo anno per anno a causa dell'ulteriore crescita della popolazione presente in Italia, attualmente determinata esclusivamente dai moti migratori).
@rosacroce
e inutile parlare di sotenibilità se il tuo vicino muore di fame.
pensi di poterti costruire un oasi protetta da filo spinato ???
la verità e che bisogna agire a livello globale tutti per tutti cancellare i confini fisici e mentali......il tuo sogno non ha speranza di sopravvivenza almeno che tu non voglia sterminare o lasciar morire di fame il 70% della popolazione.....
finche non creiamo le stassa sussistenza per tutto il pianeta non possiamo migliorare il sistema .....avresti solo una possibilità difendere la tua oasi con la forza.....
sai come fa il sistema a creare forza lavoro immigrata a casa tua ?
li fa morire di fame a casa sua ...stai tranquillo che non verebbero qua a fare una vita che tu nemmeno immagini nei tuoi incubi peggiori.
consiglio di leggere : mandarini del capitale globale.(una società del non profitto non sopravvivere accanto a una società competitiva , l'unico modo e applicarla a livello globale)
non si puo più pensare a paesi popoli o nazioni in competizione fra loro , il nuovo sistema prenderebbe il posto di quello vecchio senza cambiare niente....
abbiamo la densità di popolazione tra le più alte del pianeta ,l'italia è montuosa la densità è elevata ,non sappiamo più dove mettere l'immondizia,le paghe sono basse,arrivano i cinesi che dopo aNNI ANCORA PARLANO CINESE,non si integreranno mai,lavorano al sabato ,di notte ,la domenica,non pagano contributi,fanno mafia a nostro danno,i polacchi lavorano la terra per poco, al sud i marocchini lavorano a cottimo con paghe e vita miserevole,,,,,,
ma dove stiamo andando?
dove volete andare?non vedete cosa si prepara?
x alessio:
possibile tu non capisca che gli immigrati che arrivano in italia a frotte stanno distruggendo la nostra coltura e il nostro futuro.
questa operazione è voluta dal grande capitale per abassare le paghe dei giovani italiani ,.il paese con questa politica è avviato al disastro.
che la popolazione stia aumentando in modo considerevaole è poui fuor di dubbio.
i cinesi si stanno impossessando del settore commerciale e artigianale ,a danno degli itaLIANI.
NON VEDERE LA GRAVITà DI QUANTO STA SUCCEDENDO ,,,,è METTERE LA TESTA SOTTO TERRA COME GLI struzzi
x luigi:
masanobu fukuoka(la rivoluzione del filo di paglia)
usa piantare alberi da sovescio nel frutteto,apposta per aumentare la fertilità del terreno,una volta cresciuto l'albero viene tagliato (fornisce legna) le radici nel terreno si degradato lentamente e fertilizzano la terra.disporre quindi di terreno con mandorli o pioppi impiantati è ottima cosa essendo il terreno fertilizzto dalle radici.
basta a questo punto segare gli alberi e inpiantare le nuove piante,con poco lavoro e poca spesa si otterrà un frutteto nuovo e naturale.
questa è agricoltura NATURALE .altra cosa è applicare l'agricoltura chimica e i concetti della agricoltura industriale,infatti come tu tetimoni trattasi di operazioni complicate ,costose e,,,,,,
inutili oltre che devastanti ,
questa filosofia non porta a niente di buono,in quanto poi a usare i pesticidi per "bonificare il terreno da orto" ,vorrai dire per distruggere il terreno da orto!
io con un ettaro e mezzo coltivo dal 2000 frutteto ,orto,allevo faraone,galline anitre,con grande successo e non uso ne macchine ne concimi ne veleni.
il consiglio che do è leggere fukuoka e cominciare a pensaree agire in modo diverso.
le menti devastate e inquinate dalla filosofia di oggi ,producono terreni devastatati e inquinati,in entrambi i vasi la produttivita scende a 0.
vienimi a trovare ti mostri come io seguiendo i dettami di fukuoka ho costruito dal nulla un oasi piena di vita e naturale.
Alessio, non hai colto una delle mie frasi, centrale per comprendere il mio punto di vista. La ripeto, citando me stesso: "[...] la popolazione attualmente presente in Italia è di gran lunga superiore alle capacità del territorio e deve quindi ridursi considerevolmente prima che l'equilibrio possa essere considerato una soluzione sufficiente." Non so se è abbastanza chiara. Per meglio intendersi, tu scrivi "Guarda che per mantenere la popolazione stabile nei prossimi decenni [...]" e io rispondo sottolineando che mantenere la popolazione stabile sarebbe una mossa sciagurata, in quanto occorrerebbe lasciarla scendere e di molto. Il tasso di natalità di 1,35, che sembri vedere come una sciagura, è una preziosa opportunità per ottenere quel risultato senza tragedie umanitarie. Un flusso migratorio come quello degli ultimi otto anni, che ha portato ad una crescita di oltre tre milioni di persone in così poco tempo, vanifica quella opportunità.
Il baby boom del quale stiamo parlando è stata una grandissima iattura, un bel "regalino" che la generazione dei miei genitori (e un paio delle generazioni precedenti) ha pensato bene di incollarci sul groppone. Commettere lo stesso errore, come si sta facendo, con l'attuale politica migratoria (che rifiuto di credere che possa essere fenomeno spontaneo, visto che gli ingressi di massa hanno avuto un inizio repentino e ben delimitato nel 2001) non fa altro che peggiorare ulteriormente le cose.
Comunque sono ben consapevole che le mie parole non cambieranno una virgola di quel che sta accadendo. Semplicemente, prendiamo atto delle responsabilità di ciascuno. Personalmente non ho e non avrò figli, né caldeggio (anzi...) l'arrivo e la permanenza di forestieri. Neanche questo cambierà una virgola, viste le cifre in gioco, ma potrò additare i responsabili guardandoli negli occhi ed accusarli con la certezza di non essere loro complice.
@Aldo
Per farci due risate sull'argomento:=)
@Aldo
Come ho scritto anche nel commento precedente, il saldo positivo, ovvero la crescita momentanea che tu osservi, è principalmente dovuta alla forza d'inerzia delle generazioni che provengono dal cosidetto baby boom. Il saldo dovuto ai flussi migratori, sopratutto secondo un'ottica del rimpiazzo generazionale e/o del mantenimento della popolazione attuale, è quasi insignificante. Se scrivi che consideri la valutazione secondo un'ottica più ampia, dovresti considerare, come fa appunto chi si occupa di demografia, la distribuzione delle classi di eta' e il tasso di natalita'(ormai il tasso di mortalita' è stabile se non in diminuzione). In base a questi dati si possono fare delle proiezioni "scientifiche" sul medio termine, non semplicemente calcolando il saldo positivo degli ultimi anni, e dimenticandosi dei fattori fondamentali. Guarda che per mantenere la popolazione stabile nei prossimi decenni, considerando il tasso di natalita' attuale(1,35 figli per donna, 1,35 raggiunto anche grazie all'apporto degli immigrati) e sopratutto la distribuzione delle classi di eta', ci vorrebbe un flusso di immigrati molto maggiore rispetto all' attuale. E parlo di mantenimento degli attuali livelli di popolazione, non di incremento. La demografia non va considerata come una semplice addizione che si fa anno dopo anno, ma deve considerare sopratutto i fattori che ti ho scritto prima, che costituiscono senz'altro dei validissimi dati per farci un'idea su quanti saremo fra qualche decennio. E se si considerano delle proiezioni scientifiche, non ci vuole molto a capire che L'Italia, come molti paesi europei, sono destinati ad un (paziale?) declino demografico.
Sull'autosufficienza o meno dell'Italia, non saprei con precisione, ma essa senz'altro dipende dal modo in cui si organizza l'economia e le sue risorse, sopratutto nei prossimi decenni, in cui il problema della sostenibilita' ambientale, e quindi economica, emergera' in tutta la sua concretezza.
Focalizzare l'attenzione semplicemente sul flusso migratorio è un modo per rimuovere e non affrontare realmente i problemi, forse è un semplice retaggio delle nostre condizioni di uomini della preistoria. Oggi il mondo è molto piu' complesso, e considerare i problemi secondo questi approcci e/o istinti credo che sia sbagliato.
Ciao.
Alessio [#43], non sei correttamente informato.
Il saldo della popolazione italiana determinato dalla differenza tra nascite e morti da circa un lustro oscilla lievemente intorno al punto di equilibrio: nascono annualmente tante persone quante ne muoiono (qualche anno una manciata di migliaia in più, qualche anno una manciata di migliaia in meno).
Il vertiginoso aumento della popolazione presente in Italia è determinato ESCLUSIVAMENTE dai moti migratori, che portano ad una crescita che, nell'ultimo quinquennio, ha abbondantemente superato i due milioni di persone (quasi mezzo milione nel solo 2007, ultimo dato attendibile disponibile).
Il tuo riferimento agli effetti a lunga distanza del baby boom degli anni '60 è senza dubbio opportuno, ma ne riconsidererei la valutazione secondo un'ottica più ampia che tenga anche conto del fatto che la popolazione attualmente presente in Italia è di gran lunga superiore alle capacità del territorio e deve quindi ridursi considerevolmente prima che l'equilibrio possa essere considerato una soluzione sufficiente.
Fausto: "Provate a mangiarvi 616 grammi di farina divisi in due pasti, tutti i giorni, e poi mi dite come vi sentite."
Come un pollo in una stia, e non ambisco certo a dover vivere come un pollo d'allevamento (già siamo fin troppo ridotti in quello stato).
luigi, direi che hai reso l'idea.
auguri!
@Luigi
Ma quello che descrivi tu è una cosa normale. Anche un mio amico ha dovuto aspettare 4 anni per trapiantare un oliveto, dopo aver in precedenza estirpato un mandorleto. E' naturale, il terreno per qualche anno rimane "spompato":=). E la stessa cosa vale per la trasformazione di un terreno in precedenza trattato con concimi chimici e pesticidi. Ce ne vuole di tempo:D
bah... queste affermazioni "agricole" a me paiono dette da persone che di agricolo non conoscono nulla. Probabilmente non sanno distinguere una talpa da una rapa.
Giusto per portare l'esperienza della zappa.
Ho cominciato nel 2005 a bonificare due pioppeti abbandonati (misto pioppo carolina,salice,e robinia) per una superficie totale di circa tre ettari con l'intenzione di metterli a frutteto e orto.
Bene questa e' la mia esperienza..
partito nel 2005, con l'aiuto di terzisti e di macchine di tutto rispetto (due autotreni, trattori trivellaceppi da 200 cv,un jumbo da 200 quintali, una ruspa, due trattori da 150 cv,due trattori da 50 cv )
ad oggi il risultato e' :
un trattore da 150 cv con una ruota letteralmente strappata e fortemente danneggiato sui sollevatori.
un trattore da 150 cv danneggiato gravemente alla presa di forza
un trattore da 50 cavalli con frizione da rifare e danneggiato sui sollevatori.
un rimorchio piegato
migliaia di litri di gasolio consumati, circa 250 litri di olio idraulico e lubrificante consumati .
600 quintali di letame di cavallo e 180 quintali di pollina sparsi per concimare-
per contro i risultati sono.. frutteto da circa mille piante (comprate da vivaio all'ingrosso quindi altro lavoro) di varieta diverse impiantato e potato. (ora lo curiamo altri due o tre anni poi cominceremo a vedere e forse a mangiare i primi frutti)
Orto impiantato ma non ancora a regime in quanto non disinfestato con pesticidi (di fatto per la prima volta quest'anno mangiamo in dieci e alimentiamo oche e qualche gallina +due cani di grossa taglia)
il terreno destinato ad orto (circa un ettaro) di fatto al momento rende pochissimo (rispetto alle dimensioni) perche' le avversita' sono davvero molte.
Quando i contadini del posto mi dicevano ci metterai cinque anni prima di vederlo produrre pensavo esagerassero..
ma ,con il senno di poi, mi rendo conto che se vuoi farlo sul serio e non solo giocare alla giovane marmotta i tempi sono quelli..
Se non avessi avuto a disposizione le enormi macchine che ho usato.. il mio pioppeto sarebbe ancora su e il frutteto di la da venire.
Per quanto riguarda l'agricoltura, è vero, l'Italia ha grandi potenzialita', anche se non bisogna dimenticare tanti terreni semi-sterili che producono dei raccolti soltanto grazie all'uso massiccio di concimi-dopanti. Del resto pero' ci sono anche molti terreni poco utilizzati, o utilizzati secondo una logica di autoconsumo, quindi poco stressati dal punto di vista ecologico. Tuttavia ripeto ancora una volta i gravi danni che puo' comportare all'agricoltura la logica del mercato. Per esempio L'Andalusia e L'Egitto oggi hanno delle considerevoli quote nel mercato dei beni dell'ortofrutta europeo. Tuttavia questa competitivita', dovuta essenzialmente al basso costo del lavoro, ha impoverito, dal punto della sostenibilita' ambientale, queste aree, che tradizionalmente non sono ricchissime di risorse idriche. Inoltre, avendo un clima temperato sub-tropicale, queste aree hanno subito fenomeni come quello dell'aumento dei sali nella superficie del terreno, dovuti all'irrigazione massiccia e all'alta evaporazione, e causa dei processi di desertificazione. Lo stesso discorso vale per le sciagurate coltivazioni di kiwi(che richiedono molta acqua) in alcune aree del sud della Sardegna. E' evidente che lasciare l'agricoltura al semplice mercato, che fa ricorso al semplice contenimento dei costi dal punto di vista monetario( e non calcola i costi ambientali)per essere competitivi, e che non tiene in considerazione le caratteristiche climatiche dei loghi in cui si produce, è alquanto deleterio.
@Aldo
Ho fatto qualche errore. Volevo dire "Insomma tu consideri crescita quella che è semplicemente un aumento della popolazione dovuta alla forza d'inerzia".
@Aldo
Quando scrivi che la popolazione italiana sta crescendo, mi sa che fai troppo affidamento ad un'analisi istintiva del fenomeno demografico italiano. Insomma tu consideri crescita quella che semplicemente un aumento della popolazione della popolazione dovuta alla forza d'inerzia. Mi spiego meglio: l'Italia è passata da una fecondita' elevata(il cosidetto baby boom) ad una fecondita' che nemmeno consente il rimpiazzo generazionale, e poi è aumentato considerevolmente la vita media delle persone. In questo scenario è normale che la popolazione continui a crescere per un certo periodo, perchè quelli del baby boom sono entrati in un fase riproduttiva e anche se hanno procreaato pochi figli a testa, determinano comunque un incremento della popolazione in senso assoluto. Tuttavia, se si esaminano le classi di eta', il tasso di natalita' (1,35 figli per donna, compreso il contributo degli immigrati, contro la media del 2,1 necessaria al ricambio generazionale), si deduce che nei prossimi anni(2030) L'Italia contera' 4 o 5 milioni di persone in meno, ed oltre tale data il saldo potrebbe peggiorare ulteriormente, fino ad avere una quota di 10-12 milioni di persone in meno rispetto ad oggi. Tutto questo considerando anche i flussi(così come li conosciamo oggi) degli immigrati.
Ciao.
@36
adesso tocchi un tasto giusto , ma quello che dici parte dal presupposto che si cambi sistema sociale , io sono pienamente in accordo che il meccanismo del lavoro e artificiale e sei vai nei commenti del 30 dic 2008 si parla anche di questo , e spiego il mio punto di vista sulla necissita di cambiare sistema e passare dal sistema della moneta a quello delle risorse.....
pero in un ottica a breve termine questo non e possibile e le implicazione sopra citate(il calo del commercio)avrà ripercussioni reali molto drastiche .....
poi non sono convinto che si possa tornare al localismo , certo gestire a livello sociale piccole comunità e più semplice , ma il giochino rischierebbe di creare competizione con le comunità vicine ......e si rischierebbe in poco tempo di tornare agli stessi problemi , guerra e competizione per le risorse.
credo che l'evoluzione sociale sia cosa lenta a svilupparsi ..(anche s ela crisi aiuta), quello di cui c'è bisogno e innalzare la coscienza e l'educazione su larga scala cominciando a produrre per il benessere e non per profitto...da qui la necessità di utilizzare i mezzi tecnici a disposizione in maniera razionale e non per convenienza economica .....
la sostenibilità globale non viene dall'orto dietro casa ma piuttosto da innovazioni tecniche.(skytower agricole , agricoltura in acqua , desalenizzatori per acqua di mare , forme di produzione energetiche sostenibili :eolico di alta quota , geotermico , fotovoltaico , idrico)
unico modo di cambiare radicalmente sarebbe estinguere debito pubblico e inflazione stampare soldi per lo sviluppo tecnico e la ricerca scentifica , gestendo le risorse per il fabisogno delle popolazioni e non per guadagni di pochi ......
ma questo no npuo accadere dall'oggi al domani, per questo la mia critica tendeva ad essere realistica ......
La Pianura Padana da sola fa circa 45.000 kmq, ovvero 4.500.000 ha. Supponendo di coltivarne bene solo una metà, e supponendo una mediocre resa di 6 t/ha (il mais alle volte rende circa il doppio in granella), ottengo un cumulo di granaglie di circa 13.500.000 t.
Se divido per 60 milioni di italiani, mi viene 225 kg pro capite all'anno. Provate a mangiarvi 616 grammi di farina divisi in due pasti, tutti i giorni, e poi mi dite come vi sentite.
In sunto, senza inventare nulla e impegnandoil 7.5% del territorio nazionale potremmo crepare tutti felicemente di malattie cardiovascolari gravi in tempi brevissimi.
Aggiungendo sul piatto sprechi paurosi e conversioni in carne, non faremo fatica a capire come possiamo avere reso la nostra nazione dipendente dall'estero in campo alimentare.
Però non scordiamo una cosetta: se è vero che importiamo parte delle granaglie, è anche vero che produciamo un terzo di tutto l'ortofrutta europeo. Quindi, anche nella nostra disastrosa condizione attuale, la nostra dipendenza dall'estero è in parte fittizia.
Medo [#37]: "La Pianura Padana a biodinamico potrebbe sfamare tutta Italia"
Medo, a parte il fatto che non credo a questa tua affermazione perché è contraddetta dai numeri, sottolineo che non si vive di solo pane (nel senso che servono anche materiali per abitare, scaldarsi, vestirsi, muoversi... e anche quelli, in ultima analisi, derivano dalla disponibilità di territorio).
Lux [#36], tieni presente che, contrariamente a quel che veniamo persuasi a credere fin dalla nascita, non si vive per lavorare ma si lavora per vivere. Il problema non è il lavoro, ma il reddito (inteso non in senso monetario ma nel senso della disponibilità di beni). Dunque, se aumenta la produzione per unità oraria per individuo, non vedo perché non dovrebbe essere possibile muoversi verso una riduzione delle ore lavorate per individuo anziché verso un incremento fallace ed illusorio del reddito monetario.
Una volta assicurato l'indispensabile, forse sarebbe il caso di cominciare a pensare che la vera ricchezza da incrementare è costituita dalla disponibilità di spazi e tempi liberi...
Ortolano [#29]: "Orti di guerra...facciamo come ai tempi che furono...sopravvivemmo ad un embargo."
Molto semplicemente: non è vero.
#28
Le terre italiane NON sono insufficienti , dipende dal tipo di gestione delle colture agricole. La Pianura Padana a biodinamico potrebbe sfamare tutta Italia (a patto che si rinunci alla carne , ma senza gas a buon mercato il consumo di carne crollerà presto) ; solamente la nostra economia malatissima "di debito e velocità di moneta" affonderebbe immediatamente se 1 milione di persone si mettessero in un triennio a creare micro-mondi autosufficienti in grado lentamente di sfamare tutti gli altri. E poi tutti gli altri che fanno? O pian piano coltivano un pezzo di terreno o , sacchi al collo , portano in giro da un orto all'altro la paglia ed il compost in eccedenza.
Per vedere queste cose "diffuse" dovremmo forse aspettare 20 anni.
@aldo
anche se capisco il tuo disprezzo per il consumismo e innegabile che ci viviamo dentro , quello che tu affermi e assurdo ......
quello che tu a ragione consideri superfluo , non lo si produce per il gusto di lavorare.....serve a mantenere in piedi il sistema economico .....serve a far si che ci sia meno disoccupazione e un incremento di sviluppo perpetuo (naturalmente insostenibile)..non si puo tornare indietro senza subire danni macroscopici non senza cambiare totalmente il sistema.
pensare poi a chi potrebbe essere autosufficiente e chi no , e fregarsene di chi non lo sarebbe, suona ancora più egoistico........
mi chiedo come si possa vivere rimanendo legati e pensando solo al proprio piccolo mondo in un era globale.....
quoto massimo 31
finalmente qualcuno che va al punto , comicniavo a preoccuparmi.
quelle che vengono chiamate cianfrusaglie cari miei fanno parte del sistema, milioni di persone si mantengono lavorando per produrre e commercializzare quelle cianfrusaglie.
capisco che molti siano legati ad una vecchia mentalità in fondo siamo passati dalla cultura del risparmio a quella del consumo in meno di 2 generazioni ......
e bene però che queste persone che si preoccupano solo di trovare quello che loro occorre al supermerkato, si rendano conto che vivono in una società consumistica e tutto quello che ci viene propinato fa parte del sistema di sviluppo economico , non sarebbe una bella cosa se milioni di persone nel mondo perdessero il loro lavoro a prescindere se voi sarete in grado di trovare o meno la merce che desiderate......
pensate davvero che si possa tornare indietro con lo stesso sistema?(il quale e totalmente rotto).
quoto massimo 31
finalmente qualcuno che va al punto , comicniavo a preoccuparmi.
quelle che vengono chiamate cianfrusaglie cari miei fanno parte del sistema, milioni di persone si mantengono lavorando per produrre e commercializzare quelle cianfrusaglie.
capisco che molti siano legati ad una vecchia mentalità in fondo siamo passati dalla cultura del risparmio a quella del consumo in meno di 2 generazioni ......
e bene però che queste persone che si preoccupano solo di trovare quello che loro occorre al supermerkato, si rendano conto che vivono in una società consumistica e tutto quello che ci viene propinato fa parte del sistema di sviluppo economico , non sarebbe una bella cosa se milioni di persone nel mondo perdessero il loro lavoro a prescindere se voi sarete in grado di trovare o meno la merce che desiderate......
pensate davvero che si possa tornare indietro con lo stesso sistema?(il quale e totalmente rotto).
Il blocco del commercio dovuto alla mancanza di lettere di credito è preoccupante. Non capisco perché i governi non intervengano con misure ad hoc.
Comunque, i beni prodotti da multinazionali, come una gran parte dei computer ed elettronica non rientrano nel blocco, perché a tali ditte non servono le lettere di credito.
Per quanto riguarda il cibo, credo che l'Italia faccia sistema con Francia, Spagna e le altre nazioni europee, molte delle quali sono più che autosufficienti, per cui non vedo grandi problemi a breve.
Infine, mio figlio lavora per un broker multinazionale di caffè, e lì sembra che per ora il commercio sia normale e non ci siano particolari problemi.
Il blocco del commercio dovuto alla mancanza di lettere di credito è preoccupante. Non capisco perché i governi non intervengano con misure ad hoc.
Comunque, i beni prodotti da multinazionali, come una gran parte dei computer ed elettronica non rientrano nel blocco, perché a tali ditte non servono le lettere di credito.
Per quanto riguarda il cibo, credo che l'Italia faccia sistema con Francia, Spagna e le altre nazioni europee, molte delle quali sono più che autosufficienti, per cui non vedo grandi problemi a breve.
Infine, mio figlio lavora per un broker multinazionale di caffè, e lì sembra che per ora il commercio sia normale e non ci siano particolari problemi.
Non c'e' bisogno che tutto vada a puttane perche' tutto vada a puttane. La logica stessa del sistema capitalistico non prevede ne' la stasi ne' una inversione di marcia, pena il disastro totale.
Dipende dalle capacita' di assorbimento degli urti da parte della struttura base che regge l'intero sistema. Fino a un certo punto la struttura tiene, oltre, data la sua caratteristica cristallina, collassa - amenoche' non si trovino altri modi per puntellarla.
Tuttavia ritengo che i passati sistemi di puntellamento non siano applicabili, non c'e' possibilita' di aprire nuovi mercati che abbiano la possibilita' di assorbire e dare spinta alla produzione, il tempo necessario a crearne di nuovi e' troppo lungo e i costi eccessivi per l'attuale momento economico. Per la stessa ragione un imperialismo brigantesco non farebbe che fornire materie prime a un'economia che non ha sfoci mentre un imperialismo di carattere economico ha gia' spremuto tutto quello che era possibile spremere.
Una guerra su vasta scala, infine, che in passato ha funzionato da valvola di sicurezza, e' divenuta improponibile per l'eccessivo potenziale distruttivo delle armi moderne: quello che resterebbe non sarebbe sufficiente a produrre ne' lavoro ne' ricchezza, e in tutti i casi non a breve termine.
La crisi e' quindi realmente e totalmente sistemica e non sembra avere vie d'uscita. Quale sia il punto critico di assorbimento degli urti da parte del sistema e' tutto da vedere, ma a mio avviso, anche se la crisi dovesse risolversi con danni relativi, non sarebbe una soluzione ma soltanto un posporla.
Per risolverla, il sistema di potere dovrebbe o autolimitarsi o trasformarsi, dovrebbe in poche parole rinunciare a parecchie delle sue prerogative, cosa che non vuole e anche volendo non potrebbe fare in quanto il capitalismo di per se' non e' un'istituzione, ne' tantomeno una macchina che si puo' regolare.
I burattinai lo sapevano da parecchio dove saremmo finiti, ed e' per questo che non hanno fatto altro che promuovere politiche di controllo a assoggettamento delle masse.
A mabene, ahò, ho detto "tanto ci piacciono" perché appunto MI PIACCIONO. Do you speak italian???
Orti di guerra...facciamo come ai tempi che furono...sopravvivemmo ad un embargo.
aldilà dell'insufficienza oggettiva delle terre italiane. un grosso step verso l'autosufficienza è rappresentanto sicuramente dal drastico consumo di carne.
scusate l'OT
ma sul sito del nymex mi dice che tra brent e crude ci sono + di 10 dollari.
non mi pare normale
grazie
Che sia il caso di far scorta di farina lievito zucchero ecc.. ecc ??
tra quelle che con tono sardonico e spregiativo definisci "le cianfrusaglie elettroniche che tanto ci piacciono" c'è anche tutta una serie di cose che usi per scrivere questo blog, dal computer al video LCD, dal modem ADSL al router.
O no?
Da un po' di tempo questo blog si è ripiegato su se stesso.
Dopo questo attacco di "sindrome da Rosacroce" (commenti a raffica)... passo!
E comunque quei mq sono 2000, non 4000. 0,2 ettari ciascuno. Proviamo a pensarci, ogni tanto, quando valutiamo la situazione e i provvedimenti che sarebbe necessario implementare.
Omar B.: "in italia, come tutto il mondo occidentale, un terzo del cibo finisce in discarica o comunque buttato, ed i dietologi sostengono che potremmo mangiare un 20% in meno e ci farebbe solo bene... dunque ci basta la metà di quello che consumiano ogni anno, se poi viene dall'orto, tanto meglio"
Tieni presente che non si vive di solo pane. Anche raddoppiando il terreno produttivo pro-capite disponibile arrivi a malapena alla "stratosferica" quantità di 0,4 ettari. Oltre a mangiarci, in caso di necessità, dovresti anche scaldartici, vestirtici, abitarci... 4000 mq (in costante calo, al momento solo a causa delle migrazioni) sono chiaramente insufficienti.
Leog: "Le merci che arrivano dall'estero, sud est asiatico in particolare, praticamente sono ferme. Bene, qualcuno dirà, ben gli sta ai cinesi. Peccato però che la produzione nostrana se non è ferma, poco ci manca."
Probabilmente significa semplicemente che c'era in circolazione tanta roba inutile. A me preoccupa molto di più quel che accade quando risulta impossibile acquistare dall'estero l'essenziale.
Sergio: "Riguardo al BDI ed al cibo, esiste un qualche dato che mette in relazione quello che importiamo con quello che produciamo? Saremo autosufficienti?"
No. Non è possibile per l'Italia essere autosufficiente. E sempre meno lo sarà col crescere della popolazione (determinato, nella condizione attuale, ESCLUSIVAMENTE dai moti migratori).
Da anni sogno di fare un viaggio (magari senza ritorno) in Nuova Zelanda. Verrebbe da pensare che in queste condizioni sarebbe possibile ottenere un "passaggio ponte" pressoché gratuito... ma ovviamente non è vero niente. Bugiardi.
Riguardo alla questione degli scaffali dei supermercati: ho aperto un thread sul forum di Crisis perché la questione mi pare MOLTO importante. Se avete testimonianze in proposito vi pregherei caldamente di partecipare...
Raccolta fondi per l’ospedale Al Awda di Jabalya di Gaza
La feroce aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza arriva dopo anni di un embargo internazionale voluto da Israele, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Come conseguenza di questo embargo criminale, le strutture sanitarie e sociali di Gaza erano prossime al collasso già prima dell’ultima offensiva israeliana.
In questo momento drammatico, la crisi umanitaria a Gaza è totale, ed è una crisi voluta dallo Stato sionista ed i suoi alleati, perché funzionale alla pulizia etnica, che continua ad essere il vero obiettivo strategico di Tel Aviv.
Per dare il nostro contributo concreto alla lotta dei Palestinesi di Gaza contro l’annientamento, ci impegniamo in una campagna straordinaria di raccolta fondi, in collaborazione con l’Unione dei Comitati della Sanità di Gaza e l’ospedale Al Awda di Jabalya. Iniziamo ora questa campagna straordinaria per essere in grado di far pervenire i contributi non appena sarà possibile, coordinandoci con i comitati popolari che operano in Egitto, nel Sinai, nelle immediate vicinanze del confine con la Striscia di Gaza.
Abbiamo deciso di raccogliere contributi in denaro perché il materiale sanitario e umanitario di cui c’è bisogno a Gaza è reperibile in Egitto a costi inferiori rispetto a quelli italiani e perché questo consentirà una maggiora puntualità delle scelte, anche in relazione alla somma che riusciremo a raccogliere. Invitiamo dunque i comitati, le associazioni e chiunque voglia contribuire, anche attraverso l’organizzazione di iniziative specifiche, a far pervenire i contributi sul conto corrente postale n. 47209002, intestato a Monti Germano, con la causale S.O.S. Gaza.Il codice IBAN è IT59 C076 0103 2000 0004 7209 002. Si prega di dare comunicazione del versamento alla casella di posta del forum. In questo modo l’elenco dei contributi pervenuti sarà trasparente e verrà aggiornato in tempo reale sui siti www.forumpalestina.org e www.udap.net.
Forum Palestina – Unione Democratica Arabo-Palestinese
@14
beh io di solito guarda le cose su scala internazionale , se ti riferisci al italia il 28% del gas d anoi usato e russo , in questo momento abbiamo buone scorte e probabilmente arriviamo a primavera....ma ci sono paesi che soffrono molto da questa crisi del gas gia adesso ...cmq i problemi non mancheranno anche d anoi e solo questione di tempo .
per quantoriguarda le merci ......se diminuisce la diponibilità di un qualsiasi prodotto ce una parte di consumatori costretta a rimanere a bocca asciutta ...il punto e se la diminuzione del commercio marrittimo(e no solo) porterà l'offerta al disotto della domanda ....
Ciao ragazzuoli, un pò OT ma non OT con il blog, ho letto questo articolo or ora. Che ne pensate?
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5471
saluti, C@se
non capisco, perchè tra poco non sarà più possibile trovare un PC o un elettrodomestico nei negozi?, mica tutte le merci viaggiano via nave... .
Piuttosto non so se con questa crisi del gas russo/ucraina si rischi di rimanere a termosifoni (e cucine) spenti.
concordo con Bernardo
il crollo è solo all'inizio
e con la globalizzazione abbiamo mandato all'estero oltre alle produzioni anche la capacità di lavorare.
mi viene da pensare alla utilissa tav in val di susa.... :)
@11
sei il solito apocalittico
crisi nera ci credo, ma non credo minimamente a questa penuria di forniture, un calo si, ma stop no
dopotutto quello che si osserva è che in ogni settore patiscono i più piccoli, gli altri tirano la cinghia per farli morire, assorbirne le quote di mercato e prepararsi al futuro
mi duole ricordarvi che quanto sta accadendo e' cio' che vado ripetendo io da almeno 2 mesi.
La crisi, quella vera, non e' ancora arrivata. Il big-botto io lo prevedo a partire dalla meta' di febbraio!
Poi sara' un crescendo.
Accadra' come per il Domino... nel quale una casella che cade attiva la seguenza che le fa cadere tutte... dalla prima all'ultima!
Tra 2 mesi trovare un PC o un elettrodomestico nei negozi potrebbe essere problematico. E quando, dopo circa altri 2 mesi, i negozianti saranno sovraffatti dalle tasse, ecco che migliaia e migliaia di lavoratori si ritroveranno in strada!
Non continuo... perche' ho gia' descritto troppo bene altrove quanto sta per accadere!
Per quanto riguarda il cibo, l'Europa NON E' autosufficiente. E quella percentuale di cibo che finisce nei cassonetti, e' cibo che spesso viene prodotto a livello industriale. Verra' a mancare da qui all'autunno... forse al piu' entro fine anno. Resteranno pochissime cose "indispensabili"... e non basteranno a tutti gli italiani... che preferiscono le coltivazioni di biodiesel convinti che una soluzione la si trova sempre! (in ritardo... aggiungerei io!)
@4 e successivi
Stamattina ero a fare una manutenzione idraulica in una piccola azienda di autotrasporti con 30 tir della bassa padovana.
La cosa che mi9 ha turbato è stata vedere alle 9 del mattino tutti i mezzi fermi nel piazzale e vedere la faccia del titolare che dopo un'ra aveva un incontro con i sindacati per concordare la cassa integrazione dei suoi autisti a causa di problemi di ritardi dei pagamenti dei vari clienti per i quali trasportano.
Da circa sei mesi, e un mio collega concorda, nei supermercati che frequento gli scaffali non sono pieni come prima. Se trovavo il 100% della lista, oggi arrivo al 90%. C'è meno scelta di prima (Carrefour e Ipercoop) anche se non in misura eclatante.
TG3 regionale di ieri:
Niente più code nella tangenziale di mestre x via del diminuito flusso di mezzi pesanti.
e pensare che qualche anno fa c'erano serpentoni di camion a tutte le ore del giorno e della notte...
meno male che il passante è quasi finito :)
@4
dicevo 40000 camion in caso di fortissimo calo, dai dati uffiiciali siamo su un meno 3-4% (per i camion), non 30-40%
però un -5% del traffico significa un calo molto più consistente delle tariffe
per il cibo invece direi che non tutto il male viene per nuocere..
in italia, come tutto il mondo occidentale, un terzo del cibo finisce in discarica o comunque buttato, ed i dietologi sostengono che potremmo mangiare un 20% in meno e ci farebbe solo bene...
dunque ci basta la metà di quello che consumiano ogni anno, se poi viene dall'orto, tanto meglio
Le merci che arrivano dall'estero, sud est asiatico in particolare, praticamente sono ferme.
Bene, qualcuno dirà, ben gli sta ai cinesi.
Peccato però che la produzione nostrana se non è ferma, poco ci manca.
In questi giorni è un viavai di rappresentanti, e il ritornello è sempre lo stesso: tutto fermo o quasi, chi lavora o fa magazzino, o ha ordinativi per 15/20gg, poi nebbia.
Mancanza di ordini? Ni, più che altro manca la liquidità.Dalla sera alla mattina ci sono aziende che chiudono, senza nessun preavviso, altre che hanno investito in nuove strutture che si stanno trasformando in vere e proprie cattedrali nel deserto.
Ma la cosa che più deve allarmare è la totale mancanza di prospettive future. Di fatto la gente vede che c'è la Crisi, ma nessuno fa nulla per cercare di capirla.
Nel mio piccolo ho cercato di spiegare, con calma e pazienza, da dove arriva e dove ci sta portando il marasma che ci ha travolto. Risultato: un enorme mal di fegato e niente più.
Sono demoralizzato, e molto...
@2
A detta di un amico che lavora nel settore tra Marzo e Luglio 08 a Modena e dintorni sono fallite piú o meno 120 aziende di trasporti. 40.000 no, ma dai e dai...
Una domanda, il trasporto di semilavorati rientra nel BDI?
Questo effetto della crisi bancaria sui commerci, scommento fa parte di tutta una lista di retroazioni non lineari destinate a sconvolgere l'attuale assetto mondiale.
Eh,si. La nostra incapacità di capire i sistemi complessi sarà la nostra rovina.
leggi economiche, per anni e anni una crescita sotto al 2% era roba da crisi nera, e si sono raggiunti volumi di scambio eccezzionali
le autostrade del nord-italia viaggiavano a ritmi di 5000 camion al giorno, non ho mai trovato dati sulla contrazione, ma se c'è un calo del 10% significa che ci sono 500 camion fermi per autostrada, circa 10000 in totale.... ecco, con un calo del 40% diventano 40000
ve li vedete 40000 camion fermi?
La notizia è veramente allarmante, non tanto per le cianfrusaglie ma quanto per il significato implicito del dato.
Praticamente tutti i negozi che non vendono beni di prima necessità sarebbero sul lastrico in pochi mesi! O_O
Riguardo al BDI ed al cibo, esiste un qualche dato che mette in relazione quello che importiamo con quello che produciamo? Saremo autosufficienti?
Temo di no.. Io avevo letto (non ricordo dove) che l'Italia consuma quattro volte tanto quello che riesce a produrre.. arriveranno gli orti urbani?
alle 14:22
riccardo
ommamma, un altro logorroico in arrivo....
:)
mamma mia che acido che sto diventando... chiedo venia, sarà l'età