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Madagascar. Un golpe... contro una multinazionale.

Mercoledì 18 Marzo 2009, 10:24 in Geopolitica di

Madagascar.jpgRicorda (vagamente) quel che successe in Bolivia contro le multinazionali dell'acqua, la situazione in Madagascar. E' che quando la svendita è troppa, è troppa.

La splendida isola africana era non solo un Eden in Terra, ma era anche ricchissima di risorse naturali e minerarie. Il Presidente Ravalomanana, quello cacciato a calci nel sedere, aveva pensato bene di avviare la consueta politica di privatizzazioni selvagge con il premuroso sostegno dei soliti compagni di merende: il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l'Unione Europea (che quando si tratta di andare a depredare gli altri è pochissimo statalista).

Così, mentre il popolo malgascio continuava a fare la fame come tradizione, ecco chi si appropriava dei suoi tesori: il petrolio finiva alla francese Total, la bauxite e l'allumina alla Rio Tinto che malgrado l'esotico nome è inglese, il titanio alla sudafricana Exxaro, il carbone alla Island Minerals australiana, e infine il nichel e il cobalto alla canadese Sherritt. Naturalmente, le estrazioni minerarie avvengono come sempre senza alcun rispetto del ricchissimo ambiente malgascio, devastando allegramente foreste e habitat di specie preziose e in via di estinzione.

Fin qui, tutto normale. Ma alla fine la shock economy esagera sempre: e quando lo scorso novembre il presidente tycoon (sull'Independent lo paragonano apertamente a Berlusconi!) ha deciso di cedere, gratuitamente, l'uso di metà del territorio coltivabile alla multinazionale coreana Daewoo per sfamare Seoul, la popolazione ha deciso di mettere un punto. Si trattava di 1,3 milioni di ettari che alimentavano quattro milioni di persone, e la Daewoo li riceveva in dono limitandosi a ricambiare con "infrastrutture". Si, immaginiamo le grandi opere in programma...

Come dice Grillo, che fu tra i primi a parlarne, un tempo si regalavano collanine di vetro ai colonizzati, oggi neanche quelle. Però, almeno, è stato trovato il coraggio di ribellarsi a tutto ciò e di rovesciare un simile corrotto governo. Si spera ora nel sol dell'avvenir, ma il nuovo leader è un ex dee-jay... non esattamente Salvador Allende.

 

21
21 commenti
21
06 Ott 2010
alle 19:05

giuseppe taberlet proto

l'inconveniente grave è dovuto al fatto che tutti siamo troppo individualisti e di conseguenza tutti i politici ne approfittano. Non avendo la possibilità di unirci per contrastare tutto ciò la situazione in Italia e forse anche all'estero durerà ancora per molti anni. Avrei la ricetta per cambiare tutto ciò ma se soltanto accennassi alla grossissima innovazione per le nostre regioni e la nazione intera mi riderebbero in faccia. Per questo motivo e con un pizzico di vigliaccheria taccio pure io. Che si può fare????!!!!

20
28 Mar 2009
alle 00:11

celu

  1. me encanta sus peliculas

 

19
20 Mar 2009
alle 07:50

Hackatao

Averne di Dee Jay così in Italia!

18
19 Mar 2009
alle 11:30

max

che mangiapreti che siete! Silvio perdonali...

17
19 Mar 2009
alle 10:50

Enrico

@16

Se ci andasse e ci rimanesse pure non mi dispiacerebbe per niente... se non per i poveri malgasci... ;)

16
19 Mar 2009
alle 10:04

Andrea.de

@ 15

Temi che Mr Silvio arrivi anche in Madagascar?! ;)

15
19 Mar 2009
alle 09:58

Enrico

@14

Non è mai troppo tardi... ;)

14
19 Mar 2009
alle 08:23

Gianluca

Amo il Madagascar da sempre, forse perché sono "isolano". I malgasci, a differenza di noi sardi, sono stati molto più lungimiranti. Hanno dimostrato un orgoglio e un amore per la propria terra che il berlusconismo ci ha tolto per sempre...

13
18 Mar 2009
alle 21:01

Enrico

@10

Al contrario di te il fatto che non sia un Salvador Allende lo trovo rassicurante, poi certo bisogna vedere come se la cava l'Albertino locale... per ora diciamo che il suo pedigree non è il massimo. :P

I "mostri tentacolari" di quel genere non piacciono nemmeno a me, quello che non capisco è perchè quando il suddetto mostro di chiama Stato i giudizi da parte vostra sono completamente differenti.

12
18 Mar 2009
alle 20:45

a

cataldo dove sei...??? hai visto la fed oggi?? si stampa a gogo....trai tu un giudizio...

11
18 Mar 2009
alle 17:29

max

mmh...

10
18 Mar 2009
alle 17:12

Debora/Petrolio

La Daewoo NON è solo una fabbrica di automobili, ma una mostruosa conglomerata che si occupa di:

- Materiali elettronici

- Macchinari industriali

- Trasporti navali

- Petroliere

- Assicurazioni e finanza

- Telecomunicazioni

- Ingegneria e grandi opere pubbliche

- Alberghi

- Estrazione di petrolio e gas

Uno di quegli enormi mostri tentacolari che abbiamo lasciato prosperare affinché alla fine ci divorino.

9
18 Mar 2009
alle 16:57

max

Daewoo??? ma non era fallita sta marca di rottami? cmq beppe grillo (dio l'abbia sempre in gloria amen) ne aveva parlato durante il lancio delle liste civiche a firenze se non sbaglio.

beh la situazione ricorda haiti pre-aristide cioè un'isola data in mano alle corporations fa la fine del ratto alla lunga, qui invece c'è la longa manus sudcoreana che (grillo dixit) ha usato il madagascar come granaio proprio in barba alla popolazione inerme che muore di fame nonostante i resort dei vari franco rosso e alpitour.  

noi ricchi andiamo a nuotare lì e loro scappano...vecchia storia.

8
18 Mar 2009
alle 16:32

Simone

Anche io, come fausto, voglio sottolineare che nei telegiornali non hanno mai spiegato il *perché* di questa ribellione.

Anzi, guardando la televisione sembra che gli africani, non sapendo cosa fare, iniziano una guerra civile. E qualcuno li aiuta vendendo un po' di armi, tanto per vedere chi vince.

Mai una volta che parlino di petrolio, minerali pregiati (vedi il coltan), acqua, terre coltivabili, foreste...

7
18 Mar 2009
alle 16:10

M.Persico

incredibile un paese del sud che si ribella....

 

http://crisis.blogosfere.it/2009/03/il-sud-sottomesso.html

6
18 Mar 2009
alle 15:18

a

ot ....inflazione....dati usa....valore dollaro e sterlina....

5
18 Mar 2009
alle 14:26

Alba Kan

Ricorda molto Cochabamba...credo che esempi come questi sono un grande insegnamento, visto il punto di non ritorno a cui siamo arrivati.

4
18 Mar 2009
alle 14:25

fabio1979

Anche gli stati uniti in Iraq ed in Afghanistan non ce la stanno facendo.

Ricordate rambo 3

il veleno del serpente i denti della tigre e la vendetta di un afgano se guardavano rambo prima di invadere l'afghanistan facevano meglio

non puoi far paura ad una persona che vive in guerra da oltre 20 anni (afghanistan) o che e' sul filo di morire di fame (madagascar)

p.s.

il prossimo posto voto la nigeria credo che il petrolio ed il gas rimarra' li' costa piu' energia far la guerra che lasciarglielo

3
18 Mar 2009
alle 14:24

Alba Kan

Ricorda molto Cochabamba...credo che esempi come questi sono un grande insegnamento, visto il punto di non ritorno a cui siamo arrivati.

2
18 Mar 2009
alle 13:22

fausto

Mi sembra che questa faccenda dal Madascar sia esemplare, per vari motivi. Intanto l'informazione: nessuno ha spiegato niente ai TG nostrani, e ci siamo abituati.

Poi l'idea di ricorrere allo sfruttamento di terre lontane: una pazzia, in un mondo nel quale tornano ad alzarsi barriere commerciali e politiche serie. I coreani avrebbero fatto bene a coltivare meglio l'orto nei propri giardini.

Oltre a questo, la stupidità di chi pretende di espropriare le fonti di sostentamento di un'intera nazione senza offrire nulla in cambio, e magari appoggiandosi a padroncini locali corrotti ed invisi alla popolazione.

Queste operazioni hanno funzionato a meraviglia in passato: oggi non più. Le difficoltà generate dalle tensioni attorno ai combustibili stanno distruggendo rapidamente la forza militare e diplomatica di molte nazioni, non più in grado di imporsi come prima.

A quando il nostro turno?

1
18 Mar 2009
alle 11:41

Paolo B.

C'è un limite alla miseria, a quanto pare, oltre il quale i popoli si ribellano contro coloro che li sfruttano.

In Italia non esiste nemmeno la miseria reale oggi, almeno per la maggioranza assoluta della popolazione, per cui il limite alle peggiori politiche di stampo neoliberista non si intravede nemmeno all'orizzonte temporale.

Poi si sa, gli Italiani(checchè ne dica Debora sulla mancanza di palle man mano che si scende al meridione) sono molto poco propensi a ribellarsi "democraticamente"(figuriamoci tramite rivoluzioni di piazza) al sistema.

Berlusconi e il suo partito imprenditoriale così potranno continuare a demolire gli ultimi rimasugli di questo paese prima del definitivo crack.

Ricordatevi, quando ci ribelleremo sarà sempre troppo tardi...

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