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Fertilizzanti: come il pollo statistico.

Martedì 30 Giugno 2009, 09:36 in Risorse di

anhydrousammonia.jpg

Vi segnalo un interessante articolo dalla Stanford University. Il tema è quello dei fertilizzanti sintetici, che come sappiamo sono strettamente collegati al petrolio e all'ambiente, oltre che alla produzione di cibo.

Lo studio dimostra come l'uso di fertilizzanti, sul pianeta, sia molto mal distribuito: alcuni Paesi ne abbondano fin troppo, al punto da rendere morti interi tratti di costa a causa del nitrogeno, come accade in Messico; oppure di rendere l'aria irrespirabile per le eccessive emissioni di ossido di azoto. La Cina, dove i fertilizzanti sono sovvenzionati dallo Stato, riesce ad ottenere raccolti eccezionali ma a prezzo di un rapido degrado della qualità di aria e acqua.

Al contrario, ci sono Paesi dell'Africa subsahariana dove si usa l'1% dei fertilizzanti rispetto alla Cina, il suolo, raccolto dopo raccolto, si impoverisce diventando sempre meno produttivo e la gente ha fame.

Insomma, siamo alle solite, chi ha due polli e chi neanche uno. L'articolo è interessante, ma manca comunque di una visione alternativa allo status quo: oltre ad auspicare una miglior distribuzione mondiale dei fertilizzanti, comunque un prodotto sintetico, forse bisognerebbe cominciare a rivedere il sistema di produzione del cibo. L'alternativa non può essere solo tra morire di fame e morire di inquinamento.

 

38
38 commenti
38
04 Lug 2009
alle 15:40

Pinnettu

@ Remo

Al punto 7 ho usato io la parola "arrichire"......mettendola fra virgolette ;-)

Voleva essere solo una frettolosa spiegazione sul perchè dell'uso dei fertilizzanti.......usati per essere un'alternativa alla rotazione e ai concimi organici. Non volevo certo considerare le conseguenze a lungo termine....;-)

37
04 Lug 2009
alle 13:52

Luigi Lucato

# remo

concordo bel riassunto della situazione

36
03 Lug 2009
alle 19:44

androll


un occhio alle spiagge http://www.coronasavethebeach.org

35
03 Lug 2009
alle 17:45

fausto

Segnalo un post interessante su TOD:The Oil Intensity of Food

Bella la citazione: "An empty cereal box delivered to the grocery store would cost about the same as a full one", grossomodo suona come "..Una scatola di cereali vuota consegnata alla drogheria arriverebbe a costare all'incirca quanto quella piena..".

Memorabile. 

 

34
03 Lug 2009
alle 17:29

remo

Su questo argomento si potrebbe scivere un'intera biblioteca.Io sono agricoltore e alcune cose lette mi fanno scuotere la testa.Innanzitutto non è vero che i fertilizzanti chimici arricchiscono il terreno, anzi.Tant'è che negli stati dove per primi hanno iniziato ad usare questi fertilizzanti ora hanno problemi di ipersalinizzazione e devono tenere fermi i terreni anche per 5 anni per permettere alle piogge di lavare via un pò di questi minerali in eccesso che creano dei seri problemi di osmosi alle piante.Purtroppo (o per fortuna) ci vuole proprio la sostanza organica per far crescere le piante.Solo che ora quello che viene preso dai campi una volta mangiato e digerito non torna ai campi ma va nelle fogne e spesso va direttamente a finire in mare.Penso e spero che arriverà il giorno in cui non sprecheremo più in questa maniera assurda questa sostanza organica preziosa ben più del petrolio.Ma per far questo mi rendo conto che ci vorranno delle trasformazioni nel modo di gestire questa risorsa per le quali ci vorranno decenni.Ma nel frattempo di cibo ce n'è più che a sufficienza.Certo che se si trasforma il grano in carburante, o se si continua a trasformarlo ai ritmi attuali in carne non basterà mai. Ma questo dipenderà sia dai governi che dai nostri comportamenti personali.A chi dice che secondo alcuni dovremmo essere già morti rispondo solo che ovviamente muoiono per primi i più deboli, e ne muoiono decine di milioni ogni anno.A chi dice che il biologico non rende dico solo che evidentemente non ha mai coltivato la terra, perchè quando alla terra dai abbondante sostanza organica ottieni raccolti anche di molto superiori a quelli che ottieni con i prodotti chimici.Le informazioni che girano al riguardo secondo me sono molto falsate dalla propaganda dei produttori di tali prodotti e dal fatto che quando gli agricoltori sono passati dai metodi tradizionali ai prodotti chimici hanno avuto un incremento della produzione (in peso) perchè allora la terra era ancora piena di sostanza organica e la botta di chimica aggiunta ovviamente ha dato dei risultati esagerati.Ma a lungo termine, usando solo la chimica, i terreni si sono impoveriti e ora ottieni gli stessi risultati stupefacenti se alla terra aggiungi del buon letame.Insomma se si tenesse conto di quanto appena detto di cibo ce ne sarebbe a sufficienza per molti altri esseri umani.Però certo non si potrà mai crescere all'infinito.Una seria politica di controllo delle nascite sarà necessaria,basata su una buona istruzione per tutti gli umani del pianeta che insegni come nessun essere vivente in un sistema chiuso può moltiplicarsi all'infinito.La terra per certe cose, come la sostanza organica, è un sistema chiuso.L'energia possiamo prenderla anche da fuori( solare in tutte le sue forme), la sostanza organica no.

 

 

33
03 Lug 2009
alle 14:52

riccardo

:)

32
03 Lug 2009
alle 11:45

medo

#27

"Dovremmo essere tutti morti". Non cosi' presto. Comunque che c'entra , era il mio un commento estremo, infatti Baku fa schifo ma ha un sacco di abitanti e molto in ottima salute. 

Comunque io sono già in esilio , ovviamente all'estero , e credo che finiro' i miei giorni qui. Non che si stia tanto meglio , ma a parità di condizione meglio avere leghisti , fascisti , cocainomani e padroncini col SUV a 1000 km di distanza : il cervello gode.

31
03 Lug 2009
alle 11:40

medo

#30

Aggiungo che le banche americane fallite dal 2002 sono in totale 115 :

-> www.fdic.gov/bank/individual/failed/banklist.html

In questa altra lista le CENTINAIA di altre banche americane in situazione di estrema difficoltà :

 -> bankimplode.com/list/troubledbanks.htm

Ed in questa lista l'armageddon bancario riferito ai "colossi" mondiali e l'ammontare della fuffa letale nei bilanci (aggiornato a fine maggio '09) :

-> bankimplode.com/blog/category/writedowns-and-distress/

30
03 Lug 2009
alle 10:02

Thomas

intanto:

La Fdic, l'autorita' Usa di controllo delle banche, ha annunciato ieri sera di aver deciso la chiusura per insolvenza di altri sette istituti di credito statunitensi di piccole dimensioni, pesantemente coinvolti in investimenti in obbligazioni cartolarizzate. Il totale della banche chiuse dall'inizio dell'anno negli Usa per fallimento sale cosi' a 52 unita', 12 delle quali con sede nell'Illinois. Dei sette istituti chiusi ieri, sei appartenevano ad un'unica famiglia ed avevano lo stesso modello di business. Secondo un sito web dell'Illinois il sei banche appartenevano al gruppo privato Campbell. La piu' grande delle sette banche e' la Founders Bank, dell'Illinois, con attivita' per 962,5 milioni di dollari di cui 848,9 milioni in depositi. La PrivateBank and Trust di Chicago assumera' tutti i depositi della Founders Bank.

29
03 Lug 2009
alle 00:04

francesco

L'era del cheap oil, del light crude è finita, così come quella dei valori morali a buon mercato ;  io consiglio di ripescare Nietsche dagli scaffali polverosi, preparandosi ad un nuovo inizio. ( Termodinamicamente sostenibile )

28
02 Lug 2009
alle 23:57

francesco

...Quindi l'obiettivo  è quello di promuovere e raggingere una agricoltura sostenibile o di sfamare 70 milioni di perone in più ogni anno ? ( E per quanti anni poi sarebbe la seconda opzione termodinamicamente possibile ? 5, 10, 15, 20 ? E poi ? Il baratro, suppomgo, stile Olduvai.)

Dobbiamo riconsiderare il valore di ogni vita umana.

( Non nel senso a buon mercato dei baby boomers petrolio dipendenti, s'intende )

 

27
02 Lug 2009
alle 17:45

goooo

Medo mi sembri un dj chiacchere chiacchere a sentire te dovremmo essere morti da anni purtroppo per te siamo ancora qua ritirati in esilio va

26
01 Lug 2009
alle 16:10

medo

    OT stipendio del signor Scaroni (ENI) :

Per essere uno che ha sbagliato TUTTE le previsioni di prezzo , di produzione , di qualsivoglia scenario internazionale legato all'oro nero , mica male guadagnare 3 milioni 77 mila Euro annui (3 077 000 €) :

 -> www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/1923/pa-prosegue-operazione-trasparenza-online.html

( Per la cronaca , il suo omologo di Total , signor De Margerie , s'è pigliato 2 milioni e 260 mila Euro : c'è comunque una bella differenza... E mettiamoci pure che in Italia i salari medi sono più bassi del 20% rispetto alla media europea. )

25
01 Lug 2009
alle 11:43

medo

Poveri trevigiani , faranno la fine di Baku :

http://www.lindsayfincher.com/gallery/d/11175-2/az_baku_oil_13.jpg

Chissà per quanti anni ancora potranno mangiare i loro succulenti radicchi ?

Gente ignorante merita una fine ignorante. Guardate che sindaco avevano eletto. Si meritano tutto. E' la democrazia , no?

24
30 Giu 2009
alle 23:46

persenaro

Ottima notizia per la provincia di Treviso, visto che la scoperta del petrolio sarà provvidenziale per quel territorio, completamente spopolato, senza alcuna industria, con una gravissima disoccupazione, e ancora perfettamente integro sotto il profilo ambientale.

Speriamo ne trovino tanto, così potranno sorgere tante belle raffinerie, potremo esportarlo e finalmente anche in queste plaghe deserte, potrà cominciare lo sviluppo tanto atteso.

 

23
30 Giu 2009
alle 22:01

Gabriele M.

OT -Provincia di TREVISO - Cariche esplosive per cercare l'oro nero.

http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGiornale.php?TipoVisualizzazione=&CodSigla=TV&NumPagina=2&AnnoPagina=2009&MesePagina=06&GiornoPagina=30

Via libera alla campagna di esplorazione: in preallarme i paesi interessati.

I test in 35 comuni.

La Provincia ha deciso che la Celtique  Energie Petroleum (società inglese) può iniziare la ricerca dipetrolio e idrocarburi nel trevigiano. L'attività esplorativa è alle porte. L'indagine si estenderà su un'area di 530 chilometri quadrati e comprende 35 comuni (segue elenco comuni).

La Commissione di valutazione di impatto ambientale, riunitasi una settimana fa, ha deciso di non chiedere ulteriori studi e di evitare la procedura di VIA per le indagini geologiche mostrando, di fatto, il disco verde al progetto di screening che la società londinese ha presentato a metà marzo (...) Le ispezioni dureranno circa 6 mesi.

(...)

La prima fase servirà per individuare i siti sensibili dove realizzare i pozzi esplorativi profondi sino a 4 chilometri e indagare in profondità.

(...)

22
30 Giu 2009
alle 21:35

Il coltivatore di pomodori pachino

Esistono delle linee guida generali, ma ben fatte, appena tradotte in italiano.

La Transizione Agroalimentare, verso un modello indipendente da combustibili fossili (http://www.terranauta.it/a1190/citta_in_transizione/la_transizione_agroalimentare_verso_un_modello_indipendente_dai_combustibili_fossili.html)

21
30 Giu 2009
alle 20:42

save

in africa il problema della sempre più scarsa rendita dei terreni agricolo è dovuta all'esplosione demografica: in passato gli agricoltori africani coltivavano un campo-dopo averlo liberato della vegetazione spontanea col fuoco-finchè questo era produttivo,poi si spostavano su un altro terreno.

con l'aumento della popolazione questo non è più possibile, perchè la terra fertile pro capite è diminuita conseguentemente all'aumento di popolazione, e un contadino che possiede un campo non ha più la possibilità di lasciarlo riposare per la necessaria "ricarica" di elementi.  

20
30 Giu 2009
alle 18:28

paolo zamparutti

*"verso l'occidente"

19
30 Giu 2009
alle 18:26

paolo zamparutti

popolosi popoli del terzo mondo che vengono da noi con meno popolazione?

casomai i spesso quasi disabitati paesi del terzo mondo, vedono un flusso di persone verso l'ovvidnete per il semplice fatto che sono più poveri, non più affollati.

e saremmo più poveri di loro anche se avessimo metà della nostra ricchezza

18
30 Giu 2009
alle 18:12

Marco T.

Ciao a tutti, seguo molto il blog senza intervenire se non raramente. Mi complimento con Debora innanzi tutto. 

Volevo segnalare a riguardo il Soils Food and Healty Communities, raggiungibile a questo sito http://soilandfood.org/

 L'ho letto sul National Geographic di giugno. Si tratta di un progetto nel nord del Malawi che distribuisce semi di legumi, suggerimenti tecnici per la coltivazione di arachidi, piselli d'Angola e soia che fissano l'azoto, quindi arricchiscono sia il suolo sia la dieta dei bambini. Con l'inserimento dei legumi nella rotazione hanno raddoppiato la resa del frumento dei piccoli campi e dimezzato l'uso dei fertilizzanti. Tutto ciò a un costo molto ridotto rispetto all'uso massiccio di fertilizzanti.

Secondo me è molto interessante come cosa ed è un esempio che la cosiddetta rivoluzione verde può essere evitata in Africa... 

17
30 Giu 2009
alle 16:38

max

SOYLENT GREEN PROJECT ???

16
30 Giu 2009
alle 16:10

Paolo B.

@15

Aspettiamo la crisi alimentare globale e poi ne riparliamo...

15
30 Giu 2009
alle 16:00

medo

#11

I flussi migratori sono quasi ovunque in calo , ora è ufficiale (dati ultima rilevazione OCSE) :

  www.lemonde.fr/archives/article/2009/06/30/la-crise-ralentit-les-flux-migratoires_1213290_0.html

Quindi tutte queste paure che saremo invasi dagli affamati , bah. E' che saremo invasi dal nostro ex-compagno di banco o dal nostro vicino o da uno della nostra famiglia.

Il problema è che saranno sempre di più gli affamati "già in loco" e non farà molta differenza il colore della pelle o l'origine. Dal 2008 in poi , "chi c'è c'è" , chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. Non è necessariamente un fatto positivo.

14
30 Giu 2009
alle 15:59

wondeland

Consiglio a chiunque ami la terra e sia interssato all'argomento la lettura di M.Fukuoka.
Queste letture oltre che a dare grandi dettagli tecnici sulla coltivazione naturale sono dense di pensieri e riflessioni spesso molto filosofiche che spesso sono molto illuminanti ...

13
30 Giu 2009
alle 15:55

wonderland

Masanobu Fukuoka in un suo libro "la rivoluzione del filo di paglia", ormai uscito decadi fa, analizza e mette a confronto 3 metodi di agricoltura in funzione del suolo:

1. agricoltura industriale (pesticidi diserbanti concimi ogm)

2. agricoltura a rotazione delle colture (rotazione ogni tot anni della cultura)

3. agricoltura naturale (niente composto niente concimi niente diserbanti niente pesticidi niente rimescolamento del terreno) 

Da questa analisi emerge che:

il 1° metodo porta a un progressivo impoverimento del terreno che porta necessariamente ad aver bisogno di prodotti chimici per sostenere piante altrimenti malate o poco produttive

il 2° metodo mantiene sostanzialmente in equilibrio il nutrimento organico nel terreno

il 3° metodo (di cui lui e' uno dei precursori e in buona parte e' un evoluzione del metodo di coltura degli indiani d'america) porta a una miglioramento progrossivo, si parla di 5 - 10 anni,  del terreno e quindi delle piante.

Oggi queste tecniche e analisi sono state tutte ulteriormente migliorate ma il principio base e' il solito : LA_ NATURA FUNZIONA BENISSIMO DA SE E NOI DOBBIAMO SOLO IMPARARE CON UMILTA DA ESSA 

12
30 Giu 2009
alle 15:55

medo

@10

Secondi gli studi , ad oggi non smentiti dai pedologi , di Joseph Cocannouer - "Farming with nature", 1954. In sostanza , di qualunque tipo sia il terreno "molti vegetali" sono artificialmente coltivabili 

a ) senz'altro apportare che quel che c'è , lasciando il non-edibile in loco a proteggere il suolo e "divenire suolo"

b ) limitando al minimo possibile l'intervento umano anche manuale , riducendo a zero la trazione animale , aumentando invece esponenzialmente l'attività di lombricaglia varia per avere la "mucca sotterranea"

Etc.

11
30 Giu 2009
alle 15:34

Paolo B.

@ 9

Debora insiste nello scrivere che con l'evolversi della crisi gli immigrati rientreranno nei loro paesi d'origine.

Io invece penso che nei paesi occidentali, con meno popolazione e più tecnologia, la disponibilità di cibo tenderà sì a diminuire parecchio, ma non credo in modo così catastrofico come nei paesi popolosi del terzo mondo(e altri).

L'immigrazione disperata per il cibo, verso il nostro continente, potrebbe essere la tragedia del prossimo decennio...

 

 

10
30 Giu 2009
alle 15:32

marco I.

@3 medo

sicuro di quel dato del 96%?

mi sembra un enormità.

9
30 Giu 2009
alle 15:09

Luigi Lucato

#5 ...Dopo, vedremo se l' ipotesi(che molti sostengono) che l'agricoltura senza fossili possa continuare a nutrire 6 miliardi e passa di esseri umani è corrette... e altri

la crescita esponenziale della popolazione... e del tenore di vita ... è dovuta a una situazione ottimale di disponibilirà di energia , terreni agricoli  e risorse minerali varie ... unite a un buon periodo climatico .

Tutto questo sta finendo e con questo la possibilità di mantenere l'attuale livello di popolazione e consumi ...

Quello Agricolo è forse il picco più destabilizzante per la società così come la conosciamo ( e può essere l'innesco del collasso finale)

In passato spesso la mancanza di alimenti ha terminato imperi.

La situazione attuale dei terreni è tragica come struttura e contenuto di hummus, oltre ad essere contaminati dai più svariati elementi, con danni anche gravissini a tutto il mondo animale ( api ecc...)  che lavora per noi.

Terreni troppo industrializzati (occidente ?) e terreni troppo poveri ... solo terreni non più in equilibrio, in entrambi i casi destinati a scomparire come aree coltivabili ... e non si ripristinano in 5 minuti.

I terreni messi a riposo oggi sono comunque poveri per troppo sfruttamento passato ... è nell'immediato non producono

Le produzioni di una agricoltura solo naturale sono comunque paragonabili a quelle di prima della rivoluzioni verde ... si divide per 2 o per 3 se va bene

Riane poi il problema di gestione e stoccaggio delle scorte  ... se manca l'energia ... molte si perdono.

da 6.000.000.000 -> 1.000.000.000

si può ridurre in parte l'impatto ma solo con un calo drammatico dei consumi e del tenore di vita .

 2015 magari ... ancora 6 anni .

penso che già il raccolto in corso sarà drammatico ... e non parliamo delle prossime mancate semine.

 

8
30 Giu 2009
alle 14:40

medo

#7

Non è corretto. Come riposo del terreno si possono utilizzare altre culture strutturanti (certe leguminose , etc) che per altro sono "edibili". Ad esempio dopo un anno di arachidi , in genere si puo' coltivare grano senza bisogno di riposi o di un grammo di fertilizzante , in un terreno semi-arido.

Stiamo sempre , purtroppo , parlando di coltivazioni estensive. Il grosso del guaio è anche questo. Che dove ora lavora 1 trattore da 500 cavalli , difficilmente con questo sistema economico e sociale si potranno integrare 20 persone ed almeno una ventina di cavalli o altra trazione animale "come era una volta". Quindi arriverà il giorno in cui tale o talaltro appezzamento verrà abbandonato e là sarà il collasso dell'agricoltura come ora la conosciamo. Quando? Entro il 2015 avremo tante sorprese.

7
30 Giu 2009
alle 13:48

Pinnettu

@Andreax

Nel post Debora ha parlato di degrado di aria e acqua nei paesi che fanno largo uso di fertilizzanti e degrado del suolo dove non si fà uso di fertilizzanti.

Non mi pare ci sia nulla di strano. Il compito dei fertilizzanti è proprio quello di "arrichire" i terreni sfruttati dalle coltivazioni.

L'alternativa ai fertilizzanti è la classica rotazione delle colture o il riposo forzato del terreno.

6
30 Giu 2009
alle 13:44

Gianluca Urbanelli

L'umanità deve il suo aumento demografico proprio alla tossico-dipendenza che si è creata tra agricoltura e fertilizzanti derivati dal petrolio.

5
30 Giu 2009
alle 12:18

Paolo B.

@4

Fino a quando ci saranno petrolio e metano sufficienti per sostenere l'agricoltura petrolifera.

Dopo, vedremo se l' ipotesi(che molti sostengono) che l'agricoltura senza fossili possa continuare a nutrire 6 miliardi e passa di esseri umani è corrette...

4
30 Giu 2009
alle 11:41

massimo

Certo che ci sono un mare di sistemi per evitare i fertilizzanti e le varie mostruosita' dei moderni sistemi di agricoltura industriale, dai piu' semplici come la diversificazione e rotazione delle colture ai, in parte piu' complessi, sistemi di produzione organica. Senza contare che se e' vero che l'agricoltura, negli ultimi 50/60 anni, ha quasi raddoppiato la produzione, a suon di chimici ha dimezzato il contenuto nutritivo dei prodotti stessi (si calcola che un arancia degli anni 50 equivale a sei arancie di oggi, il che significa che in pratica mangiamo di piu' e ci nutriamo di meno). Allo stesso tempo l'agricoltura moderna ha devastato terreni, inquinato le acque ed e' probabilmente colpevole di un di una quantita' non trascurabile di disturbi alla salute.

Dobbiamo ritornare al vecchio ritornello di sempre: febbre di profitto, capitalismo, globalizzazione, gli interessi delle lobby chimiche ultrapotenti e l'immensa stupidita' di coloro che per ignoranza, ma piu spesso avidita', scelgono sempre la strada piu' "facile" - come se fra A e B ci debba sempre essere solo una linea retta.

Purtroppo, nonostante lo sforzo di molti volenterosi, la gran massa degli agricoltori non riesce nemmeno lontanamente a considerare alternative, e data la domanda di cibo costantemente in crecita, le cose non potranno che peggiorare, per tutti, tranne che per le casse delle ditte che producono questi chimici. 

3
30 Giu 2009
alle 10:33

medo

Ripassiamo un attimo cosa è il "suolo" e cos'è l'humus http://it.wikipedia.org/wiki/Pedologia

 

Ricordandoci che il 96% dei nutrimenti del vegetale esso li assume attraverso l'ARIA e non come si pensa dall'acqua o dalle profondità della terra. Pertanto la terra avrebbe bisogno 

- di non essere lavorato con trattori (che schiacciano e compattano il suolo più di quanto lo "aerino" con la lavorazione)

- di non essere affogata di prodotti (chimici di sintesi o naturali) esogeni

- di essere "letta" nella sua produzione spontanea : a pianta che cresce spontanea corrisponde caratteristica strutturale del suolo 

Esistono enciclopedie delle piante bio-indicatrici che ci dicono come è composto un suolo , se si area bene da solo e che tipo di colture (intensive ma mai estensive) esso è disposto ad accogliere.

Il suolo non è un luogo neutrale sul quale fare cio' che si vuole apportando tale o talaltro nutriente , anche fosse il semplice letame dell'asino del vicino : esso è un luogo che basta a se stesso e in taluni casi si autofertilizza con le buone pratiche.

Certo non è l'agricoltura di oggi a monoculture estensive , biologica o meno , che fa del bene alla terra e che capisce qualcosa dei suoli.

2
30 Giu 2009
alle 10:32

antonio

probabilmente perché c´é una pressione demografica tale da richiedere alla terra piu di quello che le condizioni ambientali del luogo possono dare. ció porta a ridurre le risorse del suolo utilizabili per agricolturea

1
30 Giu 2009
alle 10:16

AndreaX

Si dice Azoto, "nitrogen" in inglese, comunque a parte questa precisazione quello che mi sfugge è che anche dove usano poco i fertilizzanti il suolo si impoverisce?, se in africa subsahariana ne usano solo l' 1% perchè mai anche li il suolo si degrada?.

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