Uno sguardo dal picco
-A tutti gli interessati: sono arrivate altre 30 mila truppe e siete circondati. Arrendetevi finché potete. Passo e chiudo.
In riferimento al mio post precedente:
La delegazione vicentina NodalMolin contestera' la consegna del Nobel per la pace ad Obama a Oslo, in Norvegia, e non in Svezia.
10 dicembre:diamo un Nobel alla guerra a Obama e al Parlamento italiano.
Sit-in a Roma,piazza Argentina, dalle 17.A Catania,piazza Stesicoro, dalle 16.30.Una delegazione vicentina NodalMolin contestera' in Svezia la consegna del premio ad Obama.
@9 .. APAKISTAN :):):)
Nuove truppe in Afghanistan e minacce all'Iran. L'unica vera differenza tra Bush e Obama è il colore della faccia.
e pensare che per certi personaggi che siedono sulle ambite poltrone parlamentari è pure difficile pronunciare la parola Afghanistan (puntata delle iene)
2 premi nobel per la pace ora .. .;)
Bella, la vignetta. La battuta: speriamo? Temo sia peggio di come pare. Controllare il territorio non è come sul Pasupio, prendere possesso delle cime, ma controllare con la forza, i ricatti, le torture i villaggi e i loro abitanti...
Giusto per rovinarvi la risata...
"Altri mille soldati italiani in Afghanistan. Contiamo di completare il ritiro dall'Europa entro tre anni" - http://twitter.com/spinozait
Obama;
Lascia o raddoppia?
Si torna? Dalla politica di Bush ci si era allontanati solo a parole. Questa è la prova. Semmai si rilancia
A tutti gli interessati (to whom it may concern...) suggerisco la lettura dell'ultimo libro di Réné Girard "Portando Clausewitz all'estremo" che è un bel ritratto di quel che ci aspetta.
Da che mondo è mondo la crisi si combatte con la guerra. Gli USA mica vogliono vincere, al di là del moto perpetuo loro te(rr)orizzano la guerra perpetua, si presume di più facile attuazione. Attenzione però alla NATO, che sembra scricchioli; se cade quella resteranno solo USA ed Israele a spacciare democrazia.
Il contratto era per almeno 10 anni di guerra, se non si rispetta ci sono le penali.
Almeno il suo piano ha una scandenza.
Ciò non mi fa felice
Il "grande" Obama, eccolo qua
alle 10:10
Phitio
Cari ragazzi, anche Obama è in balia degli eventi.
Citando Benni, "il presidente non conta niente".
Credo che Obama stia cercando, nei limiti di quello che è in grado di fare senza che qualche conveniente sicario di Al Quaeda appostato sui tetti non lo faccia fuori, di sterzare il sistema.
Non si cambia un mostro come l'impero americano con la stessa facilità di come i benpensanti e ingenui si cambiano le mutande la mattina.
Se quelli che lo hanno messo su quella sedia pensano di aver finito il lavoro, e si aspettano che faccia tutto lui, beh, sono dei fessi. Il lavoro duro della base viene adesso, non prima.
Dovreste sapere bene che il potere consolidato tende a reagire violentemente ai tentativi di cambiamento. Senza il supporto esseniale della base civile, senza che questa operi per cambiare la composizione della massa, e senza che il presidente non possa fare leva sulla sua forza, non cambierà nulla, nemmeno tra tre generazioni.