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Khurais entra in produzione. So what?

Mercoledì 17 Giugno 2009, 11:25 in Peak Oil di

Khurais_2006.jpg

E' stata la notizia del giorno una paio di giorni fa, almeno per chi bada a queste cose. La Saudi Aramco ha trionfalmente "aperto" la produzione di Khurais.

La Newsletter Rigzone dell'11 Giugno riporta che il giacimento gigante di Khurais ha iniziato la produzione. Il nuovo giacimento da 1,25 milioni di barili al giorno spingerà la produzione saudita a 12,5 milioni di barili al giorno. (...) Khurais è stimato contenere 27 miliardi di barili. (...) Dato che la recessione economica ha rallentato la domanda, ci si aspetta che Khurais produca per 20-25 anni.

Fin qui le news. Ma cosa c'è davvero a Khurais? Vi invito a leggere uno dei consueti report di TOD, che analizza molto a fondo la questione. Anzitutto, Khurais non è affatto nuovo: scoperto nel 1957, è entrato in produzione nel 1963. Ma non ha mai prodotto molto: il massimo è stato raggiunto nel 1981 a 144 mila barili al giorno. Come mai una produzione così scarsa? Probabilmente per un problema di pressione: la pressione naturale del giacimento era insufficiente, e fu stimolata attraverso "iniezioni" di gas attorno agli anni '80. La novità odierna è la trivellazione di centinaia di pozzi orizzontali per l'iniezione di acqua marina (950 km di tubi ad opera della Halliburton), sistema che in genere si usa con i pozzi in esaurimento o con problemi di pressione, ed è indicativo anche che si usino pompe elettriche. Insomma una faticaccia, che qualcuno ha definito "il peggior problema idraulico del mondo".

Non è certa infine la qualità di Khurais: che sia Arabian Light, oppure qualcosa di molto più pesante, sulfureo e rognoso da raffinare. Gli esperti di TOD sbirciano le foto satellitari e sentenziano: "Da qui, si scorgono nubi di zolfo, e se si guarda bene anche gli orchetti. Sembra di vedere Mordor."

 

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25 commenti
25
19 Giu 2009
alle 18:47

Pinnettu

@ Medo

"Grandi problemi ed irrisolvibili non ce ne saranno , ma in media perdere solo 3,5 milioni di barili al giorno vuol dire che viene a mancare la più salda delle copertura monetaria mondiali , si polverizzano 245 mln di dollari al giorno , reali."

Beh penso che se dovessimo avviarci verso un calo medio del 7% annuo come dici........sarebbe una catastrofe!!!!

Ma anche se il calo dovesse essere inferiore. Credo che oltre il 4% il sitema di approvvigionamento collasserebbe in poco tempo.

All'attuale sistema economico non possono mancare 5 ml di b/g all'anno senza gravissime conseguenze!!

24
19 Giu 2009
alle 16:54

medo

#21

Parlavo di produzione media giornaliera riferita all'anno solare e non ad un anno fa. Chiedo scusa. La produzione spot , invece , rispetto a 11 mesi fa (ovvero al record di tutti i tempi) è la seguente :

World Oil Production (C. O. + L. C. + Oil Sands) :

Luglio 2008 -> 74,80 mbd

Giugno 2009 -> 71,3 mbd

diff.: 3,5 mbd (-4,7%)

Come previsione () , luglio 2009 è dato a 70,6 mbd (-5,5%)

Agosto 2009 a 70,4 mbd (-5,8%)

E cosi' via... (Sto usando i dati previsionali di Tony Eriksen :  ...thebrowser.com/content/oil-output-peaked-2008-tony-eriksen-oil-drum)

Continuando con questo gradiente di calo dovremmo "svegliarci" a gennaio 2010 e guardando i dati poter affermare : "nel corso del 2009 la produzione petrolifera (ovvero : giornaliera e media) ha segnato un calo del 7% (ovvero : attorno ai 69,5 mbd comunque non oltre 70 mbd , francamente ormai quell'asticella è stata messa per sempre)".

Grandi problemi ed irrisolvibili non ce ne saranno , ma in media perdere solo 3,5 milioni di barili al giorno vuol dire che viene a mancare la più salda delle copertura monetaria mondiali , si polverizzano 245 mln di dollari al giorno , reali.

CONCLUSIONE : in un mondo tecnicamente a credito sulle future produzioni di valore (e soprattutto scoperte di materie prime , oltre che a credito del banale valore-lavoro e del valore-reddito di posizione , etc) , un barile che non c'è (più) fa sparire dal mercato almeno il suo valore alla data di iscrizione in ipoteca e/o garanzia.

Non è solo un pensiero che ho dopo aver letto Oweiss e i teorici del petrodollaro , é che a pensarci , proprio dico che fisicamente il mercato non puo' reagire in altro modo , visto che il prodotto petrolifero nelle sue varie ramificazioni non è , al momento e forse non sarà mai , sostituibile con un altro vettore o con un'altra mano invisibile se volete più filosofia e meno chiarezza. Cioè si possono congelare , "alla Tremonti" , tutte le obbligazioni non onorabili di questo mondo (per quanti decenni? E poi?) ma da qualche parte la coperta s'accorcia e se il tuo paese non va in default , ci vanno (morendo di fame) 100mila cittadini all'anno. Poco? Molto? NOn sarà poi cosi' male? Chi vivrà , vedrà.

23
19 Giu 2009
alle 14:31

Surak 2.0

@18 Lorenzo

Che in un progetto sperimentale "avanzato" ci siano correzioni di preventivo di spesa è piuttosto ovvio, poichè negli anni possono succedere mille cose diverse o incontrarsi problemi non previsti (o soluzioni migliori ma che ti costringono a rifare molto lavoro).
Comunque stiamo sempre parlando di "spiccioli" viste le entità coinvolte (da  quando l'UE è uno Stato?) e il tutto si regge su buone teorie e studi fisici, non su speranze che mangiano ben più soldi nell'illusione di svolte che invece contrastano con la fisica stessa.

Il tutto senza contare che ci possono sempre essere ricadute su altri settori (e viceversa)

@19 AndreaX

Emh, scusa ma mi potresti dare l'esatta scadenza?
Anno, mese, giorno ed ora in cui "si rischia di non fare più in tempo" ;-)

@20 medo

Uso di elettricità e felicità, a parte la rima, non hanno un collegamento stretto, chi lo ha mai detto?
Certamente però se da domani svanisse, ci sarebbe maggior pianto e stridor di denti, perchè tanti "Amish" del blog scoprirebbero quanta elettricità consumano, in realtà, pure loro e senza accorgersene (poi è facile fare la campagna contro la lucetta rossa del tv).
I francesi, purtroppo, usano male la corrente come tutti coloro che hanno in abbondanza e a prezzi bassissimi qualcosa e quindi semplicemente usano l'elettricità per cose in cui altri usano il metano o quello che hanno e magari poi usano il metano per altro ancora.

22
19 Giu 2009
alle 12:56

Alberto

1- La fusione calda funziona. Il predecessore di ITER produceva piu' energia di quella immesse sebbene per pochissimi secondi a causa delle turbolenze del plasma.

2- Non commento i costi dei quali non sono aggiornato. Iter NON avrebbe COMUNQUE prodotto energia prima del 2025 anche dal piano originario. E' infatti in quella data che verra' inserito il blanket per l'immisione di trizio nel toroide. Il periodo 2018/2025 serve per lo studio dei plasmi e dei materiali. Quindi il corriere dice cazzate.

3- Prima di ITER e DEMO e quindi PROTO mi sa' che vedremo per lungo tempo centrali al torio.

21
19 Giu 2009
alle 12:00

Pinnettu

@Medo

Al commento 6, in merito al discorso sull' "oil crunch", dici: "La produzione netta sta calando di un 7% annuo , ma anche la domanda gira ancora su quelle cifre se non di più , quindi il crunch "c'è ma non si vede".

Non capisco.......nel 2008 abbiamo assistito al picco assoluto di produzione (deffinitivo o meno non lo sapiamo ancora) e i dati parziali della produzione 2009 indicano un calo di meno di 2 ml di b/g. Siamo quindi di fronte ad un calo in termini percentuali di poco più del 2%.

Come mai parli di -7% !?

20
19 Giu 2009
alle 10:54

medo

Tutta questa paura di rimanere senza energia elettrica io non la capisco. In Francia si stra-spreca energia elettrica solo perchè è la meno cara al mondo (forse dopo il Canada dove è 85% idroelettrica) , ma la gente non è che sia più felice o che ci sia più lavoro (privato) o altro...

E' la solita vecchia storia : siam sicuri che l'energia elettrica riponga in se stessa un reale "aiuto" alla felicità anche solamente all'efficienza delle società moderne?

Ogni tanto ricordiamoci di fare questi pensierini qui. Cosi' magari la smettiamo di appoggiare e seguire le diaboliche chimere nucleari che ci stanno per avvelenare un altro poco di più la vita.

19
19 Giu 2009
alle 09:54

AndreaX

@18

Insomma col progetto ITER, sempre ammesso che funzioni, si rischia di non fare più in tempo.

18
18 Giu 2009
alle 16:54

Lorenzo

Interessante e strettamente legato al Peak Oil.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_giugno_18/fusione_nucleare_aumentano_costi_b2f02ab4-5c05-11de-b8d9-00144f02aabc.shtml

Debora ho cercato di mandarti una mail visto che la notizia meriterebbe un post tutto per se' ma non so dove trovare il tuo contatto.

 

 

17
18 Giu 2009
alle 16:37

Andrea.de

"almeno un pochino" eheehehh quoto!!

16
18 Giu 2009
alle 16:15

medo

Io mi pongo spesso le seguenti domande : come farebbe un governo a sapere che al giorno X la produzione di greggo è ZERO ? Come farebbe a sapere che al giorno X la consegne di greggio sono ZERO ? Ed a sapere che non si trattano più futures di tale o tale tipo di greggio e che quindi esce dai listini? Etc etc.

Lo saprebbe non tanti giorni prima del cittadino che si informa (con metodo e da tempo) su internet.

Altra storia per le compagnie petrolifere , ma non credo che sappiano tutto di tutti. Anzi , siccome vivono nella confusione dei dati reali o fittizi del "vicino" (e dei fornitori vari) , si concentrano più che altro sulla propria realtà aziendale e fanno tante preghiere perchè le varie consulenze finanziarie o anche geologiche di terzi soggetti siano verosimili almeno un pochino..........

15
18 Giu 2009
alle 16:03

Andrea.de

Consiglio questa analisi.

Il punto cruciale, per quanto riguarda il petrolio, é <<There remain two key unresolved issues.  First, what target levels of inventories relative to planned or expected sales or production manufacturers, wholesalers and retailers will want to maintain.>>

Dico cruciale perché suppongo che questo nuovo target per gli "inventories" sará importante anche per un riequilibrio nella domanda di energia, quindi di greggio.

14
18 Giu 2009
alle 15:55

Andrea.de

@12

Quindi quel tuo "Tutto questo tuttavia porterebbe presto i carburanti a veleggiare in alto" dipende tutto dalla differenza tra quanto velocemente verranno spazzolate le riserve e quanto continuerá il calo di produzione. Scusa ma devo semplificare per avere un quadro leggibile!!

13
18 Giu 2009
alle 14:45

Paolo B.

@12

Urca, che belle notiziole Medo! Lo confesso, mi sto facendo una cultura petrolifera che nemmeno mi sognavo prima di scovare Aspo, Petrolio e Crisis e non soltanto grazie ai titolari di questi blog.

Avanti così...

12
18 Giu 2009
alle 14:34

medo

#7

Il prezzo del carburante non dipende solo da prodotto in stoccaggio e domanda , è influenzato certamente dal prezzo di acquisto del greggio. E' vero che i carburanti che stiamo mettendo ora nei serbatoi sono stati raffinata da greggio acquistato mesi fa (a che prezzo?) e arrivato in raffineria dopo altri mesi ancora e che poi ha passato settimane in qualche cisterna (ma non oltre i 6 mesi perchè scade la garanzia di prodotto , causa probabilità in aumento geometrico , col passare del tempo , di far andare in "stallo" il carburante , che tende a gommificare per ricomposizione molecole idrocarboniche instabili...  Eh si' , il carburante è una cosa "viva" , non si puo' stoccarlo in eterno , anzi!).

Insomma in definitiva , tanti accadimenti modificano il prezzo/ E' come andare dal fruttivendolo e acquistare i meloni. Magari da un giorno all'altro che vai a comprarli invece di 4 Euro te li fa pagare 5 perchè ha sentito alla radio che l'ulteriore raccolto di ciliegie della regione è stato compromesso da una recente grandinata. Certo che questo non riguarda il suo stock presente e nemmeno la tua volontà di acquistarne di più o di meno.

 

#11

Per gli USA è

-> tonto.eia.doe.gov/dnav/pet/pet_stoc_wstk_dcu_nus_w.htm

Per gli altri paesi è il caos totale ; ogni mese per l'Italia almeno l'Unione Petrolifera pubblica un aggiornamento molto interessante , un bollettino chiamato "Notizie Statistiche Petrolifere" , anche troppo sincero nelle analisi del'l'introduzione , che trovi qui :

-> www.unionepetrolifera.it/News

Comunque monitorare gli stoccaggi globali ha poco senso ; ha più senso seguire gli andamenti mensili del costo carburanti rapportato all'inflazione ufficiale per capire se sta succedendo qualcosa di "pericoloso" (razionamenti , etc) ... Che comunque non è atteso prima della fine del 2010 vista ancora l'enorme quantità di prodotto in circolazione , raffinato ma soprattutto grezzo.

11
18 Giu 2009
alle 14:06

ste

@ medo

esiste un sito dove sia possibile monitorare gli stoccaggi internazionali?

 

grazie

9
18 Giu 2009
alle 12:02

Maurizio T.

# 8 il link non funziona

7
18 Giu 2009
alle 10:50

Andrea.de

Non capisco questo collegamento medo: anche se la produzione é in calo il prezzo dei carburanti dovrebbe essere influenzato dalla quantitá presente sul mercato (quindi prod+stock) non solo dalla produzione.

Cosa mi sfugge?

6
18 Giu 2009
alle 10:25

medo

#5

Esattamente. Il fatto è che gli stoccaggi sono ai massimi ovunque in USA ed in Europa. La produzione netta sta calando di un 7% annuo , ma anche la domanda gira ancora su quelle cifre se non di più , quindi il crunch "c'è ma non si vede". 

Semmai ci fosse una vera ripresa o ripresina , allora la domanda rimarrebbe più rigida e vedremo calare gli stoccaggi (pare per molti essere questo lo scenario inverno '09/'10). Tutto questo tuttavia porterebbe presto i carburanti a veleggiare in alto , il gasolio a 1,40 e la benzina a 1,60 €/l.

OT prezzi gasolio ad oggi (piena recessione e barile attorno ai 69 $/b):

Francia : 0,95 - 1,01 €/l

Germania : 1,04 - 1,13 €/l

Italia : 1,13 - 1,15 €/l

5
17 Giu 2009
alle 21:34

Gianni Comoretto

Oil crunch: produsione vistosamente insufficiente. Per ora la domanda controlla l'offerta (con oscillazioni mostruose del prezzo, ma non si puo' avcere tutto dalla vita). Certo, se il prezzo va a 140$, poi la domanda crolla per recessione globale, come abbiamo visto. Ma fino ad agosto dell'anno scorso la produzione ha continuato a crescere. E ora e' calata, ma non possiamo sapere se per la recessione o perche' non ce n'e' più, di fatto le scorte abbondano.

Quando le scorte vanno a zero, la produzione cala di brutto (di un 10%), e i prezzi salgono, non ci sono piu' scuse....

4
17 Giu 2009
alle 18:18

Gio.

Mi sfugge una cosa: per oil crunch cosa si intende? Contrazione improvvisa della produzione? Tracollo? In quali termini e conseguenze?

3
17 Giu 2009
alle 16:22

Paolo B.

Sarebbe interessante conoscere l'EROEI per Khurais. Con tutto quello che si spende in energia per estrarre poltiglia oleosa di qualità scadente, come insinua(TOD docet) la nostra padrona di casa, mi sa che sono arrivati al fondo del barile.

Medo ha ipotizzato l'oil crunch globale entro il 2012, io la vedo allo stesso modo...

2
17 Giu 2009
alle 13:35

andreax

Stanno grattando il fondo, del barile.

1
17 Giu 2009
alle 13:25

medo

Stando a dati ufficiali , "a regime" dovrebbe produrre la bellezza di 1,2 milioni di barili al giorno. Entro un paio d'anni potremmo vedere una produzione a 0,75 ma mai oltre a mio avviso. Comunque non è  malissimo passare da 0,14 a 0,75 mbd. Il problema è la barca di soldi che hanno speso per estrarre tutta sta roba (redditizia oltre il 70$/b , ben 3 volte più cara della media saudita e sperando che sia dell'ottimo Arabian Light).

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