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Ah, il bianchetto dello Yorkshire!

Lunedì 16 Novembre 2009, 12:48 in Clima di

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Se qualcuno ancora dubita del cambiamento climatico, non ha bisogno di scervellarsi su grafici e dati: gli basta comprare una bottiglia di buon vino. Un vino che non arriva dalla Toscana, dalla Sicilia o dal Sud della Francia, ma da un filino più a nord: più o meno la latitudine di Copenhagen.

Grappoli grossi, molto dolci e bassa acidità sono le caratteristiche dell'uva che viene coltivata nel nord dello Yorkshire, in Inghilterra. Da tre anni si produce un bianco asciutto, e per il 2009 si prevedono 2500 bottiglie. A sud di Londra ben 107 ettari hanno prodotto mezzo milione di bottiglie di rossi, bianchi e rosé, e persino un discreto spumante con metodo champagne.

Parlare di vino inglese suona assurdo come parlare di banane tedesche, commenta l'articolista dello Spiegel che racconta la storia, eppure oggi ci sono ben 416 viticoltori in tutto il Regno Unito, che salutano il global warming con entusiasmo e si augurano temperature sempre crescenti. Già guardano avidamente le highlands scozzesi (latitudine tra Oslo e Stoccolma!), e pensano che la zona intorno al Loch Ness potrebbe produrre dell'ottimo Riesling nei prossimi decenni. Un geniale modo per sostituire la calante produzione petrolifera del Mare del Nord.

Se tanto mi dà tanto, noi finiremo ad adattarci a produrre marsala nelle colline di Asti, e la Sicilia si limiterà a fornire datteri. Non rimane che sadicamente sperare, a nostra volta, in un disastroso blocco della Corrente del Golfo...

 

19
19 commenti
19
22 Nov 2009
alle 01:49

cheers

Non male il vino del cammello. Niente a che vedere con quelli piemontesi, però se continuano così in un pò di anni potrebbe uscire fuori qualcosa interessante...

18
21 Nov 2009
alle 19:41

cheers

allora, quoto M.Persico

Infine nessuno credo neghi le variazioni climatiche in atto, viene negato il fatto che sia la produzione di co2 umana a caraterizzarlo.

e aggiungo io

universo-->galassie-->pianeti-->terra-->4 marmitte 4 ciminiere e 4 termosifoni

l'unico effetto di questi 4 ultimi in lista è quello di avvelenare i nostri polmoni. ma alla terra fanno un baffo. la terra di noi se ne frega alla grande. con uno scossone ci manda tutti su alpha centaury se un giorno gli gira così. quindi va bene il rispetto dell'ambiente, ma soprattutto il rispetto NOSTRO. se l'uomo cominciasse a rispettare se stesso, il resto verrebbe come conseguenza.

stasera provo il vinello inglese e vi dico

17
21 Nov 2009
alle 11:24

louise

allora il puntino sulla i lo metto io: magari fossero solo "4 marmitte di automobili"!!! hai idea della quantita´di marmitte, ciminiere,riscaldamenti di abitazioni etc.etc.??

16
21 Nov 2009
alle 01:19

cheers

mmm. visto che abito da quelle parti devo provarlo :)

detto ciò, il clima cambia, è sempre cambiato e sempre cambierà! uomo o non uomo. ma pensate davvero che 4 marmitte di automobili possano modificare, il clima di un pianeta? ma avete idea di quanto è grande il mondo di quanto è grande la galassia di quanto è grande l'universo... e di quanto piccoli e inutili siamo noi?

anni e anni fa dalle parti della valle d'aosta c'erano le viti! e sono sparite senza bisogno di noi...

con questo non voglio dire che non bisogna rispettare l'ambiente. anzi. però cerchiamo di mettere i puntini sulle i...

15
19 Nov 2009
alle 01:01

LouRedde

...sperare in un disastroso blocco della Corrente del Golfo??..

ma che idee... stai in campana, eh?

14
17 Nov 2009
alle 14:44

riccardo

eddai, non pestatemi così i calli solo perchp ho voluto tirar fuori la storia delle viti inglesi dei secoli che furono... qualcuno lo doveva pur fare!

:D

13
17 Nov 2009
alle 13:31

M.Persico

''verde' Groenlandia''

In realta' ormai gli storici considerano la nomencaltura data si alla Groenlandia che all'islanda, come un tentativo di depistaggio a parte proprio degli esploratori scandinvi che risiedevano nella seconda. Che ricordo colonizzata da profughi in fuga. 

Infine nessuno credo neghi le variazioni climatiche in atto, viene negato il fatto che sia la produzione di co2 umana a caraterizzarlo.

Aggiungo che la vite e' un rampicante, e quindi e' in realta' molto resistente. Viene posta sui tralci per comodita', che i romani non avevano, e confermo la presenza di vitigni in Siria e Giordania, importati prorio dai romani. Testimonianza ben visibile nei mosatici rinvenuti.

12
17 Nov 2009
alle 11:20

Paolo

La storia delle viti inglesi in genere fa il paio con quella della 'verde' Groenlandia (mi stupisce che non sia ancora spuntato qualcuno a tirarla fuori):

http://www.skepticalscience.com/greenland-used-to-be-green.htm

11
17 Nov 2009
alle 10:32

Phitio

Questa del vino inglese è un arma a doppio taglio, se non la si contestualizza.

Infatti, la storia del "vino inglese" è usata propio dai negazionisti per dire che mille anni fa si produceva vino in inghilterra (durante l'optimum climatico) e che quindi l'attuale situazione è normale.

La questione è stata trattata sul blog di Aspo Italia, andate a cercare la per maggiori dettagli

Saluti

10
17 Nov 2009
alle 10:32

Paolo B.

@9

Infatti l'Impero Romano ha prosperato in coincidenza di un periodo climatico abbastanza mite e allora l'effetto serra era solo naturale. Poi nell'alto medioevo, fino a metà circa del 19° secolo, é sopravvenuta la piccola era glaciale causata quasi sicuramente da una bassa attività solare plurisecolare.

Le conclusioni? Che con climi miti le civiltà prosperano, con quelli rigidi decisamente meno, ma per la nostra iperdemografica, che come si sa dipende per l'alimentazione da poche aree temperate sul pianeta, la seconda eventualità comporterebbe un disastro immane.

 

Paolo B.

9
17 Nov 2009
alle 10:18

riccardo

ma se pure ai tempi degli antichi romani in inghilterra prosperavano le viti!

8
17 Nov 2009
alle 08:46

Paolo B.

Magari Debora, più che nel crack della corrente del golfo, "sadicamente" spera nel prolungamento del minimo anomalo di attività solare, e questo é un fatto attuale confermato da dati e grafici a corredo.

Se poi dovesse sommarsi il suddetto collasso della corrente del golfo, beh, la glaciazione conseguente sarebbe il minimo :-)... 

7
16 Nov 2009
alle 21:50

eco1

@6 beh ci sono un sacco di esemplari di specie tropicali ritrovate in giro per il mediterraneo

6
16 Nov 2009
alle 21:34

marco

Un altro segnale visibile dei cambiamenti climatici e' possibile vederlo anche in mare. Chi frequenta abitualmente i fondali marini sostiene che negli anni e' cambiata la composizione della fauna ittica con arrivi di specie che prima trovavano il nostro alto Tirreno troppo freddo.

5
16 Nov 2009
alle 21:10

Mammifero Bipede

Eh, l'auto si impolvera!

Cmq. alle Canarie, in special modo a La Palma, si tirano su dei vinelli discreti con viti che serpeggiano a livello del suolo, su terreni vulcanici che a vederli sembrano abbandonati. La Malvasia l'hanno inventata loro. E siamo a 28°N dall'equatore. Idem il Sudafrica, a 33°S.

4
16 Nov 2009
alle 20:23

aphex

Questa storia del vino inglese l'hanno raccontata pochi giorni fa in un servizio su Euronews...le bottiglie prodotte sono ancora poche però, circa un millesimo della produzione italiana.

3
16 Nov 2009
alle 18:17

louise

per quanto ne sò io i vigneti ci sono anche in siria (notevolmente più a sud di noi).

ma la cosa agghiacciante che mi è stata raccontata (da qualcuno che ci è stato) è che a un contadino le viti stavano morendo per carenza idrica, e sapete perchè? non perchè l'acqua non c'è, ma perchè i suoi vicini  più ricchi si permettono il "lusso" di sprecarne in grandi quantità per....

...lavare l'auto.

questa storia non l'ho inventata io, me l'ha detta una persona che ha viaggiato molto in nordafrica e medio oriente.

2
16 Nov 2009
alle 14:23

Stefano

Le colline di Asti franano ad ogni temporale, e con loro i vigneti.

1
16 Nov 2009
alle 14:12

eco1

la russia vendendo (e facendo bruciare) petrolio, gas e carbone, rende ridenti le sue pianure e meno gelidi i propri inverni, ecco il win-win ma solo per loro

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