Uno sguardo dal picco
Qualcuno, qualche giorno fa, mi diceva: "Vedrai, abbandoneranno la Nigeria". Non ricordo chi fosse tra i tanti profeti che mi onoro di frequentare, ma in ogni caso pare avesse ragione. Riporta il Vanguard:
Il gigante petrolifero anglo-olandese, la Shell, ha rivelato i suoi piani di investimento per il 2009, piani che trascurano completamente le operazioni in Nigeria. Ciò sottolinea il crescente senso di apatia verso l'industria del gas e del petrolio del Paese.
Voci di corridoio indicano che l'output della Shell in Nigeria è ridotto agli appena 200.000 barili al giorno del giacimento di Bonga, contro l'enorme capacità installata di 1 milione e 200mila barili. Un'inezia. E un indice che si sta gettando la spugna: pare anche che la compagnia si stia preparando ad evacuare il suo staff dal Niger Delta.
Gli attacchi dei guerriglieri si intensificano sempre di più, costringendo ogni giorno le compagnie alla chiusura di pozzi e giacimenti. Solo nel 2009, mancano all'appello oltre 600mila barili. Una ricerca con "Niger Delta" su Google News mostra uno spettacolo sbalorditivo: rapimenti, oleodotti che saltano in aria, attacchi ad installazioni petrolifere si susseguono a ritmo impressionante. D'altronde, il Delta è una delle zone più povere e inquinate del mondo e la colpa è tutta sulle spalle delle compagnie petrolifere, oltre che del corrottissimo governo.
L'offensiva finale lanciata dai ribelli del Mend, di cui avevamo parlato lo scorso settembre, sembra alla fine dare i suoi frutti. Il prezzo del barile a 40 dollari li ha sicuramente aiutati molto: il gioco non vale più la candela, e le compagnie sbaraccano.
Altri barili in meno sul mercato, e forse per sempre: sarà quasi impossibile tornare in Nigeria una volta abbandonata. (Ipotesi campata in aria: c'è sempre la possibilità di un subentro cinese. E quelli lì, non vanno tanto per il sottile. Vedi i massacri in Sudan...)
@14
davvero credi che sia "colpa" loro...?
sicuro che il colpevole non sia babbo natale..?
Bene, complimenti ai guerriglieri del Mend. Ora non avranno neanche più il petrolio.
@ Marco
Lo stato del dollaro lo avevamo visto qualche settimana addietro, indicando il secondo top come estremamente negativo nel medio periodo, anche prima dell'asta dei decennali che ha innescato lo scivolone attuale. La FED ha iniziato una strategia che non ha alcuna via di uscita, se inizia a comprare i titoli pluriennali nel tentativo di abbassare l'interesse e supportarne il corso, attribuisce al dollaro il ruolo di un novello Sansone tra le colonne del doppio deficit.
Un puntino tricolore nel quadro, per farsi un'idea della figura e lapallisiano, bisogna individuare più puntini possibili, non solo quelli che hanno lo stesso colore.
PS
"No fly zone" è una mosca che ronza canzoni gia sentite.
Mi sembra un'approccio lombrosiano alla situazione del Sudan dire che i cinesi hanno la responsabilità dei massacri. La situazione è molto diversa da quella che ci raccontano. L'articolo citato da ragionpolitica è patetico, scritto da persone che non hanno contezza degli eventi: la qualità della pappina informativa è infima. Sui massacri più recenti la sceneggiatura vede molte mani e tra queste una manona.
Avviso ai naviganti : the company changed its name to Xe (pronounced like the letter “Z”), following the lead of tarnished businesses like tobacco giant Philip Morris, which became the friendlier-sounding Altria. While the loss of the Iraq contract was a blow, Prince said that his company would still vie for personal protective-services contracts outside of Iraq.
Sono convinto che l'acqua nera puzza anche se la chiamiamo acqua di rose. Tutti questi disoccupati avranno il loro bailout in Africa.
eni e saipem galoppano!
in nigeria la mano cinese è evidente (il mend è finanziato in parte da hu jintao) e dire che la cina abdicherà è una bufala. forse un primo aprile anticipato.
in sudan il great game è + complesso perchè controllare i traffici marittimi e roba per pochi. cina in primis.
ma allora è la cina la cattiva di turno? morto bush ora c'è la prendiamo coi cinesi?
52,13 dollari/barile, per la precisione :-)
qui c'è un "piccolo" frainteso. Tutti i problemi che debby sta elencando partono da "il" problema. La crisi del sistema consumistico (capitalistico di secondo livello). Tale sistema è incentrato sul valore costante di una moneta: il dollaro! Chi controllava il dollaro decideva tutto: dalla spesa che ciascuno faceva al supermercato, al tipo di vacanze etc etc. I banchieri che la emettevano (la fed è una lobby di illuminati) decidevano le modalità di circolazione. Ma cadendo il modello ne è diminuita la richiesta e quindi il dollaro ha iniziato una lunga ed irreversibile discesa...
Si sta facendo di tutto per la ripresa nel 2010 invece della ripresa ci becchiamo un bella doccia fredda con meno petrolio e gas.
Cosa centra il dollaro con la Nigeria adesso?
Al massimo per quello che sta succedendo in USA: "The Federal Reserve is on a war footing and it is using the Powell doctrine – only go to war as a last resort, and do so with overwhelming force." da www.ft.com
il dollaro sta crashando....sta per arrivare l'iperinflazione ...per questo la borsa sale...meglio un titolo che moneta in tasca...
Sicuramente il prezzo del dollaro è aumentato per colpa di quanto sta succedendo in nigeria, bisogna vedere se adesso ricomincerà la spirale di rilazo del prezzo del greggio oppure no.
@Cataldo OT
Cataldo, ti rifaccio la domanda di due mesi fa:
è la volta buona adesso per il crollo del dollaro o è ancora presto?
Saluti
Il petrolio tocca i 50$...
La Cina è uno stato pragmatico, e suppongo che consideri anche la possibilità di dare ai nigeriani qualcosa di meglio di quello che hanno finora ricevuto dagli occidentali, se questo significa assicurare la stabilità del commercio.
Purtroppo le altre potenze non staranno a guardare, quindi la possibilità che la regione si pacifichi è molto remota, purtroppo.
Conclusione, quel petrolio verrà estratto finchè conveniente (includendo anche le spese militari per estrarlo) farlo.
alle 10:01
Paolo Marani
Prevedo che l'economia del petrolio ben presto abbandonerà la nave del dollaro, che sta per affondare, e migrerà alla scialuppa dell'euro, unica moneta rimasta che può competere a livello globale per garantire una adeguata stabilità dei finanziamenti.
Non sono convinto che avremo molto da guadagnarci, perchè una ripresa dei prezzi petroliferi espressa in euro ci arriverà addosso come un treno in corsa, senza possibilità di fuga.