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Ago 0925

Elettronica, addio?

Pubblicato da Debora Billi alle 13:50 in Risorse


pong.jpgForse qualcuno ricorderà il post del Giugno scorso, quello in cui si raccontava degli USA piuttosto risentiti per le limitazioni poste dalla Cina alle esportazioni di bauxite e altre commodities.

Sembra che la Cina non si sia fatta spaventare dalle minacce di ricorrere agli organismi internazionali, e proceda per la sua strada. Evidentemente, i cinesi ritengono che di fronte alle risorse in calo gli organismi internazionali perdano di significato, e sinceramente come dargli torto?

Ora è la volta dei metalli rari, quelli richiestissimi dalle industrie hi-tech. Metalli esotici quali terbio, disprosio, ittrio, tulio, e lutezio (che nomi da Asterix) non verranno più esportati fuori dalla Cina, con un ban permanente. Altri elementi, come neodimio, europio, cerio, e lantanio saranno oggetto di una restrizione molto al di sotto del fabbisogno globale. 

A cosa servono? Moltissime le applicazioni: dagli hard disk agli speaker audio, dai superconduttori agli schermi piatti, dai laser ai magneti, ma anche lampadine a basso consumo e turbine eoliche. Le ricadute si vedranno principalmente nel settore... delle auto elettriche. Non una buona notizia.

"Prendiamoli altrove", dirà qualcuno. Sbagliato: la Cina possiede ben il 95% del quantitativo mondiale di tali risorse. Non c'è un altrove possibile.

Non credo che ci toccherà assistere ad una guerra delle risorse per 10 grammi di ittrio, anche se tali elementi sono indispensabili per produrre armi di precisione. Ma comincia a configurarsi all'orizzonte la fine dell'elettronica a prezzi irrisori. Chi ricorda, appena venti o trent'anni fa, i costi astronomici di oggetti come il pong, il primo semplicissimo videogioco? L'elettronica era roba esotica, sofisticata e di lusso. Oggi qualsiasi aggeggio ha dentro elettronica, anche dove non serve, è difficile persino liberarsene. 

Anche l'era dell'elettronica sarà ricordata come un'effimera età dell'oro, "è stato bello finché è durato"?

 

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Commenti

1. Max, Martedì 25 Agosto 2009 ore 14:39

Sembra anche un assicurazione sugli export. Se volete l'elettronica è meglio ordinarla alla cina che ha le risorse per farla.

 

2. Dr.Tenebre, Martedì 25 Agosto 2009 ore 14:39

Scusa,da chimico quale sono non posso esimermi dal correggere: in italiano i citati metalli rari si chiamano terbio, disprosio, ITTRIO, TULIO, LUTEZIO, neodimio, europio, cerio e LANTANIO.

3. eco1, Martedì 25 Agosto 2009 ore 15:01

c'è elettronica dove non serve? il controllo digitale ha costi nettamente inferiori degli equivalenti controlli analogici

4. Debora/Petrolio, Martedì 25 Agosto 2009 ore 15:11

Altroché se c'è, eco1. Qui, ad esempio. Magari riuscissimo a liberarcene, del controllo elettronico a scadenza triennale...

(PS Grazie Tenebre. Aspettavo proprio il correttore, dato che sono pigrina he heee)

5. Antonello, Martedì 25 Agosto 2009 ore 15:50

terbio, disprosio, tulio, ittrio, lutezio...

Per me questi elementi (quasi tutti della serie dei lantanidi) non servono, come vogliono farci credere, proprio per la lampadina, le turbine eoliche o l'automobilina radiocomandata... Servono per un tipo di impieghi molto più sofisticati come radar militari di ultima generazione, moderni sistemi di guida per missili balistici, nuovi sistemi antimissile per aerei supersonici militari ecc. La scarsità c'entra ma a me sembra più una mossa politico-strategica della Cina nei confronti degli USA, come per dire: non ti dare troppe arie con noi che ormai sei alla frutta.

Di certo oggi è il boom dell'industria militare; chissà perché...

6. Paolo B., Martedì 25 Agosto 2009 ore 16:10

Sotto con le miniere del futuro allora, le discariche piene zeppe di questi metalli rari.

E' anche vero che messa come racconta il post, la Cina potrebbe assicurarsi l'export di tanta elettronica commerciale e di consumo, a patto di mantenerne i prezzi popolari, altrimenti addio consumismo di massa(finché dura). A condizione che ci sia abbastanza petrolio a buon mercato per il trasporto merci globalizzato.

E' inevitabile comunque la tendenza al rafforzamento dei mercati interni a scapito di quelli esteri come conseguenza dello scoppio prossimo venturo della bolla globalizzazione...

 

7. marcoarco, Martedì 25 Agosto 2009 ore 16:13

Brava Debora, con questo post, sebbene dal titolo un tantino apocalittico, ha messo il dito in una piaga planetaria, quella dell'estrazione dei minerali contenenti elementi rari o rarissimi.Tanto da essere chiamati collettivamente, alcuni di questi, proprio: "terre rare".                                       Nessuno ha ancora scoperto il modo di trasmutare gli elementi chimici l'uno nell'altro in modo semplice, economico e innocuo.Le trasmutazioni conosciute e praticate nostro malgrado, sono solo quelle che avvengono nelle centrali nucleari, dalle quali però non sappiamo far uscire elementi a noi utili ma che non siano radioattivi.La Natura nasconde astutissimamente i suoi segreti.Riciclare questi elementi dalla spazzatura elettronica si può fare e si fa, ma è costoso e non del tutto efficiente, come tante tecnologie e abitudini ereditate dal secolo scorso."Forse non ce ne siamo accorti ma il mercurio è finito" é il titolo d'un post del'11 maggio 2009 di Mario Pagani su "ecoalfabeta".Da leggere e meditare, sopratutto perchè le lampade fluorescenti a basso consumo si fanno con il mercurio.Senza quella minuscola gocciolina di Hydrargirium,questo il nome latino del mercurio, da cui il suo simbolo chimico Hg, niente vapore metallico, niente scarica ultravioletta, niente conversione della scarica in luce visibile, tanto buio.Magari un pò di voglia di "tornare a riveder le stelle".Amen.

Marco Scalrandis 

 

8. Paolo B., Martedì 25 Agosto 2009 ore 16:15

Messa come racconta Antonello, sarà estremamente interessante vedere come proseguirà l'attuale corsa al riarmo(e con essa l'elettronica sofisticata collegata) delle grandi potenze.

Una cosa é certa: l'era dei prodotti e delle merci(o commodities) a buon mercato é definitivamente alla fine...

9. riccardo, Martedì 25 Agosto 2009 ore 16:54

@6, le miniere del futuro: waslala di gioconda belli descrive abbastanza bene la faccenda

10. Archimede, Martedì 25 Agosto 2009 ore 17:42

@ eco1: la storia che "il digitale è più economico dell'analogico" comincio a pensare che sia una balla.

Lo faccio tenendo in mano un termostato elettromeccanico, smontato dalla vecchia caldaia a gasolio, vecchio di trent'anni e perfettamente funzionante.

Guardo il mio attuale termostato digitale, che ha cinque anni, ed i primi acciacchi che mi dicono che non tirerà avanti per altri due...

Ho in un qualche cassetto TRE altimetri digitali kaputt. La prossima volta che vado in montagna, ci andrò con l'altimetro analogico... che ha un quarto di secolo e funziona benissimo.

Un altro cassetto è un cimitero di orologi al quarzo. Nel comodino, ho il Bulova ereditato da mio padre... basta agitarlo un po' (è un "automatico") e, nonostante i suoi quarant'anni suonati, funziona.

11. Francesco, Martedì 25 Agosto 2009 ore 18:11

gli aggegi digitali di solito hanno vita relativamente breve, non ho mai capito il perchè. perchè sono più delicati? perchè li fanno in Cina? perchè sono progettati per rompersi dopo un tot di tempo? bo'...

per di più necessitano di batterie e di energia, sono come vampiri.  avete mai contato tutte le batterie che avete effettivamente in casa tra termostati, orologi, bilance, computer, cellulari ecc ???! è allucinante.

detto questo, secondo me un futuro senza elettronica non può esistere, altrimenti tanto vale mollare tutto ed andare a pascolare le solite 4 capre in cima ad un monte... 

12. Archimede, Martedì 25 Agosto 2009 ore 18:41

Beh, ad esempio basti pensare che i normali condensatori elettrolici (usati praticamente in QUALSIASI circuito elettronico) hanno un'aspettativa di vita massima di una decina d'anni... dopodichè sarebbero da cambiare.

L'elettronica va usata, ma la dove sia indispensabile: un GPS senza elettronica è impensabile, internet senza elettronica non esisterebbe... ma una bussola, un altimetro, un orologio, un tester, una bilancia... meglio restare sul tradizionale.

13. pirklo, Martedì 25 Agosto 2009 ore 18:48

Ma Debora hai dimenticato lo stronzio,il maledettio ,l'inettio ,il cornuto e i derivati del papponio.

Noi ne abbiamo moltissimi e anche se dovremmo mandarli in cina ce li teniamo strettissimi per tutte le loro applicazioni nell'industria per esempio camorrautica o nelle cosche di precisione.

14. eco1, Martedì 25 Agosto 2009 ore 18:54

io parlavo della progettazione, dello sviluppo del controllo digitale, il controllo a retroazione con processore è molto semplice da progettate

l'elettronica è delicata, e più e complicata e più è delicata dato che se aumentano i componenti presenti aumenta il valore atteso di rottura al pari tempo medio di vita di ogni componente

tanta elettronica è eccessiva, concordo

15. Alex I., Martedì 25 Agosto 2009 ore 18:58

Sarà poi così male una vita senza, o magari una vita con pochissima elettronica, almeno quella di consumo?

Dovesse esserci questa penuria di metalli dovrebbero essere destinati alle cose utili, come la produzione di energia e costruzione di macchinari per ospedali e cose simili.

Rinunciare a cellulari, tv al plasma, pc, navigatori satellitari e tutto il resto penso potrebbe anche migliorare il nostro tenore di vita

16. Bernardo Mattiucci, Martedì 25 Agosto 2009 ore 19:08

E' la semplice e lineare conseguenza di una politica assistenzialista nei confronti di uno stato che per decenni ha perpetrato un solo obiettivo "di vita": distruggere economicamente (prima) e socialmente (poi), tutti gli stati del mondo... cosi' da raggiungere un obiettivo millenario: la conquista del pianeta. Questo perche', per chi non lo sapesse, la Cina si considera padrona... DI DIRITTO ....dell'intero pianeta.
E noi la stiamo aiutando.

Come risolvere il problema?
Espulsione di tutti i cinesi... boicottaggio di tutte le loro merci... recupero immediato di tutte le tecnologie e industrie che sono state trasferite in Cina... ferrea opposizione a qualsiasi accordo commerciale tra stati e Cina.

Questo... sia ben chiaro... solo ed esclusivamente a mio modesto parere..... e con l'unico obiettivo di salvaguardare la nostra cultura, la nostra economia e la nostra patria.

17. Alex I., Martedì 25 Agosto 2009 ore 19:15

E se ce ne scordiamo qualcuno lo bruciamo? Ma dai...

18. Debora/Petrolio, Martedì 25 Agosto 2009 ore 19:25

Ma LOL pirklo!!!

:D

Spero proprio tu abbia un blog, e ci fornisca l'indirizzo... ;-)

19. plinkon, Martedì 25 Agosto 2009 ore 19:25

China rules!

Dopo il ventennio nero e la moda del rosso arriverà la moda del giallo.Il sistema cinese è inattaccabile perchè i lavoratori sfruttati non possono neanche fare una rivoluzione comunista perchè il paese è già comunista.La moda cinese quindi è una moda giallorossa e i bastardi giallorossi prenderano il posto dei prepotenti a stellastriscie.Tuttalpiù vi potete rifiugiare nei postfascisti che hanno rinnegato il male assoluto e hanno spostato la causa di zion contro il raxismo verso i rom e gli extracomunitari che ci rubano il lavoro che dobbiamo dare ai cinesi.

20. daniele.spagli, Martedì 25 Agosto 2009 ore 19:46

LOL

http://www.youtube.com/watch?v=pUOpZM2RCfE 

Mi sbaglio o Grillo fu epurato dalla RAI proprio per aver ironizzato su un viaggio in Cina di Craxi e del suo enturage? Chissà... se berlusconi segue le orme del predecessore potremmo chiedere agli aerei di stato di lasciarli a piedi... dopotutto hanno dimostrato che non occorre essere socialisti per rubare e quindi l'interrogativo rimasto aperto dai tempi di grillo (sono tutti socialisti? ma allora a chi rubano?) non ha più senso di esistere e potrebbero ritagliarsi una fettina di "mercato" anche li. ;-) 

21. eco1, Martedì 25 Agosto 2009 ore 20:45

non c'è il comunismo in cina, c'è il capitalismo sfrenato che ha inscatolato la classe operaia in salari minimi e assistenza da fame..

22. Fabrizio, Martedì 25 Agosto 2009 ore 21:43

Scusa, ma c'è una imprecisione. Dall'articolo che menzioni come fonte si evince che il 95% cinese si riferisce alla quota della attuale produzione (estrazione) mondiale, non al possesso delle risorse. 

23. Pippo, Martedì 25 Agosto 2009 ore 22:11

@eco1

non c'è il capitalismo in cina... questo perchè semplicemente ormai ci si è scordati cosa vuol dire.
L'ismo più corretto è il nazionalsocialismo.
Le fabbriche non sono proprietà dello stato come avviene nel comunismo, ma devono produrre quello che dice il governo come avviene nei sistemi fascisti.
In pratica i privati hanno solo la libertà di arricchirsi, basta essere fedeli alla linea. Se ci aggiungiamo quello che fanno ai tibetani, il parallelo col nazismo è completo.

24. massimo, Martedì 25 Agosto 2009 ore 22:44

Non vedo come i cinesi dovrebbero essere peggiori dei nostri attuali signori e padroni, mi correggo, non vedo come nessuno potrebbe essere peggiore dei nostri attuali signori e padroni.

La memoria ha le gambe corte. Non correggetemi, so benissimo quello che dico. Non solo, se la memoria ha le gambe corte, le bugie hanno gambe lunghissime e la tibbu' le mette in mostra tutti i giorni - pare piacciano.

Questa animosita' preconcetta nei confronti dei cinesi, un po' razzista, un po' squallidina e molto gratuita, mi sembra un eccessivo, anche se doveroso, omaggio agli spin doctors occidentali e ai loro sistemi di lavaggio cerebrale. 

Puo' anche darsi che un domani i cinesi imparino a comportarsi anch'essi da perfetti criminali, ma prima dovranno farne di strada.  

 

25. eco1, Martedì 25 Agosto 2009 ore 23:53

ti basti il detto secondo il quale è meglio la peggiore democrazia di una dittatura

qui in italia non rischi la vita se ti lamenti o manifesti perchè sei contro... come pensi sia la situazione in cina invece?

per quante ingiustizie ci siano i diritti che abbiamo mancano per quel miliardo di persone

ot dal tema elettronica addio, ops

l'industria del recupero dei metalli preziosi guadagnerà terreno, impariamo comunque a far durare i nostri computer e i nostri cellulari il tempo giusto senza rincorrere le novità

26. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 02:43

Un controllo digitale, oltre ad essere molto più preciso del corrispondente analogico, è anche molto meno costoso, ed il motivo è semplice: in elettronica i componenti più costosi sono, paradossalmente, le parti meccaniche: la scatola, le parti meccaniche e il circuito stampato nudo senza componenti.

Fidatevi del sottoscritto che nel settore dell'elettronica ci lavora da venti anni e che si smazza distinte di assemblaggio di centinaia di pezzi e acquista componentistica elettronica per lavoro ogni giorno ;-)

27. Coqui, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 06:09

eco1, ho noleggiato una Prius (ibrida) e l'impressione che ne ho avuto è netta: l'elettronica è "indispensabile" laddove un controllo continuo di un processo qualsiasi (tipicamente una manopola che regola un flusso di corrente) non può permettersi di variare arbitrariamente in base alle sollecitazioni meccaniche di un sistema (urto più o meno accidentale, vibrazioni); oppure dove occorrono capacità di calcolo elevate. Ma nel caso di una Prius o di una lavatrice, rimpiazzare il blocchetto di accensione con un microchip oppure il vecchio selettore meccanico dei programmi di lavaggio con una circuiteria scadente serve solo a dare lavoro a un indotto di "assistenza autorizzata" e a rendere più inaffidabile il sistema nel suo complesso (i circuiti stampati e la componentistica sono più sensibili di un selettore di precisione alle vibrazioni di una lavatrice). Inoltre, ultimo ma non ultimo, nel caso di una lavatrice una precisione di calcolo all'ottavo decimale serve esattamente a nulla, perché la vera abilità è dosare il detersivo in base alla quantità di sugo sbrodolato sulla maglietta...

28. Coqui, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 06:27

Alby, idem con patate. Il digitale serve esclusivamente dove non è possibile ottenere lo stesso risultato usando mezzi "tradizionali": penso, per esempio, alla canalizzazione dell'informazione su fibra ottica, che permette l'esistenza simultanea di milioni di blog (incluso questo). Che poi sia di vitale importanza un sistema GPS sulla Micra della segretaria d'azienda che conosce due soli percorsi (casa/ufficio/casa e casa/aperitivo/casa), è cosa da stabilire.

29. Coqui, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 06:37

Alex, l'elettronica è anche un fatto culturale. Voglio dire, il sottoscritto è cresciuto SENZA personal computer ma CON la lavatrice. Se, per una qualsiasi ipotesi, i computer dovessero diventare merce rara e preziosa da usare collettivamente solo presso biblioteche pubbliche e università, non credo subirei un trauma insanabile perché la mia memoria ritroverebbe all'istante il mondo in cui si è formata ed è cresciuta. Se, invece, dovessero scomparire le lavatrici (elettroniche e meccaniche), allora sarebbero dolori. Non c'è niente di irrinunciabile a patto di averne fatto a meno PRIMA.

30. Gianni Comoretto, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 08:44

@archimede:

quest'estate è stata una strage di elettronca. Portatile, scheda PBM dele batterie del motorino, e orologio. Rovistando nel cassetto ho ritrovato il vecchio Longines del babbo,  che va tranquillamente, ma devo dire che rimettere il minuto ogni due-tre giorni non ero abituato. 

Sull'elettronica civile/militare. Certo, i militari sono più "strategici", ma le quantità di ittrio per i componenti dei caccia non sarà difficile procurarsele, costi quel che costi. Il problema sono le centinaia di milioni di hard disk, gli schermi piatti da 94 pollici, ecc. 

 

31. Paolo B., Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 10:07

@16

D'accordissimo su quello che dice Bernardo sulle misure da attuare contro la Cina, tranne l'espulsione di tutti i Cinesi, salvo poi espellerne i clandestini(che sono tantissimi).

Ma la lobby economico/imprenditoriale non lo permetterà mai finché i salari della forza lavoro del gigante asiatico saranno da fame rispetto ai nostri.

E visto che la politica é serva di tale lobby...

32. Hutreck, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 10:35

Tutto dipende dal petrolio come dice giustamente da anni la nostra mitica Debora e con essa tutti noi figli del picco(meglio figli del picco che del becco).

L'aumento del prezzo del petrolio ha causato un'aumento forzato delle retribuzioni in Cina altrimenti sarebbero scomparse.L'aumento delle retribuzioni in Cina ha causato la mancanza di introiti fiscali in America che ha dovuto stringere il credito che ha causato disoccupazione in america e la diminuizione dei consumi e quindi anche disoccupazione in cina.

Come dice Bernankino la crisi ha sfebbrato con la sua eredità di qualche milione di disoccupati,tuttavia cosa succede se il petrolio ricomincia a salire?Il giro ricomincia?

Ricomincia...ricomincia....

33. massimo, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 10:43

@ eco1

Almeno loro lo fanno alla luce del sole. Certo se ci si mantiene alla superficie delle cose...

I nostri signori e padroni si sono resi colpevoli delle cose piu' mostruose: invasioni, golpe, assassini mirati, strategia della tensione, rapimenti e torture - potremmo aggiungere una lista che non finisce piu'. In compenso hanno la tibbu' con cui dare ai cretini la sensazione di vivere in democrazia e di considerarsi socialmente e civilmente evoluti.

 

34. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 11:34

@27 "i circuiti stampati e la componentistica sono più sensibili di un selettore di precisione alle vibrazioni di una lavatrice"

E qui ti devo contraddire: paradossalmente il selettore (che non è di precisione, ma un aggeggio elettromeccanico che deve costare il meno possibile) essendo pieno di contatti elettrici striscianti è il no-plus-ultra dell'inaffidabilità: i contatti si usurano, ci sono parti in movimento e il tutto per essere relaizato richiede stampi per le plastiche, per le lamelle dei contatti, ecc. ecc. che hanno un costo che viene scaricato sul prodotto.

Lo stesso vale per le automobili: i motori termici con i loro pistoni, cammes, frizioni, cuscinetti, bronzine, valvole, ecc. ecc. sono molto meno affidabili e i complesso è più complicato del corrispondente motore elettrico e del pilotaggio elettronico che servirebbe a muoverlo.

No, perchè se non volete le auto elettriche perchè son piene di elettronica e preferite quelle a motore a scoppio perchè pensate che siano più affidabili, allora tanto vale tornare al carretto trainato dal somaro: un telaio, un asse con 2 ruote piene e un somaro che raglia e mangia bio-biada anzichè benzina sono molto più complessi :grin:

35. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 11:35

...ed ecologici ;-)

36. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 11:36

Chiedo venia.

La fretta e la testiera non van d'accordo, ri-rettifico: "un telaio, un asse con 2 ruote piene e un somaro che raglia e mangia bio-biada anzichè benzina sono MENO complessi e più ecologici"

37. Archimede, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 12:55

@ Alby:

Non proprio.

Un esempio:
termostato elettromeccanico  Geco termo 14: prezzo sui 22 euro
termostato elettronico Geco termo 10: prezzo sui 38 euro

Per il genere di applicazione e le precisioni in gioco, giudico molto più affidabile il primo che non il secondo.

Al secondo dobbiamo anche aggiungere il costo di esercizio delle batterie che, in 10 anni (semprechè ci arrivi, a 10 anni...), farebbero lievitare ancor di più il costo del digitale rispetto all'elettromeccanico...

Vantaggi dell'elettronico: c'è il display, che fa tanto figo...

Quindi, la storia che "l'elettronico costa meno" spesso è una balla.

Per quanto riguarda la presunta inaffidabilità dei combinatori meccanici rispetto all'elettronica nelle lavatrici: ho in cantina una Philco meccanica, vecchia di 20 anni, che da due anni usiamo solo saltuariamente. Non ha mai perso un colpo.
Tutti i miei conoscenti con lavatrici elettroniche hanno lamentato problemi dopo al massimo 5 anni.
La mia lavatrice elettronica nuova ha meno di due anni e, per il momento, non ha dato problemi... ma quanto durerà?

Un altro esempio: caldaia a basamento, 4 anni. Saltuariamente si impianta. Basta spegnerla, attendere un minuto, riaccenderla... e va a posto. Classico comportamento di un condensatore che sta partendo. Il tecnico è venuto già 5 volte, ha già sostituito (sotto contratto) tutto il sostituibile tranne l'elettronica (che, a suo dire, "non si può guastare"). Ma il problema persiste.
La prossima volta lo prendo a martellate sulle gengive fino a che non si decide a sostituire quel primitivo stampato (valore forse 10 euro, prezzo svariate centinaia di euro...).

E potrei continuare...

38. fausto, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 13:46

Tungsteno: dalla Cina con furore. Sembra che siano in stallo, faticano ad esportare. Vai a vedere che le prime lampade che cadranno vittima della carestia del raro elemento saranno le incandescenti.

39. Coqui, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 13:50

Basta una saldatura fredda o una pista di rame malferma: alla prima buca ti si spegne la Prius e non riparte più. Per quanto riguarda l'usura da attrito nell'elettromeccanico, il peggio che può succedere, se il materiale è di buona qualità, è che dopo dieci anni è colato un po' di grasso sui contatti e occorre pulirli...

40. Coqui, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 13:51

Comunque ho scritto che l'elettronica è insostituibile dove non si può ottenere lo stesso risultato per via meccanica. E' ovvio, suppongo, che un Pc taiwanese esprime una potenza di calcolo n-volte quella di una Divisumma Olivetti.

41. Velenux, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 15:26

Ottimisticamente posso prevedere due sviluppi:

  • la scomparsa dell'elettronica "inutile" (es. i sistemi elettronici con telecamere e video lcd al posto degli specchietti retrovisori)
  • la costruzione di oggetti elettronici più "modulari", più durevoli e soprattutto più "riciclabili"
 

42. Debora/Petrolio, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 16:10

Coqui, da quando in qua sai anche di elettricismo? :D

Ma guarda tu che roba... :P

43. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 17:15

@39 piste di rame malferme e saldature fredde non sono più un grosso problema sull'elettronica attuale, tutta in montaggio superficiale e con fori metallizzati ...forse in quella degli anni '70/80.

Quanto ai contatti: usura, quindi aumento della resistenza di contatto e quindi bruciatura della pastiglia o della superficie di contatto, e quando la superficie dei contatti è bruciata manca la protezione contro l'ossidazione e il problema si ripete.

@42 ..."elettricismo"? :glab: Che cos'è?

44. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 17:34

@38: mi risulta che le incandescenti saranno fuori commercio in Italia già da gennaio 2011

45. riccardo, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 17:47

alby, per carità, non parlare di queste cose che la debby và in aceto! :)

46. Coqui, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 20:35

Adesso non più tanto, @42, ma a 16 anni presi la licenza di radioamatore (I2XRK) e a 18 quella di uccidere. Sono un nostalgico dell'autocostruzione, credo uno degli ultimi che tentò di clonare in cantina un trasmettitore Geloso G222, ma facevo piccoli miracoli anche solo con una 6L6 (la frequenza soffriva solo di una leggerissima deriva da riscaldamento).

@43, la lavatrice meccanica dei miei è durata 15 (quindici) anni, e il selettore non è mai stato cambiato. Quelli che cedevano erano il motore e le molle, ma la responsabilità andava ascritta a mamma, che caricava 200 chili di mutande contro i 5 prescritti dal costruttore...

47. Coqui, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 20:49

"Vantaggi dell'elettronico: c'è il display, che fa tanto figo...".

Quando mi invitavano in barca a vela, il primo dei miei passatempi era fare il punto nave traguardando con la bussola due punti di terra. Il secondo era giocare con l'ecoscandaglio (elettronico), il terzo aiutare il marinaio a preparare le linguine allo scoglio. Se poi c'era qualche ragazza, beh...

48. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 23:44

@46 @47: io la lavatrice meccanica del 1986 ce l'ho ancora nel seminterrato: e quello che ha ceduto due volte da allora è il cuscinetto del cestello, l'ultima volta che l'abbiamo aggiustata l'ho messa "di riserva" per 2 motivi.

1) Non avevo tempo per aggiustarla essendo nel periodo del trasloco e non trovando subito il ricambio.

2) Siccome le mutande sporche addosso dopo qualche giorno tendono a camminare da sole, ne abbiamo acquistata una nuova elettronica in classe A+: niente commutatore rotativo: solo dei tasti a sfioramento (niente parti in movimento) e un encoder (ottico), tutta roba che non deve sopportare corrente sui propri contatti e che ha il minimo di parti in movimento possibile.

Ho solo evitato di prenderne una con 2 miliardi di giri/minuto di velocità di centrifuga: 800 rpm sono sufficienti.

Last but not least: la nuova consuma molto meno di energia elettrica, che non guasta proprio. 

Il bello è venuto dopo che ho avuto tempo per aggiustare la vecchia.

Nello stesso periodo mia zia ha cambiato la sua perchè il programmatore non le faceva più commutare la centrifuga e... me l'ha regalata (!): ho riadattato a costo zero il contatto che si era scassato (son sicuro che non durerà, ma il programmatore costava uno sproposito) e l'ho tenuta.

Quindi adesso ho 3 lavatrici

Morale: le 2 più stagionate le abbiamo messe come dicevo nel seminterrato e le usiamo saltuariamente in caso di un sovraccarico di mutande da lavare ;-)

49. Alby, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 23:53

@45 secondo me lo Spiegel sta facendo pubblicità occulta, infatti  ieri l'altro mi sembra di aver visto (ero un po' disattento e non ho ascolatato bene) un servizio del TG1 in cui si riportava la notizia.

...vuoi vedere che invece le lampade ad incandescenza non le sta comprando nessuno e giornali e tv stanno cercando di aiutare la grande distribuzione a smaltire le scorte?

Quanto all'aceto: bè, passatemelo pure che lo metto nella botte in cantina (anche questa riciclata da un vicino che la voleva buttare).

50. Alby, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 00:12

@37:

===
termostato elettromeccanico  Geco termo 14: prezzo sui 22 euro
termostato elettronico Geco termo 10: prezzo sui 38 euro

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---> Non mi sono spiegato: il costo è uguale se non inferiore, non il prezzo ;-)

Il prezzo lo fa il "marketting" ed è quello che ti fan pagare in base alla fascia di mercato.

I modelli base si confrontano su prezzi che hanno margini di guadagno risicatissimi che servono a mantenere le fette di mercato, mentre è sul modello fighetto che si fa l'utile.

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Per il genere di applicazione e le precisioni in gioco, giudico molto più affidabile il primo che non il secondo.

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Dipende: un elettromeccanico se va grassa ti regola con 3/4 gradi di isteresi, un elettronico con regolazione proporzionale puo' anche arrivare a stare entro il grado.

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Al secondo dobbiamo anche aggiungere il costo di esercizio delle batterie che, in 10 anni (semprechè ci arrivi, a 10 anni...), farebbero lievitare ancor di più il costo del digitale rispetto all'elettromeccanico...

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---> Azz (anzi, Soccmel !) ... il cronotermostato della mia vecchia casa consumava  ben 2 batterie stilo ogni 2 anni, e una confezione da 4 pezzi costa 3€ ^_^

===Un altro esempio: caldaia a basamento, 4 anni. Saltuariamente si impianta. Basta spegnerla, attendere un minuto, riaccenderla... e va a posto. Classico comportamento di un condensatore che sta partendo. Il tecnico è venuto già 5 volte, ha già sostituito (sotto contratto) tutto il sostituibile tranne l'elettronica (che, a suo dire, "non si può guastare"). Ma il problema persiste.

La prossima volta lo prendo a martellate sulle gengive fino a che non si decide a sostituire quel primitivo stampato (valore forse 10 euro, prezzo svariate centinaia di euro...).

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---> caldaia a basamento di che anno? 

Quella che ho rottamato prima ristrutturare casa aveva un rendimento ridicolo: con l'impianto a pavimento e la caldaia a condensazione sono passato da 2000 mc/anno a 1500, e la differenza di prezzo rispetto ad un impianto a termosifoni con caldaia standard ad alto rendimento l'ho già recuperata per 2/3 con gli incentivi del 55% e con il gas già risparmiato in 2 stagioni invernali.

51. Coqui, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 08:34

"Last but not least: la nuova consuma molto meno di energia elettrica, che non guasta proprio". 

Ma l'elettronica c'entra nulla. Il consumo di una lavatrice dipende dal riscaldamento dell'acqua, non dalla centralina né dal motore (anche se una centrifuga a 600 giri, o anche 400, aiuta senz'altro). Riciclare una vecchia lavatrice eliminando la resistenza interna e riscaldando l'acqua con pannelli solari, forse, dico forse, permetterebbe di avere una lavatrice anche più efficiente di una A+.

52. Archimede, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 09:01

@Alby:

> Non mi sono spiegato: il costo è uguale se non inferiore, non il prezzo ;-)

OK, ma all'utente/consumatore è quello che interessa. Il fatto che il costo effettivo di produzione sia più basso è irrilevante.

>Dipende: un elettromeccanico se va grassa ti regola con 3/4 gradi di isteresi, un elettronico con regolazione proporzionale puo' anche arrivare a stare entro il grado.

No. Verificato: quello elettromeccanico d'antiquariato che ho nel cassetto ha un'isteresi di 1,5°.
Mentre un elettronico con le batterie appena scariche può anche superare i 3° (perchè questi str*** non lo dicono, ma i termostati ed i tester elettronici sono suscettibilissimi alle batterie scariche... e cominciano a dare i numeri spesso prima ancora di accendere la spia "batteria scarica"... :-(

 


> Azz (anzi, Soccmel !) ... il cronotermostato della mia vecchia casa consumava  ben 2 batterie stilo ogni 2 anni, e una confezione da 4 pezzi costa 3€ ^_^

In 10 anni significa altri 7,5 euro, che si sommano al maggior costo del temostato elettronico... inoltre, penso che negli ultimi sei mesi di vita delle batterie le prestazioni del tuo cronotermostato non saranno state particolarmente brillanti o affidabili... 

> caldaia a basamento di che anno?

L'avevo scritto: di 4 anni. Sono andato a verificare, e gli anni in realtà sono 6.. prima accensione anno 2003.

>Quella che ho rottamato prima ristrutturare casa aveva un rendimento ridicolo:

OK. Ciò non toglie che potrebbero anche usare sistemi un po' più affidabili, per realizzarle...
Anche perchè la mia, non essendo a condensazione, ha una logica di controllo semplicissima: la costruzione di un controller elettromeccanico, anzichè elettronico, sarebbe banale. E, prodotto in serie, costerebbe pochi euro... proprio come pochi euro costa il controller elettronico alla produzione (anche se lo fanno pagare una fetta di stipendio).

53. Alby, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 11:04

@52:

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Il fatto che il costo effettivo di produzione sia più basso è irrilevante. 

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---> mica tanto: significa che su quel prodotto c'è margine e quell'azienda puo' lavorare senza dover chiudere o chiedere troppi prestiti alle banche. Inoltre significa che c'è margine per avere a parità di costo quella tecnologia, un domani.

Il fatto che non si riversi il vantaggio in modo totale sul consumatore è solo un problema che dipende dal marketing e dalla filiera di quel prodotto.

E qui ci sarebbe da aprire un bel discrorso sulle stategie di cartello che le varie aziende utilizzano per regolare i prezzi di vendita.

 

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No. Verificato: quello elettromeccanico d'antiquariato che ho nel cassetto ha un'isteresi di 1,5°.
Mentre un elettronico con le batterie appena scariche può anche superare i 3° (perchè questi str*** non lo dicono, ma i termostati ed i tester elettronici sono suscettibilissimi alle batterie scariche... e cominciano a dare i numeri spesso prima ancora di accendere la spia "batteria scarica"... :-(

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---> se funziona come scrivi quello elettronico è un cesso progettato male, e di quella casa non acquisterei nemmeno la versione elettromeccanica.

L'elettromeccanico ha un'istresi di commutazione di 1,5°C, ma quella che conta è l'isteresi totale riscontrata sull'impianto con una regolazione on-off di quel tipo durante il funzionamento.

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In 10 anni significa altri 7,5 euro, che si sommano al maggior costo del temostato elettronico...

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---> che sono trascurabili sul totale dei costi dell'impianto che deve regolare.

54. riccardo, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 14:44

giusto ieri mi è capitato di mettere in moto un ciao piaggio; che c'è di strano? niente, solo che era fermo dal 96

13 anni

è partito in 30 secondi, nemmeno aveva da ripulire il contatto della candela!

sfido qualunque scooter elettronicizzato a fare lo stesso

55. simo seo, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 14:31

beh potrebbe essere per esempio l'inizio di una politica sensata di riciclaggio dell'elettronica di consumo..

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