Uno sguardo dal picco
Da molto tempo non si fanno sondaggi (leggi: profezie) su questo blog. Non ne sentivate la mancanza? Eppure, in un momento di incertezza come questo è interessante vedere come la maggioranza dei lettori si orienti nell'immaginare il futuro più prossimo.
Anche TOD ne ha vista l'utilità, e ha inaugurato un bel sondaggio qualche giorno fa. Ve lo ripropongo pari pari:
Complicato solo a prima vista, in realtà è molto semplice. Si tratta di capire se il prezzo del barile rimarrà collegato all'andamento della crisi (scendendo con la diminuzione dei consumi) oppure prenderà altre e più misteriose vie che solo lui conosce. O anche noi, eventualmente...
@19 a me pare che al tempo dell'invasione invasiva dell'irak corsera e repubblica dissero quanto riportato da me sopra.
conservo ancora il corsera del '03 con una pagina interamente dedicata a blair e bush con tanto di scritta Wanted.
Una precisazione OT su quanto ho detto sopra: le scelte italiane (su materie molto varie, ma tutte pessime) sono state fatte e dai governi Berlusconi e dai governi Prodi (entrambi) e D'Alema, purtroppo; e seguono a quelle analoghe dei governi Craxi ed Andreotti. E un problema di lungo termine da cui non riusciamo ad uscire. Il sorpasso economico dell'Italia da parte di Spagna, Grecia e Slovenia è solo il primo sintomo evidente.
@17 a me pare che sull'artricolo dell'indipendent dicao qualcosa di diverso:
Iran announced late last month that its foreign currency reserves would henceforth be held in euros rather than dollars. Bankers remember, of course, what happened to the last Middle East oil producer to sell its oil in euros rather than dollars. A few months after Saddam Hussein trumpeted his decision, the Americans and British invaded Iraq.> 10
Son d'accordo che non ci sarà omogeneità, in particolare il problema inflattivo sarà grave negli USA, non altrettanto in Europa. Per adesso è mascherato dal ruolo di riserva mondiale del dollaro, ma proprio per questo quando emergerà sarà più violento (v. anche 14 e 15). D'altronde tali ruolo e mascheramento son proprio tra le condizioni che han creata la crisi. Per l'Italia, poi, più che durissima la vedo tragica, per tutte le distruttive scelte di medio-lungo tempo fatte.
Quanto al sondaggio, non è chiaro se "la recessione rimarrà costante" significa che si continua a peggiorare o si resta a bassi livelli, senza risalire ma senza scendere ancora. L'ho interpretato nel primo senso, e non credo che (nei prossimi sei mesi) si cadrà ancora, ma neanche si migliorerà, e così sarà per il petrolio, siccome già vi è uno stock accumulato ma non utilizzato da smaltire, che impedirà nuove risalite del prezzo. Più avanti è difficile prevedere, ma temo, a livello mondiale, appunto l'inflazione americana ed una seconda crisi cinese, entrambe nel 2010, come effetti di seconda battuta delle iniziative "contro la crisi".
10° domanda:
berlusconi & co. finiranno in galera oggi?
#14 già se ne parlava nell'irak saddammita prima dell'attacco del marzo 2003 e sappiamo come finì la storia. Anche chavez buttò sta proposta ma poi non se ne fece nulla quindi niente guerra al venezuela rosso.
@8
Hai già detto tutto, credo proprio che andrà a finire così.
Minkia signor tenente....:
http://www.independent.co.uk/news/business/news/the-demise-of-the-dollar-1798175.htmlMagari poi la tolgono: Da Repubblica
Londra, 00:35"La fine del dollaro". Cosi' titola in prima pagina il britannico 'The Independent' che in un ampio articolo dell'inviato speciale Robert Fisk rivela l'esistenza di un accordo segreto per delineare un nuovo ordine mondiale in cui la moneta Usa non sia piu' il centro dell'economia mondiale. Il tutto passando dalle contrattazioni per l'acquisto del petrolio. Protagonisti del "complotto", scrive Fisk, sono i Paesi arabi, la Russia, i principali Paesi produttori di greggio, aiutati dalla Cina e dalla Francia.
Alcuni continenti, specie se hanno un mercato vergine da riempire aumenteranno a dismisura, l'occindente finirà.
La via d'uscita per l'Europa e una via dirigistica con accordi verso chi ha materie prime, e con attenzione alle classi deboli,onde evitare disordini interni. L'Europa non deve fare più debito o pensare di vincere indebitando gli altri.
Dunque abbiamo sceso il primo scalino dopo i 140 $/B e tanta gente ha perso il lavoro e consuma meno petrolio e derivati quindi l'offerta ha superato la domanda e il prezzo è sceso.Adesso siamo in attesa del secondo gradino quando l'offerta ridiventa inferiore alla domanda e il petrolio arriva a 300 $/B ,si perdono altri milioni di posti di lavoro e il prezzo riscende ,poi si arriverà al terzo gradino...ect ect.
Parliamo solo dei prossimi sei mesi......quindi mettendo al bando le catastrofi ho votato per "recessione costante e barile sotto 80$".
Per il resto, ai fni del discorso sul pico, continuo a ritenere importante il fatto che nel 2009 la produzione scenderà per via del calo della domanda. Se per ipotesi (inverossimile) nel 2010 l'economia dovesse ripartire di slancio, la produzione riuscirebbe quasi sicuramente a riportarsi ai valori del 2008!!
Quanto alla "demad destruction", aspetterei il prossimo anno per vedere quanto è "destruction". Sicuramente lo è stato nei paesi OECD....ma a livello modiale il calo sarà di un -2%.
Ricordate poi che da qui a un anno sul pianeta terra ci saranno altre 70.000.000 di anime che qualcosina la dovranno pur consumare!
Il futuro lo vedo non omogeneo tra i diversi stati. Gia' ora ci sono differenze grandi. Grandi paesi crescono anche ora (vedi Cina), grandi paesi decrescono piu' di altri (vedi Italia). La decrescita dei PIL e' una certa percentuale, la decrescita della produzione industriale e' una percentuale maggiore.In alcuni paesi lo stato interviene sugli indirizzi economici, in altri ,come l' Italia,si occupa di altri temi (da noi:guai personali e giudiziari del premier, congressi di partito, prossime elezioni regionali).Considerando tutto sono preoccupato soprattutto della situazione italiana, se non ci svegliamo la vedo non dura (come nel resto del mondo) ma durissima.
Mi aspetto un esaustivo intervento di Cataldo, del quale trovo sempre apprezzabili le analisi :-).
Comunque, come antipasto il @2 é interessante...
I posti di lavoro perduti, e con la disoccupazione in aumento anche nel 2010, non si recupereranno più, se non in piccolissima parte(e molta precarizzazione lavorativa) con la ripresina fittizia, diluita in un contesto generale sempre recessivo, conseguente alla immensa iniezione di liquidità pubblica; i consumi continueranno a scendere. Probabilmente questo allungherà il plateau di produzione petrolifera ed il prezzo nel frattempo non andrà oltre gli 80 $/b(ma se il dollaro continua a deprezzarsi nei confronti dell'euro, per noi europei il prezzo dei carburanti scenderà, però sarà un beneficio fittizio e breve). Dopodiché, all'inizio del declino della produzione, il prezzo del barile si impennerà decretando così la morte di questo paradigma economico. Anche il metano non tarderà a piccare. Nel mezzo si potrebbe ipotizzare anche lo scoppio degli immensi debiti pubblici accumulati dagli Stati nel tentativo di mantenere a galla gli asfittici sistemi bancari(soprattutto quelli anglo-americani).
Diciamo che, a mio avviso, entro il 2015 i giochi saranno fatti...
@7
Io credo in una discesa del dollaro quindi prezzo stabile o leggera flessione in Euro ed in aumento per il dollaro fascia 80-100 dollari al barile. I consumi elettrici italiani sono in calo -7% quelli cinesi sembra siano leggermente positivi +0, qualcosa
Rispetto a HunterLima, vedo un declino produttivo meno pronunciato nei primi anni. In sostanza, prima di vedere vera depletion, avremo un altro paio di anni di produzione piatta, dato che ci sarà comunque qualche progetto nuovo in arrivo entro il 2012.
Ovviamente la colpa dello stallo produttivo sarà data tutta alla distruzione di domanda, alle infrastutture di raffinazione inefficienti per il petrolio pesante ecc ecc.
Queste scusanti sono utilissime per i paesi produttori, ed anche per quelli consumatori. Dare sempre la colpa a qualcuno che non sia tu, a rotazione.
Saluti
Phitio
@2
concordo, ma su lungo periodo si faranno vedere gli effetti della politica monetaria espansiva e la fiammata inflattiva renderà tragico ciò che era soltanto drammatico e indesiderabile...
@ 2: ottimo studio
in questo scenario deflattivo poi con la riduzione dell'occupazione lo stato deve affrontare il debito pubblico che spaventa sempre più
news di oggi de ilsole24h
11:49 Erg: Garrone, bilancio 2009 sara' pesante, spero conferma cedola 40 cent 11:34 Erg: punta su rinnovabili e gas per compensare calo margini settore oilla crisi del settore oil fa impensierire le stesse utility
Io propendo per il continuamento/peggioramento dello scenario recessivo-depressivo che comporterà aspetti deflazionistici anche sulle materie prime petrolifere (quindi calo dei prezzi)
Nonostante questo la debolezza del dollaro farà sì che in quella valuta il prezzo di riferimento rimanga sopra i 60$ nonostante la situazione sopra descritta tenderebbe ad abbassare i prezzi.
Ovviamente l'equivalente in euro (che a noi interessa) diminuirà ma la demand destruction (vedi attività che chiudono e disoccupazione crescente) farà percepire benzina/gasolio più costosi in termini relativi al reddito disponibile (paradosso deflattivo) comportando una riduzione ulteriore dei consumi.
Con questo processo la teoria del picco del petrolio perderà sempre più appeal (i fautori del "ce ne quanto ne vogliamo" impazzeranno a destra e a manca) ma di fatto ciò spingerà ad una riduzione dell'attività estrattiva/raffinazione e una conseguente riduzione degli investimenti nel campo Oil&Gas, di fatto confermando il picco che sarà visibile solo ai più esperti.
La successiva ripresa, che si attuerà tra 3-5 anni, partirà gonfia di speranza e spirito di rivalsa ma si scontrerà con un tetto di produzione più basso (per depletion naturale dei pozzi e blocco/riduzione/ritardo di investimenti in nuovi giacimenti e/o ampliamento esitenti) spazzando via gli ultimi residui di speranza di ritorno ai tempi d'oro.
A naso dall'attuale picco 85 milioni di barili al giorno del 2008 dovremmo avere (linearizzazione con depletion cumulata e mediata sull'anno del 3%):
2009: 82,5 mb/d
2010: 80,1 mb/d
2011: 77,8 mb/d
2012: 75,5 mb/d
2013: 73,3 mb/d
Nel 2013 avremo a disposizione circa 12 milioni di barili giornalieri in meno: chi è disponibile a decurtarsi la fetta più grossa (USA,Europa,Cina???)
E che tipo di attività industriale globale potrà essere alimentata da un flusso petrolifero così ridotto ???
I tempi sono sufficientementi ridotti da consentirci di affermare che il peak-oil è una cosa che ci obbligherà a delle scelte indipendentemente dalla volontà nostra di affrontarle o meno e solitamente a fronte di scelte così drammatiche e indesiderabili si profilano conseguenze sgradevoli.
Sono stato il primo a rispondere!! che emozione!!
alle 13:18
Cataldo
@ Paolo B #8
Ormai sulla disponibilità di petrolio le idee e le valutazioni fatte nei mesi passati hanno trovato conferma. Per valutare l'andamento dei prossimi mesi della crisi bisognerà vedere quanto tempo impiegherà a farsi sentire l'onda lunga dei problemi produttivi nelle agricolture asiatiche ed in parte USA.
Il fattore energia sappiamo essere inscindibile da quello alimentare. L'apparato di analisi è troppo incompleto per dare luogo a sintesi credibili.
Si riscontra la validità di quanto affermato molti e molti mesi addietro sull'import export USA, che qualcuno forse ricorderà; alla prova del tempo la previsione di un impossibile decollo delle esportazioni si è verificata. Questa evenienza è fondamentale per capire il destino del dollaro, il fatto che se ne parli pochissimo nelle analisi disponibili su media dimostra la sua centralità.