Uno sguardo dal picco
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Stavolta gli esperti di TOD lanciano una sfida aperta ai dati ufficiali IEA. I dati dell'International Energy Agency, infatti, ipotizzano un picco non-OPEC nel 2010: la questione, però, è che come sempre si tratta di "total liquids", ovvero sono compresi anche i biofuels e gli altri liquidi derivati da gas e carbone!
Così, a TOD hanno preso metaforiche carta e penna e scritto all'IEA per chiedere conto di tali calcoli. Le risposte sono state vaghe, e la logica conseguenza è stata allora la pubblicazione di un grafico che mostra, senza alcun dubbio, come la produzione non-OPEC abbia passato il picco da ben 5 anni. Si tratta dei dati oil+condensate, sabbie canadesi e liquidi da gas, escludendo (che ci azzeccano, in effetti...) i derivati dal carbone e i biocarburanti da agricoltura.
Si spingono oltre, invitando i lettori a spedire mail all'IEA per sollecitarla ad offrire dati più precisi. Ci riusciranno?
Nel 1948 le riserve di petrolio coprivano solo 8 anni;
all'inizio degli anni '70 del secolo scorso le riserve dovevano esaurisrsi entro la fine del secolo;
oggi hanno una durata stimata di 40 anni e i consumi sono enormemente saliti ......
.. ragazzi ma a leggere voi ci si devono proprio toccare i cosiddetti, ehh? Comunque se è vero il grafico no-opec, alla fine del 2009 la curva cambia pendenza ed è probabile che in poco tempo l'offerta complessiva diminuisca per cause "naturali", e quindi il prezzo del petrolio ricomincerà la sua salita. Però dico anche che speriamo che in Italia si faccia presto con queste centrali nucleari. E se si riaprissero quelle chiuse? Sarebbe tecnicamente possibile? E sul mini-idraulico, si fa qualche passo avanti?
Come in celebre film se tutto va bene finiamo nella merda,risposta sara' un po' come tornare a casa. Io compiero' 30 anni quest'anno e sono quello piu' realista in casa. Sono almeno 3 anni che non capivo come il castello di carte reggesse. comunque in televisione la decrescita non riesce a passare perche' come dice Heinberg
la verita' non aiuta il business i sogni invece lo aiutano
... che poi, scusate, ma quando uno si vede il faccione sorridente di berlusconi che da tutte le reti continua a ripetere di essere ottimista e di avere fiducia, anche se sei il più rimbambito teleutonto d'italia, la prima reazione che ti viene è:
"porcaloca, ma allora è proprio vero che siamo tutti spacciati!!"
:-)
Cataldo, come sempre sei illuminante.
Ti giuro che ho sempre pensato che la gente comune, anche i venti/trentenni di oggi con l'encefalogramma piatto, abbiano una certa percezione istintiva del pietrone che ci sta per piovere sulla testa. E' in atto una potente rimozione, ma i comportamenti collettivi riflettono il vero stato d'animo dei nostri simili.
La correlazione tra crisi e picco è reale. Il sistema ha generato un potente feedback negativo con la scalata dei prezzi del 2008. Anche pesando il ruolo della speculazione, è evidente che il costo energetico è stata l'ultima goccia nel vaso. Non mi sembra che manchi su questo il conforto dei dati, oltre la consecutio degli eventi. Semmai, con il senno di poi, si puo affermare che quanto accade va oltre quello che si poteva prevedere, o meglio, l'analisi è stata offuscata da una emotiva rimozione degli scenari peggiori, che ci ha nascosto alcuni importanti segnali.
La conversione "ambientalista" è un cerino nel tunnel, visto che ancora non è pronta una risposta vera alla realtà che si prospetta: una riduzione sostanziale del movimento autonomo dei privati. Il crollo dell'auto è indicativo anche di una "saggezza" interna ai consumatori, malgrado le manipolazioni, nel profondo c'è l'idea di una distonia tra le auto di oggi e le esigenze del futuro, oltre al resto.
OTTIMA osservazione di Karolina che spesso non viene (più) considerata dai picchisti : che di qualsiasi tipo sia la crisi socio-economica nel tempo moderno , i beni a risentirne sono quelli di consumo "fondanti" quale appunto l'automobile che permette di consumare praticamente una serie inenarrabile di altri beni , mentre non accade il contrario. La cerniera in Europa si chiuderà con il tracollo dell'immobiliare. Ma anche li' sarà ancora più complicato tecnicamente vederci un legame con il picco petrolifero. A meno che i tracolli di valore non nascano da quei quartieri spuntati ovunque a satellite "automobilistico" delle grandi città.
Embé?
Mettiamo che sia, ma qual è l'analisi?
Mi pare abbastanza chiara una correlazione statistica tra crisi finanziaria e crisi del petrolio. O meglio, dell'auto. Tuttavia questa correlazione, solo qualitativa in mancanza di dati appurati da valutare qui, sembra non congiungibile al comportamento dei consumatori, se non in senso generale. Per il momento l'auto è in crisi perché era il bene di consumo per eccellenza. Sono convinta che il picco non ha alcuna diretta influenza, per ora, sulla crisi. E' molto sospetto però che le grandi fabbriche siano più o meno volontariamente indirizzate verso le auto "green". Chi ci crede alla loro conversione ambientalista?
scriviamo anche noi la mai?
spengler, avresti mica qualche link o riferimento? anch'io ho fatto la tesi a PD su biodiesel, illo tempore
I picchi ed i picchetti sono stati passati quasi tutti , compreso quello del gas ma bisogna aspettare l'inverno prossimo per poter calcolare l'ammanco di prodotto sul 2008 , tanto ovvio diranno che per colpa della crisi la gente ha consumato meno gas.
Ah , in Cina il governo offre corsi ai dirigenti su come "gestire" la protesta sociale , chissà se gli danno un kit con una decina di taser e pure qualche lacrimogeno:
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=14570&geo=6&size=A
Eh si' sono avanti sti cinesi.
studio dell'Università di Padova: tenuto conto di fertilizzanti, logistica, ecc. il biodiesel riduce appena del 13% la produzione di CO2/km
anche perchè hanno un EROEI bassissimo...
@Fabio80s
con l'uso scellerato dei biocarburanti l'umanità finirà di essere umanità.
Visto i milioni di disoccupati in giro ogni mese di più , il trucco contabile mi sa che ha già "dato".
Tra l'altro, il biofuel si ottiene da colture che sono trattate e fertilizzate con derivati del metano (fertilizzanti, in particolare), quindi è come cercare di sommare il gas naturale al petrolio.
Un bel trucco contabile.
Saluti
In effetti i biocarburanti da agricoltura e simili si prestano molto bene a mascherare per un po' il calo della produzione di petrolio "vero", quindi facciamo sempre attenzione a differenziare bene, come si e' fatto in questo caso.
fra poco dovremo controllare con molta attenzione lo specchietto retrovisore
alle 13:00
ste
@18
e nel 2010 scopriremo che babbo natale esiste...
please, informarsi prima di sentenziare