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Dic 0924

Luci a pedali, e simbolismi natalizi.

Pubblicato da Debora Billi alle 09:23 in Energia


Mi sembrava che qualcosa di buono fosse uscito da Copenhagen, senza offesa per gli amici danesi. Un'idea carina, "verde" e natalizia.

L'albero di Natale cittadino è come sempre tutto illuminato, ma l'energia per accendere le mille lampadine colorate arriva da... i passanti. Che salgono sulle biciclette collegate all'impianto elettrico, e pedalando consentono alle lucine di restare accese. Non ho fatto in tempo ad entusiasmarmi, che vengo a sapere che a Bologna accade la stessa cosa. Peccato che le bici dei passanti accendano soltanto alcune lucette rosse, mentre la luminaria generale è solidamente garantita dalla rete elettrica. Sarà uguale l'albero danese?

A Natale è importante il simbolismo, e il simbolismo di tutto ciò lo riassume molto bene il blog di Wolf:

il messaggio di cui il bell'abete è incolpevole ambasciatore sembra essere: “noi facciamo tutte le turbogas etc. che ci pare, perché questo deve garantire lo show che must go on (ovvero le lucine bianche). Voi pedalate così vi sentite utili e soprattutto così state partecipando a rendere più verde il mix di fonti energetiche, e quindi essendo nostri collaboratori non ci romperete le palle quando faremo un impianto nocivo sotto casa vostra – al limite se pedalate più forte lo facciamo più piccolo. Però non dimenticate mai che voi state giocando con le misere lucine rosse.

Buona Vigilia a tutti.

 
 

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Commenti

1. G., Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 11:05

Parzialmente OT.

Non riesco a vedere ancora nemmeno l'ombra dei famigerati black out, predetti sin da Rifkin nel 2002.

Tutto si svolge con grande lentezza e tranquillità: si consola l'amara perdita di qualche posto di lavoro con qualche vacanza toccata e fuga.

Lo spreco di molti aumenta, le luci anche ed a dismisura.

Ancora poche povertà, speriamo a lungo.

Buon Natale.

2. simone, Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 12:13

concordo sul fatto che anche quest'anno si faccia largo uso di ''simbolismi'' per illudere la gente.

 @ G

ma tu speravi/ti illudevi che saltasse tutto in una volta,speravi di applicare qualche tercnica da survivor????

sarà una lenta agonia 10-15 anni,del tipo che la banca ti regala la PS3 e dopo ti pignorano la casa.

lo hai detto anche tu ,tutto si svolge con lentezza (anche la morte è lenta).

non so dove vivi tu ma qui da me chiudono pian piano e in silenzio tante aziende,20-50-100-150 persone alla volta senza lavoro.molti hanno gli ammortizzatori ma quelli poi finiscono

3. G., Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 13:45

@ Simone

 ma tu speravi/ti illudevi che saltasse tutto in una volta,speravi di applicare qualche tercnica da survivor????

No, sono i commentatori di Petrolio che spesso si fanno prendere la mano dal catastrofismo e prevedono cose inimmaginabili!

Se ti vai a leggere i commenti dell'estate 2008, ne dedurresti che al 2009 neanche ci saremmo arrivati! Invece eccoci qui, sempre noi/voi.

Sempre a cambiar le gomme quando fa freddo ed a investire i soldi in questo o quel bond.

Dove vivo io c'è sicuramente qualche caso miserevole. Non lo ignoro e me ne rammarico.

Ma la stragrande maggioranza della gente ha in mente solo la marca dei propri vestiti e della propria auto.

Il picco, inteso come svolta del nostro modo di pensare essere ed agire, qui è distante ancora anni anni luce.

Quattro pannelli ACS sulle case non fanno differenza.

20 miei colleghi (impiegati, operai) sono stati licenziati dopo una mobilità nel 2009. 5 di loro erano stati in crociera con Costa crociere pochi mesi prima.

Ma cosa vuoi che sia il cambio di paradigma! Quanto rapido lo intendi? Lo scopriremo quando Costa Crociere non navigherà più.

Per ora noi di va a vanti a pane e olio di frittura riciclato.

Ciao. 

4. Surak 2.0, Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 14:59

mah...sia l'articolo sull'altro blog che su questo (dato che lo riporta) rientra nel classico "me la suono e me la canto" visto che prende spunto da un pretesto qualunque per potare il discorso dove si vuole senza manco cercare di fare un discorso coerente.
Al contrario di quanto vi è affermato, intanto, più una persona agisce e più s'incavola se scopre di essere stata ingannata poi il tutto dovrebbe al contrario dimostrare che non basta "pedalare" per avere sufficiente energia manco per un affare che ne consuma realtivamente poca.
L'alternativa quale sarebbe? Mandare avanti il Paese , anche solo nei servizi essenziali, a pedalate? Più facile mandarlo avanti a pedate.
A lamentarsi sono tutti buoni, l'importante è non avere mai nessuna responsabilità seria

 

5. gio_bass, Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 15:07

Nessun cambiamento, allegra combriccola di catastrofisti.

Sempre il nostro mare, agitato e coccolone.

Nessun allarme, nessuna sorpresa. Car wash, always on saturdays.....

 

6. daniele.spagli, Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 16:34

Qualcuno diceva "perché tutto rimanga com'è occorre che tutto cambi" ed in effetti i cambiamenti ed i crolli repentini, spesso sono segnali esteriori ma quasi mai corrisponde un cambiamento interiore e profondo.

La crisi ci tocca e ci avvinghi pian pianino... i prezzi delle case non crollano, ma le compravendite sono pochissime e gli investimenti non ci sono praticamente più (si attende di realizzare quelli già in piedi, ma senza fretta).

Intanto, per esempio, l'autogrill l'hanno scorso non ha praticamente fatto il pacco regalo ai dipendenti (o molto ma molto ridotto rispetto agli anni precedenti) i negozi di abbigliamento aprono e chiudono come mosche di stagione, si vedono sempre più di frequente cartelli affittasi e vendesi... e quest'anno a casa mia di pacchi regalo se ne vedono parecchi meno.

Oggi è la vigilia di natale e sul cantiere c'erano sia falegname che elettricista.

Il meccanico è aperto ed è pieno di auto in riparazione, in compenso nel concessionario c'è il vuoto pneumatico.

La crisi, così sottostimata e nascosta, ci pervade lentamente: i veri cambiamenti avvengono gradualmente... speriamo che valga sia in peggio come in meglio.

Auguri a tutti gli uomini di buona volontà ed anche ai disfattisti che non consumano ed investono. ;-)

7. Phitio, Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 21:36

Il momento di transizione è sempre una linea d'ombra, dove tutto pare e non pare. Ci si accorge di quanto le cose siano cambiate solo voltandosi indietro all'improvviso, in un giorno di fastidio, anni dopo.

Che abbiamo varcato la linea d'ombra saraà chiaro fra qualche anno, quiando ci si renderaà conto che risulta impossibile tornare là dov'eravamo. E chiameremo normale questo nuovo stato

8. Mammifero Bipede, Giovedì 24 Dicembre 2009 ore 23:22

Intanto quest'anno sto in "vacanza" dal 19 dicembre fino all'11 gennaio, mentre gli anni passati ho lavorato anche il 31 dicembre.

In attesa della cassa integrazione...

9. eco1, Venerdì 25 Dicembre 2009 ore 10:29

come la gente che va in palestra e poi prende l'ascensore perchè si stanca... bah

10. gio_bass, Venerdì 25 Dicembre 2009 ore 11:39

@ daniele.spagli

Il meccanico è aperto ed è pieno di auto in riparazione, in compenso nel concessionario c'è il vuoto pneumatico. 

Spagli, ti sbagli. Il vuoto pneumatico lo vedi tu. La seguente frase è un copia incolla del report mensile www.anfia.it sulla vendita di auto. Il calo rispetto al 2008 è solo dell'1,4%. Come la mettiamo?

 I volumi realizzati nel periodo gennaio-novembre 2009 ammontano a 1.991.546 unità, pari ad una contrazione dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

11. Emanuele, Venerdì 25 Dicembre 2009 ore 20:17

Anche a Bologna hanno allestito qualcosa di simile.span.jajahWrapper { font-size:1em; color:#B11196; text-decoration:underline; } a.jajahLink { color:#000000; text-decoration:none; } span.jajahInLink:hover { background-color:#B11196; }span.jajahWrapper { font-size:1em; color:#B11196; text-decoration:underline; } a.jajahLink { color:#000000; text-decoration:none; } span.jajahInLink:hover { background-color:#B11196; }

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