Uno sguardo dal picco
Continua con insistenza questa nuova moda di andare a trivellare là dove non si puote. L'ultimo è il golfo di Venezia, dove ricominciano le perforazioni a caccia di gas tra le proteste degli operatori del turismo di tutta la costa.
Il fatto è che le coste intorno a Venezia hanno già grandi problemi di erosione delle spiagge, che potrebbe notevolmente peggiorare per le attività di trivellazione e il rischio subsidenza. Riferisce E-Gazette che il governatore Galan non ha ancora fatto sapere se è d'accordo o no, in compenso pare tutto contento per essere riuscito ad ottenere un abbassamento delle accise sulla benzina per i cittadini veneti.
Siamo alle solite insomma: si dà un contentino da una parte, e si prende tutto dall'altra. Il cittadino poveraccio penserà che ne vale la pena, di risparmiare chessò 3 o 4 centesimi, "perché tutto fa brodo", e anche perché i danni che recano simili attività non si vedono a occhio nudo nel giardino di casa sua. Quindi chissene frega?
Anche i sostenitori della politica del sì avranno di che gioire. Da una parte si costruisce quell'ecomostro del MOSE, "per salvare Venezia", e dall'altra si trivella incuranti delle conseguenze geologiche. Ma l'importante è "fare", non è vero?
che ignorante che sono, ho scritto "lo sentita" al posto di "l'ho sentita" :D
Questa storia lo sentita e risentita, anzi la vivo (viviamo) tutti i giorni.
Uno del Val di Noto!
@8
Questo ci stà la malafede forse fa parte del DNA di alcuni sindacalisti.
Lo scandalo è che un gruppo come Eni faccia un piano industriale a settembre 2008 per poi rimangiarselo a aprile 2009.
E cosa ancor più grave che nessun giornale, tv o altro mezzo di comunicazione ne parla. Il fornaio sotto casa mia ha più visibilità
@6
Ci credo poco alla disinformazione in buona fede dei sindacati Eni, almeno quelli nazionali.
Esperienza personale nella multinazionale(non del petrolio) dove lavoro...
Il problema sono alcuni credenti della crescita infinita,hanno sempre vissuto troppo bene per capire dove potrebbero andare a breve, io ho iniziato ora ad insistere perche' chi perde il lavoro ti ascolta, 2 anni fa ti prendevano per il didietro. A settembre saremo ascoltati come degli apostoli. I licenziamenti non sono finiti e neanche i cassaintegrati e' li' che sta la chiave di volta o svolta. Comunque per come e' fatto il sistema del debito pubblico privato le strade per la finanza sono due o iperinflazione o default altre possibilita' secondo me non ce ne sono. Se avete un'altra opzione ditemela perche' non l'ho trovata. Ciao a tutti e continuiamo visto che abbiamo raggiunto i limiti della crescita e picchiato in un muro, forse ci si picchiera' un'altra volta, poi cambieremo strada; sbagliare due volte ci sta, ma andare oltre e' sadismo puro.
Scusate una domanda: ma è il gruppo Eni che ricomincia le ricerche? Perchè se è così la situazione comincia a farsi tragi-comica.Per chi non lo sapesse, e credo molti vista la cappa di omertà mediatica attorno alle vicende del gruppo petrolifero nostrano, questo mese è stata avviata una ristrutturazione interna che porterà la divisione di produzione prima ad una suddivisione in tre piccole parti e poi, inevitabilmente, alla vendita delle realtà meno produttive.
E su questa cosa alquanto grave solo due righe sul settimanale l'Espresso con l'aggravante che i sindacati interni sono venuti a conoscenza di questa cosa proprio attraverso il scarno articolo dell'Espresso.
In questi giorni non si parla altro di Fiat e delle sue acquisizioni in tutto il mondo ma della vicenda Eni manco una parola. E anche questo blog, anche se veramente bello da seguire, non è immune da critiche.
Forse per sentire qualcosa bisognerà attendere l'urlo di rabbia di circa 200 dipendenti dell'Eni a cose ormai avvenute.
Scusate lo sfogo
Angelo
Paolo, quello che a me duole è che gli italiani ormai si vendono per un'elemosina.
Vendersi va pure bene, ma che diamine, che paghino profumatamente!:D
E' l'ennesima conferma che il sistema "impera" grazie al popolo bue connivente che, finchè in maggioranza arriva alla fine del mese(ha la pancia piena), rimane del tutto passivo alla gran parte delle porcherie perpetrate dalle oligarchie economiche e dalla politica loro serva.
Quando le pance cominceranno ad essere meno piene sarà già troppo tardi per scendere in piazza(più o meno pacificamente) per cercare di addolcire l'oscuro futuro che ci attende.
E specie qui in Italia dove storicamente il popolo è fin troppo passivo, il futuro si prospetta ancora più oscuro...
Bah, vorrei poi vedere a livello operativo dove verranno eseguite le perforazioni. "Poche miglia" è piuttosto vago. Se le distanze dalla linea di costa saranno abbastanza grandi, le strutture trappola soggette a perdita di pressione interna non riusciranno a generale abbassamenti consistenti a carico della costa stessa.
Considerate che il problema subsidenza, nel ferrarese, deriva più dall'estrazione di acqua dolce che di idrocarburi; una soluzione è venuta dal CER, seppure con tanti problemi: con le sue acque di superficie ha permesso di ridurre la richiesta a carico della falda.
Intanto ieri rimiravo il rogo che ha divorato la vecchia vigna del vicino: nafta e macchine buttati per buttare via legna. Una montagna di due piani andata in cenere. Quando mi parlano dei problemi dei biocombustibili mi vien da ridere. Basterebbe raccogliere quello che abbiamo; ma per farlo è richiesto che la fatica di chi esegue certe operazioni sia pagata in modo dignitoso. Non oggi.
Senti Debora,
ha mai fatto visita al canale dei petroli (indovina perchè si chiama così)? ha mai preso il sole ad "iron beach"?
La laguna veneta è una cloaca post industriale devastata dal petrolchimico di marghera, le bocche di porto esistevano anche prima del mose e NON erano più "naturali" da un bel pezzo.
Il MOSE (DI PER SE') non peggiora la situazione preesistente.
Viceversa sono dell'opinione che sia praticamente inutile perchè interviene troppo poco sul fenomeno, e non potrebbe essere altrimenti, VISTO che le ALTE MAREE sono VITALI per l'attività portuale (il traffico delle navi con maggiore pescaggio NON sarebbe possibile durante le basse maree).
NO ALTA MAREA? NO (comemrcial) PARTY!
Brava Debby, hai illustrato molto bene un attualissimo esempio di "tragedia dei commons" (su cui Ugo Bardi aveva fatto un post)
alle 19:48
nicoletta
@ Angelo
se si sa poco sull'ENI credimi si sa ancora meno sulle grandi sorelle e le loro cuginette che trivellano in tutta Italia.
@TUTTI
Oltre alla Val di Noto, c'è la Val d'Orcia, c'è l'Abruzzo, c'è la Val d'Agri e tutta la Basilicata - maggiore giacimento petrolifero in europa per quantità di barili al giorno - e poi ultimamente è uscitA fuori la valle del Curone, oasi di biodiversità e di agricoltura biologica (la val padana è definita come il secondo giacimento di gas per iportanza in Europa dalla povalley).
Una soluzione ci sarebbe per non venderci piu per un pezzetto di pane: diffondere la verità sul debito fraudolento, e REMISSIONE DEL DEBITO. E tornare a fare l'orto