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Russia. I "migranti del petrolio" tornano a casa.

Lunedì 9 Febbraio 2009, 09:57 in Scenari di

oilworkers.jpg

La Russia ha la più grande popolazione immigrata del mondo, dopo gli USA. 12 milioni di lavoratori provenienti dall'estero, principalmente dalle confinanti Repubbliche del Caucaso.

Negli ultimi 8 anni infatti, il boom petrolifero ha attirato molte speranze e molte braccia, in un Paese dove il problema demografico toglie ogni anno 1 milione di lavoratori russi dal mercato. Gli immigrati sono stati una risorsa indispensabile, nel momento dell'estrazione frenetica a prezzi altissimi.

Ma ora, pare che il boom sia finito, la crisi colpisca duro, e gli immigrati finiscano costretti a prendere il treno per tornare a casa. Non solo lavoratori del petrolio, ma anche tutto "l'indotto del benessere": edilizia e costruzioni, sicurezza.

Molti prendono il treno, ma molti restano. E si finisce con i soliti problemi di ordine pubblico, immigrati che delinquono o cittadini che si abbandonano a eccessi razzisti (accompagnata dal messaggio "Fuori i negri dalla Russia", è stata trovata dalla Polizia la testa tagliata di un immigrato Tagiko).  

Fa impressione comunque pensare che migliaia di lavoratori del petrolio siano costretti a prendere la via di casa. Ci si chiede vagamente che cosa facessero, quali fossero i loro compiti, quali incarichi da loro svolti ora possano essere così tranquillamente cancellati. E in sintesi, quanti barili in meno nella produzione rappresenta ogni immigrato licenziato? Forse non lo sapremo mai.

 

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5 commenti
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10 Feb 2009
alle 18:30

medo

Non ci sarà nessuno street fighting , almeno in Italia. La gente non si ribellerà , almeno in Italia , poichè accetterà tutto come ha accettato sempre ed è per questo che il presidente del consiglio non è Bugs Bunny ma quell'essere là.

4
10 Feb 2009
alle 13:29

Frank Galvagno

Quanto credete che manchi allo street fighting ?

3
09 Feb 2009
alle 16:30

ioxcaso

OT:

http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/rompiamo-il-silenzio/

 “Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”. Norberto Bobbio

2
09 Feb 2009
alle 16:06

Aldo

Max, magari sono equipaggi misti. Che ne sai?

E comunque, da adolescente, ho sentito "il bisogno di una donna" con una virulenza degna di nota ma non sono mai morto per quello. Le strategie adottabili sono pressoché infinite!

1
09 Feb 2009
alle 15:40

max

l'onomatopeico sboom! è giunto anche in questo settore cara Deb.

mi domando come passano il tempo i marinai delle petroliere ferme nell'Artico in attesa che il barile cresca di prezzo: giocano a rubamazzo? e se qualcuno sentisse il bisogno di una donna?

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