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USA. Il picco del consumo, e quello... delle raffinerie.

Martedì 8 Settembre 2009, 12:25 in Post peak di

vecchiaraff.jpg

Molte volte abbiamo segnalato qui come ci sia nel mondo un sostanziale problema di raffinazione. A partire da Paesi insospettabili, quali l'Iran costretto ad importare prodotti raffinati, o gli Stati Uniti che importano benzina dall'Europa. Le raffinerie americane, ormai obsolete, non riescono in molti casi a lavorare il petrolio "pesante" che sta invadendo il mercato, e nessuno ha intenzione di investire in nuove raffinerie, per ovvi motivi: con un rientro dell'investimento circa ventennale, chi garantisce che ci sarà ancora abbastanza petrolio tra vent'anni? (Ho sempre pensato che questa situazione delle raffinerie sia una delle "pistole fumanti" per il peak oil, guardando "dove vanno i soldi" si capiscono molti retroscena).

Il Wall Street Journal ha dato il colpo di grazia alle residue speranze che si potevano coltivare in fatto di investimenti sugli impianti di raffinazione, titolando "Le raffinerie potrebbero non veder ritornare mai più i bei tempi andati".

Quando finirà la recessione, e se i prezzi della benzina non crollano, vedremo di nuovo i consumatori fare la fila per comprare i SUV e i V8? Non ci scommettete.

Il picco dei consumi di benzina USA pare oramai alle spalle, con 400 milioni di galloni (circa un miliardo e mezzo di litri) acquistati nell'estate del 2007. Da allora, le raffinerie hanno perso i 3/4 del loro valore di mercato, e i consumi di carburanti hanno continuato a scendere. I motivi sono molteplici: dalle nuovi leggi più restrittive sui consumi delle auto, agli stimoli per acquistare auto efficienti, all'aumento del costo alla pompa, alla minor disponibilità economica dovuta alla crisi che restringe l'uso dell'auto ai viaggi indispensabili.

 

23
23 commenti
23
10 Set 2009
alle 12:24

riccardo

@21: è metano, ma non è poi molto e non è comodissimo intercettarlo all'uscita dell'apposito orifizio

altro discorso è il recupero del cosidetto biometano prodotto dal trattamento dei liquami o esalato dalle discariche

sostanzialmente il metano rimane una risorsa non rinnovabile

22
09 Set 2009
alle 22:01

eco1

il metano è positivo per l'inquinamento minore, per la maggiore efficienza e pulizia del motore e per le minori emissioni di CO2 essendo il combustibile a minor percentuale di carbonio

21
09 Set 2009
alle 19:12

Surak 2.0

@20 riccardo

E perchè, quello non è metano?

20
09 Set 2009
alle 18:06

riccardo

anche a me risulta che il metano non sia rinnovabile (ad esclusione di quello contenuto nei bioeffluenti)

19
09 Set 2009
alle 16:55

Surak 2.0

17 Paolo B.

Il metano "non rinnovabile"? Che intendi?

18
09 Set 2009
alle 09:43

Hunter76Lima

Hai ragione, medo.

Si sentono i primi scricchiolii

Sembra che il guscio si stia cominciando a rompere.

Ma cosa verrà fuorim dall'uovo: un pulcino oppure un gremlin !?!?

Forse Tremonti che urla a squarciagola "Risorse inimmaginabili per la Cig!!!"

17
09 Set 2009
alle 08:44

Paolo B.

@14

Utilizzare il metano per l'automobile é la più grande cazzata che i Governi possano commettere.

Un gas prezioso per la generazione di energia elettrica, il riscaldamento e la sintesi dei fertilizzanti e soprattutto una risorsa non rinnovabile, il cui picco seguirà di pochi anni quello del petrolio, non può essere sprecato per far muovere trabiccoli di una tonnellata e magari spesso con una persona a bordo.

Ma la lobby dell'automobile é ancora troppo forte purtroppo...

16
09 Set 2009
alle 08:39

Paolo B.

@6

Se ti riferisci alle alghe, per ora c'é solo un gran parlare(come la fusione calda, l'energia negativa, ecc).

Mi chiedo se nel futuro sarà più importante il trasporto individuale a motore, o mettere qualcosa nello stomaco e avere un po' di energia elettrica per una parvenza di civiltà tecnologica.

Pensaci e ti renderai conto che molta gente della strada, capitani d'industria e politicanti vivono del tutto fuori dalla realtà...

15
08 Set 2009
alle 22:15

marco

La disoccupazione sara' un problema gravissimo anche se la recessione finira' ed iniziera' un periodo di stagnazione, se ci saranno ulteriori problemi finanziari non ne parliamo. Allora il disagio sociale e' necessario indirizzarlo verso strategie che facciano argine allo sfascio. Difendere ogni posto di lavoro, ridurre il precariato e il lavoro nero. Tagliare grandi opere, nucleare,spese militari. Miei desideri senza senso? Penso proprio di no, le giuste lotte difensive di ogni segmento di lavoratori  dovrebbero essere indirizzate anche a obiettivi generali che taglino sprechi, ridistribuiscano ricchezza.

14
08 Set 2009
alle 21:42

aphex

Si ma esiste anche il metano, + abbondante del petrolio per ora, in Italia complici gli incentivi è boom di auto immatricolate bi-fuell, e prevedo che continuerà ancora a lungo e probabilmente anche in altre nazioni finora escluse da questo fenomeno.

13
08 Set 2009
alle 20:36

eco1

il fatto è che il crack finanziario si affronta con numeri, cash, e bilanci, l'abbiamo visto

ma il crack industriale che manda a casa migliaia di persone fa sprofondare le nazioni

@ 12: avevo letto, la jatropha ha un gran potenziale, vive di niente, stanno lavorando per la gestione industriale ma non c'è ancora un'economia solida su cui basarsi, grande spazio per i biocarburanti di seconda generazione ma ci vuole sviluppo tecnologico

12
08 Set 2009
alle 18:56

Alex I.

A proposito di bio carburanti, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di questo articolo

 http://www.rinnovabili.it/jatropha-il-biocarburante-del-futuro-401873

11
08 Set 2009
alle 18:50

medo

Crack finanziario settembre-ottobre 2009

ORO ha da poco sfondato quota 1000 $ l'oncia !

DOLLARO al record negativo 2009 (1,45 $ per un €) !

Come annunciato , ma solo dai migliori , è vicinissimo il nuovo crash finanziario del 2009.

...Ma stavolta non c'è liquidità da iniettare e tutti i bilanci nazionali sono allo stremo delle forze. Unica cura : ulteriore disoccupazione , questa è certa.

Chi salta per aria per primo a questo giro ?

10
08 Set 2009
alle 18:31

Lopo

Intanto ENI sta vendendo ad un fondo d'investimento USA la propria raffineria di Livorno, senza troppe garanzie per chi ci lavora. C'è già aria di smobilitazione, è come se a Torino chiudesse la FIAT (ok, paragone abusato ma realistico)

9
08 Set 2009
alle 17:07

medo

Ricapitolando : siamo nella fase in cui gli stoccaggi 2008/2009 nelle superpetroliere sono tutti stati acquistati a prezzi ridicoli e sono andati in raffineria , allo stesso tempo le raffinerie stanno riducendo visibilmente la produzione e gli stoccaggi stanno anch'essi riducendosi. La domanda continua a calare , ma l'ingente iniezione di denaro liquido dello scorso anno si farà sentire tra poco e il temutissimo RAZIONAMENTO visibile da molti anche in Europa avverrà nei mesi in cui le curve entrambe discendenti di disponibilità e domanda di carburante si toccheranno e resteranno unite verosimilmente per molti mesi fino alla rottura estrema della curva di disponibilità evidentemente.

Primavera/Estate 2010 ?

Visto il calo produttivo mondiale direi che ci siamo.

8
08 Set 2009
alle 16:59

medo

TOTAL SPEGNE "PER CRISI" RAFFINERIA FRANCESE

In Francia la Total ferma (intanto , per due settimane) la raffineria di Dunkerque , dicendo di dover fare una operazione di "destockage" a causa dei mancati guadagni della compagnia e della sovrabbondanza di carburante sul mercato ; infine annunciano che chiuderanno altre unità nei prossimi mesi se la congiuntura negativa lo richiederà. Total gestisce direttamente 12 impianti di raffinazione : 11 raffinerie in Europa ed una negli Stati Uniti.

link :

...romandie.com/infos/news2/090902154750.ss9quzyu.asp

7
08 Set 2009
alle 16:47

ric

Il mondo è alla canna del gas ..anzi alla canna da zucchero ..anzi alla canna e basta.

6
08 Set 2009
alle 16:37

eco1

se i paesi produttori si impossessano del settore raffinazione strappano margini di guadagno e risorse incredibili, sarà dura per i paesi senza oil

i biocarburanti a cui pensi sono l'etanolo dal mais, dalla canna da zucchero, l'olio da palma e girasole detti "biocarburanti di prima generazione" che non hanno spazio di sviluppo per via dei terreni

si darà largo spazio a quelli di 2a generazione, vedi LeScienze di questo mese

5
08 Set 2009
alle 16:33

Phitio

Oramai gli USA hanno una sovracapacità di raffinazione ed una obsolescenza degli impianti paurosa: questo vuol dire che il settore subirà pesantissimi ridimensionamenti, stile anni 80, quando i margini erano crollati.

Questo è proprio il picco dei raffinati USA: gli impianti futuri, semmai se ne faranno di nuovi, finiranno per produrre una quantità di raffinati inferiore a quella passata, e forse per sempre.

Io sapevo pero' che grossi impianti di raffinazione sono in costruzione nei paesi arabi: meglio vendere raffinati a ricavi maggiori, che dare la materia prima e basta. Resta da vedere quando e se l'output sarà superiore al passato.

4
08 Set 2009
alle 14:39

Paolo B.

@1

Il mercato dei biocarburanti é morto in partenza visto la quantità risibile, per ovvii motivi di limitatezza dei terreni coltivabili, del prodotto finito.

Altro che nuove raffinerie...

3
08 Set 2009
alle 14:33

eco1

complimenti alla russia che riparte dal basso per rimettersi in sesto

2
08 Set 2009
alle 14:19

Miki

la russia è il primo esportatore di prodotti petroliferi ha superato i sauditi

 

http://it.biz.yahoo.com/08092009/2/petrolio-russia-prima-per-export.html

1
08 Set 2009
alle 14:03

eco1

il mito americano sta svanendo un po' alla volta

dollari facili da guadagnare e facili a spendersi in macchinoni e pieni alla pompa

quanto alle raffinerie c'è bisogno di una concentrazione delle società per poter ridurre le spese, dovranno fare nuovi impianti comunque se non vogliono perdere frazioni importanti di reddito nazionale legato al prezzo alla pompa

devono ridurre il numero di raffinerie e farne di più effcienti anche in prospettiva di una più larga diffusione dei biocarburanti

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