Uno sguardo dal picco

- Ma Cesare disse che Roma era eterna...
- Fratello, hai un sesterzio da prestarmi?
(Per gli interessati: è disponibile qui la traduzione in italiano del lavoro di Ugo Bardi "Il picco della civiltà": la caduta dell'Impero Romano.
Update: pubblicato anche su Crisis, dove Pietro Cambi conta di commentare approfonditamente nei prossimi giorni.)
Per ioxcaso#7,
penso che monica si riferisca al presunto furto di password denunciato qualche settimana fa da GS ... se fosse vero i detentori avrebbero in mano l'arma per manipolare i mercati.
Ma probabilmente è tutta una copertura per future "maialate" nel meraviglioso mondo di Wall Street !!!
mi sono fatto lo sforzo e mi sono letto tutto l'intervento di Bardi... Beh... non è affatto uno sforzo.
L'ho trovato piuttosto interessante proprio per il tentativo di teorizzare un funzionamento analitico di un sistema tanto complesso.
Il punto finale mi sembra però abbastanza preoccupante, il problm non è dimostrare e far capire ai politici un sistema complesso per prevedere e quindi tentare di progettare il futuro, ne (forse) quello di fargli capire qual'è la direzione migliore.
Dirò di più, probabilmente il problema più grande non è neppure fargli condividere obiettivi e considerazioni... secondo me il problema più grande è proprio che i nostri politici non hanno gli strumenti per imporre alcun cambiamento significativo di rotta al sistema: sono troppo legati ad interessi di lobby o parti della società (ed al tempo stesso odiati dalla parte restante) per potersi permettere di far accettare a qualcuno un ridimensionamento o, se preferite, una riduzione della complessità.
io stesso ho grossi problemi con mia moglie... figurarsi con 7 miliardi di persone.
@ 4 : "basterebbe che arrivasse un meteorite"... BELLO GROSSO, e molti problemi sarebbero risolti! :-)
@ 6: scusa, mi sarò perso qualcosa, ma.... di quali password mitiche parli?
sarà sicuramente l'influenza di qualche raccontino letto da ragazzina di Asimov, ma immagino, tra qualche decennio o giù di lì, la Terra completamente marcia, abitata da poverissimi umani in sbattimento per accaparrarsi una rapa e due gocce d'acqua; e i componenti delle solite dinastie in giro per lo spazio su comode e lussuosissime feudo-navicelle (in qualcosa staranno pure investendo i possessori delle mitiche password!). eja!
@4
i limiti della decrescita si possono spostare, ma la crescita non può essere terna.
Se fosse arrivata un'astronave che avesse portato altri schiavi-lavoratori poi ci sarebbe voluto più cibo per mantenerli.
Se avessimo portato più cibo da un'altro pianeta saremmo stati sommersi dall'inquinamento e dai rifiuti... se anche a questo ponessimo rimedio avremmo distrutto due mondi invece di uno
Non c'erano più schiavi da far lavorare. E' questo il punto. La ricchezza nasce dal lavoro, non dall'oro. Altrimenti basterebbe che arrivasse un meteorite di metallo prezioso sulla terra per risolvere ogni problema.
Debora grazie per la traduzione ma quello che ha scritto Ugo non è grossa novità, e in ogni caso si può sintetizzare in poche parole. Ecco quello che scrissi il 2 luglio 2006 (e all'epoca ero ancora un neofita):
"L'economia dell'impero romano era basato sulla guerra di conquista. Mediante tale metodo riusciva ad accumulare enormi ricchezze quali oro, argento, ferro, rame, schiavi, legname, bestiame vario, terreni fertili, ecc. L'impero si espanse fino a fagocitare tutte le terre più ricche a disposizione, finché si accorsero che i proventi ricavati dalle conquiste non riuscivano a coprire più le spese dell'ormai mastodontico apparato militare. Ecco che ad un certo punto tutto si fermò (ricordate il famoso vallo di Adriano?), e tutta la società romana, le leggi, la morale, la sua "filosofia di vita", che era stata costruita nei secoli basandosi sul concetto di "guerra di conquista" cominciò a vacillare. Una tra le prime cose importanti che accaddero fu la disgregazione (con varie guerre civili), visto che non si poteva mantenere una simile struttura con un tipo di economia povera..."
Insomma il concetto di crescita c'era anche allora, e tutti possono constatare il macello che successe quando si superò il picco delle risorse.
E che ci fai ancora qui?
Io sto con i barbari.
"Vorremmo che alle porte di questo mondo borghese di profittatori oppressori e sterminatori urgesse poderosa un'onda barbarica capace di travolgerlo. Ma in esso tutte le forze, che pure si convellono e contrappongono, si schierano sotto la tradizione della stessa civiltà. Quando possa il movimento rivoluzionario della classe operaia ridarsi forza inquadramento ed armi, e quando possano sorgere formazioni che non stiano ai cenni della civiltà borghese, allora queste saranno le forze barbare, che non disdegneranno il frutto maturo della potenza industriale moderna, ma lo strapperanno dalle fauci degli sfruttatori, spezzando i loro denti feroci, che mordono ancora. Ben venga dunque, per il socialismo, una nuova e feconda barbarie, come quella che calò per le Alpi e rinnovò l'Europa, e non distrusse ma esaltò il portato dei secoli di sapienza e di arte, custodito nel seno del formidabile impero".
alle 10:23
Alessandro
Secondo me tutto questo depone a favore della mia teoria di sempre: il futuro, x essere praticabile, ha bisogno di un governo tecnocratico, l'era dei politici politicanti volge al termine.
MAX_ALEX
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