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Ott 0925

Ma quanto mangiate?

Pubblicato da Debora Billi alle 12:55 in Italia, Risorse


Nelle discussioni sulla fine dell'era petrolifera, molto spesso è centrale il problema dell'agricoltura, dell'alimentazione, insieme a quello della sovrappopolazione.

Ogni tanto leggo il bel blog gastronomico di Bressanini sull'Espresso, e credo sarebbe sorpreso di veder citato il suo più recente post in un contesto molto diverso da quello che ha rappresentato lui. Cosa mangiavano gli italiani una volta? diventa qui Ma quanto diamine mangiano gli italiani oggi? I grafici proposti da Bressanini danno molto da pensare. Osservate questo (cliccate per vederlo grande):

carne-pesce.gif

Si tratta del consumo di carne e pesce in Italia negli ultimi centocinquant'anni circa. Dalla metà dell'800 alla metà del secolo scorso il consumo pro capite era stabile tra i 15 e i 25 chili l'anno. Oggi siamo quasi a 150. 150 chili di carne procapite l'anno. Si tratta di mezzo chilo al giorno: un vero sproposito, in cui certo nessuno di noi si riconosce. Come mai? Anzitutto, perché molta è la carne "occulta": la bistecca non supera magari i due etti, ma poi bisogna considerare il macinato nel ragù, la fetta di prosciutto nel tramezzino, la salsiccetta come antipasto. A ciò, va aggiunto il quantitativo di carne che ogni giorno viene gettata via nella ristorazione, nelle mense, nei supermercati perché invenduta. Tutto fa media.

Tornando al nostro discorso: sembra che la popolazione italiana se la cavasse benissimo anche con un quinto della carne che si consuma oggi. La mortalità era superiore? Certo: ma non vorrete mica confrontare anche gli ospedali, l'igiene e  riscaldamenti a disposizione. Forse compensavano mangiando più farinacei? Ecco l'altra sorpresa:

cerealiitalia.gif
Esatto: il consumo di farinacei, nel nostro Paese, è rimasto praticamente identico nell'ultimo secolo e mezzo, con alcuni alti e bassi e con qualche variazione di gusto: più pasta e meno polenta, ad esempio.

In aumento anche (sorprendentemente, e per fortuna direi) il consumo di frutta e verdura. I nostri nonni mangiavano molte meno delizie dell'orto di quanto a noi ambientalisti piace sognare.

Insomma: a conti fatti oggi siamo a 600 chili di cibo pro capite l'anno, contro i circa 380 di prima della guerra (periodo autarchico e prospero, a giudicare dalle statistiche). Ancora convinti che se dovessimo calare la produzione di cibo del 40% moriremmo tutti di fame? Ancora convinti che dovremmo far fuori il 40% della popolazione pur di continuare a rimpinzarci di bistecche e salsicce cinque volte di più dei nostri genitori e nonni, che pure campavano dignitosamente?

Non sarà invece che questo assurdo eccesso di produzione e consumo porti anche ad un assurdo spreco, e invece di prospettare apocalissi faremmo meglio ad abituarci ad una vita... semplicemente più normale? 

 

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Commenti

1. Alex I., Domenica 25 Ottobre 2009 ore 13:40

Risposta alle tue ultime tre domande:

no, no, sì.

 Mangiare MENO fa anche stare meglio ma ormai siamo abituati ad alzarci da tavola solo quando stiamo per scoppiare.

Quando si esce per mangiare fuori siamo tutti contenti se troviamo un posto dove ci danno antipasti a non finire, due primi, sue secondi, dolce....

P.S. già che ci siamo, completerei col post di Mauro Pagani di venerdì

http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/10/da-brivido-meta-delle-emissioni-di-gas-serra-sono-dovute-allallevamento.html

2. eco1, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 13:45

con la crisi, con la perdita di potere di acquisto e/o del lavoro, il cibo ricomincerà parzialmente ad avere una propria dignità e un valore, anche morale

comunque avete qualche link per abituarsi a fare una dieta variegata più ecologica? (io sto aumentando le verdure e riducendo la carne rossa e di maiale)

3. eco1, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 13:58

e comunque la riduzione dei consumi di carne dovrebbe diventare presto una pratica seria per ridurre i consumi di petrolio per averne un po' di più per altre attività

comunque sempre comprare locale, o nazionale o europeo, comprare meno carne e più legumi e frutta di stagione e altre regolette ci sono aspettando una vera tassa sulla CO2

4. marcor, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 14:10

sono daccordo su tutto tranne i dati del consumo di carne di oggi... 150 kg a testa? non ci posso credere e non riesco ad associare il dato con i carnivori che mi stanno accanto... scusa

5. Pirkarne, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 14:12

Uomo di panza,uomo di sostanza.Comunque quello che è interessante è sapere perchè a cavallo tra il 1990 e il 1995 riportano una flessione marcata dei consumi di carne.Tangentopoli?:))))

6. louise, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 14:26

molti di noi (compresa la sottoscritta,che lo fa´gia´da anni) sono dispostissimi a ridurre il consumo di carne e gli sprechi, ma la maggioranza e´composta da quelli che vorrebbero decimare la popolazione mondiale pur di continuare a vivere nel privilegio. e´semplice, basta dare la colpa agli altri di essere in troppi,pur sapendo che gli "altri"consumano un ventesimo di quello che consumiamo noi. propongo la visione nelle scuole di film come "we feed the world", per far aprire gli occhi anche (e soprattutto) ai piu´giovani.

7. AndreaX, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 14:29

Poi ci domandiamo perchè prendiamo a modello le persone magre...

8. Goli, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 14:37

Il vero problema, a mio avviso, è lo spreco esagerato che avviene quotidianamente sia nelle case private sia, soprattutto, negli esercizi commerciali / industrie.

Non so se qualcuno di voi ha mai lavorato nel settore alimentare, c'è uno spreco di cibo esagerato. I prodotti vicino alla scadenza, perfettamente commestibili ma non più vendibili, finiscono spesso e volentieri nei bidoni del rudo (polli allo spiedo interi, torte confezionate, sughi ecc ecc).

Ci sono posti dove vengono eliminati interi bancali di roba (visto con i miei occhi).

  

9. Ninetto, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 15:09

@5

Mucca pazza

10. Ninetto, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 15:12

Se tutti mangiassero come i mi suoceri (che pure in gioventù soffrirono la fame) altro che 150 kg. di carne a cranio. Fa letteralmente impressione vederli mangiare (sarà proprio perché soffrirono la fame?). Di contro i loro nipoti, tra diete per la linea o altro, mangiano come passerotti. Quindi? Chi consuma di più?

11. Pirkellone, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 15:19

X Ninetto,mi semnbra che non ci siamo con gli anni di riferimento e poi il grafico dovrebbe registrare il calo dovuto sul pollame per l'aviaria che è stato peggio di mucca pazza.

12. Alex I., Domenica 25 Ottobre 2009 ore 15:26

13. giovanni, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 17:00

"sembra che la popolazione italiana se la cavasse benissimo"

 ma tu sei nata nella bambagia o dove? Mai avuto nonni che ti raccontavano la fame nera che si faceva in Italia fino a 60 anni fa? Mai sentito di decine di milioni di italiani (se l'Italia non avesse avuto emigranti oggi saremmo il triplo di quelli che siamo) che dovevano emigrare per sopravvivere?

14. Cristiano, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 17:45

Il problema è che tutta questa carne fa male a noi come al pianeta, il tema dell'alimentazione sostenibile è piuttosto complesso e anche sorprendente. Se ne avete voglia seguite la ricerca che stiamo sviluppando qui: http://montevegliotransizione.wordpress.com/2009/10/16/alimentazione-sostenibile-2/

15. Dario Bressanini, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 18:49

In effetti non mi aspettavo questa citazione :-)

Che oggi si mangi troppa carne lo sappiamo, e forse si spiega proprio con la grande fame di carne che gli italiani hanno subito nei secoli scorsi

16. Debora/Petrolio, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 19:22

giovanni, ho avuto nonni di campagna e nonni di città e nessuno ha mai sofferto la fame (tempo di guerra a parte). Certo, confronto al nostro "bendidio" la loro polenta e formaggio gli è poi apparsa come fame nera...

 

17. aphex, Domenica 25 Ottobre 2009 ore 21:16

In Veneto ti assicuro che in campagna fino agli anni 50/55 c'era la fame, quella vera...hai presente "L'albero degli zoccoli"? beh peggio, in alcuni casolari mancava addirittura l'energia elettrica e l'acqua corrente, la carne (quasi sempre pollo) la mangiavi se andava bene solo una volta la settimana, le arance solo a Natale e potrei continuare con questi esempi!!!

PS:i miei pasti sono al 90% vegetariani.

18. Alby, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 02:14

L'energia elettrica mancava in alcuni casi anche nelle campagne tra Bologna e Modena fino al 1970.

Anche in zone come l'Emilia fino a qualche decennio fa la carne la si mangiava solo la domenica e il pesce al venerdì, gli altri giorni ...riga, a stecchetto.

2 giorni su 7 sono meno del 30% del consumo attuale.

Poi è arrivato il boom degli anni '60 e sono arrivati i supermercati, e i consumi di carne son cresciuti a go-go.

Per la generazione dei miei genitori, e ancora di più per quella dei miei nonni che passarono per la II^ GM, se si vuol regalare qualcosa che si è sicuri chefaccia piacer, bè, si regala del cibo.

Le sorelle di mia nonna, le ultime rimaste oggi, quando le vai a trovare al momento di salutarsi ti riempiono il baule dell'auto di verdure, frutta, uova, polli e conigli ancora oggi.

19. hackatao, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 07:52

21. paolo zamparutti, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 09:06

« Cosa intende per nazione, signor Ministro? È una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria? Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? »

ecco di cosa parlavano quelli che andavano via dall'italia per l'estero

22. pirkauto, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 09:06

23. Lorenzo Montini, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 09:36

Mi chiedo però quanto siano attendibili questi grafici riguardo ai consumi prima degli anni 60, infatti a quei tempi molti mangiavano le cose autoprodotte (le uova delle proprie galline e al verdura del proprio orto) e difficilmente questi prodotti potevano rientrare nelle statistiche.

24. Janko, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 09:50

Anch'io mi chiedo che metodi usi l'ISTAT per valutare l'autoconsumo contadino. Bressanini dice che i dati non sono sulla commercializzazione ma sul consumo, ma per come siano valutati bisognerabbe guardare la fonte ISTAT (son di fretta e non ho tempo adesso). Teniamo presente che l'inurbazione di massa è recente (dopo il 1918), e che prima la gran parte della polazione viveva in campagna, quindi un errore anche modesto sulla valutazione dell'autoconsumo inciderebbe pesantemente sui dati più vecchi (almeno fino al 1938).

Incidentalmente, rispetto a quanto osservato al commento 5, noto che la momentanea diminuzione di apporti animali degli anni Novanta  va attribuita ben più al pesce che alla carne.

 

25. Hunter76Lima, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 10:00

Il problema alimentare causato dalla futura riduzione della disponibilità petrolifera verrà vissuto prima di tutti nei paesi demograficamente numerosi e con ridotte capacità di auto-produzione agraria.

Penso a paesi come India, Pakistan, Nigeria, Sudan.

Si tratta di circa 3 miliardi di persone (sommando i paesi sub-sahriani, la fascia medioorientiale, India e sudest asiatico) che vivono di già in condizioni alimentari precarie e che non possono permettersi un'ulteriore diminuzione delle risorse petrolifere (e quindi alimentari) con popolazione mondiale addirittura crescente (quindi quota pro-capite con tasso di diminuzione addirittura doppio)

Saranno loro i primi colpiti dal picco petrolifero e in maniera pesante, purtroppo.

Per gli abitanti dei paesi occidentali si tratterà solo di affrontare la perdita di alcuni privilegi considerati al giorno d'oggi, in modo miope, dediritti ( minor consumo di carne e pesce, aumento pranzi/cene in casa piuttosto che fuori, rinuncia a frutta fuori stagione e frutta esotica) ma nessuno di questi aspetti comprometterà la nostra sicurezza alimentare.

Purtroppo questa garanzia alimentare varrà solo per 1 miliardo di persone (o poco meno) dei paesi attualmente più industrializzati (e più ricchi) che si impoveriranno ma non giungeranno a patire la fame.

Gli altri dovranno invece fare i conti con difficioltà di approvigionamento alimentare, compreso il miliardo e mezzo di cinesi che, nonostante l'accaparramento di petrolio degli ultimi mesi che sta mettendo in atto il governo cinese, non avranno per niente vita facile.

E' stimabile che le difficoltà alimentari modiali seguano di circa un decennio il picco petrolifero, quindi nel 2015 dovremmo essere in pena emergenza alimentare mondiale. (il picco, di fatto, si è manifestato nel 2005 seguito da 3 anni di plateau produttivo)

Le probabilità di evitare queste problematiche alimentari future sono praticamente nulle (scusate il cinismo, ma in questo caso negare la realtà ha ben poca utilità)

26. Pirkalien, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 10:19

x janko,mi pare che se vedi il differenziale tra il massimo del consumo di carne e il minimo , il successivo differenziale riporta un decremento a occhio del 50% contrariamente al consumo di pesce che aumenta il che potrebbe essere logico poichè dopo diminuisce il pesce e aumenta la carne.Mi pare,correggimi se sbaglio.

27. lady b., Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 10:23

#25 le conseguenze drammatiche le subiranno anche i paesi piu´ricchi  (>ulteriore incremento dell´immigrazione). in italia in particolare, a cio´si aggiunge la scomparsa progressiva dei terreni coltivabili dovuta alla dittatura del cemento. lo scenario e´da guerra civile globale, scusate il pessimismo ma non possiamo illuderci

28. tulkas, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 10:55

Premesso che: i dati istat lasciano il tempo che trovano, visto che non sappiamo se abbiamo mangiato i due polli, o se invece uno è finito al compostaggio.

Direi di fare due conticini spicci per rendersi conto: per motivi di salute sono sempre a dieta, quindi costretto a pesare il cibo, in questo senso ho dei numeri da offrirvi.

La mia dieta conta con precisione le proteine che devo ingurgitare: 120g al giorno, mediamente servono circa 4g di "carne" per farne 1 di proteine (dentro ci sono comunque fibre ed acqua), quindi al giorno mangio circa 500g che per 365 gg fanno circa 180Kg di carne/pesce. (traslascio il notevole consumo di frutta e verdura che completa la cosa).

Sono tanti? Io ora sono molto in salute, quando mangiavo un etto di pasta e uno di carne al giorno ero obeso e malato. Cereali? io li do ai polli o ai tacchini che poi mi faccio arrosto ...

Sintesi: sono convinto che ci sia cibo per sopravvivere tutti, ma non sono affatto sicuro che il cibo sia sufficiente a farci stare tutti in buona salute ... quindi cara debora non serve che ammazziamo nessuno, moriremo naturalmente quando il cibo non basterà più a sostenerci in vita.

29. Pirkotto, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 10:58

Secondo me ,hanno sovrapposto il grafico della produzione aggiustato con la svalutazione della lira e poi hanno pensato che quello fosse il decremento dovuto a mucca pazza come ha fatto notare giustamente Ninetto.La prova è che non risulta il decremento dovuto all'aviaria.Sono riusciti a cambiare i punti sull'unica variabile incontestata e cioè lo scorrere del tempo:)))))))

30. FABRIZIO, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 10:59

 cosa significa una più normale? che per il bene del pianeta devo rinunciare a tutto? 

31. Pirkalien, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 11:38

Come siete pessimisti.....secondo il grafico dell'istat nel 2015 si mangia ancora di più a quattro ganasse.

32. riccardo, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 11:44

non sono d'accordo sulla visione idilliaca delle nostre conddizioni di vita 60 anni fa. la fame c'era, eccome.

se sia possibile indovinare un futuro mix di sobrietà, tecnologia, autoproduzione, riuso eccetera eccetera coniugando così gli aspetti positivi della vita della generazione dei nostri nonni e della nostra.... lo vedremo (ci spero ma mi ci credo poco)

io mangio poca carne, ma per favore non toglietemi anche gli affettati! (con 1 etto ci si mangia in 2...)

ai grafici ricavati dai dati ISTAT io non credo più (me lo ha insegnato il mio presidente del consiglio)

@30: più normale significa secondo me più in equilibrio col pianeta e più etico (verso chi salta i pasti non per dieta ma perchè schiacciat dal "sistema"). insomma un po' quello che insegnano questi fantastici idealisti : http://www.cnms.it/

 

 

33. pirkacao, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 12:35

34. riccardo, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 12:42

come fanno a titolare "2 euro al grammo?" una stecchetta da un etto di cioccolato fondente al 40 % dovrebbe costare almeno 40 euro?

sono rinco io o sta andando a male la stampa italiana?

35. paolo p., Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 13:09

Oggi, l'argometo del giorno del giornalismo in rete pare proprio il cibo...

http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/6432538/Food-will-never-be-so-cheap-again.html

 

36. Debora/Petrolio, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 15:31

Mi stupisce che qualcuno descriva come "fame nera" diete in cui la carne si mangiava una volta a settimana.

???

37. riccardo, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 16:29

non tutti mangiavano carne una volta alla settimana, a quei tempi, anzi forse una volta al mese. basta chiedere ai "sopravvissuti"

38. fausto, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 18:42

Mah, in effetti devo dire che grossomodo a casa mia ci mangiamo un etto di carne a testa a cena per giornata (400-500 gr a cena per tutti), più le estemporanee costituite dai condimenti dell'amatissima pasta (qualche ragù, inevitabilmente). A conti fatti, sparando alto e considerando qualche abbuffata domenicale, credo che stiamo attorno a 90 - 100 kg a testa per anno, per l'orrore della padrona di casa. Ho messo nel conticino pure affettati e galline autoprodotte.

Poi devo dire che mio padre ne mangia di più, ma le medie son medie. Personalmente preferisco di gran lunga formaggi e verdure, ma è una questione piuttosto personale!

Secondo me è già tanta roba, troppa. A pranzo non ho mai toccato carni, eccetto che in occasioni particolari o sulla pasta. E questo mi fa pensare che la soluzione, comune ai nostri nonni, sia quella di usare le carni per condire, e non come piatto di portata.

Se sostituiamo la grigliata con il ragù, il salto può essere davvero notevole. Credo che lo faremo, e senza neanche rendercene bene conto.

Per la CO2, ricordo una divertente analisi di TOD che sottolineava come il consumo in energia dei frigoriferi, negli USA, fosse nettamente superiore al consumo di tutte le macchine agricole del paese.

Che gambe corte han le frottole. 

39. louise, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 18:56

anche in questi tempi di abbondanza a prezzi stracciati, c´e´chi (come la sottoscritta) mangia carne +o- 2 volte al mese (in media, a volte di piu´a volte di meno.e vorrei ridurre ulteriormente. non perche´voglia fare la fame, semplicemente per me´la carne e´un lusso da riservare ad occasioni speciali e non il pane quotidiano (non per niente si dice "pane"e non "arrosto" quotidiano..). la mia dieta di tutti i giorni e´composta da cereali vari, verdure, uova, formaggi (anche qui cercando di non esagerare) e legumi. vi assicuro che si puo´cucinare alimenti saporiti e nutrienti anche senza carne.

ma cio´non toglie che il pianeta senza il petrolio non puo´sfamare 7-8 miliardi di persone. anche se diventassimo tutti vegetariani non basterebbe. siamo al paradosso niente energia= niente acqua potabile (come facciamo a pompare acqua da falde profonde 200 metri? a mano?) e niente acqua=i campi non producono.....ce la faremo a salvarci con le energie rinnovabili e i concimi organici? spero di si ma temo di no... 

40. francesco ganz, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 20:56

..In Etiopia attualmente 6 mlioni di persone su 80 sono allo stremo causa siccità....Chiedo aiuti alimentari immediati e realizzazione di bacini artificiali  idrici per la mitigazione delle oscillazioni climatiche ...Alla luce di quanto sappiamo dovremmo prestare assistenza solo previa adsione a campagna di riduzione di fertilià di massa..( E lì non credo bastino i preserativi )

Commenti ? ( Lì siamo già in sovrappopolazione super acclarata )

41. louise, Martedì 27 Ottobre 2009 ore 00:02

bacini artificiali=sottrazione di terreni all´agricoltura. in piu´l´acqua che si accumula nel bacino viene sottratta altrove, la quantita´non aumenta.il lago aral e´allo stremo per via della deviazione dei fiumi che vi confluivano (dirottati per irrigare i campi di cotone in kazakstan). gli aiuti umanitari non aiutano, rendono solo dipendenti e distruggono l´economia locale affamendo la gente ancora di piu´. l´unica cosa che aiuta davvero e´il contenimento demografico: in base alle risorse del luogo, quanta gente puo´vivere decentemente? se le risorse bastano per 1000 persone non possono viverci in 10000. e´inutile scavare pozzi se l´acqua non c´e´o sta per finire. questo vale non solo per l´etiopia ma per ogni luogo del pianeta, italia compresa. non c´e´piu´spazio per emigrare come si faceva una volta (...e anche allora l´emigrazione ha fatto danni irreversibili nei luoghi scelti come patria di adozione (vedi australia e america). poi, per l´africa c´e´anche il problema  dello sfruttamento e distruzione del territorio portato avanti dagli avvoltoi europei, americani, cinesi, che non fa´che peggiorare la situazione. propongo quindi di coordinare le strategie:contenimento demografico e ritiro immediato degli avvoltoi dei paesi industriali!

42. tulkas, Martedì 27 Ottobre 2009 ore 15:20

Sono d'accordo con louise.

Quello  che non fa è proseguire nel ragionamento: verranno da noi a cercare cibo ed acqua, in pochi già lo hanno fatto, molti di più ne arriveranno in futuro.

Non ce n'è per tutti, neppure per noi a ben vedere.

Fermarli diventerà una questione vitale: e non sarà affatto un bello spettacolo.

43. eco1, Giovedì 29 Ottobre 2009 ore 02:01

si trovano dati aggregati dei consumi nazionali di derrate alimentari e, in particolare, delle carni?

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