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Crisi finanziaria ed energia. Qualcosa in comune?

Giovedì 28 Maggio 2009, 10:22 in Peak Oil di

Worldowgdppp.png

Quando ho visto questo grafico (cliccatelo per vederlo meglio) sono rimasta un tantino basita. Si tratta di una ricerca svolta da uno dei sempre ottimi contributori di TOD, che esamina l'eventuale legame tra produzione, energia e crisi finanziaria.

Il risultato è quello che vedete: completamente assurdo. Fatta base 100 nel 1970, infatti, la produzione petrolifera (in verde) arriva a 200 per poi cominciare a ridiscendere; la produzione mondiale di energia primaria (in beige) passa appena i 200; il Prodotto Lordo Mondiale (in blu) raggiunge i 400. Il Dow Jones invece ha un percorso tutto suo: fino a circa la metà degli anni '80 segue coerentemente i "fondamentali" mondiali (produzione ed energia), poi arrivati agli anni '90 prende il volo fino a raggiungere il valore di 1600. Ridiscesa a 1000, ci sembra di vivere in un incubo che presto dovrà finire... e invece, probabilmente, la Borsa sta solo assaggiando un po' di realtà.

Tutti erano felici di credere alla spirale della crescita infinita. Ma se il denaro rappresenta l'equivalente della realtà fisica, abbiamo mentito a noi stessi per un buon numero di anni. 

Così la risposta alla domanda del titolo pare proprio essere "no". Perché a nessuno è finora importato nulla dei fondamentali. E chissà se se ne accorgeranno, prima o poi.

 

25
25 commenti
25
18 Giu 2009
alle 19:53

Doppiafila

La crescita di Wall Street va legata non al PIL complessivo ma alla quota che riguarda le imprese. A paritá di PIL, se i salari scendono (quota destinata alla remunerazione del lavoro) ed i profitti salgono, la Borsa va su.

Saluti, Doppiafila

24
05 Giu 2009
alle 20:02

petroliere

ringrazio tutti per le informazioni chiare ed interessanti di questo post. E per l'educazione dei partecipanti.

Non sono un tecnico, quindi una sola piccola considerazione: non sono gli idrocarburi che mancano sulla Terra. Ci sono immensi giacimenti in centro Asia, ad esempio, che le Majors stanno studiando da decenni senza riuscire a produrre un solo barile e che stanno provocando veri e propri "bagni di sangue" (fortunatamente solo figurati per ora, sapete di cosa sto parlando vero?) e che sembrano relativamente "vicini". E chissà quanti ancora ce ne sono nelle steppe siberiane, in mezzo alle foreste vergini e nei deserti. PEr non parlare del fondo degli oceani. 

Ormai quello che manca è petrolio e gas facile ed economico, quello sì è finito, credo per sempre, per quello si parla di prezzo del petrolio "sostenibile" attorno ai 70 $, per dare un senso a investimenti miliardari.

Ma perchè non usiamo i rigs per perforare pozzi geotermici e scaldarci/raffrescarci a bassa entalpia?

23
03 Giu 2009
alle 13:42

fausto

Malinteso, calma: "sciocche e banali" lo avevo riferito alla mia stessa storiella circa la riduzione degli ossidi presenti nel mantello. Non mi permetto mai certe battute del genere contro altri commentatori. Se mi sono espresso in modo equivoco, domando scusa. La mia capacità di analisi grammaticale non è più quella di una volta.

E' banale perchè lo è davvero: non c'è bisogno di scomodare studi complessi per capire, basta fermarsi un attimo a ragionare sul chimismo del sottosuolo, e tenere in mano una tavola periodica. La riduzione del Fe e la totale assenza di idrocarburi nelle rocce che sappiamo provenire da grande profondità sono due cose importanti che dobbiamo ricordare.

Quello che volevo sottolineare, e magari non ci sono riuscito bene, è che certe sostanze vedono annulare le proprie speranze di sopravvivere man mano che scendiamo in profondità. Ergo, fare buchi nella sabbia molto profondi - suggerimento di alcuni nostri leader - non risolve il problema. Questa è la cosa che vorrei far capire.

Altrimenti rischiamo di farci prendere in giro, o almeno di equivocare il significato di certi parametri (pur giusti), quali il chimismo antico del nostro pianeta o i suoi rapporti con altri pianeti.

ciao!

22
29 Mag 2009
alle 21:32

Deepspace1

@ 21

 

 Voglio solo far notare che a quelle pressioni, è possibile che il petrolio e il metano formatosi rimanga intrappolato. io non sono un geologo, ma allora come si spiega che il metano sia anche su pianeti dove la vita non c'è stata? Io non sarò einstein, ma definire sciocche e banali le considerazioni altrui mi puzza un pò di troppa sicurezza...Andiamoci cauti tutti , credo sia un consiglio saggio.

 

Buona serata  e pian col fagian

21
29 Mag 2009
alle 15:06

fausto

E dai ancora con sto petrolio (e metano) abiotico. Ogni tanto questa simpatica leggenda torna a saltar fuori.

Vorrei ricordarvi che il mantello terrestre è ricco di una roba che si chiama ferro, in stato di ossidazione non molto forte: domina il Fe 2+, diversamente dal Fe 3+ che abbonda in tanti depositi superficiali di ossidi. Comunque pur sempre ossidi, diversamente dal ferro metallico (legato con varia altra roba) che troveremmo nel nucleo.

Se nella parte profonda della crosta e nel mantello avessimo a disposizione idrocarburi, questi materiali reagirebbero immediatamente con gli ossidi più facili da ridurre (il ferro è uno dei meno refrattari alla riduzione a metallo, ed è abbondante), producendo vapore d'acqua e CO2 (notoriamente abbastanza diffusi anche a grandi profondità, disciolti nei magmi o in altra forma), assieme a ferro metallico (di cui in effetti esistono alcuni rarissimi giacimenti).

La moderna geochimica, assieme alla fisica della terra solida ed alla petrografia, possono portare un mare di prove circa l'inconsistenza delle teorie riguardo i petroli abiotici (qui da noi sulla terra).

Ma le sciocche e banali considerazioni sul chimismo del sottosuolo fatte sopra bastano a farci capire che quegli agognati idrocarburi, se anche esistessero, finirebbero con lo svanire in un momento.

Assieme a tante illusioni.

20
29 Mag 2009
alle 11:46

Phitio

Cari ragazzi, ma proprio niente di cui stupirsi per l'andamento di Wall Street.

Si chiama "EFFETTO LEVA", sarebbe a dire che con i miei normali 100 dollari di incasso, faccio una serie di 100 bond che vendo a 10 dollari l'uno, e magicamente ora ho 1000 dollari! E poi con questi 1000 faccio altri 1000 bond che vendo a 10 dollari, e ora ne ho 10.000! La leva combinata in questo esempio estremo è pari a 100. Per ogni dollaro iniziale, sto muovendo 100 dollari (DI CARTA).

Cosa credete che stia succedendo in giro per il mondo? Questa crisi è un gigantesco deleveraggio. C'erano istituti finanziari che avevano raggiunto una leva  pari a 60, oppure 50 0 40, comunque altissima.

Si basavano su asset che ritenevano dovessero continuare a crescere per sempre (le case! Ma si può essere più stolti?), e facevano miliardi di dollari con bond strutturati.

Ci si sono gettati tutti, ma proprio tutti, era l'eldorado dei pinocchio, gatto e volpe messi insieme. Credevano di avere scoperto il campo dei miracoli vero e proprio!.

Poi, puff. Quando un pallone è gonfio all'inverosimile di aria, basta uno spillo, e questo spillo sono stati i subprime. Peccato che questo pallone era il costitutivo di umpalcature finanziarie pazzesche. Una catastrofe. 

E ora quindi, abbiamo una chiave di lettura molto chiara: ad un certo punto, non ci si è accontentati più di estrarre ricchezza dal pianeta allo stesso tasso fondamentale con cui estrevamo materie prime ed energia. CI siamo dovuti inventare la ricchezza di carta. Che, essendo solo un accordo tra le parti, è crollata non appena i margini di manovra si sono annullati. tutti si sono accorti di essere debitori con tutti, e per via dell'effetto leva inverso, la poca vera ricchezza sparisce a velocità della luce.

Quindi, è chiaro dove DEVE tornare l'indice DOW: sulla curva da cui si è distaccata a suo tempo, e forse un bel po' più in basso per un certo tempo.

Saluti

19
29 Mag 2009
alle 11:16

Alex

metano alcool etilico , metilico ecc sono composti che possono formarsi anche per via inorganica. Difatti esistono molti processi di sintesi che vengono usati per produrre questi composti.

L' origine abiotica e biotica di questi composti è nota. Le fermentazioni producono alcooli, il metano pure è un prodotto del processo digestivo ( vedi l' inquinamento dovuto alle mucche) .

In un eccesso di idrogeno la miscela favorita è H2O e CH4 sopratutto ad alte temperature . Sopra i 900°C la CO2 si scinde in O2 e CO. La miscela CO e H2 viene chiamata syngas  perchè è la base per la sintesi degli idrocarduri attraverso il processo F.T. o la produzione di metiletere o metile per via catalitica.

Se ricordo bene CO e H2 sono in equilibrio con CH4 e H2O intorno 1000°C a temperature più alte è favorita la miscela CH4 e H20.

 Gli ossidi di azoto e l' ammoniaca , che io sappia, si possono fromare tra le nuvole durante i temporali. Però i quantitativi non sono elevati.

Se non sbaglio si escludeva la via abiotica  del petrolio anche perchè le catene degli idrocarburi sono sature e lineari ( a parte i composti ciclici). In una genesi abiotica invece dovrebbero trovarsi catene insature e/o ramificate

Comunque sia sapere l' origine del petrolio non risolve il problema della sua non rinnovabilità in tempi umanamente accettabili.

 

18
29 Mag 2009
alle 10:30

Alessandro

NN so se qualke matematico tra i lettori l'ha notato ma la curva rossa una volta normalizzata rappresenta il classico andamento a campana e oggi siamo arrivati al punto di inizio discesa (forse inizia proprio in queste settimane) e a okkio si potrebbe interpretare come l'inizio della fine ... almeno graficamente analizzando ... curioso no :)

MAX_ALEX
www.isoladieden.com

17
29 Mag 2009
alle 09:53

max

@16

ci manca pure che andiamo a sfasciare lo spazio? lasciamo il cosmo lontano dall'umanoide...vive bene così com'è!

16
29 Mag 2009
alle 09:23

AndreaX

@14

Il ragionamento che fai sostanzialmente è corretto, se su titano si trova del metano (la rima è involontaria) è logico pensare che si è formato in maniera abiotica e quindi potrebbe essere lo stesso sulla terra. Dopotutto il metano è solo una molecola di carbonio e quattro di idrogeno, il più semplice di tutti gli idrocarburi. Discorso ben diverso per il petrolio che è una miscela di svariati idrocarburi alcuni dei quali dalla struttura molecolare assai complessa. IL problema è che se sulla terra esiste il metano abiotico bisogna anche vedere dove si trova. Se esso si forma ad esempio a  2000 km di profondità credo proprio che non serva a nessuno.

Se avessimo colonizzato lo spazio potevamo andare direttamente su titano a prendercelo!.

15
29 Mag 2009
alle 07:58

Bernardo Mattiucci

Qualunque sia la natura del petrolio, che e' ben diverso dal Metano (fino ad oggi il petrolio non e' mai stato trovato su altri pianeti...), una cosa e' certa: lo stiamo finendo a ritmi vertiginosi. Anche volendo accettare l'idea che sia "abiotico", se in natura se ne producono 10 unita' al giorno... e noi ne consumiamo 1000 al giorno, non e' che cambia poi tanto il problema: Il petrolio sta finendo, e con esso finira' anche tutta la nostra civilta'!

E questo solo perche' negli ultimi 100 anni (non 500, 1000 o 2000), abbiamo estratto e sperperato i 3/4 del petrolio estraibile sulla Terra. Siamo purtroppo fortemente dipendenti dal petrolio... e la riconversione dell'intera civilta' ad una nuova fonte PRIMARIA di energia sembra essere piu' difficile di quanto sia immaginabile.

Molto dipende dalla cultura dei singoli, ma il piu' dipende dalla volonta' dei politici che, notoriamente, non guardano al futuro ma solo al loro presente.

Il problema "farmaceutico" sara' uno dei due grandi problemi dell'umanita' nel prossimo futuro. Cibo e Medicine sono ormai di vitale importanza per tutti.... e una loro mancanza in quantita' adeguate, portera' l'umanita' sull'orlo del collasso. E dell'estinzione.

Ma come spesso ripeto.... se non si conosce il problema in ogni sua parte e sfaccettatura, e' estremamente difficile RISOLVERLO. 

C'e' da dire anche, purtroppo, che notoriamente l'essere umano cerca di AGGIRARE i problemi, non risolverli. E questo peggiora ulteriormente il problema stesso, che si ingigantisce col tempo, diventando sempre piu' violento e difficile da risolvere.

 

14
29 Mag 2009
alle 01:05

Deepspace1

Ciao a tutti!

E' da un bel pò che non scrivo, ma in questi mesi sono 

stato molto impegnato... Ma non ho perso di vista il blog  e il problema del petrolio e del suo picco... Dico da subito che non sono un troll: io sono d'accordo con debora e la mia casa si alimenta grazie a energie alternative... Sono convinto anche io che il petrolio non sia da bruciare ( ricordiamoci che i polimeri non si fanno con l'aria) ma bisognerebbe usarlo con parsimonia... Però, c'è un però... Forse alcuni sanno gia di cosa parlo, ma non avendo preconcetti mi sono informato e sono arrivato a domandarmi una cosa (studio Farmacia e sono appassionato di astronomia) : la sonda cassini ha trovato un'enorme quantità di idrocarburi su titano , (metano ed etano) , e visto probabilmente che non c'è stata vita su questo satellite, come si sono sviluppati quegli idrocarburi? Tanti storceranno il naso, ho letto sull'Aspo che questa è una contro teoria dei petrolieri chiamata " Teoria del petrolio Abiotico",  ma per una volta non credo che   l'argomento si possa risolvere bollandolo così su due piedi... Il ragionamento di base  che ogni astronomo sano di mente avvallerà è il seguente : la nube che ha sviluppato il sistema solare conteneva  enormi quantità di metano. Quindi, concepire che un'idrocarburo possa formarsi senza la vita è una cosa accettata e risaputa. Addirittura, tanto per restare in tema di molecole organiche, sono state trovater nubi stellari di alcol etilico e se non  ci credete cercate pure in internet perchè è la verità.  Continuando la discussione , possiamo dire che nella formazione dei pianeti sia successo questo : la crescente energia gravitazionale ha formato pianeti con materia più pesante ( i pianeti rocciosi vicini al sole)  e pianeti gassosi giganti formati da metano , azoto , ammoniaca, idrogeno, elio ecc... Contengono anche loro un nucleo solido, molto probabilmente idrogeno solido, ma questo non ci importa. La cosa che secondo me è giusto accettare è che , oltre al metano prodotto dalla fermentazione anaerobica di composti biotici, abbiamo un'eredità gigantesca di metano intrappolata  nei meandri della terra. La teoria abiotica si spinge addirittura  a spiegare che il petrolio si produca ogni giorno  da idrogeno e carbonio inorganico dentro al mantello, aiutato dalle gigantesche pressioni e alte temperature. Credo sia di dominio pubblico il processo Fischer-Tropps : dal carbone si può produrre benzina. Ovviamente è tutto da dimostrare che succeda una cosa simile nel mantello, ma la geologia non lo esclude : in presenza di metalli come catalizzatori e alte temperature, il metano potrebbe formare idrocarburi più complessi. La cosa più difficile da spiegare però risultano i composti organici azotati e ciclici... Strutture come il benzene ,antracene , naftalene, è difficile pensare che si siano formate  così. Quindi , secondo la mia personale ipotesi,  si potrebbe pensare a questo : il metano potrebbe anche essere presente in quantità enormi e forse si continua a formare in certe zone del matello. Per quanto riguarda il petrolio, forse è plausibile affermare che sia per lo più di provenienza biotica, magari in parte contaminata da petrolio abiotico formato da idrocarburi molto semplici.  

La mia lunga osservazione vuole solo sottolineare una cosa : discutere su picchi di metano e petrolio, sapendo che delle profondità della terra sappiamo ben poco ( provate a vedere il buco più profondo, non è che un graffio rispetto ai 6900 km di raggio) è veramente arduo. Se ragioniamo sperando che il petrolio si esaurisca in fretta, pensiamo di che cosa sarà dell'industria farmaceutica e il settore plastico! L'argomento è veramente ostico , ma su una cosa voglio essere chiaro : prima usciamo dalla dipendenza energetica del petrolio e meglio è per tutti!!!!!  Rimango convinto che il petrolio potrà fornire materia per i polimeri, ma venire bruciato per l'energia è un crimine che deve finire !  La mia osservazione è lungi da voler essere come verità assoluta, anzi vuole essere solo spunto di riflessione per questo intelligente blog.

 

Un saluto a tutti! 

13
28 Mag 2009
alle 22:06

Bernardo Mattiucci

Eppure ce l'avete sotto il naso il colpevole di tutto cio'... o meglio... "la" colpevole: Internet!

Dal 1993 al 2001 c'e' stato il boom della New Economy... ovvero Globalizzazioe + Virtualizzazione del lavoro non affiancato da una vera e propria regolamentazione in chiave "reale".

Tutto questo ha portato ad una crescita smisurata di prezzi, servizi, prodotti e quant'altro che, essendo per lo piu' di natura "virtuale", non richiedevano ne risorse minerarie... ne tanto meno energia. Servivano solo i soldi. E chi piu' ne aveva, piu' produceva... vendeva.... commerciava.... pubblicava.... sviluppava...

Quando la bolla scoppio'... nel lontano 2001, non ci si rese conto degli effettivi danni che l'esplosione aveva provocato all'intera struttura economico-produttivo-finanziaria del mondo. Ci sono voluti 8 anni per iniziare a vederne alcuni effetti.

Un solo esempio per farvi capire meglio cosa intendo:

il valore di una societa' che produce oggetti, e' dato prevalentemente dal valore economico degli immobili, degli impianti produttivi e dal fatturato.

il valore di una societa' operante nella new economy e' dato, invece, quasi esclusivamente dal valore fatturato.... che pero' segue di pari passo il valore delle societa' clienti. Un sito web statico, di 10 pagine, ad un privato qualsiasi costa 500 euro per esagerare... ad una piccola societa' puo' costarne 5000. Ad una SRL 20.000.... ma se la societa' in questione e' un colosso mondiale quotato in borsa, quelle stesse 10 pagine statiche possono costare anche 600.000 euro. Oppure 15 milioni di euro come nel caso di un sito istituzionale italiano. Ma dietro a tutto questo, cosa c'e'? Nulla. Sempre e solo poche righe di codice e tanta inventiva..... poche decine di persone (quando va bene), un piccolo ufficio e qualche PC. Nient'altro. Eppure il giro d'affari era arrivato alle stelle....

Il feedback positivo di tali  lavori super-pagati era un ulteriore aumento del valore della societa' cliente... per cui il successivo aggiornamento al solito sito web...  (insomma avete capito)

12
28 Mag 2009
alle 21:16

mat

io leggo solo i fondi del caffè  perciò so che la colpa è dei rettiliani. ovvero sia clinton che bush. e degli altri membri dell'elite.

11
28 Mag 2009
alle 20:57

quarterback

sul grafico manca un indicazione: l' esplosione avviene dal 1993 2001 il decennio magico del clan clinton ,i veri artefici della truffa finanziaria del secolo alterando le basi di calcolo dell' inflazione , del pil e della disoccupazione.che ora usano questo cameriere di colore per tentare di tirare fuori dai guai gli amici banchieri che l' hanno messa in piedi. ma questo per gli adulti. per i bimbi piccoli che leggono repubblica è tutta colpa della famiglia bush e della guerra in irak

10
28 Mag 2009
alle 20:12

ioxcaso

Quindi ci scanneremo, ancora una volta, per dei pezzi di carta colorata, chiamati "valuta" dagli stessi che li stampano... ma che non avranno "valore" sui campi di battaglia.

Come qualcuno ha già detto, l'Età del Petrolio non finirà perchè esauriremo lo stesso.

 

9
28 Mag 2009
alle 19:08

Hypno

comunque hai trovato un gran bel grafico, grazie Debora

8
28 Mag 2009
alle 18:56

Hypno

Se tu
chiudi gli occhi
e mi baci,
tu non ci crederai
ma vedo
le mille bolle blu
e vanno leggere, vanno
si rincorrono, salgono
scendono per il ciel.
Blu
le mille bolle blu
Blu
le vedo intorno a me
blu
le mille bolle blu
che volano e volano e volano
Blu
le mille bolle blu
blu
mi sento dondolar
blu
tra mille bolle blu che danzano
su grappoli di nuvole
Dentro a me le arpe suonano
bacio te
e folli immagini
giungono.
Blu
le mille bolle blu
blu, le vedo intorno a me
blu, le mille bolle blu
che volano, mi chiamano, mi cercano
Amor
impazzisco di gioia
se vedo passeggiar
nel vento, le mille bolle blu
un bacio, ancora un bacio
si avvicinano
eccole eccole
sono qui

7
28 Mag 2009
alle 16:45

riccardo

pecunia non olet

6
28 Mag 2009
alle 15:36

max

pecunia est nihil dice Benediktat XVI...contento lui!

5
28 Mag 2009
alle 15:31

Thomas

che minchia vuol dire?

tratto da WSI

l'ad di Edison ha ricordato che "il mercato mantiene ancora livelli di sostegno a 60-80 dollari. Se ci fossero contraccolpi si sentiranno"

4
28 Mag 2009
alle 15:29

marco

OT?

$63.63 e le scorte in USA sorprendentemente diminuiscono.

3
28 Mag 2009
alle 13:39

fausto

Molto bello. Uno dei motivi per cui, secondo me, questo è decisamente il momento di mettere i soldi in cose che riteniamo utili e durevoli. Prima che i suddetti soldi si dissolvano. Lasciandoci delusi e malinconici a guardare orti, biciclette e collettori solari che non potremo più avere.

2
28 Mag 2009
alle 13:30

climber15

Il denaro è una convenzione. Wall street è andata su perche il denaro finto c'è andato dentro facendo lievitare i corsi delle azioni.

credo che un nuovo mondo sia possibile solo partendo da una ridefinizione della moneta come strumento di pagamento e di conservazione del valore.

la banconota serve a comprare qualcosa che non mi serve oggi ma smi servirà domani ma se domani la cosa che mi serve non c'è più la banconata non mi servirà a niente.

penso che questa sia la morale del nsotro grafico.

chiedo altre riflessioni sull'argomento.

 

1
28 Mag 2009
alle 12:30

paolo zamparutti

più che il dow jones a me fa impressione il discostamento del pil dalla produzione energetica.

in tal senso, riposto qui un commento trovato su un forum economico (certamente non "picchista"):

 

"dal 5 al 10% del PIL in America ed Europa non era reddito reale negli ultimi anni, erano flussi di credito addizionali creati da debito eccessivo e questo debito sta scomparendo e con lui questa frazione di PIL"

in sostanza l'aumento del pil, cioè della produzione di ricchezza, in mancanza di un corrispettivo aumento energetico è stato sostenuto dal ricorso al debito privato, che essendo ora in crisi viene sostituito dal debito pubblico.

tutte operazioni dovute appunto al mancato adeguamento dell'aumento energetico.

le conseguenze a questo ragionamento sono talmente ovvie che non le riporto neppure

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