Uno sguardo dal picco
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Non sono le parole di qualche aspista paranoico, ma quelle di Christopher De Margerie, AD di Total. Che chiede urgenti investimenti per reperire e mandare in produzione nuove riserve di greggio, pena l'aumento del prezzo a oltre 100 dollari al barile in tempi brevi.
"Se non ci muoviamo ora ci sarà un problema e tra due-tre anni sarà troppo tardi. (...) Le riserve petrolifere sono lì, ma se non si investe non arrivano sul mercato. E ciò che dobbiamo decidere oggi è la produzione per il 2010-2015. In questo lasso di tempo dunque potremmo trovarci dinanzi a troppo poco petrolio per far fronte alla domanda."
Insomma, De Margerie pare temere molto l'inerzia che ha colpito le grandi compagnie in seguito alla crisi. E le sue affermazioni non devono stupire: già nel Febbraio scorso il Financial Times aveva riportato sue dichiarazioni secondo cui l'output è ormai molto vicino al picco.
E' vero altresì, però, che ormai gli investimenti petroliferi dipendono dalle grandi compagnie solo per il 30%. Il restante 70% è saldamente in mano a compagnie statali, e in un simile momento buio per l'economia è dura per uno Stato decidere di stanziare miliardi per ricerche il cui risultato è più che incerto.
@11: da anni se ne parla, della faccenda, ma mi piacerebbe capire se sta davvero funzinando (come pare tu sostenga) il commercio in euro del petrolio, e se e come questa scelta dell'iran sia collegata alla prossima guerra USA -> IRAN (altro argomento di cui si parla da anni)
il dollaro è una moneta che scotta ora
leggevo un articolo sul sole24h di un economista che dice che l'economia ripartirà più in fretta perchè la discesa è stata ripida rifacendosi a modelli di recessioni storiche
secondo me è un illuso, adesso rispetto a prima non si riesce più ad allargare il debito delle famiglie, quello dello stato è esploso, la gente ha già quanti più gingilli tecnologici più o meno inutili, 3 o 4 macchine a famiglia
non ripartono i consumi come sperano perchè la gente già ha molto e molti debiti
il green deal può fare qualcosa indirizzando il flusso di denaro che va bruciato in combustibili verso altri asset ma non basterà
euro per tutti, aspettando di fare una vacanza da ricchi in US fra qualche mese :P
Il dollaro oramai è condannato ad affondare, ... lo condannano i dati fondamentali di bilancio USA, con un debito federale colossale, idem per quello commerciale. Aggiungete anche il debito privato delle famiglie. La FED, per sostenere l'economia USA non fa altro che stampare montagne di cartamoneta, che è inflattiva e porta alla svalutazione del $ nei contronti delle altre valute. Se finora la moneta Usa è stata comprata lo è stato grazie anche al "diritto di signoraggio" tipiche delle nazioni le cui monete sono considerate riserve di ricchezza. Se volete un consiglio ...disfatevi quanto prima di tutti i $ che avete.
@ 12 pippo
hai ragione, le aziende private gestite a regola d'arte garantiscono l'efficienza che non ci sarà mai nelle società pubbliche
lo stato deve garantire il "bene comune" legiferando in materia internalizzando nelle aziende le problematiche che i bilanci trascurano, e basta
" Il restante 70% è saldamente in mano a compagnie statali,"
mmmm, ma vuoi vedere che il problema è proprio questo?
Ma non è che hanno ragione quei due gatti che affermano che il controllo dei prezzi (e quindi del controllo statale) di un bene con la scusa che è di prima necessità è il modo migliore per determinarne penuria e inefficiente utilizzo???
(la domanda è retorica: è ovvio che sia così)
Un piccolo suggerimento:
Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi - Capitolo XII
Il fatto che ci siano governi e stati dietro il controllo delle risorse ne determina la pessima gestione. Un azienda che ha come primo obiettivo fare utili invece che un indeterminato bene comune è in grado di gestire la risorsa in maniera più efficiente e conservativa... quindi è il modo migliore per garantire effettivamente il bene comune.
Ma tanto sono parole al vento....
@10
Non è una notizia nuova: gli iraniani si adoperano già da almeno 3-4 anni per ridimensionare le proprie riserve e transazioni in dollari. Hanno dapprima ridimensionato e diversificato le riserve, quindi hanno obbligato le aziende (anche straniere) a seguire la stessa linea. Questo ultimo annuncio è propaganda, pubblicizzano come fresca una notizia vecchiotta.
Per l'AD Total: beh, in fondo ormai la situazione non è più così nebbiosa; sarei curioso di sentire una replica del nostro Scaroni.
@6 Io avevo letto questa notizia non so se è collegata alla caduta del dollaro ma potrebbe anche esserlo.
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16374&theme=6&size=A
@6 Io avevo letto questa notizia non so se è collegata alla caduta del dollaro ma potrebbe anche esserlo.
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16374&theme=6&size=A
Forse le compagnie petrolifere statali stanno aspettando l'eolico d'alta quota. Silvano M.
siamo fottutiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
si ma, qualcuno mi spiega che stà succedendo al dollaro?
siamo arrivati a 1,4815, va bene pressione, ma stà sprofondando!!!
(Anche se vi dà messaggio di errore, controllate perché il commento viene pubblicato lo stesso...)
si ma, qualcuno mi spiega che stà succedendo al dollaro?
siamo arrivati a 1,4815, va bene pressione, ma stà sprofondando!!!
Debora mi sa che l'hai postato due volte
Quando diceva "le riserve petrolifere sono lì" puntava il dito verso il cielo?
alle 09:56
Thomas
Ma il Baltic Dry index dove vuole arrivare?
siamo arrivati 2175.....che stà succedendo??
L'utimo definito crollo?