Nov 0912
Grafico storico prezzo del barile - Ottobre 2009.
Pubblicato da Debora Billi alle 22:04 in Current Affairs
Ecco, a grande richiesta, il consueto grafico storico del prezzo del barile, a partire dalla fine del 2000. Mi scuso per il ritardo.







1. eco1, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 22:24
il trend è in salita, strano..
2. Ottavio, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 01:24
io dico che sta decollando un'altra volta
3. Terenzio Longobardi, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 08:43
Notare il perfetto parallelismo con l'andamento dei prezzi prima della crisi economica.
4. eco1, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 09:46
@3 nel senso che il prezzo corre verso il punto in cui torna il tracollo e la crisi?
nel mentre i bilanci si saras e erg sono in perdita, saras ha addirittura i margini di raffinazione negativi
5. Paolo B., Venerdì 13 Novembre 2009 ore 09:47
E' un grafico edulcorato, il prezzo é mantenuto "politicamente" ad un livello che consenta sia la sopravvivenza delle economie insostenibili dei paesi importatori sia degli stati sociali di quelle dei paesi produttori, oltre a garantire un minimo di ricerca di nuovi giacimenti. Ad un certo punto della crisi si é dato il via libera al mercato petrolifero ed il prezzo é risalito intorno ai 70 $/b, poi si é visto che la "ripresina"(solo nelle borse) continuava ed il prezzo é salito intorno agli 80$/b. Ora i soliti attori stanno valutando, visto che la "ripresina" delle borse continua, se lasciarlo salire ancora, per cui prevedo che i 90$/b siano fattibili a breve.
Nel frattempo però la fase di plateau della produzione globale continua e non é lontano il momento dell'inizio del suo declino effettivo ed allora, addio prezzo politico.
Se i paesi importatori non sterzano decisamente verso le energie rinnovabili si troveranno ben presto alle prese con prezzi del barile a tre cifre ed una pesantissima ricaduta nella crisi(che non é mai terminata), quella del crollo definitivo di questo paradigma neoliberista. E saranno dolori intensi anche per le economie emergenti...
Paolo B.
6. paolo zamparutti, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 09:47
è proprio il tipico andamento di un titolo con trend in saluta che ha subito una bolla speculativa
7. eco1, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 09:55
ma tipo per il caso italia le rinnovabili aiutano, ma poco, il problema sono i carburanti e i fertilizzanti, quelli sono difficili da sostituire
l'unica scelta è una politica seria di riduzione dei consumi, ops pil che scende, ah impossibile *sarcastico*
8. Hunter76Lima, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 09:59
Sì, eco 1, penso proprioo che Terenzio facesse riferimento a quello, ovvero che si sta ripetendo ciò che ha condotto all'attuale crisi, ovvero esplosione del prezzo del petrolio da 60$ a 150$ in circa 1 anno e mezzo (da gennaio 2007 a luglio 2008)
Facendo i dovuti raffronti, secondo me ci si potrebbe aspettare di passare da 40$ a 120$ nello stesso tempo o in poco meno (12-15 mesi) ... quindi considerando che il minimo è stato toccato a marzo 2009, già a partire da marzo 2010 comincerei a preoccuparmi un pochino ....
9. AndreaX, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 10:35
Le quotazioni del petrolio questi giorni oscillano molto attorno agli 80 dollari al barile, ma non superano questa soglia.
Sembrerebbe quindi che almeno per il momento si cerchi in tutti i modi (o comunque questo è quello che all'atto pratico avviene) di lasciare il prezzo del petrolio stazionario. Per quanto ancora però?, la cosa ovviamente non può durare all'infinito.
10. Leonardo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 10:45
Potrebbero essere maturi i tempi per un grafico in Euro?
La stabilità del tasso di cambio non la darei per scontata nel futuro...
P.S.: un po' in ritardo il grafico questo mese... nevvero? :P
11. Paolo B., Venerdì 13 Novembre 2009 ore 10:46
La dico in un altro modo: o i paesi importatori iniziano a razionare drasticamente i carburanti per le automobili e l'aeronautica civile, o i prezzi del greggio a tre cifre dibìventeranno realtà a breve...
12. AndreaX, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 11:02
@11
Insomma la tua risposta alla mia domanda è:
prezzo stazionario del petrolio ancora per pochi mesi poi saranno c***i amari!.
Opinione mia personale al riguardo: molto probabile, anche perchè ci stiamo avvicinando ai mesi invernali quando i consumi di combustibili per il riscaldamento aumentano, a proposito chissà se anche questa volta ci sarà il solito braccio di ferro tra la russia e l'ucraina.
13. fabio1979, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 11:15
Dal 2010 si riparte con l'inflazione grazie ai prezzi energetici in deciso aumento e si torna subito in recessione spinta.
La domanda e' come si combatte la stagflazione quali tassi useranno?
14. Thomas, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 11:33
intanto il debito pubblico vola a 1786 miliardi...
15. Paolo B., Venerdì 13 Novembre 2009 ore 11:38
@12
Di fatto l'impiego del petrolio nella generazione di energia elettrica e per il riscaldamento é oggi marginale; il metano e il carbone(purtroppo) hanno ormai quasi rimpiazzato l'olio combustibile ma il picco all'orizzonte(del metano) desta molte inquietudini per il prossimo futuro. I trasporti e l'agricoltura sono i grandi mercati che più utilizzano questo e l'oro nero attualmente.
Tra l'altro é anche molto preoccupante l'utilizzo, in crescita, del carbone, in barba alle intenzioni "a parole" dei Governi di abbattere le emissioni di gas serra.
Dal che é evidente che non c'è alcuna intenzione effettiva, per ora, di instradare la società verso un paradigma energetico/economico realmente sostenibile. Il busines as usual continuerà fino a quando sarà possibile, arricchendo sempre più i pochi ed impoverendo sempre più le masse, comprese quelle del I mondo, questo é certo.
Lo schianto della società globale sembra sempre più inevitabile anche se non ho mai creduto ad una regressione tipo "Teoria di Olduvai", roba da conflitto globale termonucleare, però anche la sola idea di ritornare a condizioni paragonabili agli anni '30 mi inquieta non poco...
16. Antonio, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 12:02
Ciao a tutti .....essendo a casa raffreddado..... volevo segnalarvi di aver visto sulla RAI (incredibile) verso le ore 900 circa (docum. di rai storia), un documentario sul petrolio dove si parla del picco. E' veramente ben fatto e dove ho potuto vedere Hubbert in un'intervista sulla tv del tempo spiegare il tutto.... se lo recuperate e'molto ben fatto......
Ciao
17. gio_bass, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 12:49
@15
Da quanto scritto da TOD, il peak gas sembra "molto" lontano anche per i pessimisti: 2030 o giù di lì.
18. Paolo B., Venerdì 13 Novembre 2009 ore 13:38
Anche quello del petrolio era ed é lontano secondo tanti organi di informazione, guarda caso lo prevedevano e lo prevedono intorno al 2030. La buonanima del compianto Samsam Bakhtiari vedeva il peak gas molto prima del 2030.
Evidentemente sei nuovo di questo blog...
19. Leonardo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 13:40
@17
Fantastico: allora e' decisamente troppo presto per costruire centrali nucleari.
20. AndreaX, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 14:01
@19
Casomai troppo tardi, anche il picco dell'uranio ormai si avvicina, soprattutto se si va in massa verso il nucleare.
21. riccardo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 14:44
@19: se era una battuta, davvero carina!
22. Cataldo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 15:07
OT Concetti semplici
C'è un commento IT pendente per i links, intanto è veramente commovente la semplicità di questo, che tante cosa spiega in poco spazio.
23. Leonardo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 15:57
@21
Sì, l'intenzione era quella.
L'idea era: se di gas ne abbiamo in abbodanza fino al 2030, dato che molta della produzione in Italia è affidata agli impianti turbogas siamo praticamente in una botte di ferro! Pertanto non ha senso mettere la prima pietra per gli impianti nucleari prima del 2020 che, appunto, sarebbero pronti ad entrare in produzione intorno al 2030, giusto in tempo per il picco del gas.
Chiaramente questo è un assurdo! E' più corretto quello che dice AndreaX: come facciamo ad assicurarci l'approvvigionamento dell'uranio in uno scenario di forte competizione internazionale? La risposta a questa domanda non è banale e sono quasi sicuro che nessun politico italiano sarebbe in grado di dare a questa domanda una risposta convincente.
Comunque grazie, sono contento che la battuta sia stata apprezzata.
24. Pinnettu, Sabato 14 Novembre 2009 ore 19:49
@ 8 Hunter76Lima
Stavolta pero c'è una piccola differenza rispetto al 2008 che renderà la salita del prezzo meno ripida.
Nel 2008 venivamo da due anni consecutivi in cui la domanda superava l'offerta. Oggi, comunque, siamo in una situazione in cui tutto sommato la produzione tiene il passo della domanda. Anzi è probabile che il 2009 si chiuda con un produzione lievemente superiore alla domanda
25. gio, Domenica 15 Novembre 2009 ore 11:50
Portare anche l'automotive verso il gas NON è un problema; basta volerlo (e, a dirla tutta da 20 anni mi in...o con le municipalizzate che non hanno convertito gli autobus a metano).
Ci vuole certo meno a convertirle a metano o gpl che a sperare che arrivino alla trazione elettrica!
Il problema è che si guadagna una manciata di anni... non decenni.