Uno sguardo dal picco
![]()
Nel 2000, molto prima che autorevoli studiosi, come Simmons e Heinberg, scrivessero anche una sola riga, la signorina Marie Plummer Minniear pubblicava uno studio per il suo master in geologia dal titolo Prevedere il Permanente Declino della Produzione Petrolifera. Marie stabiliva, nel suo lavoro, che il picco del petrolio sarebbe probabilmente avvenuto nel 2008.
Assumendo che le riserve di petrolio estraibile corrispondano a 2,210 miliardi di barili (Q) e che la crescita nella produzione continui con una media dell'1,74% l'anno, il punto mediano arriverà nel 2009. Però, dal 1995, la produzione annuale è cresciuta più velocemente dell'1,74%. La produzione globale è aumentata del 2,59% nel 1997. Assumendo che Q è uguale a 2.210 miliardi di barili e che l'aumento di produzione resterà stabile al 2,59% annuo, il picco arriverà nel 2008.
Non ricordo proprio cosa accadeva nell'ormai lontanissimo 2000: io il picco l'ho scoperto nel 2003, sul forum del peak eravamo 4 gatti e nessuno ne parlava né in Rete né tantomeno sui media. C'era ancora Clinton, per capirci, e il barile costava 20 dollari, si tratta di storia antica. I pochissimi geologi che se ne occupavano, quasi per hobby, si accapigliavano sulle date: 1999? 2015? Nessuno ne aveva la più pallida idea.
La studentessa Marie, invece, ci ha azzeccato in pieno (trovate il suo lavoro qui e un commento su TOD ). D'altronde si sa, Cassandra era femmina...
@MadMax: grazie del link e della dimostrazione d'affetto :)))))
impressionante questa teoria che citi e di cui state parlando.
@Hunter76Lima anch'io mi sono rotta e anche parecchio della frenesia consumistica, ma il ritorno a come vivevano i nostri nonni mi mette tanta paura.
per dire, incollo dal Giornale Agrario Toscano del 1862 (lo trovi su Google Books), ecco come vivevano i contadini piemontesi:
"Nelle stalle si lascia vuoto un certo spazio, dove le famiglie stesse passano in aere tiepido le fredde giornate e le serate ancora più fredde del verno ed è al visitatore spettacolo singolarissimo vedervi adunata quella specie di tribù con in mezzo le culle dei bambini"
e ancora:
"La colazione è di solo pane; il desinare di polenta con qualche fettolina di formaggio; la cena di minestra preparata con pane affettato e cavoli, a cui si aggiunge talvolta una manciatina di fagioli. Per condimento usano a miccino il lardo di un maiale da loro allevato e che deve servire per un intiero anno, nei dì magri si servono di olio di noce"
Pilota DD,
vorrei rettificarti su questo punto.
Duncan con la sua previsione di produzione per capita ha evidenziato appunto il ritorno allo stile di vita degli anni 30 in termini di consumo a testa prendendo come assunto la crescita continua della popolazione.
Non sta quindi parlando di riduzione della popolazione, bensì di riduzione dello stile di vita consumistico, per tutti, che è ben altra cosa.
Se ipotizzassimo una riduzione della popolazione (pandemie, crisi alimentare, guerre, catastrofi climatiche e/o ambientali) allora la curva, per assurdo, diverrebbe meno ripida e sarebbe persino drammatica, vista da fuori
Ma tutto ciò non è presente nell'analisi di Duncan che porta avanti un'analisi in un mondo in quiete non turbolento e caotico
Gli eventi disturbanti sopra citati non farebbero che aggravare il già difficile scenario
100 anni prima...quanti uomini e donne vivevano in Italia e sul pianeta intero nel 1930? E quindi in questa visione "bucolica" quanti ne dovranno morire di fame nei prossimi venti anni per tornare a questo "equilibrio"?
...sto toccando ferro, non so se serve ma guastare non guasta!
Mad Max
ti voglio confidare una cosa
Il mio primo approcio al peak oil più di 3 anni fa è stato proprio tramite la teoria di Olduvai di Duncan.
Da allora la mia visione si è un po' più ammorbidita ma la visione del grafico 1930-2030 della produzione pro-capite mondiale non me la toglie nessuno dalla testa.
Perchè è chiara ed esplicita, indica un inizio della fase di declino della produzione pro-capite (non totale, bensì pro-capite, perchè Duncan quando elaborò la sua teoria aveva bene in mente il picco e al conseguente plateau di produzione ma sapeva anche bene che la popolazione mondiale era in continua crescita incurante del picco) a partire dal 1999 e con una decisa sterzata della slope nel 2012 (inizio dei blackout)
Da notare che per il 2008 Duncan aveva previsto il sorpasso dei paesi OPEC rispetto ai non-OPEC cosa che si è effettivamente avverata (i paesi non-OPEC presi in toto hanno già pikkato, per inciso)
E per il 2012 ho un timore latente che Duncan avesse ragione anche su questo punto. Dopo quella data sarà il vero inizio del tracollo della nostra odierna civiltà industriale.
Il punto di arrivo sarà il 2030 quando avremo resettato la nostra civiltà agli standard di sostenibilità di 100 anni prima, ovvero torneremo a vivere come i nostri nonni.
Forse è male tutto ciò? Comincio a pensare di no ....
@35
Barbara ti voglio bene :-)
La delocalizzazione è solo un effetto, o meglio un pre-effetto del peak oil le cui avvisaglie si cominciarono a sentire già negli anni '70 (con l'inizio di un primo flesso nella sommatoria totale delle curve di Hubbert della produzione) cioè ai tempi di Nixon.
P.S.
Per tutti i "neofiti" consiglio:
IL PICCO NELLA PRODUZIONE PETROLIFERA E LA STRADA PER LA GOLA DI OLDUVAI di Richard C. Duncan, Ph.D.
@29 grazie per le "dritte" ad Andrea Fanelli, sabato faccio un salto alla libreria vicino casa e vediamo quale libro hanno.
Per i feedback (dopo la lettura) ne riparliamo dopo le feste!
@35 Baby; d'accordissimo con te; ribadisco il mio era un rapporto superficie/resa; infatti piantare cereali sotto gli ulivi credo sia un'ottima alternativa all'inaridimento dei suoli.
Comunque l'azione principale di imbrigliamento di CO2 deve passare per forza dal rimboschimento soprattutto della aree urbane e suburbane. 60 milioni di alberi in un anno sarebbe un bel risultato, con tutti i forestali che ci sono!
@nick:
l'olio con le sue 900 Kilocalorie l'etto e il suo 100% di grassi è un alimento essenziale, un salvavita direi. per dire, a verdure e olio (magari con un tozzo di pane anche di infima qualità) ci si campa e ci si è campati per secoli.
si può magari discutere su come molti oliveti di oggi siano fatti male e impediscano altre colture, come avveniva in passato quando tra gli ulivi si piantavano cereali, ortaggi e persino piccoli frutti. ecco, a questa cosa si dovrà tornare in futuro, non certo ad abbandonare la coltura dell'ulivo.
@Mad Max e a_chi_lo_sa_meglio_di_me: ma siamo sicuri che la crisi sia conseguenza del picco del petrolio e non piuttosto o per lo più figlia della delocalizzazione industriale?
@alle critiche, includevo olio e vino non perchè sia astemio anzi mi piacciono entrembi, ma non devono essere sussuadiati come il tabacco del resto. Il mio era un calcolo superficie/albero resa, una piantagione di Ulivi produce OLIVE, e l'olio a seconda dell'annata può arrivare al 13% in peso (100kg=13 litri) al valore attuale di 8-10 euro litro. Non è un alimento essenziale e quando la crisi alimentare arriverà davvero, magari un albero da frutto sarebbe più utile.
Io parlo di scenari estremi, PilotaDD, ogni singolo accordimento non risolave un problema da solo ma tutti assieme fanno la differenza dal farcela o non farcela
@ 32 Mad Max
...ma infatti ho specificato che complessivamente non cambia nulla.....era solo una precisazione. Resta il fatto però che nell'immediato fa comunque una certa differenza, perchè se il picco fosse stato già, sicuramente e decisamente, alle spalle la situazione sarebbe decisamente più difficile.
Ci si mantiene invece su un plateau produttivo che bene o male ci fa respirare....... Ricordiamo che, anche qua dentro, c'era chi prevedeva per la primavera passata scenari da guerra civile con le automobili abbandonate ai bordi delle strade. Atteso che questo non è accaduto non possiamo dire che non ci sia differenza (ripeto nell'immediato).
Per il resto valgono tutti discorsi fatti in tutti questi anni.
Siamo dentro la più grande crisi che si conosca, ma c'è gente che sarebbe capace di dire anche in piena terza guerra mondiale che non ci sono ancora certezze che sia arrivato il peak oil.
P.S.
Non vi preoccupate nick parla così del vino e dell'olio perché è un astemio a cui non piacciono i "grassi". ;-)
@27 nick (+ 30pinnettu)
bah, sul vino nick ti do ragione in parte, si sono piantati tanti vigneti, troppi, infatti le vendite di vino sono in calo. però un po' di vino per sussistenza ci vuole, senza vino, che vita triste, dai.. ;-)
sull'olio, ti potrei dar ragione se si parla di olio di palma, colza, soia ecc, ma se ti riferisci all'olio d'oliva, ti boccio l'idea su tutta la linea.
l'olio d'oliva è uno degli alimenti più sani che esistano e l'olivo è una delle piante più antiche del panorama mediterraneo. non ha alcun senso toglierla, anzi farebbe solo danni e che danni!
parliamo invece di allevamenti intensivi di bestiame. quelli sì che (per i foraggi) divorano una quantità di risorse agricole spaventosa (ho letto da qualche parte sino al 70%). basterebbe consumare una minima parte della carne che si mangia oggi per sopravvivere bene, anzi meglio.
@ 27 nick
......faccio uno sforzo in più di PilotaDD e ti seguo fino al vino......per l'olio però urgono spiegazioni ;-)
@ Tutti
Tecnicamente non cambia (anno più anno meno, non farà grande differenza) però non c'è ancora nessuna certezza che il picco sia stato nel 2008. Nel corso del 2009 la produzione non ha fatto altro che allinearsi all'offerta (in calo rispetto all'anno precedente).
La spare capacity, attualmente, dovrebbe essere sufficiente per mettere sul mercato almeno 1 milone di b/g di greggio in più se la domanda lo richiedesse!
Per inciso quel milione di b/g sarebbe sufficiente per riportare la produzione ai livelli record del 2008.
@PilotaDD
Ti suggerisco la lettura di un paio di libri:
1) I nuovi limiti dello sviluppo - La salute del pianeta nel terzo millennio
Di Donella H. Meadows, Jorgen Randers, Dennis Meadows, M. Riccucci (Traduttore)
ISBN 9788804559016
2) Energia per l'astronave Terra - Quanta ne usiamo, come la produciamo, che cosa ci riserva il futuro
Di Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani
ISBN 9788808063915
Sono economici, corretti ed oggettivi.
Nel primo troverai chiare spiegazioni su "come funziona il mondo" e sugli effetti "combinati" ed "csponenziali" di alcuni eventi naturali.
Nel secondo troverai tantissimi dati quantitativi e spiegazioni semplici sulla situazione energetica ed ambientale mondiale.
Una delle cose che la nostra mente fa male è l'estrapolazione (previsione del futuro) quando il problema analizzato non ha un comportamento lineare o prossimo alla linearità/periodicità.
Nel primo dei due libri viene illustrato il "ragionamento sistemico" e come possa essere supportato con l'uso di calcolatori elettronici per simulare l'evoluzione di modelli di mondi per poi dedurre i "trend" (cioè i comportamenti futuri di massima del sistema, non cercare i valori esatti).
Con le condizioni del nostro attuale mondo (Terra nel sistema solare), tenendo conto delle leggi fisiche e delle esperienze su come il mondo ha funzionato in passato,nel secondo libro sono analizzate le possibili azioni/scelte alternative e le loro conseguenze di medio/lungo periodo.
Sono analizzate e valutate (tramite le simulazioni basate sulla Dinamica dei Sistemi) le azioni che cerchi, da sole ed in combinazione.
Siccome dai tuoi post mi sembri documentato, curioso e razionale ti lascio il gusto di scoprire da solo come siamo messi e cosa succederà (vengono valutati parecchi scenari, alcuni con finali poco belli , altri con finali molto migliori; questi ultimi sono ancora possibili se faremo le scelte giuste in fretta e le attiveremo subito).
I tempi di lettura sono brevi, un paio di serate per il secondo e circa il doppio per il primo.
Ciao
eliminazione mobilità privata...
beh già questa sarebbe una botta terribile alla vita di milioni di italiani, che senza macchina o motorino non riuscirebbero ad arrivare al luogo di lavoro o a lavorare...
diamine se arrivassimo a questo saremmo già scesi al livello della Corea del Nord, dove infatti oltre a non avere mobilità privata (tranne i gerarchi) hanno periodiche carestie (tranne i gerarchi)...
io voglio invece sperare che certe conquiste del XX secolo non andranno perse così facilmente. E se invece di andare in ogni momento con il SUV da 2 tonnellate che va a 200 all'ora e fa 8 km con un litro si andrà QUANDO SERVE con una minicar da 500kg (di materiali riciclabili) che va a 100 all'ora e fa 50 km con un litro o con un'ora di presa elettrica, beh tanto meglio...
disincentivazione coltivazioni inutili, quali; tabacco, vino, olio
sul tabacco ti seguo ma considerare inutili vino e sopratutto olio...diamine fanno parte della nostra agricoltura dal tempo degli etruschi!
Per tutte le altre azioni che proponi sono d'accordo ma evidentemente da sole non basterebbero senza appunto far crollare il tenore di vita e la libertà individuale della gente comune. Sul fatto che nel resto di Europa, dove praticamente tutti hanno oggi le loro belle centrali nucleari, si stiano tutti ad avvelenare ho qualche dubbietto, certi casi tipo Eternit o le discariche tossiche della camorra se non sbaglio non sono francesi, ahinoi, ma nostri pure senza centrali. A parte che ci scordiamo sempre che le nostre frontiere terrestri sono tutte a poca distanza da centrali straniere. E sperabilmente le 4 o 6 centrali futuribili nostre sarebbero gestite da ENEL e non da camorristi senza scrupoli...
Sul discorso dell'uranio ho effettivamente qualche dubbio anch'io, immagino che le tonnellate di minerale che serviranno si possano accantonare da subito senza dipendere dalle oscillazioni future del mercato...certo è più semplice farlo con l'uranio che con gli equivalenti milioni di barili di petrolio o miliardi di m3 di metano!
@PilotaDD
- Riciclo del riciclabile
- riduzione consumi , LED improvement
- eliminazione mobilità privata alias trasporto pubblico al 100% e gratis o quasi
- piantare un albero per ogni metro quadro libero, ai bordi di strade, terreni incolti, parchi, città, etc
- disincentivazione coltivazioni inutili, quali; tabacco, vino, olio
- sviluppo geotermico, eolico, idroelettrico, solare termico a concentrazione, fotovoltaico e solare da riscladamento abitativo
- vietare la vendita di auto a combustione elettrica immediatamente, eventualmente solo a motere completamente elettrico.
Ti basta?
Le riserve irachene possono permettere di ammorbidire la botta del peak oil. Comunque sulle rinnovabili facciamo un investimento che nel medio periodo già darà una grossa mano.
Non stiamo a considerare lo 0,5% di energia che ricaviamo ora dal solare, perché sui tetti di pannelli ancora non se ne vedono. Quando arriveremo a vederne MOLTI, saremo intorno al 20%, ma poi ci sarà l'eolico che sarà imponente, e magari l'idro sarà ancora più performante. Dovremo isolare bene le nostre case, ridurre i costi esagerati di illuminazione notturna (con i led si può ridurre dell'80%), e creare una rete elettrica su tratte da 5 - 6 mila km, che permetterà di spostare l'energia da dove è in eccesso a dove serve o è notte.
Questa è l'unica forma di globalizzazzione utile.
Che le riserve "ufficiali" dell' Iraq fossero tra le prime del mondo era noto da tempo, come il fatto che dal 1991 (prima guerra del golfo) ci sia stato l' embargo all' esportazioni da questo paese (che tra l' altro ha causato la morte di molti bambini). In teoria un aumento di produzione di qualche milione di barili il giorno sembra possibile, con quali tempi avverra' e' tutto da vedere, esiste ancora qualche problemino di ordine pubblico. Se e quanto spostera' il momento del picco lo vedremo, ma sara' questione, nella migliore delle ipotesi, di qualche anno. Sicuramente, se ci sara' davvero un aumento sensibile di produzione, questo avverra' con una guerra continua tra mercenari pagati dalle compagnie petrolifere e resistenza indigena. Non mi sembra una soluzione ne' bella ne' sicura.
@PilotaDD
io la soluzione non ce l'ho altrimenti a quest'ora sarei a spassarmela coi proventi derivati dalla geniale intuizione ;)
Non sono esperto del settore energetico, però da tutto quello che leggo e sento - tranne le solite cagate dei media di regime - il nucleare non può essere la soluzione.
Hanno problemi in Finlandia dove ne stanno facendo una che ritardano di continuo, in Francia - ne ha parlato Report in una puntata - ci sono continui incidenti e contaminazione delle acque che risolvono alzando i livelli di tolleranza sulla carta, ma comunque se la bevono. Tutto ovviamente ben nascosto dai nostri giornali.
Devi tenere conto di una cosa: l'uranio come lo si va prendere? grazie al petrolio, agli scavi sempre più difficili con le miniere in esaurimento. Siamo quindi punto daccapo non credi?
Personalmente sono contrario anche se ci fosse uranio all'infinito. Le scorie sono INGESTIBILI e continuando ad avvelenare l'ambiente avveleniamo noi stessi. Non ci siamo noi e l'ambiente, noi siamo parte integrante dell'ambiente.
E poi con 6 centrali cosa si risolve? Poco e niente. Magari con le rinnovabili si può fare di più. Gli altri paesi stanno puntando molto su questo, Spagna, Germania ecc. e noi? Facciamo ridere come sempre.
Magari se si spendessero più soldi nella ricerca energetica invece di comprare vaccini utili solo per federfarma, tanto x fare un esempio, saremmo un passetto avanti.
Di sicuro lo stile di vita dovrà cambiare. Come scrisse Ugo Bardi nell'ottimo post di seguito, bisogna pensare fuori dalla scatola:
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/04/16/le-rinnovabili-fuori-dalla-scatola/
per gli appassionati di ingegneria ,di meccanica, e di innovazione. per debora: le future mega centrali solari del nord-africa. Solare termoelettrico a 4cent/kwh
http://www.ausra.com/pdfs/Design240MWsolarthermalpowerplant_Mills_2004.pdf
stanno aprendo lo sfruttamento delle enormi riserve petrolifere irakene. dicono che entro 2-3 anni arriveranno al 7% dell'output giornaliero-mondo...................
filleranno solo il gap dei pozzi declining?
quello che bisogna fare OGGI è semplice: abbattere i consumi di gas da riscaldamento con il solare termico sui tetti e le pompe di calore, il metano risparmiato va alle turbogas che già abbiamo, e pompare soldi a volontà sulla ricerca per le rinnovabili
Ho installato pannelli ACS, ma se perdo il lavoro mi saranno poco utili: come lo pago il mutuo?
espatriare in tempo oltr'alpe, in Svizzera o Francia o Germania o persino Spagna finche ci vogliono e sperando che loro reggano meglio
La crisi è globale, peggiorerà sempre di più e in modo accelerato, non serve espatriare se non in qualche luna di Giove.
Ma io mica parlo di tutto il mondo ma di 4 o 6 centrali da noi
Questo lo può dire ogni nazione compreso l'Iran. L'uranio è praticamente finito e se tutti facessero centrali nucleari finirebbe immediatamente.
Se qualcuno mi dice per favore in linguaggio chiaro e concreto qual'è l'alternativa realistica che già dal 2010 si può avviare, beh lo ringrazio
Le fonti fossili sono al lumicino e l'energia rinnovabile è l'unica soluzione. Non basta? Grazie della scoperta!!! Siamo alle soglie di un cambiamento EPOCALE che non ha precedenti nella storia dell'uomo, bisogna riabituarsi pian piano a tornare allo stile di vita dei nostri bisnonni.
http://www.youtube.com/watch?v=5br4mwnEv4U
17@ :
Altrimenti che cosa suggerite di fare "per i nosti figli"? passare i prossimi 5 o 10 anni a dirci come sarebbe bello che l'Italia, prima al mondo, inventasse le centrali a bassa entalpia da 10GW o chissà che?
Ai nostri figli dobbiamo preparare un altro modo di vivere, produrre e consumare, dato che il modello attuale è insostenibile. Solo 50 anni fa, in un mondo in cui si aveva accesso ad una piccola frazione degli attuali, giganteschi consumi, si viveva, si produceva e si lavorava, in un quadro di discreto benessere per tutta l'Europa non meno che per i popoli del terzo mondo, i quali godevano di una consolidata tradizione di autosufficienza.
E' stata la follia della espansione infinita dell'economia e dei consumi a farci precipitare nella attuale crisi, che non potrà essere risolta proponendo gli stessi dogmi che l'hanno generata.
Ipotizzare e realizzare un diverso paradigma è possibile e necessario, senza per questo alterare la qualità della vita complessiva del genere umano; solo dobbiamo cancellare tutta una serie di assurde pretese consumistiche e di modi orribili di intendere il rapporto tra produzione e lavoro, tra sviluppo e risorse disponibili.
intanto ringrazio Alex per il link a crisis (@14), ma ahimè contiene informazioni che già possedevo, tra cui, nota bene, che da solo il risparmio energetico non basterebbe a sopravvivere alla prevista crisi del petrolio e del gas; continuo a non capire quale sarebbe l'alternativa al nucleare per superare la crisi che ci attende tra pochi anni. Che poi questo governo non sia in grado di farle veramente in tempo queste 4 o 6 centrali può essere vero, ma allora ci resterebbe solo una soluzione sicura, quella di espatriare in tempo oltr'alpe, in Svizzera o Francia o Germania o persino Spagna finche ci vogliono e sperando che loro reggano meglio.
Altrimenti che cosa suggerite di fare "per i nosti figli"? passare i prossimi 5 o 10 anni a dirci come sarebbe bello che l'Italia, prima al mondo, inventasse le centrali a bassa entalpia da 10GW o chissà che? "Chissà che" che poi non è nel programma di nessuna forza politica e quindi anche se esistesse non si potrebbe mai e poi mai realizzarlo in tempo. O a dirci che il nucleare non è la soluzione perchè se tutto il mondo sostituisse le centrali a metano o a olio combustibile con quelle a uranio ques'ultimo non basterebbe? Ma io mica parlo di tutto il mondo ma di 4 o 6 centrali da noi, che poi di paesi sviluppati dipendenti dal gas e petrolio di importazione come noi non è che ce ne siano tanti.
Se qualcuno mi dice per favore in linguaggio chiaro e concreto qual'è l'alternativa realistica che già dal 2010 si può avviare, beh lo ringrazio, le scorie lasciate in eredità ai pronipoti non è che mi piacciano anche se mi dispiace di più la prospettiva che tra dieci anni non avrò di che nutrire e scaldare d'inverno la mia famiglia. Se qualcuno mi vuole rispondere che dobbiamo buttarci sul risparmio energetico e sul solare attuale faccio notare che da qualche anno abbiamo già tra i più forti incentivi AL MONDO...Sull'eolico credo che potremmo e dovremmo fare di più per recuperare il tempo perso però andiamolo a dire a Italia nostra e non so a chi. E comunque da tutti gli studi che ho letto mi appare chiaro che per l'Italia l'apporto da eolico non può essere risolutivo ma solo "dare una mano".
Per questo dico andare avanti con queste 4 o 6 centrali nucleari, accelerare con l'eolico laddove possibile e pure completare i rigassificatori in costruzione. Mantenendo gli attuali incentivi per solare e risparmio energetico. Credo che non si possa fare di più per cercare di affrontare la tempesta in arrivo. Ma credo anche che sia facilissimo fare di meno e farci cogliere come quei saggi bizantini che al momento dell'irruzione dei turchi mussulmani discutevano ferventemente dl sesso degli angeli...
E sia chiaro che tutto ciò lo sto pensando con la mia testa, non corro dietro a ideologie su queste materie, ma cerco di basarmi sulle informazioni che trovo sui libri e sul web, per esempio in blog come questo, che considero utlissimo e "ben frequentato".
Allora Alex, secondo te è veramente già troppo tardi? Prepariamo le valige?
@13
Un conto è dire cosa vorremmo, un conto è analizzare la realtà. Questo governo fortissimo rimanda a dopo le regionali la scelta dei siti nucleari, forse nei sondaggi il nucleare non è ancora così ben accetto dagli italiani.
Veniamo alla realtà economia, piu' o meno il 30% delle aziende occidenatali sono zombie e la chiusura di molte fabbriche avverrà da ora ai prossimi 10 anni, sicuramente ne nasceranno di nuove, ma cosa produrranno e quanta energia avranno bisogno?
Lo sviluppo insostenibile non dura per sempre ed il nucleare rientra perfettamente nello sviluppo insostenibile
@13 Pilota
Certo che sei proprio forte; appoggiare il NUCLEARE e L'EOLICO, la tua linea di comportamento è veramente ben demarcata.
La chicca poi: preferisco che ci pensino tra 30 anni alle scorie nucleari? Ma scusa 2 domande ma quantti anni hai? Hai figli? Credi che ti vorranno bene se gli lascere iin eredità scorie per i prossimi 10.000 anni?
Solo i nostri nonni ci hanno lasciato il pianeta immacolato e solo una generazione e mezza è riuscita a ridurci a questo punto.
E' ottimistico pensare di continuare ad andare avanti cosi' anche solo per 5-10 anni.
Il governo del nano manco vuole dire dove fare le centrali prima delle elezioni regionali, pensa che coraggio che hanno. Farne una a chioggia su terreno sabbioso dove perlomeno in 10 anni potrebbe sprofondare di un metro con tutto il peso sopra; c'è da stare allegri?
Prefrisco resttare e ripartire da zero piuttosto che trovarmi comunque tra 10 anni con il problema aggiuntivo di centrali che non sapro' gestire e con altre scorie da sistemare.
Il treno del nucleare è andato per sempre bisogna metterselo in testa, quello che è rimasto è solo una montagna di scorie che manco sappiamo gestire, se fossero intelligenti poco poco magari prima bisognerebbe sistemare quelle no?
@10 se il nucleare fosse veramente improponibile anche come gap filler in attesa di trovare qualcosa di meglio, beh signori e signore allora noi italiani comuni saremmo veramente fott***, perchè non solo noi ma anche tutti gli alti paesi sviluppati, dagli USA alla Germania alla Giappone, che hanno già una bella fetta della propria energia proveniente dal nucleare, non avrebbero di chè andare avanti quando il petrolio diventerà troppo scarso e caro ed entrerebbero in competizione forsennata, armi in pugno, per il metano e il carbone.
Perchè a me sembra chiaro che eolico e l'attuale solare da soli non possono farcela. E prima che si sviluppi la tecnologia di un nuovo solare più efficente il picco del petrolio, se è vero come pare che già c'è stato, svilupperà i suoi diabolici effetti. Forse è già troppo tardi (per noi italiani) ma voglio sperare che non lo sia e che riusciremo ad avere quel 10-15% di energia al nucleare negli anni 20 e 30 che, insieme a eolico, quel po' di idrolettrico che abbiamo, quel pochissimo di petrolio e metano che riusciremo a compre, più il risparmio energetico e un po' di solare, ci permetteranno di traghettarci senza carestie e disastri in una nuova era.
Qual'è il problema? Le scorie a lungo decadimento? I costi di decommissioning? Il progressivo aumento del costo dell'uranio? Scusate ma preferisco che ci pensino tra 30 anni sperando che per allora tra solare evoluto, centrali al torio e biomasse di nuova generazione avranno risolto tutti i problemi energetici e non solo, piuttosto di una prospettiva di carestia di massa (non semplice crisi...) nel nostro paese nel 2025!
@10 se il nucleare fosse veramente improponibile anche come gap filler in attesa di trovare qualcosa di meglio, beh signori e signore allora noi italiani comuni saremmo veramente fott***, perchè non solo noi ma anche tutti gli alti paesi sviluppati, dagli USA alla Germania alla Giappone, che hanno già una bella fetta della propria energia proveniente dal nucleare, non avrebbero di chè andare avanti quando il petrolio diventerà troppo scarso e caro ed entrerebbero in competizione forsennata, armi in pugno, per il metano e il carbone.
Perchè a me sembra chiaro che eolico e l'attuale solare da soli non possono farcela. E prima che si sviluppi la tecnologia di un nuovo solare più efficente il picco del petrolio, se è vero come pare che già c'è stato, svilupperà i suoi diabolici effetti. Forse è già troppo tardi (per noi italiani) ma voglio sperare che non lo sia e che riusciremo ad avere quel 10-15% di energia al nucleare negli anni 20 e 30 che, insieme a eolico, quel po' di idrolettrico che abbiamo, quel pochissimo di petrolio e metano che riusciremo a compre, più il risparmio energetico e un po' di solare, ci permetteranno di traghettarci senza carestie e disastri in una nuova era.
Qual'è il problema? Le scorie a lungo decadimento? I costi di decommissioning? Il progressivo aumento del costo dell'uranio? Scusate ma preferisco che ci pensino tra 30 anni sperando che per allora tra solare evoluto, centrali al torio e biomasse di nuova generazione avranno risolto tutti i problemi energetici e non solo, piuttosto di una prospettiva di carestia di massa (non semplice crisi...) nel nostro paese nel 2025!
Ma della mini-serie Burn up che andrà in onda Domenica 13 Dicembre su La7 e prodotta dalla BBC che parla anche della crisi petrolifera perchè non parne un post? Può essere un buon spunto per una riflessione su come i media ci informano o ci nascondono le cose.
@8
il blog di aspo più volte ha spiegato come il nucleare sia di fatto improponibile...e anche Debora e Pietro su Crisis
questo da una spiegazione a grandi linee ma bisogna capire l'inglese
http://www.youtube.com/watch?v=T7vGDwGLU7s
che il picco ci sia stato nel 2008 sembra probabile ma ancora non certo. E poi gli effetti non sono immediati, ci vorranno un po' di anni perchè la riduzione della disponibilità diventi sensibile, il concetto entri nelle teste della gente comune e si vedano tutte le terribili conseguenze.
Comunque il primo scossone non è stato da poco, per esempio l'industria automobilistica USA è stata ad un passo dalla sparizione, ora sembra si stia riprendendo ma per quanto?
Comunque se il picco è già su di noi dobbiamo solo accelerare ogni ipotesi di riconversione energetica prima che sia troppo tardi. Io ho per esempio messo da parte la mia avversione ventennale al nucleare e sono pronto ad appoggiare un qualunque governo che si voglia buttare a pesce sulla costruzione di centrali nucleari oltre che di centrali eoliche.
@4
Su questa domanda ci sono state per circa quattro anni su questo blog accese discussioni, quindi se vuoi maggiori particolari puoi consultare l'archivio.
Comunque in sintesi:
Il prezzo del petrolio risponde fino ad un certo punto alle leggi dell'economia classica. Prima del peak oil effettivamente una carenza di greggio poteva far sollevare il prezzo e viceversa. Dopo il peak oil, diciamo nel 2008, la continua carenza ha fatto sollevare il prezzo fino a circa 150 $ al barile, cosa che ha causato l'inizio del declino industriale con continui fallimenti e conseguente distruzione della domanda che ha provocato una continua discesa fino ad un punto piuttosto precario di oscillazione. La questione EROEI poi gioca a favore della discesa del prezzo al barile dato che il petrolio rimasto è di qualità sempre più scadente.
# Massimo
Hai sentito la notizie che arrivano dall'Iraq? Si sono concluse le aste per lo sfruttamento dei giacimenti. Vogliono portare l'output iracheno a 7, forse addirittura 12 milioni di barili/giorno.
Una notizia del genere, apparentemente, sembra contraddire le teorie pikkiste. Quindi petrolio in abbondanza, quindi prezzo in discesa.
Ma, e qui ti invito a riflettere, tra i beneficiari di quelle aste ci sono russi/svedesi e cinesi.Questi ultimi, devono far fronte ad un aumento del parco macchine circolante dai 700.000 al milione di veicoli venduti al mese. E non sono certo auto elettriche. Capisci perchè il prezzo deve rimanere basso?
Il picco, dici? tranquillo, gli effetti li vedremo presto.
La teoria del picco petrolifero e' diventata di dominio pubblico da pochi anni, forse perche' il picco era davvero vicino.Io l' ho conosciuta nel 2004 o 2005,la guerra in Iraq e' iniziata nel 2003 e l' Iraq e' l' unico posto dove la produzione di petrolio potrebbe crescere in maniera sensibile. Chi l' ha scatenata conosceva la reale situazione petrolifera meglio dei pacifisti.Dovremmo ricordare a tutti questo. Far conoscere le cose senza strumenti potenti e' faticosissimo, ma quando le cose che si vogliono comunicare sono inoppugnabili non e' fatica sprecata.Spiegare ora le dimensioni dei giacimenti petroliferi iracheni, di quelli minacciati in Iran, l' enorme potenza militare americana potrebbe aiutare in futuro a controbattere meglio nuove minacce di guerra, nuove menzogne sulla crisi economica.
Si, ma continuo a non capire. Se il picco e' gia' passato e quindi la produzione e' in calo, perche' il petrolio scende di prezzo?
Si, d'accordo, c'e' la crisi e i consumi si sono abbassati, ma le stime, se non erro, parlano di un calo di consumi relativo, tipo 4/6%.
Ma a parte questo, non dovrebbe essere interesse dei vari paesi continuare a fare scorta?
Viceversa il prezzo del petrolio sale e scende con un certo ritmo regolare (basta guardare il grafico) che puzza tanto di speculazione. Quindi se aggiungiamo che il prezzo al barile e' gonfiato dalla speculazione, il prezzo reale dovrebbe essere perfino inferiore.
Perche' non sale? Se sapessi che tabacco e caffe' stanno per finire, riempirei cantina, solaio, armadi ecc. come farebbero in molti, col risultato di far salire i prezzi.
P.S. perche' le crisi di Dubai e Grecia dovrebbero far calare il prezzo del petrolio?
Senza levare nessun merito alla Plummer e al Guseo ricordiamoci anche della saggezza popolare che aveva previsto tutto affermando che :"Il porco campa un anno".
bhe, non dimentichiamo l'italianissimo Renato Guseo: anche lui, su base statistica, aveva previsto il picco per il 2007-2008. Il suo lavoro del 2004 (Esaurimento del Petrolio e del Gas: Modelli di Diffusione e Previsioni in Presenza di Interventi Strategici) è disponibile http://www.sis-statistica.it/files/pdf/atti/RSBa2004p733-736.pdf
I grafici parlano chiaro: il picco del petrolio è stato raggiunto nel 2008. Intanto le crisi di Dubai e della Grecia hanno fatto scendere leggermente il prezzo dell'oro nero, che adesso è attorno ai 70 $ al barile. Il prezzo continuerà a scendere?, cominceranno a spuntare qua e la altre nazioni in crisi?, quelle che già lo sono peggioreranno ulteriormente?, e quindi il prezzo del petrolio poi aumenterà o diminuirà?.
alle 19:57
Pinnettu
@ 42
Eh!!!! in molte case quello che se la passava meglio era il somaro!?
Il fedele quadrupede necessitava di una stanza tutta per se....non potevi lasciarlo all'adiacio sotto la pioggia e la neve, altrimenti ti schiattava e senza asino eri fregato, per cui aveva bisogno di un ricovero, ergo una stanza se ne andava per la stalla.
I bambini invece dormivano tutti assieme nella soffitta, con la paglia a fare da coperta e sperando che le infiltrazioni d'acqua dal tetto non cadessero proprio sul tuo giaciglio.
No decisamente non erano bei tempi.