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Risale?

Giovedì 15 Ottobre 2009, 15:12 in Current Affairs di

anziani.jpg

Non appena il barile batte il record annuale (sopra i 75$) ecco di nuovo tutti ad accorgersi che basta una "ripresina" per mettere a repentaglio un prezzo del petrolio che tutto sommato poteva andare.

La IEA puntualmente esprime preoccupazione ma senza motivare ("Morfeo" IEA, potremmo chiamarla...); la Deutsche Bank pubblica studi sulla fine dell'era petrolifera dal titolo sorprendente, "The peak oil market"; e lo stesso fa l'inglese Energy Research Centre in uno studio-fotocopia sempre sulla fine dell'era petrolifera; infine, il celebre economista Jack Rubin, quello che ha azzeccato anche il picco di prezzo dello scorso anno, prevede presto il barile a 200$ a causa della suddetta ripresina e la definitiva fine del petrolio a basso prezzo. Staremo a vedere se avrà un'altra volta ragione, ma soprattutto staremo a vedere se tutte queste voci allarmistiche taceranno nuovamente appena il prezzo scende di tre dollari.

Intanto, chi non può certo stare alla finestra sono i vecchietti inglesi. Riporta l'Independent che almeno il 40% dei pensionati non ha i soldi per scaldarsi, quest'inverno. Oltre 5 milioni di britannici anziani seriamente preoccupati per un improvvisa gelata che potrebbe portarli all'altro mondo. Crisi finanziaria o crisi energetica, per molta gente non fa differenza.

 

38
38 commenti
38
21 Ott 2009
alle 14:53

Pinnettu

@36 Surak

Non parlavo di rivoluzione intesa con gente per le strade.... per cosa e contro chi poi ;-)

Con rivoluzione intendevo quello che poi hai sostenuto tu: una rivisitazione al "ribasso" dello stile di vita!!

Perchè per me, per te e per tanti altri rinunciare al viaggio, alla villeta in periferia, al 3000 cc, può essere ininfluente; per la maggior parte tutto questo è rivoluzionario, sia che queste cose già le abbiano, sia che gli si dica che non possono più neppure sperarci. Tutto qua!

Quanto al petrolio "insostituibile", quoto Hunter.... il problema è che non è pensabile sostituirlo nel rapporto 1:1

Per il resto i nuclearisti (ma anche gli altri...l'ho specificato) non sono probabilmente come te..... Predicano comunque il solito modello economico... fatto anche di tante topolinia .....!!

37
21 Ott 2009
alle 09:11

Hunter76Lima

Per Surak

Concordo con il senso del tuo link.

Ovvio, il petrolio ha miriadi di surrogati che possano "sostituirlo" negli aspetti puntuali e specifici, ma in altri aspetti non è per niente sostituibile ovvero in termini di: flussi equivalenti energetici trasportabili (85 milioni di barili equivalenti al giorno vengono prodotti, quale altra fonte può garantire un flusso giornaliero, ripeto giornaliero, di tale entità), facilità di trasporto e distribuzione, flessibilità d'uso, capilalre diffusione di motori endotermici e di processi industriali che ne fanno uso.

Mi sembrano fondamentale i primi 2 punti.

Per esempio, potrebbero anche esserci riserve di carbone per 12000 anni (uso un'iperbole per dimostrare l'assurdo), ma considerando l'attività estrattiva sarà mai possibile garantire con questa risorsa un valore energetico equivalente pari a 85Mb al giorno? Risposta, ovviamente no.

Forse il gas metano può dare una mano, ma solo x rimandare il picco di qualche annetto (facciamo 10 x essere buoni).

Il resto sono tutte pie illusioni, compresi nucleare, fotovoltaico, eolico e geotermico; possono essere solo coadiuvanti alla decrescita in questo periodo di transizione e si trasformeranno in fonti principali di energia (nel caso che la decrescita non abbia generato catastrofi) tra 50 anni quando il petrolio e il gas saranno fonti rare (oltre ai metalli); ovviamente il livello di flusso energetico che potranno garantire sarà, nel migliore dei casi, un 50% di quello attuale (se siamo particolarmente fortunati e oculati).

Questo è l'orizzonte energetico e temporale su cui dobbiamo lavorare, senza illusioni o divagazioni varie;ad esempio i biocarburanti o biodiesel che dir si voglia io, personalmente, li considerò una bestialità, ci si accorgerà presto che non sono sostenibili perchè rubano spazio all'agricoltura, si tratti o no di colture commestibili (mais,soia,colza) oppure no (olio di palma,jatropa,alghe e via dicendo)); figuriamoci in uno scenario futuro di riduzione di prodotti petroliferi, ciò significa riduzione della resa delle coltivazioni e necessario incremento di superficie coltivabili x garantire il fabbisogno alimentare energetico; assolutamente osceno risulterà la scelta di alimentare "macchine" invece che "uomini".

36
20 Ott 2009
alle 22:14

Surak 2.0

@34 Pinnettu

Sei fissato con la rivoluzione? ;-)
Lascia perdere che le rivoluzioni sonos empre state fatto o quando la situazione era estremamente tragica e hanno finito pure per peggiorarla nell'immediato oppure quando qualcuno dall'esterno ha avuto voglia di pagarla.
Io credo più che un aumento del petrolio porti semplicemente a rifare i conti della vita quotidiana che nel suo insieme è molto più rivoluzionario di 4 scalmanati in piazza.

Ovvio che secondo un certo punto di vsita questo può significare un impoverimento, ma solo eprchè siamo troppo abituati a vivere al di sopra dell'effettiva possibilità e dell'equità. In un paio di generazioni siamo passati da gente che faceva il primo lungo viaggio solo nella Luna di Miele ed era già tanto se andavano a Venezia o Roma o Napoli (etc) e poi al massimo arrivavano d'Estate al mare più vicino, mentre oggi a 18 anni hanno già fatto più km di Armstrong (e non intendo il cantante) ed il viaggio delle medie è almeno 7 giorni extra Ue mentre se non lo fai sei un disgraziato.
Diciamo quindi che per molte cose sarebbe un "passo indietro" ma non per forza deve essere un impoverimento effettivo ma può essere solo il prendere una rincorsa. Ovviamente parlo delle persone capaci di usare la logica poichè, come detto più volte, agli umani è inutile spiegare le cose ;-).
Magari non potrai fare un viaggio in Brasile tutti gli anni (ovvaiemnte "culturale" ;-) ma potrai fare ogni pratica burocratica in 5 secondi netti grazie alla tua super adsl ed as un sistema informatico efficiente.Ci perdi una settimana di bikini ridotti all'osso, ma ci guadagni 4 settimane di fila a sportelli fra donne grassocce e sudaticce o vecchietti che si lamentano.

In realtà poi se il risparmio che hai nella seconda questione è abbondante anche monetariamente, allora magari puoi pure andare in Brasile sebbene costi un x % in più.
Tanto per fare un esempio semplice,

Non so a che "nuclearisti" ti riferisci ma non certo a me, poichè io sono quello della "condensazione urbanistica" proprio perchè so che manco l'energia nucleare può essere risolutiva se la gente sogna di vivere a Topolini, piuttosto pensa a quelli che creano proseliti spacciando il fv come quello che può sostenerla. Io ho sempre proposto tagli "chirurgici" pure pesanti e impopolari (40 anni di sindrome di Heidi hanno fatto molte vittime) in cambio di vantaggi che ad una persona razionale (ed equa) dovrebbero piacere o almeno andare meglio della catrastrofe.

@35 Hunter76Lima

Che vuol dire che il "petrolio è insostuituibile"?
Tanto per smentirne il senso letterale ecco  qua.
Il più delle volte si usa il petrolio solo perchè è il più conveniente e bastano frazioni di vantaggio affinchè l'uso di uno sia enorme rispetto al successivo, poichè nel trattare milioni di tonnellate di uno si risparmiano magari miliardi ma che sul kg è irrilevante al consumatore.

Quanto al discorso della riduzione dei consumi, ti rimando alla parte finale della replica precedente

 

35
20 Ott 2009
alle 09:13

Hunter76Lima

Concordo Pinnettu

Non siamo ancora in grado purtroppo, come uomini, di percepire l'entità degli stravolgimenti che il picco porterà; purtroppo tabelle e grafici ci possono solo dare una mano a prevedere e ipotizzare il futuro, non a tastare la realtà che il futuro ci prospetta.

Partiamo da un assunto certo che la gente non vuole assolutamente accettare: il petrolio è insostituibile.

La soluzione dove sta quindi: riduzione, per quanto possibile graduale, di tutto ciò che attualmente va a petrolio.

E' vero, c'è la tecnologia ci consente di far funzionare le stesse macchine che vanno a petrolio (e per macchine intendo qualsiasi cosa che va a petrolio o derivati) con alimentazione a fonti alternative ma non ci sono assolutamente, in nessun modo, le risorse (non parlo di tecnologia, nè di capitali, nè di fondi statatli, nè di lavoro, bensì di risorse fisiche) sufficienti a permetterne la totale sostituzione.

Quindi, per quanto ottimisti vogliamo essere, dobbiamo cominciare ad adoperarci per ridurre la dipendenza dal petrolio riducendo i consumi, non trovandone i sostituti.

Scontrarsi con questa realtà significa semplicemente alimentare utopie e disillusioni

34
19 Ott 2009
alle 20:54

Pinnettu

@ 31 Surak

Ok il discorso è corretto.....ma la rinuncia ad ingozzarsi di petrolio passa per una rivoluzione.

Meno cianfrusaglie, meno mobilità privatà, meno viaggi..... meno tutto insomma!!

Questo dal punto di vista dei più è un passo in dietro ed i fautori delle alternative, indipendentemente da quali siano, le spaciano invece per alternative in un rapporto 1:1 con il petrolio.

Non parlano mai di rinunce, di reimpostazione al "ribasso" del sistema sociale. E questo vale sopratutto per i nuclearisti. Per loro il problema greggio si risolve con le centrali nucleari... mai una parola su una ristruturazione radicale della società, senza la quale, appunto, ci troviamo con tutta l'energia elettrica che vogliamo, ma con il sistema economico-industriale che continua ad andare a petrolio!!

33
19 Ott 2009
alle 09:02

Hunter76Lima

Antonio,

il link del #27 è giusto quello che cercavi per il prezzo del petrolio in euro

Contento?

32
19 Ott 2009
alle 08:45

Francesco

Solo una segnalazione, anche se so che sotto questo post non ci azzecca niente...: http://ptonline.aip.org/journals/doc/PHTOAD-ft/vol_62/iss_10/21_1.shtml?type=RSS

31
18 Ott 2009
alle 21:07

Surak 2.0

@30 Pinnettu

Applichi la questione "petrolio" alla situazione attuale ed ovviamente questa è sorta sul petrolio a buon mercato e non è che per 6 mesi di petrolio impazzito si poteva sperare in un cambiamento radicale.
La presunta capacità di cambiare ed adattarsi che si dice essere del mercato richiede comunque un tot di tempo (infatti pure le imprese ormai sono una zavorra al progresso) e tante aziende sono semplicemente entrate in letargo riducendo la produzione, mettendo in cassaintegrazione o licenziando, etc ma restando a fare quel che facevano prima ma soprattutto hanno chiesto soldi alle casse pubbliche.
Il tutto in attesa che la crisi passasse.
Se però il petrolio sale in modo stabile e motivato allora diventa un fatto obbligato che alcune aziende ed alcune abitudini diventino troppo costose.
Il trasporto oggi è molto su gomma ma nulla vieta che passi su rotaia (quindi elettrico) e se molta mercanzia diventa cara per la sua effettiva utilità il tonnellaggio diminuisce.
Molti viaggi sono fatti da rappresentanti che possono essere sostituiti da teleconferenze.
L'espansione urbana orizzontale che rende molti pendolari di sicuro verrebbe finalmente fermata cosìcchè non solo i più avrebbero lavoro vicino casa ma pure le zone commerciali o di svago lo sarebbero evitandoci così le note colonne di auto create dagli automobilisti della Domenica..etc...etc...etc...
Così facendo le percentuali cambiano più di quanto non cambi effettivamente lo stile di vita se non accorgendosi che prima molti vivevano a sbaffo di un petrolio a prezzi da furto (non per chi lo comprava) e che per molti altri versi la vita gli può anche migliorare.
Chiaro..nessun cambiamento è indolore per tutti e saper prevenire ed organizzare i cambiamenti dovrebbe servire a ridurre sia le resistenze a cambiamenti positivi in generale che a far soffrire meno persone

30
18 Ott 2009
alle 18:43

Pinnettu

@ 29

"...aiuterebbe la ricerca e lo sviluppo di energie alternative al petrolio (gas, nucleare, idroelettrico, etc) nella produzione di elettricità etc....."

 

Non so........ Quando il greggio sale tutti gridano: "avanti con il nucleare, l'eolico, il fotovoltaico ecc..." Mi pare però che il problema sia diverso. In buona sostanza ho la sensazione che tutte queste alternative non risolvano comunque il problema greggio. Questo perchè di qualunque cosa parliamo, (nucleare, eolico, carbone, FV ecc..) il prodotto finale è sempre energia elettrica !!

Il petrolio però è marginale nella produzione di elettricità. In un paese come l'Italia non si va oltre il 6%. In tutte le altre applicazioni è pressochè insostibuile. Il trasporto su tutti....quasi totalmente dipendente dal petrolio!!

Possiamo anche quindi arrivare ad un surplus di energia elettrica....ma i problemi con il petrolio resterebbero tutti in piedi. Vedasi la Francia che, pur avendo elettricità nucleare da vendere, a patito gli alti costi del greggio come tutti gli altri. Lo strategico settore dei trasporti va a petrolio......

29
18 Ott 2009
alle 18:11

Surak 2.0

@18 Hunter76Lima

Non ho certamente i dati necessari a stabilire quale sia il prezzo "equo" e credo che nessuno al mondo li abbia, non tanto per l'incapacità di stabilire, a grandi linee, chi fallirebbe e chi prospererebbe ma  a stabilire "l'equità" in generale.
Infatti la "forchetta" indicata è decisamente ampia, ma non credo che i 100 dollari siano un "bagno di sangue", ma da una parte ostacolerebbe certe "merci" tipo la cianfrusaglia cinese da mercatino o quelle da ovetti kinder, poichè i costi di trasporto supererebbero quelli della merce stessa o sarebbero comunque una parte alta e dall'altra parte aiuterebbe la ricerca e lo sviluppo di energie alternative al petrolio (gas, nucleare, idroelettrico, etc) nella produzione di elettricità etc.
In pratica l'Occidente sarebbe costretto ad investire in queste fonti creando una conoscenza da rivendere ai Paesi produttori di petrolio arricchiti dal suo alto prezzo oltre a ripulirsi da tanto pil ftato di nulla basato sul basso prezzo della sua produzione (tipo al pubblicità in cassetta).
Chiaro che se in 6 mesi il prezzo triplica, tuto il sistema parassitario crolla trascinandosi dietro il resto, ma una crescita graduale consente di diluire nel tempo l'evento facendo si che il "parassita" si stacchi "dall'ospite" senza fargli danno...anzi.

 

28
18 Ott 2009
alle 11:57

Anonimo

@27

vero. Ma e' meglio per gli americani avere un lavoro e pagare la benza un po' di piu', o averla a prezzo normale ma da disoccupati? Leggi qua: http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=800648

27
16 Ott 2009
alle 23:45

Blitz

@22

ii) http://i125.photobucket.com/albums/p47/Snowblitz/ScreenHunter_01Oct162333.jpg

E' così....per il momento gli europei pagano il greggio tanto quanto nel 2006, anche se la stessa cosa, come già ribadito, non si può dire ad es. per inglesi e americani.

Per quanto riguarda il grafico mi sono limitato ad aggiungere gli ultimi giorni, compresa la data odierna, ad un grafico già preesistente e costantemente aggiornato (con lag di qualche giorno), caricato da un utente su google doc assieme alla tabella dati excel:

spreadsheets.google.com/pub?key=r-WYzbcMhapT65Qsd0oRccw&gid=3

 

 

26
16 Ott 2009
alle 17:10

Antonio

@Dottor Lima

i) dire che il petrolio finisce prima o poi e' come dire che tutti dobbiamo morire. Rubin ha fatto della "previsione del peggio" la sua carriera. Prevedere sempre il peggio ha statisticamente il 50% di riuscita. Lo sanno pure i bambini. Gli adulti invece glorificano i successi e dimenticano i fallimenti. O il contrario.

ii) ho chiesto se esiste un grafico e lei mi risponde con dotte analisi e dissertazioni. La ringrazio, ma continuo a chiederle se esiste un grafico dell'andamento petrolio/euro.

25
16 Ott 2009
alle 16:51

eco1

soldionline, quotidiano online di economia e finanza titola ora: mamma, è finito il petrolio?

incredibile anche il mondo della finanza comincia a porsi il problema, leggete

http://www.soldionline.it/notizie/forex-commodities/mamma-e-finito-il-petrolio

24
16 Ott 2009
alle 14:55

massimo

@5

Non si potra' assolutamente arrivare a prezzi enormi, pena il completo collasso dell'economia.

Aumenteranno solo i costi di beni di necessita' e servizi (come sono aumentati e continuano ad aumentare in certi paesi), ma anche questo incidera' negativamente su una qualsiasi possibilita' di ripresa - ripresa di cui non me ne frega un picchio comunque in quanto ritengo che d'ora in poi non ci potra' piu' essere ripresa senza un conseguente - e logico - ritorno della crisi.

Mi par di capire che una situazione inflattiva (si dice cosi'?) puo' essere mantenuta solo se c'e' un relativo aumento dei salari. Poiche' l'attuale situazione economica impone alla produzione di mantenere all'osso i costi (contraccolpo e karma della globalizzazione - ben gli sta, pensavano di andare a suonare e furono suonati) i salari non possono salire e i beni rimangono sugli scaffali.

Vedo invece la possibilita' di una inflazione controllata per controbilanciare un' inevitabile deflazione. 

23
16 Ott 2009
alle 13:19

Hunter76Lima

Per Antonio

i) se leggi bene l'articolo di Rubin, non sta predicando senza fondamento.Sa benissimo quello che dice e sa benissimo che è solo questione di tempo.Parla chiaramente di oil depletion e degli effetti del petrolio sopra i 100$, chiaro ed esemplificativo, senza tanti giri di parole.E gli effetti sono ovvi anche se non voluti e non desiderati.Se ti piace consolarti con Toro drogato come esempio di buona salute ... beh, accomodati pure

ii)guarda caso gli americani pagano in dollari (in fase calante) e gli inglesi in sterline (pure in fase calante) ... direi che loro che la compensazione del cambio eur/$ non la vedono sul petrolio in ascesa. Quando l'America ha il raffreddore, l'Europa prende la polmonite. Fai un po' tu, quindi ..

22
16 Ott 2009
alle 13:03

Antonio

Buon articolo, finalmente corredato dalle fonti. Ora alcune precisazioni:

i) Rubin e' il rinomato per essere il gufo degli analisti. Ha previsto il crollo del 2007, a suon di gufare sempre, ma da allora continua a prevedere ulteriori crolli del mercato. Da marzo 2009 le sta sbagliando tutte, dato che il mercato e' salito del 60%. Come si dice, dai e dai alla fine la imbrocchera' pure lui.

ii) ho il sospetto che il prezzo del petrolio salga per la debolezza del dollaro. Qualcuno riesce a fare un grafico che riporti il prezzo del barile in questi ultimi 6 mesi ma in euro, scalato dunque del cambio giornaliero col dollaro? Credo ne vedremo delle belle.

iii) i vecchieti inglesi. L'indipendent recita "analysts, bills are at least 10 per cent too high", e cioe' che le bollette energetiche sono salite del 10 per cento. Se dunque prima pagavano 500 pound in riscaldamento, ora ne pagano 550. Va da se' che questi vecchietti vivevano gia' prima sulla soglia della poverta'. Nessuna catastrofe, purtroppo l'effetto normale del rincaro di un bene fondamentale - rincaro costoso, ma non certo apocalittico, avete mai visto la benzina aumentare 10cent al litro? io si'.

21
16 Ott 2009
alle 12:12
20
16 Ott 2009
alle 11:56

persenaro

Grande giacimento scoperto  in Venezuela, un miliardo di barili di petrolio, equivalenti a 12-15 giorni di consumo mondiale.

Ho forse sbagliato i calcoli? 

 

 

19
16 Ott 2009
alle 10:14

AndreaX

Strano, adesso (ore 10.15) un po in tutte le pagine web con le quotazioni in tempo reale non carica la pagina..., specialmente quelle che usano java, che stiano tutti a guardare come va il petrolio?.

18
16 Ott 2009
alle 10:01

Hunter76Lima

Surak,

il livello 100-150$ non potrà mai essere un prezzo di equilibrio "buono" ... sarà sempre la scintilla della sofferenza economica che più alto è meno impiega a innescare crolli e default finanziari ....

Superata la soglia dei 100$, semplicemente parte il countdown per la prossima ondata di crisi, altro che repulisti dell'economia "cattiva" come tu speri che sia!!!

Per Pinnettu

E' vero c'è spare capacity ora, ma tieni conto anche dell'azione speculazione che se ne infischia un po' di questa spare capacity, anzi, ci gioca sopra (è per questo che fa partire la bolla, prechè la spare capacity si assottiglia)

Per Lego

Era ora che la qualcuno cominciasse a tirare le orecchie agli stati che aiutano le industrie automobilistiche. Non sopporto più di vedere la FIAT continuamente sovvenzionata e risollevata a suon di incentivi per produrre "stufe mobili" (non mi riferisco alla qualità FIAT ma al concetto di mezzo di trasporto con motore endotermico)

17
16 Ott 2009
alle 09:58

fabio1979

Ha proposito di recessione e riduzione consumi petroliferi, ieri sera Castelli ad annozero ha detto il calo del PIL degli USA in un anno, pensavo lo smentissero invece la cifra e' il 13%. Altra cosa da tenere conto per i consumi futuri.

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20091016&fonte=TLB&codnews=632

 

16
16 Ott 2009
alle 09:56

hackatao

Il Freddo conserva e ci tiene arzilli. Il riscaldamento ci fa solo che male.

15
16 Ott 2009
alle 09:03

medo

#13

"Mal che vada lo Stato può incassare soldi in altra maniera e magari potrebbe anche smetterla di regalare soldi in modo stupido quando non clientelare e/o dannoso."

 

Forse non avete ben chiara la storia d'italia degli ultimi due secoli. Cioè, lo stato serve esattamente a quello che hai scritto, checché ne dica la Costituzione o le Leggi, che mi ostino a scrivere maiuscole per abitudine più che altro.

Poi se vogliam vedere una forma di parmigiano al posto della Luna...

13
16 Ott 2009
alle 00:07

Surak 2.0

@11 eco1

Dipende...

Allo Stato, se aumenta il costo della benzina, aumenta l'introito quindi, coem sappiamo, potrebbe pure continuare a guadagnare la stessa somma pure se vi è un certo calo nei consumi e/o addirittura se decidesse di "diminuire" le tasse su di essa (a certe condizioni).

Quindi è tutto un gioco di equilibri e di vasi comunicanti che non si può fare basandosi su un solo dato (bisogna anche vedere la forza o meno del dollaro.

Mal che vada lo Stato può incassare soldi in altra maniera e magari potrebbe anche smetterla di regalare soldi in modo stupido quando non clientelare e/o dannoso.

12
15 Ott 2009
alle 22:08

Thomas

@9 Porti sfiga? Appena schiazzato poco sotto i 78$

11
15 Ott 2009
alle 21:00

eco1

@10:

c'è tanto spreco e solo le risorse care lo mettono in evidenza e muovono animi e imprese verso il risparmio e l'efficienza

il problema dell'oil è che lo stato ripiana, o almeno ci prova, il bilancio con le tasse sui carburanti e se crollano i consumi di benza non stupiamoci se il dissesto scoppia, interessante che uno studio riporti che si percorrono in media 600km in meno nel primo periodo dell'anno

10
15 Ott 2009
alle 20:23

Surak 2.0

Personalmente mi auguro che uil petrolio si piazzi in uan forbice tra i 100 e i 150 dollari, poichè non è vero in modo assoluto che questo sarebbe un disastro economico, ma sarebbe un disastro per la tanta parte di economia basata sul nulla attuale.

Chiaro che dovrebbe essere una salita progressiva e poi stabilizzarsi per un bel po', in modo tale che il sistema economico abbia modo di "adattarsi".

Dall'altra parte un petrolio ben pagato aiuterebbe molte nazioni esportatrici (non sempre le solite di sceicchi) e crerebbe un indotto di sviluppo in molte aree.

Quanto ai pensionati inglesi...prendono un aereo con 100 euro e vanno a svernare in Sicilia tanto la pensione la riscuotono anche fuori e il costo della vita è minore ;-)

 

9
15 Ott 2009
alle 19:56

Pinnettu

Per il momento (diciamo fino a tutto il 2010) credo che difficilmente il greggio salirà in maniera brusca. Probabilmente andrà lentamente (con alti e bassi) verso i 90-100 $.

In questo momento alcuni paesi OPEC hanno una discreta "spare capacity", derivata dal sensibile calo della domanda del 2009, che potrebbe garantire nel corso del 2010 un livello estrativo simile a quello del 2008.

Poi boh...!!!

8
15 Ott 2009
alle 19:21

Lego

Sempre parlando di automobili, leggetevi questo breve articolo di Oscar Giannino.

http://www.chicago-blog.it/2009/10/15/auto-di-stato-la-bce-silenziata/
7
15 Ott 2009
alle 18:41

eco1

gli inglesi soffrono perchè anche lì hanno stampato banconote per comprare i loro BOT per capirci e il pound è sceso anche perchè era forte di una finanza svampita e della bolla immobiliare e sicuramente sentono oil e gas più costosi di prima, ringraziamo che siamo in zona euro

6
15 Ott 2009
alle 18:18

Alex I.

Almeno cominciano a parlarne seriamente, è già qualcosa.

La cosa che mi preoccupa di più, a proposito della crisi energetica, è proprio il riscaldamento per l'inverno. Ci sarà da avere paura

@1

Se gli USA continuano così si scorderanno proprio di poter acquistare l'automobile in quanto tale

5
15 Ott 2009
alle 18:17

Lorenzo

Da profano vedo:

-Borse con liquidita' da buttare

-Dollari stampati a getto continuo (e il petrolio si paga, per il momento, in dollari)

 -Un'economia che ristagna (figriamoci quando e se riprende)

 

A meno di rivoluzioni energetiche non vedo come si possano evitare prezzi enormi. Prima o dopo.

 

 

4
15 Ott 2009
alle 17:03

AndreaX

O Grazie, quanta considerazione, nel post precedente avevo fatto proprio questa osservazione e avete aperto un post nuovo appositamente.

Non appositamente perchè sono stato io a domandarlo ma appositamente perchè è proprio di adesso il fatto che il petrolio sia arrivato a 75 $ al barile.

Rinnovo la domanda: c'è da preoccuparsi o ancora siamo nella fase della calma che precede la tempesta?.

3
15 Ott 2009
alle 16:44

Ottimo Massimo

Quindi la ripresina c'è :-)

2
15 Ott 2009
alle 16:33

Paolo B.

La ripresina é solo per le borse, nella vita reale nessuno se n'e' accorto.

Allora ben venga la fine dell'era del petrolio economico...

1
15 Ott 2009
alle 16:30

eco1

è certo che il petrolio costi poco oggi, presto molta liquidità si riverserà anche sul gioco dei futures oil è inevitabile

e pensare che in america la moda di comprare auto piccole e dai consumi ridotti sta già passando a conferma che il genere umano ha bisogno di soffrire per affrancarsi parzialmente dal perdurante spreco di risorse frutto del concetto di energia sempre accessibile e cheap

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