La Cina si bagna i piedi nel "mare di casa" USA.
Pubblicato da Debora Billi alle 13:16 in Current Affairs
A firmare ufficialmente l'accordo è stata la Statoil, compagnia petrolifera norvegese. Ma il luogo dove avverranno le prospezioni da parte della cinese CNOOC è il Golfo del Messico, finora considerato il "mare di casa" dagli Stati Uniti. Si tratta di percentuali piccole, tra il 10 e il 20% su quattro giacimenti, ma è comunque la prima volta nella storia che la Cina investe nel petrolio del Golfo. Sembra che per il momento non ci saranno reazioni politiche, visto il piccolo impegno e le "minime" (100 milioni di dollari) somme coinvolte.
In realtà, la Cina sta saggiamente adottando una politica di piccoli passi, dopo lo scandalo che in USA destò la sua proposta di comprare Unocal, nel 2005. Vorranno bollire la rana a fuoco lento...







1. Paolo B., Venerdì 6 Novembre 2009 ore 13:48
Molti vedono in questi atteggiamenti cinesi i primi passi di una delle future potenze economiche del mondo multipolare, invece io li vedo come il comportamento di una creatura affamata(di energia) che non sa più come sostenere la propria economia insostenibile in crescita(a spese dell'ambiente e della propria forza lavoro sovrasfruttata e sottopagata) e per questo cerca istericamente sul pianeta ogni sito dove succhiare un po' di oro nero e gas.
Quando non ci saranno più siti utili allo scopo, mi chiedo che fine farà il mondo multipolare teorizzato da tanti "esperti" da quattro soldi...
2. eco1, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 14:11
la cina spinge, spinge, corre, non si ferma, costruisce, fa viaggiare i container in tutto il mondo... e quando il petrolio comincia a scarseggiare? il suo miliardo di persone che fa?
3. Alessandro, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 14:23
...Invade il mondo...
4. eco1, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 14:35
OT: e intanto il settore dei voli aerei sprofonda, primo rosso della storia per british airways (giusto perchè l'inghilterra è messa bene) "La Iata ha precisato che prevede quest'anno perdite complessive pari a 11 miliardi per il trasporto aereo"
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/11/british-airways-bilancio-3trim2009.shtml?uuid=b76675a2-cace-11de-aaae-8b008265c0a7&DocRulesView=Libero
5. fabio1979, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 15:00
@4
Non ti preoccupare l'Alitalia con un paese cosi' forte alle spalle, potra' comprare e rilanciare la British Airways
OCSE: FORTI SEGNALI DI RIPRESA, ITALIA AL TOP
Superindice settembre +3,4 su 2008. Il nostro e' il Paese che mostra l'incremento maggiore su base annua (+10,8 punti), con un'economia giudicata "in espansione". Berlusconi: Italia sesta al mondo per Pil. "Crisi alle spalle".
p.s.
mi sta cappottando dal ridere
6. eco1, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 15:20
@5
Lol, ho letto che alitalia ha i conti a posto ora e è in guadagno quando l'intero comparto aereo mondiale è in rosso
beh l'Italia ha la manifattura, l'industria e i servizi, l'italia corre rispetto a inghilterra e spagna che sprofondano per le bolle speculative subprime RE e finanza
comunque le rilevazioni OCSE e ISTAT non valgono un gran chè
7. Pirkapi, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 16:00
Io la vedo come una normale strategia commerciale,nel senso che in futuro ,come nel mercato dell'auto,non ci potranno essere troppe compagnie petrolifere.Si mandano in pensione i vecchi e si assumono tecnici e operai cinesi che costano un terzo.E'inutile tenere migliaia di impiegati della chevron che fanno la stessa cosa della total ad un costo molto superiore degli omologhi asiatici.Se i futuri pozzi sono deep o ultra deep da qualche parte devi tagliare le spese per mantere il prezzo del barile ancora vagamente abbordabile.
8. fabio1979, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 16:14
@6
Ti do ragione rispetto a spagna ed inghilterra riferendosi a questo modello consumistico che sta crollando. Sul nuovo modello partiamo leggermente avvantaggiati, ma non c'e' certo da sedersi sugli allori con la decrescita che incombe
9. AndreaX, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 17:44
Tanto i telegiornali un giorno danno una notizia positiva il giorno dopo una negativa, e così via, quindi non vi è proprio di che fidarsi.
10. marta, Venerdì 6 Novembre 2009 ore 18:11
#3 c´e´poco da invadere, il resto del mondo a quel punto sara´messo ancora peggio della cina..
11. metano, Sabato 7 Novembre 2009 ore 18:51
O.T.
C'è qualcuno che mi sa linkare un grafico dei prezzi storici del metano in Italia negli ultimi 20 anni?
Grazie, saluti.12. eco1, Sabato 7 Novembre 2009 ore 21:02
se avete tempo leggete questo 3d di finanza sul trasporto aereo
http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=1125710
13. Cataldo, Martedì 10 Novembre 2009 ore 19:34
@eco1 #12
dalla discussione segnalata
"E' giusto che anche chi non vola garantisca con le sue risorse l'accesso al servizio di chi vola ?"
Il trasporto aereo è una cartina di tornasole anche per la capacità di sfruttamento residuo che rimangono alle elite mondiali; in fondo i loro accoliti, nelle varie forme interne ai settori industriali e dei servizi, sono tra i principali fruitori del servizio.
Sul piano generale la crisi del commercio internazionale non potrà che riverberarsi a tramonto sul trasporto aereo di massa.