Uno sguardo dal picco
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Non si parla di altro, nel mondo petrolifero. Mi riferisco alle rivelazioni del principale quotidiano inglese, il Guardian, che verso le questioni energetiche ha sempre avuto un occhio di riguardo.
L'articolo è uscito due giorni fa, in previsione del rilascio del nuovo World Energy Outlook da parte dell'International Energy Agency, e spara a zero proprio sui dati forniti dall'IEA. Il succo delle pesantissime accuse è il seguente: i dati sulla produzione petrolifera vengono distorti e falsati dietro pressione statunitense, siamo in realtà molto più vicini all'esaurimento delle risorse petrolifere di quanto si pensi e si cerca di evitare il panico. Il World Energy Outlook viene considerato vangelo dai governi quando devono prendere decisioni in materia energetica, e il fatto che fornisca dati falsi mette a rischio il futuro di tutto il pianeta. Siamo già entrati nella peak oil zone, e la situazione è veramente brutta, dice un esperto IEA che vuole restare anonimo.
Fin qui il Guardian del 9 Novembre. La notizia ha ovviamente generato un'infinità di polemiche sui media, e l'accusa principale al Guardian è quella di dare voce ad anonimi (anche se io qualche sospetto su chi sia uno dei misteriosi anonimi ce l'avrei...). Ma è indubitabile che l'IEA ha da tempo parecchie questioni a cui rispondere, e il suo Outlook sembra sempre più traballante. Come quando sostiene che la produzione non-OPEC è destinata a raggiungere il picco entro il 2010 ma contemporaneamente resta aderente al mantra generale scolpito nella pietra che vuole il picco globale nel 2030. Le due cose sono, ovviamente, inconciliabili (ancora di più lo sono considerando che il non-OPEC ha piccato 5 anni fa, come abbiamo recentemente ricordato).
Ma non finisce qui: il quotidiano ribadisce le accuse con un altro articolo nella giornata di ieri, che titola "Hanno troppa paura per pubblicizzare la realtà del peak oil", in cui si afferma:
L'establishment economico internazionale, inclusa l'IEA, ha in mente un unico proposito molto chiaro: niente panico. La loro missione sembra solo quella di mantenere i mercati tranquilli. (...) Molte persone hanno visto arrivare il picco, ma sono state marginalizzate, costrette al silenzio e l'evidenza è stata relegata alle note a piè di pagina. (...) Finora, nell'affrontare quest'immane sfida, il nostro sistema politico ed economico è stato incapace di fare i conti con la realtà. Siamo stati obbligati ad andare avanti nell'illusione che abbiamo un sacco di tempo per rimediare e che non abbiamo bisogno neppure di parlarne, o di pensare a come sarebbe il mondo senza fiumi di petrolio. La realtà è diventata troppo pericolosa.
Credo che stiamo assistendo ad un momento storico. Tempi interessanti, nevvero?
Loris, concordo con il tuo intervento.
In effetti il picco del 2008 sta diventando ogni giorno più probabile e di qui ne deriva quella tua considerazione sull'inesorabilità del declino.
Ci siamo mossi troppo tardi, questo è vero.
Ciò che vorrei sottolineare, anche in riferimento a ciò che dice Bernardo al 74, è che l'oggetto dello sviluppi delle centrali solari non è nell'ottica del mantenimento dello status quo ma nell'ottica di fronire una fonte di energia per il futuro quando:
- le risorse di idrocarburi saranno troppo limitate e difficili da reperire
- il ciclo economico, dopo un doloroso periodo di crisi (che reputo, come minimo, decennale) dovrà tornare a ripartire, non più in termini di turbo-capitalismo o economia a debito, bensì in termini di sostenibilità e crescita zero.
Quindi quello che serve è costuire basi energetiche per il futuro, non per noi; e per fare ciò bisogna costruire una condivisione internazionale delle politiche energetiche ed alimentari.
L'accontentarsi di una politica autarchica, sotto questi aspetti, porterà inesorabilmente l'Italia verso la de-industrializzazione, la ri-ruralizzazione, la destruttutarazione logistica e, purtroppo, al disordine sociale, nei decenni a venire.
In sostanza, Bernardo, pure tu sai che il problema energetico e alimentare sono la stessa cosa: assicura la fornitura di energia e, di converso, assicurerai pure l'alimentazione, che solo in parte ( e non in toto), può essere prodotta localmente.
PS L'Ucraina era il granaio d'Europa già duecento anni fa, in epoca tutt'altro che globalizzata.Quindi l'alimentazione non può essere solo locale, come tu sostieni
Il problema che si pone riguardo alla fine del petrolio nasce dalla natura stessa del sistema capitalistico basato sul debito, nel senso che si è portati a comprare il più possibile anche non avendo l'effettiva possibilità di farlo, alimentando all'infinito sviluppo di beni e servizi consumando sempre più qualsiasi forma di energia, tanto un domani si presume che il debito verrà estinto: tutto ciò funziona se la crescita è infinita; già un pareggio sarebbe l'inizio di un dramma...ormai oggigiorno si contraggono debiti per ripagare già debiti in corso con nessuna certezza di poterli estinguere...non serve alcun commento per capire lo stato in cui ci troviamo.Questo circolo vizioso perverso ha permesso un arricchimento della popolazione mondiale favorendo la crescita demografica che conosciamo, ma tutto ciò non ha fondamenta solide: un domani qualche sfortunato pagherà l'insostenibilità del sistema, con una guerra? é noto che la natura tende, "con le buone o le cattive" ,a ristabilire l'equilibrio di un sistema se si presentano situazioni fuori norma.
Nella lunga storia dell'uomo l'utilizzo del petrolio è un fatto recentissimo: ancora nel secolo scorso si riusciva tranquillamente a vivere senza auto, energia elettrica, riscaldamento a sostanze fossili e tutti quei beni prodotti utilizzando petrolio come materia prima. In teoria, anche se finisse il petrolio non dovrebbe esserci alcun dramma. Il vero problema nasce dall'impossibilità di avere cibo a sufficienza per 6 miliardi di persone senza allevare e coltivare con l'aiuto del petrolio: niente trattori, fertilizzanti, sistemi di irrigazione a pompe, sistemi di distribuzione (pensiamo a tutti i camion che giorno e notte fanno la spola tra produttori, grossisti e vendita al dettaglio), prodotti contro i parassiti, niente sementi (quasi tutto ciò che viene coltivato viene fornito dalle multinazionali e le piante che crescono sono sterili). Il sistema poi collassa rapidamente dovuto al panico: pensiamo a cosa succede nel piccolo quando c'è un black out da temporale o c'è il blocco della caldaia o c'è lo sciopero dei benzinai ecc...figuriamoci su scala globale e indefinitamente nel tempo! La natura aiuta sempre a capire le cose anche con esempi banali. In presenza di sostanze nutrienti i batteri si moltiplicano esponenzialmente; prima di morire per mancanza di nutrimento iniziano a mangiarsi tra loro.
Non so se i dati sulle risorse disponibili siano veri o meno perché purtroppo il petrolio è una sostanza che stando nel sottosuolo non si può vedere e la carta si lascia scrivere in base alla convenienza del momento, però sicuramente prima o poi finirà: ci sarà il tempo per introdurre qualcosa di alternativo tenendo conto che deve esserci petrolio a sufficienza (e a costi ragionevoli) per poter permetterne lo sviluppo? Credo che il picco di 140 dollari al barile dell'anno scorso rappresenti il picco della curva di Hubbert: se a quel momento non esisteva ancora qualcosa di alternativo REALIZZABILE penso che il declino sia inesorabile.
L' articolo del Guardian ha lasciato qualche segno, almeno per chi si informa su internet. Il post di Debora e' leggibile sul sito senzasoste di livorno. La traduzione di "ComeDonchisciotte" dell' articolo gira in rete. Approfittiamo del momento...
@ 75 angel guitar
Visto!! Disinformazione pura!!!
Ad iniziare dal racconto, che ha fatto passare il solito messaggio....e cioè che il problema del petrolio è solo legato ad eventuali disastri naturali alla speculazione e ai terroristi. Nessun acenno a problematiche geologiche....nulla!
L'intervista poi è incredibile.....ad occhio sembra fatta prima dell'estate del 2008 con il greggio attorno ai 100$. Sono saltate fuori le solite cose: petrolio che all'estrazione costa 10 $ (quando praticamente tutte le agenzie internazionali parlano di medie attorno ai 40-50 $), gli arabi cattivi che non ci vogliono vendere il loro petrolio (ma allora perchè non aggiungere messicani, russi, norvegesi....anche loro sono importanti produttori, perchè non aumentano la produzione?).
Soprattutto è incredibile come si sia parlato di petrolio quasi fosse infinito. "Ce n'è tantissimo" ...basta fare buchi.
Pensavo che questa fase fosse ormai superata. Tutti ma proprio tutti ormai parlano di un prossimo raggiungimento della massima capacità produttiva. Parlano di picco persino le compagnie petrolifere, ne parla l'IEA, l'EIA e persino il CERA. Non c'è accordo sulla data, ma per il resto ormai e una cosa data per scontata.
...e poi dai.....ancora la storia dei quaranta anni!!!!!!
Comunque ho sempre più l'impresione che questa non sia disinformazione voluta....secondo me sono proprio convinti di quello che dicono......altrimenti parlerebbero quantomeno di risorse limitate...invece!!!!!
da vedere lo speciale, di oggi ,che hanno trasmesso sulla storia siamo noi il titolo : Emergenza Petrolio
Vabbe'... vedo che qui sul blog non e' cambiato molto negli ultimi mesi. La gente continua ad essere convinta che il solare (di qualunque tipo) sia la soluzione per il futuro. Peccato pero' che per rendere disponibile all'utente finale il solare (di qualunque tipo) sono necessari miliardi di euro in investimenti e decine di anni. E noi (in generale) non abbiamo ne soldi... ne tanto meno tempo.
Forse (piu' di...) qualcuno non si e' accorto che il mondo si sta fermando. Il fatto che nei negozi ci sono ancora prodotti in vendita... o il fatto che si continua a produrre beni inutili in quantita' piu' che industriale, non significa che le cose non stanno andando poi cosi' male. Le aziende non investono piu'... non ammodernano piu' gli impianti... non acquistano piu' grossi quantitativi di materie prime... e quelle poche fanno progetti per il futuro ormai parlano di progetti a pochissimi mesi. Non anni!
Realizzare una centrale solare (di qualuque tipo) richiede almeno 5 anni di tempo.... e nel mentre molta acqua passera' sotto i ponti. Ma soprattutto... molta gente restera' a casa.
E quando si resta a casa senza lavoro... non si riporta lo stipendio... non si fa la spesa... l'economia non gira... i prodotti invenduti restano sugli scaffali, nei negozi e nei magazzini, gli ordini per nuovi prodotti non vengono inviati, le aziende che li fabbricano sono costrette a fermare le loro produzioni e a licenziare i loro dipendenti... che resteranno a casa senza fare niente e senza riportare il loro stipendio. E la ruota gira... e ricomincia tutto il ciclo....
Fino a quando ci sono soldi sufficienti per mangiare almeno una volta al giorno poco male. Quando qualcuno iniziera' a non mangiare piu' per qualche giorno... le cose diventeranno assai serie. E quando questi "qualcuno" saranno a decina e a centinaia, non c'e' piu' modo di fermare il circolo vizioso.
Il resto sara' storia tra qualche anno.
E' inutile che si continui a ripetere che e' tutto "finto"... frutto di esagerazioni mediatiche. Sara' anche questo... ma di gente a spasso ce ne sta tanta ed aumenta sempre di piu'!
E nel mentre i grossi imprenditori, le banche mondiali, i governi e chi insomma ha creato questo contesto di crisi generalizzata, continua a spartirsi la torta come nulla fosse.
E noi qui a discutere se il solare potrebbe o meno sopperire alla fine del petrolio. Come se il problema principale e' quello energetico.... quando invece il vero problema e' la produzione agricola LOCALE!
Il solare termodinamico è la fonte enegetica alternativa più promettente anche in termini di rese.
Un pannello fotovoltaico dura circa 30 anni e partendo da un 16-18 % di resa al cristallo (per un mono cristallino) dopo 15/20 anni scende intorno al 12/14%. Poi ovviamente occorre aggiungere tutte le inevitabili perdite dovute a riflessi, opacità ombre ecc.
Un solare termodinamico , a seconda delle temperature di esercizio ha una resa che va dal 30 al 60%. Il degrado non è irreversibile come le celle. Ciò che si consuma nel tempo sono le parti in movimento e i vari giunti di tenuta ecc. Cioè si parla di manutenzioni ordinarie come quelle delle centrali idroelettriche.
Rubbia con il suo solare ha proposto l' uso di accumulatori di calore tramite sali fusi. In questo modo l' impianto è in grado di generare energia anche di notte.
Però si parla di sali a 400-600°C. Stoccaggio non certo semplice.
Questi sali caldi sono usati per produrre vapore e azionare turbine classiche.
Non ho capito perchè non lavora direttamente con vapore surriscaldato senza sali come intermedi e non stocchi l' eccesso di energia tramice una centrale idroelettrica pompando acqua in diga.( Credo che parte del sale accumulato sia usato per tenere in temperatura le condutture ed evitare così eccessivi sbazi termici)
L' idroelettrico ha una efficienza altissima si parla di circa il 90% sia in generazione che in accumulo (le turbine sono sempre le stesse ).
Una batteria quando viene caricata perde il 30-40% dell' energia immessa in dissipazioni interne. Quando scarica l' ordine di grandezza è più o meno lo stesso anche se tendenzialmente inferiore.
Con l' accumulo via idroelettrico se ho 100 immesso 90 va accumulato e quando scarico ho 81
Con le batterie se immetto 100 ho utile mediamente 65 (i cicli di carica scarica degradano la batteria quindi si parte da un 70 e qualcosa e si arriva a meno di 60). Quando scarico con la batteria di quei 65 recupero 42. Cioè la META di quanto non ottengo con un accumulo via campo gravitazionale con un idroelettrico.
Oil: future world shortages are being drastically underplayed, say experts
http://www.guardian.co.uk/business/2009/nov/12/oil-shortage-uppsala-aleklett
@66, certo, chi produce il detergente per doccia o la crema di yogurt è pur sempre una persona che percepisce uno stipendio. purtroppo aumentando il costo dell'energia, le produzioni superflue saranno le prime a scomparire.
cosa farà tutta questa gente rimasta disoccupata? agricoltura innanzitutto, ci sarà bisogno di molte braccia per lavorare la terra senza trattori né fertilizzanti chimici. e poi sicuramente artigianato e molte riparazioni, si preferirà aggiustare piuttosto che comprare cose nuove.
e poi secondo me finalmente finirà il per me orrendo concetto di 'carriera' per tornare ad uno più sano di lavoro per la sussistenza ed il benessere della propria famiglia.
mi chiedo sempre ad esempio perché una donna reputi gratificante passare la giornata a riempire scartoffie e invece degradante lavare i piatti, preparare un cibo che non siano i quattro salti in padella o l'insalata in busta, sostituire una cerniera rotta. lavare i piatti a mano è faticoso, impastare la farina è faticoso, sbattere il materasso è faticoso, poi per fare movimento si va in palestra. il fare è gratificante e lo è ancora di più se è rivolto alla nostra famiglia e non verso un estraneo che ci sfrutta. io almeno la vedo così.
La'rticolo e' stato diffuso sulle liste "Geopolitica del caos" e " Informazione sull'informazione " di www.fabionews.info
Grazie
Fabio
Caro Mattiucci, sia mio padre chemio cognato hanno uin impianto (io no, sono in condominio, troppe beghe supplementari, e ci ho rinunciato a malincuore). GLi impianti sono tarati per dare quella resa annuale ,e guarda caso, proprio quella resa hanno.
Il resto sono chiacchiere.
@66 infatti il mondo cambierà e si consumerà meno e questo porterà una grande recessione che si avvita su se stessa:
licenziamenti->fine delle spese inutili->nuovi licenziamenti
comprate europeo e italiano nel mentre, merce poi che non viaggia millemila chilometri bruciando prezioso diesel
@64
Sono tutti ragionamenti giusti, da seguire.
Ma, in un orizzonte che non sia solo l'economia di una famiglia, gli sprechi corrispondono sempre a degli stipendi. Soldi sprecati, ma pur sempre stipendi.
Cambiare il sistema (perché di questo si parla sul lungo periodo) non puó che creare scosse violente.
Bernardo,
quando si parla di energia solare non si parla solo di pannelli fotovoltaici, i quali hanno il vantaggio di potersi mettere in qualsiasi posto (sul tetto, in un campo, in una zona industrial dismessa), di esser modulari e di facile installazione, ma hanno lo svantaggio della non accumulabilità (se non limitata, con batterie), della bassa concentrazione di energia e della aleatorietà della fonte (copertura nuvolosa, successione del giorno e notte)
Con queste premesse, sono da ritenersi, localmente, come fonte di reintegro per i nostri consumi domestici (acqua calda, il tuo PC, scambio con la rete, se economico)
Per quanto riguarda gli usi industriali, ovviamente servirebbero centrali solari fotovoltaiche o il solare termodinamico (CSP) distinto in varie tecnologie (Impianti a collettori parabolici lineari, a torre solare o lineari di fresnel) - per maggiori info vedi www.desertec.orgNon solo riuscirebbe a coprire il quantitativo di potenza richiesto dall'attività industriale ma anche garantirebbero di evitare il tanto temuto effetto delle fluttuazioni dei potenza di picco disponibile.Il progetto desertec è un progetto paragonabile, in termini di investimento, al nucleare che attualmente è molto di voga ... quindi molto costoso e molto lungo, parimenti.Però ha vari aspetti interessanti: niente scorie radioattive, niente emissioni di CO2 (una volta completata la costruzione),niente necessità di smantellamento a fine vita per esaurimento o limiti di età, niente problematiche circa le concessioni e i permessi da ottenere per la costruzione e l'installazione, orizzonte d'investimento pluredecennale (anche centenario).Forse vale la pena di prenderlo in considerazione ....@Mattiucci
tutte le industrie del mondo sicuramente no, la vedo difficile fabbricarsi in casa un pc piuttosto che lo zucchero.. però si può benissimo vivere senza la stragrande maggioranza di esse.
via, non ditemi che non si può vivere anche senza (cito da un volantino di un supermercato che ho sottomano) l'insalata in busta, la pizza surgelata e la base per pizza pronta, la crema di yogurt (?), la pancetta in cubetti, le tagliatelle surgelate ai porcini, l'additivo acchiappa macchia, il detergente per la doccia (shower power) e fermatemi che potrei andare avanti all'infinito :-)
ah beh... allora se eliminiamo tutte le industrie del mondo di energia ce ne basta molto meno....
...anche se ormai e' una consuetudine alimentare le case con potenze di 6 kw... e le ville con 15 kw!!!!
oh rilassati
leggo di nuove installazioni spesso e facendo i conti con i dati che pubblicano ovvero potenza dell'impianto in MW e kilowattora annui prodotti vedo che il conto finale è che produce il 13% di un corrispondente impianto che da gli stessi megawatt ma che lavora H24
e chi ha parlato di alimentare le utenze industriali con il fotovoltaico?
@49
Parli per sentito dire o ne sai qualcosa di concreto?
La percentuale di resa del singolo pannello l'hai calcolata tu o l'hai letta sui depliant del pannello stesso? E in quali condizioni viene rilevata?
No... perche'... sai... conosco chi li produce... e mi e' stato riferito chiaramente che la percentuale utile arriva si e no al 10%.. quella VERA... non quella rilevata nei laboratori con strumentazione ultratecnologica e condizioni IDEALI.
Per un pannello (c'ho alimentato il pc per mesi) basta una leggera velatura del cielo per produrre meno energia. E se il sole sparisce dietro una nuvola... sono guai. Ma sono guai (in termini di resa ovviamente), anche solo con il passare delle ore... specialmente se si parla di installazioni FISSE... ma questo puo' essere risolto con un inseguitore a 2 o 3 assi....
....ma forse a te questo non importa. Per te i pannelli producono di piu'... vero?
Ah... e visto che ci sei... perche' non rifai tu il calcolo? Cosi' vediamo se conviene o meno... perche' gli esperti nel settore affermano che con il fotovoltaico comunque non si va da nessuna parte.
Specialmente al mattino... quando le aziende accendono le macchine per lavorare e queste assorbono decine di kw come fossero "bruscolini".....
queste informazioni sul petrolio che finisce arrivano anche alla finanza, forum di finanzaonline
i dati chiave relativi al petrolio sono stati distorti opinionist75
@surak
Ah, certo, tu puoi sempre consolarti col tuo nucleare:
http://europe.theoildrum.com/node/5929
@56 Barbara
Sono del tutto d'accordo con te, e personalmente credo che con le energie rinnovabili si potrebbe senz'altro realizzare una economia seria e per niente penalizzante per la qualità della vita di tutta la popolazione.
Certamente moltissime cose dovrebbero cambiare, ma son sicuro che con le attuali conoscenze tecnologiche, non sarebbe impossibile garantire il necessario per una esistenza del tutto dignitosa.
Del resto trovo assurdo che per guadagnare la pagnotta, milioni di persone debbano trascorrere anni della loro vita, rinchiusi in una scatola di lamiera con le ruote, svolazzare a 10 mila metri attorno al globo, spostarsi freneticamente da un luogo all'altro, per un lavoro che potrebbe benissimo essere eseguito in loco, con calma, avendo come segnatempo il calendario e le stagioni, al posto del cronometro di precisione.
@56
Hai ragionissima, ma qualcuno ti dira' che cosi' l'economia di mercato finisce a donne perdute... con le relative conseguenze.
Ma alla fine emerge solo una dura verita': consumiamo troppo per delle emeriti stronzate!
sottoscrivo timbro e firma, come fa anche ben capire per i consumi elettrici domestici questo thread che ultimamente ho 'resuscitato' http://petrolio.blogosfere.it/2008/09/risparmio-energetico-ecco-the-secret.html.
anche la stragrande maggioranza dei prodotti in commercio rientrano nella stessa categoria. alla fine cosa serve? sale, farina, legumi, ortaggi, frutta, carni se non si è vegetariani, latte, formaggi, miele o zucchero, olio e poco altro. quindi quei pochi capi di abbigliamento che ci tengono caldi e ci fanno apparire decorosi (molti meno di quelli che si comprano), asciugamani coperte e lenzuoli, mobili, pochi prodotti per l'igiene personale e della casa (anche qui mooooooolti meno di quelli che si comprano). sicuramente mi dimentico qualcosa di importante, ma si taglia sempre il 99,9 % periodico dei prodotti oggi in commercio.
@52 Paolo
Ossignur...Ugo Bardi da buon fiorentino l'è parecchio isterico (lo sono anch'io...fiorentino intendo ;-) e rimbrotta quello che commenta al 6 ex italiano, accusandolo di chissà che offese.
Io leggo solo un "perchè invece prendete la gente per i fondelli?" e dove sta l'offesa? Che Bardi spari un po' di bischerate è abbastanza evidente ma se si mette a scrivere in pubblico (la rete è quello) deve prendere pure in considerazione che la gente contesti quel che dice.
Il bello è che poi lui aveva scritto nel suo messaggio (parlo di quello del primo articolo) :"Non solo qualsiasi fesseria detta in TV trova sempre qualche imbecille che ci crede, ma anche c’è gente che giustifica le fesserie che gli vengono in mente inventandosi di averle sentite in TV." quindi in due frasi spara due "fessi (fesserie)", un "imbecille" e volendo pure un "bugiardo" (inventandosi di averle sentite...).
Sul resto non ho tempo di fare ricerche, ma non è certo in base all'insolazione che si può stabile il kmq di fotovoltaico necessario (mica è la testuggine romana) ma è più logico usare quanto occupa un impianto reale e moltiplicare la sua superficie per il risultato tra il necessario mondiale e la sua resa. Scommetto che il "quadrato" cresce e parecchio senza poi contare che il costo dell'energia sarebbe mote volte più alto...ma sono particolari, neh? ;-)
@53
I consumi energetici nel nostro paese intendevo...
Paolo B.
@50
Giustissimo! Già negli anni '80 si consumava molto meno energia di oggi(come riportava un post di Debora, la metà mi pare) e si viveva benissimo e c'erano già le stronzate da spreco energetico.
Tutto l'aumento del consumo energetico da quegli anni fino ai livelli odierni a cosa c...o é servito??? Per avere 2/3(e anche più) automobili(o SUV) a nucleo famigliare? Per avere i climatizzatori in casa, o più televisori e il PC? Per ritrovarci con l'ipermercato sotto casa? Beh, il rientro a livelli di vita più consoni alla scarsità dell'energia sarà ben al di sotto degli anni '80(o peggio, degli anni '60), e in questo senso stanno lavorando alacremente i Governi asserviti alle lobby non adottando le opportune politiche di decrescita ora che saremmo ancora in tempo.
O forse é già tardi?
Paolo B.
ma quanto spazio occorre davvero al fotovoltaico? Secondo il porf. Bardi:
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/05/27/ce-abbastanza-posto-per-il-fotovoltaico/
e per i consumi italiani:
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/06/28/abbiamo-abbastanza-posto-per-il-fotovoltaico-in-italia/
@43, a parte i toni complottisti, non e' obbligatorio che Marco Lazzaroni debba crederci o bersi i complotti.
Il messaggio c'e' e chi vuole coglierlo lo cogliera'. Chi non vuole vedere i muri non li vedra' nemmeno dopo essersi rotto il muso contro di essi.
Ammesso che le rinnovabili forniscano un 20% dell'energia totale oggi consumata, mi chiedo perchè non si possa immaginare e progettare una società che può tranquillamente vivere e prosperare, (non nel senso che oggi comunemente si attribuisce a questo ultimo verbo), con quella quantità di risorsa energetica.
Non tanti secoli fa, cioè nel 1960, le auto che circolavano nel mio paese di 4000 anime, erano meno delle dita di una mano, ma già allora i lavori più usuranti in agricoltura, erano egregiamente svolti da macchine e trattori, per non parlare poi della qualità della alimentazione che era a disposizione di uomini e animali.
Tutto l'ambaradan successivo, vera idrovora energetica, a cosa è servito?
conti troppo a spanne qua sopra
il sole ci da millemila megawatt ma ci servono anche per illuminare il giorno, scaldare la terra e per la fotosintesi delle piante
il fotovoltaico è forte e da rendimenti superiori a quelli indicati qua sopra ma ci vorranno molti anni perchè dia contributi seri e con seri intendo al 10% del fabbisogno mondiale
adesso gli stati dovrebbero imporre i pannelli termici su tutte le case da installare entro 5 anni con un prestito a tasso basso garantito dai governi, immaginate quanto gas si può risparmiare, gas che è meglio che vada nelle turbogas
comunque oggi si spreca troppo in tutti i settori, ci serve il petrolio a 150dollari per accorgercene, semplice
Un bel minestrone, questo thread:
1) il rendimento attuale delle celle monocristalline supera il 15%. Niente vieta qualche innovazione tecnologica per aumentare l'efficienza. 5% è una stima da nuclearista.
2) su theOilDrum è uscito proprio adesso un articolo lunghissimo sulle centrali nucleari a torio, i Fast Breeding Reactors, e sulle teoriche centrali a fusione. A scriverlo, uno del settore che conosce benissimo la materia e ha lavorato al CERN, non un pinco pallino qualsiasi. Ebbene, tanto vale buttarsi ul fotovoltaico ed eolico, da quella parte non arriverà proprio niente ma in compenso verranno divorate enormi risorse
3)Hunter76Lima: come al solito i tuoi interventi sono molto interessanti, andro' a guardarmi il rapporto IEA
4) Fausto: la tua riflessione sull'inefficienza del sistema, che zittisce chi subisce la crisi e rende inpreparati chi non la subisce è valida, ma sono in un contesto di informazione totalmente carente. Che dici? siamo in Italia? Oops.
Saluti
Phitio
86.000 TW dal sole li riceve il pianeta... che pero' viene illuminato solo a "spicchi" e in modo discontinuo.
Ma a parte questo... con la tecnologia oggi in possesso si riescono ad ottenere percentuali "reali" di rendimento del fotovoltaico intorno al 10%... spesso anche meno.
A questa percentuale devi sottrarre quella relativa all'assorbimento della riconversione della corrente continua in corrente alternata... perche' a noi piace fare le cose complicate e non accettiamo di buttare tutti gli elettrodomestici in CA per usare quelli in CC.
Detto questo...
...a spanne e senza calcolatrice, direi che sull'intero pianeta ogni giorno sono disponibili meno del 5% del totale.
Ti sembra tanto comunque?
Beh... non lo e'... perche' per poterli sfruttare tu dovresti ricoprire l'intera superficie terrestre di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza.
Ah... se poi vuoi fare i calcoli meglio... considera la percentuale della superficie del pianeta rappresentata dalle terre emerse...
Arrivi a valori molto molto bassi di energia solare disponibile....
Ma alla fine emerge solo una dura verita': consumiamo troppo per delle emeriti stronzate!
@41
solare ed eolico per quanto limitati sono comunque l'unica strada al momento percorribile per le rinnovabili, meglio poco che nulla, vorrà dire che ognuno andrà in giro con un auto elettrica ricaricata dai pannelli solari di casa propria e non ci farà più di 50 km al giorno.
@42
Purtroppo quello è un calcolo solo teorico, però come ho detto prima rimane l'unica strada percorribile.
Io personalmente la vedo come ua corsa contro il tempo: mentre il petrolio e le altre non rinnovabili si esauriscono possiamo solo sperare che il solare ed eolico si diffondano sempre più e sempre più migliorino la loro efficienza, possiamo altresi sperare nel nucleare, ma non quello di adesso bensì in quello di quarta generazione, faremo in tempo?
L'articolo si basa su dati e conoscenze di almeno un anno fa. Che esca solo adesso è un altro segno di quanto la situazione energetica sia assai compromessa a causa del continuo rimandare il problema.
Poveri umani che avevano creduto (ed ancora credono) all'energia infinita...
"Mi rivolgo all'autore...
Forse toni meno complottisti gioverebbero ad una maggiore credibilità delle affermazioni, che in linea di massima condivido"
E adesso come la mettiamo con un commento cosi'?
Mi rivolgo all'autore...
Forse toni meno complottisti gioverebbero ad una maggiore credibilità delle affermazioni, che in linea di massima condivido
@gio
Il consumo di energia globale è 15TW. Il sole ci dà 86000TW
http://en.wikipedia.org/wiki/World_energy_resources_and_consumption
Basterebbe il sole
L'intero thead mi pare surreale.
Tutte le fonti di energia sono in ottima misura intercambiabili, BASTA CHE CI SIA ENERGIA.
Dal nucleare ricavare termico (teleriscaldamento) e idrogeno (elettrolisi), con l'idrogeno e il carbone produrre metano e gas illuminante.
In una centrale bruciare gas, petrolio, nafte... basta una riconversione minima.
Per l'autotrazione spostarsi da benzine e diesel a biofuel o Gpl o metano o alcol.. in qualche anno hai cambiato il parco auto.
Il vero e unico problema è CHE NON CE N'E' .... ne di un tipo ne dell'altro. Che il FV se raddoppia ogni anno, tra cinque anni arriva all'un percento. Che l'eolico va bene solo in alcuni paesi e in alcune zone. Che se finisce il petrolio, ci si butta tutti sul gas e questo non puo' che finire prima.
@34
"..., nei reattori termici al torio è fin dall'inizio inferiore."
Non mi risultano rettori termici con solo Torio, altrimenti i rettori nucleari di oggi userebbero ben volentieri questo elemento molto meno costoso dell' uranio e presente sulla corsta terrestre con un solo isotopo : Torio 232
Il Torio è fissionabile ma non è fissile. I neutroni termici dei reattori classici vengono assorbiti dal Torio ma questo non fissiona. Occorrono neutroni veloci per fissionarlo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Materiale_fissile
è solo con i reattori a neutroni veloci che il Torio diventa usabile insieme ad altri elementi. Le scorie di questo reattore sono molto meno radioattive e quantitativamente inferiori come hai detto, ma non perchè c'è il Torio, ma per il modo in cui funziona questo reattore a neutroni veloci.
Anche usando solo Uranio questo reattore non ha come sotto prodotto il Plutonio. Il Plutonio è sottoprodotto dei reattori ad uranio arricchito (238 per la maggiore con una modesta percentuale di 235 fissile) perchè è un materiale fissionabile ma NON fissile. Difatti una testata nucleare con uranio molto arricchito ( cioè con tanto 235) è molto semplice da innescare: è sufficiente porre in contatto due masse subcritiche al fine di ottenere una massa critica. Il difficile è l' arricchimento dell' uranio. In natura l' isotopo predominante è il 238 fissionabile, padre del plutonio 239, mentre per avere una reazione a catena via neutroni termici serve una discreta percentuale di 235 fissile.
Nelle centrali nucleari ci sono vincoli strettissimi sui volumi di lavorazione del materiale nucleare. Proprio per evitare che si inneschino processi nucleari non controllati.
Con i reattori veloci anche questo pericolo scompare ( o quasi) dato che il materiale nucleare usato è quasi totalmente fissionabile ma non fissile.
Questi reattori non sono esenti da problemi.Pricipalmente c' è la difficoltà nel controllo e produzione di neutroni veloci. Poi l' autosostentamento non è per niente facile dato che, in genere, la sezione d' urto utile per un assorbimento di un neutrone da parte di un nucleo diminuisce all' aumentare dell' energia del neutrone. A seconda del nucleo esitono però intervalli di energia (stretti) in cui c' è una "risonanza" con il neutrone, cioè c' è un assorbimento molto più favorevole ( sezione d' urto maggiore). Ottenere neutroni veloci con energie ottimali (di "risonanza") non è semplice.
;)
@ eco1 #38
Si brucia quel che si può, speriamo di non arrivare a bruciare la sedia di casa troppo presto.
avevo letto della politica di enel di azzerare il termoelettrico da olio combustibile, bene
interessante il fatto che con la crisi del gas dell'anno scorso ricevettero l'ordine in enel di bruciare olio per risparmiare gas o_O
#36, Alby
Nel 2006, dati Terna, il 13 % dell'elettricità da termoelettrico era prodotta da oli combustibili, il 64% da gas, il resto da carbone. La percentuale da olii combustibili è in forte calo, a favore del carbone e del gas. Dai dati ENEL nel 2009 la percentuale complessiva da olio combustibile sarà del 5%.
Intanto le linee per la produzione di celle fotovoltaiche vanno tutte in cina e india....
@20: mi si permetta: scorrelati un par di ciufoli.
L'olio pesante che si usa nelle centrali termoelettriche è un derivato del petrolio, e, anche se in quota piccola rispetto al metano, viene infatti usato per generare energia.
Poi forse non riesci a collegare che se verranno a breve prodotte auto elettriche le dovremo caricare con qualche cosa... immagina un po' con che cosa si pensa di andare a generare quell'energia?
Nucleare... quindi anche se ci saranno auto elettriche non si creda che l'energia con cui le si farà viaggiare sarà scollegata da petrolio (sempre meno) o metano o nucleare se passa 'sta fetenzia che Skaiola va propugnando.
Nel frattempo lui (Skaiola) se ne sta al calduccio nella sua casa grazie a pannelli solari ed eolico, alla facciaccia nostra:
Premetto: sono contro il nucleare.
@8: non c'è solo l'uranio, esiste anche il Torio come elemento combustibile, è molto più abbondante ed economico, questo tutti gli antinuclearisti lo dimenticano o lo ignorano, ed ho il sospetto che sia uno dei fattori su cui puntano i neo-nuclearisti.
Il torio è significativamente più abbondante dell'uranio, risultando quindi un fattore chiave per la sostenibilità dell'energia nucleare.
L'India possiede ingenti riserve di torio ed ha quindi pianificato un ambizioso programma nucleare che ambisce ad escludere l'uranio come materia prima. Il vantaggio più evidente è tuttavia quello riguardante le scorie: il "combustibile" esausto scaricato da un reattore autofertilizzante al torio ha una radiotossicità estremamente più bassa (di svariati ordini di grandezza) rispetto a qualunque reattore all'uranio-plutonio: dopo meno di un secolo è infatti inferiore a quella dell'uranio naturale ed addirittura, nei reattori termici al torio è fin dall'inizio inferiore.Si ritiene pertanto che le scorie andrebbero confinate solamente per circa 300 anni.
A titolo di confronto il "combustibile" esausto di un reattore all'uranio di 3° generazione, per ridurre la propria radiotossicità a livelli inferiori a quelli dell'uranio naturale di partenza, impiega circa un milione di anni, mentre il combustibile di un reattore autofertilizzante all'uranio-plutonio impiega decine di migliaia di anni.
@ Debora
"Il succo delle pesantissime accuse è il seguente: i dati sulla produzione petrolifera vengono distorti"
Il riferimento è ai dati sulla produzione futura (i famosi 105 ml b/g nel 2030), alla produzione corrente oppure c'è un errore e si parla di riserve!?
Perchè sulla produzione corrente c'è poco da nascondere....atteso anche che nel 2009 non si stà nascondendo il calo di circa 1,5 ml b/g rispetto al 2008
pensate al settore dell'automotive, l'intero settore mondiale, all'idea che il petrolio sta finendo... tracollo totale
il problema è sopratutto demografico, siamo troppi su questo pianeta per le risorse che ci sono e, soprattutto per quelle ci saranno a breve
Caratterizzare questo tipo di comunicazione coi soliti complotti e oscure manovre dell'establishment economico non giova alla causa, sarà anche vero, ma forse sarebbe meglio meno generalistiche attribuzioni di colpa e dati più precisi.
In una situazione di stasi dell'economia mondiale, e con le rinnovabili, un po' di risparmio, gli oli che non provengono dai classici idrocarburi, ecc. le toppe sono e saranno consistenti per un bel po', allarma di più pensare su che cosa dovrà passare sopra la Cina, per sfamare le proprie necessità energivore, ma ovvamente non sono certo loro i soli monatti della situazione.
@7
e´inutile darsi al nucleare: oltre al gia´citato prossimo picco dell´uranio, senza petrolio non si puo´trasportare ne´il materiale per costruire gli impianti ne´il combustibile... siamo punto e da capo!
Siamo chiaramente entrati nell'era post picco o meglio, della decrescita economico/energetica ma a quanto pare la gente comune(il popolo bue ovviamente) proprio non ne é consapevole.
L'emorragia di disoccupati sul mercato del lavoro continua ma non fa notizia(almeno finché le proteste di piazza non si estenderanno a macchia d'olio) e comunque si sa che l'economia di mercato non ne tiene conto, l'importante é che la borsa vada bene.
Cosa potrà rendere visibile a chiunque che la vita sta cambiando (al ribasso)? Facile, quando i Governi inizieranno forzatamente a razionare i carburanti per il trasporto privato individuale e aereo civile, e non ci sarà necessità di accise fiscali, o logiche di profitto delle lobby energetiche, o biocombustibili che potranno opporsi a questa inevitabile conclusione.
Tempo 2-3 anni e ne vedremo delle belle(si fa per dire)...
Paolo B.
la plastica è secondaria, il problema è il trasporto insieme all'agricoltura
Secondo voi nel momento in cui il petrolio comincia a scarseggiare ci sarà un assalto alle discariche per cercare di recuperare il petrolio dalla plastica?, si potrebbe pensare ad impianti casalinghi improvvisati in cui ognuno porta la "refurtiva" rubata dai cassonetti o dalle discariche per farne combustibile. Si è uno scenario un po alla Mad Max ma io penso sia plausibile. Si potrebbe anche pensare di recuperare tutta quella plastica concentrata in quella zona del pacifico diventata una colossale pattumiera proprio per farne combustibile.
Già e la plastica stessa medesima con cosa la sostituiamo?, gia me lo immagino: una bella auto elettrica con il cruscotto in legno...
@20
Magari fosse solo per il trasporto, ti dimentichi anche solo del farmaceutico, o del -qui tanto discusso- settore dei fertilizzanti per agricoltura.
chiaramente no, credo che parli dell'esaurimento delle risorse e delle pratiche insostenibili il geologo conduttore di Gaia se avete presente
l'informazione è morta, esempio: settore automobilistico in ripresa perchè le immatricolazioni salgono questo mese, lo scorso, rispetto ai sei mesi scorsi, all'anno scorso, bla bla bla
la gente capisce che va bene perchè non si degnano mai di dire il volume d'affari, un conto è 20mila panda immatricolate, un conto 20mila mercedes, in verità il settore è in crollo e il giro d'affari, la fatturazione è in crollo ma la gente è costretta a pensare che ci sono segni più solamente
chiaramente no, credo che parli dell'esaurimento delle risorse e delle pratiche insostenibili il geologo conduttore di Gaia se avete presente
l'informazione è morta, esempio: settore automobilistico in ripresa perchè le immatricolazioni salgono questo mese, lo scorso, rispetto ai sei mesi scorsi, all'anno scorso, bla bla bla
la gente capisce che va bene perchè non si degnano mai di dire il volume d'affari, un conto è 20mila panda immatricolate, un conto 20mila mercedes, in verità il settore è in crollo e il giro d'affari, la fatturazione è in crollo ma la gente è costretta a pensare che ci sono segni più solamente
una domanda per chi li segue: ma di tutto questo è arrivata traccia su tg e giornali italiani?
@7 Alby
il nucleare serve a produrre energia elettrica, il petrolio serve al trasporto. I due campi sono totalmente scorrelati. Teniamo piuttosto d'occhio il picco del metano, perché è quello che è legato alla produzione elettrica.
Personalmente credo che sia il momento della verità, siamo tutti stufi di aspettare che l'annuncio arrivi. Quando il picco sarà raggiunto il prezzo diventerà incontrollabile, al di fuori di ogni manovra speculativa, e quello sarà il segnale. E non ci sono strategie di mascheramento che tengano, perché il business è business. Un anno o due? Diciamo che istintivamente si può pensare che i prossimi 5 anni saranno molto movimentati.
@18, chissà, io vorrei sapere quanto dura il petrolio con un prezzo così "basso"
povera italia manufatturiera, energivora e rivolta all'export che si chiude
@15
Praticamente tutto il loro ottimismo di facciata è giustificato solo delle ipotetiche scoperte di altri pozzi in quantità tale da garantire tutte le esigenze future.. beh si la tua conclusione è assolutamente corretta: mentono sapendo di mentire.
Secondo voi quando arriverà il momento in cui il problema sarà talmente evidente da non poterlo più nascondere?, un anno o due?.
buona notizia:
Terna: un elettrodotto collegherà la Sardegna alla Penisola
anche se tutti pensano, ed è vero, che resteremo a secco di oil fra chissaquanto, sarà impossibile vivere e produrre ai livelli attuali con 10% in meno di petrolio per cominciare
decrescita infelice
Non so se avete dato un'occhiata al WEO 2009 Press Conference che si scarica dal link indicato dalla Debora.
La IEA sembra che stia facendo di tutto per dire: "c'è il picco, ma non lo possiamo dire, quindi capitelo da voi, noi continuamo a scrivere 105mb per il 2030 ma a certe condizioni, e le condizioni sono talmente assurde che dovreste capirlo anche voi che questo traguardo è irraggiungibile"
Guardate soprattutto le pagine 5,6,7 che sono rivelatrici:
pagina 5: calo del 19% degli investimenti nell'Oil&Gas rispetto al 2008
pagina 6: produzione petrolio, confronto 2000/2008/2030. la produzione del 2030 a 105m verrà per il 50% da pozzi petroliferi ancora da scoprire e sviluppare (ovvero 4/5 Arabie Saudite da scoprire e mettere in produzione di qui fino al 2030; fate voi, se questo è fattibile con un calo del 19% annuo degli investimenti !!!)
La produzione dei pozzi esistenti calerà di 2/3 di qui al 2030 (lo dice esplicitamente la IEA); ciò vuol dire un tasso di depletion del 5% annuo della totalità dei pozzi attualmente in produzione ( e non è poco)
pagina 7: produzione mondiale di gas naturale passerà da 3 a 4.2 tcm nel 2030. Di questi il 65% dovrà arrivare da pozzi di nuovo sviluppo o ancora da scoprire, ovvero pari a 4 volte la capacità attuale di produzione della Russia, maggior produttore mondiale di gas.
Se questa non è una dichiarazione "implicitamente esplicita" di peakoil&gas.
Infatti anche con le immagini di pagina 6 e 7 lo dice chiaramente:
peak oil: 2008
peak gas: 2015
Per il resto il WEO 2009 si focalizza sul problema climatico, partendo dall'assunto che andando avanti così, con il Business as usual, ci aspetta un +6°C entro fine secolo (= disastri e catastrofi naturali a ripetizione); l'unico modo è la riduzione delle emissioni di CO2 che OECD e USA stanno già facendo in parte, Cina e India lo faranno solo a partire dal 2020, semprechè la fame di energia non le spinga a rivolgersi sul carbone (vedi pag.4 del pdf sopra menzionato)
Insomma, siamo veramente a un punto di svolta !!!!
La notizia è vecchiotta (datata maggio), ma è tornata alla ribalta recentemente a causa di un servizio passato da TG3 regionale. Sembra che in questo momento Correggio stia chiudendo i battenti, con la cassa integrazione che copre l'80% (ottanta, non è un errore di battitura) della forza lavoro. Decisamente non un passa avanti. E' probabile (ed auspicabile) che la situazione stia leggermente migliorando, ma il quadro resta piuttosto fosco.
E intanto guardate cosa accade a Correggio, piccolo centro reggiano. Se stimiamo (Istat) una popolazione attiva di meno di 10.000 unità, perderne il 40% e passa avrà effetti veramente nefasti. Sui media nazionali non una parola.
"...Molte persone hanno visto arrivare il picco, ma sono state marginalizzate, costrette al silenzio e l'evidenza è stata relegata alle note a piè di pagina...."
E' una cosa importante davvero. Quando la disponibilità pro capite scende, non è che il problema affligga tutti quanti; semplicemente viene scaricato dal mercato addosso a qualcuno. I licenziati, ovviamente.
Così ci dividiamo in due gruppi: quelli che hanno subito l'impoverimento, e non riescono più a tirare avanti perchè non hanno più accesso alle risorse; e quelli che l'hanno sfangata, ed osservano un personale potere di acquisto pressoché invariato.
Ed è micidiale, dato che il primo gruppo perde ogni capacità operativa, mentre il secondo, ancora in grado di far qualcosa, non agisce perchè non vive il problema.
L'approccio di mercato osservato finora, purtroppo, è una terribile trappola: ci porta ad inabissarci progressivamente, uno per volta, rendendo inutili le persone già cadute ed ottenebrando le menti delle persone che ancora devono cadere.
Una vera disgrazia, forse il più grave problema organizzativo di questi anni.
Io infatti ,nel mio piccolo,sto riducendo i consumi ,ma non perchè come dice Debora sta finendo il petrolio a basso prezzo bensì perchè Al Gore mi ha convinto a fermare il global warming!
Io infatti ,nel mio piccolo,sto riducendo i consumi ,ma non perchè come dice Debora sta finendo il petrolio a basso prezzo bensì perchè Al Gore mi ha convinto a fermare il global warming!
...non per buttare benzina sul fuoco, ma la verità è che non sappiamo nemmeno di quanto abbiamo sbagliato, perché stiamo sommando essenzialmente "stime", numeri di fantasia...
http://en.wikipedia.org/wiki/Oil_Reserves_in_Saudi_Arabia
"Since 1982, the Saudis have withheld their well data and any detailed data on their reserves, giving outside experts no way to verify Saudi claims regarding the overall size of their reserves and output."
I dati certi sulle riserve in A.S. sono segreto di stato dal 1982
@7
Si ma più si va avanti e più l'uranio stesso comincia ad esaurirsi, per non parlare poi del problema delle scorie.
Non c'è da stupirsi quindi se alcuni governi puntano alla reintroduzione massiccia del nucleare prima del 2030... adesso è costosissimo, ma potrebbe diventare cost-effective per quella data in cui non ci sarà più petrolio.
Più si va avanti più diventa conveniente, purtroppo.
La decrescita potrebbe durare anche 20-30 anni con sprazi di ripresa, ma il trend a meno di miracoli dell'ultima ora e' segnato. I politici hanno il brutto vizio di dire una cosa solo quando hanno la soluzione a portata di mano, ma questo e' un evento eccezionale e servono misure eccezionali
eh sì, crisi o no quando l'oil serve per le industrie o per spostare e merci chi paga 80 ora pagherà 85, 90, 100, 110... almeno i trasporti privati crolleranno di più e di nuovo
Io mi domando per quanto tempo ancora i governanti nostrani ed esteri riusciranno a tenere nascosta la verità, per ora cercano di guadagnare tempo ma la messa in scena per quanto ancora potrà durare?. In questi giorni ho osservato la quotazione del petrolio: compie tante micro oscillazioni attorno al valore di 80 $ al barile. Quando la produzione comincerà a diventare insufficiente assisteremo ad un rialzo inarrestabile anche con la crisi in corso?.
è di oggi la notizia che la produzione industriale cinese sale nuovamente di brutto, mi pare +16%
L'enel sta azzerando la produzione di energia elettrica da petrolio? mi confermate?
rinnovabili.it
L’annuncio arriva in questi giorni direttamente dal ministro irlandese dell’Energia Eamon Ryan: il governo ha approvato una legge che obbligherà i fornitori di carburanti ad introdurre una quota del 4% di biofuel nelle vendite annuali. Il vincolo entrerà in vigore ufficialmente a partire dal luglio del prossimo anno e la produzione dovrà rispettare i criteri di sostenibilità stabiliti dall’Unione Europea. “Non abbiamo nostre forniture di petrolio in Irlanda, ma siamo in grado di produrre biocarburanti”- ha dichiarato Ryan. “Ogni anno siamo costretti ad inviare più di 6 miliardi di euro all’estero per importare combustibili fossili. Questa cifra aumenterà ancora quando il petrolio incomincerà a scarseggiare”.
alle 20:51
Bernardo Mattiucci
Il problema alla fine sono i numeri:
1) popolazione = oltre 6 miliardi di individui
2) tempo a disposizione per correre ai ripari = tendente a zero!