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Sondaggio Reuters: sorpasso nel 2010.

Mercoledì 25 Novembre 2009, 19:29 in Esperti di

graficocina.jpg

La Reuters fa i sondaggi tra gli esperti del petrolio, in particolare analisti e responsabili di organizzazioni mondiali, e i risultati non lasciano dubbi: la domanda di greggio, nel 2010, supererà l'offerta. Arriva il fatidico evento che da tempo temiamo.

C'è da credergli? Altri esperti,ad esempio quelli di Heating Oil, hanno dubbi e insinuano interesse professionale da parte degli analisti per mantenere "caldo" il mercato petrolifero. In realtà le motivazioni per una tale prospettiva non sono campate in aria. Riporta Reuters:

Il crescente uso di petrolio nel mondo probabilmente sorpasserà il ritmo dell'offerta nel 2010, erodendo anche le enormi riserve di greggio che si sono accumulate dall'inizio della crisi economica mondiale.

E come mai questa domanda improvvisamente tornerà a crescere? I punti deboli solo la capacità OPEC di mantenersi ai ritmi consueti, e soprattutto la prevista domanda crescente della Cina. Nulla di nuovo per noi, ma forse per la prima volta gli esperti offrono numeri precisi: crescita della domanda di 1,3 milioni di barili al giorno, contro una crescita dell'offerta di 800.000 barili.

A me pare persino ottimistica...

 

22
22 commenti
22
27 Nov 2009
alle 13:06

Giovanni Orrù

Ciao. Io penso che già da qualche anno, da quando la produzione non riesce piu' a crescere, ci sia in corso una feroce battaglia tra domanda ed offerta ed il prezzo sia, nel momento che lo si rileva, l'indicatore di chi stia vincendo. Nei prossimi anni la produzione scenderà inesorabilmente ma il prezzo non è detto voli alle stelle. E' utile considerare la questione del 5% del pil come ha fatto notare Debora nel post successivo. Diminuendo l'offerta sicuramente il prezzo salirà tanto, ma non a valori stratosferici. Quanto basta per bastonare brutalmente i consumi piu' futili (l'uso di massa dell'aereo ad esempio) e quindi disintegrare un po' di domanda, quella meno necessaria a "sopravvivere" innsecando cosi' un piccolo abbassamento di prezzo. Io vedo quindi un andamento a su e giu' molto vicini nel tempo e che comunque tendono verso prezzi alti.

21
27 Nov 2009
alle 10:39

Hunter76Lima

Forse non è necessario che la domanda superi l'offerta, e neanche che il petrolio superi la soglia dei 100$ al barile, affinchè si inneschi il post-picco.

Il picco del petrolio genera riduzione della domanda, prima cosa con il prezzo alto (top a147$ al barile di luglio 2008) poi con la distruzione delle attività connesse e del business as usual.

Noi pikkisti ci eravamo sempre orientati verso lo scenario di prezzo del petrolio con fluttuazioni via via crescenti (picchi seguiti da cali repentini per effetto recessivo indotto) per effetto della sempre minor spare capacity che assotigliandosi incrementerebbe il prezzo.

E queste fluttuazioni le avevamo pensate con valor medio crescente (alla base il regionamento terra-terra, meno disponibilità maggior costo)

Ma, a ben vedere, questo approcio, pur se non ortodosso (ovvero non condiviso dal mainstream che pensava invece ad una crescità infinita), potrebbe essere affetto anch'esso dallo stesso virus del pensiero economico corrente, ovvero che  ogni materia prima possa essere trattata solo in funzione della domanda e dell'offerta e della sua quotazione.

Ho invece in mente infatti un nuovo scenario, puramente deflattivo.

C'è infatti la possibilità che il picco del petrolio comporti in effetti un picco del suo prezzo (147$), ma le fluttuazioni susseguenti rimangono ma con picchi via via decrescenti perchè l'attività economica connessa via via si smantella anticipando con la demand destruction il calo dell'offerta petrolifera e rimandando a tempo indefinito la percezione di "scarsità" o di "mancanza"

Questo scenario deflattivo è autoalimentante perchè la riduzione dell'attività economica riduce non solo la domanda ma anche gli investimenti nell'Oil&Gas producendo riduzione dell'offerta in una rincorsa al ribasso.

Se nello scenario rialzista (pre-picco) l'offerta faceva da lepre rispetto alla domanda, nell'era post-picco (ribassista) è possibile che sia la domanda che faccia da guida e l'offerta, forzatamente, la segue.

Tutto questo perchè l'economia a debito ha prodotto un eccesso di debito per il quale non c'è abbastanza "valore" (assegnato alla moneta) per cui ricompensarlo. E il processo di riallineamento comporta riduzione di questo "valore" (deflazione) a scapito sia di creditori (che lo detengono) che di debitori (che lo pagano), in quanto i primi devono accontentarsi di meno mentre i secondi devono pagare con moneta che vale sempre di meno.

Tutto questo perchè il sottostante alla moneta (e al valore che se ne dà), si chiama energia e la principale fonte (petrolio) ha raggiunto e superato il punto in cui non può più generare "crescita di valore".

E' davvero iniziata la lunga decrescita (cosa se ne faranno adesso a Dubai dell'isola a forma di palma????)

20
26 Nov 2009
alle 17:31

marco

Oggi, verso le 16.30, borse in calo per notizie dal Dubai. Credo che il prezzo del petrolio non riuscira' a tornare a 150 dollari il barile, l' economia non lo reggerebbe e ci sarebbe un' ulteriore recessione. La conseguenza del picco non sara' un impennata del prezzo ma una profonda crisi economica. E' bene svegliarci e mandare in pensione il neoliberismo degli ultimi decenni.Non risolveremo i problemi ma renderemo meno catastrofico l' atterraggio.

19
26 Nov 2009
alle 15:03

Pinnettu

erratta corrigge

Ho si risprofonda -------> o si risprofonda.

 

18
26 Nov 2009
alle 15:00

Pinnettu

@ Paolo B.

1-2 anni credo siano verosimili. Il prezzo magari tenderà ancora a salire ma il plateau può reggere.

Immaginando una leggera ripresa dell'economia (ovvero una bolla che rischia davvero di diventare l'ultima) è verosimile immaginare che la domanda ritornerà ai livelli del 2008 fra un anno un anno e mezzo (2011)

E' tuttavia probabile che la produzione possa però riportarsi anch'essa a livelli simili a quelli del 2008. Del resto il calo di produzione, dovuto alla minor richiesta, verificatosi nel 2009 è probabile che si aggirerà su poco più di 1 milone di barili........la spare capacity dovrebbe essere in grado di far tenere il passo.

Dopo inevitabilmente iniziano i guai.....ho si risprofonda nella crisi ho si allarga il gap domanda-offerta!!!

17
26 Nov 2009
alle 13:50

Paolo B.

@14

Ci penserà Cindia a tenere sempre più in alto il vessillo dei consumi petroliferi e allora mi chiedo quanto l'offerta potrà controbilanciare la domanda.

Forse sei ottimista ad allungare il plateau di 1-2 anni...

16
26 Nov 2009
alle 12:39

Pinnettu

@ lucaspazio

Total che peraltro in passato è stata forse la prima major a parlare apertamente di picco.....ponendo come data il 2015 e dintorni!!!!

15
26 Nov 2009
alle 12:35

lucaspazio

Ps al mio commento 13

anche il video della trasmissione "CE Soir (ou Jamais)!" si trova sul sito di France 3

il DG di Total ha detto tra le altre cose che

il disastro dell'Alberta (sabbie bituminose) non e colpa di Total, ma dei governanti che gli impediscono di andare in Arabia Saudita, Iran ed Iraq e dato che c'é domanda di petrolio lui puó andare a prenderlo solo la

Di nuovo sulle sabbie bituminose, non ha distrutto nessuna foresta, erano solo alberelli di uno o due metri di altezza solo (peccato che la foresta boreale ci metta un centinaio di anni a crescere appunto di 1 metro)

Di nuovo sulle sabbie bituminose, non e colpa sua che gli uccelli muoiano nelle vasche di decontaminazione delle acque, vuol dire che sono scemi e non riconoscono il pericolo.

Total non e in competizione coi Cinesi, ma sono amiconi

....

 

14
26 Nov 2009
alle 12:35

Pinnettu

Naturalmente nel post precedente non ho detto che nel 2009 il trend si è interroto e la produzione è ritornata in linea con la domanda.

Probabilmente come dicevo prima la situazione rimarrà simile ancora per 1 o 2 anni. La domanda risalirà (lentamente, non come in passato) e la spare capacity per un pò riuscirà a tenere le cose in equlibrio.

13
26 Nov 2009
alle 12:29

lucaspazio

Ieri sera come vi avevo annunciato nel post precedente é andata in onda in oprime time su france 3 un atrasmissione dedicata interamente alla fine dell'era del petrolio. Un po' di forzature qua e la, un po' di buonismo, ma interessante. In realta la trasmissione si chiama "Vu du Ciel" di Yann Artus Bertrand fotografo/giornalista che ha girato "Home". Documentario presentato alla vigilia delle elezioni europee in tutto il mondo in prima serata, eccetto in Italia dove e andato in onda di notte su rete 4.

Ogni settimana parla di temi legati all'ambiente.

Trasmissione che per chi amstica il francese si puó rivedere sul sito di france 3.

Dopo la trasmissione, puntata di "ce Soir (ou Jamais)!" talk show sul petrolio. In studio presenti Yann Artus Bertrand, Yves Cochet, ex ministro dell'ambiente ed il DG di Total Christophe de Margerie.

Notabile Yves Cochet, veramente ben messo in tema di conoscenze ambientali e petrolifere (picco l'anno scorso), e non male il suo dibattito con il DG di Total.

Punto rimarcabile il DG di Total ha ammesso il picco del petrolio, non ha messo una data, ma dal discorso si capisce se non é oggi é domani (<2010).

12
26 Nov 2009
alle 12:27

Pinnettu

Beh ma è già successo!!!!!!!!!!!!!!!!

Guardate l'andamento degli ultimi anni:

 

---------PRODUZIONE--------DOMANDA----(milioni b/g)

2005..........84,559.................84,038

2006..........84,516.................85,202

2007..........84,387.................86,142

2008..........85,370.................85,777

Nel 2006-07-08 per ben tre anni di fila la domanda ha superato l'offerta (e anche di molto, infatti il prezzo è salito al record di 147$).

Dubito comunque che nel 2010 la produzione non riuscirà a tenere il passo della domanda......c'è ancora una discreta spare capacity.

I problemi è più probabile che inizino un pò più in là (2011-2012 ??). Allora è probabile che si ripresenterà la stessa situazione del 2006-07-08 e il greggio schizzerà di nuovo verso altri record (200$ ??).....probabilmente sarà il sorpasso deffinitivo della domanda sulla produzione!!!!!!

11
26 Nov 2009
alle 11:45

Paolo B.

Un'altra tesi assurda di economisti e simili é che Cindia, Brasile, ecc. saliranno sul soglio economico mondiale.

Tesi molto, molto opinabile a mio avviso, perché nel momento in cui i mercati occidentali non saranno più in grado(già sta succedendo) di assorbire tutto l'export di queste nazioni, poi considerando che la scarsità di energie fossili e nucleari(di terza generazione) si aggraverà nei prossimi anni e che i mercati interni delle economie emergenti non possono sostituire in toto quelli esteri(un paese che non esporta é un'economia morta), l'evoluzione verso il "favoloso" mondo multipolare rimarrà solo una bella fantasia.

E' più probabile, perdurando i tentativi folli di mantenere in piedi questo moribondo paradigma economico, che il mondo precipiti in un inferno di guerre locali e regionali per le risorse energetiche ed idriche.

Personalmente non ritengo plausibile un conflitto mondiale termonucleare finale, ma é solo la mia opinione...

10
26 Nov 2009
alle 11:38

AndreaX

Quando l'offerta comincerà ad essere insufficiente per la domanda cosa succedera?, il prezzo del petrolio comincerà a salire inesorabilmente, ripresa o crisi che sia. Di conseguenza anche se la crisi finisse inevitabilmente ricomincerà, se è ancora in corso peggiorerà ulteriormente. A quel punto Obama e tutti gli altri potenti della terra cosa faranno?, continueranno a negare l'evidenza?.

Ammetto che gli scenari apocalittici mi affascinano, già mi immagino le ambientazioni alla Mad Max dove orde di umani imbarbariti si scannano tra di loro pur di mettere le mani sulle ultime riserve di carburante rimaste... 

9
26 Nov 2009
alle 11:31

persenaro

8@

Lo sapevano eccome, perché il Club di Roma, già negli anni 60-70 aveva previsto con notevole approssimazione quel che sarebbe accaduto 40-50 da quel rapporto.

Non se ne è fatto niente, anzi si è istigato paesi come Cina e India a intraprendere il modello socio-economico occidentale; purtroppo gli sventurati hanno risposto all'invito e ora si tratta di produrre e consumare a livelli insostenibili rispetto alle risorse energetiche, minerarie e alimentari disponibili.

 

8
26 Nov 2009
alle 10:47

Paolo B.

Il "mostro" consumistico cinese(e indiano) é una creatura delle lobby economiche anglo-americane che hanno voluto la globalizzazione delle merci e dei lavoratori(le retribuzioni); mi chiedo se, all'epoca in cui pianificavano questo allucinante paradigma economico, immaginassero l'epilogo disastroso di oggi.

Forse sì, magari pensando che il petrolio di facile estrazione sarebbe stato disponibile per secoli, o forse no, perché pilotati da economisti totalmente ignoranti sul significato di sistema Terra a risorse limitate.

"Ben gli sta a quei bastardi", mi vien spontaneo dire, ma se penso che nel "titanic" che affonda(soprattutto a causa dell'inattività dei governi mondiali) ci siamo tutti...

6
25 Nov 2009
alle 23:33

fabio1979

Quando è il prosssimo G20?

Copenaghen avrà anche questo problemino in agenda o no?

5
25 Nov 2009
alle 20:32

Pirkalien

Cataldo...tieni a mente tienanmen!Dopo il muro di berlino ,la muraglia cinese.La nord corea sarà l'ultima frontiera del comucapitalismo.Sono disposti a lavorare per 36 ore al giorno in cambio di un etto di lombrichi.Il cinese non può competere e il proletario decadente italiota cambierà sesso e si prostituirà per l'ultimo spicciolo del capitalista decaduto...il tutto condito da droghe fulminanti.

4
25 Nov 2009
alle 20:23

massimo

x attilone beh per un ingegnere che capisca di rinnovabili non dovrebbe andare tanto di sfiga....

3
25 Nov 2009
alle 20:16

Cataldo

@ Pirkalien

Speriamo che non inizi la depletion del decoro dei commenti. I toni sbragati squalificano anche l'invettiva.

2
25 Nov 2009
alle 19:56

Attilone

Beh, allora ci siamo, speriamo che la discesa sia divertente come sulle montagne russe :D .

 A parte gli scherzi io mi sto per laureare in ingegneria ed ecco che succede il picco del petrolio, che culo :D , sara' sicuramente una pacchia trovare lavoro.

1
25 Nov 2009
alle 19:55

Pirkalien

Ma un comodo e rotondo "sti cazzi" non ce lo vogliamo aggiungere? Mannaggia proprio adesso che il popolo cinese sotto la pesante dittatura comunista cominciava a vedere qualche goccia di benessere...

Gli sta bene a questo lurido inciucio globale tra comunisti e capitalisti.Questa associazione a delinquere ha distrutto me piccolo borghese,ma tanto tanto simpatico.Adesso lapo che si ficchi su per il sedere tutte e 700.000 macchine invendute....ci entrano ,ci entrano...state tranquilli.Io non sto nè con la feccia comunista,ma nemmeno con il padrone drogato.Sono uguali,faranno la stessa fine.

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