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General Motors e Michael Moore.

Venerdì 7 Agosto 2009, 09:22 in Current Affairs di

Non so se qualcuno di voi ha visto il bellissimo documentario, il primo realizzato da Michael Moore, Roger & me. Parlava, in tempi non sospetti, della crisi dell'auto e del tramonto della General Motors, che per la città di Moore, Flint, era come la Fiat per Torino.

Trovo ora un bell'articolo risalente ad un paio di mesi fa, in cui Michael Moore fa il punto della situazione e suggerisce ad Obama una strategia parecchio diversa da quella intrapresa. Ecco qualche stralcio:

Oggi siamo in una guerra diversa: dobbiamo difendere l' ecosistema dall' attacco dei manager delle nostre aziende. Questo conflitto ha due fronti. Uno ha il suo quartier generale a Detroit: dalle fabbriche di Gm, Ford e Chrysler escono armi di distruzione di massa potentissime (...) L' altro fronte è guidato dalle compagnie petrolifere. Gli stessi manager che hanno amministrato spericolatamente le limitate riserve di petrolio della Terra sono decisi a spennarci il più possibile.(...) Prepariamoci a vedere gente disperata disposta a uccidere solo per mettere le mani su una tanica di benzina.

Esattamente cento anni fa i fondatori della General Motors convinsero il mondo ad abbandonare cavalli, selle e frustini per un nuovo mezzo di trasporto. Ora è il momento di dire addio al motore a combustione interna. Per molto tempo ci è sembrato utile. Ci è piaciuto mangiare in macchina al MacDrive. Abbiamo pomiciato sui sedili davanti e dietro. Abbiamo visto i film su grandi schermi all' aperto, siamo andati ai gran premi e abbiamo visto il mare per la prima volta dal finestrino di una autostrada. Ma ora è finita.

 

(Ecco Roger & Me in italiano, disponibile su YouTube in 9 parti. Su Crisis, oggi va in onda Sicko. Buona visione...)

 
 
16
16 commenti
16
15 Ago 2009
alle 09:17

Danx

Usate le bici e le gambe, merdacce!

Possiamo farne a meno di lavorare tutto il giorno come schiavi per comprarci schifezze che servono solo per farci spendere altri interi stipendi!

15
12 Ago 2009
alle 00:33

lalica

@12

le geografie dei due paesi che citi sono sensibilmente diverse dalla nostra, guarda la francia per esempio: pianeggiante e con grandi centri urbani ben distanziati tra loro cosa che può rendere utile un treno che vede nei 300 km (senza fermate intermedie) la sua giusta collocazione. Noi siamo i pronipoti dell'italia dei Comuni, ogni campanile una città, non ha senso così come non ha senso parlare di merci sui binari ad alta velocità; non a caso la francia sposta le merci a bassa velocità vedi la lineada Bettembourg a Perpignan inaugurata a marzo 2007 con un costo di 50 milioni di euro per mille km.

“Questo modesto finanziamento avrà maggiori ricadute positive sull’ambiente e sulle condizioni di trasporto rispetto ai lavori faraonici come la Lyon – Torino con i suoi 15 miliardi di euro”, afferma Alain Bréau, copresidente di TLF. (da lemonde del 28 marzo 2007)

14
08 Ago 2009
alle 20:06

Mr.Loto

Come tutte le cose su questa terra, anche il motore a scoppio ha fatto il suo tempo.....è ora di voltare pagina.

13
08 Ago 2009
alle 12:31

Alex I.

@12

infatti non è sbagliata la TAV di per sè. Penso però che ci vorrebbe prima un riammodernamento della rete nazionale, un potenziamento del trasporto regionale e del trasporto merci e solo dopo si può pensare alla TAV stile francese.

Ma finchè siamo governati dai ladrones e dalle mafie, dalle più alte cariche fino ai più bassi livelli, possiamo solo stare freschi.

12
08 Ago 2009
alle 11:33

Max Bertoni

Ovvio che questo sia causa della caciaronaggine e del pressappochismo italiano, non credo che in paesi come Francia e Giappone siano stati compiuti tali scempi o che siano restati impuniti. Eppure questi due paesi sono leader nell'AV...

11
08 Ago 2009
alle 09:18

Paolo C.

vorrei ricordare lo scempio della TAV nel Mugello (con un'Ansa dello scorso marzo):

(ANSA) FIRENZE, - Ventisette condanne da tre mesi d'arresto a 5 anni di reclusione e provvisionali per il risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro. E' la sentenza del processo di primo grado, aperto nel novembre 2004, che si è chiuso oggi a Firenze per i danni ambientali causati nel Mugello dai lavori per l' Alta velocità tra Firenze e Bologna. Le pene più alte sono state inflitte ai vertici del Cavet, il Consorzio di imprese che ha avuto in appalto i lavori: 5 anni, di cui tre condonati con l'indulto, per Alberto Rubegni, presidente Cavet e anche ad di Impregilo (che ha il 75% di Cavet), per Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, rispettivamente consigliere delegato e direttore generale del Consorzio.

Gli imputati, in tutto una cinquantina, erano responsabili e dipendenti Cavet, di ditte in subappalto, gestori di cave e di discariche, intermediatori per i rifiuti. Le pene inflitte dal giudice, Alessandro Nencini, riguardano solo l'illecito smaltimento dei rifiuti. Assoluzioni, invece, per le accuse legate ai danni alle falde acquifere e ai torrenti: le condotte sono state ritenute colpose e quindi non sanzionabili penalmente. Mentre per il furto d'acqua, altra imputazione, il giudice ha sollevato la questione di incostituzionalità. I risarcimenti sono stati riconosciuti per 50 milioni rispettivamente a ministero dell'Ambiente, Regione Toscana e Provincia di Firenze.

Cifre più basse, da 5 a 25 mila euro, ad altri enti locali interessati ai lavori e ad associazioni ambientaliste. "E' una sentenza che non dispiace alla difesa. Il reato rimasto è quello di smaltimento illecito di rifiuti, ma penso che nei prossimi gradi di giudizio non reggerà", ha commentato l'avvocato Tullio Padovani, tra i legali Cavet. Mentre i risarcimenti, per la difesa "non hanno senso anche alla luce del fatto che l'accusa aveva disegnato le pubbliche amministrazioni anch'esse come inadempienti riguardo i controlli". Per uno dei magistrati che ha coordinato le indagini, Giulio Monferini, "l'impianto accusatorio è stato sostanzialmente confermato".

Secondo Legambiente e Wwf la sentenza "riconosce la gravità del disastro ambientale", ma le associazioni ambientaliste sottolineano come non siano previsti risarcimenti per i cittadini del Mugello che si sono costituiti parti civili e come non siano state 'punite' le responsabilità per per il prosciugamento di torrenti e falde acquifere. La procura aveva chiesto condanne per oltre 180 anni di reclusione: le pene più alte, 10 anni, per i dirigenti Cavet. I danni ambientali erano stati stimati attorno ai 750 milioni di euro, per il disseccamento o l'impoverimento di 81 corsi d'acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque acquedotti, l'inquinamento del territorio per i depositi di terre di scavo contaminate da idrocarburi.

I lavori per la costruzione di 79 km di ferrovia, di cui 73 in galleria sono iniziati nel 1996 e sono ancora in corso: "sarebbero dovuti finire nel 2003", hanno ricordato i pm. Riguardo i costi, "dai 5.810 miliardi di lire iniziali - hanno aggiunto - si è arrivati a 4,8 miliardi di euro". "E' una sentenza severa - ha commentato il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini - di cui occorre prendere atto. In sede civile dovrà essere quantificata l'entità complessiva del danno. Ma il danno ambientale c'é stato".

10
08 Ago 2009
alle 03:30

Max Bertoni

Concordo con Alby, grazie per le informazioni sulla posta, non ne sapevo niente...

Ah, considerate che io sono di Viareggio, città che ultimamente ha subito lo scotto dei tagli alle manutenzioni dei treni merci. Nonostante questo sono ancora estremamente convinto che il futuro del nostro paese, la possibilità concreta per una svolta economica prima ancora che ambientale, passi per la completa conversione dei trasporti su ferro e buona in parte su acqua.

9
08 Ago 2009
alle 02:01

Alby

Fino alla fine del ventesimo secolo il servizio postale sui treni ha svolto con dignità e abnegazione la propria funzione, sia con carrozze intercalate in lunghi convogli, notturni e diurni, sia con treni dedicati (i "celeroni"), convogli di sole carrozze postali+bagagliai con le quali si offriva un servizio rapido e sicuro. La posta veniva caricata e lavorata in treno, pronta per essere smistata una volta arrivata nelle varie stazioni. Un servizio svolto negli ultimi anni, con l'inaugurazione della Direttissima, la modifica sulle E444 trasformate in E444R, e la relativa modifica dei carrelli delle postali UMI tipo X con i nuovi Fiat con smorzatori antiserpeggio, fino alla velocità di 200 km/ora in DD tra Roma e Firenze... ma di tutto ciò a fine anni 90 ne è iniziata la totale chiusura,e con il nuovo secolo si accontentano così i padroncini che lavorano con la SDA, l'Alitalia, e qualche altro signore che c'ha guadagnato... Come al solito la gomma inquinante, pericolosa e ingombrante vince sul veloce, ecologico e sicuro treno... Il servizio postale sui treni è stato smantellato nel più totale anonimato nel 2000. Tutto ciò però si poteva ricordare guardando dal finestrino del treno dalla Direttissima all'altezza di Civitacastellana, tra Orte e Roma, dove tutto il parco rotabili postali di Roma Prenestina era accantonato... ora di tutto ciò non resta nulla, tutto demolito qualche mese fa, ed i pochi postali sopravvissuti ancora tra Terni, Bassano in Teverina e, questi del video, Roma Smistamento, si avviano anch'essi alla loro indecorosa fine....

http://www.youtube.com/watch?v=jDotdr5gfVw

 

8
08 Ago 2009
alle 01:45

Alby

LA TAV non è solo  la Val di Susa, chi ha scritto prima di te ha parlato di "dorsale".

Realizzare il quadruplicamento della dorsale ferroviaria serve anche (oltre che per il magna magna e per i businessmen che potranno dire di viaggiare a 300 all'ora) per poter trasportare su ferro le merci e toglierle dai TIR, e nelle zone urbanizzate a permettere un traffico pendolari che consenta di non usare l'auto per gli spostamenti giornalieri.

Il problema è che le ferrove investono SOLO nella TAV e non nel traffico pendolari e Trenitalia Cargo sta andando a ramengo e negli ultimi 10 anni ha chiuso il servizio merci in tutte le piccole e medie stazioni. Idem per quanto riguarda il servizio postale: la posta dal 2000 in avanti viaggia su TIR, le carrozze postali sono accantonate ad arrugginire negli scali e gli uffici postali delle stazioni sono tutti stati chiusi, i postini trasferiti ad altro incarico e i locali venduti.

Di quest'untima cosa non ne parla nessuno ma sapete quanti TIR di posta ci sono in giro per l'Italia? Ed è tutta roba che fino a 8/10 anni fa girava su ferro!

7
07 Ago 2009
alle 17:04

Alex I.

La TAV così come la si vuol fare è solo un magna magna dei soliti politici e imprenditori. Perchè NON serve visto che il traffico è in diminuzione su quella tratta. Bisogna prima rendere civili le ferrovie di tutto lo stivale e poi fare la TAV, senza lo scempio in val di susa

6
07 Ago 2009
alle 16:47

Max Bertoni

Il modello proposto da Michael Moore è applicabile anche in Italia. Però a quel punto non dobbiamo protestare contro la TAV.

L'Italia per la sua geografia si presta bene ad accogliere una spina dorsale nord-sud ed est-ovest di alta velocità che colleghi tutte le grandi città, da cui capillarmente si dipanano linee regionali ad alta capacità per raggiungere i centri urbani medi e medio-piccoli, a sua volta da questi possono partire linee di metropolitana leggera per arrivare nei piccoli paesi, dove questo non è possibile (es: montagna o centri abitati molto piccoli) ci possono arrivare autobus elettrci o ibridi. Sarebbe una rivoluzione e non si perderebbe un posto di lavoro, anzi probabilmente se ne guadagnerebbe... Ci sarebbe lavoro per i prossimi 50 anni.

Il problema sono i soldi.

5
07 Ago 2009
alle 15:16

Thomas

Ormai come dicono tutti i giornali la recessione è alle spalle.....è calato per la prima volta dall'Aprile 2008 il tasso di disoccupazione amerigano....ma non doveva arrivare al 10%?

Help...cosa ci aspetta ora?

4
07 Ago 2009
alle 12:59

Alex I.

Ma se oltre alla produzione ferroviaria si cominciasse a produrre veicoli elettrici penso se ne possa salvare una buona parte. Lo stesso qua da noi

3
07 Ago 2009
alle 12:14

Dr Ganzetti Francesco

.....é indubbio che gli USA abbiano bisogno di riconvertire parte dell'industria automobilistica in produzione di traversine ferroviarie e vagoni....( Ec anche in questo la FIAT ha fatto una bella furbata...)  Nessuno si illuda che con questa riconversione si possa mantenere lo stesso numero di occupati...

2
07 Ago 2009
alle 11:38

Thomas

Visto per la prima volta una settimana fa, ma quando è finito ero incazzato nero!!!!

Mi è rimasta impressa la scena del vice o qualcosa del genere di Roger Smith che diceva: "noi non possiamo e poi perchè dovremmo accollarci i costi per la chiusura della fabbrica di Flint....noi pensiamo al business....." a si è porca pupazza!!!!!!

 Però lo stato ha il dovere di aiutarvi!!!!!!!!

ARGHHHHH

1
07 Ago 2009
alle 11:08

Alex I.

Non l'ho ancora visto, me lo guardo su youtube volentieri. Mi sento toccato visto che faccio parte della costellazione Fiat!

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