Uno sguardo dal picco
La Shell annuncia a sopresa una bella "ristrutturazione". E come sappiamo, ciò significa gente a casa: ben 24 mila persone senza lavoro.
La Shell ha comunicato che le unità di esplorazione, produzione, gas ed energia saranno riunite in soli due comparti. Ne farà le spese ben un quinto di tutto il personale mondiale, e il 30 per cento dei dirigenti.
La causa di questo casino? Secondo l'azienda, il crollo dei prezzi avvenuto nell'ultimo anno. A me puzza tanto di scusa: anche due anni fa i prezzi si trovavano attorno ai 70 dollari, e nessuno annunciava simili drastici provvedimenti. Inoltre, con la probabile prospettiva che il prezzo aumenti di nuovo, perché ristrutturare così pesantemente?
Tutto ciò sa terribilmente di smobilitazione. Finisce un'era: e come finisce per la General Motors e la Ford, probabilmente si sta concludendo anche per la Shell. Non credo la rimpiangeremo.
grazie della risposta. Peccato però che
purtroppo delle due l'una: o ci teniamo il petrolio fino alla sua fine, accollandoci le conseguenze del caso (non si va più a sciare se non a 5000 m nè a Venezia, che nel frattempo è diventata la novella Atlantide), o si torna a una società più stanziale.
Con grande gioia dei costruttori di biciclette...
buonanotte a tutti
Energia nucleare, energie alternative dove possibile, auto elettriche e trasporto pubblico elettrico nei centri urbani. Trasferimento del trasporto merci da gomma a ferro (ad alta velocità come stanno sperimentando in Francia). Graduale sostituzione del petrolio con carburante ottenuto dalla gassificazione del carbone e successiva liquefazione (3 impianti in sud-africa funzionanti, lo facevano anche i tedeschi durante la 2a guerra mondiale). Graduale migliore coibentazione degli edifici. Beh di cose ce ne sono, basterebbe cominciare a farle ...
è sempre interessante la sfida "catastrofisti" vs. "ottimisti" con sette virgolette e sfumature. Ma questa volta il mio commento verte su qualcos'altro. Qualcun'altro. Noi.
Le compagnie petrolifere non sono altro che il braccio della nostra società che va dai vicini di casa e chiede "ehi, mi fai estrarre e vendere un pò del tuo petrolio?"
Perchè esistono? perchè noi continuiamo a chiedere loro petrolio. E questo perchè? perchè il petrolio ha dato al mondo occidentale la libertà del movimento individuale veloce, cioè automobili, moto, aerei. Chi mi sa dire quale valida, reale, economica, flessibile, sostenibile fonte energetica c'è in alternativa al petrolio per la mobilità di massa? E non mi venite a raccontare degli innumerevoli brevetti nascosti o distrutti dai "cattivi" petrolieri per sostituire il vecchio motore a scoppio. Gli USA, con la dipendenza che hanno dal petrolio di paesi politicamente ostili e/o instabili, non avrebbero forse avuto convenienza a sviluppare alternative.
Finora, il problema non sono le Oil Companies, il problema siamo noi.
è sempre interessante la sfida "catastrofisti" vs. "ottimisti" con sette virgolette e sfumature. Ma questa volta il mio commento verte su qualcos'altro. Qualcun'altro. Noi.
Le compagnie petrolifere non sono altro che il braccio della nostra società che va dai vicini di casa e chiede "ehi, mi fai estrarre e vendere un pò del tuo petrolio?"
Perchè esistono? perchè noi continuiamo a chiedere loro petrolio. E questo perchè? perchè il petrolio ha dato al mondo occidentale la libertà del movimento individuale veloce, cioè automobili, moto, aerei. Chi mi sa dire quale valida, reale, economica, flessibile, sostenibile fonte energetica c'è in alternativa al petrolio per la mobilità di massa? E non mi venite a raccontare degli innumerevoli brevetti nascosti o distrutti dai "cattivi" petrolieri per sostituire il vecchio motore a scoppio. Gli USA, con la dipendenza che hanno dal petrolio di paesi politicamente ostili e/o instabili, non avrebbero forse avuto convenienza a sviluppare alternative.
Finora, il problema non sono le Oil Companies, il problema siamo noi.
amen fratello!
@10 magari si comprano meno preservativi? e magari la materia prima costa di più alla fabbrica che non riesce a mantere i profitti?
poi che siamo in tempi da psicanalisi siam tutti d'accordo. : )
@9
Un medioevo con tante sfaccettature, relativamente buone(spero) e meno buone, ma abituati all'idea che tale fase di trapasso da un certo modo di vivere a tenore insostenibile ed irripetibile ad un altro, decisamente a tenore meno elevato, è inevitabile e non sarà indolore.
E' la fine di un'era dell'abbondanza insostenibile(per i paesi sviluppati) che non verrà mai più...
è la solita zuppa riscaldata.
con la scusa dela crisi licenziano pure i dipendenti della Durex come se nel mondo si trombasse meno...Roba da psicanalisi.
Appunto perché umana la tecnologia puó essere migliorata: é potenzialmente impossibile che si trovi domani la soluzione alla fusione nucleare? No, potenzialmente no. L'errore della politica é il non sviluppare un progetto dando per ipotesi che non avvenga il miracolo, e siamo daccordo credo.
Ma il prospettare un medio evo non mi trova daccordo.
Per restare sull'attualitá: http://www.atimes.com/atimes/South_Asia/KE29Df02.html
@7
Il mio è un discorso generale e non diretto espressamente contro lo psiconano, che fa parte comunque di una classe politica italiana da terzo mondo.
I profitti caleranno per forza ma per mantenersi i dividendi alti ovviamente sforbiceranno alla grande sul personale.
La tecnologia dell'uomo è "umana", non "divina" e contro i limiti di risorse del sistema Terra non può fare miracoli.
Però questa è in grado benissimo di addolcire lo schianto inevitabile di questa morente civiltà dei consumi, se solo si cominciasse ad usarla in iniziative energetiche globali sul piano delle rinnovabili.
Oltre che cominciare ad attuare un rientro demografico "dolce" della popolazione umana mondiale.
Il medioevo prossimo venturo avrà i connotati duri della temporanea fase di trapasso(ma chi può dire quanto durerà?) da questo folle paradigma economico al nuovo(spero più sostenibile) e temo che comporterà molti dolori per noi e la generazione seguente(il medio-lungo periodo di cui parli).
Non credo alle favole e preferisco essere realista, basandomi sulla insostenibile situazione socio/geopolitico/economica globale attuale.
Incrociamo le dita...
Paolo, "rassegnazione cosciente" non mi si addice: credo anche io ci saranno cambiamenti epocali, ma il mondo va avanti, e nel medio-lungo periodo non é impossibile trovare altre fonti di energia e riorganizzare la societá in funzione di queste fonti.
A fine 800 chi avrebbe pensato di arrivare a oggi in queste condizioni di potenzialitá energetica? L'uomo é inventore e sfruttatore, quindi non mettiamo limiti allo sviluppo. Prevengo critiche di chi non ha fiducia in questo, dicendo che sí, allo stato attuale delle cose questo regime socioeconomico non sará sostenibile, forse anche a breve. Ma non sopporto i sostenitori dell'avvento di un nuovo medio evo.
Poi quando dici che i profitti caleranno: FORSE caleranno, perché chi mi dice che in uno scenario di impennate e cadute del prezzo del petrolio Shell e affini non siano organizzate per massimizzare quei profitti? Non é detto che il profitto sia inversamente proporzionale alla quantitá offerta, o sbaglio?
Altro appunto: disgrazie direttamente proporzionali all'immobilitá berlusconiana? Non sono di certo un elettore PDL, ma gli altri cosa fanno? La politica internazionale in questo momento offre vari esempi di mobilismo verso un fine che, quando presente e chiaro, non é quello che speri tu.
Pochi minuti fa era a 66.14. Sta salendo velocemente e piu' sale piu' si buttano a investire. Vero e' che sale mentre il dollaro scende, quindi si parla di una crescita relativa.
Il fatto e' che un nuovo decollo del prezzo metterebbe l'ultimo chiodo alla bara dell'economia. Per dirla alla Pratchett, we live interesting times
@4
Finchè si può far profitti lo fanno, però si stanno già attrezzando per quando inevitabilmente caleranno causa declino sensibile della produzione petrolifera, fermo restando che quello di scaricare i costi di gestione aziendale sul personale e non sui super pagati manager(capaci o no), è una bruttissima abitudine di vecchia data degli industriali...
Un attimo, Shell e Chevron non sono le compagnie che attualmente stanno facendo più utili?Il petrolio sta tornando su, ieri a 65...chissà quanta speculazione c'è rispetto al prezzo reale di estrazione e raffinazione...
Mi chiedevo perchè hanno messo il personale Agip della pompa dove abitualmente faccio benzina in part-time da qualche mese; avevo lo stesso sospetto della padrona di casa e ora, leggendo il post, ne esce rafforzato.
AndreaX, probabilmente tutti un giorno non molto lontano rimpiangeremo i fasti della civiltà dei consumi, chi rassegnato coscientemente come noi che sappiamo bene quanto sia insostenibile tale civiltà, chi incaxxato come una bestia contro tutto e tutti perché è e sarà disinformato sui reali motivi del crollo del proprio stile di vita.
In ogni caso le nostre disgrazie saranno direttamente proporzionali al grado di immobilità attuale del governo B.(non si sa il successivo).
E siccome l'immobilità politica, di fatto regna sovrana...
intanto Siniscalco lo scaltro:
e tutta speculazione
Non la rimpiangeremo?, beh dipende da come va a finire...
alle 22:57
petroliere
grazie della risposta. Peccato però che
purtroppo delle due l'una: o ci teniamo il petrolio fino alla sua fine, accollandoci le conseguenze del caso (non si va più a sciare se non a 5000 m nè a Venezia, che nel frattempo è diventata la novella Atlantide), o si torna a una società più stanziale.
Con grande gioia dei costruttori di biciclette...
buonanotte a tutti