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Il costo di estrazione.

Giovedì 30 Luglio 2009, 11:13 in Risorse di

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So che vi interessa, anche perché in genere ci si costruiscono sopra ipotesi fantasiose. Quanto costa un barile all'estrazione?

Pare sia un'informazione che Paesi e compagnie cerchino di mantenere segreta, ma l'IEA ha appena diffuso alcuni dati che parrebbero di qualche interesse. Attenzione, non commettiamo l'errore che compiono molte associazioni di consumatori, che confrontano il costo di estrazione con il prezzo della benzina: qui non è incluso il trasporto, gli oleodotti, le petroliere, la raffinazione, l'autocisterna, il benzinaio... insomma, evitiamo di levare alti lai su quanto ci derubano petrolieri e fisco sulla base di un dato che si ferma (o quasi) in mezzo al deserto. Viceversa, l'informazione è molto utile per capire come il prezzo del barile sul mercato, in molti casi, rende più o meno conveniente estrarre il greggio.

Arabia Saudita: il posto più economico del mondo. Il costo operativo per l'estrazione di un barile si ferma a 2 dollari, grazie alla vastità dei giacimenti e alla loro posizione vicino alla superficie del deserto.

Iraq: malgrado i problemi politici e di sicurezza, è ancora assai conveniente. Intorno ai 5$ al barile.

Nigeria: la situazione comincia a cambiare. Mentre un barile estratto nell'entroterra costa circa 15$, per l'offshore si valuta sui 30$.

Kazakhstan: tra i 12 e i 18$ al barile.

Venezuela: i giacimenti sono più piccoli e più sfruttati, quindi i costi si aggirano sui 20$. Molto più alti per le sabbie dell'Orinoco, circa 30$.

Mare del Nord: ormai in depletion, di difficile accesso, un barile costa dai 30 ai 50$. (Potete immaginare come la produzione, e la politica inglese di conseguenza, siano condizionate dal prezzo del barile sul mercato...)


 
17
17 commenti
17
25 Set 2009
alle 22:32

Stefano

io sono in arabia saudita per lavoro, proprio nel settore petrolifero. posso confermare che il giacicimento del ghawar. il più vecchio della KSA è già fin troppo pieno di acqua di mare... ma intanto trovano il petrolio sempre più a sud. l'arabia è ancora tutta da trivellare. se vedeste la mappa. la ricerca si sta aprendo a raggiera. non vi preoccupate. la colonizzazione continua! i prezzi invece... non vi preoccupate i costi sono anche fin troppi gonfiati dalla cessione non proprio a buonmercato della tecnologia impiantistica europea e americana!

16
25 Ago 2009
alle 15:01

andrea

In realtà, in Arabia saudita, da diversi anni, per mantenere i ritmi di estrazione richiesti dal mercato ed ai costi sopracitati si sta pompando acqua di mare nei pozzi.

L'acqua, più pesante del petrolio, accellera la risalita, ma questa procedura rovina irrimediabilmente i giacimenti, pregiudicando eventuali future risalite degli idrocarburi profondi, fenomeno molto frequente nella penisola arabica, dove sono stati riaperti diversi pozzi ritenuti esauriti.

Come sempre, i profitti si realizzano sopratutto sulla pelle delle generazioni future .

15
22 Ago 2009
alle 20:14

nicoletta

Dalla tabella dei costi di estrazione del barile mancano quelli del primo giacimento di petrolio in Europa, la Basilicata (val d'Agri tempa rossa ecc)

Poi quel che mi preme di sapere soprattutto è quante royalties pagano le varie multinazionali ai vari paesi di estrazione... da noi le piu basse al mondo (ma il governo attuale le ha aumentate da 7 al 10%, prove di estrazione GRATUITE, 4% OFFSHORE anche vicinissimo alle coste).

E' da quel parametro che ci capisce quanto è sovrano un paese o quanto colonia, e quanto margine di manovra ha uno Stato

 

14
01 Ago 2009
alle 11:36

francesco g

@10 mi spiace è impossibile che sia il calore liberato nel processo di caricamento (formazione degli idruri) il calore in ecesso è ordini di gradezza superiore.....essere meno qualunquisti non e.....poi c'è anche elio....(con wikipedia non te la fai l'idea...devi andare oltre leggere vari documenti e altro ) le solite critiche che i ricercatori sono degli incopetenti nel fare le misure peccato che di preccauzione per non sbagliere nè prendono più del dovuto usano il meglio della strumentazione....nota in ventanni si è passati da una potenza sviluppata di un centinaio di milliwatt a una decina di watt e con riproducibilità superiore al 50%......comunque ci vorrà ancora tempo non è semplice come sembra.  

13
31 Lug 2009
alle 20:01

marco

Nel mio commento precedente invece di prezzi leggete costi.Scusate il mio italiano.

12
31 Lug 2009
alle 17:05

marco

La tabella dei diversi prezzi e' molto interessante.Avevo letto che la produzione fosse molto piu' conveniente in Medio Oriente che nel resto del mondo ma che le proporzioni fossero queste ,nella mia ignoranza, non me lo aspettavo. Anche se nell' ultimo libro di Heinberg pubblicato da Fazi ci sone dei grafici ,se ricordo bene, di fonte Aspo che illustrano come i giacimenti di greggio attivati negli ultimi anni siano costati piu' di quanto hanno reso e renderanno. Quei grafici mi avevano impressionato ma queste cifre confermano che i prezzi in zone difficilmente accessibili salgono moltissimo.

11
31 Lug 2009
alle 15:15

Pinnettu

@ 8 Medo

Non era un "affare".....erano agenzie di stampa :-)

Invitavo solo a fare qualche riflessione.

Scriviamo tante di quelle fesserie qua dentro che quella non mi sembrava peggio di altre.

Comunque credo che l'Arabia Saudita abbia una spare capacity che in caso di ripresa della domanda gli consenta di tornare ai livelli del 2008.

10
31 Lug 2009
alle 13:33

Mammifero Bipede

@ 6

Sulla fusione fredda la pagina di wikipedia in italiano è stra-esauriente (viene citato anche il servizio di Rainews24). Wikipedia rimane super partes, ma l'idea che mi sono fatto io è che il calore in eccesso provenga da qualche alterazione chimico-fisica del Palladio verificatasi nel processo di "preparazione".

9
31 Lug 2009
alle 11:27

fabio1979

@7

il vero problema sara' riuscire a dar da mangiare a quei 28 milioni di persone che vivono ora in Arabia Saudita. Puoi avere i soldi che ti pare, ma devi prendere il cibo da posti che hanno surplus alimentare. La discesa e' iniziata per tutti e non sara' indolore

8
31 Lug 2009
alle 10:37

medo

#6

Scusa , se l'Arabia Saudita riesce a produrre diciamo 6 ml/b al giorno , ovvero 18 in tre giorni , significa che è probabile che abbia i mezzi per produrne tranquillamente 12 milioni nell'arco di 24 ore.

Un exploit di un giorno di quel genere è tecnicamente complesso ma non ci vedo niente di strano.

Tutto questo non significa che le loro riserve non finiranno comunque piuttosto presto (o anzi prima del previsto).

Non siginfica niente quell'affare che hai postato. Con tutto il rispetto.

7
31 Lug 2009
alle 09:45

pilotaDD

il pensiero che mi viene, con gli odierni prezzi del barile e i costi ancora risibili per i sauditi, nonchè con la loro produzione colossale...

ma quanti fantastiliardi hanno accumulato i sauditi sotto la sabbia?

Dovrebbero accumulare qualcosa come mezzo miliardo di dollari al giorno, da anni... 

Oramai ad occhio dovrebbero avere abbastanza soldi per comprare...tutto! Non se ne parla molto ma mi sembra che ci sia abbastanza da immaginare colossali distorsioni dei mercati, dei media, delle spese per la ricerca, della politica, ecc.ecc.

 

 

 

6
30 Lug 2009
alle 22:01

Pinnettu

Un po OT:

Sul forum ho postato una notizia relativa all'Arabia Saudita. In queste settimane sembrerebbe che abbiano "testato" la capacità di arrivare a una produzione di 12,5 ml b/g. Dico testato perchè in questo momento non c'è bisogno di quei livelli di produzione....

http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=5&t=937&p=21007#p21007

5
30 Lug 2009
alle 21:34

Noel

aehm....lo so che sono parecchio OT, lo scopro solo adesso, ma se qualcuno di voi ha visto il documentario di rainews24 sulla fusione fredda, ditemi che è una cazzata....io non sono un adetto ai lavori ma sembra molto veritiero e la cosa mi farebbe scoppiare di rabbia

http://www.youtube.com/watch?v=qBCSyOPE_g0

4
30 Lug 2009
alle 19:11

Laplace77

Mare del Nord: ormai in depletion, di difficile accesso, un barile costa dai 30 ai 50$. (Potete immaginare come la produzione, e la politica inglese di conseguenza, siano condizionate dal prezzo del barile sul mercato...)

bush vabbe', ma l'uk in afganistan, iraq, ... non c'era niente di esplicito...

quando il barile stava a $20 quanto sara' stato il costo di estrazione nel mare del nord (non ancora in depletion) ?

 

meglio del risiko!

 

3
30 Lug 2009
alle 16:59

max

e nella Val di Noto quanto costerebbe? quelli della texana Panther Oil sono interessati.

2
30 Lug 2009
alle 14:09

fausto

Attenzione alla qualità: non sono tutti uguali. L'off shore nigeriano merita, visto che si tratta di petroli ancora ottimi. Spendere una cifra simile per gli oli pesanti venezuelani è un discorso diverso: cavare benzine da lì è un'impresa per temerari, più che una attività industriale.

1
30 Lug 2009
alle 12:06

medo

Nell'articolo sono piuttosto interessanti i costi del non-convenzionale (stimati al 2008 e con il dollaro del 2008) :Oil shales : 52 - 113 ; Gas to liquids 38 - 113 ; Coal to liquids 60 - 113Stando a queste cifre , vista la quotazione attuale del greggio , questi progetti ora dovrebberoa) essere praticamente tutti fermi ;b) vivere eventualmente di sovvenzioni o credito di imposta .

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