Elettriche. Arriva la Tesla berlina, ma potete dormirci su.
Pubblicato da Debora Billi alle 11:18 in Current Affairs
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Mentre Obama cerca di rivoluzionare l'industria americana delle auto invocando l'aiuto... della Fiat, si parla sempre di più di auto elettriche. Probabilmente più come ulteriore tentativo di invogliarci di nuovo a comprare, che come reale intenzione di abbandonare il paradigma dell'automobile puzzolente.
Il Times fa un giro metaforico sulle "auto verdi" a disposizione, e menziona divertito la Porsche Cayenne e la Range Rover a gasolio, oltre alle auto elettriche che, come l'attesissima Tesla S finalmente uscita, costano 50.000 dollari e saranno in consegna... nel 2011.
Conclusione? Tom Whipple, che ha scritto l'articolo, conclude che la soluzione giusta per salvare il pianeta è comprare un'auto usata. Noi lo sosteniamo da parecchio, ma leggerlo sul Times fa un po' effetto.





1. Paolo B., Martedì 31 Marzo 2009 ore 12:19
E quando inizieranno a scarseggiare i carburanti fossili(tra un po') che senso avrà comprare auto usate a motore endotermico?
E' la storia di sempre, niente innovazione radicale pur di continuare a fare profitti con i vecchi sistemi insostenibili, fino al crollo del castello.
La verità è che non c'è alcuna intenzione da parte delle elite dirigenti di cambiare il paradigma in direzione della sostenibilità.
E' questa la drammatica realtà che parecchi in questo blog e in Crisis devono ancora metabolizzare e accettare.
Nessun ottimismo è giustificabile se lo rapportiamo agli eventi, nessuna strategia globale è stata intrapresa fino ad oggi per salvare la nostra civiltà(se si può definire tale), tranne insufficienti iniziative in direzione delle rinnovabili.
Soprattutto non si fa nulla di nulla(a parte la Cina) per affrontare con coerenza il problema dei problemi, la sovrappopolazione umana mondiale.
Il paradigma economico globale cambierà perchè sarà il sistema Terra a imporcelo, ma in modo catastrofico.
Il crollo finale dell'impero è dietro l'angolo...
2. Andrea.de, Martedì 31 Marzo 2009 ore 12:28
#1
Parlavo un paio di settimane fa con un giovane Fisico all'Ars Electronica Center di Linz (consiglio a tutti la visita www.linz09.at)
Parlando di tutto e di piú, mi ha messo un tarlo nella testa: consumano di piú le nostre auto puzzone o consuma di piú l'intero processo R&D - Test - Cambio Produzione - Produzione? È giusto tentare di cambiare ora l'assetto produttivo o aspettare di avere risultati piú soddisfacenti dallo sviluppo tecnologico?
Un'auto elettrica inquinerá anche meno, ma il processo a monte e a valle (gestione e manutenzione) presuppone consumi che si devono calcolare.
"E' questa la drammatica realtà che parecchi in questo blog e in Crisis devono ancora metabolizzare e accettare." Mah, in questo blog molti vengono accusati di catastrofismo, non credo che la tua critica regga molto!
3. medo, Martedì 31 Marzo 2009 ore 12:31
Concordando con Paolo volevo tuttavia ricordare che più dell'auto , sarebbe indispensabile concepire dei furgoncini elettrici (9-12metri cubi) per tenere vivo il corto e/o piccolo trasporto che è l'anima NON tanto della società industriale ma di qualsiasi società rurale o semi-rurale futura. Ad asini e cavalli (ma anche a biciclette) , non sopravviverebbe nessun tipo di società sedicente complessa e bye bye al modello di città cosi' come lo conosciamo dall'anno mille circa.
4. Trinko, Martedì 31 Marzo 2009 ore 12:45
Ma quanto carbone o petrolio bisogna bruciare per ottenere abbastanza corrente per caricare le batterie?
5. AndreaX, Martedì 31 Marzo 2009 ore 12:53
Infatti, l'energia elettrica è un vettore energetico e non una fonte primaria di energia. Però i veicoli elettrici hanno anche altri vantaggi: non creano inquinamento acustico, a pari consumo di energia sono comunque più efficienti, all'opposto dei motori a scoppio usati in città consumano di meno, addirittura nulla quando stanno fermi al semaforo. Inoltre l'inquinamento di una centrale elettrica essendo centralizzato si può comunque ridurre e gestire meglio.
6. Cataldo, Martedì 31 Marzo 2009 ore 13:51
Serve anche il litio, una buona visione di base. Il fatto che un deserto tra i più inospitali al mondo sia diventato un importante tassello della produzione mondiale fa riflettere.
7. Paolo B., Martedì 31 Marzo 2009 ore 14:58
L'idea della mobilità privata individuale associata all'automobile è dura a morire nell'inconscio collettivo(anche dei nostri blog), a quanto pare.
E invece la motorizzazione di massa morirà come tanti altri settori di mercato che hanno caratterizzato questo assurdo paradigma economico.
Il futuro della mobilità delle persone è molto più credibile se si pensa al trasporto pubblico per le grandi distanze e ai furgoncini elettrici proposti da medo nella @3 per il piccolo e corto trasporto, oltre al massiccio ritorno della bicicletta(anche elettrica).
Ma prima di risolvere i problemi inerenti alla moribonda mobilità a petrolio, auguriamoci di arrivare un giorno ad una nuova forma di civiltà sostenibile senza aver lasciato sul terreno troppe vittime...
8. luca, Martedì 31 Marzo 2009 ore 15:27
ahahahah
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Effetto serra? Per il Pdl non esiste
Via all'attacco a Kyoto e alla Ue
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/ambiente/effetto-serra/mozione-pdl/mozione-pdl.html
9. gian, Martedì 31 Marzo 2009 ore 16:26
@7
L'idea della mobilità privata individuale non potrà morire nell'inconscio collettivo finché la politica non realizzerà le soluzioni alternative credibili (non certo gli attuali mezzi pubblici).
Queste soluzioni prevedono una visione diversa da parte della classe dirigente, non della massa.
Noi piccoli pendolari non possiamo fare nulla. Se io non ho un'alternativa reale non posso far altro che buttare via i miei soldi, comprare l'automobile, ingrossare il traffico, inquinare le città e consumare risorse rinnovabili.
Anche se non mi va. Se voglio vivere secondo il paradigma attuale sono semplicemente costretto a fare questo.
E la politica non sta minimamente cercando di propormi un'alternativa. Anzi. Non c'è nessun progetto concreto di mobilità differente. E non c'è nemmeno un confronto in atto. Il problema è semplicemente ignorato.
Se la crisi economica finirà (io non lo credo, lo scrivo solo come ipotesi) gli italiani ritorneranno in massa dai concessionari e compreranno ancora automobili e possibilmente sempre più grosse.
10. medo, Martedì 31 Marzo 2009 ore 16:43
#9
Vorrei smentirti in parte. In Italia dal punto di vista politico nazionale oppure anche regionale NULLA si muove o veramente poco/pochissimo. Invece nel piccolo (province , consorzi di comuni , città , ...) ci sono tante realtà che hanno lavorato e stanno lavorando non tanto nel quadro del Peak Oil , o anche solo della riduzione della CO2 , ma per garantire servizi di trasporto pubblico , di persone , più che decenti a questo o a quel quartiere ed un sistema logistico che se non abolisce il trasporto su gomma , almeno razionalizza il trasporto di merci. Di esempi ce ne sono vari , spesso non si conoscono bene. Sarebbe bene fare un punto della situazione città per città , per chi ha conoscenze dirette.
11. max, Martedì 31 Marzo 2009 ore 16:55
#8
è vero il TG5 dice che il global warming è una carnevalata quindi è vero!
il TG5 dice che obama guida una ritmo scassata del 1985 quindi la fiat è buona e io mi compro la grande punto!
il Tg5 dice che berluska è bello (ma qui avrei da ridire...)
12. pierino c., Martedì 31 Marzo 2009 ore 17:35
Oltre il picco del petrolio, penso che si sta' gia' verificando il picco dello spazio a disposizione per le auto. stamattina ero in una citta' della basilicata, bene per trovare un parcheggio ho impiegato 40 minuti a una distanza dall'appuntamento di circa 1000 ml. Pertanto, a che servono continuare con il vecchio paradigma sempre di piu?
13. tz, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 01:43
anche se nn scrivo da un pò vi leggo quando posso,ma il problema più grosso sarà..in teoria questa società dove fin 'ora vi è stata l'ossessione della sovraproduzione che dal punto mio è stato vista dalla finanza internazionale come solo mezzo per arricchirsi all'inverosimile,insomma volevo dire che nn regge più,e che cmq alla fine siamo tutti fottuti..io il lavoro l'ho già perso,ma sincermante nn mi preoccupo tanto di questo è quando se arriverà il vero lato peggiore della crisi,il momento in cui lo perderà la metà della gente che nessuno potrà più comprare o permettersi quasi niente,cosa reggerà,un 50% di lavoro occupazionale attuale?
insomma dopo il 29 ci fu come "valvola di sfogo" la guerra mondiale,ma adesso che secondo me nn ci son più neanche i soldi e le possibilità di far quella,cosa rimane?che ci scaneremo per strada noi,vero?
alla fin fine secondo me conviene investire in armi da tenersi in casa oramai!io aspetto solo il momento di capire per bene cosa succedrà realmente,mese per mese sembra sempre più chiaro..
però io bo nn saprei neanche cosa pensare..cioè secondo me è meglio nn farsi troppe paranoie mentali e vivere come verrà sennò ci sarebbe da suicidarsi a momenti pensando al futuro! :D
14. marti, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 08:58
Sei fighissima Debbi!!!!
15. medo, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 09:42
#13
Caro TZ quel di cui ti parli è verosimile. Tuttavia "investire in armi da tenersi in casa" penso che sia la più grande cagata che tu possa fare. Nel senso che hai 1 probabilità su 2 di usarle contro i tuoi cari o i vicini , piuttosto che contro ipotetici concorrenti per avere un pezzo di pane.
Sei sulla cattiva strada , ma c'è tanta gente che è sulla buona. Contatta associazioni che si occupano di vita rurale o di ruralità in città , se abiti in città , e datti da fare : crea ricchezza attorno a te , se invece spendi i tuoi ultimi soldi in armi creerai una bolla di paura (e morte) ed in ogni caso farai una brutta fine. Non avere niente da perdere è una fantastica occasione per fare quel che è ora di fare , ovvero promuovere sempre d ovunque la vita. Non fatevela scappare per colpa della paura.
16. Phitio, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 10:14
Eh, gia.
Coi fucili a difendere cosa? La stalla, l'orto? E pensi che potresti stare 24h su 24 a difendere il fortino, prima che invariabilmente qualcuno più forte, o più spietato, o semplicemente più disperato abbia la meglio? Spareresti su tuo fratello che viene a chiedere pane per i suoi figli, che poi sarebbero i tuoi nipoti?
Naaa. Una strada senza uscita, senza speranza e senza futuro.
Il fatto è che siamo ammalati di immaginario televisivo. La realtà è infinitamente più complessa, imprevedibile e scabrosa da pensare di vivere facendogli la guerra col proprio fucilino.
L'unica via di uscita è aggregarsi, fare gruppo, con i parenti, i vicini, il circondario, e darsi da fare per sviluppare alternative.
Saluti
17. Rossi Marco, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 10:35
Scusate ma il blog Voglia di Terra è stato chiuso? http://www.vogliaditerra.com/
18. Lightintodarkness, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 10:57
Sembrerebbe solo un bel pesce d'Aprile... almeno finora!
19. Gianluigi Filippelli, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 11:55
Segnalo il mio post odierno su auto ed ecoincentivi:
http://sciencebackstage.blogosfere.it/2009/04/ecoincientivi.html