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Peak oil is back?

Pubblicato da Debora Billi alle 12:23 in Esperti, Peak Oil


russiak.gif

E' lo stimato analista Raymond James a rispolverare la questione, come riporta il Wall Street Journal. Un esperto fuori dal giro picchista, oseremmo dire: e secondo James, il picco del petrolio è bell'e passato. Raggiunto nel primo trimestre del 2008, a dimostrazione che la geologia è tiranna anche sul prezzo.

Il poco leggibile grafico che vi ho messo qui sopra è a dimostrazione del concetto che un calo di produzione in presenza di crisi della domanda non porta ad un picco di produzione artificiale. Il picco è picco, e non ci sono santi.

Si tratta dunque della produzione russa. Come vedete dal tracciato nero, il picco è stato raggiunto negli anni '80. All'apparenza, si trattava di picco artificiale appunto: un crollo di produzione determinato da una crisi senza precedenti all'interno del Paese. Tutto lasciava presumere che, al termine della crisi e con la ripresa di una produzione "normale" (e magari anche meglio attrezzata tecnologicamente) si potessero riesumare i numeri precedenti e comodamente superarli.

Non è stato così. La pur eccellente risalita della produzione russa non è riuscita più a battere il record precedente, e il picco rimane fissato a trent'anni fa. Non sarà più superato.

Con il petrolio a 50$, le petroliere ferme nei porti, i pozzi in vacanza, la domanda stagnante, è logico assistere ad un calo della produzione. Ma la preoccupazione è quella che ci viene dal grafico russo: non riusciremo comunque più a superare i barili dell'anno scorso. E, dice James, tornerà il prezzo a tre cifre.

 

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Commenti

1. paolo zamparutti, Martedì 5 Maggio 2009 ore 14:11

ricordo quando si diceva, nei commenti qui sul blog:

ma con 110 dollari al barile non è successo pur niente all'economia.... la nostra economia è ben più preparata degli anni '70 all'andamento del petrolio (si faceva infatti il paragone del prezzo degli anni '70, attualizzato ad oggi)

riaggiorniamoci un anno dopo, stiamo ritirandoci su con le unghie dal peggior crollo del dopo guerra del pil, e dopo aver indebitato il futuro per riuscire a farlo.

Dopo che si è avuta la profetizzata "distruzione della domanda", ora ci sono i primi segnali di ripresa, e della rinnovata sete di petrolio.

Tornerà a salire, dapprima lentamente poi velocemente, il prezzo del petrolio, e torneremo a considerare ancora una volta: eppure sembra non succeda nulla anche se il prezzo ha raggiunto i 100 dollari al barile....

 

2. Paolo B., Martedì 5 Maggio 2009 ore 14:50

Da un lato, il prezzo alto non conviene alle economie occidentali, dall'altro il prezzo basso manda a pallino le economie dei paesi produttori.

Io credo che i classici meccanismi del mercato e della finanza non saranno più sufficienti a determinare in futuro il prezzo del barile, specie quando il petrolio a basso prezzo vuol dire la "vita" per le economie occidentali dipendenti da esso e, a prezzo a tre cifre, l'esistenza per i paesi che lo producono.

Premesso che l'affrancamento quasi totale dal vil oro nero nel contesto di questo assurdo paradigma economico è pura utopia, temo che l'opzione militare interverrà sempre più pesantemente in futuro nella spartizione delle ultime gocce di petrolio(e di metri cubi di gas)...

 

3. Paolo B., Martedì 5 Maggio 2009 ore 14:52

Da un lato, il prezzo alto non conviene alle economie occidentali, dall'altro il prezzo basso manda a pallino le economie dei paesi produttori.

Io credo che i classici meccanismi del mercato e della finanza non saranno più sufficienti a determinare in futuro il prezzo del barile, specie quando il petrolio a basso prezzo vuol dire la "vita" per le economie occidentali dipendenti da esso e, a prezzo a tre cifre, l'esistenza per i paesi che lo producono.

Premesso che l'affrancamento quasi totale dal vil oro nero nel contesto di questo assurdo paradigma economico è pura utopia, temo che l'opzione militare interverrà sempre più pesantemente in futuro nella spartizione delle ultime gocce di petrolio(e di metri cubi di gas)...

 

4. max, Martedì 5 Maggio 2009 ore 15:10

l'opec "consiglia" il barile sopra i 70$

oggi eravamo sui 55$ e comunque la benza è sempre cara e tutto porta a credere che ad agosto salirà a 1.50/lt.

5. Luigi Lucato, Martedì 5 Maggio 2009 ore 15:24

Il picco è passato .

Indipendentemente dalle convulsioni economiche

la geologia non torna indietro ... anzi i pozzi che oggi si fermano per il petrolio a 50 $ non è detto che possano ripartire a 70 o 100 $

la crescita è finita ...

Si deve ripartire con un nuovo modello di società.

Prima una decrescita e poi vivere in equilibrio con le risorse disponibili ... in tuttto questo per funzionare un bel cambiamento Morale , non farebbe male.

6. tulkas, Martedì 5 Maggio 2009 ore 15:41

Ciao Paolo. 

Purtroppo nelle nostre valutazioni non teniamo in considerazione il momento di inerzia della massa (monetaria) in movimento.

Premesso che non potevamo sapere fino a quando l'economia avrebbe retto (ora abbiamo esperienza che il petrolio a tre cifre NON possiamo permettercelo), era logico aspettarsi che stante le masse monetarie in circolo la CINA non avrebbe permesso il deflagrare della crisi prima della fine delle olimpiadi.

E così avvenne.

Cosa succederà?

Dipende dai paesi produttori: non so cosa potrebbe accadere il giorno che si accorgeranno che invece di "vendere petrolio essendo pagati in dollari", stanno piuttosto "comprando dollari pagandoli con il petrolio".

La differenza è che un barile di petrolio è irripetibile, unico, un bene tangibile; il suo controvalore, 100$, sono solo un pezzo di carta che ha del valore residuo solo perchè i cinesi ne hanno acquistati troppi e così zavorrati stanno andando a fondo assieme agli americani.

Nota invece l'analisi interessante del WSJ: il problema dell'approvvigionamento energetico ha dato una spallata decisiva al regime sovietico: "no oil ... no party", altro che le balle spaziali di Reagan.

Bisogna anche dire che i burocrati comunisti non hanno capito una favazza del capitalismo basato sulla moneta (falsa, senza valore se non la fiducia di chi la detiene): invece di razionare il cibo stampando tessere anonarie potevano stampare banconote e lasciare che l'economia inseguisse la propria chimera, questo hanno fatto i cinesini ...

L'errore degli americani, giapponesi, europei, ... è acconsentire che le banche private coniassero moneta in proprio denomitata nella stessa valuta dello stato; l'unica vera moneta e quella che ha un senso è emessa dalla banca centrale e acquistata -purtroppo - a debito dagli stati (IL DEBITO PUBBLICO NON ESISTE, non è una follia?). E' l'unica moneta perchè è con ESSA che bisogna ripagare i nostri debiti con le banche anche se contratti in moneta falsa (bancaria, con tasso EURIBOR).

Bene: la ruota ha continuato a girare fino a quando in circolo c'era sufficiente moneta reale da consentire alla massa di poter rimborsare le rate dei debiti (interessi soprattutto) seppur contratti in conio falso. Raggiunto quel limite il motore si è rotto, la musica è finita e sempre più persone sono rimaste con il cerino in mano.

Solo una cosa ci potrà far ripartire, come con le banche, la remissione dei debiti. Si chiama anche fallimento, default. Solo l'annullamento di tutti i debiti a livello mondiale e una ripartenza in tutto il mondo con una sola moneta (in modo da valorizzare piùo meno allo stesso modo ovunque i medesimi oggetti).

Posto che si stabilisca che ogni uomo ha diritto alla vita, all'acqua, al cibo, alla casa, alla propria libertà, somiglia molto ad una società comunista: non è una brutta società, si potrebbe realizzare con il denaro invece che con la rivoluzione, peccato che per realizzarsi richieda una specie molto evoluta e matura e i nostri simili sono molto più prossimi ai primati di quanto mi piacerebbe che fosse.

buona fortuna.

7. Surak 2.0, Martedì 5 Maggio 2009 ore 16:25

@ 2 Paolo B.

"Da un lato, il prezzo alto non conviene alle economie occidentali, dall'altro il prezzo basso manda a pallino le economie dei paesi produttori."

Il prezzo alto non conviene alle economie occidentali che però non vuol dire che non convenga (o possa convenire) alle popolazioni occidentali. Insomma...l'interese dei popoli e l'interesse delle economie non sono nè la stessa cosa nè così correlati automaticamente.
Anzi, purtroppo non essendoci un governo mondiale di saggi, forse il petrolio caro potrebbe avere diversi vantaggi per le popolazioni (molti guai sono motivati da scarsa capacità di previsione non dal prezzo in se)

 

8. max, Martedì 5 Maggio 2009 ore 17:31

la storia del picco va rivista perchè se fosse vera, da azionista eni saipem tenaris erg, dovrei camminare in porsche invece mi ritrovo con le tasche piene di spiccioli e la cosa non è logica.

a scuola non ci dicevano che più un bene è raro più aumenta il suo prezzo? e allora dov'è sta porsche? ditemi voi...

9. Debora/Petrolio, Martedì 5 Maggio 2009 ore 17:50

Aumenta il valore delle tue azioni ma aumenta anche il prezzo della benzina per la Porsche, quindi eccoti di nuovo in tram.

:D

10. Pippo, Martedì 5 Maggio 2009 ore 18:18

Ma come cavolo è possibile mettere sulla stessa riga la parola libertà con comunista... follia.
La cosa buffa è che tutti i governi mondiali hanno accellerato sulla strada del socialismo (che hanno imboccato da quasi 100 anni) e che verosimilmente è la vera causa di tutti i problemi moderni.

11. riccardo, Martedì 5 Maggio 2009 ore 18:51

:D ! :D !

la vera causa di tutti i problemi moderni... ciao silvio, benvenuto! saluti alla signora... OOPS! volevo dire alla noemi  :)

12. riccardo, Martedì 5 Maggio 2009 ore 18:53

:D ! :D !

la vera causa di tutti i problemi moderni... ciao silvio, benvenuto! saluti alla signora... OOPS! volevo dire alla noemi  :)

13. Carlo Fusco, Martedì 5 Maggio 2009 ore 22:26

@10

Si tratta però di un socialismo molto particolare, limitato alle sole perdite. I profitti invece sono rigorosamente privatizzati. Come lo chiameranno questo, social-liberismo?

14. daniele.spagli, Martedì 5 Maggio 2009 ore 23:19

diciamo che il concetto di libertà è poco compatibile con la condizione umana, qualsiasi sistema utilizziamo per darci delle regole o anche per non darcene.

La parola libertà invece possiamo accostarla indipendentemente a comunismo, liberismo, capitalismo ecc. tanto è solo una parola. :)

Diciamo che a me disturba anche i termini popolo-libertà-berlusconi così come sono associati ed anche il termine di politica associato ai nostri governanti... forse una riflessione sul significato delle parole sarebbe doveroso.

Un regista, che a dire il vero mi sta un po antipatico, diceva "le parole sono importanti": è una grande verità.

15. Cataldo, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 09:07

Non avrei mai pensato di assistere alla nascita di una forma di socialismo "(ir)reale" negli USA e nei suoi satelliti. L'asservimento della politica è ormai completo: assistiamo al dipanarsi di un intervento statale che si configura, in tutto l'occidente, con uno sforzo immane per requisire il futuro ed il passato a milioni di persone allo scopo di preservare, nell'immediato, i privilegi ed il potere di un pugno di criminali.
Ovviamente è un tentativo vano, perchè la testa ha mangiato la  pancia, nemmeno un redivivo  Agrippa potrebbe farli parlare di nuovo,  in poco tempo questo sforzo verrà vanificato dalla crisi fiscale degli stati.
Man mano che questa evidenza sarà incomprimibile dalla matrice mediatica si consumeranno anche le ultime ipocrisie democratiche residuali.
In questo movimento l'Italia, come sempre per l'epistemologia della politica, segnala i cambiamenti.
PS
Abbiamo, tra i tanti problemi generati da una classe dirigente locale in pieno delirio senile, anche quello di una politica estera inconsistente, nelle mani di una combriccola di parvenu, per fare la politica dei vari forni servono panettieri esperti, e non pasticcioni o pasticcini come Frattini.

 

16. Alessandro, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 09:19

Leggo in giro su alcuni siti internet e anke ieri al TG Economia ke le previsioni del GEAB si stanno realizzando puntualmente.
Il dollaro da qualke giorno ha iniziato a crollare e le borse hanno perso l'accelerazione acquisita.
La previsione è x un nuovo scossone x l'estate, forse Settembre o li intorno e l'ipotesi di una nuova moneta di sicurezza (non l'Amero ma del FMI) su un paniere di 4 o + valute.
La Cina sostituirà gli USA nei prossimi anni nel ruolo di superpotenza egemone usando nn le armi ma i soldi.
A sto punto picco o nn picco ...

17. Cataldo, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 09:31

OT - Facili profezie

Quando si apriva radiosamente la nuova avventura al governo di B scrivevo che la storia del personaggio ha una sola costante, la sua nequizia è superiore anche rispetto le aspettative dei suoi più accaniti detrattori.
Il priapismo di B spinge la polarizzazione, da Lui stesso alimentata a dismisura, a livelli sempre più bassi nella scala dei valori umani. Sul piano della strategia di manipolazione è un successo senza precedenti, conferma una analisi ormai lontana nel tempo, su cosa avrebbe provocato, nel tempo, lasciare indisturbato B nella gestione della macchina mediatica. 
La regressione, direi pienamente Ballardiana, del dibattito politico è completa, la disintegrazione della comunicazione collettiva a portata di mano. La corteccia del cerebro è stata del tutto bypassata,  si stimola direttamente l'ipotalamo, si evoca il rettiliano che è in noi, dopo aver demolito le sovrastrutture storiche. Il festeggiamento di questa liberazione da parte di B è giustificato.

18. Pablo77, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 10:46

In questo allucinatorio articolo:

http://spectator.org/archives/2009/05/05/people-of-plenty/1

si proclama che sono state "appena" scoperte riserve di gas naturale in USA tali da bastare per 110 anni di consumo attuale, e dunque è tutto risolto!

Anche gli ambientalisti saranno d'accordo, perchè a loro il gas va alla grande. Gli USA sono di nuovo una nazione "opulenta".

Segue una sequela di commenti vergognosi a dir poco, in cui una cricca di persone spaventate si fa forza con affermazioni assurde di diritto divino all'abbondanza ed allo spreco.

Inquietante.

Quante nicchie di denial di questo tipo prolifereranno in futuro, e quante anche alle alte sfere?

19. riccardo, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 12:15

posso palpare la signora?

20. Pippo, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 13:29

@13 

Senza stare troppo a girare intorno alle parole, l'essenza del socialismo (e del comunismo che in sostanza è la stessa cosa) è la collettivizzazione (socializzazione) dei mezzi di produzione. Badate che anche mantenere una finta proprieta dei mezzi di produzione è come socializzare. Quando lo stato ti impone cosa devi fare con le tue "proprietà" e come non averle. Il fatto che  i prenditori amici dello stato possano usufruire di una parte dei profitti a patto di stare al gioco non significa che siano dei veri imprenditori. In realtà sti quattro manager con le pezze al culo (come ama dice un altro populista dell'ultima ora) non sono molto differenti a dei solerti funzionari del PCUS.

La libertà certamente non è quella di Berlusconi che ormai è preoccupato solo della "sua" di libertà.

@Cataldo

Sono quasi d'accordo con te: non sono così convinto che la politica sia completamente asservita al potere economico... ritengo che in pratica siano solo due facce della stessa medaglia.  

 

21. fausto, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 13:56

Mi raccomando, non perdiamoci troppo in comunismi e fascismi. E' fumo negli occhi, una fumana che B usa con maestria.

Parliamo di cose serie: quanto petrolio rimane davvero a noi italiani?

22. anarquista, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 15:55

Piero dice: "Ma come cavolo è possibile mettere sulla stessa riga la parola libertà con comunista... follia"

Caro Piero, in verità le parole libertà e governo (in ogni sua forma, quindi anche comunista) sono incompatibili, come posso essere libero se qualcuno mi governa, se, cioé, non sono io a governare me stesso?

Il buon Proudhon ebbe a dire: "Chiunque pone la sua mano su di me per governarmi è un usurpatore e un tiranno, e dichiaro che egli è un mio nemico."

23. anarquista, Mercoledì 6 Maggio 2009 ore 15:57

Era Pippo, non pierò, tant'è.

24. fausto, Venerdì 8 Maggio 2009 ore 14:33

Che i seguaci di questo Proudhon vadano su un'isola deserta, e si costruiscano da soli ciò di cui hanno bisogno. Di spazi adatti ce ne sono.

Non ho più tanta voglia di avere a che fare con uomini che pretendono di essere liberi di fare quel che credono fin quando non hanno bisogno di andare al pronto soccorso a farsi medicare un taglietto.

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