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Grafico storico prezzo del petrolio-Gennaio 2009.

Lunedì 2 Febbraio 2009, 12:17 in Current Affairs di

Eccoci all'appuntamento mensile con il grafico storico del prezzo del petrolio, a partire dalla fine del 1999 e aggiornato al 30 Gennaio 2009. Il prezzo, al minimo, ha toccato ancora i livelli del 2003.


grafico1%3A2009.jpg

 

27
27 commenti
27
24 Mag 2009
alle 21:25

Arturo

Buon giorno

C'e qualcuno che ha l'andamento del prezzo del petrolio dal dopoguerra? o prima

Gtazie

26
04 Feb 2009
alle 16:38

Pier

Grazie Pinnettu,

non riuscivo a capire se si trattava di una questione tecnica o di una ragione speculativa. Ormai non mi fido più...

25
04 Feb 2009
alle 15:13

Leonardo M.

@19 no la M non sta per Maugeri (magari!) e non ho mai lavorato in ENI. Però sono ingegnere e mi occupo di marketing e strategia, ma i miei interventi sono da dilettante. Mi piace l'argomento energia e mi sembra che sia urgente in Italia fare un pò di cultura sull'argomento (non facile). Mi piacerebbe che esistessero soluzioni facili al fabbisogno energetico, ma purtroppo è tutto molto complicato. Ricordiamo però che questo è un Paese con un numero sproporzionato di maghi e guaritori e quindi di gente che purtroppo li segue. Se si pensa a questo, viene spontaneo immaginare quanta gente viene presa per il bavero con il miraggio delle rinnovabili ed un mondo pulito. Allora bisogna fare informazione e cultura corretta ed essere pragmatici su ciò che veramente si può fare, e speriamo si faccia. lol

24
04 Feb 2009
alle 14:30

Pinnettu

@ Pier

I motivi sono due:

1. Viene spesso dimenticato, ma è determinante, il cambio con il dollaro. In questi giorni si è portato ai massimi periodali, attorno a 1,28. Dollaro più forte, vuol dire prezzi più alti per noi.

2. Non è vero che il greggio continua a scendere. I minimi di 33$ sono stati toccati a fine Dicembre. Oggi quota circa 41 $. Ovvero un buon 20% in più.

23
04 Feb 2009
alle 12:36

Pier

Restando sul tema del prezzo del petrolio, ma abbandonando il discorso sulla guerra in Iraq e rimanere dalle nostre parti: com'è possibile che il prezzo al barile continui a scendere e quello alla pompa abbia qualche rialzo, seppur lieve e saltuario?

22
03 Feb 2009
alle 18:56

medo

Aggiungo : ufficialmente l'Iraq produce petrolio MEDIUM & SOUR solamente . Su quel dato dobbiamo basarci . E' un greggio che vale quel che vale e crackarlo per far della benzina non è il massimo dell'economico. A meno che nella produzione ci sia del light e sweet ma chi puo saperlo ? Qualcuno ha ipotesi ?

21
03 Feb 2009
alle 14:50

medo

MAH...

La guerra all'Iraq avrebbe dovuto calmierare il prezzo , sia perchè venivano messi in sicurezza (a suon di morte e distruzione , ma questo è un altro discorso)questi 2 mln di barili , sia perchè in gran parte di tratta di greggio leggero ambitissimo dal mercato per la sua facilità (ed economicità) di estrazione.

Si tratta o si trattava di greggio leggero , perchè anche l'Iraq piccherà attorno ai 3 milioni di barili giornalieri (piccherà grazie al medium crude) ma il suo massimo produttivo di light ed ultra-light dovrebbe essere già passato.

20
03 Feb 2009
alle 14:49

Pinnettu

Se la guerra è stata il motivo del rialzo dei prezzi, allora perchè mai oggi sono ridiscesi? La situazione in Irak è la stessa da cinque anni a questa a parte. Basta poi guardare la produzione. Non è cambiato nulla.

Gli eventi geopolitici causano oscillazioni nel breve periodo. La verità è che dal 2005 al 2008 ci si è ritrovati con una domanda costantemente sopra la produzione e con la consapevoleza che negli anni avvenire la domanda sarebbe cresciuta ulteriormente, senza la certezza di adeguate capacità produttive per stargli dietro.

Neppure la guerra del 1991 ebbe effetti duraturi sul prezzo, eppure allora si fermarono sia la produzione del Kuwait che quella dell'Irak!

19
03 Feb 2009
alle 09:46

max

18@

la M sta per Maugeri?

18
03 Feb 2009
alle 09:29

Leonardo M.

Additare la guerra in Irak come l'origine dell'ascesa del prezzo del petrolio mi sembra fantapolitica antiamericana. Alby, vuoi sapere una causa del rialzo: globalizzazione. Che significa aumento crescente dei consumi e quindi della domanda. Ne vuoi un'altra? Speculazione, dopo la bolla internet del 2001 la finanza internazionale cercava opportunità dove dirottare capitali.

Provate a sovrapporre al grafico del prezzo (che andrebbe corretto col tasso dell'inflazione) quello della domanda.

17
03 Feb 2009
alle 09:27

Omar B.

la guerra ha influito solo nel 2003, altrimenti con deduzioni varie si arriva a dire che il crollo del prezzo attuale è grazie ad obama e la crisi l'ha causata obama

 la guerra stessa rientra nel problema energetico, ovvero quello di una risorsa finita, concetrata per 2/3 in medio-oriente, posto dove i principali consumatori sono odiati a morte

mi pare ovvio che si sia arrivati al conflitto, e non dimentichiamo che la domanda è continuamente salita 

16
03 Feb 2009
alle 09:20

Cataldo

@ 15 al primo rigo il petrolio in questione è quello ottenibile direttamente dalla produzione irachena.

15
03 Feb 2009
alle 09:17

Cataldo

Il petrolio è solo uno dei motivi, molto secondario,  che ha spinto gli USA dei neoconservatori alla guerra. Il regime di Saddam non era la sentina di nefandezze che ci hanno dipinto per anni. Non era, ovviamente, nemmeno un paradiso in terra, ma sicuramente aveva alcuni presupposti politici che lo rendevano un pericolo a lungo termine per gli interessi USA. In primo luogo, visto che è impossibile condensare tutti gli elementi utili, basta soffermarsi sull'aspetto laico-nazionalistico e sulla struttura fortemente redistributiva del'economia, alla radice il sistema Iracheno non era assimilabile alle satrapie petrolifere che vediamo nel golfo, e quindi, a lungo termine, un modello pericoloso per chi ha necessita di sfruttare le risorse della regione, come gli USA. L'Iraq rischiava di diventare un cattivo esempio, introducendo la concorrenza effettiva tra le richieste di crescita interna dei veri proprietari del petrolio rispetto i suoi compratori esterni. L'embargo prima, e la guerra poi, hanno allontanato questo pericolo esiziale per gli interessi USA. Se stiamo alle cifre effettive della produzione non si comprende in che misura è stata una guerra per il petrolio, in gioco non c'è la produzione irachena, ma il principio stesso del diritto allo sfruttamento di questa risorsa per tutta l'area.

14
02 Feb 2009
alle 23:23

Alby

Bè, continuo rispettosamente a dissentire! :-)

Basta guardare il grafico e rispondersi ad una domanda: quale causa è stata scatenante nel determinare il trend di crescita rilevato dal grafico dal 2003 in poi?

Trovatemi altre cause geopolitiche o economiche di pari portata rispetto all'invasione americana dell'Iraq!

Che il risultato desiderato da Chenay, Wolfowitz e Rumsfeld non fosse quello è evidente, chi sarebbe così scemo da sconvolgere l'equilibrio geopolitico del medio oriente per portare a casa la produzione irakena del periodo tra le 2 guerre del golfo o poco più? Solo un idiota!

(...capperi, pero'! ...detta così forse allora comandava veramente G.W. Bush alla Casa Bianca :DDD )

13
02 Feb 2009
alle 21:16

Pinnettu

... che la guerra sia stata fata per il petrolio e che noi siamo andati li per lo stesso motivo non lo mica negato.

Dico però che forse hanno sbagliato i conti; e se anche le cose fossero andate nel verso giusto (dal nostro punto di vista)probabilmente i milioni di barili in più che si aspettavano non ci sarebbero comunque stati. Quanto meno nel breve periodo.

Per questo credo che sul prezzo la guerra abbia influito solo in parte. Tutto qua.

12
02 Feb 2009
alle 18:21

max

chi di dovere pensava che col petrolio irakeno a buon mercato e di ottima qualità si sarebbe leccato i baffi (cheney) ma poi qualcosa è andato diversamente. infatti nel '03 si parlava di crociata contro il petrolio saudita avendo quello irakeno, no?

è dura ammetterlo ma i nostri milites dell'Antica Babilonia a Nassiyrya pattugliavano i giacimenti Eni, se non erro con tanto di accordo Italia-Saddam nonostante l'embargo. [formigoni poi con l'oil for food ha commesso + di un reato]. i 19 caduti del nov 03 sono morti anche per quel contratto. è dura da ammetere ma è andata così.

11
02 Feb 2009
alle 18:07

Pinnettu

@ Max

"scusa pinnettu vuoi dire che la missione in mesopotamia non ha inciso sui prezzi stratosferici degli ultimi 5 anni???"

 

Ha fatto la sua parte certo...ma è stata lontano dall'essere determinante. Non si può pensare che la mancata crescita della produzione irakena fino a 4 ml b/g abbia contribuito in modo sostanziale alla crescita del prezzo.

Non credo che chi di dovere ci abbia mai creduto veramente. La produzione massima dell'irak è stata di circa 3,5 ml b/g nel lontano 1979. Prima della guerra la produzione era già in calo. Come si poteva farla salire del doppio in pochi anni dopo una guerra!?

10
02 Feb 2009
alle 16:46

Alby

Aggiungo: proprio la scarsa resa dell' "investimento iraq" ha maggiormente fatto aumentare i prezzi.

Se i giocatori di Risiko con le stellette sulle spalline del Pentagono avessero messo in grado i giacimenti irakeni di buttar fuori 4/5 ml/bg avrebbero probabilmente raggiunto il loro scopo: petrolio a basso costo per i SUV degli americani e assieme prezzi più bassi in tutto il pianeta.

9
02 Feb 2009
alle 16:42

Alby

Min..ia! ...scusate il gesto ...mi tocco...

Battute a parte, la guerra in Iraq ha influenzato moltissimo l'umore dei mercati, e sapendo quanto conta l'umore a Wall Street l'essere psicologicamente in guerra ha fatto parecchi danni

Anche fossero solo 1/10 di quelli che adesso stiamo tutti pagando sarebbero già troppi. Con tutto il rispetto per chi è stato maggiormente danneggiato: il popolo irakeno con tutti i morti che ha avuto.

8
02 Feb 2009
alle 16:37

max

#7

Se per Generali da scrivania di Washinghton ti riferisci ai neoconservatori allora ti quoto. 

7
02 Feb 2009
alle 16:05

Phitio

I Generali da scrivania di Washinghton pensavano di innalzare in tre anni la produzione irakena a 4.5 milioni di barili al giorno, per poi portarla gradualmente a 8.

Come in tante altre cose, si sono sbagliati di grosso. Ammettendo sempre che tutta la produzione irakena sia quella presentata (cfr la storia dei misuratori rotti e mai riparati), e invece una parte non sia stata dirottata in arabia saudita.

In ogni caso la storia non cambia, perchè se fosse vero questo vuol solo dire che  che sono i Sauditi alla canna del gas con una depletion maggiore di quanto si creda.

Depletion, consumi in crescita, cose ci doveva capitare se non un tracollo economico innescato da prezzi insostenibili?

Ecco, si era detto che 90 dollari a barile avrebbe innescato il caos e la rovina delle economie, poi 100, poi 120.

Il prezzo giusto per ottenere questo  era attorno 140!! Troppa fretta a gridare al lupo, pero' poi il lupo è arrivato. Anzi, un intero branco di lupi.

Insieme alla storia di Cassandra, anche questa andrebbe tenuta a mente.

 

Cassandra infine aveva ragione, e i lupi infine arrivano.

 

Saluti

 

6
02 Feb 2009
alle 16:01

max

penso che tutto questo stress territoriale del periodo Bush sarà ricordato come gli anni della democrazia part-time.

5
02 Feb 2009
alle 16:00

riccardo

io direi che ha inciso... se non altro perchè dalla produzione irachena di dovrebbe detrarre tutto il combustibile bruciato per far correre la macchina da guerra!

4
02 Feb 2009
alle 15:54

max

scusa pinnettu vuoi dire che la missione in mesopotamia non ha inciso sui prezzi stratosferici degli ultimi 5 anni???

3
02 Feb 2009
alle 15:02

Pinnettu

La guerra all'Irak non credo abbia avuto particolare peso nel rialzo record del prezzo. Questa è la produzione irakena degli ultimi anni:

2002 ---- 2,018 ml b/g

2003 ---- 1,305

2004 ---- 2,008

2005 ---- 1,875

2006 ---- 1,993

2007 ---- 2,083

2008 ---- 2,354

Come si può notare, a parte l'ovvio calo del 2003, la produzione si è subito riportata ai valori pre-guerra. Non solo nel corso del 2008 (l'anno dei 147 $ al barile), la produzione è stata pure superiore a quella del 2002!

2
02 Feb 2009
alle 14:26

max

...cioè ci servirà o una nuova guerra o un cataclisma...

1
02 Feb 2009
alle 13:20

Alby

...cioè quando Bush ha invaso l'Iraq...

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