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Messico. Fine delle esportazioni?

Giovedì 25 Giugno 2009, 13:21 in Peak Oil di

Ahi ahi. Ne abbiamo parlato spesso qui, della tremenda crisi petrolifera messicana. I nodi sembrano venire al pettine, ne discutono anche  sull'autorevole Seeking Alpha.

Guardate il terrificante grafico delle esportazioni messicane:

graficomessico.jpg

Con il consumo messicano di petrolio in ascesa o stabile, e la produzione in serio declino, le esportazioni sono drammaticamente crollate. E dato che il Messico prima o poi non potrà più esportare, ci si chiede se debbano premunirsi e interrompere le esportazioni fin da ora.

Da considerare che non esiste soltanto un serio problema di "fine del petrolio", ma anche quello del crollo delle revenues petrolifere nelle casse del Paese. E stampare soldi per ovviare al problema, sostiene l'autore dell'articolo, non garantirà al Messico la stessa indulgenza che il mondo applica nei confronti degli USA che fanno la medesima cosa.

Così, sarebbe forse meglio smettere di esportare da subito: un'uscita pianificata consente di programmare meglio, porta anche ad un aumento del prezzo mondiale, e permette al Messico di non fare la fine dell'Indonesia e della Gran Bretagna che hanno dovuto dire addio al mercato petrolifero con la coda tra le gambe.

L'idea non è male, ma si dimentica un piccolo particolare: il Messico è il terzo fornitore di petrolio degli Stati Uniti, a cui vende 1 milione e 200 mila barili al giorno (già scesi del 10% negli ultimi sei mesi-fonte EIA). Chi glielo dice, agli statunitensi, che dovranno rivolgersi altrove?

Picco del petrolio in full gear.

 

 

9
9 commenti
9
26 Giu 2009
alle 21:32

Pinnettu

@ Think

Non credo! La produzione messicana è in calo costante dal 2005. Neppure nel 2008, con il greggio oltre i 140 dollari, ha dato segni di ripresa.

8
26 Giu 2009
alle 20:45

Think

E' possibile che il petrolio messicano sia estraibile e utilizzabile CONVENIENTEMENTE solo oltre una certa soglia di prezzo, che adesso non è ancora stata raggiunta, e che pertanto il calo delle esportazioni non indichi la reale capacità estrattiva, che può risalire ancora (insieme al prezzo)?

7
25 Giu 2009
alle 19:53

androll

salvaguardiamo le nostre spiagge http://www.coronasavethebeach.org

6
25 Giu 2009
alle 19:01

Debora/Petrolio

Vista la situazione, potrebbe andar bene anche la "pizza di fango del Camerun"...

:D

5
25 Giu 2009
alle 16:59

Paolo. C.

@3 Be chiaramente il post parlava di consumo interno in ascesa o stabile.

Se fosse solo stabile il consumo interno la mia affermazione sarebbe corretta a meno che la crisi non abbia ridotto le richieste di tantissimo.

Se è in ascesa non penso che in tre anni il fabbisogno interno salga cosi rapidamente, sopratutto in un periodo di crisi mondiale.

Poi magari la produzione non segue per forza quell'andamento ma penso che ci sia molto vicino.

Alla fine però il discorso non cambia per i consumatori globali, il petrolio disponibile il petrolio disponibile dal Messico è in calo rapidissimo. Tutte le più grandi nazioni produttrici di petrolio hanno i loro consumi in crescita e le loro produzioni in calo, quindi un calo cosi ripido non è cosi improbabile.

4
25 Giu 2009
alle 16:44

Janko

>3

Forse nel futuro più lontano... Per quello prossimo sarebbe più adatto "Debito" :-)

 

3
25 Giu 2009
alle 16:05

Paolo D.

@1

 Non è la curva della produzione, ma delle esportazioni, significa che ne usano internamente di più.
Chiaro che per l'americano il succo non cambia, ma a pensarci bene anche il messicano è un americano.

Per la stampa della moneta, visto che hanno tutti la stessa esigenza, potrebbero ovviare utilizzando una stampante unica per tutto il continente (in modo da prepararci per il dollaro mondiale)

Quale sarà secondo voi il nome della moneta unica mondiale?
Io propendo per il "credito", in tutti i film e serial televisivi di fantascienza che si rispettano, nel futuro usano sempre sti benedetti "crediti"

2
25 Giu 2009
alle 15:20

Paolo B.

Al posto del presidente messicano non sarei molto tranquillo guardando all'Irak ed all'Iran, ma d'altronde mica gli USA possono invadere tutti i paesi che posseggono petrolio da esportare(anche forzatamente).

Però il Messico è il loro vicino in assoluto e non è ancora chiaro se chi sta dietro ad Obama sia abbastanza intelligente da iniziare ad abbandonare la strada del petrolio per seguire quella promettentissima delle rinnovabili.

Comunque il peak oil assomiglia sempre di più al classico effetto domino...

1
25 Giu 2009
alle 13:51

Paolo C.

Una bella curva, in meno di tre anni la quantita' prodotta si quasi ridotta allo stesso livello del 1980.

Se gli altri produttori mondiali avranno la stessa velocità di discesa i cambiamenti mondiali saranno rapidissimi e le ripercussioni molto sgradevoli.


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