Uno sguardo dal picco
Qualcuno maligna che Bush sarà ricordato come il presidente che ha perso la guerra in Iraq, e Obama... come quello che ha perso la guerra in Afghanistan.
Le cose non si mettono bene per niente, per gli Stati Uniti e anche per i loro rapporti con la Russia, velatamente accusata del fatto che il Parlamento Kirghizo ha appena approvato la chiusura della base statunitense di Manas sul suo territorio.
Il Kirghizistan è uno dei tanti Stati ex-sovietici collocati nella caldissima zona del Caucaso, ricca di petrolio, gas e in posizione strategica tra Medio Oriente, Russia e Cina. La Grande Scacchiera di Brzezinskji, per capirci. La terra kirghiza non ha chissà quali risorse, a parte l'acqua dolce e miniere di uranio abbandonate; ma ha una notevole importanza strategica per guerra in Afghanistan: ospita appunto la base di Manas, il primo hub logistico di uomini e materiali per l'interminabile guerra contro i talibani. Primo ed unico, dopo che nel 2005 Bush ha perso anche la base usbeka di Karshi Khanabad per aver irritato il Presidente dell'Uzbekistan accusandolo di "non rispettare i diritti umani" (leggi: non governare come voleva Bush).
A Manas stanziano velivoli di rifornimento in volo, cargo e caccia, oltre a risorse per interventi di pronto soccorso sul campo. Gli americani hanno 180 giorni per trovare una soluzione, che sembra però impossibile da reperire. La situazione pakistana è inaffidabile, e mica si può chiedere alla Cina di concedere basi. Se la questione non sarà rapidamente risolta, le forze militari in Afghanistan si ritroveranno presto senza appoggio e rifornimenti aerei. Non un'allegra prospettiva per Obama...
(Trovate qui un po' di foto del Kirghizistan. Ma quanto sono belli questi Paesi del Caucaso?)
Mi sembra che Bernardo abbia individuato correttemente i 4 punti della vittoria USA in IRAQ e il motivo di accettare il numero di morti che questa si porta dietro. Per i morti, anche se è cinico dirlo così c'é da far notare che chi opera nell'esercito USA anche in tempo di pace non rischia molto meno durante la sua carriera...
La guerra non si vince in battaglia, si vince dopo. Un esempio è la guerra Arabo-Israeliana del 1973, che se da un lato fu ampiamente persa dall'Egitto, di fatto modificò sostanzialmente gli equilibri della regione, a vantaggio degli arabi, e ridusse la capacità politica di Israele verso l'occidente.
Il Vietnam viceversa è stato perso dagli USA... ma ora è uno dei principali produttori di code a basso costo per gli USA... In qesto ardito affermare è evidente che la verità nasce da un qualcosa di molto più complesso ed intricato. Per questo non amo ascoltare chi dice semplicemente abbiamo vinto o perso come se si parlasse di calcio. Se il mondo fosse così semplice non saremo qui a parlarne!
Per l'IRAN, prima di parlarne andateci e capirete molte cose, provate a conoscere degli iraniani e a capire le sfaccettature della loro cultura/mentalità una volta che sono state scrostate dalla propaganda religiosa di regime. Certamente è una potenza emergente nella regione, ma credete davvero che questo dispiaccia agli USA ?
Provate a conoscere un iraniano e noterete alcune cose:
1. Sono praticamente europei, sia come cultura che come aspetto.
2. Hanno una società in cui la donna, strano a dirsi, è fortemente emancipata. Questo inverdo ero a Tehran e notavo una manifestazione studentesca. Ho chiesto cosa era e mi è stato risposto che si trattava della protesta contro il governo che voleva mettere un numero chiuso alle donne in università. Il motivo è semplice in IRAN il 70% degli universitari sono donne. Una mia amica iraniana è ingegnere chimica, nella sua classe c'erano 9 donne ed un uomo...
3. Provate a chiedere ad un iraniano cosa pensa degli USA... avrete delle sorprese.
4. L'IRAN soffre di crisi energetica, sembra uno scherzo, ma è vero per quello guarda con interesse all'IRAQ. Il piano nucleare può essere letto più come un tacito accordo di non ingerenza che la necessità di fare una Bomba che sicuramente già hanno in molti in quella regione. Fare una bomba che agnenti Israele può essere relativamente facile, ma quella che annienta tutti gli ebrei nel mondo più difficile e questo gli iraniani lo sanno bene... e se non annienti tutti prima o poi la vendetta cadrà sulla tua testa e questa è una regola assai precisa dei deterrenti nucleari.
"Il Kirghizistan è uno dei tanti Stati ex-sovietici collocati nella caldissima zona del Caucaso"
Mamma mia come stai messa! Le elementari le hai poi finite?
"bar di baese" = "bar di paese"
@38 sai... dovevo vedere un mio amico... e perche' incontrarsi in un anonimo bar di baese quando a in quel posto... lungo il fiume, c'era una cosi' bella bresenza a riscaldare l'ambiente? :P
@cecco
Ahmed Rashid lo conosco perchè il suo libro talebani è stato la base della mia tesi di laurea quindi quando parla di cimitero degli imperi capisco a chi si riferisce.
detto ciò non ho più nulla da dire.
daniele @35, Ahmed Rashid, citato anche da Venturini sul Corriere di oggi, chiama l'Afghanistan "cimitero degli imperi".
Del resto, poco importa che si chiami Afghanistan, Iraq o Darfur: quello americano non sarà certo il primo impero a crollare, ci mancherebbe.
Per qualcosa dovranno pur finire nei libri di storia.
@37
verrebbe da chiedersi che ci facevi per 30 minuti sul marciapiedi lungo fiume. ;-)
Io una splendida "velina" ce l'avevo ieri sera a 10 metri di distanza che aspettava su un marciapiede... Gambe lunghe a affusolate (anche un po storte... ma vabbe'), minigonna ascellare a vita bassa... uno sguardo che non vi dico....
...poi dopo mezz'ora di attesa (dico... ma si puo' far attendere una grazia cosi' per oltre 30 minuti al freddo di una cittadina e per giunta sul lungo-fiume?) e' arrivato uno con un macchinone e l'ha portata via (spe'... che in macchina ce ne stavano altre 2 :D ).
Scherzi e pettegolezzi a parte...
....Scaroni e' sempre stato complice... ecco perche' sapeva il fatto suo. Anche io l'ho etichettato "male"... oggi devo ammettere che aveva ragione. Ma questo non mi rende affatto felice. Anzi... :(
il Kirghizistan non è affatto Caucaso. è Asia Centrale. il Caucaso sta tra il mar Nero e il Caspio.
@31
:)
E' per questo che agli occhi del "nuovo" modo di pensare, nuovo perché ormai democraticamente diffuso anche al volgo, gli USA avrebbero vinto.
Certo occorrerebbe fare un po di chiarezza sulle entità, ad esempio cosa si intende con USA ed in che misura ha vinto Bush petroliere e/o l'abitante country che magari manda patriotticamente i propri figli in guerra... ma tant'è, in Italia siamo convinti di essere tutti miliardari in erba e di poterci un giorno tr...re la velina di turno.
Altre notizie (in italiano) sul successo americano in Iraq le trovate nel sito di Peacereporter: http://tinyurl.com/c2lf46
max @28, al Carletto che legge il Washington Post raccomando anche la (ri)lettura del rapporto governativo americano (http://projects.nytimes.com/reconstruction#p=1), pubblicato dal New York Times, che mette nero su bianco il miserabile fallimento della "ricostruzione in Iraq" e la corruzione devastante, incluse le armate di poliziotti fantasma per stornare miliardi di dollari in fondi pubblici.
Fatto questo, magari riparliamo di concetti elevati come "vittoria" e "sconfitta".
Libero è per caso il tazebao finanziato dallo Stato?
A proposito: strappare royalties sostanziose sullo sfruttamento delle risorse locali lasciando le briciole all'ospite, a casa nostra si chiama "rapina" (eventualmente a mano armata).
Se trovate un eufemismo più elegante, fatecelo sapere.
Secondo me qui qualcuno confonde "petrolio a buon prezzo" con "utile d'azienda".
Il "petrolio a buon prezzo" è tale, forse, per le compagnie (americane) che ottengono i diritti di sfruttamento e massimizzano i profitti lasciando al paese occupato le briciole, ma non è MAI "a buon prezzo" per l'utente finale, come ben si è visto fino a due mesi fa.
Attendo pazientemente che il nostro amico ci racconti quali sono le sue fonti, perché finora, duole dirlo, uno fra i pochi che in Italia ci hanno azzeccato è stato Scaroni: da tre anni andava berciando che il petrolio sarebbe crollato a 40 dollari e molti, me compreso, lo andavano spernacchiando...
berny non avevo letto il tuo post, scusami ma mi devo inchinare! non avrei saputo dire di meglio...
eheheh qui ci si affronta a muso duro!!!
comunque gli ammericani hanno vinto in irak, l'ho letto su Libero quindi è verità assoluta. fine della storia.
però non esiste solo una verità, bensì molteplici verità come pirandello insegna da cent'anni.
hanno vinto le seguenti entità: halliburton/carlyle group/pnac hanno perso le seguenti entità: gli esseri umani
detto ciò vorrei dire a coloro che qui fanno i neoconservatori da quattro soldi che presto o tardi il tribunale internazionale farà il suo dovere perchè i crimini del passato non saranno dimenticati e allora molte teste cadranno.
Vedo che qualcuno (Carlo) continua a guardare la situazione attuale nel mondo come se si vivesse nel migliore dei mondi possibili. Si parla di petrolio a buon mercato e di vittoria in guerra citando come fonte un solo giornale, americano, tra i piu' letti di quel pese, che certamente non potrebbe mai scrivere il contrario e andare contro il regime.
Mi meraviglio inoltre che si continua a pensare al petrolio e a cio' che potrebbe fare come se tutta l'economia del mondo fosse non solo in ripresa... ma anche in aumento.
E invece ci troviamo nelle fasi iniziali di una delle piu' serie e gravi crisi economico-sociali che la storia umana ricorda.
Ma allora, gli USA, in Iraq, hanno vinto o no?
La risposta non e' semplice... e dipende da cosa pensiamo fosse l'obiettivo degli americani.
Di sicuro non era il petrolio a buon mercato... perche' l'Iraq non ha petrolio a buon mercato. Ne ha tanto... e' vero... ma non era e non e' ancora a buon mercato.
Il motivo che li ha portati nel golfo e' il tentativo di controllare la regione.... realizzando, fuori dal territorio saudita, una posizione di forte dominio su tutto il resto del territorio.
Se poi c'e' da estrarre qualche barile ben venga. Ma non e' l'Iraq che lo esporta.... ma bensi' l'Arabia Saudita.... tramite non si sa bene quale meccanismo.
Il fatto che Saddam sfruttasse male i propri giacimenti non la vedo tanto giusta. Sfruttare male in base a quale termine di paragone? Quello della Norvegia+Gran Bretagna che in 10 anni hanno fatto fuori il piu' grande giacimento di petrolio del mare del nord? Oppure vogliamo paragonarlo alle tecniche estrattive messicane applicate al colossale Cantarel che vede la propria produzione scendere inesorabilmente trascinando nel baratro anche l'economia messicana?
Siamo sicuri che Saddam non sia stato invece una volpe... che ha pensato bene di estrarre lentamente il proprio petrolio al fine di preservarlo negli anni?
Ma al di la' di questo...
Chi e' andato realmente in Iraq? e perche'?
Dietro c'e' la mano di israele... sempre e comunque.
Ma qui la storia si complica... perche' nel mondo si riporta sempre la notizia che e' l'Iran che vuole cancellare dalle carte geografiche Israele... dimenticando che gli Ebrei considerano tutto il territorio dal Mar Morto al Tigri come "La Terra Promessa", concessa loro direttamente da Dio.... e quindi di loro proprieta'.
E' quindi plausibile, molto plausibile, che in seguito agli eventi dell'11 settembre, sia stata attuata una strategia per rispettare i seguenti 4 punti:
1) portare la guerra quanto piu' lontano, geograficamente, dagli USA
2) favorire una eventuale espansione, anche solo politica, di Israele verso Est
3) eliminare nell'area del golfo una dittatura difficile da controllare
4) garantirsi un punto di appoggio sicuro nell'area del golfo... quanto piu' possibile indipendente dagli altri governi arabi
E alla luce degli ultimi eventi, anche e soprattutto quelli legati al prezzo del petrolio, i 4 punti di cui sopra sono stati ampiamente raggiunti.
Considerate inoltre che il prezzo basso del petrolio non e' sinonimo di abbondante produzione... ma serve per mettere in difficolta' i grandi produttori come Iran, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Russia ecc... ecc.... che continuano a produrre petrolio (in quanto non e' possibile fermarne la produzione) sottocosto. E per quanto tempo ancora potranno resistere prima di subire qualche rivolta interna?
Evvai, si termina la Torino Lione e si fanno nuove centrali nucleari.....maroooo!!
Qualche notizia tra le righe di queste ipotetiche nuove centrali?
Tipo la Francia smantella le sue e le fanno in italia?
L'Iranian Heavy a 40 dollari sarebbe anche una gioia per l'Iran ; il loro guaio è che per continuare ad esportare devono continuare a razionare sul territorio nazionale... Cosa che non so per quanto potrà durare.
@12 .. cosa hanno vinto in iraq ???:):):):
e in afganistan ???? :)
Carlo, su cosa basi il tuo ieratico ottimismo?
Scrivi da Baghdad?
Sai cose?
Oggi gli USA hanno perso altri tre soldati (e fanno 4.250 dall'inizio della "guerra"), controllano un beato niente, le autobomba non fanno più notizia ma continuano a esplodere settimanalmente (sulla stampa nostrana, ultimamente, tirano di più le POSIZIONI FORTI di oltretevere, dall'eutanasia alle ronde), gli americani ricorrono ai cecchini per sperare di far fuori ALMENO un "terrorista" di passaggio.
Non più tardi di 24 ore fa, poi, l'ammiraglio Di Paola ha ammesso che in Afghanistan, pardon, nel deserto dei Tartari, le cose si mettono al brutto (solo due mesi fa bollava di castrofismo quelli che "in Afghanistan abbiamo perso la guerra").
Allora, reitero la domanda: quali sono le tue fonti? E, soprattutto, dove hai pescato questa storia del "petrolio al buon prezzo"? Attualmente l'oro è troppo su, mentre il petrolio sembra "a buon prezzo per tutti", tant'è che sto pensando di comprarne anch'io un paio di lattine per il supply crunch del 2010.
Secondo te faccio bene?
@mino mi è stato chiesto di spiegare perchéla guerra irachena è una vittoria per gli US
gli americani se ne stanno andando perché hanno vinto, butta il manifesto e comprati il washingtonpost, è finita hanno vinto
tu non ti preoccupare troppo dell'Iran,un anno con l'Iranian heavy a 40 dollari il barile e crollano come un colosso dai piedi di pasta frolla
@Carlo
Quindi la vittoria in Iraq garantisce agli americani petrolio a buon prezzo e tiene a bada amici e nemici.
Ma nessuno nega che queste fossero le intenzioni originali americane.
Peccato che in realtà gli USA sono in ritirata e l'influenza iraniana in IRAQ in aumento
No io non sono Medo....
L'irak è l'ultimo dei grandi paesi produttori di petrolio che raggiungerà il picco e il detentore della terza(ma forse anche più)riserva mondiale di petrolio.
Saddam sfruttava sei giacimenti petroliferi sui circa 80 che ha l'irak e li sfruttava male rischiando di rovinarli. Se ora (come sta avvenendo) le grandi compagnie petrolifere aumenteranno la produzione irachena l attuale basso prezzo del petrolio potrebbe continuare ancora per un po' (diciamo due anni) mettendo in forte difficoltà l'Iran e anche l'arabia saudita (che negli ultimi tempi sta curando gl'interessi petroliferi occidentali splendidamente, probabilmente perché il petrolio iracheno le ha tolto molta influenza)
Quindi la vittoria in Iraq garantisce agli americani petrolio a buon prezzo e tiene a bada amici e nemici.
Al di fuori del campo petrolifero l'Iraq è in una posizione strategica che permette di controllare il golfo persico (la vena giugulare del mondo) ed una base ideale per operazioni coperte in Siria e Iran. Eppoi non è cosi scontato che tra due anni non ci saranno più comode e pratiche basi aeree americane in iraq a mezzora d'aereo da damasco o da Teheran. Senza contare i vantaggi che verranno da servizi segreti e forze armate iracheni una volta capaci di eseguire operazioni al di fuori dell'iraq (l'alleato perfetto nella lotta contro al quaeida, l'arabo è la loro prima lingua per dire, sappiamo che i servizi segreti di Al Fatah infiltrati dagli Israeliani hanno fatto meraviglie nel mappare il sistema nucleare pakistano per dire, immagina cosa potrebbe fare un mukhabarath al servizio dell'occidente).
Se poi uno vuole sognare potrebbe anche dirti questo:
il mondo arabo è incancrenito, paralizzato. Sono un mucchio di dittature militari e regimi autocratici che non hanno nulla da offrire ai loro cittadini se non terrore o claustrofobia. Non possono durare, prima o poi verranno spazzati via da una rivoluzione islamica sunnita che probabilmente sara un grosso casino (esecuzioni di massa, sharia pesante, terrorismo in Europa come se piovesse etc) Un iraq ricco come dubai e democratico e aperto potrebbe mostrare un'altra strada al mondo arabo (e all'Iran che non è un paese arabo) potrebbe disinnescare il conflitto e perfino evitarlo. Ma questi sono solo sogni in aria sia chiaro
Una cosa è sicura. La "vittoria" americana in Iraq è servita ad accellerare enormemente la trasformazione dell' Iran in una potenza regionale.
@ Medo
A mio avviso non hanno vinto per niente. In prospettiva hanno solo mantenuto lo status di paese esportatore all'Iraq per qualche anno in più rispetto le previsioni, anche se con l'embargo questo risultato era in parte acquisito. In definitiva il petrolio lo importavano a condizioni di favore anche prima, cosi gli europei.
medo... nel tuo ultimo intervento (il 15) hai dimenticato di cambiare il nome in Carlo (12). Stai attento la prossima volta :)
( "light crude oil americano" ops! volevo dire iracheno e securizzato con il dispiegamento militare americano )
#14
In effetti gli U.S.A. come stato dei cittadini hanno perso , chiaro. Anche il governo diciamo come immagine e tutto il resto. Tuttavia tutto il light crude oil americano ha portato tanti utili nelle tasche di tante sorelline petrolifere. La guerra si fece per quello e per quello s'è vinta.
Poi oh , vittoria di margine risicato se volete , ma 1 pieno su 4 che fate in Italia è materia irachena. Volenti o nolenti. Se siete volenti , bene. Se siete nolenti andate su unionepetrolifera.it e scaricate il PDF e cercate "IRAQ" e scoprirete che al costo di pochi carabinieri massacrati Eni ed amici vi hanno fatto un bel regalino di fine era petrolitica.
carlo, per favore spiegmi tu cosa ha vinto l'USA in iraq, che io continuo a non capire
MA ANCHE GLI ITALIANI L'HANNO VINTA
Infatti nel 2008 le importazionidi greggio di tipo KIRKUK sono aumentate del 700% per mettere tanto gasolio nei camion e nei TIR , poi va beh , gli italiani amano complicarsi la vita e 1 su 4 di quei camion era in leasing a piccole aziende di trasporto ora è di proprietà di banche che se lo sono ripreso e non viaggerà mai più , pero' fa lo stesso.
Scaricatevi l'ultimo rapporto nell'Unione Petrolifera e capirete facilmente come mai abbiamo esportato la democrazia proprio vicino ai giacimenti di Kirkuk.
Per fortuna che c'è l'ENI altrimenti la crisi sarebbe arrivata anche in Italia. O no?
se non te ne sei accorta gli usa la guerra in Irak l'hanno vinta
L'uranio destinato alla macchina militare nucleare sovietica veniva estratto in Kirghizistan (che per questo si era guadagnato il titolo di «fortezza atomica del Tian Shan») e almeno 50 siti minerari abbandonati nel solo Kirghizistan potrebbero diffondere scorie radioattive instabili o contaminare le falde acquifere circostanti.
se pensate di girarlo in mountan bike portatevi dei pezzi di ricambio ( la bici potrebbe piegarsi dopo qualche giorno )e una scorta di ferrarelle
Nel 1998 quasi due tonnellate di cianato di sodio destinate alla miniera d'oro kirghisa di Kumtor si sono incidentalmente riversate nel fiume Barskoön e, di conseguenza, nelle acque dell'Issyk-Kul. esattamente dove sta facendo il bagno il bambino della foto.
Allora vi spiego tutto perchè altrimenti vi fate idee inesatte.
A pochi passi da quella base americana passa la seguente pipe-line :
http://en.wikipedia.org/wiki/Bukhara-Tashkent-Bishkek-Almaty_pipeline
Come potete leggere è una fondamentale pipe-line che esiste da molti anni , etc. etc.
Dal 2001 gli americani , ovvero BUSH-CHENEY , mettono proprio li' gli aerei per colpire i talebani afghani e già che ci sono possono mettere in sicurezza la percentuale azionaria via Chevron con cui controllano KAZMUNAYGAS che controlla la pipe-line e fare un favore all'ENI e alle altre sorelle petrolifere che nella zona fa un sacco di soldi grazie all'appalto dei gasfield rimasti da sfruttare nell'area più ad Ovest.
Poi succede che gli USA cambiano governo , BUSH e CHENEY fanno altro ed allora i contratti scadono e gli americani se ne vanno.TUTTO NORMALE.
A mettere in sicurezza i miliardi di metri cubi che passeranno (sempre meno ma passeranno) ci pensano russi e cinesi che hanno imparato come si fa.
Poi ancora pensiamo all'Afghanistan o altre scemenze , certo.
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1072739,00.html
Forse in caso di vittoria di Mccain questa base ci sarebbe ancora? (come la tipografia citata in questo articolo)
http://www.effedieffe.com/content/view/6338/168/
la via di fuga x i miltari che sono li si stanno esaurendo..
Il Kyrgyzistan è una delle Repubbliche asiatiche ex URSS, sta al di là del Caspio, col Caucaso nulla a spartire. Grazie della bella carrellata di foto.
Ma questo "mister so tutto io" da dove spunta?
Non farmi inc...re la padrona di casa, né?
adriano, se riesci tu a spiegarci cosa possano avre vinto in iraq... che io non riesco proprio a capirlo
Nessun problema, affitteranno gli Antonov Russi per rifornire la truppa. Le esigenze di rifornimento sono pressanti, come potete leggere qui.
Impara a leggere meglio la notizia, la verità è solo economica, della serie tutto ha un prezzo... Altro che diritti umani... IL problema US è solo capire se gli conviene pagare ancora oppure trovare altre soluzioni. Questa è la verità delle cose...
Per l'IRAQ perso ? Ma forse non sai neanche interpretare come funziona la Politica, quella vera non quella dei giornali...
che foto! belle, tranne il povero vitellino sgozzato...cmq non è propriamente nel Caucaso il Kirghizistan
alle 20:54
andrea99boban
caucaso???