Uno sguardo dal picco
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Scrivendo questo blog ormai da qualche anno, mi accade di riportare più volte le dichiarazioni di questo o quel governo. Così è con l'Arabia Saudita: e devo confessare che ancora ho mica capito se intendono rassicurarci o gettarci nel panico assoluto. Le dichiarazioni, da sempre, tendono allo schizofrenico.
L'ultima uscita è del Ministro del Petrolio arabo, Al-Naimi, sul Kuwait Times:
Nei prossimi anni, se la produzione di energia tradizionale si rivelerà inadeguata per taglio di investimenti dovuto ai prezzi insostenibili, irreali indicazioni di domanda futura o speranze di una sostituzione del petrolio, la crisi di produzione sarà catastrofica. (...) In un contesto di prezzi bassi, la tendenza è quella di focalizzarsi sulla sopravvivenza anziché sull'espansione. E se noi mettiamo in bassa priorità il prepararci per il futuro, tale inazione tornerà a perseguitarci causando crisi di produzione e il ritorno dei prezzi alle stelle.
Aiuto! Che diamine sta dicendo? Qualcuno capisce? Beh proviamoci, la sensazione è che si tratti di uno dei soliti messaggi trasversali. A chi? Azzardiamo: si rivolge alla nuova amministrazione americana. Al-Naimi ce lo fa capire con due altre piccole ma significative allusioni:
Il mondo rischia il disastro riponendo troppe speranze su non sperimentate energie alternative.
E anche:
La situazione è complicata da altri fattori, come una certa retorica politica che chiede di ridurre la dipendenza dal petrolio a causa di vaghe ragioni di sostenibilità ambientale, o per rendersi indipendenti da una certa regione del mondo.
Ahhh beh, vabbè. Abbiamo capito. Il linguaggio ce lo ha spiegato Giovanni Falcone in Cose di Cosa Nostra. In pratica, i sauditi avvisano di non sovvenzionare troppo le energie alternative, di non scoraggiare il consumo di petrolio per sciocchezze ambientaliste, e di non cercare di fare dispetto agli arabi cattivoni, altrimenti avremo da pagarla cara quando la crisi finirà e di petrolio ce ne sarà di meno. A schifìo finisce, sottintende Al-Naimi.
Beh, Obama non è un amicone affettuoso dei reali sauditi come Bush. Chissà se coglierà il sottile messaggio, e soprattutto se obbedirà al diktat...
altro che fare il contractor in iraq (o in afganistan) per soldi
io a sparare a quelli ci vado aggratisse
crosspost:
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7506969&p=2&#idm92538377
aloha
questo blog ha havuto il merito (tra l'altro) di essere stato tra i primi a parlare del declino dell'output del pozzo saudita di ghawar....com'è la situazione aggiornatata? e soprattutto quanto incide sui costi di produzione separare l'acqua dal greggio? saluti a debora e a tutto il blog.
sorry la cache ha rilanciato il post.
@Pirko #34
I cinesi non avrebbero alcun bisogno di inviare truppe, visto che sono pappa e ciccia con i pakistani, in quanto all'Arabia, questa è già nel controllo USA, fini a qando sarà cosi potra anche vendere petrolio alla Cina in gran quantità, i problemi con i Saud inizieranno quando questi non potranno più pagare la solita mega mazzetta agli USA.
Vedo che le cose le sai,ma appunto per questo secondo te c'è spazio per 26 milioni di sauditi tra 300 milioni di americani e un 1.300 milioni di cinesi?Siccome i colossi sono legati fil doppio non penso proprio che desiderano rivolte in casa quando posso averle comodamente all'estero.Dico saddam la mazzetta l'ha sempre pagata a modo suo ,ma fidarsi è bene non fidarsi è molto meglio.Pensa garantire 17.000 dollari per ogni iraqueno che nasce come in arabia sempre più esaurita.
@Pirko #34
I cinesi non avrebbero alcun bisogno di inviare truppe, visto che sono pappa e ciccia con i pakistani, in quanto all'Arabia, questa è già nel controllo USA, fini a qando sarà cosi potra anche vendere petrolio alla Cina in gran quantità, i problemi con i Saud inizieranno quando questi non potranno più pagare la solita mega mazzetta agli USA.
@Pirko #34
I cinesi non avrebbero alcun bisogno di inviare truppe, visto che sono pappa e ciccia con i pakistani, in quanto all'Arabia, questa è già nel controllo USA, fini a qando sarà cosi potra anche vendere petrolio alla Cina in gran quantità, i problemi con i Saud inizieranno quando questi non potranno più pagare la solita mega mazzetta agli USA.
arabi che consigliano energie alternative?
e poi cosa ci sarà l'arabo che vende frigoriferi agli eschimesi e banane agli africani???
brutta storia per brutti uomini di un brutto mondo.
X Cataldo,
non credo.Adesso vige la legge di predator/alien e cioè:"Il nemico del mio nemico ..è mio amico?".Gli usa si pappano l'arabia e i cinesi si piazzano in afganistan.Costa di meno e funziona di più.Se rifletti che senso ha mettere poche truppe e costose in afganistan quando i cinesi ne possono mettere tante a basso costo ad un passo da casa?
Ovviamente dando il controllo dello sfogo est del caspio ai cinesi, gli usa pretendono la zampa sulle ultime riserve esaurite ..cioè saudite.
E' uscito il secondo rapporto 2009 dell'Unione Petrolifera che trovate qui : http://www.unionepetrolifera.it/News/Notizie/File/1256450477.pdf
Tra le varie cose una conferma interessante : le raffinerie "si stanno spegnendo" , evidentemente , mese dopo mese unitamente al calo netto dei consumi di benzine e gasolio. Rispetto al gennaio 2008 hanno infatti lavorato il 12,5% di greggio in meno.
Inoltre un segno del collasso del trasporto su gomma in Italia : -34,1% dei bitumi rispetto allo scorso anno , ovvero tutto cio' che è manutenzione stradale è pressochè fermo ed è sintomo chiaro delle difficoltà delle società pubbliche e assegnatari privati della gestione della rete viaria italiana.
Ed ancora la curva in picchiata della domanda non ha toccato la curva anch'essa in picchiata dell'offerta. Quando si incrociano accade il caos , lo dimostra la situazione nei paesi dell'Est. E prima o poi si incrociano.
Simmons spesso parla del problema della ruggine, "rust", che potrebbe agire con meccanismo tipo feedback positivo nel velocizzare il collasso del sistema economico basata sul petrolio : troppa richiesta di petrolio e derivati - aumento dei prezzi - collasso dei prezzi per crisi econimica-meno investimenti in infrastrutture petroliferi( manutenzione compresa) - rischio di accelerata diminuzione dell'estrazione di petrolio - e il ciclo riconmincia....
Si commette troppo spesso l'errore di vedere l'economia e la politica come mondi a separati da materia ed energia : è tempo di tornare ai fondmentali , back to basics , ed in ultima analisi il punto è che siamo troppi a volere troppo....
Debora, ma non hai riferito anche del successivo discorso, quello sul cambiamento di brand del regno, da "Arabia Saudita" ad "Arabia Esaurita" ? :-D
@Pirko #26
Fino a quando i sauditi compreranno i bond USA sono tutti contenti. Il problema comincierà a sorgere quando il budget lascierà poco spazio alla ricopertura verso gli USA da parte dei Saud, impegnati nelle spese sociali indispensabili al sistema di potere. Le contraddizioni verrano quindi al pettine. La guerra non rientra comunque nelle ipotesi, se non in uno scenario fine-mondo, al momento sarebbe come spararsi nella tasca.
@ Sterkele #18
Senza valigetta non si gioca nel pipelinestan, almeno non da soli.
Cataldo,con la massima stima verso la tua cultura superiore ,ma questi coglioni ancora di fanno le pippe con la storia del pipelinestan.......qui stiamo già a" io ci ho la valigetta con i codici e tu no!".Ovviamente pure fantasia di una mente malata come la mia.
Escobar, a parte il tono "ho visto cose che voi umani .." è interessante, specie quando parla delle conseguenze strategiche della guerra balcanica, di cui ricorre il decennale.
Bhe effettivamente ,adesso che mi fate pensare ai grafici e all'analisi tecnica proiettata a medio termine e depurata del margine statistico penso che prima di entrare useranno le moab e il fosfy per due mesi di tappeto.....dopo che hanno preso i pozzi ovviamente.
in pratica lui dice: invece di investire denaro in inutili fonti alternative, che tanto il petrolio non potrete sostituirlo, pensate a pagare di più il petrolio così che si possa sostenere un poco la produzione, tiriamo a campare finchè si puo'.
che ne dite, il suo discorso fila?
io mica sono convintissimo che siano considerazione sbagliate, lo spero... ma non ne sono sicuro
lol
clamorosa ammissione del picco petrolifero.
#15
Il grafico del 2007 che ho linkato era il più ottimista possibile , quest'altro qua sotto di The Oil Drum (recentissimo) sull'Arabia Saudita prevede un sostanziale rimbalzo verso l'alto , ma AD OGGI la caduta produttiva è VERTICALE :
http://www.theoildrum.com/files/ksa2.gif
Di questo passo non ci sono oltre 36 mesi di export saudita e al 2013 potrebbero produrre 0. I grafici non sono tutto , ma ...
E' un raro caso in cui il sostegno dei propri interessi è fondato su solido buonsenso.
Intanto a Londra non è coperta un'asta di titoli a lungo termine, pensare che ne devono fare circa almeno un paio a settimana della stessa entità per tutto il 2009
Ragazzi, su, era ovvia l'interpretazione del discorso con la paura dell'esaurimento dei pozzi. Non l'ho scritto perché mi sembrava scontatissimo per voi che leggete, e ho sottolineato solo l'aspetto "politico" della cosa...
;-)
@18
Se accade quello che hai detto ed eliminiamo dal gioco i piu' grossi consumatori del mondo gli USA avremmo il tempo per passare alle rinnovabili facendo accordi con la russia,il nord africa ed il sud america. Secondo me avremmo diversi anni per fare la transizione alle rinnovabili
Purtroppo gli USA sono piu' indietro di noi sulle rinnovabili poi hanno anche problemi con l'acqua e quello che dice Al-Naimi e' vero, ma quando il modello economico e' da cambiare c'e' poco da urlare ci prenderemo anche lo shock petrolifero, che accadra' ogni volta che vorremo ripuntare sulla crescita dei consumi energetici. In un mondo post picco occorre consumare il 3/4% in meno di energia all'anno se non vogliamo far schizzare il prezzo del petrolio.
p.s.
le rinnovabili devono essere un must, ma con meno materie prime a disposizione non cresceranno per sempre del 30/40% all'anno. Dovremmo tornare un bel po' indietro ristorante poco ferie meno macchina una a famiglia, per 10 o piu' anni caleremo poi credo fra 30 anni saremo alla crescita zero fissa
Tempo qualche mese e i generalissimi americani convocano sulla piazza d'armi le truppe di stanza in iraq e dicono:"Non ci sono i soldi per le paghe ,le vostre famiglie in Usa moriranno di fame,ma potere scegliere.O tornate in america a morire di fame pure voi o passate il confine sabbioso.Chi mi porta la testa dei saud ha diritto a prendersi due ferrari e tre lamborghini dai garages reali".
Marines!Voglio sentire un urlo!
WHOAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
Io invece stavolta non condivido il tono con cui hai raffigurato questa dichiarazione.
Anche perchè, di fondo, SAI CHE HA RAGIONE! Solamente che essendo lui IL produttore, deve per forza dire queste cose per un altro fine improprio, cioè salvarsi il culo durante la crisi.
Però... sarà anche frutto di retorica ambientalista, ma se i piani di transizione alle energie alternative si dimostreranno irrealizzabili, sono davvero guai seri.
Bassi costi del petrolio, bassi investimenti, bassa produttività, declino di produzione.
Poi magari arriva la crescita, tutti sono impreparati a fare fronte alla domanda e ... BOOOM!
Dal boom, anche loro hanno da rimetterci, e lo sanno, pertanto quello che ci si può auspicare è che il prezzo salga ORA e alla svelta, così si sbloccano gli investimenti e l'eldorado del petrolio forse durerà un decennio al massimo in più.
Però è un decennio CRUCIALE, perchè oltre alla retorica pochi sono propensi a dire che la transizione verso le desiderabili energie alternative saranno MOLTO MOLTO MOLTO difficili.
Se vogliamo nasconderci dietro a un dito e stabilire che quelle frasi non erano pessimiste ma strumentali, facciamo pure, però il pessimismo serpeggia eccome, e questa rivoluzione green ancora non si vede.
L'arabia saudita è fottuta.
@ Medo
Non che la cosa infici il tuo ragionamento.....ma nel breve periodo le cose non stanno come indica il grafico del link.
Quella è una previsione del 2007.
Cio che stà dopo "forecast" è andato diversamente. Nel Luglio 2008 la produzione di Crude+Condensate ha toccato i 74.831 ml b/g (picco assoluto).
La prima fase della discesa è da spostare un pò più in la. Credo quindi che la situazione dell'Arabia Saudita non sia ancora in condizioni disperate. Qualche anno in più rispetto alle tue previsioni dovrebbe ancora esserci.
Io non capisco che vanno avanzando sti' arabi esauriti.La festa è finita!L'arabia è esaurita ,ma la rabbia ancora no.
Quindi o ci mandano le quattro goccie del loro lercio petrolio oppure gli facciamo una bella crociata.Piano semplice nella sua genialità.
...a me sembra un palma ;-)
@6 non è colpa di nessuno se sinora i sauditi si son tenuti per loro la banale informazione che il petrolio scarseggia (e la papera non galleggia mi vien da aggiungere).
Petrolieri e produttori hanno per decenni nascosto la realtà al resto del mondo per lucrare, adesso pagano il contoanche loro.
Purtroppo è vero che pagheremo anche noi, non mi faccio illusioni, ma almeno non saremo soli.
Bella foto! molto evocativa la sagoma del cactus sulla testa del tizio....
quella foto è stupenda! :-D
6@
Era meglio Mc Cain?
Come si fa a prendersela con Obama quando è al potere da manco due mesi? Il fatto è che questo Modello Economico dove il fine Ultimo è la Crescita, è cresciuto abbastanza ed è diventato vecchio e ora sta morendo.
Non ci sono alternative già sperimentate o esistenti che lo possano sostituire. Dobbiamo inventarci qualcosa, o semplicemente verrà da sé.
Ha detto che se i prezzi restano bassi troppo a lungo, in futuro saran cazzi amari. In pratica, sta spingendo i governi mondiali su una situazione in cui il petrolio costa 80dollari al barile. Certamente a lui piu' favorevole. Tutto qui, e' politica.
L'Arabia non vole perdere il sostegno degl USA, e utilizza le armi che ha (il petrolio) per farlo presente. Senza gli USA, l'arabia saudita diverrebbe ben presto un scondo IRAQ. Ma gli USA non lo permetteranno mai.
Pero' i Sauditi devono rendersi conto che gli USA non possono più tollerare di avere un cappio energetico al collo di simile portata. Obama ha capito che la potenza della sua nazione è in mortale pericolo, che i Sauditi vogliano o non vogliano rendersene conto.
Il petrolio non tornerà mai piu' ad avere un COSTO (non prezzo, costo) simile al passato.
Il costo è il rapporto tra il prezzo di una merce e le disponibilità monetaria di chi compra, a livello di nazioni.
Siamo in un vicolo sempre più angusto: quando l' economia cala, il prezzo del greggio cala, quando ricresce, il prezzo sale: ma il costo del petrolio sale sempre.
Il picco è qui in mezzo a noi.
egregia sig.ra debora. leggo quotidianamente il suo blog. condivido pienamente la sua visione di un mondo basato su energie alternative e non sul dissennato sperpero delle stesse. mi permetto di dissentire sul contenuto delle sue osservazioni. i sauditi per la prima volta hanno ragione e da vendere. gli attuali prezzi sono abbondantemente al di sotto del costo marginale di estrazione che viaggia ormai sopra i 70 usd. questo sta determinando una classica reazione di distruzione dell' offerta a fronte di un calo della domanda.il problema è che la transizione verso le energie rinnovabili la dovremo costruire con le risorse di oggi ossia con il petrolio.i sauditi si sono accorti che alla casa bianca è arrivato un incompetente e sprovveduto populista .il quale va in giro a fare proclami vuoti e non ha una politica vera di transizione. i provvedimenti fiscali di penalizzazione delle spese di ricerca stanno già determinando il fallimento delle compagnie più piccole in favore delle majors. quindi una concentrazione oligopolistica. succede tutte le volte che un radicale economicamente analfabeta prende il comando. i sauditi stanno ammettendo per la prima volta di non poter più controllare con l' offerta i prezzi .il controshock rischia di portare i prezzi a un livello di deindustrializzazione totale.la fine per tutti. l' altro si fa l' orto alla casa bianca. la dissociazione dalla realtà di questi radical chic porterà a carestie e miserie.il retroterra culturale di obama è una rozza ideologia anti mercato .legga la sua autobiografia e ne rimarrà atterita. pensa di poter colpire i produttori dicendo ai consumatori: state tranquilli ,per voi non cambierà nulla si ridurranno solo i proffitti dei petrolieri cattivi amici di bush.dovrebbe invece inserire una carbon tax che vada a incentivare comportamenti responsabili di risparmio energetico da chi consuma spiazzando gradualmente gli idrocarburi. purtroppo il cosiddetto messia non è che un ciarlatano che parla sotto dettatura costante di un aggeggino elettronico. quando le cose si metteranno male il predicatore rimarrà muto....
Visto che la punta di visibilità ("la prova provata") del tracollo produttivo saudita è atteso per maggio-luglio 2009 ( http://media.photobucket.com/image/saudi%2Bproduction%2B2009/1ace11/plateau2.jpg ) diciamo che i sauditi temono di non poter riuscire , dopo la caduta , a produrre nemmeno quel poco che geologicamente potrebbero tirare su.
Non potranno esportare già tra un anno a partire da oggi ed ovviamente gli tremano le gambe. Strano che non tremino altrettanto agli importatori , quelli si' i poveri illusi...
Ultimamente non sono di moda le famigerate figurine puzzolenti, ecco: qui invece si propugnano solo schifezze rigorosamente biologiche (bleah)
P.S.: (Semi-OT) pare che gli americani per abbattere cascinali adesso usino direttamente i serbatoi ausiliari dei cacciabombardieri, evidentemente il prezzo del kerosene è abbastanza basso. Con i prezzi dello scorso anno avrebbero sganciato le bombe e tenuto a bordo i serbatoi ^_^
http://messaggeroveneto.gelocal.it/multimedia/home/5283288/1/1
Madonna che schifo. Così imparo a scrivere di argomenti da maschi... :D
...sì, dei piedi. (grin)
Un motivo in più per coibentare il sottotetto e installare un impianto solare termico e/o fotovoltaico.
Alla faccia dei sauditi.
Questi arabi non hanno ancora capito niente. Loro sarebbero anche quelli dove il solare potrebbe essere sfruttato di più insieme all'eolico ma non hanno fatto i campi "solari" o eolici come la Spagna o il Portogallo. È molto facile godersi il presente di vacche grasse sperperando soldi e non pensare a un futuro di vacche magre. Prima o poi il petrolio finirà e allora si mangeranno le caccole...
alle 11:04
Dodema
Ma noi siamo già quasi autosuficienti! adesso il petrolio è solo speculazione, vi faccio un esempio.
per 2kwh di energia servono 14 mq di pannelli solari, cioè 2metri x 7metri. I nostri contatori sono tarati a quasi circa 3kwh, adesso vorrei sapere quanti di noi hanno a dispisizione 7metri di spazio x due? quasi tutti, facciamo il 70%, certo i costi sono altissimi ma almeno questao ci da l'assoluta libertà di fare quello che cacchio ci pare e investire sull'energia rinnovabile come ci piace senza che gli arabi ci vengano minacciare, usiamo il petrolio solo per comodità nulla di più! e basta farvi seghe mentali, i problemi si risolvono quando arrivano.