Uno sguardo dal picco
![]()
La notizia è di quelle che mettono i brividi, davvero. Per metterla giù semplice, non c'è abbastanza riso per nutrire il mondo, così afferma il direttore generale dell'International Rice Research Institute.
Il mondo si nutre di riso, anche se noi andiamo avanti a maccheroni e altri a cheeseburger. Il problema non è quello di produrre riso a sufficienza, cosa anche possibile, ma
mantenere il prezzo del riso intorno ai 300 dollari a tonnellata, cosa che permette ai piccoli produttori dei Paesi poveri di ottenere qualche profitto, e contemporaneamente permettere ai consumatori più poveri di poterlo acquistare. Per ottenere ciò, abbiamo bisogno di produrre ulteriori 8-10 milioni di tonnellate di riso rispetto all'anno precedente nei prossimi venti anni.
Significa circa 200 milioni di tonnellate in più per il 2020, se non sbaglio i conti. Un'enormità. E significa anche che i Paesi più consumatori non sono in grado di sostenere tale crescita nella produzione, e andranno altrove a cercare terre da sfruttare. Terre che saranno tolte a Paesi ancora più poveri, che le cederanno in cambio di qualche promessa. E' già successo in Madagascar, con grande scandalo mondiale: ma lo scandalo non fermerà l'inevitabile. Ci saranno altri Madagascar, e se ne parlerà sempre di meno.
E' una produzione legata al prezzo, che deve restare basso per forza. Molto più anelastica del petrolio, che quando sale di prezzo ha comunque un margine di diminuzione della domanda. Diminuire la domanda di riso perché costa troppo significa condannare a morte la gente.
Certe volte penso che pensare alla decrescita è tanto bello, e anche tanto impossibile. Moltissimi al mondo non possono decrescere più di così, e tutti ne pagheremo il conto.
se ne è accorto pure il papa, che il colonialismo non è ancora finito!
(secondo me stava pensando alle multinazionali)
@25 fausto
-per produrre servono soldi e se affami e strozzi l'agricoltura dei Paesi poveri impedendogli di vendere la loro merce poichè gli fai concorrenza sleale...ecco che un quintale di grano sovvenzionato in meno in Europa vuol dire 10 in più nel mondo.
-Il fermo dei campi (pagato) serviva a tenere alti i prezzi, il fatto che questo sia stato tolto quando i prezzi sono impazziti è solo altra speculazione infatti il cibo non mancava ma si usava (si voleva usare) per fare gli pseudo ecologici biocarburanti. Due delinquenze non fanno onestà.
-La PAC c'è ancora e costa ai consumatori una fortuna (altro che pensioni) ed è la maggior voce di spesa dell'UE che poi sia stata distribuita su più Paesi per l'allargamento è solo frutto del fatto che di parassiti non ne manca mai.
-Le infrastrutture le costruiscono tutti e pure il legale sfruttamento della schiavitù è maggiore in Europa proprio nei campi (altro che preoccuparsi sempre della Ciquita...basta farsi un giro tra i piccoli e medi produttori di pomodori o mele italiani, magari pure biologici) con l'aggiunta che ogni schiavo costa 400 o 500 euro al mese e poi costa allo Stato 2mila o 3 mila per i costi sociali ed integrazione.
- ma vaaaaaa? In realtà i costi vanno calcolati per quintale di produzione e resa, ma di certo l'ettaro ha un suo valore
- bene...se l'agricoltura italiana è tanto ganza che si regga in piedi da sola e paghi stipendi italiani...poi si ride
-Non siamo in carenza di foraggi, ma in eccesso di allevatori
- Quindi la gente dovrebbe pagare ancora di più (dove già paga 3 o 4 volte il prezzo reale) perchè quattro parassiti possano continuare a produrre roba in eccesso? INsomma uan super PAC? No, grazie..preferirei che si smettesse di fare idiozie , non di allargarle perchè c'é gente abituatata male
In rapido elenco, ed in disordine:
_ qualsiasi provvedimento che abbia come effetto perdite di produzione è nocivo; rovinare gli agricoltori europei non risolve i problemi degli affamati, visto che ogni quintale di grano in meno produce un morto in più. Gli affamati hanno bisogno di grano, contraccettivi e libri di testo. Le corbellerie non sono d'aiuto.
_ la vituperata agricoltura europea è intervenuta nel 2007 - 2008 togliendo l'obbligo di set-aside alle grandi aziende: la produzione aggiuntiva ottenuta ha scongiurato la catastrofe. Ora che quella capacità di riserva è evaporata, cosa faremo se torna a capitare una siccità modello Australia?
_ lo stato è uscito da tempo dall'agricoltura; la PAC europea ormai è quasi svanita. I risultati di questa crociata liberista sono visibili da almeno quindici anni. Una gioia. Nel frattempo, amministrazioni più accorte sovvenzionano il primario con risolutezza, ben coscienti del fatto che i campi sono più importanti dei missili: gli USA, tanto per fare esempi.
_ le nazioni furbe usano solitamente sovvenzioni indirette all'agricoltura: costruzione di dighe e dissalatori, infrastrutture, impianti di lavorazione etc. In tal modo, i fessi credono di avere a che fare con comparti non sovvenzionati, e magari credono anche che gli aiuti diretti europei e statunitensi siano le uniche sovvenzioni esistite. La realtà è un pò diversa.
_ le macchine agricole grandi, in certi contesti, permettono di risparmiare; i costi vanno contabilizzati per ettaro, non per trattrice.
_ l'Italia, con la sua Plv e con un terzo dell'ortofrutta continentale, non avrà grossi problemi col cibo. A meno che non lo vogliamo noi: se saremo davvero tanto, tanto, tanto imbecilli è possibile riuscire a morire di fame anche qui. Ma questo richiederà impegno e tanta ideologia. Spero che la manovra fallisca....
_ siamo in grave carenza di foraggi in tutto il Mediterraneo: le quotazioni hanno raggiunto livelli demenziali
_ frumento, mais e barbabietola sono pagati ora una miseria: non ci si recupera i costi. Nei prossimi anni avremo altre fiammate.
@17: ottima osservazione! risparmiassimo il 50% del nostro 80%... farebbe un 40 % del totale... di questo 40% si potrebbe darne una metà, cioè il 20% del totale, all'80% di poveri, che passerebbero così dal 20% al 40% con uno spettacolare aumento del 100%.
il 20% risparmaito e non redistribuito sarebbe effettiva decrescita. domattina vado all'ONU a spiegarlo a tutti.
X Debora,
Certo che sarebbe positivo essere auto sufficienti fino ad agosto,ma questo non sposta di un millimetro le ragioni di chi come me, ritiene una follia l'arrivo di immigrati, su un territorio che da almeno 20 anni espone il cartello del "tutto esaurito".
@14 Pippo
Innanzitutto io, al massimo, adoro solo le more "mediterranee" con almeno la terza...mentre considero "i risparmi di scala" un dato di fatto. Se poi un'applicazione eccessiva del concetto diventa esagerata...bon...dispostissimo a non esagherare ma dic erto siamo ben lontani da ececssi finora (anche perchè poi più cresce il progresso e sempre più facili e produttive sono gestioni complesse).
L'esempio che fai non vuol dire nulla di concreto.
Quella di togliere la politica dall'agricoltura, può essere anche una strada...peccato però che a quel punto in Italia verrebbe coltivato in meno superficie della somma dei vasi nei balconi isto che l'agricoltura italiana ed europea è solo parassitaria.
Sarà tutto vero, ci sarà anche una crisi alimentare grossa, ma qui (padania) continuano a pagare pochissimo sia il riso che frumento che mais se sei un coltivatore medio piccolo.
L'agricoltore medio piccolo non riesce a sopravvivere se non con aiuti e comunque tira a campare... e meno male che produciamo poco !! e meno male che c'è una crisi di risorse alimentari !
Qualcosa continua a non tornarmi...
nel '07 intendevo dire.
cmq oggi, notizia notizia, a caltanissetta si sono riuniti gli agricoltori di tutta la sicilia con tanto di trattore per le vie cittadine per protestare contro il crollo del prezzo del grano e l'aumento al kg del prezzo del pane. Di chi è la colpa? e se finissero di coltivare grano perchè non redditizio?
deb ma allora di chi era il commento n°1???
:-O
quoto in pieno i commenti
16 e 17
In merito alla conclusione, non si può fa a meno di far notare che la Decrescita deve riferirsi non alla parte povera del mondo ma alla parte che consumo molto più di quanto può, proprio per equlibrare la distribuzione delle risorse. Ormai è un assunto che il 20% della popolazione mondiale consuma l'80% di risorse. I problemi di questo tipo sono strettamente connessi. Strano il fatto che quando si parla di economia si parla di globalizzazione necessaria mentre quando si parla di tutela dell'ecosistema si pensa in tutt'altro modo.
max,
forse non ti sembra che io abbia parlato dei messicani perché ne ho parlato quando ancora tu non ne sapevi niente...
:D
persenaro,
è vero che non siamo autosufficienti. E' altresì vero però che in Italia non campiamo con due pugni di riso al giorno. Se buttassimo via o sprecassimo meno derrate alimentari probabilmente saremmo autosufficienti fino ad Agosto, invece che fino ad Aprile... :P
@ Surak
Le multinazionali dove prendono piede provocano la crisi fiscale dello stato. Dove non prendono piede ci fanno le guerre. Multinazionale è un termine desueto, la fase terminale del capitalismo parassitario vede ormai gruppi di potere sovranazionali che dirigono cartelli di trust criminali.
Affidare la produzione primaria ad una multinazionale è il danno dei danni. GLi eventuali benefici di produttività, ottenuti per altro quasi sempre a danno della sostenibilità di lungo termine, non bilanciano il drenaggio dei profitti e la sottrazione delle eccedenze al ciclo dei consumi privati, inoltre la multinazionale per natura elude la fiscalità locale o la plasma a suo beneficio.
La logica capitalistica dell'estrazione di valore dalle terre bergini, per attuare una parziale redistribuzione mantenendo profitti è morta con queste, forse era grave gia negli 80.
Ormai i profitti hanno mangiato quasi tutto, e si organizzano per papparsi il resto fino al cupio dissolvi. Ci si appresta a vedere sempre più consumi surrogati da realtà virtuali, nella pepretuazione di un modello esaurito dalla nemesi delle risorse.
Un piccolo chiarimento per l'adoratore delle "economie di scala".
Non è assolutamente vero che più grande è sempre meglio.
L'economia di scala, in ogni settore, è più efficiente fino ad un certo punto... superato il quale l'efficienza diminuisce. A seconda del livello tecnologico raggiunto per ogni settore esiste una dimensione ottimale di un'azienda oltre la quale quelle più piccole sono maggiormente efficienti e di conseguenza certe aziende/multinazionali possono mantenere una dimensione enorme solo tramite l'aiuto statale (quello che avviene regolarmente grazie anche alla complicità di confindustria, sindacati e i vari organismi internazionali). Ovviamente viviamo in un sistema complesso è non è possibile stabilire a priori quale sia la dimensione ottimale, neanche per la meritocratica azienda iperstatale... che oltre ad essere scientificamente inefficiente per le sue dimensioni... lo sarebbe anche in quanto statale.
L'esempio del trattore è lampante.
La moderna agricoltura basata sulla monocultura che usa pesticidi, fertilizzanti e immense e pesanti macchine agricole è meno efficiente dell'agricoltura sinergica o della permacultura nonostante queste operino su scala molto inferiore.
Per risolvere i problemi alimentari basterebbe fare esattamente l'opposto di quello che chiede Surak... estromettere i governi e gli stati dalle decisioni in campo alimentare e agricolo.
Eliminando la FAO sarebbe finalmente possibile salvare milioni di persone dalla fame.
Piu' o meno lo stesso ragionamento che Mefistofele fece a Faust, sia pure con parole diverse.
Tuttavia penso che le equazioni aratro di legno = infelicita'; trattore = progresso; progresso = felicita', a un esame attento e un po' piu' attuale, reggano sempre meno.
Sempreche' uno non pranzi da McDonald, s'intende.
@9 massimo
Di rovine ce ne sono tante e ognuna va inserita nel suo contesto.
Le multinazionali sono la rovina? Sarà...ma per esempio...negli anni '80 (in Italia) loro davano lavori buoni e ben pagati a condizioni di lavoro accettabili sopratrtutto rispetto al piccolo artigiano che pagava poco e sfruttava manodopera a nero e stava sempre con il fiato sul collo. Chiaro poi che il lavoro statale (se il termine "lavoro" ha un senso accostato a "statale") era ancora meglio ma qualcuno doveva pure produrre qualcosa.
I grandi guadagni delle multinazionali ed i numeri dei dipendenti permetteva ai sindacati di ottenere condizioni buone (spesso pure eccessive).
Le cose poi sono cambiate per via del liberismo ottuso e della globalizzazione socialmente sregolata, ma pure in questo disastro meglio lavorare per una multinazionale che per il piccolo artigiano.
Questo per chiarire le cose, anche perchè come ho già detto più volte io sono per la meritocrazia statalista ed in tal caso le multinazionali (o i piccoli imprenditori) non avrebbero praticamente spazio poichè se il risprmio di scala è un'ottima cosa...usare la "scala più grossa possibile" è la migliore.
Quindi non ho alcun interesse a difendere le multinazionali che ormai sono zavorra al progresso quasi quanto i piccoli imprenditori o gli artigiani.
Resta però il fatto che è meglio che 1000 ettari siano coltivati con trattori che non con vacche rinsecchite e aratri di legno e che a coltivare tali campi siano centinaia di persone dipendenti di un solo gruppo sindacalizzate ed adulte e non centinaia di famiglie che mette alla guida della vacca i bambini.
@7 Alex
Già, parole, solo parole.
Una soluzione possibile è proprio quella di diventare vegetariani/vegani.
Ma evidentemente mangiare carne e derivati animali
rende (oltre ad altre cose) ... sordi e pigri...
Ci penseranno fame, carestie e malattie varie a darci
una regolata. E una bella sfoltita.
Ops... Chiedo venia per il turpiloquio.
Anzi non chiedo venia per niente, turpiloquiare mi piace.
Surak mi sembri un po' leggerino (potrei anche dire superficialino ma non vorrei che ti offendessi) nei confronti delle multinazionali.
Ma lo vuoi capire, o no, che le multinazionali (sindacati o non sindacati, quando poi sono buoni li fanno fuori) sono una rovina per tutti tranne che per loro? Eccazzo! Non l'avessimo visto mai.
La Cina è stata l'unica nazione capace di controllare la natalità : un modello esportabile ? Le alternative credo sarebbero peggiori.
Il picco del petrolio e le conseguenze sono anche il picco dei facili valori morali, sprezzanti di Gaia e dei nostri figli e nipoti.
Non voglio essere ripetitivo le terre per sfamare la popolazione mondiale bastano così come sono ora.
Ma bisogna cambiare alimentazione....non voglio essere sempre ripetitivo ma mi chiedo come mai questo aspetto viene sempre tralasciato: La soia e i cereali prodotti per alimentare bovini, suini e co. per produrre le bistecche che mangiare basterebbero per sfamare la popolazione mondiale.
15kg di cereali per 1kg di carne, fate le proporzioni. Senza contare il consumo di acqua ed energia ma andrei OT.
Poi potete discuterne quanto volete ma restano solo parole parole parole...ma non d'amore stavolta :)
anche i mexicani non mangiano più tortillas a causa del biofuel ma non mi pare che in questi anni qlc abbia detto chissà cosa in merito.
che mangino brioches diceva una che poi perse la testa!!!
AndreaX.
In Italia siamo messi piuttosto male come risorse alimentari, dato che, siamo auto sufficienti grosso modo fino ad aprile e, da maggio fino a dicembre, campiamo con quello che producono altri paesi, che fortunatamente conservano una impronta ecologica positiva.
Tuttavia questo non sembra allarmare coloro che ritengono questo territorio, adatto a ospitare decine di milioni di nuove persone.
Boh, ora non ho il tempo per rileggerlo attentamente ma mi sembra un messaggio piuttosto confusionario.
Se il problema è l'eccessiva domanda, il prezzo aumenta quindi per i contadini è tutto di quadagnato non certo una rovina.
Che poi le multinazionali comprino terreni...bon...vuol dire che daranno lavoro a molta gente e il problema non sarebbe la proprietà del terreno ma l'avere un decente sistema sindacale.
Finora è successo proprio il contrario e cioè...l'eccessiva offerta avrebbe comportato un calo della resa e quelli che sarebebro stati fuiori mercato sarebebro stati i parassi...emh...gli agricoltori occidentali che invece sono stati mantenuti a spesse della collettività occidentale ed affamando i produttori dei paesi poveri.
Sul resto continuerò quando ci saranno stati eventuali chiarimenti da quanto ci ho capito
Visto che siamo in italia col grano come stiamo messi?.
In tutti e due i casi, resteremo con una mano davanti e una didietro.
Questa crisi si può risolvere in due modi se non avviene una sana e robusta ripresa: o con l'inflazione(a due cifre, così da rendere meno pesante il debito) o con la guerra.
alle 00:33
mauriziodaniello
Dovete sapere che annualmente si buttano via QUINTALI di QUINTALI di riso in Asia e specialmente in India. Le immagini di questo spreco in India (ma esiste in ogni Paese asiatico) sono state diffuse tramitela trasmissione REPORT di RAI3.
Poi vuoi mettere gli altri sprechi di cibo? Ci sfami l'Africa intera!
Dovremmo diventare vegani o vegetariani? NO!!! Perchè è INUTILE ! Stiamo aumentando di popolazione con un ritmo ESPONENZIALE e quindi anche diventare tutti vegani o vegetariani rimandi solo di qualche anno... Ripeto di qualche anno!!!
Dobbiamo cambiare solo il sistema ECONOMICO della fame oppure far morire milioni di persone di fame come accade tutt'oggi sull'idolo del capitalismo.
Ciao