Uno sguardo dal picco
![]()
Medvedev l'ha chiamata "un'umiliante dipendenza", e mi ha ricordato per un attimo le famose affermazioni-fotocopia di Bush, anche se il Presidente russo intende ovviamente una dipendenza alla rovescia. Stiamo parlando del petrolio e del gas: e in un discorso davvero clamoroso ieri Medvedev ha dichiarato che la Russia deve uscire dal circolo vizioso che ha portato la sua economia a dipendere quasi totalmente dalle materie prime, che rappresentano il 70% delle esportazioni e il 30% del prodotto interno lordo.
"Tutto andava bene finché il prezzo delle materie prime e del petrolio era alto. Poi il prezzo è crollato, la nostra economia è stata colpita duramente, e i nostri cittadini anche. (...) Devo ammettere che siamo crollati oltre le nostre più pessimistiche aspettative, il danno reale alla nostra economia è stato di gran lunga peggiore di ogni predizione nostra, della Banca Mondiale, e degli altri analisti".
E' dura per un capo di Stato ammettere apertamente una situazione simile, ed è anche molto coraggioso farlo: noi non siamo abituati a sentire simili proclami di fallimento. D'altronde, fa benissimo Medvedev a pensare al futuro: restare vincolati all'esportazione energetica, che durante una crisi economica rende anche meno del dovuto, significa condannare il Paese. E il ricordo del disastro degli anni '90 deve essere ben impresso nelle scioccate menti dei cittadini russi.
L'idea che promuove il governo è allora quella di investire nell'efficienza energetica, nel risparmio energetico, nello sviluppo di energia nucleare, in infrastrutture per l'informazione e per la medicina. Ci vorranno almeno 15 anni.
Sembra più un programma da esaurimento dei pozzi che da crisi economica, ma questo neanche Medvedev avrà il coraggio di ammetterlo.
Seeeee.... ciaoooo!!!! :D
@ 24
Mi pare che il post parli di entrambi.....o comunque di materie prime in genere!
@Debora,
"Il petrolio russo è ufficialmente in calo da un pezzo. UFFICIALMENTE. Cioè l'ha detto il governo. Capito adesso?"
Il tuo post parla di gas, mentre ora te ne esci col petrolio. Delle due l'una: o nemmeno tu che hai scritto il post, hai le idee chiare oppure hai seri problemi di comunicazione. In ambo in casi mi spiace per te.
per #17
Citavo a memopria da un grafico visto diverso tempo fa.
Peccato che nel frattempo le cose siano peggiorate pure per il gas. Come dire, sono stato perfino troppo ottimista.
Saluti
Antonio,
visto che per te leggere è troppa fatica, e visto anche che credi solo a quel che dicono i politici, eccoti le affermazioni del Ministro del Petrolio russo e di Vladimir Putin in persona:
http://petrolio.blogosfere.it/2008/03/russia-e-nel-2008-la-produzione-comincia-a-calare.html
http://petrolio.blogosfere.it/2008/07/putin-la-produzione-scende-troppo-trivelliamo-lartico.html
Il petrolio russo è ufficialmente in calo da un pezzo. UFFICIALMENTE. Cioè l'ha detto il governo.
Capito adesso?
1kg di "uranio da bomba" fa andare una centrale per 8-10kg di uranio "arricchito normalmente", essendo quello al 90%. Se firmano con gli USA un altro accordo sulla riduzione degli armamenti ciò vuol dire altro uranio praticamente aggratis per tutti. Approvo la linea di Mediedev... sono cose un po' ovvie ma... neanche troppo.
> 2
"A meno che non pensi al plutonio e uranio dell'immenso arsenale nucleare del paese..."
Certo che ci pensa, visto che sta lì! In parte lo han già usato, o meglio hanno usato (od han ceduto agli americani che lo hanno usato) almeno una parte di quello che competeva ai paesi ex-URSS che han rinunciato al nucleare bellico, ossia Ucraina Bielorussia e Qazaqistan www.uspid.org/sections/02_Books_Documents/.../disarmo.html
Sì, lo dicevo proprio ieri nei commenti al post precedente su Yamàl (purtroppo in mezzo a trolls urlanti), che il picco del gas russo arriverà prima di quello globale:
" i giacimenti di Yamal (che è grande come mezza Italia, tanto per avere presenti le proporzioni) son grandi ma non immensi, e son la sola possibilità per i russi di continuare ad esportare gas nei prossimi anni.
Son riusciti ad avviare il pompaggio solo l'anno scorso (ma cito a memoria, potrei sbagliarmi) dopo anni di sforzi, giusto in tempo per compensare il declino dei giacimenti (quelli sì) giganti, situati presso il basso Ob', qualche centinaio di chilometri più a Sud, da cui è nei decenni passati arrivato, e tuttora arriva, il gas in Europa (poco in Italia, per fortuna).
Al ritmo del consumo europeo (e russo) non dovrebbero durare molti anni, ma farebbero da ponte fino all'entrata in funzione dei davvero (pare) giganti giacimenti sottomarini ancora più a Nord, il principale detto di Štokman.
Solo che son anni che provano ad avviarlo, e non ci riescono: già è difficile trivellare a quelle latitudini, aggiungiamoci in mezzo al mare, completo di lastroni di ghiaccio ed icebergs in movimento... Per di più, bisogna costruire i gasdotti, sottomarini anche quelli!
I russi han chiesto aiuto ai norvegesi, esperti di trivelle in mare e di freddo, vediamo se funzionano, e se non si litigano: ma la vedo dura. Per loro e per i consumatori europei di gas."
Aggiungiamo che anche i grandi giacimenti di petrolio degli Urali (ed altri minori) son agli sgoccioli, e gli unici che sono ancora abbondanti (perché il loro sfruttamento è iniziato da poco) son quelli di Sakhalin e dintorni, il cui prodotto va tutto a Cina Giappone e Corea, per evidente vicinanza. Contiamo infine che il consumo interno russo (di entrambi, petrolio e gas) è considerevole, un poco per il clima e molto per le inefficienze non recuperabili in tempi brevi (forse neanche medi, per i lunghi è tutto da vedere ma dubito), e la ricetta per la frittata in pochi anni è pronta.
Pagina31 della presentazione, non mi sembra che lasci molti dubbi
http://www.simmonsco-intl.com/files/Australian%20American%20CC%20Houston.pdf
@12
E dove hai letto che Aspo sposta di 15 anni in avanti il picco del gas?
Hai il link preciso che non sia la semplice home di Aspo Italia?
Come al solito concordo con i più ragionevoli ;-).
Medvedev non ha detto altro che quello che dicono quasi tutti quelli che basano troppo la loro ricchezza su una cosa sola o poco più e cioè che devono "diversificare" per evitare che gli sbalzi di prezzo di quella diventino ingestibili per chi i conti li deve prevedere con un largo anticipo.
La Russia poi ha poche punte di eccellenza e male non gli farebbe incominciare ad ammodernizzare la sua infrastruttura industriale e sviluppare settori oggi molto arretrati per una nazione comunque moderna ed europea.
Chissa perchè chi arriva d'impeto in questo blog giunge sempre con qualche idea miracolosa che risolve la situazione ... pozzi artici, gas a go-go, acqua sulla luna ... etc, etc
Dobbiamo ammettere che la società umana (e gli individui che la compongono) ha una fede radicata e inattaccabile nella tecnologia e nelle capacità umane .... per assurdo lo stesso global warming può aver generato questo senso di onnipotenza.
Uno che pensa al global warming può infatti fare questa semplice deduzione logica "se noi uomini con le nostre attività siamo stati in grado di modificare il clima sulla terra ad un livello mai raggiunto da milioni di anni, vuoi che non siamo in grado di fare ben altre cose grazie alla tecnologia di cui disponiamo, sempre se lo volessimo?"
Peccato che questo ragionamento logico, pur corretto, non affronta un lato fondamentale della questione: ogni azione, per essere portata a compimento, ha bisogno di un componente insostituibile, ovvero Energia.
Abbiamo sempre meno fonti di energia aggregata/concentrata a disposizione ... il raggio d'azione del nostro ipotetico raggio iper-tecnologico è sempre più limitato e sempre meno efficace.
I fautori delle teorie "cornucopian style" hanno le ore contate, malgrado loro e ... nostro.
L'altra sera vedevo in Tv "Io, Robot" e mi sono meravigliato nel pensare che anche una mente così eccelsa come quella di Asimov ha in effetti peccato di presunzione "tecnologica" ... a meno che il suo non fosse altro che un gioco mentale e filosofico (molto erudito e sviluppato) per ragionare sull'essenza dell'uomo e l'origine del suo pensiero/anima e per argomentare sull'alienazione attuale dell'uomo al servizio della tecnologia e del consumismo.
Bello. Dalle dichiarazioni di Medvedev "la Russia dipende troppo dalle esportazioni di gas" si desume che Medvedev sa che il gas sa per finire o quindi che il gas sta per finire per davvero. Seguono spiegazioni dei Dotti (i nani, che han la D maiuscola) per un sillogismo di tale portata. Vi lascio continuare, rigorosamente tra di voi. Magari ne vien fuori qualche nuova tecnica per aumentare il piacere.
@ Antonio
Il gas non è un sostituto del petrolio. E ha mostrato anch'esso un ciclo di esplosione dei prezzi e di conseguente distruzione della domanda.
Ci stiamo affidando a fonti di gas non convenzionali (shale, polari e compagnia cantante) a scarso ritorno energetico; questa scelta ci manda rapidamente in bancarotta, come abbiamo già verificato. Il dissesto economico nella produzione di gas difficili è cosa già accaduta.
Il fallimento del tentativo di accedere a risorse poco performanti è uno dei mille e mille modi che abbiamo per individuare un picco produttivo (temporaneo o definitivo che sia).
Oltre a questo, ricordiamo che i costi degli impianti richiesti nell'estrazione di gas, carbone ed uranio sono pesantemente condizionati dal costo del petrolio. Già nel passato grandi riserve di carbone sono uscite dalle stime sulle URR, messe fuori gioco da costi estrattivi troppo cresciuti.
Cerchiamo di non fare la figura degli sprovveduti anche con il gas naturale.
Simpatia e cordialità.
Non fate casino tra petrolio e metano, signori.
Di metano ce n'è di piu', ma col metano ci fai molto meno cose che col petrolio .
Il picco del metano, in fatti, è spostato dagli studi ASPO di circa 15 anni in avanti rispetto a quello petrolifero.
Questo non vuol dire che non ci sono problemi, tutt'altro.
Saluti
Sfugge ad AndreaX che le esportazioni di gas sono crollate perche' nessuno compra per la crisi, non perche' non ce n'e' da vendere. Cribbio, certe figuracce sono imbarazzanti perfino per chi assiste.
E intanto firma un contratto di fornitura di 70 MLD di mc di metano all'anno alla cina. Minchia papa'.
@8
beh certo che i pozzi si stiano esaurendo Medvedev non lo va mica a dire in tv.
Perlomeno un dubbio però io lo avrei, anche perchè se una nazione ha una risorsa naturale abbondante che tutti gli chiedono dovrebbero essere tutti contenti no?, invece no... chissà perchè...
@Debora,
Medvedev ha dichiarato che la Russia dipende troppo dalle esportazioni. Nessun accenno alle riserve dei giacimenti russi. Se vuoi citare quel che dice Medvedev, cita quel che dice Medvedev. I polpettoni di fatti e opinioni - mixati ad arte per dare notizie in accordo alle proprie personali convinzioni - lasciali pure a Travaglio.
Caro Bradamante, forse non leggi il blog, prima di dover confutare quello che dici, vai a leggerti i precedenti post e scoprirai che tutti i meravigliosi, grandiosi, inesauribili pozzi che potranno essere ancora sfruttati, o garantiscono il livello attuale di produzione per pochi anni, o sono talmente difficili da gestire, che il petrolio che si estrarrà, servirà per ripagare l'energia usata per estrarlo, e rimarrà poco a disposizione per la vendita.Meglio che scendi dalle nuvole e stai coi piedi per terra , purtroppo.
Sicuri che i pozzi sono in esaurimento? Mi sembra ci siano ancora parecchi giacimento, nell'artico e non solo.
Antonio, i giacimenti russi sono in esaurimento. E' perfettamente logico che si cerchi di riservare il petrolio/gas alle esportazioni che rendono sghei, e di usarne di meno per i consumi interni. Oltretutto, creando valore e un'alternativa per l'economia.
Dov'è la dietrologia? Oltre tutto mi pare di aver abbastanza plaudito a Medvedev... ;-)
(PS: I fatti sono che Medvedev ha detto... Quel che dice un politico non è esattamente un "fatto" da adottare acriticamente!)
Eh si', noi si' che la sappiamo lunga. I fatti sono che Medvedev ha detto che la Russia ha pagato duramente la sua dipendenza dalle esportazioni in questa crisi. Ha detto che, per evitare che si ripeta la caduta libera dell'economia russa nel 2008-2009, investiranno nella green economy dell'efficienza energetica.
Fossimo un paese normale, avremmo salutato questa notizia con piacere - lo sfruttamento selvaggio del gas russo non e' cosa buona - e plaudendo alla mossa economica di Medvedev. Ma si sa, ci deve essere sempre qualcosa dietro per tutti quelli che la sanno lunga.E' emblematico, aldilà da quello che in realtà si nasconde, ovvero la russia cerca di diversificare la sua economia cercando di non vincolarla alla sola esportazione di materie prime. Comunque ammirevole, certo noi sappiamo che tutto questo viene fatto proprio perchè l'esaurimento delle materie prime è imminente, e la russia cerca di attrezzarsi, almeno cercano di fare qualcosa.
Evidentemente nemmeno Medvedev crede molto alla sfruttabilità dei "favolosi" giacimenti petroliferi artici(3 anni di petrolio) ed anche allo sfruttamento del gas naturale sotto i piedi dei Nenets della penisola Yamal o della tundra siberiana.
Spero che nel suo discorso abbia menzionato le rinnovabili, perché se spera che il nucleare salvi la Russia allora é proprio fuori di testa. Il picco uranifero globale incombe.
A meno che non pensi al plutonio e uranio dell'immenso arsenale nucleare del paese...
L'idea che promuove il governo è allora quella di investire nell'efficienza energetica, nel risparmio energetico, nello sviluppo di energia nucleare, in infrastrutture per l'informazione e per la medicina. Ci vorranno almeno 15 anni.
Sembra più un programma da esaurimento dei pozzi che da crisi economica, ma questo neanche Medvedev avrà il coraggio di ammetterlo.
Per loro è un programma da esaurimento sei pozzi ...
ma noi rimaniamo a secco molto prima se
non dipendono più dalle esportazioni.
alle 14:26
Vil
che differenza fa se la russia e' a picco o meno?
prima o poi piccano tutti.
So anche che il governo sta facendo partire un programma x recupero dell'economia con construzioni di case a 1/2 piani in giro per tutto il paese con minime norme efficenza. e mette un freno ai grattacieli.