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Iran, Cina e petrolio.

Martedì 23 Giugno 2009, 11:36 in Geopolitica di
oilplatformiran.jpg

Interessante.

L'Iran, il quinto esportatore di petrolio del mondo, ha esportato in Cina 727 mila barili al giorno nel mese di maggio: un aumento dell'88% rispetto ad un anno fa. Le esportazioni verso la Cina del più grande produttore del mondo, l'Arabia Saudita, sono invece scese del 15,5% a 650 mila barili al giorno.

Insomma, per la prima volta l'Iran sorpassa l'Arabia Saudita come volume di esportazioni in Cina. I sauditi giustificano la situazione sostenendo che le raffinerie cinesi hanno bisogno di petrolio "pesante" in grandi quantità, che l'Arabia non può fornire. Personalmente dubito, è più probabile che gli iraniani abbiano offerto un prezzo migliore a cui, si sa, i cinesi sono molto sensibili.

Concorrenze interne all'OPEC...

 

18
18 commenti
18
25 Giu 2009
alle 20:48

Diego

Colgo un collegamento tra questo post ed il precedente...

17
25 Giu 2009
alle 15:25

Cataldo

@ max

Il tuo al 16 conferma quanto detto, l'embargo serve per aprire il mercato alle aziende sfruttatrici.

GLi esempi vanno dalle scatole di pezzi per l'industria di estrazione reimballate in Italia e poi triangolate in Iran attraverso paesi vicini, oppure il caso recentissimo di banca intesa, che si innesta nel solco glorioso della BNL in Iraq.

Quando c'è embargo si aggiunge un filtro regolabile all'economia di un paese, per non dire un cappio.

16
24 Giu 2009
alle 17:00

max

si cataldo quello che dici è vero però la fiat ha fatto costruire a teheran la fiat palio e marea, due auto che manco i cinesi vogliono! embargo a convenienza? o a clessidra?

15
23 Giu 2009
alle 23:01

Janko

I rapporti tra Cina ed Iran son da empo molto cordiali, la Cina ha sempre frenato (in modo meno becero della Russia) le azioni contro l'Iran nell'Onu, inoltre insiste (contro l'opinione della Russia, che non vuole aperire molto il club per timore di contare meno) vuole fare entrare l'Iran a pieno titolo nella SCO (oggi è solo osservatore).

 

14
23 Giu 2009
alle 21:05

nickvandeerpeers

Debby; scusa l' OT ma è da una paio di giorni che vorrei un tuo commento su questa notizia dei pirati e delle rotte del commercio; a me pare che si volgia dare la colpa ai pirati per nascontere la colossare crisi delle merci che non circolano più.

 

Cavolo hai ragione, è un articolo su LA STAMPA di ieri 22.06, io l'ho trovato dalla rassegna stampa del ministero degli interni, un servizio utilissimo scoperto poco fa!

http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/rassegna_stampa/

ECCO IL TESTO:Source : LA STAMPA Page of Review : 91 Page of Document : 2 Page of NewsPaper : 10 Category :EUROPA E POLITICA ESTERA Author :ORIGHI GIAN ANTONIO RASSEGNA STAMPA Abstract : Il Mediterraneo oscurato dai pirati somali Le navi tornano a circumnavigare l'Africa E i porti europei perdono importanza GIAN ANTONIO ORIGH1 MADRID Tornano le antiche rotte verso i! Capo di Buona Speranza Gli attacchi dei pirati somali al trasporto marittimo internazionale hanno riportato di moda la circumnavigazione dell'Africa. Non solo: gli effetti collaterali dei corsari che sequestrano navi ed equipaggi lungo i mille km dello stretto di Aden - vi passano 20 mila imbarcazioni all'anno e il 30% del petrolio che consuma l'Europa - hanno fatto crescere i prezzi delle assicurazioni, mentre il canone egiziano per attraversare il Canale di Suez è sempre più esoso e Al Qaeda si sta radicando nello Yemen. E/soprattutto, mentre aumenta l'importanza strategica dei porti atlantici come lo spagnolo Algeciras e il marocchino Tangeri, scema quella degli approdi mediterranei. «I pirati minacciano Valencia e Barcellona», tuona La Vanguardia, principale giornale catalano struzione della ferrovia che colleghi i due principali porti mediterranei spagnoli con Francia e Piemonte, così .da trasportare velocemente le merci arrivate via mare. Ma la spada di Damocle di porti snobbati dai traffici mondiali riguarda anche Marsiglia, Genova, Napoli e Trieste. Il dietrofront È ormai una realtà che il sudafricano Capo di Buona Speranza, scoperto dai portoghesi nel 1488, sia sempre più battuto. Tré delle principali Compagnie armatrici (la danese Maersk, la francese Cma-Cmg e China Shipping) hanno dato ordine di puntare sulle rotte australi, evitando le pericolose acque somale. L'esempio è stato subito seguito dalla norvegese Odfjell e dalla taiwaneseTmt. Per circumnavigare l'Africa si impiegano dai 7 ai 10 giorni m più e la distanza da coprire è maggiore di 3400 miglia marine. Ma il viaggio comporta l'esborso di 200 mila euro in meno per ogni nave. Le ragioni non sono solo prodotte dai bucanieri che assaltano porta-container e petroliere. Innanzitutto c'è la sostanziosa diminuzione del prezzo dei carburanti, caduti del 90% rispetto al giugno 2008. «I prezzi del trasporto marittimo si sono ridotti drasticamente negli ultimi 6 mesi, ciò significa che è molto più econo- Sempre più lontani dalle loro basi 7 aprile I pirati catturano cinque navi in pochi giorni mentre le forze navali internazionali pattugliano l'Oceano Indiano. L'ultima preda è un cargo inglese di 32 mila tonnellate con bandiera panamense, il Malaspina Castie: viene sorpreso e catturato nel Golfo di Aden.
mico far passare una nave per il Capo di Buona Speranza», spiega Simon Kitchen, analista della banca d'affari Efg-Hermes. Mubarak, poi, ci mette la sua parte. Il Canale di Suez, nazionalizzato nel '56 e riaperto nel '75 dopo la guerra persa con Israele, è la terza gallina dalle uova d'oro per l'economia egiziana, dopo turismo e rimesse degli emigrati. In questi ultimi anni le tariffe sono aumentate del 7% fornendo all'erario dai 3,4 miliardi di dollari del 2005 ai 5,2 del 2008. Ma ora anche Mubarak sta soffrendo gli effetti della pirateria. Ahmed Fadel, presidente dell'Autorità del Canale di Suez, ha ammesso che nel dicembre 2008 le navi sono state 1560 contro le 1770 di novembre e le 1815 del dicembre 2007. Fadel ha pronosticato una caduta del 7% del traffico navale per il 2009. Se ancora non bastassero gli argo menti per far privilegiare l'antica rotta portoghese del Capo di Buona Speranza, ecco l'allarme lanciato dal settimanale Thè Middle East: Al Qaeda sta affluendo in massa nello Yemen per trasformarlo in una nuova base d'operazioni, in alleanza col network jihadista somalo Al Shabaab. Le polizze Dulcis in fondo, le assicurazioni per transitare nello stretto di Aden infestato dai bucanieri del XXI secolo sono alle stelle. «Giorni fa mi ha cercato un'impresa francese per offrirmi la nuova polizza Kidnapife Ransom (sequestro e riscatto). Copre tutto, preparazione dell'equipaggio per l'abbordaggio, negoziati con i IL VIAGGIO Dieci giorni e 3400 miglia in più ma si spendono 200 mila euro in meno A Suez il pedaggio è sempre più esoso, le assicurazioni ormai sono alle stelle pirati, pagamento del riscatto, persinò trattamento psicologico per marinai e familiari - dice un armatore spagnolo - il problema è il prezzo: 700 mila euro. Non so dove trovarli». ó «In mezzo a questo scompiglio la rotta per Buona Speranza beneficia Tangeri (il terminal di TangerMed sta investendo 816 milioni per allargarsi e ne impiegherà altri 640 per la costruzione, che comincerà nel 2010; di TangerMed2) d'andalusa Algeciras che scommette sull'asse ferroviario con Madrid, Irun e Parigi», scrive La Vanguardia. Tempi duri per i porti del Mediterraneo, italiani inclusi. 14 aprile Cinque assalti in poche ore, dopo i blitz francesi e americani costati la vita a cinque banditi: tra gli altri i predoni abbordano il cargo portagranaglìe greco Irene E.M., con 22 persone di equipaggio, e il mercantile Sea Horse, con bandiera del Togo ma di proprietà americana. 13 giugno Un mercantile viene abbordato al largo delle coste dell'Oman, ben fuori dalla zona abituale dei pirati somali: la IVI.V. Chareile è proprietà di una compagnia di navigazione tedesca, naviga sotto la bandiera di Antigua e Barbuda e viene assaltata da otto pirati.
Reference date : 22/06/09 Data Rassegna22/06/09 07.51

 

CIao

13
23 Giu 2009
alle 20:32

sbis

@12

nick il link non funge! 

11
23 Giu 2009
alle 18:44

Mario Serino

OT, ma nemmeno troppo.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6031

Articolo dove si confuta il video della ragazza uccisa nei moti in Iran

http://www.youtube.com/watch?v=b5KBrsz1oxs&feature=fvsr

Video della CNN, secondo me quello che viene sostenuto nell'articolo è completamente falso, basta vedere ai secondi 44 e 45 e 46 dove è chiaro che il sangue inizia ad uscire dalla parte opposta della bocca e che non c'entra nulla la mano.

Allora mi chiedo, perchè mettersi a fare questi articoli ? dove tra l'altro leggo "l’esilarante balla delle camere a gas naziste."

Belin, ma quanti fascisti ci sono in giro ? Ma non erano stati cacciati a calci nel culo ?

9
23 Giu 2009
alle 18:00

Peppe Croce

mi permetto di tornare in OT per far notare che, se di petrolio si può morire, di rinnovabili (almeno per il momento, con le tecnologie attuali) non si può ancora vivere:

http://net.essenzialeonline.it/perfortunasonosiculo/2009/04/20/se-mi-salta-la-sinusoide/

8
23 Giu 2009
alle 17:52

runboy

6# cataldo potresti fare , o postare degli esempi giusto per farmi capire bene il tipo di monovra compiuta da queste imprese?

7
23 Giu 2009
alle 16:48

riccardo

ciao kensan, sono un tuo vecchio lettore! non so quante volte ho linkato la tua pagina sulla eolo...

6
23 Giu 2009
alle 15:49

Cataldo

@max

L'Iran è già sotto embargo, in modo serio dal 2007. E' lunga la lista delle limitazioni imposte, sia quelle a marchio ONU, sia quelle unilaterali imposte dalle banche anglosassoni.

L'evoluzione dello strumento dell' "embargo" dopo l'esperienza dell'Iraq  è continua. Al momento l'embargo ha la funzione principale, controintuitiva, di rendere permeabile alle influenze esterne l'economia e la finanza.

La limitazione imposta agli acquisti di tecnologia ed ai movimenti finanziari diventa la base sulla quale costruire reti, votate allo sfruttamento economico dei paesi colpiti.
In Italia siamo notoriamente bravi a fungere da ascari in queste situazioni,  ci sono banche ed imprese locali che fanno da manovalanza alle operazioni USA nei paesi colpiti dall'embargo. I casi sono innumeri.

5
23 Giu 2009
alle 15:15

max

e se l'iran subisse un embargo dall'onu?

4
23 Giu 2009
alle 15:02

Sandro kensan

Bene pare che oggi si riesca a commentare. Segnalo anch'io un OT sulla scia di calmail, tempo fa è apparso un Report simile a quello americano pubblicato dal Corriere ma che riguarda l'Europa e le conclusioni sono sostanzialmente simili anche se meno entusiasmanti, in particolare tenedo conto dei vari vincoli si stima che nel 2020 si potrebbe produrre il triplo delle necessità di energia elettrica.

 qualenergia.it/view.php?id=871&contenuto=Documento

3
23 Giu 2009
alle 14:56

Sandro kensan

Volevo fare un commento ma di solito viene filtrato: prova provina...

2
23 Giu 2009
alle 14:28

calmail

Piccolo OT: ho trovato sul corriere questo articolo: 

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_giugno_23/energia_eolica_stati_uniti_pianeta_studio_1f789122-5fe3-11de-bd53-00144f02aabc.shtml

volevo segnalarlo a Debora nel caso lo trovi interessante per un approfondimento.

Un abbraccio 

1
23 Giu 2009
alle 14:25

sbis

ovviamente la Cina deve disfarsi di un bel po' di carta verde (aka dollari USA), e quale modo migliore per farlo se non acquistare petrolio!?! Poi magari la voglia di schernire doppiamente l'avversario è forte e si compra la tanto amata merce del nemico pubblico nr 1. Ahahahah che ridere sti cinesi con gli occhi a mandorla!

ciao 

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