Uno sguardo dal picco
Ahi ahi. Ne abbiamo parlato spesso qui, della tremenda crisi petrolifera messicana. I nodi sembrano venire al pettine, ne discutono anche sull'autorevole Seeking Alpha.
Guardate il terrificante grafico delle esportazioni messicane:
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Con il consumo messicano di petrolio in ascesa o stabile, e la produzione in serio declino, le esportazioni sono drammaticamente crollate. E dato che il Messico prima o poi non potrà più esportare, ci si chiede se debbano premunirsi e interrompere le esportazioni fin da ora.
Da considerare che non esiste soltanto un serio problema di "fine del petrolio", ma anche quello del crollo delle revenues petrolifere nelle casse del Paese. E stampare soldi per ovviare al problema, sostiene l'autore dell'articolo, non garantirà al Messico la stessa indulgenza che il mondo applica nei confronti degli USA che fanno la medesima cosa.
Così, sarebbe forse meglio smettere di esportare da subito: un'uscita pianificata consente di programmare meglio, porta anche ad un aumento del prezzo mondiale, e permette al Messico di non fare la fine dell'Indonesia e della Gran Bretagna che hanno dovuto dire addio al mercato petrolifero con la coda tra le gambe.
L'idea non è male, ma si dimentica un piccolo particolare: il Messico è il terzo fornitore di petrolio degli Stati Uniti, a cui vende 1 milione e 200 mila barili al giorno (già scesi del 10% negli ultimi sei mesi-fonte EIA). Chi glielo dice, agli statunitensi, che dovranno rivolgersi altrove?
Picco del petrolio in full gear.
E' possibile che il petrolio messicano sia estraibile e utilizzabile CONVENIENTEMENTE solo oltre una certa soglia di prezzo, che adesso non è ancora stata raggiunta, e che pertanto il calo delle esportazioni non indichi la reale capacità estrattiva, che può risalire ancora (insieme al prezzo)?
salvaguardiamo le nostre spiagge http://www.coronasavethebeach.org
@3 Be chiaramente il post parlava di consumo interno in ascesa o stabile.
Se fosse solo stabile il consumo interno la mia affermazione sarebbe corretta a meno che la crisi non abbia ridotto le richieste di tantissimo.
Se è in ascesa non penso che in tre anni il fabbisogno interno salga cosi rapidamente, sopratutto in un periodo di crisi mondiale.
Poi magari la produzione non segue per forza quell'andamento ma penso che ci sia molto vicino.
Alla fine però il discorso non cambia per i consumatori globali, il petrolio disponibile il petrolio disponibile dal Messico è in calo rapidissimo. Tutte le più grandi nazioni produttrici di petrolio hanno i loro consumi in crescita e le loro produzioni in calo, quindi un calo cosi ripido non è cosi improbabile.
>3
Forse nel futuro più lontano... Per quello prossimo sarebbe più adatto "Debito" :-)
@1
Non è la curva della produzione, ma delle esportazioni, significa che ne usano internamente di più.
Chiaro che per l'americano il succo non cambia, ma a pensarci bene anche il messicano è un americano.
Per la stampa della moneta, visto che hanno tutti la stessa esigenza, potrebbero ovviare utilizzando una stampante unica per tutto il continente (in modo da prepararci per il dollaro mondiale)
Quale sarà secondo voi il nome della moneta unica mondiale?
Io propendo per il "credito", in tutti i film e serial televisivi di fantascienza che si rispettano, nel futuro usano sempre sti benedetti "crediti"
Al posto del presidente messicano non sarei molto tranquillo guardando all'Irak ed all'Iran, ma d'altronde mica gli USA possono invadere tutti i paesi che posseggono petrolio da esportare(anche forzatamente).
Però il Messico è il loro vicino in assoluto e non è ancora chiaro se chi sta dietro ad Obama sia abbastanza intelligente da iniziare ad abbandonare la strada del petrolio per seguire quella promettentissima delle rinnovabili.
Comunque il peak oil assomiglia sempre di più al classico effetto domino...
Una bella curva, in meno di tre anni la quantita' prodotta si quasi ridotta allo stesso livello del 1980.
Se gli altri produttori mondiali avranno la stessa velocità di discesa i cambiamenti mondiali saranno rapidissimi e le ripercussioni molto sgradevoli.
alle 21:32
Pinnettu
@ Think
Non credo! La produzione messicana è in calo costante dal 2005. Neppure nel 2008, con il greggio oltre i 140 dollari, ha dato segni di ripresa.