Uno sguardo dal picco
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Questa situazione in via di sviluppo con l'Iran mi stupisce sempre di più. Nessuno ha da guadagnarci in un inasprimento della tensione, specialmente dal punto di vista petrolifero. Le ultime news parlano chiaro.
Ad esempio, in Iran manca il gas. Lo credereste possibile, a casa del secondo produttore al mondo? Eppure, sembra che il prossimo inverno mancheranno all'appello 200 milioni di metri cubi di gas. Nella prima metà di quest'anno il consumo ha superato del 30% il consumo dell'anno scorso: cifre che fanno tremare le vene dei polsi. L'Iran, malgrado nuoti nel gas, ha grossi problemi tecnologici nello sfruttare a fondo i giacimenti, e inoltre usa molto del gas prodotto per mantenere la pressione nei pozzi di petrolio. E se manca il gas a Teheran, è lecito ipotizzare che anche le esportazioni subiranno un calo.
Esportazioni che, notoriamente, non vanno in USA. Eppure, gli Stati Uniti meditano sanzioni che prevedono appunto tagli agli investimenti stranieri nel settore estrattivo. Una tale decisione non potrà che peggiorare la produzione iraniana (che come abbiamo detto ha problemi di tecnologia) e le relative esportazioni, fino a prospettarne persino uno stop in un futuro non lontano. Chi ci rimette? L'Iran, certo, ma anche tutti coloro che investono colà nonché chi acquista il loro petrolio e gas. Un esempio a caso, la Cina, che lo scorso anno ha importato dall'Iran ben il 15% del suo totale, con un aumento del 22%. Inoltre vi esporta benzina, e Teheran è un ottimo cliente visto che importa il 40% del suo fabbisogno di benzina dall'estero, e si prospetta una chiusura di rubinetti da parte degli Stati coinvolti nelle sanzioni.
Questi ultimi sono rappresentati in gran parte dagli Stati Europei. L'Europa fa affari con l'Iran da decenni, esporta prodotti e know-how e importa petrolio e gas (specialmente Francia e Italia, oltre ai Paesi dell'Estremo Oriente).
Ultima annotazione: a me pare che impedire l'estrazione o il commercio di petrolio non sia la strada migliore per scoraggiare la costruzione di centrali nucleari, semmai accade il contrario. Ma si tratta di bieco buonsenso e quindi sicuramente sbaglio.
Insomma, queste sanzioni non convengono a nessuno: né all'Iran, né alla Cina, né all'Europa. Inoltre, è ormai ampiamente dimostrato che con le sanzioni non si ottiene nulla, qualsiasi cosa si desideri. A che pro, allora, devastare la produzione petrolifera del Paese che ha le terze riserve mondiali? Vengono in mente un sacco di cattivi pensieri: aiutare la produzione di altri Paesi concorrenti, far salire il prezzo del petrolio, mettere in difficoltà la Cina, in imbarazzo l'Europa e la Russia. Tutte cose che con qualche missile hanno poco a che fare, ma molto con (come avevamo ventilato) la definizione di nuovi rapporti di forza. Poco a che fare col nucleare, e molto a che fare col petrolio.
(Un vecchio articolo per i nuovi lettori.)
@30 Pinnettu
Già, che Israele abbia (probabilmente) un grosso arsenale atomico è cosa che si da per certa ma come dici anche tu, le proporzioni in gioco sono anche territoriali e demografiche.
Qui vale quello che dicevano i sovietici agli americani quando dicevano che con il loro arsenale atomico potevano distruggere l'Urss varie volte e cioè che loro (i sovietici) potevano distruggere gli Usa-NATO una sola volta, ma che bastava.
Tendenzialmente basterebbe una sola atomica per un nemico per distruggere Israele visto che nella sola area metropolitana di Tel Aviv abitano circa 2,5 milioni di abitanti cioè poco meno della metà di tutti gli israeliani e che gli enormi sforzi che seguirebbero al disastro impegnerebbero molte forze che lascerebbero sguarnite le frontiere.
Se anche se sopravvivessero in molti, non sarebbe certo gradito vivere in una zona contaminata e visto che molti israeliani hanno doppia cittadinanza, probabilmente ci sarebbe un ritorno a casa verso i Paesi d'origine.
I palestinesi invece non avrebbero molte possibilità di fuga e quindi seppure subendo alti dosi di radiazioni, occuperebbero gli spazi lasciati dagli israeliani.
Questo chiaramente se vogliamo fare uno scenario "atomico".
Per l'Iran le cose sono un po' più complicate poichè è vero che sarebbe colpito da decine di armi atomiche ma è un Paese molto più esteso e la popolazione urbana è si numerosa ma in caso di rischio d'attacco ha molte zone rurali in cui spostare la gente.
Ovviamente ipotizzando che ci sia un'escalation bellica.
Un'Iran "atomizzata" a chi potrebbe mai far gola? Non credo che nessuno dei suoi vicini spinga per occuparlo e probabilmente se Israele si trovasse sul punto di buttare atomiche sull'Ira, anche se non c'entrassero nulla bombarderebbe pure Siria ed Arabia Saudita considerandoli altri "filistei" e l'Arabia Saudita è l'unica nazione che avrebbe un'interesse a penetrare in Iran essendo uno il campione dell'Islam sunnita e l'altro dell'islam sciita e quindi i sauditi avrebbero l'occasione di "convertire" le masse di disperati iraniani e chiudere con quella che loro considerano un'eresia.
Quindi l'Iran sopravviverebbe lo stesso pure se colpita in modo molto pesante.
Ma come dicevamo...è più facile che nessuno dei due usi l'atomica per primo o almeno non per distruggere indiscriminatamente l'altro e quindi si formerebbe solo una reciproca deterrenza che però lascerebbe aperta la strada a tutta una serie di mosse più o meno convenzionali che, ritengo, difficilmente Israele potrebbe sopportare a lungo
@ 27 Surak
Per sproporzione di forze a favore di Israele mi riferivo esclusivamente alla forza nucleare.
A fronte di 2 o 3 ordigni iranaini (questo è quello che verossimilmente si può mettere in piedi in pochissimi anni) ci sarebbe un arsenale israeliano maturo e consistente..... probabilmente, oltre cento ordigni.
Certo... l'estensione di Israele non permette di incassare molti colpi ....ma se fosserero ancora in grado di rispondere...molte città iraniane verrebbero cancellate.
Anche il mio "difensiva" era intesa quindi...."non come primo colpo".
@ 27 Surak
Per sproporzione di forze a favore di Israele mi riferivo esclusivamente alla forza nucleare.
A fronte di 2 o 3 ordigni iranaini (questo è quello che verossimilmente si può mettere in piedi in pochissimi anni) ci sarebbe un arsenale israeliano maturo e consistente..... probabilmente, oltre cento ordigni.
Certo... l'estensione di Israele non permette di incassare molti colpi ....ma se fosserero ancora in grado di rispondere...molte città iraniane verrebbero cancellate.
Anche il mio "difensiva" era intesa quindi...."non come primo colpo".
Israele è nemico dell'Iran solo nella propaganda, i reali interessi degli Ayatollah stanno nel golfo persico. Iraq del sud, Barhein, Kuwait, Qatar..
....ed ovviamente la cosa si scontra con gli interessi non solo USA ma anche dei Sauditi, che a quel punto vorrebbero un atomica anche per loro e così via...
Vero però, regime iraniano non è fatto da folli fanatici, bensì da nazifascisti ....sai che allegria...
@26 Pinnettu
Anch'io credo che l'atomica iraniana sia solo in funzione "difensiva" nel senso che non credo che saranno loro ad utilizzarla per primi avendo ben altre "carte" da giocarsi prima. In realtà, vista la particolarità della situazione, si potrebbe azzardare che l'Iran possa usarla in maniera "offensiva" senza manco costruirla (ma tenendosi pronta a farlo in tempi rapidi all'occorenza).
La superiorità militare israeliana rispetto agli arabi (etc) ostili è parecchio diminuita rispetto a quando 1 contro 100 vincevano gli israeliani e lo si è visto nei recenti scontri che non hanno ottenuto risultati effettivi se non carneficine.
In pratica, con un raggiungimento dell'opzione atomica iraniana, ci troveremo con un riequilibrio quasi totale delle forze in campo poichè seppure Israele rimarrebbe tecnologicamente superiore si è già dimostrato che questo vale in uno scontro tradizionale e non uno assimetrico (come si usa dire) e tanto meno psicologico.
Israele è sorta e si regge su una sorta di pseudo nazionalismo (in realtà è un miscuglio di concetti) a cui però molti aderiscono perchè nonostante la situazione, Israele garantisce una vita abbastanza sicura e prospera proprio grazie alla sua superiorità militare ma, se come dicevo prima, l'Iran disponesse armi atomiche in Siria...gli israeliani vivrebbero sempre con il dubbio di non svegliarsi neanchè il giorno dopo (ed il dipingere il regime iraniano come di folli fanatici, non aiuta) e sarebbe già di suo un'arma di pressione fortissima su gente ormai occidentalizzata in cui i ragazzini sognano di partecipare più ai reality che non di fare Sansone.
Non so...
Credo che lo sviluppo di ordigni atomici da parte dell'Iran abbia finalità di deterrenza. E questo gli isareliani dovrebbero capirlo.
Quandanche gli iraniani dovessero, nel giro di pochi anni, mettere a punto un ordigno nucleare e sucessivamente adattarlo al vettore di lancio, il quel momento la sproporzione di forze sarebbe ancora a enorme vantaggio di Israele.
Insomma se gli iraniani lanciassero su israele, la rapresaglia sarebbe devastante. Non credo che nel giro di pochi anni gli iraniani siano in grado di mettere in piedi un arsenale nucleare che non dia agli israeliani la possibilità della risposta.
Ma poi vi immaginate la reazione del mondo intero?
Non secondo me vogliono l'atomica in funzione difensiva!
@ 24 Cataldo
Ah, ok! Ma proprio perchè Israele necessita di deterrenza punta ad impedire che chiunque nella zona "pareggi" la forza di deterrenza.
Addirittura la sola potenzialità atomica dell'Iran segnerebbe la fine d'Israele che ricordiamoci è ancora una nazione in "costruzione" e che necessità di importare gente per non sparire avendo una popolazione scarsa anche per una città e che vive in mezzo a gruppi molto più popolosi e prolifici.
Finchè una nazione potente e prepotente affascina certe persone, ma diventando una nazione a rischio cancellazione improvvisa il flusso in arrivo calerebbe mentre quello in fuga crescerebbe (perchè c'è gente che va pure via).
Inoltre l'Iran potrebbe armare meglio i suoi alleati vicini a Israele (quelli definiti proxy) e di maniera più palese lasciando scelte sempre più difficili.
Si fa un grande polverone sui missili a lunga gittata sperimentati ieri dall'Iran, quando poi gli basterà spedire qualche atomica in Siria o anche semplici missili tenendosi le "chiavi" di accensione un po' come succede con le armi atomiche americane sparse per il mondo. E tante altre cose limitate solo dalla fantasia.
per impedire tutto questo Israele necessità di colpire prima che sia tardi e se anche mancasse qualche anno, non è che può aspettare mentre l'Iran si arma anche tradizionalmente e tanto meno può permettersi di far calare l'attenzione proprio se vuol colpire
Appare evidente che Israele utilizza la deterrenza per ricavarne potenti effetti di sostegno, espliciti ed impliciti, alle sue politiche.
Altrimenti non sarebbe possibile condurre azioni come quella operata a Gaza prima delle elezioni USA,o la costruzione del Muro, cosi come non potrebbe praticare l'omicidio politico a raffica, etc etc.
@22 Cataldo
Che intendi dire con:
"Israele usa la bomba tutti i giorni in questa situazione"?
@ Pinettu
Il problema dei dholphins, infatti, è tutto mediterraneo, e qui che porta lo squilibrio.
Che siano in gradi di lanciare missili di attacco a terra in profondità è accertato, rimane da accertare se la versione modificata dell'Harpoon, che sembra realmente essere stata provata, sia in grado di portare la testata.
Io non credo ad alcun attacco, al momento, se non in caso di false flag da parte degli israeliani. La mia posizione sull'Iran è in archivio in molti commenti.
L'analisi della situazione che ne fanno i media rattrista. Per contrastarla bisogna documentarsi con calma, senza cedere alle approssimazioni "documentate" dai media, se possibile, e vedere nel tempo cosa accade; se ci si perde nel frastuono dei lanci mediatici di giornata si finisce rintronati, altro che il cannone sonico.
@ Surak
Israele usa la bomba tutti i giorni in questa situazione, perchè lanciarne una per davvero ?
@15 Pinnettu
Ok...mi sembrava di ricordare che tempo fa Israele avesse inviato delle portaerei in direzione Iran ma a quanto pare ho fatto confusione. Anche perchè mi sembrava strano che una potenza aerea come quella israeliana non si sia dotata di portaerei ma a quanto pare contava molto sulle sue capacità di convincere gli Usa a fargli molto lavoro sporco.
Quindi se non ha portaerei...la cosa diventa diventa davvero complicata.
Per quanto riguarda l'eventuale attacco nucleare da parte di Israele è ovviamente un'ipotesi estrema che potrebbe essere motivata da una scelta ritenuta l'ultima ma possibile per colpire in modo serio l'Iran date proprio le distanze che renderebbero assurda una scelta di bombardamenti tradizionali che richiedono giornate di missioni continue.
Gli stessi americani per farlo in Iraq necessitarono di basi in Arabia (causa poi della rivolta di Obama) e in Turchia e nonostante quello c'è voluta poi l'invasione di terra.
Prima delle bombe atomiche ovviamente ci sono tutta una serie di superbombe massicce, ma non so quanto siano davvero efficaci.
@ 18 Cataldo
Non c'è però asssoluta certezza che i battelli classe "Dolphin" abbiano reali capacità di attacco missilistico. Peraltro parliamo eventualmente di cruise e non di missili balistici. Questo implica, comunque, che per colpire in profondita, i sub israeliani debbano arrivare o nel golfo persico o nel mare arabico. I "Kilo" iraniani potrebbero renderli la vita difficile!
Ma comunque, ripeto quanto detto prima......davvero secondo voi gli israeliani o altri, sono disposti al salto nel buio di un attacco nucleare!?
@ eco1
L'ho letto anch'io, è un'affare emettere obbligazioni in dollari (per lo stato) tra un pò varranno il 50% in meno...ma nel frattempo gli investitori gli anno acquistati (ed obbligano anche la fed ad acquistare la propria razione, così sono sicuri che l'asta non va deserta come è successo alla polonia)
La Cina non solo emette obbligazioni in propria valuta, ma ha anche sottoscritto obbligazioni del FMI con la propria moneta...per chi non si fosse accorto il dollaro è stato scaricato dalle economie con saldo attivo (a favore delle proprie monete e di oro fisico), la prova sono anche i continui sequestri di obbligazioni governative americane (poi si racconta che sono falsi altrimenti scoppia il panico e ci scappa qualche migliaio di morti per nazione e forse anche qlc di più).
La Fed sta acquistando il debito pubblico americano....non solo i pozzi si stanno esaurendo ma anche le idee dei vari bernanke e compagnia bella...
L'aviazione israeliana è in grado di attaccare le installazioni iraniane, ma non puo fare come in Siria, ed ha bisogno dell'avallo USA. Quindi le minacce israeliane sono vuote di significato sul piano militare, in quanto non decidono loro cosa fare.
Un'attacco missilistico forse è possibile, ma anche in questo caso dovrebbero volare sulla testa delle installazioni USA a terra ed in mare. Un attacco israeliano ha quindi delle opzioni abbastanze limitate che ne pregiudicano la fattibilità come "colpo a sorpresa", diverso sarebbe un false flag che permetesse agli israeliani di montare un casus belli proporzionato. Al momento mi sembra l'unica strada percorribile, e qualcuno sicuro ci sta lavorando.
Obama si muove sulle tracce esistenti, non dice o fa nulla che possa mettere in discussione lo squilibrio strategico attuale, ci si balocca con una pace generale in medio oriente che non vuole nessuno, se non i popoli che ci vivono, e nemmeno tutti, se pace vuol dire abdicare ai propri diritti, come si chiede ad esempio ai palestinesi.
Israele non ha portaerei, ma ha sommergibili in grado di lanciare testate atomiche, pochi riflettono su quanto questo sia destabilizzante, stante le politiche operate dallo stato israeliano al suo interno ed in palestina.
mannaggia... pensavo ancora alla sola garibaldi... ed invece abbiamo la cavour ancora in rodaggio !
piuttosto potrebbero fare attacchi "chirurgici" alle installazioni dell'industria nucleare iraniana
secondo wiki le sle nazioni che possiedono portaerei operative sono: "Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia, Brasile, Italia, Spagna, India e Thailandia." (ma quella italiana è proprio una poraerei?)
@14
"*le ha anche Israele, ma non credo gli convenga portarle a tiro iraniano"
Israele non ha portaerei. La forza navale israeliana è abbastanza modesta, pensata esclusivamente per controllare le acque prospicenti il paese. Questa è una grossa limitazione per lanciare attacchi aerei contro un paese lontano più di 1000 km. Ci penseranno su molto prima di prendere una decisione in tal senso.
Per il resto credete veramente che domani gli USA o Israele possano lanciare un attacco nucleare strategico contro l'Iran, spazzando via le sue città? Sarebbe già difficile pensarlo come conseguenza di una escalation di una guerra già in corso.....figurarsi come "primo colpo" !!
@7 tap
E' un Paese non allineato, ma non è manco ostile di base.
Anche perchè poi di Paesi "allineati" si poteva parlare quando il mondo era diviso in due grossi blocchi, cosa che oggi non vale più molto.
E' probabile al 99% che se ci sarà davvero un attacco all'Iran, sarà israeliano e non USA ed al 80% sarà a dispetto di questi ultimi.
Israele non considera certo motivazioni economiche o petrolifere o anche geopolitiche per le sue scelte, ma soprattutto non sono le stesse considerazioni che fanno altri Stati.
Israele è una nazione particolare, come sappiamo, o più giustamente è più "particolare" della media e sono i suoi interessi particolari a determinarne le scelte che ad altri potrebbero apparire folli (e magari lo sono).
Gli Usa hanno troppo da perdere e per il petrolio gli conviene tenere calma la situazione visto che intale maniera l'Iraq potrà aumentare la produzione e l'Iran continuerà a rifornire il mondo mentre in caso di attacco per mesi ci sarebbero grossi problemi e non è certo il momento economico adatto a sopportare uno choc petrolifero.
@12 Cataldo
Sicuramente l'Iran non è una superpotenza globale, ma anche un atacco israeliano avrebbe problemi ad essere massicio come necessiterebbe per avere dei risultati effettivi e non trasformarsi in un boomerang.
Israele ha una certa potenza aerea, ma le distanze che devono coprire per attaccare l'Iran sono comunque grandi e sebbene siano in grado di rifornirsi in volo, etc...non avrebbero basi d'emergenza e punti di rifornimento a terra (se gli Usa non partecipano) o di rientro. Dovrebbero quindi mettere in conto una serie di abbattimenti con prigionie e morti in cambio di risultati incerti poichè più vogliono colpire e più diventa complicata la gestione ed i rischi aumentano.
Gli Usa per distruggere l'Iraq si sono dovuti appoggiare all'Arabia Saudita ed alla Turchia (etc) cioè Paesi confinanti e sono dotati di portaerei* e tecnologie di un certo rilievo e l'Iraq di Saddam era ben più arretrato dell'Iran attuale.
L'unica opzione facile sarebbe l'uso di armi atomiche (o simili per potenza) cosa che però destabilizzerebbe imprevidibilmente tutta l'area.
*le ha anche Israele, ma non credo gli convenga portarle a tiro iraniano
coi missili di cartone non ci va molto lontano l'iran!
e poi guarda caso sti missili chi vanno a minacciare? israele. mica la giordania, la siria, cipro, la turchia, nooo subito israele a detta di tel aviv. Che siano quest'ultimi i guerrafondai?
'indi a pensar male si commette peccato ma ci si azzecca.
@ massimo
Dal punto di vista militare la minaccia iraniana è nulla. Il paese non una difesa aerea degna di questo nome, ha qualche difesa di punto che potrebbe durare al massimo un paio di giorni. Non è in grado di infliggere danni ad Israele, senon con un attacco suicida, che non avrebbe alcun senso, di tipo terroristico. La vera capacità di deterrenza dell'Iran è la sua capacità di sostenere nel tempo in tutta l'area azioni di guerriglia da parte di una galassia di gruppi armati e potentati locali. L'atomica è una componente in fieri, e non una attualità operativa, per questo la situazione è cosi fluida, altrimenti ci sarebbe un'altro approccio, come abbiamo visto in altri casi. L'Iran è già sotto embargo da alcuni anni, questo è un cuneo nella società iraniana che stra producendo i suoi effetti disgreganti. AL momento il risultato per Obama è in oparte già acquisito, con il baricentro del paese che tarda a collocarsi stabilmente ad est. Non si farà nulla contro questa acquisizione di medio periodo, se non intensificare la pressione conomica attraverso sanzioni più stringenti.
Non direi proprio, Bush è voluto per forza andare in Iraq anche se le armi di sterminio non ci stavano, adesso che invece in Iran potrebbero esserci le atomiche ormai l'opinione pubblica americana è del tutto contraria a questo tipo di interventi.
Obama attaccare l'Iran non può proprio farlo, questo l'Iran lo sa e gioca a fare le provocazioni, in questo modo il regime di Teheran giocando sul sentimento di nazionalismo popolare ottiene consensi e le altre nazioni sperano solo che il regime iraniano prima o poi la smetta. Nessuno attaccherà l'Iran perchè L'Iraq ha già dimostrato che invadere un paese per imposessarsi del suo petrolio non paga.
Ma, l'Iran non mi sembra il tipico paese totalitario - ma ci hanno abituato a pensare cosi' e noi "obbediamo".
Ritengo che ci siani anche motivazioni del tutto pratiche. Ad un attacco israeliano, l'Iran risponderebbe col far convergere la sua intera potenza di fuoco - missili russi di difficile intercettazione - su Israele, gli iraniani con le loro sparate non vogliono lasciare dubbi su tale eventualita'.
Comunque all'occidente e soprattutto all'America, con la sua disastrosa situazione economica, una guerra su vasta scala al momento farebbe piu' che comodo.
Secondo me il discorso è questo: l'Iran sa benissimo che il suo petrolio serve a molte nazioni, si trova in una situazione in cui ha ol coltello dalla parte del manico. Come in tutti gli altri regimi totalitari il modo migliore per ottenere l'approvazione del popolo è quella di sfidare le altre nazioni provocandole. Il governo di Teheran sa benissimo che tanto nessuno gli farà nulla perchè gode della protezione dei russi, quindi gioca a provocare gli USA e le altre nazioni con esperimenti missilistici e proclami contro Israele. Nessuno gli farà nulla in quanto è evidente cosa è successo in Iraq e cosa sta ancora succedendo in Afganistan.
@ tap
Abbiamo un esperimento in corso, l'Iraq, l'attacco all'iraq seguito all'11 settembre in effetti autorizza l'applicazione del rasoio di Occam alle motivazioni che lo hanno generato.
Per l'Iran il discorso è più articolato, in primo luogo il paese ha una sua identità forte ed antica, al contrario dell'iraq che la stava ancora costruendo.
Non sorprende assolutamente l'escalation creata a tavolino del confronto, ora.
Si sa che la partita si svolge su diversi tavoli.
Un piccolo inciso, è evidente che in nessuno di questi tavoli c'è un posto per Frattini, che è stato capace di bruciare gli ultimi residui di credibilità della nostra politica estera la settimana scorsa a New York.
Obama sta cercando di sfruttare al massimo il riposizionamento dello scudo antimissile, portando a compimento la mossa iniziata con il dispiegamento degli intercettori e dei radar a terra.
La dottrina di intercettamento ha fatto passi concreti sul fronte navale, come forse qualcuno ricorderà, avevamo seguito questa evoluzione.
Un'altra differenza fondamentale con l'Iraq è la capacità di creare legami con una componente attiva nella società iraniana, come si è visto in occasione delle recenti elezioni.
Questi elementi hanno allargato il ventaglio delle opzioni nella politica USA, dopo l'autismo dell'amministrazione Bush.
Non è vero che le sanzioni non convengono a nessuno, le sanzioni servono a controllare dall'esterno l'economia, in quei casi in cui non si riesce a controllare dal suo interno. Basti pensare al regime che aveva assunto l'esportazione petrolifera dell'Iraq, con funzionari Onu e multinazionali a gara nell'espropriare il popolo iracheno giorno dopo giorno per anni.
Si sono distinti anche gli italiani in quest'opera di saccheggio.
Le sanzioni bancarie servono per fare in modo che le stesse banche abbiano più ampi margini di rapina nelle transazioni necessarie, attraverso giri e raggiri. Sono impediti gli investimenti, cosi si creano distorsioni negli assetti, tutti grimaldelli e leve che servono a scardinare le resistenze.
LA politica USA si rimette in moto, il problema è vedere bene dove sia diretta, se sono veramente cambiati gli obiettivi strategici di fondo, ma per vedre questo non basta leggere il discorso di Obama all'ONU.
SU Repubblica ho letto un articolo di Rampoldi sull'Iran che mi ha francamente irritato, anche nell'intortamento del prossimo ci vuole una certa professionalità, siamo a livelli di Fox News ;)
@3 Io so solo che l'Iran è un paese non allineato, localizzato in un'area strategica, e che galleggia sul petrolio. So anche che lo scenario più accreditato è che venga attaccato con armi atomiche, e quasi sicuramente sarà Israele a portare l'attacco appena gli Stati Uniti daranno il via. Non lo dico solo io ovviamente, ma molti altri esperti di politica internazionale.
Di mio ci metto che potrebbe trattarsi del primo esperimento di sfoltimento di popolazione qualora usassero il nucleare strategico e non quello tattico come pensano i più. L'Iran non è l'Iraq, ha una popolazione numerosa ed il petrolio allo stato attuale in un modo o nell'altro se lo consumano loro, vuoi pure esportandolo e reimportandolo sotto forma di benzina. La soluzione sarebbe allora "to bomb back [the country] to the stone age".
Mah...personalmente ritengo che gli unici ad avere qualche interesse sarebbero gli israeliani. Probabilmente l'idea di una nuova potenza nucleare che stà a due passi da casa loro non gli piace.
In ogni caso limiterebbero la loro azione a qualche raid contro le installazioni di ricerca....e da escludersi un'azione prolungata mirata a disarticolare l'intero paese. Per quanto l'aeronautica israeliana abbia notevoli capacità, c'è da considerare che l'Iran non è esattamente un fazzoletto di terra e che in mezzo ci sono paesi (Siria, Giordania e Irak) a cui occorre chiedere il permesso di sorvolo.
Gli americani non ne sarebbero comunque felici. Una possibile ritorsione iraniana sarebbe il blocco dello stretto di Hormuz, con conseguente impennata del prezzo del greggio e annesse conseguenze a livello economico.
No! Almeno per ilmomento non c'è nessuno interesse da parte di alcuno. Poi vai a capire!!!!
La situazione iraniana e' complicata ma io suggerisco un' altra possibile spiegazione. La tensione con l' attuale regime iraniano e' utile soprattutto ad Israele. Le "sparate" e le minacce contro lo stato ebraico sono utili a quest' ultimo per giustificare il suo atteggiamento in Palestina. Si e' alzato un po' il velo sulla situazione invivibile di Gaza, sull' impossibilita' e non volonta' israeliana di procedere verso la soluzione due popoli due stati, perche' in realta' nel territorio che spetterebbe ai palestinesi ci sono insediamenti israeliani. Questa situazione critica per Israele, (impossibilita' della soluzione due popoli due stati ,impossibilita' di un unico stato multietnico, perche' in futuro diventerebbe a maggioranza arabo) puo' continuare solo se l' atteggiamento aggressivo israeliano viene giustificato da una minaccia vera o costruita alla sua esistenza. Non so poi quanto influisca il boicottaggio verso Israele, appena accennato in Italia, ma presente in altri paesi europe,che penalizza la sua economia in questo momento che e' difficile per tutti.
Quando era in corso la protesta nelle piazze iraniane mezzi militari israeliani si avvicinarono all' Iran come se un ' eventuale nuova situazione avesse potuto in futuro far saltare i suoi piani.Anche ora, le nuove tensioni arrivano dopo che si era parlato di disarmo nucleare ed Israele e' una potenza nucleare che, se non sbaglio, non accetta controlli internazionali. Insomma sembra che Israele senza tensioni continue tra Iran e mondo occidentale non possa stare.
oggi ho letto un articolo su ilsole24ore (che sembra spartito O_O) che riporta che lo stato italiano ha fatto un'emissione di btp (i bot poliennali insomma) in dollari e la Cina ha fatto la prima emissione in yuan incredibile
Ti stupirai spesso se, come in questo caso, cerchi spiegazioni basandoti su un solo parametro.
Chiaramente i vertici Usa si muovono tenendo conto di svariati fattori e non solo d'interessi diretti legati al petrolio ma pue per compiacere questo o quello e tenendo conto pure degli "avversari".
Tra l'altro, come dici tu, se la Cina non ha interesse alle sanzioni all'Iran...quello degli americani resta un voler prendere una posizione di facciata, sapendo bene che l'ONU non potrà fare nulla se non piace a chi ha il veto (e proprio gli Usa lo sanno bene).
Insomma...siamo solo di fronte a propaganda
Io ho tovato questo trafiletto.non so se sia vero al 100%
Parigi. Si parla del futuro del capitalismo. Alain Minc, banchiere: «Il debito, a questo livello, non si potrà assorbire che in due modi: o con la guerra o con l’inflazione».
Bombardare le centrali nucleari non credo sia una grande strategia,direi però che a certa gente non ''gliene po fregà de meno'',che sia mouvere guerra o licenziare migliaia di persone o devastare un pezzo di terra.
A me pare il contrario: paradossalmente rallentare l'attività economico-estrattiva in Iran è funzionale agli Usa se, come hai giustamente detto, questi non hanno interessi energetici diretti con quel paese, posizionato nel cuore dell'Eurasia. Quanto più il petrolio rimane sottoterra con il regime attuale, quanto più gli Usa ne potranno avere in futuro una volta neocolonizzato il paese.
Io la leggo così...
alle 00:22
mauriziodaniello
"L'Iran, malgrado nuoti nel gas, ha grossi problemi tecnologici nello sfruttare a fondo i giacimenti,"
Come mi puzza! Estrarre il gas non è ipertecnologica e inoltre il Paese è amico della Russia che son degli ottimi estrattori di tale gas!
NDR: L'Iran tenne testa alla Irak qundo l'Irak era alla sua massima potenza bellica con l'aiuto Americano. Ultimamente è accresciuta (in Iran) la sua potenza bellica grazie ad acquisti Russo/Cinesi d'ottima qualità.
Ciao