blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Baltic Dry Index, di nuovo giù.

Mercoledì 2 Settembre 2009, 14:35 in Current Affairs di

balticsett.jpg

 

Ormai qui non riusciamo ad abbandonare l'esotico indice che seguiamo con passione, ovvero il Baltic Dry che misura il commercio marittimo di materie prime. Qui le puntate precedenti.

Bloomberg lancia in questi giorni un nuovo allarme: dopo la "ripresina", per dirla alla Grillo, durata fino a giugno scorso, si assiste ad un altro calo che si prospetta parecchio serio. Dal 3 giugno l'indice ha infatti perso il 35%.

Il mercato del trasporto marittimo è in crash per la seconda volta in un anno, a causa della riduzione delle importazioni di materie prime da parte della Cina e di un numero record di nuove navi varate.

Alcune di queste navi sono grandi tre volte la Statua della Libertà, e la tariffa di nolo è destinata a scendere, entro la fine dell'anno, da 37.865 $ al giorno ad appena 18.000 circa. Non siamo ancora alla "tariffa zero" che abbiamo visto per le navi portacontainer, ma la cifra è comunque impressionante.

11
11 commenti
11
03 Set 2009
alle 10:15

eco1

@simone#9

ora si è così ci si scambia le emissioni contrattate in una sorta di borsa con più i certificati verdi, sono positivi anche così

la tassa sulla CO2 è una cosa nuova, totalmente diversa: ogni bene o servizio responsabile di una certa emissione di CO2 paga la relativa cifra allo stato con il risultato di incentivare le produzioni locali e più efficienti

10
03 Set 2009
alle 00:49

Gio.

Se è per questo anche al largo del Brasile hanno scoperto un giacimento di qualche miliardo di barili: il problema è che quel socialista di lula vuole sfruttarlo con la compagnia pubblica...

in effetti che ne pensate di uno scenario futuro dove i paesi produttori conducono lo stesso o migliore stile di vita di oggi, mentre gli altri si trovano costretti a ridurre drasticamente i consumi?

9
03 Set 2009
alle 00:33

simone

@ eco 1 se non sbaglio la tassa sulla Co2 non fa guadagnare lo stato ma le banche private che gesticono '' i titoli '' sulle emissioni che le industrie compreranno per continuare a produrre senza modificare gli impianti.

spero di essere io ad aver capito male......

8
02 Set 2009
alle 22:06

gio_bass

Cibo a Km zero: all'orto di mio padre il Baltic Dry Index fa una sega.

 

7
02 Set 2009
alle 21:22

Rec

Trivellare fino a 10km in profondità deve avere un bel costo...su Wall Street Italia riportavano la stessa notizia dell'Ansa. La grandezza del giacimento riportata è di 3 mld di barili in tutto. Cacchio siamo a posto sul serio se è cosi...

5
02 Set 2009
alle 20:02

Alby

"Alcune di queste navi sono grandi tre volte la Statua della Libertà"

a che misura si riferisce? Con o senza piedistallo?

Una nave di 47x3= 141 metri è una mezza bagnarola, mentre una di 93x3=279 metri è già una bella misura.

Immagino che si riferiscano a questa seconda misura.

4
02 Set 2009
alle 19:54

Attilone

Bisogna considerare che quello del trasporto marittimo e' un mercato abbastanza strano dato che l'offerta e' totalmente rigida e anaelastica, comprensibile dato che per costruire una nave ci vogliono due anni, gli armatori di certo non possono permettersi di tenerle parcheggiate ergo anche piccolissime variazioni nella domanda di capacita' di carico danno come risultato enormi variazioni nell'indice.

 

Se sono richieste 99 navi e ne sono disponibili 100 il BDI crolla drammaticamente, allo stesso modo se sono richieste 100 navi e ne sono discponibili 99 il BDI schizza alle stelle, piccole variazion -> grosse conseguenze.

 

Stavo cercando informazioni sull'indice HARPAX (che misura il commercio di prodotti finiti e non materie prime) ma non riesco a trovare un cactus da nessuna parte.

3
02 Set 2009
alle 18:47

eco1

discorso corretto infatti il mondo ha bisogno della tassa sulla CO2 per internalizzare e prendere coscenza di questi viaggi più o meno inutili in giro per il mondo

2
02 Set 2009
alle 18:09

medo

Mi pare che il crollo del Baltic Dry Index sia un dato sanissimo e tutti dovrebbero fare il tifo affinché resti basso. Invece di buttare miliardi e miliardi per armare queste navi che non hanno nessuna logica se non speculativa.

Di ste navi ne parte una con mais italiano per la Spagna domani , dopodomani la stessa riparte con mais spagnolo per l'Italia : salvo poi rifare i due viaggi uno con dentro la polenta e l'altro con le tortillas e tutto quanto finisce nel sifone del cesso dop 4 minuti. Costo toale : 1 milione di Euro di gasolio per i quattro viaggi! Certo "il valore aggiunto" , ma tanto quel plusvalore se lo pappano in 3 sui mercati azionari ed il resto finisce in speculazioni immobiliari e delle briciole in inflazione... Non è certo questa la ricchezza delle nazioni , tanto meno degli individui.

Quando finiranno queste stronzate che fanno guadagnare quattro stronzi , sarà un bel mondo e la sera avremo dieci minuti in più per guardare il tramonto. Se non ci penserà il Baltic , useremo le pietre.

1
02 Set 2009
alle 15:10

eco1

spingono spingono convinti che ci sia questa ripresa ma continuano, a turno, a bruciare gli investimenti per il troppo ottimismo

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere