Come scatenare il fight club.
Pubblicato da Debora Billi alle 10:25 in
Ho appena festeggiato il compimento del quarto anno di Petrolio, e mi sovviene di raccontarvi un cosina che non vi ho mai detto. Una divertente scemenza. Alcuni blog amano analizzare le keywords con cui i lettori arrivano via Google, io invece ho notato che ci sono alcuni argomenti su Petrolio capaci di scatenare automaticamente discussioni infinite e accesissime. Se volessi fare la furba e indurvi ad accapigliarvi sarebbe insomma un gioco da ragazzi. Per fortuna sono superiore e non ricorro a questi mezzucci...
Vi interesserà conoscere gli argomenti salienti, eccoli qua. Vi assicuro che c'è qualche sorpresa.
- Gli extracomunitari. Non occorre fare un post sull'argomento, e non c'è neppure bisogno di menzionarli direttamente. Basta che la notizia richiami alla mente un qualcosa di lontanamente attinente, che arriva qualcuno a sottolinearlo. Da quel momento si accedono furiose discussioni da cui preferisco defilarmi. Ahò, ammazzatevi tra voi, tanto non se ne viene a capo.
- Il riscaldamento. No, non quello climatico, non l'effetto serra, non il global warming. Proprio il riscaldamento domestico: non c'è nulla che vi appassioni tanto come disquisire di efficienza termica delle stufe, dei pellets, dei camini, dei termosifoni; di coibentazione, doppi vetri, muri perimetrali, materiali riflettenti e tappabuchi, esposizioni a nord sud ovest est, insomma siete del tutto in fissa. Al cinquantesimo commento tecnico, diventa proprio una barba da maschi.
- I consumi elettrici. Devo ricordarmi di fare qualche post in più su questo, piace tanto a voi e piace anche a me. In genere, scatena le vanterie di chi consuma meno, di chi ha comprato l'ultimo gadget per misurare i kilowatt o per spegnere gli stand-by, e infinite diatribe su quanto assorbe l'aspirapolvere e quanto consuma il phon della moglie. Appassionante.
- Il nucleare. Su questo argomento, mi basterebbe fare un titolo qualsiasi e poi postare la lista della spesa. Una cosa di tutto riposo. La sola parola è una miccia corta, esplode nel giro di due minuti e talvolta sono contenta che sia solo una discussione virtuale perché di persona potrebbe scapparci il morto.
- Putin. So perfettamente di non aver mai spiegato bene perché sembro aver stima del personaggio, in un certo senso lo faccio apposta così vi divertite ad infamarmi. Posso dire soltanto che mi piace chi fa l'interesse del suo Paese anziché il proprio o, peggio, quello di potenze straniere. I metodi sono discutibili, ma persino ammazzare gente scomoda lo si fa in ogni "democrazia" di nostra conoscenza. Solo che non viene strombazzato poi su tutti i giornali stranieri. So anche che sarà su questo punto che commenterete a morte!
- Città immenzionabile della penisola araba. Qui siamo veramente su terreno minato, come i vecchi lettori sanno benissimo. I nuovi lettori possono fare una capatina in cantina se se la sentono, a proprio rischio e pericolo. Sono arrivata al punto di autocensurarmi e non scriverne più, non si possono rischiare i 1200 commenti ogni volta. E uno più assurdo e demenziale dell'altro.
Tirando le somme... gli argomenti su cui vi accapigliate più volentieri hanno molto poco a che fare con il petrolio. Che mi tocchi di cambiare argomento?







1. Alex I., Sabato 28 Novembre 2009 ore 11:00
Ai tempi non c'ero ma mi sarebbe piaciuto aggiungere il 1288esimo commento :)
2. gio_bass, Sabato 28 Novembre 2009 ore 11:37
commenti ormai bloccati, giù in cantina.
3. Surak 2.0, Sabato 28 Novembre 2009 ore 12:06
Nucleare? Che hai da dire contro il nucleare? Vuoi litigare!? ;-)
4. eco1, Sabato 28 Novembre 2009 ore 13:51
la prima regola del fight club? non parlare mai con nessuno del fight club
beh siamo nell'intento di non nasconderlo anche se una diffusione come le cellule di fight club che si propagano ovunque sarebbe ottimo
5. Sandro kensan, Sabato 28 Novembre 2009 ore 14:45
Però..però.., io ero venuto qui su petrolio perché ero quasi sicuro che si parlasse di Dubay e della crisi finanziaria, invece si rimanda a un vecchio post che avevo letto con molto interesse e curiosità...:(
6. louise, Sabato 28 Novembre 2009 ore 15:34
mmm, perche´dici che non hanno nulla a che vedere con il petrolio? non direttamente semmai, ma sono tutti effetti collaterali del nostro sistema economico, basato sul crude in grandi quantita´a basso prezzo (ancora per quanto?). senza suddetto sistema: non ci sarebbe (cosi´tanta) immigrazione, altrettanto per i consumi energetici, nucleare etc; dubai sarebbe ancora un pezzo di deserto molto poco attraente, e anche putin non sarebbe un personaggio cosi´famoso.
cmq buona scazzottata a tutti
7. Vil, Sabato 28 Novembre 2009 ore 15:54
parlando con la gente dell'energia e del petrolio trovo ancora il muro di gomma che c;era anni fa... poco e' cambiato nelle coscienze. Putin e russia rimangono anche capitoli incompresi del nostro pianeta. la questione e' molto semplice: se non ci fosse Putin la Russia sarebbe in preda al + totale caos in quanto non esistono alternative politiche accettabili [vedasi l'ascesa degli ultranazionalisti che riesumano estetiche vecchie di 70 anni]
8. G., Sabato 28 Novembre 2009 ore 16:12
OT.
Qualcuno mi consiglia qualche libro interessante da leggere sull'argomento energia - petrolio?
Grazie, ciao.
9. Mammifero Bipede, Sabato 28 Novembre 2009 ore 16:45
Io comincerei con "L'apocalisse" di san Giovanni...
10. eco1, Sabato 28 Novembre 2009 ore 17:00
@9 clap clap clap ^^
11. eco1, Sabato 28 Novembre 2009 ore 17:16
OT: http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16986&size=A
dubai e dintorni, la crisi fa tremare i palazzi ma fa crollare i castelli di carta made in arabia ohhhhsì che brucino un po' di miliardi di dollari facili
12. fabio1979, Sabato 28 Novembre 2009 ore 18:28
Se segui i blog economici ti dicono che l'emiro farà un sacco di soldi a comprare tutto a 80 miliardi di dollari, nessuno è ancora entrato nell'ottica tranne pochi che una casa delle vacanze a 3 ore d'aereo è una stronzata pazzesca. Per i posti che campano di turismo è già un po' che si è abbattuta una battaglia sui prezzi, ma nessuno dice che è colpa del petrolio.
13. louise, Sabato 28 Novembre 2009 ore 18:37
@8 io ho letto "the long emergency" di james howard kunstler. e´un po´catastrofista (come me´del resto) ma l´ho trovato molto interessante.il titolo della traduzione in italiano suona piu´o meno : "collasso. sopravvivere alle guerre attuali in attesa di un inevitabile ritorno al passato" o giu´di li´. forse ho sbagliato qualcosa, tipo "guerre globali" al posto di "attuali". ma lo scenario che descrive non e´cosi´improbabile..
comunque se fai una ricerca ci sono molti testi sull´argomento che esprimono diversi punti di vista.
14. Gianni Comoretto, Sabato 28 Novembre 2009 ore 19:06
Viviamo in un mondo globalizzato. I soldi che bruciano a Dubai sono anche i nostri. Non dimentichiamo quando gioiamo sulle disgrazie "altrui".
Nel concreto, se un industrialotto della Brianza ha investito in un'immobiliare di Dubai pensando all'affare, poi la fabbrica che chiude, con conseguenti disoccupati, è quella in Brianza.Lui non si compera il scondo SUV, ma la fame non la fa.
15. Antonio Na, Sabato 28 Novembre 2009 ore 20:20
Giusto per accapigliarci un po', dedico questo articolo a tutti i fan di Malthus (piccoli borghesi qualcuno li definirebbe...) che affollano anche questo blog:
http://www.avantibarbari.it/news.php?sez_id=1&news_id=254
Il piccolo borghese che invidia lo speculatore fortunato o l'imprenditore favorito dalle banche, implora: «Meno figli. Meno bocche da sfamare». Ma il proletario preparato che vuole la distruzione del modo di produrre e di vivere del capitalismo, dice: «Meno aerei, meno cannoni, meno transatlantici. meno automobili. Basta con lo sperpero delle forze produttive. Basta col parassitismo capitalista. Sopprimiamo il mercantilismo, il commercio, l'affarismo, per i quali il lavoro sociale viene sottomesso agli interessi della accumulazione. Volgiamoci a fabbricare ciò che è utile ai lavoratori, ce ne sarà abbastanza per tutti»16. Antonio Na, Sabato 28 Novembre 2009 ore 20:21
Ma i fautori del maltusianesimo da questo orecchio non ci sentono. Loro sono in ansiosa attesa dell'antifecondativo infallibile che dovrà mettere la parola fine alle prepotenze... dello spermatozoo! Non a caso, i peggiori nemici del materialismo economico, cui si rimprovera non si sa quali e quante sordidezze, sono incapaci di collocare i grandi problemi sociali al di sopra del piano del basso ventre...
17. Mirko, Sabato 28 Novembre 2009 ore 23:28
Sono nichilista e non mi accapiglio mai,la sera faccio pipi' e pupu' e a letto alle 08:15
18. marco, Domenica 29 Novembre 2009 ore 00:19
x G.
Il libro che mi ha fatto capire piu' cose sulle conseguenze del picco e' "La festa e' finita" di Heinberg, Fazzi editore.
x Vil
Anch' io penso che il concetto di picco sia sufficientemente chiaro solo a pochi, nonostante qualche "media" piu' diffuso abbia cominciato a parlarne. Mi piacerebbe pero' esistesse qualche indagine seria che quantificasse la consapevolezza della finitezza del petrolio,del concetto stesso di picco edella sua imminenza. Un sondaggio sulla conoscenza del fotovoltaico e' uscito, mi piacerebbe uno sulla conoscenza del conto energia, che ha portato l' Italia nel 2008 al quarto posto nel mondo per nuove installazioni di impianti fotovoltaici.Chissa' cosa sarebbe successo se avesse avuto un millesimo della pubblicita' delle compagnie telefoniche !?!
19. G., Domenica 29 Novembre 2009 ore 10:13
Finora ho letto:
Ho appena ordinato "La festa è finita" di Heinberg.
Vorrei leggere anche un negazionista del peak oil quale: "Petrolio, e dopo? Contro le false tesi sulla fine dell'oro nero" di un certo Varvelli Riccardo.
Qualcuno conosce questo signore?
20. G., Domenica 29 Novembre 2009 ore 10:16
Riccardo Varvelli, laurea in ingegneria presso il Politecnico di Torino e master in Petroleum engineering, ha iniziato la sua carriera in ENI occupandosi di impianti off-shore nel Golfo Persico. È professore di ruolo presso il Politecnico di Torino, dove insegna Produzione e trasporto degli idrocarburi. Scrive di tematiche energetiche su La stampa e su riviste internazionali.
21. eco1, Domenica 29 Novembre 2009 ore 11:30
@G #20
dici di cercare le pubblicazioni di Riccardo Vervelli?
linka in caso ;)
22. nofightyeslove, Domenica 29 Novembre 2009 ore 16:18
putin che fa gli interessi nazionali è una bella trovata...
puntin che fa gli interessi di una nuova classe di parun è plausibile...esistono interessi di classe quelli nazionali son la retorica che li nasconde.
23. nickvandeerpeers, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 01:38
Mi hai chiamato? Ho sentito la parola nucleare!
Giusto per dire:
xxx.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-intervista/rubbia-intervista.html
Chissà perchè è da un po che al governo non ne parlano; sarà che ilvio è tutto impegnato a parsi il ulo dai suoi processi o perchè hanno finito la grana?
24. Giovanni Orrù, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 02:12
Il petrolio è tutto. Non possiamo bere (bottiglie di plastica traspostate da camion), mangiare ( l'agricoltura usa fertilizzanti che hanno origine per forza petrolchimica ed i prodotti si trsasportano per chilometri con automezzi), lavarci, metterci degli abiti, scarpe, pulire casa, soffiarci il naso, pulirci il deretano, scaldarci oltre che, ovviamente, SPOSTARCI senza consumarne una certa quantità! Non solo senza, ma anche se ce ne fosse un terrzo in meno di quello che c'e' oggi, il nostro stile di vita comincerebbe a sbriciolarsi. Sono in tema? ;-) Ciao
25. riccardo, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 11:14
@8: ""La vita dopo il petrolio", ed. Terre di Mezzo," se non vuoi perdere l'appetito; in acaso contrario, invece
http://www.oilcrash.com/italia/olduvai.htm IL PICCO NELLA PRODUZIONE PETROLIFERA E LA STRADA PER LA GOLA DI OLDUVAI
@9: da premio!
grazie del post, debby, mi ha fatto sentire orgoglioso di tutto il tempo buttato via per scrivere boiate...
sul nuke non ci litigo + tanto basta attendere e si vedrà la verità
26. riccardo, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 11:17
p.s.: film ECCEZZIONALE!
(per chi riesce a coglire, s'intende...)
27. Alex I., Lunedì 30 Novembre 2009 ore 12:01
@24
le bottiglie le fanno anche di vetro eh...
l'agricoltura può essere fatta in altro modo, rese diverse, diversi alimenti e diverso modo di mangiare. E meno spreco. Basta volerlo.
La cosa più preoccupante sarà il riscaldamento
28. Hunter76Lima, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 13:19
Ragazzi, inchinatevi al nucleare
Il nucleare ha acquisito oggi un punto di vantaggio determinante sulle altre fonti di produzione alternativa al petrolio.
E' stato identificato finalmente almeno un sito dove si potrà installare una centrale nucleare .... il giardino di casa del ministro Scajola.
Il ns ministro ha infatti detto che se dovesse scegliere un posto dove mettere una centrale nucleare la metterebbe a casa sua perchè nei casi visti in passato, Francia e Giappone, un sito nucleare ha sempre portato sempre sviluppo economico, benessere e gioventù.
W il nucleare giovane e pulito !!!!
Cominciamo già da ora a trasferirci a casa Scajola, nel giro di pochi anni ci sarà un giro d'affari mica da scherzo e anche tanta gnocca !!!
Chi vuole organizzare un rave party di inaugurazione alla maison di Scajola per dare il via ai lavori !??!
29. Diego, Martedì 1 Dicembre 2009 ore 19:35
Buon compleanno e, per favore, non cambiare tema al blog!