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No, non è il solito titolo della Cassandra catastrofista. A meno che tale non vogliate considerare il National Geographic, che così esordisce per un articolo pubblicato qualche giorno fa (qui la versione stampabile, più leggibile).
Lo scorso anno il prezzo del cibo alle stelle è stato un triste risveglio per il pianeta. Tra il 2005 e il 2008, il prezzo di grano e granturco è triplicato, quello del riso aumentato cinque volte, e le rivolte per il cibo si sono viste in quasi due dozzine di Paesi. E tutto ciò in un periodo di raccolti record. (...) Per dirla in due parole: nell'ultimo decennio il mondo ha consumato più cibo di quanto non se ne sia prodotto.
Abbiamo bisogno di un'altra rivoluzione verde, sostengono gli scienziati, e ne abbiamo bisogno in metà del tempo. Tutto ciò fa venire in mente le teorie malthusiane, la sovrappopolazione, discorsi che spesso qui generano accanite discussioni.
Che ci sia un problema di risorsa cibo è ormai assodato. Resto convinta che non sia imminente come molti credono e come questo articolo lascia intendere: diminuire il consumo di carne (l'allevamento consuma il 70% del raccolto mondiale di cereali) e distribuire meglio le risorse (in Occidente gettiamo via il 30% del cibo prodotto) ci offrirebbe un'ampia finestra di tempo per provvedere. Ma la questione, come si legge anche nel National Geographic, è che il tentativo di aumentare costantemente i raccolti conduce ad un forsennato uso di pesticidi senza alcuna regola, specialmente in certe parti del mondo. Triste il racconto delle famiglie cinesi decimate dal cancro, anche nell'infanzia, proprio per la vicinanza ai campi agricoli irrorati con Dio solo sa cosa. In realtà, come prova uno studio della FAO, l'agribusiness tradizionalmente inteso (mix di fertilizzanti, pesticidi, uso di petrolio e gas, massiva irrigazione e OGM) ha fallito nel suo tentativo di incrementare l'accesso alle risorse alimentari. Ed è la stessa FAO ora a proporre un nuovo sistema, più sostenibile, meno inquinante, meno consumatore di risorse, e soprattutto più consono ai milioni di piccoli agricoltori che sono la vera spina dorsale del sistema alimentare globale.
Ciò non toglie che, piaccia o non piaccia, ogni popolazione può vivere solo con quella che è la sua resource base, ovvero le risorse che ha disponibili sul proprio territorio. Finora, quando si è presentato il problema, le singole popolazioni lo hanno risolto facendo la guerra ed appropriandosi delle risorse del vicino sconfitto. Ma oggi, che la popolazione in questione è l'intera razza umana, e che facciamo i conti con una resource base rappresentata dall'intero pianeta, non abbiamo chances di guerre di conquista. C'è troppo poco petrolio per andare a conquistare le ricchezze di Saturno armi in pugno.







1. fausto, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 13:49
Nelle aree dedite alla coltivazione di frutta, qui dalle mie parti, negli anni passati molti agricoltori si erano presi il cancro. Era un fatto noto, almeno tra gli operatori del settore e gli esperti di medicina del lavoro.
Avevano la disgrazia di vivere a contatto con insetticidi, anticrittogamici, antibotritici e consimili amenità, particolarmente potenti nel loro caso. E' una stagione che ha fatto i suoi danni anche in Italia: anche noi dovremmo ripensare alcune cose.
Troppo spesso, su questo tema, si va a parare attorno al DDT delle piantagioni di banane; ed altrettanto spesso il problema si annida a distanze modeste da casa nostra.
2. Paolo B., Giovedì 9 Luglio 2009 ore 14:06
E come la mettiamo con le multinazionali dei pesticidi, dei fertilizzanti, dei disinfestanti, ecc?
Senza queste la strada verso il cambio del paradigma agricolo in direzione della sostenibilità sarebbe imboccata senza problemi.
Aggiungiamoci le multinazionali OGM che cercano di propinarci i loro prodotti/frankenstein(in parte ci sono già riuscite).
Se non si sconfigge la logica del profitto ad ogni costo, niente sarà indolore nel cambiamento epocale che ci attende.
E mi sembra che tale logica sia più viva che mai oggi...
3. Clanity184, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 14:48
Un estratto da:
http://clanity184.blogspot.com/2008/05/o-la-carne-o-la-benza.html
Il criminologo Michel Venturelli, commentando informative dello stesso tenore, ha ben sintetizzato quello che tutti noi dovremmo focalizzare con attenzione attraverso un paragone che mi permetto di riportare:
4. Vil, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 15:01
siamo prossimi a un estinzione delle mucche?
quale concatenamenti a domino hanno i picchi?
ottima citazione, numero 3.
5. Mattia, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 15:16
Il vegetarianesimo è il futuro dell'alimentazione umana.
6. Mr Goodcat, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 16:12
Non credo a soluzioni estreme come "tutti vegani in un giorno", ma credo in una distribuzione più efficente degli alimenti. Quanto cibo viene scartato e buttato prima di arrivare sulle nostre tavole? Quanto passa dal frigorifero di casa nostra direttamente nell'immondizia? Nel mondo occidentale dobbiamo capire che non è buona solo la frutta perfetta, anzi! Ovviamente è necessario anche una dieta più equilibrata, meno carne rossa, più carne bianca. Meno cereali raffinati, più legumi.
7. Michele, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 17:01
@3
Premetto che mangio molta poca carne (soprattutto insaccati di suino) e che sono d'accordissimo sul ridurre il consumo di carne per dare più proteine a tutti. Tuttavia, mi sembra che il numero di 50 ciotole vuote sia esagerato.
A me risulta che per avere una KCal di carne bovina occorrono 8 KCal di cereali dati come mangimi. Ovviamente, non consideriamo i bovini nutriti con erba, magari erba medica necessaria per la rigenerazione del terreno.
Ipotizziamo anche che solo una KCal su due disponibili sia veramente convertita in carne edibile. Una bistecca semigrassa da 250 gr.sono 400 KCal. Se le moltiplichiamo per 16 (8x2) otteniamo 6400 KCal, che equivalgono a 9 razioni da 700 KCal (200 gr. di cereali), e cioè 9 ciotole piene, pari a 9 pasti completi.
Ora, 9 non sono 50! Se poi si parlasse di carne suina o di pollo, animali che consumano un quarto delle calorie dei bovini, i conti tornerebbero ancora meno. Intendiamoci, anche 9 ciotole vuote sono un'enormità, ma fare i conti giusti è meglio, perché non si rischia di essere poi colti in fallo, perdendo credibilità anche se la causa è giusta.
Se poi i miei conti sono sbagliati (cosa possibilissima perché non sono un esperto in materi), mi piacerebbe sapere dove.
8. Thomas, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 17:10
intanto il Baltic Dry Index ieri ha perso un altro 3% a 3107, la crisi è proprio dietro le spalle, peccato che ci si ripicchia di retromarcia!!
9. Alex I., Giovedì 9 Luglio 2009 ore 18:22
@6
Perchè non ci credi? Certo non bisogna diventare vegetariani o meglio ancora vegani dopo che lo hanno fatto tutti gli altri.
E' LA MIGLIOR SCELTA POSSIBILE ED APPLICABILE IMMEDIATAMENTE PER DARE UNA SVOLTA E RISPARMIARE ENERGIA, RISORSE E SOFFERENZA (animale e umana).
Poi si può continuare a pensare a cambiare il modello di sviluppo insostenibile. Ma per fa sì che gli altri cambino bisogna cambiare prima noi stessi.
10. stef, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 19:03
Premetto che anche io sono quasi vegetariano (nel senso che consumo pochissima carne e sto cercando di eliminare anche la poca che consumo).
Detto cio', sono allibito dal fatto che NESSUNO di questi 'grandi' giornali/riviste abbia il coraggio di dire che non si puo continuare a procreare come conigli.
11. pablo, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 19:24
Io sono meravigliato che proprio qui si affermino cose come "diventare vegetariani per liberare risorse alimentari" o "occorre distribuire meglio le risorse"
E il paradosso di jevons? la storiella dei batteri nella bottiglia del latte?
Più cibo e migliore distribuzione significherebbe solo PIU umani da sfamare fino a ritornare al punto di partenza o peggio.
Non credo proprio che sia questa la soluzione.
12. Alex I., Giovedì 9 Luglio 2009 ore 20:24
Pablo, non è la soluzione definitiva ma io penso sia il punto di partenza, ma non quello che deve esserci indicato dai politici o da chissà chi, il punto di partenza per un cambiamento personale per uno stile di vita più sostenibile e con meno crudeltà possibile.
Insieme a ciò dev'essere fatto anche tutto il resto, un cambio totale del sistema, dal modello economico a quello di sviluppo, consumo, trasporti, energetico e anche il controllo delle nascite.
Ma finchè si pontifica sul risparmio energetico dicendo di usare meno l'automobile e poi la sera ci si fa la pasta col ragù e una bistecca o il tonno rosso, non si va da nessuna parte.
Esempio: seguo Grillo da parecchio, vado ai suoi spettacoli, ho partecipato ai Vday perchè penso sia uno dei pochi che comunque ha visibilità e combatte ALCUNE parti del sistema. Certo che anche lui, parla parla di energia, di risparmiare, di deforestazione e poi? Fa un post sul disboscamento dell'Amazzonia chiedendo di mandare un'email alle multinazionali sportive e altri famosi marchi di scarpe per chiedere di smettere di rifornirsi di pelli provenienti dal Brasile. Ok, quelli smettono e dove vanno a rifornirsi? Da qlcn altro che per espandersi disboscherà da un'altra parte per far posto ai pascoli.
Per essere più credibile dovrebbe essere il primo a smettere di acquistare capi in pelle, di mangiare cadaveri animali(eh sì, chiamiamoli col nome appropriato) e rendere tutto ciò pubblico dando un esempio utile per combattere la deforestazione.
Sennò siamo sempre al solito discorso....
13. aphex, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 20:30
Non so + dove ma avevo letto che con un ettaro di terreno coltivato a cereali si sfamano circa 10 persone per un anno, la popolazione mondiale cresce di 70mln ogni 12 mesi, ciò significa che nello stesso periodo di tempo a parità di produttività dei terreni servono 7.000.000 di ettari in +, insomma ogni 4 anni bisogna trovare nel mondo terreno fertile per una estensione quasi pari all'intero territorio italiano, alpi e appennini compresi. Credo sarà inevitabile una bella e salutare sfoltita.
14. Thomas, Giovedì 9 Luglio 2009 ore 20:41
Ma non sarebbe più facile dire che siamo in troppi in questo pianeta a causa di errori del passato? "vedi il dogma della crescita infinita"
15. Clanity184, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 07:48
@7.
Caro Michele io sono meno esperto di te in materia ma credo che il discorso di Venturelli non si limiti all'evidenziazione del rapporto calorie animali/vegetali. Altri fattori come la resa differente dei terreni dedicati a coltivazione rispetto a quelli riservati a pascolo, fanno parte del conto che alla fine porta il criminologo svizzero a stimare in 50 il numero di ciotole vuote. Migliori spiegazioni, se ve ne sono, credo solo lui possa darle. In ogni caso la tua considerazione finale è pienamente condivisibile.
Qualcuno ha sollevato il problema demografico osservando che sfamare il mondo equivarrebbe ad entrare in una sorta di girone infernale da cui non si riuscirebbe più ad uscire. Personalmente credo che la livella della fame non sia il fattore di moderazione demografico migliore che la nostra società possa pensare di utilizzare per evitare la crescita costante del numero di bocche da riempire. In tempi non sospetti c'era, anche nella chiesa, chi sosteneva strenuamente politiche di controllo demografico basate su programmi di informazione e di contraccezione su vasta scala, nonostante all'epoca fossero censurati con la scomunica l'uso del preservativo e della pillola.
Intendiamoci, il problema è vasto e complesso, ma personalmente ritengo insopportabile accettare ancora oggi, dopo trentanni di parole su parole, che 30mila bambini al giorno nel mondo muoiano di malattie legate alla malnutrizione. E' una guerra, una maledetta guerra giusta, l'unica guerra giusta e ognuno di noi dovrebbe imbracciare una potente arma per combatterla.
16. max, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 09:42
non cadiamo nel solito polpettone catastrofista ma c'è da dire che a forza di bioetanolo e biofuel paesi tipo il brasile e messico sono a un bivio: o giri in auto o ti alimenti!
in italia (paese di luminari!!!) non c'è bisogno di porre una domanda del genere.
17. pablo, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 12:39
Alex,
Pablo, non è la soluzione definitiva ma io penso sia il punto di partenza, [...] per un cambiamento personale per uno stile di vita più sostenibile e con meno crudeltà possibile.
Non è una soluzione, punto.
Liberare risorse probabilmente peggiorerebbe la situazione.
Il tuo ragionamento di "buon senso" forse può servire a placare qualche senso di colpa, ma di sicuro non risolve alcun problema e sposta solo più in la la catastrofe, aggravandone gli effetti.
Insieme a ciò dev'essere fatto anche tutto il resto, [...] anche il controllo delle nascite.
Bene! allora cominciamo da questo, ma prima ancora domandiamoci: perchè siamo sulla terra?
Per arrivare ad essere pochi ma ben pasciuti, in stato stazionario, senza progressi e novità per non turbare l'equilibrio raggiunto?
o per occupare tutti gli spazi biologici a disposizione ?
Nel nostro DNA, come in quello di tutti gli organismi viventi, c'è scritta quest'ultima direttiva. Non è certo colpa dei politici o del liberismo o della globalizzazione.
Non so se l'uomo riuscirà ad andare contro il proprio DNA e non so nemmeno se questo sia giusto alla fin fine.
E chi deciderà chi potrà fare figli? e con quale criterio? E come potrà imporre queste decisioni?Mi pare un problema senza soluzione.
18. Alex I., Venerdì 10 Luglio 2009 ore 14:51
A me pare che accampi un po' di scuse per continuare così senza sentirti in dovere di fare altro.
Allora consumiamo tutte le risorse possibili nel minor tempo possibile ed avremo un radioso futuro. Ma che ragionamento è?
19. Francesco Ganzetti, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 17:02
I valori morali guidano le nostre azioni, anche quando deliberatamente scegliamo un comportamento non confacentesi : quando percepiremo come pericolosamente antisociale mettere al mondo più di 2 figli per coppia, o saremo consapevoli che nelle zone con una popolazione già ben oltre le possibilità di sostentamento del territorio ( in primis medioriente ed Africa subshariana ), la singola vita umana ha un valore ben diverso da quella di un altro individuo per esempio Svedese o Canadese, avremo ritrovato l'equilibrio con Gaia ( la biosfera di Lovelock ) ed i valori di onore e giustizia dei nostri antenati Europei ( Cito qui De Benoist ).
20. pablo, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 17:02
Alex, oppongo solo un ragionamento logico alla marmellata buonista ideologizzata che tu vorresti far passare per buona.
In secondo luogo: è molto ma molto probabile che secondo il TUO metro io faccia il "mio dovere" molto meglio di TE, quindi non venire a fare il "moralizzatore ecologico" con me.
Puoi tentare di falsificare il mio ragionamento con la logica e con dati scientifici, sono aperto a qualsiasi obiezione, anzi vorrei tanto sperare che ve ne siano di valide, ma per favore, lasciamo le frasette buoniste e il wishful thinking ai baci perugina.
21. Xanderoby, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 17:06
"Bene! allora cominciamo da questo, ma prima ancora domandiamoci: perchè siamo sulla terra?
Per arrivare ad essere pochi ma ben pasciuti, in stato stazionario, senza progressi e novità per non turbare l'equilibrio raggiunto?
o per occupare tutti gli spazi biologici a disposizione ?
Nel nostro DNA, come in quello di tutti gli organismi viventi, c'è scritta quest'ultima direttiva. Non è certo colpa dei politici o del liberismo o della globalizzazione."Prego?
Quale specie animale è evoluta a tal punto da distruggere (distruggere, rendere improduttivo, non cicli di aumento di popolazione e diminuzione delle risorse..) l'habitat in cui viveva?
Puoi portarci qualche esempio di questa corbelleria che tu avresti trovato nel DNA di tutti gli esseri viventi?
Le colpe sono tante e storicamente distribuibili, ognuno ha le sue e se ne faccia carico; le "soluzioni" non esistono, esistono al più mezze evoluzioni che, sommate, possono portare ad un cambiamento del contesto, ma le spese di questo rinnovamento spesso sono troppo alte, ed il compito è spesso toccato, un qualunque dio ce ne scampi, a carestie e pestilenze.
Il vegetarianesimo non è LA soluzione e non pretende di esserlo, è una delle tante opzioni che vanno in una certa direzione, ed andrebbe accompagnato da tutto un impianto di decisione ben caratterizzate.
Certo che finché il Dogma è la favola della crescita infinita (vedi anche l'idea del Progresso uber alles, senza saper neanche definire il Progresso stesso), a cui tutto è sacrificabile e declinabile, è evidente che l'impianto di rinnovamento non può portare a cambiamenti che troveranno da soli le soluzioni.
Tu comincia a "svaccare" meno, tanto per guerre, pestilenze e carestie c'è sempre tempo, ed ogni scusa è buona. ;)
22. giorgio, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 19:07
@ Xanderoby
Mi pare invece che pablo abbia perfettamente ragione! tutti gli esseri viventi hanno per loro natura di saturare l'ambiente: non ci riescono quando c'è competizione con altre specie, ma questo è un altro discorso. Peccato che gli uomini non hanno (attualmente) competitori, se non nei microrganismi, e che ci stiamo allegramente avvicinando ad aver superato la capacità di carico del pianeta.
L'alternativa è tra una riduzione della popolazione (e del tenore di vita) pilotata e una riduzione della popolazione imposta dalle circostanze: nessun governo si può permettere di proporre la descrescita perchè è impossibile che tutti i paesi concordino per un sacrificio e l'iniziativa isolata porta un datto individuale e nessun beneficio globale (vedi riduzioni dei gas serra...).
Non capisco poi il senso di un approccio etico: non c'è una scelta tra il bene e il male, tra i cattivi carnivori e i buoni vegetariani, tra le perfide multinazionali e i buoni coltivatori biodinamici. Il problema è di natura pratica e va affrontato e se possibile risolto con gli strumenti della ragione: pablo evidenzia la causa prima di questa situazione e quella a cui è più difficile porre rimedio.
23. Alex I., Venerdì 10 Luglio 2009 ore 21:27
@giorgio
qua nessuno vuole dare LA soluzione, ma suggerire una serie di proposte che si suppone possano essere d'aiuto. Cambiare alimentazione e smetterla con lo sfruttamento animale, a parte le battute stupide sul buonismo ed altro, è una delle tante azioni che l'uomo può fare. E in questo caso è un'azione immediata. Tu puoi smettere da domani di acquistare carne, pesce ecc. e contribuire MOLTO MENO alla deforestazione, all'aumento del consumo dei combustibili fossili, all'aumento di CO2 nell'aria. Non devi fare infrastrutture o cambiare nessun sistema. Devi solo scegliere cosa mangiare.
Insieme a ciò va di pari passo, come ho già detto, un ripensamento del "SISTEMA" in tutto e per tutto perchè abbiamo appurato che non possiamo andare avanti a vivere al di sopra della sostenibilità.
Ma ora che ci penso, devo ancora trovare risposta al quesito che l'uomo si pone da sempre, il perchè della nostrapresenza sulla terra. Un dio misericordioso? un esperimento genetico alieno? Pablo per favore illuminaci, le popolazioni del mondo ti saranno riconoscenti
24. Xanderoby, Venerdì 10 Luglio 2009 ore 22:52
Giorgio: mi sa che ti sei impantanato nella mia prima parentesi, già alla seconda riga.
Complimenti. XD
Cortesemente aspetto da te e dall'altro ricercatore la sequenza di DNA che accomuna tutti gli esseri viventi, ovvero quella dove c'è scritto "Estinguiamoci!".
Qui non si tratta di un problema etico (non solo anzitutto, ma l'Etica™ è un'altra leva del Mktg oggigiorno), ma di un impianto culturale e, conseguentemente, di un sistema coerente di scelte: questo non è il G8 dove ognuno raccontara le sue fregnacce e regge la palla all'altro, tanto meno non è ancora arrivato il momento di "spompinarci a vicenda" (cit.).
La natura pratica del problema è che questo è un mondo FINITO, popolato da esseri FINITI, e qualche demente insieme a qualche miliardo di dementi pretende di trattarlo come un mondo INFINITO guidato da teorie od entità INFINITE.
Posto questo come unico dato (palesemente riconoscibile da esseri meno sviluppati di un paramecio..) da cui partire, ognuno proponga opzioni coerenti con la radice del problema.
;)
25. wonderland, Sabato 11 Luglio 2009 ore 14:35
il problema o meglio la cosa bella e' che la natura funziona alla perfezione da se, il vero problema e' che nn lo abbiamo ancora capito o meglio abbiamo la presunzione di migliorarla anche nei suoi processi + "intimi" come la vita e il suo propagarsi.
L'uso di questi prodotti chimici fa 2 danni uno a noi xche' ci ammaliamo uno alla terra perche' si ammala.
Gli effetti immediati sono positivi inquanto aumentano il rendimento del terreno agricolo ma a lungo andare,uccindendo tutta la vita che c'e' nella terra, rendono la terra sempre + povera, le piante sempre + deboli e creano in questo modo il terreno per una maggiore DIPENDENZA da questi prodotti.
Xche' quando il nutrimento organico del terreno scende sotto certe soglie diventa difficile rigenerarlo, mantenerlo umido e le piante non crescono a meno che non le si doppi costantemente con concimi e le si curi con pesticidi (+ la pianta e' debole + si ammala)
Questo e' il frutto del nostro modo OCCIDENTALE di vedere il mondo come nostro schiavo e senza avere una qualche visione a lungo termine dei nostri effetti su di esso (uso del cervello !!!)
Oggi se domani finisse il petrolio meta popolazione mondiale muorirebbe di fame ( a partire da europa e statiuniti e chi come noi e' dipendente in maniera massiccia da questi prodotti agricoli derivati dal petrol/chimico)
Volevo far notare che nella pianura padana senza usare concimi e continuando con le solite tecniche agricole non verrebbe su nulla (il nutrimento attuale del terreno e' al disotto dell'1%)
26. giorgio, Domenica 12 Luglio 2009 ore 14:15
@ Xanderoby
prima cosa modera i termini: se l'obiettivo del forum è individuare problemi e discutere di soluzione va bene, se viceversa l'approccio è quello di criticare le persone che la pensano diversamente da te allora per me puoi benissimo continuare da solo.
nel merito del tuo discorso, di cui condivido la premessa ovvero che il mondo e le sue risorse non sono infinite, credo che si possano citare ad esempio i casi di specie trapiantate in ambienti diversi da quelli di origine e perciò privi di specie che ne regolano la popolazione che in breve tempo alterano e devastano l'ecosistema in cui sono introdotte (come successo nel caso dei conigli in australia). affermi poi che i limiti delle risorse disponibili dovrebbero essere percepiti come tali da qualsiasi specie anche meno sviluppata di un paramecio: ciò non è vero infatti è noto che le colonie di batteri in coltura crescono esponenzialmente fino all'esaurimento totale del nutrimento disponibile.
probabilmente con quell'esempio tu volevi alludere al fatto che come genere umano siamo forse più intelligenti di un paramecio e quindi dovremmo essere in grado di governare la nostra esistenza in modo compatibile con l'ambiente disponibile: ho l'impressione che anche su questo punto bisogna riconoscere che al momento attuale non è così, prova ne è il fatto che le persone consapevoli sono una sparuta minoranza mentre la gran parte dei nostri simili (senza distinzione di razza o parte politica) pensa che la crescita (dell'economia, del benessere e della popolazione) possa continuare senza fine.
la domanda per le persone consapevoli (e credo che i lettori del blog lo siano tutti) è: si può fare qualcosa per cambiare questa percezione della maggioranza e se sì, cosa? perchè ripeto che se anche da domani tutti noi lettori del blog smettessimo di mangiare carne, consumare petrolio o qualsiasi altra rinuncia l'effetto sarebbe assolutamente trascurabile
27. Alex I., Domenica 12 Luglio 2009 ore 16:12
Infatti dovrebbero farlo tutti, non solo i lettori del blog. Ma se si vuole un cambiamento, prima dobbiamo farlo noi stessi e non aspettare che lo facciano in tanti per poi accodarci come le pecore. Sbaglio?
28. Xanderoby, Domenica 12 Luglio 2009 ore 23:19
Giorgio: mi scuso per il tono usato, spesso il sarcasmo è un comodo corto circuito con cui riportare le persone volenterose alla radice dei discorsi, senza perdersi in troppe parentesi.
Condivido larga parte della tua risposta, anche se l'esempio del paramecio (e dei conigli) erano solo un modo grossolano per palesare questioni più complesse, che, tra l'altro, hai pienamente colto nella sostanza.
Per quanto riguarda la "diffusione del Verbo", io ho smesso di militare molto tempo fa, quando le stesse vittime delle violenze si mostravano, in fondo, compiacenti con le violenze stesse e coi metodi utilizzati, non appena i problemi si spostavano nel loro orticello: quello che scelgo e che faccio lo scelgo per me, gli altri, se chiedono, potranno trovar in me qualche risposta o qualche rimando ad informazioni liberamente consultabili da chiunque.
Questo per rispondere alla domanda riguardo l'alfabetizzazione, che non è mio compito od ambizione, ma dev'essere ambizione di colui che vuole ricevere risposta (disgraziatamente questo è stato uno dei errori più madornali di certi movimenti di 40 anni fa, oggi ridotti al nulla, che pongo ahimè come mio limite personale).
Per quanto riguarda la massa critica dubito che rendere consapevole un malato delle sue nevrosi possa essere una cura anzi, spesso l'unico risultato è renderlo ancora più preda di nevrosi, magari più etiche, ma non migliorando di una virgola la sua situazione, semmai acuendola.
Per quanto un "demente" (mi si perdoni il termine, sarebbe meglio "inconsapevole") possa riscattar la sua vacuità nella massa e nell'adesione ad alti ideali tramite indottrinamento, preferisco mantenerlo "uomo libero", anche se libero non lo sarà mai, ma resterà "demente" con la giusta posizione che gli hanno scelto ed infine s'è scelto per lui, quella di tutti i "dementi" e della loro infinitezza.
Io, da semplice uomo, riscatto me stesso nell'adempimento di una sola funzione, consumare l'indispensabile e preservarlo per chi, dopo di me, riuscirà a dare un senso più alto ed utile alla sua esistenza nella reciproca collegialità degli esseri viventi.
Del resto alla mia assenza sarò un discreto concime per chi mi soppianterà, nella speranza che quest'ultimo sia immensamente più grande e non infinitamente più piccolo di chi l'ha preceduto.
Siamo uomini, ci definiamo colti, civili e superiori a priori, e non ne diamo mai prova: lo stercorario mostra più dignità della moltitudine di noialtri. ;)
29. Alex I., Domenica 12 Luglio 2009 ore 23:23
@28
Purtroppo non saremo manco concime perchè si marcisce dentro una bara sigillata e posta dentro una bella costruzione in cemento quasi sempre...
Bravi bravi fate la pace! Make love, not burgers!
30. pablo, Lunedì 13 Luglio 2009 ore 01:21
Xanderboy,
Io, da semplice uomo, riscatto me stesso nell'adempimento di una sola funzione, consumare l'indispensabile e preservarlo per chi, dopo di me, riuscirà a dare un senso più alto ed utile alla sua esistenza nella reciproca collegialità degli esseri viventi.
E bravo! molto nobile da parte tua!
Parliamo in termini pratici però, perchè a dire "io consumo solo l'indispensabile" siamo capaci tutti.
Quanto consumi?
Hai un PC e una connessione, ne deduco che i bisogni primari e anche quelli secondari per te non sono un problema, perciò indovino che:
Hai un tetto sulla testa, acqua corrente, bagno con vasca/ doccia, elettricità, riscaldamento, cucina a gas, lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro, frigorifero, TV, cellulare, automobile, hai medicinali di prima necessità, hai un medico che cura i tuoi malanni, un ospedale per le evenienze più gravi, strade asfaltate, illuminazione pubblica, fognature, pubbilca sicurezza, istruzione ecc. e, si, naturalmente: ti privi delle bistecche per salvare la natura.
La domanda fondamentale è: tu pensi che il tuo sia un modo di vivere sostenibile?
In altre parole, potremmo esportare il tuo modello a tutti i 7 passa miliardi di umani senza mandare in crash l'intera biosfera?
Se la risposta è si, illustraci come fare e saremo lieti di imitarti.
31. Xanderoby, Mercoledì 15 Luglio 2009 ore 18:52
Pablo: felice di rivederla all'opera per contestare, di tutto l'ambaradan, forse l'unica parte del tutto personale.
Il resto non l'è piaciuto od ha trovato troppo anticonformista contestare nel merito? XD
Comunque, giusto per rispondere: alcuni li ha indovinati (banalmente), altri rispondono al solito cliché.
Risposta fondamentale alla domanda fondamentale: io penso che il mio modo di vivere sia enormemente più sostenibile di quello da lei descritto, ma oltretutto reputo vi siano ampi spazi di miglioramento, ovvero sacrificare il superfluo, come può essere un computer con un accesso web, in un contesto un pelo differente dall'attuale.
Tuttavia vorrei comprendere:
Chi ha parlato di soluzione?
Chi ha parlato di esportazione di modelli?
I 7 miliardi di cui sopra son stati "garantiti", finora, da un modello di sviluppo più vicino al mio od a quello tanto idolatrato ed esportato?
Non sarà forse l' "esportazione del modello" il problema di cui stiamo parlando?
Ah no, noi stiamo parlando di "occupare tutti gli spazi biologici a disposizione ? Nel nostro DNA, come in quello di tutti gli organismi viventi, c'è scritta quest'ultima direttiva. Non è certo colpa dei politici o del liberismo o della globalizzazione.", una fesseria senza capo né coda.
32. pablo, Giovedì 16 Luglio 2009 ore 11:06
Xanderoby:
Pablo: felice di rivederla all'opera per contestare, di tutto l'ambaradan, forse l'unica parte del tutto personale.Il resto non l'è piaciuto od ha trovato troppo anticonformista contestare nel merito? XD
Io non contesto, ho ignorato le offese e il sarcasmo spuntato per riportarti ai *fatti*, ma vedo che sei più interessato alle opinioni.
Comunque, giusto per rispondere: alcuni li ha indovinati (banalmente),
E non ho voluto dilungarmi aggiungendo la rete di negozi che ti fa trovare frutta e verdura fresche tutti i giorni, i trasporti, la catena del freddo, laboratori che controllano che quello che mangi sia sempre salubre, i vestiti che indossi, i mobili che arredano la tua casa e tutti gli innumerevoli altri beni e servizi che consumi quotidianamente e ti permettono di vivere bene e a lungo.
altri rispondono al solito cliché.
Clichè che immagino non ti riguardi dato che vivi in una spelonca e ti nutri di bacche e radici.... :-)Risposta fondamentale alla domanda fondamentale: io penso che il mio modo di vivere sia enormemente più sostenibile di quello da lei descritto, ma oltretutto reputo vi siano ampi spazi di miglioramento, ovvero sacrificare il superfluo, come può essere un computer con un accesso web, in un contesto un pelo differente dall'attuale.
Bene! ti esorto nuovamente a svelarci il tuo segreto.Parla di fatti concreti una volta tanto, e illustraci in pratica cosa dobbiamo fare o non fare per vivere in modo "enormemente più sostenibile"Tuttavia vorrei comprendere:
Chi ha parlato di soluzione?
Chi ha parlato di esportazione di modelli?
I 7 miliardi di cui sopra son stati "garantiti", finora, da un modello di sviluppo più vicino al mio
Il tuo "modello di sviluppo" non lo conosce nessuno dato che finora hai preferito fare della poesia invece di parlare chiaro, però, limitandoci al vegetarianesimo, unico concetto che hai espresso finora, per riassumere il tuo pensiero:
Eliminando la zootecnia potremmo mangiare tutti moltissima polenta.
Purtroppo il tuo ragionamento non prende in considerazione paradosso di jevons, perciò per me è aria fritta.
Se mangiare polenta risolve i tuoi sensi di colpa verso il terzo mondo continua pure, però tieni presente che se, per assurdo, tu riuscissi a convincere il resto del mondo a fare come te, il problema della sovrappopolazione e della fame non solo non verrebbero affatto risolti ma si aggraverebbero enormemente.
Non sarà forse l' "esportazione del modello" il problema di cui stiamo parlando?
E' quello che ti hanno insegnato a credere.
Ah no, noi stiamo parlando di "occupare tutti gli spazi biologici a disposizione ? Nel nostro DNA, come in quello di tutti gli organismi viventi, c'è scritta quest'ultima direttiva. Non è certo colpa dei politici o del liberismo o della globalizzazione.", una fesseria senza capo né coda.
La tua capacità di giudizio è annebbiata dall'indottrinamento ideologico che ti è stato impartito.
33. ralf123456789, Giovedì 3 Dicembre 2009 ore 00:44
stavo legendo questo articolo solamente per cultura personale e mi sono ancor convinto di più che l'uomo non serve a un cazzo e anzi e il cazzo che serve all'uomo per non fare un cazzo cazzo che cazzo di cazzata
ps volevo esprimermi meglio , sviluppando sicuramente un discorso serio ma che cavolo ho premura sto morendo di fame devo andare a mangiare