Uno sguardo dal picco
La cattura di anidride carbonica, su grandi volumi, è sostanzialmente cretina: dove la metti? come la conservi? ed i costi son crescenti.
Il miglior sistema di cattura del carbonio (che, altra cosa importante, lascia anche libero l'ossigeno) è ovviamente l'insieme dei viventi, che ne fà massiccio uso in molecole complesse: ed è anzi ciò che ha fatto dell'atmosfera terrestre quello che è adesso.
La parte quantitavamente più importante è la flora; ed anche la fauna marina conta. E poi ci sono i depositi sotterranei di più antica origine organica (petrolio, metano, carbone...), e quelli nel permafrost (e lascio perdere il metaneo subacqueo, che è un discorso complesso).
E noi che stiamo facendo? un attacco simultaneo su tutti i fronti: immettendo nell'atmosfera il carbonio sotterraneo, riducendo pesantemente flora e fauna, ed anche il permafrost è in pericolo.
Ottimo modo di darsi la zappa sui piedi: ma il punto è che va non tanto sui piedi nostri, quanto delle generazioni future, di cui in realtà c'importa molto poco. Come disse Keynes, volendo evitare questioni spinose: «Nel lungo periodo [noi che siamo vivi oggi] saremo tutti morti».
È il nnormale modo di ragionamento umano: oggi è importantissimo, domani un pochino importante, dopodomani chissene. Può piacere o no, è un dato di fatto. Come è un dato di fatto che il domani rapidamente diviene oggi.
Solo cinquant'anni fa nessuno si preoccupava: bruciamo petrolio, gas, carbone, anche l'uranio va ch'è una favola; adesso la cose son un poco cambiate, domani si farà qualche cosa se si sarà ancora in tempo...
Al di là del picco nelle emissioni, resta il problema di ridurre la concentrazione in maniera rapida e radicale e quindi una maggiore difesa del patrimonio boschivo da una parte e, se proprio si vuole seguire una delle idee di Steven Chu, continuare le ricerche sulla cattura dell'anidride carbonica. E potrebbero anche tornare buoni gli aerosol, anche se in questo caso il problema è ancora più complesso del processo di cattura di CO2.
E' anche vero che chi magari ha realizzato qualcosa di scientifico viene zittito e accusato di creare allarmismo e terrorismo!!
#3 del resto nel NT c'è scritto che "maggiore è la propria conoscenza maggiore è il proprio dolore..."
dopo 2000 anni tutto è come prima eheheh
almeno in Italia mi sa che il monitoraggio di emissioni in atmosfera sia piuttosto taroccato! considerato che, si inizia timidamente ad associare l'emissione di alcune sostanze ad alcune patologie, sarebbe quindi utile realizzare controlli non dico seri ma almeno credibili in relazione all'area soggetta a monitoraggio. E' anche vero che chi magari ha realizzato qualcosa di scientifico viene zittito e accusato di creare allarmismo e terrorismo!!
Sarebbe interessante calcolare più o meno scientificamente(o per via empirica magari) se è avvenuto il picco delle emissioni.
Sembrerebbe logico, se prendiamo per buono "l'avvenuto" picco petrolifero del secondo semestre 2008, supporre che quello delle emissioni sia immediatamente conseguente, ma si sa che la logica non sempre funziona con gli irrazionali impulsi umani.
Qualcuno ha idea di come siamo messi sotto questo aspetto?
.....Ho visto che hai messo la bandiera messicana a destra.....se è vero che le esportazioni di petrolio cosituiscono il 38 % del PIL messicano allora lo stato messicano à destinato a chiuder bottega entro pochissimi anni, visto che nel 2015 al massimo non potrà permettersi di esportare alcunchè, mantenendo lo stesso livello di consumo interno, visto il rate di depletion di Cantarell.
alle 22:59
riccardo
monica cosa c'è in italia che non sia taroccato? :)