Oggi l'acqua, e domani privatizziamo l'aria.
Pubblicato da Debora Billi alle 10:06 in Risorse
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Pronti a pagare per ogni respiro che fate? Se siete asmatici costa di più, per via che ansimate e quindi consumate come una Ferrari. Preparatevi.
Intanto, per scaldarci i muscoli, cominciamo col pagare salata l'acqua. Arriva oggi in Senato la famigerata legge che, lemme lemme ma inesorabile come la morte, sta concedendo a grandi gruppi internazionali il controllo sulle nostre acque. L'ho saputo ovviamente da un blog, che lo annuncia dalla prima pagina di OK Notizie. Sembra che alcuni abbiano cercato di rilanciare la notizia su Facebook, ma altri utenti l'hanno segnalata come "offensiva" (forse perché proveniva da un blog politico?); altri si sono presi la briga di prendere virtuali carta e penna e scrivere ai senatori, ma le mail sono tornate indietro. Le caselle di posta del Senato sono intasate, probabilmente perché nessuno le svuota mai.
Per quanto riguarda i media, la cosa non fa notizia, e in un modo addirittura vergognoso. Cercando su Google News con la chiave "acqua privatizzazione" guardate che deserto esce fuori. Un articolo de La Stampa, qualche post dai blog, qualche cenno sui giornali locali. Il resto, tace.
Eppure non è una notizia da poco. Anche per le conseguenze che porta, ad esempio questa:
la Puglia avanza quindi la pretesa di considerare l'acqua dei suoi cittadini non assoggettabile ai meccanismi di mercato assumendo peraltro l'inziativa di impugnare l'art. 15 del decreto governativo presso la Corte costituzionale in quanto lesivo dell'autonomia regionale. Questa posizione di aperto rifiuto della privatizzazione non è un fatto isolato ma si diffonde e si consolida anche in altre zone del paese.
Non succede tutti i giorni che le Regioni e Provincie (dalla Sicilia a Caserta al veronese) si pongano in una posizione di scontro aperto col governo impugnando le leggi. Eppure tutto ciò non merita menzione.
Nel giro di qualche settimana l'acqua sarà privatizzata in tutto il Paese, e senza arrivare a citare Cochabamba (dove fu privatizzata persino l'acqua piovana!) sappiamo ciò a cosa porterà: aumenti vertiginosi nei prezzi, fine della sovranità su una risorsa fondamentale e soprattutto NOSTRA.
I cittadini non sono informati, non reagiscono, oppure quando lo fanno si trovano a sbattere contro un muro di gomma a cui la stampa partecipa alacremente.
Vi invito a rileggere un post di qualche mese fa. Benvenuti in Africa.







1. Paolo B., Martedì 3 Novembre 2009 ore 12:20
Visto che il federalismo(non solo fiscale) é fortemente richiesto dalla lega nord, l'opposizione regionale alla privatizzazione dell'acqua dovrebbe avere maggiori chance, no?
Comunque in Puglia c'é una giunta comunista con a capo Vendola e mi chiedo se un'eventuale giunta di centrodestra avrebbe impugnato egualmente la legge.
Non credo. Debora, per caso sai se le giunte regionali di centrodestra in Italia si stiano opponendo a questa legge predona?
Paolo B
2. simone, Martedì 3 Novembre 2009 ore 12:48
''uriel'' mi sembra fosse favorevole alla privatizzazione per la teoria che una società privata vuole guadagnare e quindi cercherà di fornire sempre un ottimo servizio per i clienti,rispetto allo stato che non ha interesse ad offrire un buoun servizio.
per la tassa sull'aria guardatevi ''strane storie'' di sandro baldoni,film italiano del 19943. cristiano, Martedì 3 Novembre 2009 ore 13:00
smettiamo di pagare la bolletta, adesso.
4. Pirktax, Martedì 3 Novembre 2009 ore 13:08
Roba vecchia.Sono tasse arcaiche.Il futuro sarà la psicotassa e cioè un chip collegato in remoto con il cellulare che invia al terminale la qualità dei pensieri.Se per esempio pensi al lavoro hai un bonus ,se pensi al signoraggio invece dei pagare 8 euro al minuto,se pensi ad evadere le tasse ti viene revocato il conto in banca ,se pensi a Dio invece il saldo è neutro però devi dare l' 8 per mille alla Chiesa Cattolica.
5. fabio1979, Martedì 3 Novembre 2009 ore 13:22
Se raddoppieranno le tariffe il pil crescera' sicuramente
Ecco un primo indizio per la ripresa :(
6. fran, Martedì 3 Novembre 2009 ore 13:43
Ho sentito che l'Enel controlla la società che gestisce le acque potabili in Cile (società istituita da Pinochet). C'è anche una diatriba in corso perchè il governo cileno vorrebbe ripubblicizzare la gestione dell'acqua.
7. Enrico, Martedì 3 Novembre 2009 ore 13:49
Come al solito si tratta di un argomento nel quale prevale la componente ideologica a scapito degli aspetti concreti della questione. Che sostituire una serie di monopoli pubblici con monopoli privati ottenuti in genere mediante gare d'appalto truccate nelle quali prevalgono i soliti amici degli amici conduca inevitabilmente a un peggioramento dei servizi è evidente. D'altra parte è altrettanto evidente che l'attuale sistema non permette un'efficiente tutela dei diritti di proprietà, individuali o collettivi che siano, di beni che nel prossimo futuro diventeranno scarsi.
Il nocciolo della questione rimane che "non esistono pasti gratis", percui un ragionamento del tipo "siete pronti a pagare per l'aria che respirate" non ha senso. Se un bene diventa scarso è inevitabile che nascano dei diritti di proprietà per tutelarlo in maniera più efficiente, quindi il problema è piuttosto capire quale sistema è più efficiente. I discorsi "pubblico=bene privato=male" o viceversa sono solo ideologia e non risolvono nulla.
8. eco1, Martedì 3 Novembre 2009 ore 14:14
l'unica cosa buona della privatizzazione è che gli sprechi dovrebbero diminuire per il fatto che le perdite di rete sono cash che evaporano per le neonate S.p.a
9. francesco ganz, Martedì 3 Novembre 2009 ore 14:39
D'accordo con Enrico ma prma di privatizzare l'acqua sarebbe opportuno controllare lo "scialaquo" di risorse pubbliche dove ne sono destinate di più, e cioè nella sanità, non privatizzandola ma istituendo una carta del paziente a punti : quando hai finito i punti, paghi,)intendo l costo reale delle cure o quasi), sempre all'interno della struttura pubblica : non è possibile non salvare chi o lasciare una grave menomazione a chi per la prima volta volta ha bisogno sul serio del SSN perchà per altri soggetti sono stati spesi svariate centinaia di migliaia di euro. ( E quest'ultimi sono tutt'ora in cura)
10. persenaro, Martedì 3 Novembre 2009 ore 14:47
Caro Enrico, il problema della privatizzazione dell'acqua non può ridursi a un fatto ideologico, perché oggi, a distanza di anni da quando sono state fatte le privatizzazioni di gas, elettricità, telefonia, autostrade, ferrovie, etc. possiamo senz'altro dire che in generale i servizi offerti, sono scadente e cari.
Tanto basta, per non percorrere ulteriormente questa strada, che ha portato disagi e infiniti problemi alla utenza.
Si ritorni senza indugio al servizio pubblico, perché la comparazione dell'offerta tra pubblico e privato, depone a favore del primo.
11. Cristiano, Martedì 3 Novembre 2009 ore 15:09
In alcuni comuni si preparano le contromosse, anche se non sono semplici in presenza di una normativa come quella che sta varando il nostro paese. Leggete ad esempio la delibera in corso a Cassinetta di Lugagnano http://www.domenicofiniguerra.it/?p=807. Nel mio comune (Monteveglio) si sta lavorando a una risoluzione simile.
12. louise, Martedì 3 Novembre 2009 ore 15:11
bisogna reagire. in bolivia ce l'hanno fatta. non possiamo farci derubare così del diritto di vivere. chi non ha soldi, che muoia di sete??
ma diamo i numeri?
ovvio che gli sprechi vanno disincentivati, ma una quantità giornaliera indispensabile deve essere garantita a tutti, a prescindere dal portafogli. che si facciano pagare cari gli sprechi.
13. Alessandro, Martedì 3 Novembre 2009 ore 15:35
Nulla vieta peraltro in ambito pubblico di fare cassa. Seguendo ad esempio l'esempio dell'INPS (11 MLD di attivo, se non ci fosse, non si saprebbe dove reperire un sacco di soldi). A seguito di investimenti per riabilitare molti acquedotti, un aumento delle tariffe sarebbe ben visto. In ambito privato, chi mi dice che il servizio sarà migliore? migliore per chi, per il proprietario dell'infrastruttura di sicuro, perché essendo un monopolio o quasi, non si avrebbero ricadute anche sui clienti, così come è stato per le ferrovie, ad esempio, in cui è davanti agli occhi di tutti la disastrosa situazione di carrozze e treni pendolari.
Bisognerebbe però avere come gestore pubblico un meccanismo che garantisca il "bene" pubblico, e che non miri a distruggerlo, solo per poterci mettere le mani sopra come privato.
14. Alby, Martedì 3 Novembre 2009 ore 16:21
Cristiano, a Monteveglio avete ancora la fontana pubblica lungo la strada che va verso Stiore e parte vicino al ponte su lSamoggia poco sopra il centro? Se sì tenetevela ben stretta!
15. Alby, Martedì 3 Novembre 2009 ore 16:24
Comunque se si facesse come a casa nostra che le bottiglie di acua minerale non sono mai entrate in 40 anni dacchè ci vivo e l'acqua da bere l'andiamo a prendere al fontanone in collina, forse di multinazionali che ne vendono ce ne sarebbero di meno ;-)
P.S. Deb: non suggerire di privatizzare l'aria, che io sono asmatico per davvero!
16. Enrico, Martedì 3 Novembre 2009 ore 16:26
@ 10
Perchè prima erano a buon mercato ed efficienti? A me non sembra proprio. Poi non puoi fare di tutta l'erba un fascio, devi valutare la situazione caso per caso. Sulla telefonia ad esempio il miglioramento è stato evidente, per quanto sarebbe stato meglio scorporare la rete e i servizi di Telecom all'atto della privatizzazione per evitare che si mantenesse una situazione di quasi monopolio.
E poi in questo caso mi sembra si parli di concessioni, quindi il problema non è la "privatizzazione" ma il fatto che in Italia come è noto le gare d'appalto seguono criteri rigorosi solo sulla carta e a guadagnarci sono sempre i soliti noti. E' chiaro che se dai qualcosa in concessione a un privato con una gara truccata e senza fissare rigorosamente dei livelli di efficienza in mancanza dei quali ti riservi il diritto di assegnarlo ad altri non puoi sperare di ottenere grandi risultati, ma col pubblico non è che cambia molto, semplicemente ti sembra di pagare meno perchè i soldi te li sfilano da un'altra parte senza che tu te ne accorga.
17. Alby, Martedì 3 Novembre 2009 ore 16:28
ehm... errore di battitura ci fu: acua=acqua
18. Debora/Petrolio, Martedì 3 Novembre 2009 ore 16:49
Paolo B., ma non hai letto? Ho riportato anche la Sicilia, Caserta e il veronese proprio per dimostrare che la protesta è bipartisan!
Quanto all'"ideologizzazione", andatevi a cercare quello che stanno passando ad Aprilia tra bollette salatissime ed acqua all'arsenico.
"Privato", almeno in Italia, nel migliore dei casi significa speculazione e nel peggiore mafia.
19. Enrico, Martedì 3 Novembre 2009 ore 16:58
@ 18
Se è per quello un servizio costoso e scadente c'è già ora in gran parte del sud Italia, "privatizzazioni" o meno. La tua ultima frase poi conferma proprio quello che dicevo io. Se i problemi del nostro paese sono altri cosa c'entra la questione pubbico-privato? Se la municipalizzata viene gestita con criteri clientelari e ci mettono a lavorare qualche mangiapane figlio o nipote di questo o quel politico e poi il servizio è ugualmente pessimo cosa cambia?
Io non contesto il fatto che queste operazioni si riveleranno quasi sicuramente un imbroglio, ma una battaglia in nome dell'acqua come "diritto dell'umanità" è una cosa che di per sé non vuole dire nulla al di là dell'aspetto ideologico. Se poi questa non ti sembra ideologia non so cosa dirti.
20. fausto, Martedì 3 Novembre 2009 ore 17:05
Bhe...
In Italia (spreco di maiuscola) esistono norme che tutelano le acque superficiali e sotterranee; nel nostro sistema legislativo l'acqua è un diritto inalienabile. Se qualcuno si presenta a casa mia e mi chiede da bere, io DEVO accontentarlo. Poi mi devo rifare dei costi, nei limiti del possibile.
Se la vigna del confinante soffre sete, io sono legalmente OBBLIGATO a concedergli l'uso del mio pozzo, nei limiti del possibile; costui dovrà poi rifondermi almeno le spese vive di estrazione e trasporto.
Sono casi della vita reale occorsi dalle mie parti, non ipotesi teoriche. Anora mi ricordo quando abbiamo messo in salvo la vigna di mio zio con i tubi di mio padre ed il pozzo di un altro confinante.
L'effetto di questo sistema di norme è semplice: sarà possibile negare il diritto ad accedere all'acqua fin quando un gruppo di cittadini arrabbiati non farà stracciare questa nuova leggina per manifesta incostituzionalità. In effetti, il signor B si è già fatto cassare decine di leggi strombazzate come altrettante chiavi per il paradiso; non da meno i suoi avversari.
E' tutto un tragico gioco di scartoffie, fatto a spese di noi tutti. E destinato a logico esito. Confondiamo con troppa facilità la gestione del servizio (che può essere pubblica o privata) con il servizio stesso (che è chiaramente un fatto pubblico di grande rilevanza sociale). Stendere tubi è una cosa, lucrare su un diritto è un'altra cosa.
Sarebbe il caso di tornare a parlare anche di tutela delle acque sotterranee; non vorrei mai che, nel discutere di chi sia il padrone dell'acqua, ci ritrovassimo ad averla inquinata tutta.
21. Enrico, Martedì 3 Novembre 2009 ore 17:20
@ 20
Nel testo della legge non mi sembra si parli di quello che hai detto tu, ma solo di gestione del servizio. Riguardo alle leggi sulla tutela delle acque non hai mai pensato che potrebbero non funzionanare proprio perchè i diritti di proprietà non sono sanciti in maniera chiara?
22. Vil, Martedì 3 Novembre 2009 ore 17:48
http://www.acquapubblicatorino.org/
http://www.acquabenecomune.org/
23. Paolo, Martedì 3 Novembre 2009 ore 18:30
C'è un problema di fondo, di cui si parla poco. Una democrazia funziona se i cittadini partecipano attivamente, si danno da fare, controllano l'operato dei politici e come si spendono i soldi. In altre parole, si interessano del mondo in cui vivono e non pensano che la "libertà" sia fare ognuno solo i propri interessi.
Da noi invece l'idea è ormai che chi è eletto da "popolo" per 5 anni può fare quello che vuole. E che il pubblico è male, perferso, comunista. Per rilanciare l'economia così si propone - esempio significativo - di aggiungere tutti, privatamente, una nuova stanzetta alla nostra bella casetta. Ma non sarebbe meglio alzare il pil aggiustando i fiumi e le montagne, che appena piove ci frana tutto addosso? Non per carità, perché si dovrebbero usare soldi pubblici, magari mettere e tasse, e quaindi nemmeno ci si pensa! E a Messina, come già a Sarno, in Valtellina, in chissà quanti altri posti ringraziano!
Privatizzare l'acqua significa considerare merce un bene di prima necessità, indispensabile per vivere. All'estremo, se domani non hai i soldi per pargartela, muori di sete. Ed è esattamente quello che succede in mezzo mondo, perché la comunità internazionale non è riuscita a stabilire che l'acqua è un diritto dell'uomo, e perché più dell'uomo conta il Mercato!
Ma non si parlava qualche mese fa, di fronte alla crisi montante, di cambiare certe regole del capitalismo, con più intervento e controllo pubblico. Ne parlava Obama, ma anche Tremonti. Però forse si riferivano solo alle banche, non all'acqua!
24. Enrico, Martedì 3 Novembre 2009 ore 18:40
@23
Perchè, ti sembra che quelli che la comunità internazionale ha stabilito come diritti dell'uomo siano rispettati?
25. hackatao, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 08:32
Sono d'accordo con la privatizzazione dell'acqua, nella speranza che sia la goccia che fa traboccare il vaso e la gente si rivolti contro questa perpetuante sodomia.
26. Hunter76Lima, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 09:08
Enrico,
a me sembra che tu stia focalizzandoti sui tecnicismi della notizia.
Sta di fatto che questo sarebbe un passo, il primo passo, per togliere dalla libera disponibilità pubblica un bene fondamentale come l'acqua e metterlo nelle mani di pochi.
Se poi tu ritieni che sia un cosa naturale e obbligata in un processo di riduzione di risorse, beh, libero di pensarlo .... io non voglio pensare che ai miei figli sia minacciato l'accesso all'acqua solo perchè i nuovi feudatari del liquido blu chiudono il rubinetto perchè non è conveniente venderlo.
27. Alexhwoc, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 10:33
Ci sono servizi che non possono essere dati, tramite la logica del profitto, in maniera sana (cioè il cui fine è garantire un benessere psico-fisico e non un profitto).
Sulla proprità privata onnipresente glorificata e sacralizzata, panacea di tutti i mali ce ne da dire più male che bene.
Un sistema che pone le sue fondamenta sul profitto e l' accentramento di capitale e potere (monopoli), non ha come obbiettivo il benessere degli altri , che ne è saltuaria conseguenza indiretta, ma il propio benessere economico.
Il nostro sistema è corrotto e in decadenza. Il senso civico e di comunità è hai minimi storici. Ovvio che in queste condizioni il bene pubblico è visto come il bene di nessuno:" Se è di tutti allora non è di nessuno e io lo uso per fare i miei interessi (magari privatizzadolo)."
In questo contesto , corrotto, il sistema dei privati ci sguazza allegramente. perchè morale e giustizia sociale sono in antitesi con il nostro sistema economico.
Agire solo per senso del profitto non promuove un sistema di uguaglianza , rispetto e giustizia.
Dato che la religione è stata distrutta dopo essere stata monopolizzata, la morale può diventare sempre più rarefatta e inconsistente. Quel che rimane è buon materiale per il branding management.
Quindi: benvenuti nel nuovo mondo dell' idolatria dei Marchi. Dove il simbolo si spoglia di ogni forma di contenuto morale.
Niente più dei niente più uomini solo Brands.
Direi che la possibile futura privatizzazione dell' aria sia un naturale sviluppo.
Vuoi esistere? Paga.
Una schiavitù senza catene. Non rimane nemmeno un po' di masochistico piacere.
Gratis esite solo se c' è qualcosa da pagare.
28. Phitio, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 10:53
Come al solito, l'incessante ricerca di qualcosa su cui guadagnare, il comandamento numero uno del capitalismo, è arrivato a minacciare anche l'acqua. Secondo il capitalismo, non esiste nulla che non possa essere mercificato. Normalmente si cerca di indorare la pillola con le nozioni di "maggiore efficienza nell'allocazione delle risorse" e di "ammodernamento". In realta non contano nulla. COntano le persone. Se ci sono persone competenti e responsabili, le risorse sono gestite bene, si sotto controllo statale che privato. Peccato pero' che il privato abbia il difetto fondamentale di doversi spingere sempre più in la' per accrescere i guadagni. In parole povere, non esistendo un punto di equilibrio definitivo, prima o poi si comincerà a barattare sicurezza sanitaria e giustizia con il denaro. Le amministrazioni statali, pur con tutta la loro inefficienza e corruzione, non sono in grado di procedere oltre un certo limite. Sono autolimitate.
In Italia, poi, dove nessuno paga per le proprie responsabilità non appena ha abbastanza potere ed influenza per tirare in lungo i processi, il privato è l'anticamera dell'entropia. Troppi incentivi a spennare il pollo e devastare l'infrastuttura.
Mi sovviene poi un aneddoto, non ricordo più dove l'ho letto: da qualche parte, mi pare addirittura in America, avevano privatizzato la rete idrica di una importante cittadina. Ovviamente le tariffes ono subito schizzate in alto, e come conseguenza gli utenti, da spreconi, sono diventati molto più attenti e parsimoniosi nell'utilizzo dell'acqua. Tutto bene allora?
Per niente! La società privata ha fatto causa alla municipalità per mancati guadagni!
Capito il punto? Il privato si aspetta solo di guadagnare, non di fare un servizio sociale. e' per questo che quando si privatizza un settore di pubblica utilità, normalmente migliorano solo le sottoparti redditizie mentre quelle meno redditizie vanno allo sfascio.
Peccato che in questo modo il servizio COMPLESSIVAMENTE peggiori.
29. Enrico, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 10:53
@ 26 27
Continuate a fare confusione tra la privatizzazione del bene pubblico acqua (che nella legge, per quanto io non la ritenga una buona legge, non è scritto da nessuna parte) e la concessione dei servizi idrici a società private tramite gara d'appalto. Con la seconda si può essere d'accordo o meno (e io non la considero una grande idea, visto il livello di corruzione e lo scarso funzionamento della giustizia che caratterizzano la società italiana), ma con la privatizzazzione dell'acqua in sé non c'entra nulla.
La privatizzazione dell'aria poi è una mostruosa cazzata, trattandosi di un bene pubblico puro. Al massimo si potrebbe assegnare in proprietà collettiva ai membri delle singole comunità un diritto sulla salubrità della stessa, costringendo di conseguenza chi la inquina a risarcire economicamente i detentori di questo diritto, cosa che sarebbe molto più efficace nella lotta all'inquinamento di tutti protocolli negoziati da parassitari organismi internazionali. Ma sono certo che se qualcuno si azzardasse a proporre una cosa del genere in Italia i vostri amici di Sinistra e Libertà e compagnia bella scenderebbero in piazza per protestare "contro la privatizzazione dell'aria".
30. tulkas, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 12:05
@Tutti.
Ho solo un paio di considerazioni da fare per tutti.
Democrazia/Patria: siete liberamente disponibili a morire per difenderla, anche dai ladroni nostri concittadini, nani o ballerine che siano? Se la risposta è no, allora evitate i commenti sciocchi sui malversatori e tenetevi l'italia che avete.
Aria/Acqua: è evidente che non ce ne sia per tutti, nè per tutti gli usi; diventa altrettanto evidente che dovremo difenderla con la violenza, è solo questione di tempo.
PS: x Debora, un asmatico incamera meno ossigeno dall'aria, quindi ha diritto ad uno sconto; non fare come i giornalisti che critichi tanto, se scrivi informati di ciò che stai parlando. :-)
31. Enrico, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 12:27
@ 30
A morire per la Patria non ci tengo, grazie ;) Che di aria in futuro ce ne possa essere meno per tutti ne dubito, al massimo sarà più inquinata. Anche per l'acqua più che altro di tratta di un problema di energia, visto che esiste la desalinizzazione.
32. Phitio, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 14:59
@ Enrico
Davvero hai creduto che quando si parlava di privatizzare l'aria si stesse facendo un discorso serio??
Era per fare una battuta sarcastica, spero che questo ti sollevi.
Per quanto riguarda le privatizzazioni dei servizi collegati all'acqua, e non dell'acqua stessa, il discorso resta. Se fai andare in malora le parti non remunerative , qualcuno resta senz'acqua.
33. Enrico, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 15:24
@ 32
Prova a proporre una legge sulla cosa che dicevo qualche post qui sopra a qualche esponente dei vari partitini della cosiddetta sinistra radicale o di qualche "comitato per la salvezza di tal dei tali" e vedrai se non fanno un bella manifestazione contro la privatizzazione dell'aria. ;)
Sulle privatizzazioni dei servizi ovviamente è necessario che l'autorità pubblica competente stabilisca degli standard minimi di efficienza sotto ai quali può riservarsi il diritto di revocare la concessione. Che poi al 99% non si farà così ma col classico metodo "all'italiana" con il quale ci guadagnano i soliti pochi "fortunati" penso che siamo tutti d'accordo, ma mi sembra di averlo anche detto più volte.
La mia era più che altro una questione di principio sul fatto che non ha senso rendere ideologica una questione che è meramente pratica. Vabbè che adesso i guru della politica dicono tutti di puntare sull'emotività piuttosto che sui contenuti, ma di questo passo non rimarrà più nessuno ad affrontare i fatti in maniera razionale.
34. riccardo, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 22:45
ROMA (Reuters) - Un emendamento approvato dal Senato all'articolo sulla privatizzazione delle ex municipalizzate nel decrete sulle infrazioni Ue sottrae il settore idrico alle nuove norme.
E' quanto dice in una nota il senatore e capogruppo del Pd in commissione Industria Filippo Bubbico, primo firmatario dell'emendamento approvato.
"Grazie a un emendamento del Pd è stata scongiurata la privatizzazione dell'acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini", dice Bubbico.
"Inserire una riforma tanto importante per i cittadini qual è quella dei servizi pubblici locali nel dl obblighi comunitari ha significato non solo privare il Parlamento della possibilità di un esame approfondito del provvedimento ma creare una riforma pasticciata che non tiene conto delle specificità di ciascun servizio pubblico. L'emendamento del Pd ha il merito di scongiurare questa eventualità poiché la sua approvazione consente al servizio idrico di restare saldamente nella titolarità e nel governo delle amministrazione pubbliche, tanto da soddisfare i principi del pieno controllo pubblico sulla qualità, l'accessibilità e il prezzo del servizio per gli utenti", dice la nota.
35. Enrico, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 23:51
@ 34
Vorrà dire che si spartiranno la torta su una cosa in meno... ;)