Uno sguardo dal picco
Il mese di Dicembre è quello dedicato ad oroscopi, previsioni e pronostici per il nuovo anno. Su TOD ne discutono in un post fresco fresco: quale sarà il prezzo del barile tra un anno?
Si nota, nel post, che dal febbraio scorso una risalita della domanda mondiale del 2,3% ha determinato un aumento del prezzo (WTI) di oltre il 99% (da 39,16$ a 78,08$). Così, sostiene Euan Mearns,
in termini semplici, se tale relazione continua a tenere il prezzo futuro sarà determinato dalla domanda, e il problema ridotto a prevedere la domanda globale di petrolio-non un compito semplice. Da notare che dall'attuale posizione di 86 milioni di barili al giorno, una crescita della domanda di appena 2 milioni di barili riporterebbe il prezzo ai livelli della scorsa estate (quasi 150$), mentre una discesa della domanda dei medesimi 2 milioni di barili ricondurrebbe il prezzo a 50$.
E voi, come la vedete?
Personalmente ritengo la teoria del picco petrolifero dimostrata analiticamente allo stesso modo del Teorema di Pitagora e altro,ma non ho una cultura scientifica che possa affrontare questo "problema". Mi fermo a intuizioni,credo pero' che qualche professore potrebbe dare una mano in questo senso. Mi sono posto invece il problema di come divulgare il picco e tra le strade da battere ritengo utile "conquistare" qualche forza organizzata,anche piccola, a questa consapevolezza. Piu' di qualche intervento in incontri pubblici o qualche messaggio, scritto come mi riesce,cioe' male, non sono riuscito a fare. Ma forse il mio piccolo impegno insieme a quello di altri sta facendo crescere, molto lentamente, questa consapevolezza. Certo un intervento autorevole e adeguato in televisione vale quanto migliaia di piccoli sforzi. Comunque, penso di averlo gia' scritto, mi piacerebbe fosse in qualche modo misurato l' interesse al tema del picco. I contatti numerosi a questo blog sono forse il dato piu' incoraggiante.
@17, Marco, ma la domanda è perchè questa assenza?
Non vorrei che ci fosse un problema ideologico che impedisce proprio a quelle forze che hai citato, che solitamente sfidano gli establishment, di farlo in questo caso..."il petrolio finisce...beh anche se fosse meglio così in questo modo la gente, se non ci siamo riusciti con le buone, dovrà pure rinunciare a auto, aerei, TAV, ville al mare..."
Da parte dell'establishment forse non c'è l'intenzione di spaventare le masse di consumatori...anche se poi il fatto che diversi governi si risvegliano proprio ora con il nucleare, e non certo perchè sono ambientalisti e si preoccupano di Kyoto, a me sembra un indizio che "sanno".
Eppure mi sembra strano che proprio questo tema, forse il più cruciale per la nostra civiltà nessuna forza organizzata lanci l'allarme...
A meno che il problema non esista e pure io ho abboccato alla congiura organizzata dagli scienziati pazzi dell'Aspo...Hubbert in realtà non è mai esistito, è stato creato elettronicamente su internet dieci anni fa... dietro tutto cìè la potente lobby dei pannelli solari altro che Exxon...
Ma poi perchè se il picco è una invenzione di Aspo perchè anche Exxon riempie pagine pubblicitarie (su Herald Tribune) per annunciare che il futuro è nei biocarburanti di seconda generazione...
Il mondo è impazzito??? Siamo come i lemming della leggenda metropolitana diretti inconsapevolmente a sucidarsi uno dietro l'altro da un dirupo?
x pilotaDD
Il picco e' "assente" tra gli ambientalisti, tra gli operatori economici delle energie rinnovabili, nella sinistra estrema sempre controcorrente. Bisogna "portarcelo" in qualche modo. Se e' completamente assente, cosa voluta, vuol dire che e' utile anche solamente la sua "presenza". Scusate, e' una mia fissazione, si puo' far qualcosa per cambiare il corso delle cose. La prima e' divulgare quello che e' "certo" ma oscurato.
oggi pomeriggio su RAI TRE c'era un programma sulla costruzione delle centrali nucleari in Italia con sottosegretari vari, ambientalisti ecc.
Diamine ci fosse uno che ha parlato della immanente scarsità del petrolio. Un sottosegretario ha addirittura detto che le centrali servono per gli anni intorno al 2040, per diminuire la dipendenza dagli stati esportatori di petrolio...
2040? Ci saranno ancora stati (al plurale) esportatori di petrolio?
Se va bene bene resterà ancora l'Arabia Saudita e basta. Forse l' Irak se i progetti di aumentare di botto le estrazioni vanno per qualche motivo a fondo (e così le riserve durano di più)
Perchè arrivati quasi al 2010 la questione del picco immanente è ancora cosa di pochi iniziati? Forse ci vorrebbe un bel filmone da hollywood tipo the day after tomorrow ma sull'argomento "ommamma abbiamo passato il picco e moh che facciamo"...
Si dimentica sempre che il dollaro è andato a puttane nel 2008.Se c'è ripresina, c'è ripresina anche del dollaro quindi il barile potrebbe restare a 80$ ma perdere molto nel cambio in Euro e noi trovarci in Europa con benzine attorno ai 2 Euro al litro e ti saluto...
Usando sempre e solo la calcolatrice rischiamo di perdere di vista un fatto importante: passato il picco del petrolio, l'energia disponibile pro-capite al mondo scivola giù rapidamente e questo deve avere conseguenze su ognuno, proprio da un punto di vista fisico. Che accada domani o dopodomani, invece che stare alla finestra, ognuno si riorganizzi come puo e se puo. Poi i grafici e le analisi possono aiutarci o meno a capire dove e come intervenire, ma il quando è "subito".
Prezzi in aumento e stagflazione
secondo me entro fine 2010 di nuovo oltre i 100 dollari
@massimo
Ti correggo riguardo al fatto che il trend di oro e petrolio è simile, non lo stesso, e sul fatto che l'oro ultimamente non è mai sceso sottoi 1100 dollari l'oncia.
La spiegazione è banalmente che siamo in un mondo libero e globale, e ognuno può investire su quel che vuole o speculare su ciò che vuole. Le fluttuazioni di prezzo le fa la finanza, ma il trend lo fa l'economia: il trendo di lungo periodo riflette l'equilibrio fra domanda e offerta, senza dubbio. Adesso che Copenhagen si è malauguratamente conclusa con un sostanziale nulla di fatto, si libera lo scenario rialzista: il mondo sa che la domanda di greggio è destinata a salire, e la produzione a diminuire, per cui anche gli speculatori ci marceranno. Sta di fatto che però se non ci fossequesta prospettiva "toro", hai voglia speculare... prova a comperare sassi senza valore come un forsennato, non riuscirai a far schizzare il prezzo dei sassi alle stelle.
@marco
A un certo punto bisognerà fare i conti con l'esagerato eccesso di capacità produttiva... continuo a essere stupito come a tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, venga chiesto costantemente un impegno di produttività, dall'industria alla sanità, dala scuola al commercio... ma di tutti questi beni e servizi il mondo NON HA BISOGNO! A questa stregua delle due l'una: o viaggiamo verso una disoccupazione al 30% della forza lavoro, e il mercato implode per mancanza di soldi al consumo, oppure tutti quanti capiamo che l'unica via è una "decrescita felice". Io sarei il primo a sottoscrivere in pieno di lavorare il 30% in meno e accontentarmi del 30% in meno di reddito!
Il prossimo shock (che sorprendera' ma che ritengo scontato) io lo prevedo per l' occupazione sempre decrescente e sempre di peggior "qualita'". Sinceramente giudico la situazione gia' grave e le reazioni a tutto questo scarse, quindi si potrebbe pensare che le reazioni saranno anche in futuro deboli. Ma il fatto che questo calo dell'occupazione sia ben lontano dal fermarsi e invertire la tendenza, mentre gia' la situazione attuale e' pesante, mi convince che si giungera' ad un punto critico che sara' l' inizio di una nuova fase della politica e dei rapporti sociali. Cambiera' anche il rapporto tra la gente (oggi quasi totalmente disinteressata) e le politiche energetiche.
Non per voler strafare, ma al momento, guarda caso, sia oro che petrolio stanno di nuovo risalendo.
Qualcuno pero' dovrebbe farmi il piacere di spiegarmi perche' oro e petrolio seguono da un po' di tempo lo stesso trend.
Non sono cose che m'invento io, basta seguire l'andamento. Quando il petrolio e' in salita, lo e' anche l'oro e viceversa. Ultimamente il petrolio e' salito fin sopra gli 80 dollari e l'oro sopra i 1200 dollari l'oncia. Il petrolio e' calato sotto i 70 e l'oro e' sceso a poco piu' di mille.
Quindi se qui si parla di speculazione, la domanda e l'offerta hanno ben poco a che fare col prezzo del petrolio.
O sbaglio?
secondo me in questo anno cambia poco: se ci sarà una ripresa sarà minima ed in qualche modo frenata dalla disoccupazione.
A meno di grosse bolle secondo me il prezzo sarà dagli 80 ai 100, magari con brevi capatine sopra i cento per tornare immediatamente nei ranghi: dopotutto di petrolio ce ne sarà meno e il prezzo dovrà comunque salire.
Staremo sugli 80-90 $.
La domanda risalirà e la produzione riuscirà ancora a stare dietro alla domanda. Ovviamente ci vorrà un certo sforzo e questo terrà i prezzi comunque in tensione.
Molto dipende anche dal vertice di Copenhagen: se finisce con un nulla di fatto i prezzi saliranno molto perché la domanda salirà, se si farà un accordo molto stringente, potrebbero restare stabili. Sono convinto che al momento i produttori siano terrorizzati dalla remota ipotesi che un accordo sul clima tagli la richiesta, attraverso una drastica imposizione di criteri restrittivi sull'efficienza energetica, dell'industria, del riscaldamento domestico, e dei trasporti.
A prescindere dagli auspicabili accordi sul clima, di pancia, mi sembra ragionevole pensare che a fine 2010 viaggiamo su un prezzo intorno a 120 dollari a barile, con 83 milioni di barili al giorno di consumo medio.
Ciao
Sono curioso di vedere gli effetti dello stop alla "cash for clunkers" in UK, come dice Mearns. Qualche altro stato li taglierà e le auto ritornano basse.
All'Aprilia (VE) non lavorano da fine ottobre e ricominciano a febbraio....
@2
E' quello che penso pure io, ho osservato con attenzione l'andamento del prezzo al barile e si osservano oscillazioni continue.
Non dimentichiamo il declino all'anno della produzione petrolifera globale già dal 2010, stimato intorno al 5% annuo.
Più che di crisi e ripresine cicliche si dovrebbe parlare di ondulazioni di un grafico dell'economia globale in stabile fase discendente...
Secondo me, più che dal trend della domanda, il prezzo sarà determinato dall'analisi armonica (ciclica) della crisi.
Sembra assai probabile che assisteremo ad un lungo periodo di "crisi a singhiozzo", con ripresine e crisi che si sussegueranno in modo caotico e poco prevedibile. L'alternarsi di queste fasi potrebbe provocare un comportamento "oscillatorio" dei prezzi dei carburanti, che anzichè inseguire la domanda (che secondo me resterà stabile" tenderanno invece ad inseguire le ciclicità della crisi stessa.
Crisi -> Petrolio giù -> ripresa -> di nuovo su -> aumento dei consumi -> crisi -> petrolio giù
(e così via).. all'infinito ? boh!
Però, se ho ragione, prepariamoci all'altalena, una bella oscillazione che ricorda quella annuale della CO2... un saliscendi repentino con ... un trend di crescita esponenziale del valore medio nella lunga distanza.
Scommettiamo un mazzo di carciofi ? (stiamo sobri)
Bisogna vedere il trend della domanda di Cindia, secondo me quella che inciderà di più sul prezzo futuro del barile...
alle 09:33
Hunter76Lima
Considerazioni macroeconomiche sul lieve aumento della domanda e il futuro declino della capacità produttiva (circa 3% annuo) previsti per il 2010 mi avrebbe tranquillamente spinto a dire petrolio sopra i 100 dollari al barile, supportato dalla debolezza del dollaro che accompagna la ripresina.
Aggiungendoci però un discorso finanziario/speculativo, dobbiamo tener conto gioco-forza di due ulteruiori variabile che influenzano il prezzo del petrolio: nuova ondata al ribasso dei mercati che trascinerà giù euro e petrolio e speculazione sul nimex al ribasso, film già visto a fine 2008/ inizio 2009, ciò indipendentemente da considerazioni logiche sulla spare capacity degli impianti di estrazione ...
Il prezzo tra un anno esatto è quindi una cosa impossibile da prevedere, qualunque considerazione logica si faccia; valutare/prevedere il prezzo medio del 2010 forse avrebbe più senso.
Da parte mia penso che ci sarà un tuffo a 50 dollari a barile a inizio primavera (marzo/aprile 2010) per poi riprendere le posizioni di prezzo attuali verso fine anno. Stimo un valore medio di 70 dollari al barile per il 2010.
Secondo me non avremo per il 2010 problemi nè di carenza nè di prezzo alla pompa; la vera carenza che comincerà a svilupparsi sarà la disponibilità di lavoro e la riduzione dei nostri risparmi e quello comincerà a sentirsi.
Razionamenti di carburanti non dobbiamo assolutamente aspettarceli prima della fine del 2012.